Giornalino No. 3 (7)

 

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l indice daf hashomer aprile 2012 le parole dello shaliach vi parliamo di pagina 1 l addio a rita levi montalcini pagina 2 attualitÀ italiana colonie ed evacuazioni si può comprare la pace pagina 3 attualitÀ estera pagina 4 diamo spazio alle kvutzot dell alef elifaz pagina 5 baram pagina 6 evron pagina 6 maghen pagina 7 kishor pagina 7 diamo spazio alle kvutzot della bet galon pagina 9 shavit pagina 10 diamo spazio alle kvutzot della bogrut horishim pagina 11 amir pagina 12 ma anit pagina 13 da israele dallo shnat pagine 14 15 16 17 pensieri liberi la nostra nuova madrichà pagina 18 razzismo e antisemitismo pagina 18 inaspettatamente improvvisamente pagine 19 20 21 22 eventi consigliati dall hashomer hatzair eventi imperdibili pagine 23 e 24

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le parole dello shaliach le parole dello shaliach e iniziato tutto 100 anni fa erano un gruppo di amici ebrei e vivevano in un ambiente ostile era un tempo di grandi cambiamenti una era di sogni e ideologie forse era un idea loro forse un idea di qualcuno che arrivava da una delle grandi città del medio europa tutto sommato posso ancora vederli hanno 12 15 18 anni e sono seduti in una freddissima piccola stanza durante i giorni congelati del inverno galiziano stanno discutendo la cultura e la storia degli ebrei sognando uno stato per il loro popolo in eretz israel ragionando una giustizia sociale per il mondo intero forse hanno fame forse sono innamorati della ragazza che siede di fronte a loro forse hanno compiti di scuola per il giorno dopo forse sono stanchi morti e crollano dal sonno mentre parlano a loro piace stare insieme perché non si può continuare così nessuno ha risposte valide per loro né i genitori né i professori né i rabbini le risposte che cercano le trovano solo nei libri che leggono libri pieni di nuove eccitanti idei sulla giustizia uguaglianza e libertà niente di tutto questo esiste nel loro mondo si chiamano hashomer hatzair 100 anni dopo siamo ancora qui forse un po più saziati le nostre stanze non sono di solito così fredde ma l amore ancora c è come anche i compiti di scuola quest anno celebriamo il nostro centenario per tutti noi potrebbe essere una bella opportunità per conoscere altri shomrim per ricordarsi insieme della nostra storia shomrista e per sognare di nuovo il domani vorrei invitarvi tutti ad essere coinvolti aiutandoci a formare e realizzare quest anno eccezionale abbiamo bisogno di ognuno di voi chazak ve ematz a cura di gilad peled shaliach 1

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rita levi montalcini vi parliamo di l addio a rita levi montalcini rita levi-montalcini nasce a torino il 22 aprile 1909 da una famiglia ebrea entrambi i genitori erano molto colti e instillarono nei figli il proprio apprezzamento per la ricerca intellettuale trascorse l infanzia e l adolescenza in un ambiente sereno sebbene il padre fosse convinto che una carriera professionale avrebbe interferito con i doveri di una moglie e di una madre decise nel 1930,di studiare medicina all università di torino nel 1938 benito mussolini pubblicò il manifesto per la difesa della razza a cui fece seguito la promulgazione di leggi razziali di blocco delle carriere accademiche e professionali a cittadini italiani non ariani in quanto ebrea rita fu costretta a emigrare in belgio sebbene stesse ancora terminando gli studi poco prima dell invasione del belgio 1940 tornò a torino dove allestì un laboratorio domestico situato nella sua camera da letto per proseguire le sue ricerche le leggi razziali del 1938 si sono rivelate la mia fortuna perché mi hanno obbligata a costruirmi un laboratorio in camera da letto dove ho cominciato le ricerche che mi hanno in seguito portato alla scoperta dell ngf nerve growth factor donna di grande carattere ha rinunciato ad avere un marito e una famiglia per dedicarsi interamente alla scienza e alla ricerca il messaggio che invio e credo anche più importante di quello scientifico è di affrontare la vita con totale disinteresse alla propria persona e con la massima attenzione verso il mondo che ci circonda sia quello inanimato che quello dei viventi questo ritengo è stato il mio unico merito io dico ai giovani non pensate a voi stessi pensate agli altri pensate al futuro che vi aspetta pensate a quello che potete fare e non temete niente non temete le difficoltà io ne ho passate molte e le ho attraversate senza paura con totale indifferenza alla mia persona continua gli studi anche in america nel 1986 riceve il premio nobel per la medicina grazie alla scoperta dell appena nominato ngf la montalcini anche se cresciuta in un periodo dove la figura maschile dominava quella femminile situazione della quale ha sempre risentito poiché consapevole delle uguali possibilità di uomo e donna ma di diverso approccio ha sempre affermato di essere una donna libera anche grazie a questo è stata la prima donna scienziata a ricevere il premio max weinstein nel 1963 spesso attiva in campagne di interesse politico e sociale nel 2001 2

