Rosso vivo

 

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Trait d'union tra vino rosso e arte contemporanea. Introduzione di Francesco Tedeschi, note critiche di Francesca Liotta. progetto di Michelle Hold e Ecomuseo della Pietra da Cantoni .

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ecomuseo della pietra da cantoni rosso vivo rosso purpureo potente e prezioso rosso carminio fluida energia rosso ardente il senso del fuoco rosso intenso misterioso amore per l arte introduzione di francesco tedeschi progetto dell ecomuseo della pietra da cantoni e di michelle hold testi di francesca liotta settembre 2012 tutti i diritti sono riservati

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l ecomuseo della pietra da cantoni da alcuni anni lavora con l obiettivo di valorizzare l arte come componente di un processo conoscitivo del territorio valorizzare il patrimonio culturale tutelare le peculiarità che connotano la nostra realtà è prioritario nell operato di chi fa ricerca sul territorio e la sensibilità con la quale gli artisti e i collaboratori di questo importante progetto individuano elementi da riscoprire è testimonianza di quanto sia fondamentale il coinvolgimento delle comunità da alcuni anni il progetto `arte&natura raccoglie in episodi diversi le opere di artisti che hanno scelto di studiare il monferrato casalese e di offrire attraverso il loro sguardo una reinterpretazione del paesaggio della storia e delle tradizioni l ecomuseo mediante il dialogo con gli autori ha inteso realizzare dei percorsi di lettura trasversale del paesaggio e delle sue componenti e con questa mostra ha raccolto le opere di diversi artisti che hanno scelto di affrontare il tema del rosso attraverso la propria sensibilità e molteplicità di tecniche e stili un progetto d arte realizzato dall ecomuseo della pietra da cantoni e con il supporto della tenuta santa caterina e della tenuta la tenaglia ipotizzato come trait d union fra il rosso vino principe per eccellenza del monferrato e alcuni artisti che hanno dimora tra i vigneti di questa terra ecomuseo della pietra da cantoni via barbano dante 30 cella monte al info@ecomuseopietracantoni.it www.ecomuseopietracantoni.it tel 0142.488161

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fotoarchivio dell ecomuseo della pietra da cantoni

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rosso monferrato ed ecomuseo parlare di rosso in monferrato equivale a parlar di vino vino il cui paesaggio vitato è stato oggetto di interesse esclusivo per secoli ed oggi rappresenta l orgoglio delle nostre colline ne è la trama l imprinting declivi ricamati a vigneto i cui filari seguendone l andamento e assecondandone dolcemente i livelli rendono possibile la vite là dove parrebbe non poter attecchire creando splendidi scenari naturali e ciò grazie al rapporto simbiotico che si è venuto a creare tra uomo e natura in anni di duro lavoro fra incessante sperimentazione forte passione e intimo rispetto verso quei vigneti per secoli unica vera fonte di sostentamento di una società che ora non può che esserne influenzata e per sempre grata il vino rosso in monferrato è cultura espressione del mondo rurale che lo produce di terre bianche dure ma generose verso chi di padre in figlio rinnovando la stessa tradizione ha saputo migliorarsi guardando il presente pensando al futuro la vite è vita e ogni bottiglia ne racconta una storie di donne e di uomini vissute lente nel tempo sì da donarci tutto un mondo in un calice ma da scorrere e assaporare troppo velocemente nel momento in cui ce ne porgono uno tempo troppo celere per permettere di cogliere l essenza ultima del vino ma non abbastanza per poterci impedire di ascoltarlo e conoscerlo attraverso le parole i volti le mani di chi ha saputo trasformare la complessità del frutto della vite nella complessità del vino da mani ruvide e callose quelle del vignaiolo a vini generosi importanti morbidi o tannici a seconda del vitigno a seconda del vigneto.

