Raccontando Cava de' Tirreni - Un viaggio nella città Metelliana

 

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PON C1 "Costruiamo un eBook": Migliorare i livelli di conoscenze e competenze dei giovani - Comunicazione in lingua madre Annualità 2012/2013 - Scuola Secondaria di I grado "“A. Balzico-S. Lucia”

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costruiamo un ebook pon c1 migliorare i livelli di conoscenze e competenze dei giovani comunicazione in lingua madre

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pon c1 migliorare i livelli di conoscenze e competenze dei giovani comunicazione in lingua madre annualità 2012/2013 costruiamo un ebook scuola secondaria di i grado a balzico-s lucia dirigente scolastico giovanni di luca

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raccontando cava de tirreni un viaggio nella città metelliana con l europa investiamo nel vostro futuro 5

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prefazione cava prima e cava ora qualcuno ha detto che per proteggere qualcuno occorre prima amarlo e per armarlo occorre prima conoscerlo perché se non lo si conosce non lo si ama e di conseguenza non c è interesse a proteggerlo fulco pratesi istitutore della wwf disse questa frase probabilmente vuole dire che dobbiamo conoscere meglio la natura e preservarla possiamo riferire questa frase a cava de tirreni una splendida città che pian piano sta perdendo tutte le sue attrattive quale stazione di turismo offriva ai villeggianti tanti svaghi il gioco dei colombi tramandato dai longobardi le piste da sci a monte sant angelo un clima collinare salubre e per rendere più piacevole il soggiorno aveva progettato di costruire un lago marino per i vari sport d acqua ma a cava potevi gustare un ottimo rinfrescante come la manna prodotta dagli ornelli che crescevano sui monti o un succoso sorbetto grazie alle nevere che conservavano e trasformavano in ghiaccio la neve raccolta d inverno cava è la mia città e per amarla la devo conoscere bene fabio petruio i a con l europa investiamo nel vostro futuro 7

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la piccola svizzera dell italia meridionale

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cava un tempo era una bellissima cittadina dell italia meridionale veniva chiamata piccola svizzera la principessa di villa arrivata a cava ne rimase innamorata e la descrisse in un racconto soprannominato la valle in quel tempo chi giungeva a cava percorreva la lunga e stretta via del borgo che divideva due alte colline da questo il nome di cava il borgo sbucava sulla strada che conduceva alla chiesa della madonna dell olmo lasciando ad ovest di questa chiesetta la chiesa di s francesco la scrittrice descrive gli stupendi paesaggi di campagna e i pittoreschi monti che circondano la splendida valle di cava marianna muscettola questo è il nome della principessa scrisse che al di sopra del ponte che conduceva a salerno c era e c è ancora monte finestra che dominava tutta cava in cima al monte vi era una grande fenditura che ne divideva la punta in due parti che quando i raggi del sole si nascondevano dietro la cima il monte si scorgeva benissimo da qualunque posto alla sinistra del ponte vi era un profondo vallone dal quale sorgeva una piccola collina che aveva in cima una bianca casetta in alto vi era la ferrovia e di fronte l erto sentiero che portava alla badia tutto questo assieme formava una veduta incantevole uno dei paesaggi che ha colpito maggiormente la scrittrice fu rotolo ella racconta che codesto era un luogo di villeggiatura poichè godeva di una bellissima veduta in quel tempo a cava c erano una varietà di paesaggi che cambiavano continuamente la valle non era altro che uno strato di terra piana che congiungeva il monte s liberatore e il gaudio la cima del monte s liberatore era di una stranissima forma la punta al quanto rotonda e inchinata da un lato mentre alla base era larghissimo questo è ciò che descrive marianna muscettola su cava ora nella nostra città non ci sono più tutti quei bei paesaggi di campagna e se ci sono sono tutti inquinati dovremmo vergognarcene noi come cittadini per aver trasformato un territorio così bello e ammirato nel passato miriam canna ii a con l europa investiamo nel vostro futuro 9

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la chiesa di san cesareo

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la chiesa di santa maria della peschiera la chiesa di s maria della peschiera era stata costruita dove prima sorgevano le terme o peschiere ma adesso questa chiesa non è più visitabile in una descrizione del 1697 possiamo apprendere che la chiesa era adornata da volte e con lavori di stucco le pitture furono realizzate da angelo solimena all interno dietro l altare era situato un coro in legno e sull altare era posta un immagine della beata vergine delle grazie poi all interno c era una grata dove era possibile tramite un passaggio accedere a un cimitero costruito dai confratelli dell oratorio dell anno del 1692 a san cesareo è possibile ammirare il cinquecentesco palazzo campanile è uno dei pochissimi palazzi che conservava ancora lo stemma originale il settecentesco palazzo cafaro decorato con stucchi e decorato con balconi e finestre in arco permette di accedere a s cesareo il ponte costeggiava il vallone traustino a 250 m l arco venne fatto costruire dal capitano bernando de rosis che congiunse i due palazzi della famiglia cinque,quello cinquecentesco con quello settecentesco che oggi appartiene alla famiglia ferri con questo accordo si poté finalmente accedere alla cappella di s maria del riposo e ancora oggi questa cappella è in ottimo stato di conservazione anna chiara pinto i g anna claudia pia maiorino i g raffaella cirillo i g con l europa investiamo nel vostro futuro 11