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attualita italiana viene nominata senatrice a vita dal presidente della repubblica carlo azelio ciampi questa grande donna ci ha lasciato pochi mesi fa all età di 103 anni rimanendo fino alla fine un esempio da seguire sarebbe stato bello ascoltare una sua lezione o magari anche un suo discorso la cosa che maggiormente ha colpito le persone che vi hanno partecipato è l immensa voglia di sapere e di sperimentare che la donna aveva anche se ormai molto anziana per chi come me non ha avuto questa fortuna non resta che leggere quanto ha scritto quando muore il corpo sopravvive quello che hai fatto il messaggio che hai dato a cento anni ho perso un po la vista molto l udito alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene ma penso più adesso di quando avevo vent anni il corpo faccia quello che vuole io non sono il corpo io sono la mente grande merito e grande riconoscenza nei suoi confronti con l augurio che il suo messaggio venga preso da esempio anche per le generazioni future chazak ve ematz a cura di sarah linentani maanit campagna elettorale verita o bugie la campagna elettorale è l insieme delle attività di propaganda svolte in favore di candidati ad una qualsiasi carica elettiva per conquistare la fiducia degli elettori e convincerli a dare il proprio voto col termine si indica anche il periodo immediatamente precedente le elezioni la campagna elettorale inizia ufficialmente trenta giorni prima del voto e si conclude alla mezzanotte del penultimo giorno prima di quello in cui si vota affinché ci sia un giorno di riflessione con l entrata in vigore del silenzio elettorale forse però il convincere è diventato troppo importante forse il desiderio di vincere le elezioni non ha una buona influenza sui candidati forse si è dimenticata una parte 3

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attualitÀ fondamentale della campagna elettorale la verità infatti i discorsi le promesse e qualsiasi altro metodo di campagna elettorale sono diventati o forse lo sono sempre stati vani o meglio non del tutto veritieri si fanno promesse irrealizzabili o che forse il candidato non ha mai avuto intenzione di realizzare basate sui bisogni e sulle difficoltà dei cittadini aventi diritto al voto queste inducono molte persone a votare quel candidato ma perché sicuramente durante una campagna elettorale ,quando un candidato fa un affermazione bisogna valutare se questa sia vera e affidabile oppure inattendibile e spudoratamente falsa ma questo modo di comportarsi non ha un accezione originale è infatti lo sviluppo di una dialettica concepita dai sofisti intesa come argomentazione ai fini persuasivi spesso solamente demagogica questo tipo di dialettica non si interessa della verità ma spesso ci rinuncia consapevolmente per un fine più subdolo infatti si basa sul principio dell utilità e forse il problema è proprio in questo punto molte volte l utilità non è del cittadino che dovrebbe essere il principale destinatario di alcune parti della campagne ma al contrario del candidato che usa questo metodo spesso facendo false promesse per portare il cittadino a votarlo e poi rimanda quella promessa a tempo indeterminato credo che per migliorare la situazione in cui ci troviamo si debba prima moralizzare nuovamente questo campo della società e solo dopo si può tentare di risolvere il problema a cura di elena gai horshim la svolta di obama sulle armi da fuoco « essendo necessaria alla sicurezza di uno stato libero una milizia regolamentata il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto » e questo che sancisce il secondo emendamento della costituzione americana ed è proprio questo diritto inviolabile al pari della libertà di espressione e del diritto di voto che ormai da diversi mesi è al centro delle attività politiche del neo-presidente obama alla casa bianca che sta cercando di porre un limite alla vendita delle armi da fuoco sul suolo americano non senza l opposizione di alcuni stati la decisione avviene all indomani delle stragi che hanno profondamente segnato 4 l america negli ultimi tempi ed in particolare in seguito alla strage di newtown del dicembre 2012 nella quale 26 persone hanno perso la vita durante la sparatoria avvenuta all interno di una scuola durante la quale un uomo armato di un fucile regolarmente posseduto ha fatto fuoco contro bambini e docenti ad oggi a possedere almeno una pistola in america è circa il 50 per cento della popolazione che ne giustifica l acquisto con i più disparati motivi che possono andare da una passione alla difesa personale fino alla paura degli animali selvatici per chi vive in luoghi isolati il primo passo di questa campagna è avvenuto il 16 gennaio scorso quando il

