Rivista della Sezione Ligure

 

Embed or link this publication

Description

La Rivista della Sezione Ligure del CAI - Anno 2009

Popular Pages


p. 1

quota zero rivista della sezione ligure del cai spedizione in abbonamento postale iscrizione al r.o.c 7478 del 29/08/1991 autorizzazione tribunale genova n.7 del 1969 quota zero ­ rivista della sezione ligure del cai anno cxxix numero ii del 2009 club alpino italiano rivista sezione ligure della

[close]

p. 2



[close]

p. 3

rivista della sezione ligure del club alpino italiano sommario dicembre 2009 www.cailiguregenova.it direttore gianni carravieri dir responsabile paolo gardino redazione roberto schenone marina moranduzzo caterina mordeglia gian carlo nardi vittorio pescia marco bragheri stefania martini pietro nieddu desktop publishing luigi gallerani progetto grafico tomaso boano ctp e stampa ctpservice bruzzone arti grafiche genova rivarolo autorizzazione del tribunale di genova numero 7/1969 abbonamento annuale cinque euro rivista realizzata esclusivamente con software libero per contattarci ml_redazione@cailiguregenova.it in copertina e nel sommario la cresta del cástore foto di laura cignoli aiguille du midi foto di pierre tairraz e a inacl rra 6 ri itioian nauilino g ed d ago acq 2 it à t ill in u 1 nt co o,ni cam ta edran a d mo ll r s ne re dzegiorn opeandro 18 o za z a n ez zo c ees a li re ggra di m la csenon iananduz a i la gu l io erto s h alina mor 22 trbo io gagdi ro na i,idi ma sat epifan i vntagn ag ibillin pasardo d 27 il mo a nt nti s l i ricc carato i no oead te mo i mre dosta ecna o 33 r ot c c ,g t i lu as on ny ruarra n a ento d tecaescia p ca a e e io mpla g ienz il v bliovittor a 3r4 e i i is c i soce ag n bicura d pinrravie mciaalni ca 3 8 a ia nonzi aoc di g lpinco be n t la ar raon an io a di m a 4o1 cnc i r rio ll afori ia o in a a c eb at mag n snpranco o 4r8 ot tneurve im i a f seorrent coi di gi zeore lig osun t acanott tasezi n s llo z uodella 3 q r io ea r v ie ar r p am ic a r no t iz ia 5 i

[close]

p. 4

lo scatto fotografico salita al colle di fenestrelle scuola di alpinismo giovanile trekking 2009 valle delle meraviglie foto di luigi gallerani 4

[close]

p. 5

realizzare nella continuità gianni carravieri saluto della presidenza d opo 43 anni di bollini cai e quasi altrettanti di incarichi direttivi vari all interno del cai soprattutto di carattere tecnico mi trovo nominato all improvviso presidente della sezione ligure incarico ambito e di prestigio senza dubbio ma che richiede un impegno continuo da dedicare alle molteplici attività sezionali sia di carattere culturale che di tipo organizzativo/manageriale e mia intenzione operare insieme con il consiglio direttivo nel solco già tracciato dai miei predecessori la mia esperienza personale di montagna partita dalla domanda di iscrizione al cai con socio presentatore alessandro gogna e con un attività alpinistica iniziata sotto l ala degli indimenticabili gianni calcagno lorenzo pomodoro e franco piana e di molti altri che non nomino per brevità mi vede impegnato nel difficile compito di coniugare un tipo di approccio classico alla montagna da cui provengo con una frequentazione moderna con caratteristiche più tecnologiche meno epiche talvolta addirittura scanzonate che vedo nelle più giovani generazioni oggi la realtà della sezione è costituita essenzialmente da oltre 2100 soci includendo anche le sottosezioni 5 scuole riconosciute con circa 80 istruttori titolati 7 rifugi e 3 bivacchi la rivista con 2 numeri all anno i sentieri dell alta via monti liguri sotto nostra manutenzione le numerose commissioni e i gruppi operativi e la sede di proprietà con la biblioteca gli impegni prioritari che ci siamo dati sono in linea con le disposizioni statutarie e con i più recenti indirizzi del sodalizio incrementare i servizi per i soci giovani e meno giovani favorire l attività didattica diffondere la cultura delle terre alte agevolare la frequentazione della montagna in ogni sua manifestazione alpinistica allargata gestire i rifugi difendere l ambiente montano naturale e sociale editoriale 5 il presidente gianni carravieri insieme al presidente uscente gianpiero zunino effettuare la manutenzione dei sentieri senza dimenticare i tre obbiettivi strategici della attuale presidenza generale comunicazione giovani cultura ai quali non da oggi la nostra sezione sta cercando di dare adeguate risposte questa rinata rivista prodotta quasi totalmente in autonomia da una redazione rinnovata dinamica e motivata ne è la prima testimonianza per ottenere risultati in tutte le attività sociali è infatti indispensabile l impegno e il lavoro di tutti i responsabili di scuole commissioni gruppi vi elenco nel seguito alcune delle attività effettuate dai componenti del consiglio in questi primi 250 giorni di operatività svolte con l obbiettivo di essere sempre più inseriti nei centri vitali della sezione e della comunità in cui viviamo conferma responsabili commissione operative esistenti costituzione nuove commissioni per sede servizio soci e cultura con ricerca tuttora in corso di nuovi collabo continua a pagina 46