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l avvocatella fra le grotte del boema ve ne è una molto profonda che ha ispirato vari paesaggisti dell 800 cioè la grotta dei pipistrelli o degli sportiglioni una leggenda narra nel 1654 un reverendo federico davide vide un ciabattino seduto su una roccia e gli chiese di aggiustargli le scarpe ultimato il lavoro il reverendo chiese il prezzo e ricevuta la risposta rimase sbalordito a quel punto l uomo si fece la croce invocando il nome di gesù e maria quando all improvviso il ciabattino sparì il sacerdote svenne per lo spavento dopo alcuni giorni quest ultimo ritornò nel luogo portando con se una figurina della madonna la quale era incollata su una tavoletta posizionandole in un angolo annamaria masullo ii c rosaria di mauro ii c vittoria lanzara ii h la grotta dell avvocatella è anche chiamata grotta del diavolo perché c è una leggenda che narra un giorno un prete andò a fare una passeggiata fino alla grotta e li trovò un ciabattino che gli chiese di risuolare le scarpe il giorno dopo il prete tornò dal ciabattino e gli chiese il prezzo il ciabattino gli rispose con un prezzo molto alto e il prete chiese a gesù e a tutti i santi dove potesse prendere tutti quei soldi il ciabattino al richiamo dei santi scomparve immediatamente era il diavolo da quel giorno il prete mise una foto della madonna per proteggere la grotta ancora oggi se andiamo a visitare la grotta vediamo l immagine della madonna sara sorrentino ii a

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il ponte del diavolo il ponte del diavolo era l antico acquedotto che portava l acqua ai cittadini di vietri sul mare non è tutta realtà ma anche la leggenda si mischia narrando la costruzione di codesto impianto si dice che l architetto che lo costruì volle vendere l anima della prima persona che lo attraversava al diavolo così da farlo edificare in una sola notte si narra che quest uomo era chiamato baialardo ma costui era nato nel 1149 mentre l acquedotto fu edificato nel corso del 300 quindi l uomo si ritiene completamente estraneo alla vicenda niccolò giordano ii h il ponte del diavolo era l antico acquedotto che portava l acqua dal monte traverse all abitato di vietri sul mare storia e leggenda si mischiano nel racconto che narra la costruzione del noto impianto si dice che il famoso architetto che fu incaricato di costruirlo volle vendere l anima della prima persona che lo avrebbe attraversato al diavolo per farlo edificare in una sola notte l architetto consultandosi con il vescovo fece passare sul ponte un maiale e così il diavolo arrabbiato si gettò nelle acque del fiume mario fusco 2 h con l europa investiamo nel vostro futuro 13

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sant auditore un nobile salernitano la storia di cava si intreccia con quella della badia alferio pappacarbone fondò nel 1011 la badia egli si ammalò gravemente e fece voto di diventare monaco se fosse guarito ottenuta la grazia indossò l abito religioso e si ritirò presso la grotta arsicia ben presto nacque intorno a lui una comunità che fu chiamata congregatio o orda cavensis quest ultima crebbe così tanto che alferio decise di costruire sulla vetta detta sant elia un monastero ma bisogna procurarsi calce,pietra e strumenti da lavoro misteriosamente però dalla sera alla mattina si trovavano cadute le mura l accaduto in un primo momento fu attribuito all imperizia degli artefici ma lo strano evento continuava e alferio ricorse alla preghiera una sera egli raggiunse un punto dove meglio potesse vedere le stelle e si gettò in profonda orazione prostrato sull umido muschio a mani giunte socchiuse gli occhi del tempo che passava ad un tratto si scuotè aprì gli occhi e una gran luce lo rivestì sino a ad abbagliarlo quell astro sfolgorante convogliato in tre raggi distinti che partivano da un centro non proveniva dal sole ma dalla casa dove dormivano i suoi discepoli la luce gli riempì gli occhi ma questa pian piano finì e cominciò a vedere di nuovo le tenebre la mattina dopo i monaci si incontrarono come ogni mattina per la benedizione prima di andare a lavorare nella fabbrica di sant elia alferio arrivò preannunciando un piano di lavoro di un grande monastero che aveva tutto dall oratorio al refettorio che intitolò alla s.s trinità finita la costruzione della chiesa intorno al 1011 il monastero resisté a tutte le invasioni dell epoca ma i suoi possedimenti diminuirono per gli scontri avvenuti contro l università della cava ma la bolla emessa da papa bonifacio ix rese la badia sede episcopale e cava città in onore di sant alferio gli fu dedicata una sorgente fabio petruio i a

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i monti ieri e oggi in questo corso pon abbiamo approfondito i monti di cava com erano ieri e come sono oggi in particolare abbiamo soffermato la nostra attenzione sul monte crocella ieri un tempo a cava c erano tante nevere ovvero luoghi in cui venivano conservata la neve pressata sotto il fogliame secco il termine italiano neviera indica dei luoghi dove si raccoglieva la neve per tenere fresco il cibo o altro monte crocella viene citato nel codex diplomaticus cavensis oggi oggi è tutta un altra cosa le nevere non esistono più perché la neve sui monti non c è più oggi i pochi ruderi testimoniano la distrutta chiesetta sulla cima del monte ancora è presente qualche frammento di pavimento oggi la croce non si vede quasi perché è tutta rovinata e le rocce si sono sgretolate chiara falcone ii h fabiola barbuto ii c con l europa investiamo nel vostro futuro 15

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