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diamo spazio alle kvutzot dell alef elifaz presidente ha firmato in diretta tv circondato da decine di bambini i 23 decreti che limiteranno la vendita e l acquisto di armi in particolare i 4 punti essenziali dell piano riguardano controlli preventivi su tutti coloro che acquistano armi da fuoco per verificare se hanno precedenti penali o problemi di salute mentale divieto della vendita dei fucili d assalto e dei caricatori ad alta capacità di proiettili controlli per rendere più sicure le scuole con più risorse e personale e piani di emergenza più efficaci miglior funzionamento delle strutture sanitarie che si occupano della cura delle persone affette da malattie che potrebbero portare ad un uso illecito delle armi immediatamente quasi la metà della popolazione degli stati uniti si è scagliata contro la decisione del presidente obama dichiarandola anticostituzionale e sei stati hanno dichiarato che nel loro territorio non verrà messa in atto alcuna limitazione alla vendita delle armi a cura di gavriel piperno horshim l hashomer hatzair l hashomer si basa su sionismo socialismo ed ebraismo andarci è bellissimo e chiunque dovrebbe provare spero che la mia kvutzà si diverta quando viene il mio primo giorno è stato bellissimo grazie anche ai miei tre madrichim giulio arianna e jessica spero che anche il vostro sarà bello com è stato il mio primo giorno davvero stupendo tutti dovrebbero provare almeno una volta a cura di sheila elifaz 5

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baram e evron diamo spazio alle kvutzot dell alef l ultimo anno di elementari arrivata in prima elementare pensavo che la scuola fosse un gioco però diventando grande facendo verifiche interrogazioni ecc ho capito che non era così ora sono in quinta e non è facile la quinta è impegnativa e le moròt ci trattano da grandi e cercano di farci capire che dobbiamo essere pronti per le medie al pensiero di separarmi dai miei compagni e dalle mie migliori amiche vorrei tornare di nuovo in prima perché quando andremo alle medie la mancanza si sentirà tantissimo secondo me soprattutto per le moròt quante ne abbiamo passate io e la mia classe sicuramente l ultimo giorno di scuola piangerò ma di una cosa sono contenta non ci saranno compiti spero di rimanere in contatto con le amiche che non saranno in classe con me ma soprattutto con ghila che si è messa a piangere quando le ho detto che non sarei stata con lei È stata molto dura scegliere solo un amica con cui stare in classe insieme ma dopo averci pensato tantissimo ho scelto giorgia di castro la mia migliore amica dal primo giorno d asilo ora siamo inseparabili le medie saranno anche difficili ma io le affronterò con la mia migliore amica a cura di benedetta di porto baram i momenti migliori del campeggio l momento più bello del campeggio è stato yom atzmai il giorno in cui le kuvtzot della bet organizzano e svolgono l intera giornata per tutte le kuvtzot dell alef a noi evron ci sono capitati dei madrichim simpatici carini dolci gentili e soprattutto bravi infatti ci hanno fatto un attività bellissima che parlava della moda lo stile nel vestire quest attività ci ha colpito molto tanto che abbiamo partecipato tutti la kuvtza dei galon aveva preparato un gioco che riguardava le nazioni in ogni tappa ce n era una diversa ed ognuna con le proprie tradizioni ovviamente non solo questa giornata del campeggio è stata così bella ma sicuramente una delle migliori grazie agli shavit e ai galon come ogni campeggio la prima e l ultima sera si fa il mifkad esh delle scritte di fuoco molto 6