[close]

p. 6

guglia di mezzogiorno camillo acquilino monte bianco 7 la grande montagna 6 4 chamonix mont blanc savoie 30.08.07 15h È il timbro di una cartolina che ho ricevuto nei giorni scorsi propone un inquadratura proprio bella è una fotografia aerea a taglio verticale ripresa in una giornata splendida e limpidissima la vetta del mont blanc e quella dell aiguille du midi sono poste sulla stessa linea in una prospettiva che nobilita entrambe in primo piano si vedono i dettagli della parte alta del versante nord ovest della midi lambita dal sole di un mattino oramai avanzato prima ancora di leggere il messaggio di saluto mi sono perso a ritrovare su quella parete la linea di salita della parte alta dello sperone frendo perché anni fa io ci sono passato era il 21 agosto 1983 ed ero con due compagni di scalata importanti margherita solari pastine una figura non comune erano gli anni 80 e sapeva ancora ingaggiare la battaglia dell emancipazione femminile negli ambienti rudi dell alpinismo di alta montagna era ambiziosa e determinata tanto da sopportare e nascondere ogni disagio pur di raggiungere la vetta non ricordo che sia mai partita da lei una mozione di rinuncia alla salita io che ero il più giovane del gruppo osservandola durante la scalata alla midi immaginavo di assistere ad una replica delle imprese della tranquilla ninì pietrasanta o dell affidabile paula wiesinger o della coraggiosa loulou boulaz sergio casaleggio l alpinista capocordata non era solo bravo ad andare da primo in alta montagna,

[close]

p. 7

ma sapeva anche preparare e la grande montagna condurre con innata capacità una salita impegnativa il suo istinto è qualcosa che viene da lontano fa parte di quel bagaglio trasmesso non si sa come fra le generazioni che affiora come per magia nella sensibilità e nei gesti di un individuo leggere le venature di un masso per poterlo spaccare nel verso giusto decidere il taglio da praticare in una pianta per farla cadere dove si vuole osservare una parete e capire l itinerario da seguire immedesimandosi nella mente dei primi salitori appartengono allo stesso estro devo dire che ho imparato molto da quest uomo nello slancio alpinistico camillo acquilino nel 1983 avevo 26 anni ed ero il più giovane del gruppo ripercorrendo un po la mia carriera alpinistica penso di potermi meritare il grado di gregario non m intendo di calcio ma da quello che ho capito ascoltando una nota canzone penso di aver espresso in montagna il ruolo da mediano non è stata la timidezza connotato che ha segnato non poco la mia vita ma piuttosto la forte soggezione che ancora provo nei confronti dei miei miti che mi ha frenato plan de l aiguille è una balconata posta a metà altezza fra il fondovalle e le vette delle aiguilles di chamonix da quel posto si può contemplare una fila ininterrotta di pinnacoli che dall aiguille du midi all aiguille dell m si estende per oltre cinque chilometri con un dislivello di almeno 1500 metri osservandoli ero accom-pagnato dalla seduzione dei nomi francesi che sergio snocciolava indicando ogni versante grand charmoz grépon blaitière ciseaux fou peigne pèlerins dent du crocodile la plan la midi dalla mia contemplazione sono rientrato in me alla domanda quasi supplichevole di margherita ma sergio domani dobbiamo passare di là indicava la cresta di neve dello sperone frendo e 7