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lavoro ciclico costante pressoché quotidiano in vigna così lo era un tempo così lo è oggi legato all evoluzione del clima e della terra terra calcareoargillosa da cantoni da calce e da grandi grandissimi rossi complessi in profumi e colori barbera freisa e il prediletto grignolino solo per citarne alcuni vini talmente preziosi da esser conservati nel cuore della terra negli infernot i tempietti ipogei consacrati al vino e al suo nume tutelare bacco merita lode è inciso in uno di questi celle vinarie in cui nulla vi è di riportato ma esclusivamente scavato nicchie incavi mensole giochi di chiaro-scuro ideati per un unico protagonista e le sue ancelle il vino e le bottiglie che qui giacciono e riposano cultura enoica che assona con eroica dallo skyline del paesaggio alla profondità delle cavità caricandosi di quella molteplicità di valenze che oggi vengono rilette e interpretate attraverso lo sguardo la mano e l obbiettivo di quegli artisti che tra i vigneti del monferrato casalese son nati o che li hanno eletti a quinte della loro vita umana ed artistica facendosene tramite il progetto arte&natura concepito dall ecomuseo della pietra da cantoni e dagli artisti per raccontare in maniera trasversale le nostre colline questa volta ci porta a scoprire tutte le declinazioni e tonalità del rosso monferrato rosso acceso rosso intenso rosso ardente rosso cupo rosso purpureo rosso vivo rosso vino dispieghiamo ora i nostri sensi a questa complessità di visioni colori profumi e sapori che il monferrato impaziente vuole donare l assessore alla cultura comune di ozzano monferrato laura beccaria

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la molteciplità del colore rosso lo spazio che kandinsky dedica al rosso nella sua disamina del carattere e del valore dei colori all interno della sezione dedicata al linguaggio delle forme e dei colori del suo saggio del 1910 dello spirituale nell arte è quello più ampio a testimonianza di una sua particolare attenzione per non dire attrazione per esso nelle pagine dedicate al rosso kandinsky gli riconosce una complessità di riferimenti e una grande sfumatura di significati oltre a indicare una possibile predilezione per il colore e per i suoi significati simbolici e spirituali in quel momento kandinsky pone le basi per una interpretazione delle nuove possibilità espressive di un colore e della sua relazione con gli altri nella loro realtà formale e nella loro condizione di radici di senso ogni colore nella sua infinita gamma di tinte variazioni intensità e sapori ha conosciuto nell arte del novecento momenti di esaltazione e di approfondimento della sua natura interiore processi diversi sono stati messi in atto nel momento in cui il singolo colore è stato isolato per ragioni di accentuazione delle sue componenti espressive e simboliche o semplicemente perché in un certo contesto la sua forza e originalità è stata resa singolare punto estremo di questo isolamento è la conquista della monocromia come traguardo o come momento da cui partire per una nuova cognizione di pittura e di arte la monocromia che yves klein ha sperimentato a partire dai colori delle cinture delle arti marziali giapponesi ma che è poi diventata la matrice di diverse forme compositive fondate sulla qualità dei pigmenti sul carattere delle superfici sul grado di relazione con la luce e con l ambiente e su altri motivi ancora insomma ogni processo di riduzione e semplificazione attorno a un colore isolato non ha mai avuto come esito la chiusura dell orizzonte ma la sua riapertura in una o molteplici direzioni da quando malevic ha realizzato la testa di contadina a due dimensioni o quadrato rosso su fondo bianco la bidimensionalità del colore steso sulla

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superficie ha manifestato esplicitamente la sua qualità espansiva la sua tensione dinamica cosa che risulta esser propria al colore rosso nelle sue gradazioni di tonalità soprattutto quelle più intense anche la qualità del colore di posizione come in un certo senso si può riconoscere nei quadri di mondrian che arrivano a stabilire delle strutture matematico-geometriche per dimostrare non la fissità ma la dinamicità del colore come forma plastica è indirizzata alla sua dimensione vitale espansiva appunto e per questo collocata verso i margini nei quadri neoplastici della sequenza che è stata definita come classica il colore rosso va a investire e invadere lo spazio si allarga ad abbracciare la sua integralità fino a raggiungere una condizione di fuoco che accende senza bruciare chi ha paura del rosso del giallo e del blu si domandava nel titolo di una sua opera barnett newman probabilmente citando mondrian e rispondendo alle sue geometrie apparentemente assolute per conquistare una nuova e ulteriore qualità di movimento il rosso che egli stesso aveva reso protagonista del suo quadro di maggiori dimensioni vir heroicus sublimis era entità onnipervasiva superficie verticale misura d infinito tra questi esempi immediati si pone il senso di una visione che attrae e spaventa che assorbe e nello stesso tempo genera la sensazione di specchiarsi in un sublime diverso dal grado di profondità e di infinito del blu o di esaltazione luminosa del giallo per rimanere ai tre colori primari nella loro valutazione di una ideale purezza che non è e non può essere assoluta pensando al modo in cui nella pittura e nelle altre modalità compositive possibili come nella fotografia il rosso è presente in una gamma di differenti soluzioni da caravaggio a rothko le molteplici incarnazioni del rosso come momento culminante della rappresentazione o come corrispettivo di un esperienza visiva e interiore allo stesso tempo sono manifestazioni di un senso di trasformazione oltre che elemento qualificante di un luogo di un fatto di una condizione tra le tante modalità di sentire il rosso di attribuirgli un carattere unitario o predominante mi piace pensare all atelier rouge di henri matisse,