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diamo spazio alle kvutzot dell alef maghen e kishor belle dopo averlo acceso ci mettiamo in cerchio e cantiamo canzoni tipiche s homriche il mifkad esh lo preparano i bogrim di vaadà tzofiut nella nostra kuvtza in campeggio abbiamo conosciuto due ragazzi nuovi uno di milano e uno di torino noi abbiamo sfruttato al massimo il campeggio per conoscerci meglio il pdl aveva come tema la fuga o la partecipazione e abbiamo fatto attività affrontando le varie tematiche l attività più bella è stata appunto una di quelle del pdl ed ha interessato tutta la kuvtza noi siamo molto felici di aver avuto questo tema di cui parlare tutto il campeggio è stato magnifico il migliore a cura della kvutzà evron un nuovo inizio È da poco che sono all hashomer e le prime volte che sono andata in ken già conoscevo delle persone ma anche quelle che non conoscevo mi sono sembrate subito simpaticissime con la kutzà mi sono trovata subito mi sono integrata benissimo e ho fatto amicizia velocemente i miei madrichim mi hanno presa subito dal verso giusto e ho capito immediatamente che sono delle persone fantastiche come tutti i membri della mia kutzà vedevo tutti con quella magleietta blu e mi sono accorta che volevo essere come loro parte del movimento sono andata a chiedere ai miei madrichim dove potevo comprarla prima di comprarla ariel il mio madrich mi ha detto che comprare la chultza shomrit è come fare un patto con il movimento venire tutti i sabati in campeggio e proseguire il proprio percorso all hashomer le prime attività sono state divertenti e durante le peulot bisogna ragionare molto quando ho fatto per la prima volta l urlo mi è sembrata una cosa strana però dopo averlo fatto mi sono sentita veramente parte della kutzà e avrei voluto farlo ancora sono arrivata appena in tempo per vedere gli ultimi sabati di karen e ruben quando mi hanno detto che a marzo dovranno andare via ci sono rimasta male ma con l entrata di amanda mi sono rassicurata siamo in buone mani spero di coltivare l amicizia con la mia kutzà e di continuare il mio percorso per più tempo possibile incominciando da quest estivo a cura di mathilde forti maghen tante emozioni travolgenti finalmente dopo tanti dubbi è arrivato il 26 dicembre tutti pronti all appuntamento con una gran voglia di partire dopo qualche ora siamo arrivati a destinazione eccoci a montemonaco 14 subito ho respirato un aria di libertà dopo qualche giorno gli shuval sono entrati in bet per tutti noi è stata una grande emozione ho socializzato con tutti ma soprattutto questo campeggio mi ha riempito il cuore di emozioni e di buoni propositi 7

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kishor diamo spazio alle kvutzot dell alef gli ultimi giorni sono stati malinconici perché siamo venuti a conoscenza che i maanit se ne sarebbero andati eravamo tutti così tristi per la loro uscita ma in tutti noi hanno lasciato un impronta indelebile io faccio parte della kvutzà dei kishoria e con loro ho subito instaurato un grande rapporto d amicizia ci capiamo con uno sguardo siamo legati soprattutto dall ebraismo uno dei pilastri dell hashomer consiglierei a tutti i ragazzi ebrei di frequentare questo movimento non solo per fare nuove amicizie ma per confrontarsi con le nuove realtà che ci circondano sono certa che ognuno di noi quando sarà grande sarà fiero di dire sono stato e rimarrò uno shomer a cura di johara zarfati kishor 8

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diamo spazio alle kvutzot della bet galon sanità in africa il problema sanitario tuttora uno dei problemi più importanti nel mondo è una questione che riguarda tutto il mondo in generale ma in particolare e soprattutto i paesi cosiddetti sottosviluppati il continente africano è uno dei più colpiti da questo problema tutto ciò è causato dalla povertà dell intero e ciò provoca anche l assenza di medicinali e così aumenta anche il tasso di mortalità nel paese infatti in media la speranza di vita è di circa 52 anni per gli uomini e 55 per le donne questo anche perché le strutture ospedaliere le poche che ci sono si trovano nelle città più grandi mentre territori immensi sono privi anche di un medico l organizzazione mondiale della sanità ha avviato un piano di intervento che prevede la costruzione di piccoli presidi sanitari in tutto il territorio dove sia possibile fornire assistenza alla maternità e all infanzia praticare vaccinazioni fornire medicinali dare informazioni sanitarie la speranza di vita però non è causata solo dall assenza di servizi sanitari anche e soprattutto per le malattie presenti che vengono suddivise in tre grandi classi infettive cioè dovute all azione di batteri e virus patogeni le principali sono l aids il colera il morbillo il tifo parassitarie cioè dovute alla presenza di pidocchi zanzare vermi tra cui alcune sono febbre gialla malaria malattia del sonno da carenza alimentare dovute alla carenza di qualità e di quantità del cibo tutt ora nei paesi in via di sviluppo la causa principale della mortalità sono le malattie infettive che nei paesi ricchi colpiscono solo una minoranza di persone e che non sono in genere mortali l africa è poi il continente in cui è più diffuso l aids e i cui si registra il più alto numero di morti al mondo per questa malattia e ovviamente i medici sono pochi rispetto alle necessità eppure tutti questi problemi non ci dovrebbero essere poiché queste cose dovrebbero essere dei diritti e proprio nell articolo 25 della dichiarazione universale dei diritti dell uomo c è scritto ogni individuo ha diritto ad un livello di vita sufficiente a garantire la salute tutto ciò purtroppo non accade dappertutto 9