[close]

p. 8

la grande montagna sergio sembra piuttosto nera eh o qualcosa del genere fra i rituali della vigilia cena controllo dell attrezzatura ecc e la sveglia puntata nelle ore ancora notturne sono rimasto nella cuccetta del rifugio a fare i conti da solo con le mie ansie la meraviglia che avevo provato nel guardare le aiguilles nel pomeriggio aveva ceduto il posto alla pena profonda che nella notte provavo per tutti quelli che giocando un giorno su quelle pareti avevano perso la vita vivevo un conflitto interiore che può essere interpretato come il confronto fra le cose appaganti della vita e quello che anche inaspettatamente esse ci possono costare alla sveglia il tempo era buono io non ho trovato motivi validi per giustificare una rinuncia e siamo partiti superata in breve tempo la stazione della funivia deserta alle quattro del mattino ci siamo inoltrati nella pietraia seguendo il sentiero che porta al glacier des pèlerins i pensieri della notte non mi avevano abbandonato anzi il buio il cielo stellato il brivido provocato dall aria fredda che sembrava quasi pe sare sulla testa e sulle spalle e soprattutto il fragore dei mille rigagnoli che popolano quell anfiteatro modulato dai cambiamenti di brezza e a volte interrotto dal boato di qualche frana esaltavano la mia pochezza in quel ambiente camminavo per dovere mi sembra ancora di ricordare sergio pronunciare un mah mentre si aggiustava il bavero della giacca a vento una semplice esclamazione che tuttavia a me dice molto cosa deve fare un capo deve solo esaltare gli animi deve solo castigare con mah ha voluto dirci cosa siamo noi in quel frangente dirci che possiamo farcela ma soltanto con molta e costante attenzione dirci che non sarà facile dirci che ognuno dovrà fare la sua parte dirci mah 8 abbiamo risalito il ghiacciaio puntando verso destra fino a raggiungere le prime rocce dello sperone ancora slegati mi sembra abbiamo iniziato un ascesa verso sinistra davanti sergio margherita e poi io a chiudere il gruppo osservo i miei compagni avanzare con passi sicuri e misurati muovendomi in questo modo prendo confidenza con quel luogo di per sé inospitale soprattutto alle prime luci

[close]

p. 9

del giorno vedo ancora sergio superare senza problemi un masso di discrete dimensioni arriva il turno di margherita poi tocca a me imposto il passaggio come ho visto fare agli altri e sono davvero sorpreso quando sento cedere l appoggio e dopo aver precipitosamente cercato un nuovo punto d equilibrio vedo rotolare quel masso lungo la parete sottostante gli amici si voltano tutto a posto camillo tutto a posto anche se dentro di me riecheggia il mah sono ripartito con le orecchie basse e ho faticato a riguadagnare una nuova confidenza con quell ambiente la scalata continua su roccia granitica ed è meravigliosa su quel terreno la progressione efficace passa attraverso un attenta valutazione di ogni movimento può capitare di dover concatenare in rapida succe abbiamo aggirato sulla destra lo sperone affilato e passando attraverso uno stretto intaglio ci siamo trovati alla base della cresta nevosa qui ci siamo preparati per affrontare una scalata su ghiaccio che era in condizioni più impegnative di quelle che ci aspettavamo il sole era ci aveva appena baciato ma se da un lato ci confortava con la sua luce dall altro ci rendeva purtroppo evidente l inesorabile trascorrere del tempo in breve ci siamo trovati come funamboli sospesi sulla sottile cresta principale che si impennava via via prima di appiattirsi contro la parte rocciosa che la sovrastava il filo di cresta faceva il paio con quello della teleferica che scorreva incessantemente a poco più di duecento metri sulla nostra destra È strano come quei fili posti fra me ed il cielo fossero capaci di dare una dimensione al vuoto e a invadermi con una sensazione di vertigine insostenibile sergio aveva raggiunto una sosta poco distante dalle rocce e mentre mi stavo avvicinando pensavo che col prossimo tiro ci saremmo affrancati nuovamente alla solidità del granito mi sorprese invece il suo sussurro camillu a sosta a nu l è guei buña mia se ti pö anna da quella pria e mi indica ssione movimenti che richiedono la massima distensione degli arti con altri di forza ed altri ancora estremamente delicati passare da uno sforzo intenso alla necessità di mantenersi in equilibrio su piccole asperità è qualcosa da provare non solo bisogna controllare la propria posizione ma serve anche domare l affanno la grande montagna 9