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uno dei dipinti che maggiormente unisce nella storia dell arte la dimensione sensuale di un colore che avvolge accarezza accoglie e nello stesso tempo quella mentale di una traslazione della realtà su un altro piano dove matisse reinterpreta la sua stessa pittura alla luce di una parte della sua pittura del resto al rosso sono state dedicate utili e interessanti rassegne tra cui rossori dell arte curata da giorgio di genova per la galleria niccoli di parma nel 1990 ma anche con connotazioni legate alle vicende politiche del periodo il rosso e il nero figure e ideologie in italia 1945-1980 organizzata dal centro studi per l arte contemporanea di parma nel 1999 mentre la componente affine alla body art è stata al centro di rosso vivo mutazione trasfigurazione e sangue nell arte contemporanea tenutasi nel padiglione d arte contemporanea di milano ancora nel 1999 a cura di francesca alfano miglietti di fronte a questo spettro di memorie e suggestioni visive atteggiarsi all uso del colore rosso come motivo caratterizzante di opere pittoriche e fotografiche che guardano alla natura dei luoghi che risentono dei caratteri di un paesaggio e delle sue qualità di storia di bellezza di vitalità come si può riconoscere nell insieme delle realizzazioni degli autori raccolti in questa mostra uniti dalla passione per le colline del monferrato non può essere unicamente segno di aspirazione all impossibile di devozione a un idea astratta ma uno dei modi per riportare l immediato piacere della creazione ai suoi istinti più profondi verso quel tanto di passione di scavo di condivisione con la natura e con lo spirito che l azione artistica sempre impone nelle loro opere almeno in quelle concepite per la mostra le diverse tonalità e soprattutto le diverse condizioni attraverso le quali il colore rosso prende forma si anima diventa filtro per osservare le cose centro di un attrazione visiva e percettiva sono esplorate con sensibilità e libertà all interno di proposte sicuramente valide nei modi in cui si traducono e nei principi su cui si fondano francesco tedeschi

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topylabrys 9 rosso l orto della sensualità www.artedamangiare.it monferrato d.o.c rosso ecomuseo della pietra da cantoni cantina del monferrato

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sublimazioni del rosso potremmo pensare che in occasione del progetto di cui il presente catalogo è memoria i nostri artisti se non proprio animati dai medesimi impulsi preconsci e inconsci dell autore degli schüttbilder ne abbiano sicuramente fatto tesoro e parimenti a quel grado preconscio od inconscio ne abbiano ricevuto l eco e che l eco abbiano reso ognuno con la propria personalità filtro consapevole all opera di hermann nitsch potremmo anche ritenere il viaggio catartico del grande viennese compiuto per tutta l arte postera qualcosa come il sangue letteralmente gettato sulla tela unitamente al colore versato per tutte le generazioni a venire intanto anche fatte salve queste premesse sappiamo benissimo che raramente l esperienza artistica di un autore non va ad impattare con il rosso ­ sia per azione che per negazione ­ e che la lezione nietzschiana sul dionisiaco dalla quale passa ovviamente nitsch e la quale ha a che fare con il rosso non come cromìa ma come grado dello spirito comprendendolo senza toccarlo andò ben oltre l arte e la sua teorizzazione oggi nessuno di noi tanto meno un artista forza artistica è definito da nietzsche lo spirito dionisiaco così lo spirito apollineo è esente dall influenza per così dire morale del filosofo tedesco insomma un tornare a dioniso irrobustiti o annientati dalla sua lettura della tragedia comunque fortunatamente non affrancati da quell origine che è poi la nostra di occidentali del resto il non arbitrario -e di uso comune nesso tra sangue rosso follia passione da intendersi anche più come tormento che come eros affonda anche nel culto riservato al dio greco dell estasi del delirio mistico dell abbandono al cosmo dell ebbrezza rosso come il sangue che pulsa nella danza vorticosa e come il vino nei calici simbolo dei festeggiamenti a dioniso riservati attinenza alla categoria dell irrazionale o del pre-razionale che ha addirittura pensiamo proprio all ebbrezza fatto