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shavit diamo spazio alle kvutzot della bet per fortuna ci sono però associazioni come l oxfam italia che interviene per rafforzare le capacità delle istituzioni e delle comunità locali di programmare e gestire servizi igienico-sanitari di qualità e rafforzare servizi e promuovere campagne per la promozione della salute a cura di federico sereni galon la bambina che zittì il mondo per sei minuti severn suzuki originaria di vancouver aveva solo 9 anni quando fondò l eco environmental children s organization un gruppo di bambine che aveva lo scopo di sensibilizzare le proprie coetanee al rispetto dell ambiente tre anni più tardi nel 1992 l eco riuscì a raccogliere dei fondi per partecipare a un incontro dell onu in brasile per risolvere problemi quali la povertà la crescente disparità tra paesi industrializzati e paesi in via di sviluppo nonché le difficoltà sempre maggiori negli ambiti sociali economici ed ambientali gettando le basi per uno sviluppo sostenibile a livello mondiale questa bambina delegata dell eco riesce a fornire un analisi dettagliata di come l uomo stia distruggendo l ambiente non si può parlare di una vera e propria accusa ma più di un avvertimento di come sta diventando la terra in questo discorso lei si chiede infatti come mai gli insegnanti fin dall asilo insegnino a rispettare la gente a riordinare le cose a non litigare con gli altri a non essere tirchi ma volenterosi di condividere e poi le persone facciano esattamente l opposto oppure si chiede se ci sono delle soluzioni per riportare in vita delle specie estinte o per far rinascere una foresta quindi dovremmo cercare di essere sensibili ai problemi dell ambiente che c erano all epoca di questa bambina ormai trentenne come lo è questa bambina che anziché giocare cercava di rendere il suo futuro migliore a cura di gavriel sonnino shavit 10

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diamo spazio alle kvutzot bogrim horshim ebook o libri l ebook riuscirà mai a sostituire il libro cartaceo questo interrogativo sorto qualche mese fa ha acceso una discussione tra i tradionalisti che appoggiano la lettura con libri cartacei e gli innovatori che credono nell utilità del nuovo strumento elettronico l ebook credo che il fascino del libro cartaceo sia insostituibile e un esperienza multisensoriale coinvolge il tatto per il piacere nel toccare la carta ruvida e consumata l olfatto per l odore del relegamento e naturalmente la vista personalmente credo che possa in qualche modo incrementare la capacità di immergersi nella lettura catapultarsi in nuove dimensioni di immedesimarsi aspetti che non possono essere colti con l utilizzo di un libro elettronico che ti confina ad uno schermo luminoso e limita la propria immaginazione se tutti i libri fossero sostituiti dagli ebook ci sarebbe la morte della produzione tradizionale e la visione del libro come simbolo culturale svanirebbe l ebook è una realtà molto diffusa in italia apprezzata e criticata bisogna riconoscere gli aspetti positivi :il risparmio di spazio la lettura in qualsiasi condizione può comunque causare problemi come mal di testa e cervicale inoltre rallenta notevolmente il tempo di lettura rispetto un libro cartaceo credo che si debba solo che essere d accordo con le parole di umberto eco che afferma non si può creare qualcosa di meglio che i libri per favore smettiamola con questo cose qui non si tratta di battere qualcosa ed avanzare tecnologicamente ma qui si parla di emozioni sentimenti amore per una cosa troppo bella per la tecnologia la lettura a cura di martina mieli horshim 11