[close]

p. 10

va un masso incastonato nel ghiaccio duro e ripido poco sopra di noi sulla destra constatata la nostra precarietà e ricevuto il comando di provvedere ho capito che toccava a me affrontare la situazione e nei gesti che ho poi eseguito devo dire con molta circospezione mi sono sentito protetto più dallo sguardo vigile ed attento del mio amico piuttosto che dalla corda che ci univa prima di arrivare al masso circondato da ghiaccio vivo luccicante mi sono fermato un attimo e visto che mi sarebbe servito un cordino lungo che non avevo per abbracciare lo spuntone ho raccolto un paio di bracciate di corda che ho poi lanciato come un lazo sospiro di sollievo la grande montagna sergio è ripartito verso il primo tratto delle rocce che era verticale e solcato al centro da una fessura piuttosto larga abbandonare una sosta per intraprendere un tiro di corda scabroso è un po come tuffarsi nell acqua fredda non è mai il momento di lanciarsi sergio si è invece mosso come suo uso senza esitazione perché sapeva reggere perfettamente il ruolo da capo cordata È questione di carattere ha quindi attaccato il primo risalto di roccia che aveva un uscita leggermente strapiombante in quel punto la fessura nella roccia era intasata da una colata di ghiaccio dalla quale pendeva una stalattite abbastanza consistente un colpo di piccozza in alto e la stalattite si è frantumata grossolanamente cadendo proprio addosso a margherita prima di proseguire rumorosamente giù per il baratro che ci separava da plan dell aiguille la nostra compagna colpita alle mani appena protette dai guanti ha lanciato un grido di dolore ma si è concessa poco tempo di sosta prima di riprendersi e permettere il proseguimento dell arrampicata che carattere non era finita sergio ha incastrato lo scarpone destro nella fessura appena liberata dal ghiaccio con uno stridio me tallico poiché calzava ancora i ramponi questo passo gli ha permesso di agganciare un attrezzo nel ghiaccio molto in alto da tanto poter uscire con un movimento dallo strapiombo fatto maledizione il piede destro non si muove le punte del rampone mordono a molla i lati della fessura tira tira non c è verso di smuoverlo in trazione sulla piccozza con il martello colpisce ripetutamente lo scarpone ma niente da fare pianta anche il martello-piccozza nel ghiaccio si appende slaccia il rampone trafficando a testa in giù attento a non lasciarlo cadere sblocca lo scarpone si ricompone completa il passaggio e fuori ci riuniamo provati nella sosta successiva ed abbiamo bisogno di un po di recupero sulla nostra sinistra compare una cordata composta da un uomo ed una donna arrampicano velocemente in piolet traction e mantenendosi sulla sinistra del pendio di ghiaccio evitano il tratto che ci aveva appena impegnato tanto proseguono superandoci fino alla base del secondo risalto di roccia l uomo attacca un diedro fin sotto uno strapiombo non protetto dove piazza velocemente un friend e passa oltre ha fatto lo splendi 10

[close]

p. 11

muovendo su un terreno più facile poi molla recupero vieni margy margherita è stanca ma resiste il passaggio atletico a sinistra non è uno scherzo nelle traversate prima a sinistra poi a destra si trova con le corde imbrogliate davanti a sé tanto da dover togliere tutti gli ancoraggi intermedi comunque passa ed ora tocca a me che come gregario mi arrangio ad affrontare in silenzio i due traversi senza protezione l ultima sosta su roccia era comoda e rassicurante sergio si era fermato a cavallo di una lama staccata con il bordo superiore orizzontale facciamo un cambio veloce e riparte quasi correndo sul pendio nevoso sovrastante corda cordaaa abbiamo ancora un grosso problema con la corda incastrata risolto il quale siamo in cima alla via veloce stretta di mano sono commosso ma sergio incalza camillo corri alla stazione della funivia e vedi se ci aspettano per l ultima discesa arrivano i miei compagni e saliamo sulla penultima cabina in discesa la prima di quelle riservate agli alpinisti in altre occasioni avrei avuto un po di apprensione sulla funivia dato che scendevamo lungo una campata unica con 1400 metri di dislivello ma dopo una giornata come quella la nebbia che ci avvolgeva impediva la vista dello sperone ed era il preludio di un forte temporale che stava arrivando tre giovani alpinisti erano seduti sul pavimento disfatti dalla fatica credo che fossero quegli inglesi che avevamo visto penare sull ultimo tiro della via quando siamo arrivati a chamonix il temporale stava sfogando tutta la sua violenza contro la parete che avevamo appena lasciato nei giorni seguenti ho letto sui giornali domenica sera un violento temporale sul versante francese del monte bianco ha mietuto diverse vittime mah autunno 2007 la grande montagna per contro sulla nostra destra vediamo un gruppo di giovani inglesi alle prese con un passaggio su roccia verticale il capo cordata non sembra molto in forma arrampica con molta tensione scambiando un dialogo concitato con i compagni sale scende un poco ci riprova un urlo vola rimane appeso ci riprova vola ancora non li avevamo visti durante tutta la giornata e deduciamo che avessero già bivaccato in parete un bel diedro verticale un uscita a sinistra molto atletica un lungo traverso a sinistra e poi a destra fino sulla verticale del primo diedro sotto lo strapiombo dove lo splendido aveva piazzato il friend ma nel 1983 chi ce li aveva i friends sergio stacca dall imbracatura una mazzetta di dadi prova e riprova e non ne trova uno adatto ritenta con una seconda mazzetta ma il risultato è lo stesso mette via anche quella un imprecazione un movimento deciso e via senza protezione che uomo la corda adesso scorre velocemente si sta do 11