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dei festeggiamenti a dioniso riservati attinenza alla categoria dell irrazionale o del pre-razionale che ha addirittura pensiamo proprio all ebbrezza fatto attribuire ai tredici autori protagonisti di rosso vivo ancora una volta impegnati con l ecomuseo della pietra da cantoni da parte della tenuta santa caterina e della tenuta la tenaglia ugualmente coinvolte nel progetto un diverso vino delle loro prestigiose produzioni affine idealmente all opera presentata sicuramente avulso il monferrato dell ecomuseo delle tenute e degli artisti che accoglie dallo spirito dionisiaco è pur sempre sublime esempio di rosso nei suoi autunni accesi nei filari di vite famoso ben oltre i nostri confini e così ilenio celoria piero ferroglia michelle hold anima del progetto davide minetti piergiorgio panelli petra probst bona tolotti daniela vignati alexandra winterberg reduci dall importante progetto il sogno dell acqua che li ha visti protagonisti per un anno circa in più sedi espositive attestate per ragioni di familiarità anche le artiste straniere con questa regione geografica per ispirazione ma più profondamente per poetica e per scelta stilistica per una sorta di ultima condotta di vita citando una delle opere di più forte ispirazione al giovane nietzsche quella di ralph waldo emerson sono approdati al rosso il colore con la lunghezza d onda più lunga di tutti gli altri visibili a loro si sono uniti giò bonardi lucia caprioglio andrea massari topylabrys se il primo progetto nasceva sicuramente anche da forti sollecitazioni etiche e sociali il secondo nasce e vive nutrendosi del suo solo significato portando gli artisti ad elaborare qualcosa che si giustifica di per sé una scelta elitaria del resto sfuggendo alla peste nera nacque il decameron forse o pretestuosa se alla base del concepimento di qualcuna di queste opere scorgeremo qualche forza polemica o rivoluzionaria francesca liotta

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10 bonardi rosso ossido zolla lucente erdiges rot der glänzenden scholle sono figure in terra rossa quella terra rossa che caratterizza le colline del monferrato l ellade antica vive in giò bonardi con la grazia neoclassica e la nuova tensione romantica di questo suo maestro spirituale ottocentesco ma inevitabilmente con il grado di infinita nostalgia dell artista contemporaneo da dolore dell assenza a desiderio di ritorno solo il sentimento dell uomo di oggi rispetto a quel passato può definirsi completo quella di bonardi attraverso le sue sculture è una nostalgia totale e minuziosa come totale è la comprensione della cultura classica e minuzioso il suo studio le zolle lucenti sembrano riflettere un interiorità fatta di dedizione e di culto il rosso ossido il pigmento specifico di alcune terrosità di ossidi di ferro conferisce a questo culto calore e al contempo ordine per la sua uniformità uniformità di cromìa ma minuziosità di rilievi i corpi delle due figure non tacciono un certo barocchismo però pacificato il rosso della terra impiegata è la felice mitologia del rosso comunemente inteso giò robusto rotondo ricco elegante olivieri tenuta la tenaglia www.giobonardi.alta-vista.org giobonardi@libero.it zolle 2012 scultura in terra rossa 115x45x30 cm >

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12 caprioglio rosso luminoso frammenti d infinito leuchtendes rot der fragmente des unendlichen si può frammentare l infinito no ma si può pensare di registrarne l attimo dell intuizione dentro di noi quella registrazione diventa come il segmento del tempo nel suo attimo preciso se la fotografia lo fa obbedendo alla sua stessa natura la pittura lo può fare solo obbedendo all interiorità che si traduce su un piano estetico l incisione la serigrafia la xilografia nelle quali lucia caprioglio è specializzata riconducono a scelte poetiche in cui il segmento è manifesto del lavoro dell opera in essere la lunga professione di insegnante di discipline pittoriche ha portato l autricea intensificare il rapporto costante tra le svariate forme di arte visiva e a saperle condividere con gli allievi e con gli astanti nell opera in rosso luminoso presentata riecheggiano anche i richiami ad altre sue specificità come gli arazzi l uso della carta se si crede il rosso colore della vitalità possiamo concludere che è nell attimo dell infinito che ci sentiamo vivi lucia piacevole schietto fruttato speziato cappella iii tenuta la tenaglia luciacaprioglio@alice.it frammenti d infinito 2012 80x80 cm tecnica mista >

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