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amir diamo spazio alle kvutzot della bogrut comprensione dell identità devo ammettere che né la fede né un sentimento d orgoglio nazionale sono bastati a legarmi all ebraismo altri elementi gli hanno dato una forza d attrazione a cui per me è impossibile resistere forze occulte sentimenti indefinibili a parole e proprio per questo tanto potenti e anche la consapevolezza di possedere un identità interiore una struttura dell anima comune a tutti gli ebrei così scriveva freud cercando di definire la sua identità ebraica in un lettera destinata all organizzazione bnei brit di vienna egli ebreo tutt altro che ortodosso e praticante riteneva che tutti gli ebrei possedessero un principio fondamentale senza però esser in grado di esplicitare tale principio si affidava ai posteri affermando che un giorno la scienza sarebbe stata in grado di comprendere in cosa consistesse erano gli inizi del `900 e ancora adesso il problema dell identità ebraica rimane irrisolto noi ebrei siamo tali perché appartenenti a un popolo o perché seguaci di una certa fede secondo freud sembrerebbe evidente che è l appartenenza al popolo ebraico a definire noi ebrei ma allora un ateo figlio di genitori ebrei può considerarsi tale forse è la nostra storia controversa a rendere più difficile le cose un tempo le leggi del nostro popolo erano quelle dettate dalla torah gli ebrei vivevano insieme nella palestina e dunque non c era questa duplice realtà di popolo da una parte e religione dall altra tutti coloro 12 che facevano parte del popolo ebraico seguivano le leggi dei padri poi dal 70 dc iniziò la diaspora le cose si mantennero molto simili in realtà poiché gli ebrei sebbene divisi in tutto il mondo rimasero isolati dagli altri popoli sia per propria volontà sia per discriminazione ma con la fondazione degli stati moderni e l apertura dei ghetti le cose sono cambiate specialmente in europa negli ultimi due secoli è avvenuto un processo di progressiva emancipazione siamo diventati cittadini a tutti gli effetti degli stati nei quali eravamo residenti abbiamo conservato le nostre tradizioni ma siamo entrati a far parte di un popolo chi di quello italiano chi di quello francese chi di quello americano con proprie leggi e una propria cultura È stato finalmente fondato lo stato d israele nel 1948 e nonostante ciò molti ebrei sono rimasti nei propri paesi perché ormai sentivano come propri come ho detto questo legame non ci ha fatto dimenticare le nostre origini e la nostra appartenenza al popolo ebraico guardando la mia comunità al giorno d oggi vedo che sono in molti ad essere poco osservanti e non penso nemmeno siano tutti credenti ma tali persone non vedono in questo un limite al sentimento di appartenenza al nostro popolo .se ritorniamo al quesito può un ateo o comunque un non praticante considerarsi ebreo la risposta sarebbe dunque affermativa ma a questo punto bisogna porsi un altra domanda come si può manifestare questo senso di appartenenza se

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diamo spazio alle kvutzot della bogrut ma anit non negli eventi religiosi come un ebreo può sentirsi tale senza andare al tempio senza celebrare le feste etc personalmente non saprei dare una risposta È questo il motivo per cui vengo all hashomer per capire in cosa consista questo principio fondamentale comprendere cosa veramente significhi essere ebreo e dargli una mia interpretazione a cura di giulio piperno amir stiamo uscendo sono entrata in ken quando avevo 8 anni ora ne ho 18 e sto uscendo guardandomi indietro vedo un lungo percorso affrontato non riesco ancora a rendermi conto se sono pronta a lasciare tutto questo devo ammettere che forse proprio in questo ultimo periodo mi sono sentita un po fuori da questo ken sento di aver dato a questo movimento tutto il mio meglio ma capisc o che arrivata a questo punto del mio percorso questo ken non ha più bisogno di me guardandomi attorno mi accorgo della presenza di tanti e soprattutto nuovi bogrim capaci e attivi che sono pronti a mandare avanti questo ken non sempre mi sono trovata bene qui anzi in alcuni momenti mi sono anche chiesta perché ne facessi ancora parte non mi sentivo nemmeno cosi tanto rappresentata da quei tre ideali di cui parliamo tanto ben presto però riflettendo un po ho capito quanto questo movimento possa essere tutto per me trovo che questo posto oltre a rendermi socialmente attiva rappresenti per me quasi un punto di fuga quell unico posto in cui è possibile trovare semplicemente un senso di unione all interno di un gruppo quel gruppo che pur non essendo ovviamente perfetto a suo modo lo era grazie davvero maanit grazie di avermi fatto passare gli anni più belli della mia vita a questo punto non mi rimane che guardare avanti e osservare le tante possibili opzioni 13

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