[close]

p. 12

canyon grotte e montagna roberto schenone sandro sedran montenegro il viaggio la scoperta q 12 uesto viaggio a metà tra il turismo e la spedizione comincia nell inverno 2006-2007 dopo quasi 15 anni di rispettabile attività torrentistica dedicata alla ripetizione dei più bei percorsi europei si pensò insieme agli amici del gruppo speleo cai malo di progettare qualcosa di diverso il solito leggi-la-guida-ripetila-forra non bastava più volevamo misurarci con l esplorazione di nuovi percorsi e volevamo farlo lontano da casa penso che questa sia la naturale evoluzione per chi si appassiona profondamente ad uno sport di montagna ed ha una voglia altrettanto grande di viaggiare la destinazione non doveva essere esageratamente lontana costosa o con difficoltà logistiche particolari l idea di andare in montenegro nacque dai ricordi di un vecchio viaggio che avevo fatto nel lontano 1977 immagini ancora

[close]

p. 13

nitide altipiani pascoli montani pareti di roccia gole e quell enorme massiccio di calcare che si getta nelle bocche di cattaro insomma quello che stavamo cercando il torrentismo non è uno sport per solitari quindi proponemmo il viaggio-spedizione ad altri amici conosciuti grazie all associazione italiana canyoning si formò un gruppo piuttosto composito per metà ligure e per metà veneto otto torrentisti provenienti dalle sezioni di genova sanremo e malo vicenza dal gs malo si unirono inoltre due elementi con l intento di fare qualche sopralluogo speleologico e tutti erano concordi nel dedicare anche qualche giorno ad un po di escursionismo dopo ore di voli virtuali su google earth e di navigazione su siti balcanici cominciavamo quasi a comprendere il serbo e grazie ad un cd di cartine 1:25.000 reperito con l aiuto di un gruppo alpinistico di niksic il parere dei due esploratori virtuali io ed jvan fu quello di puntare al massiccio del durmitor nel nord-ovest della piccola repubblica zona che ci garantiva la presenza di forre grotte e montagne il tutto non prima di avere fatto tappa a cattaro arriviamo quindi ad agosto 2007 e incuranti del traffico da bollino nero partiamo verso la nostra meta balcanica mentre in europa le norme di schengen stanno abbattendo una dogana dopo l altra gli ex-jugoslavi sembrano godere nell erigere barriere che date le distanze ridotte e l orografia tormentata dei luoghi diventano assurdamente frequenti quanto inutili a giudicare dalla superficialità dei controlli nei 250 km fra spalato croazia e niksic montenegro si entra e si esce dalla bosnia e dalla croazia più volte tanto che sembra quasi di giocare a risiko con le carte di identità ormai consunte entriamo infine in montenegro presso le bocche di cattaro lo spettacolare fiordo su cui si affaccia l omonima cittadina ai giorni nostri porto turistico di élite per i nuovi ricchi slavi qui incontriamo ivan e nemanja due ragazzi serbi appositamente arrivati da belgrado ci siamo dati appuntamento via internet per scendere insieme il kanjon skurda si tratta di una forra spettacolare il viaggio la scoperta 13

[close]

p. 14

il viaggio la scoperta 14 montenegro inquadramento storico-geografico il montenegro è un piccolo stato dei balcani che si affaccia sul mar adriatico confina con serbia albania croazia e bosnia-erzegovina fino al 2 giugno 2006 la repubblica del montenegro è stata unita alla repubblica di serbia con il nome di serbia e montenegro dal 3 giugno 2006 il montenegro è uno stato indipendente proclamato a seguito del referendum sull indipendenza del 21 maggio 2006 evento che ha definitivamente segnato la fine di quella che un tempo fu la jugoslavia fino al 1919 il montenegro aveva vissuto un lungo periodo di indipendenza prima di fatto poi sancita dal congresso di berlino del 1878 va ricordato che la regina elena moglie del re d italia vittorio emanuele iii era proprio la figlia del principe nicola njegos di montenegro futuro re del piccolo stato la popolazione di circa 600.000 abitanti di cui circa 140.000 concentrati nella capitale podgorica è composta da varie etnie il gruppo principale è costituito dai montenegrini 43 mentre i serbi costituiscono la minoranza più importante 31 seguiti da albanesi 15 e bosniaci 7 la religione più praticata è quella cristiano ortodossa ma è rilevante anche la presenza musulmana sulla costa inoltre vive ancora una minoranza dalmata di religione cattolica da notare che le città marinare di cattaro e castelnuovo herceg novi fino agli anni 20 del secolo scorso presentavano forti minoranze italiane derivanti dalla dominazione veneziana dei secoli scorsi testimoniata dalle splendide cittadine medioevali di cattaro e perasto i due centri in cui attualmente vivono i residui 500 abitanti di origine e lingua italiana il clima è caratterizzato da estati calde ed asciutte ed inverni freddi e nevosi ad eccezione della costa che è ben protetta dalle catene montuose del lovcen e dell orjen e quindi mantiene un clima temperato anche nella stagione fredda dal punto di vista del turista il montenegro è una meta facilmente accessibile raggiungibile dalla croazia dalla bosnia dalla serbia o con traghetti diretti da ancona e bari molto conveniente e a dispetto dei pregiudizi sicura l euro è la moneta che ha corso legale adottata unilateralmente pur non essendo parte dell eurozona per l ingresso dalla croazia e dalla bosnia è sufficiente la carta di identità le strade sono piuttosto tortuose spesso strette ed in condizioni precarie facendo sì che nonostante le distanze ridotte i tempi di percorrenza siano considerevoli le strutture turistiche alberghi e campeggi sono molto presenti sulla costa e scarse nell interno ad eccezione delle località montane di zabljak e kolasin il periodo migliore per la visita è sicuramente quello fra maggio e luglio evitando la folla di turisti dell est europeo che invade le coste in pieno agosto.

[close]

p. 15

j il viaggio la scoperta esplorata nel 2002 da alcuni speleologi locali e mai più ripetuta la forra parte alle pendici del lovcen e scendendo un dislivello di quasi 700 metri sbuca praticamente al centro di cattaro dobbiamo riarmarla integralmente e dopo 8 ore di discesa il brindisi sul lungomare segna la prima immensa soddisfazione della vacanza il giorno successivo salutiamo ivan e nemanja e ci spostiamo verso l interno del paese la strada attraversa la piana del lago di scutari quindi s incunea nelle gole della moraca percorre l alta valle del tara e sale infine sull altopiano a 1400m di quota giungiamo così a zabljak nel cuore del parco nazionale del durmitor che trova il suo culmine nel bobotov kuk a 2523m a pochi chilometri in linea d aria dalla vetta si trova il fondo del canyon del tara spettacolare fiume che scorre in questa zona fra i 700 ed i 600m di altitudine la varietà di ambienti è impressionante con il calcare a fare da comune denominatore bellezza selvaggia dirompente onnipresente l altopiano è caratterizzato da forti fenomeni carsici in estate quasi tutta l acqua viene drenata nel sottosuolo e riaffiora con favolose risorgenze a quote più basse sul fondo dei canyon del tara e del komarnica perennemente alimentati la stagione torrentistica ideale dovrebbe quindi essere aprilemaggio come sui nostri appennini centro-meridionali in questa zona esploriamo due forre jezerac e suhodo e ripetiamo la già 15

[close]

Comments

no comments yet