Description
Rivista mensile on line di filosofia-Registrata presso il Tribunale di Milano,
N° 378 del 23/06/2010, ISSN 2038-4386
p. 1
vita pensata la filosofia come vita pensata 4 la vita di conoscenza è la vita che è felice nonostante la miseria del mondo l wittgenstein tractatus logico-philosophicus e quaderni 1914-1916 nota del 13.8.1916 einaudi p 182 issn 2038-4386 vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 4 ottobre 2010
[close]
p. 2
vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 4 ottobre 2010 direttore responsabile augusto cavadi direttori scientifici alberto giovanni biuso giuseppina randazzo rivista mensile on line registrata presso il tribunale di milano n° 378 del 23/06/2010 issn 2038-4386 2
[close]
p. 3
vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 4 ottobre 2010 indice 0 1 2 3 4 5 6787 editoriale agb gr la bellezza 4 vita pensata 9 temi augusto cavadi settimana filosofica 2010 niccolò cappelli teodicea marco de paoli che cos È una prova scientifica mario gazzola e marco marchetti le metamoforsi del vampiro 5 10 13 24 30 la vita di conoscenza è la vita che è felice nonostante la miseria del mondo l wittgenstein tractatus logico-philosophicus e quaderni 1914-1916 nota del 13.8.1916 einaudi p 182 anno i n 4 ottobre 2010mensile di filosofia issn 2038-4386 giusy randazzo le donne ateniesi autori arianna rotondo mere christianity conversando con c s lewis fausta squatriti antonio calderara artista e personaggio visioni agb gr the man from earth alberto giovanni biuso una stagione al piccolo adriana bolfo calderara e l astrattismo alberto giovanni biuso contaminazioni giusy randazzo donne finte e donne vere recensioni alberto giovanni biuso et voilÀ i robot giusy randazzo per arrivare al caos che caos nees anna calissano la bellezza dell irrazionalitÀ numerica 34 38 49 52 55 58 60 sito internet www.vitapensata.eu 63 66 68 72 in copertina geometrie fotografia di pierfranco ramone la sezione aurea eugenio damasio la democrazia È viva scrittura creativa giuseppe o longo il reddito della vergogna 75 3
[close]
p. 4
vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 4 ottobre 2010 editoriale la bellezza agb gr a bellezza non sta soltanto negli enti paesaggi opere persone e non abita soltanto negli occhi di chi guarda la bellezza è un rapporto tra la mente e le forme da cui traspare il vero come interpretazione più adeguata del nostro stare nel mondo del nostro essere terra lo si vede nella molteplicità della sue rappresentazioni anche negli articoli di questo numero di vita pensata l armonia geometrica della sezione aurea la pittura di antonio calderara il bisogno di senso espresso dalle teodicee e dalla matematizzazione del mondo le feconde contaminazioni tra musica cinema teatro il fascino molteplice delle donne ateniesi e di quelle contemporanee -nei loro sguardi nei silenzi nelle parole e nella fatica la strana pace trasmessa da un film in cui si dialoga di un uomo capace di vivere millenni assumendo tanti nomi della storia l aspirazione all ordine che si esprime nei progetti della robotica sono queste forme assai diverse tra di loro ma tutte accomunate da una tensione verso il bello che niente può spegnere nella nostra specie un viaggio dunque consapevoli che la meta è invito al viaggio stesso in cui simbolico e reale vero e falso caos e ordine essere e apparire ritornano nell eterno gioco dell identità e della differenza sfumano nelle variazioni cromatiche della vita riecheggiano nell inno silenzioso di gioie e dolori il brutto -nelle sue tante forme a volte terribiliè anche la conseguenza dell incapacità di rimanere all altezza dell aspirazione umana al senso È anche da qui che nascono i mostri della fantasia e della storia -i vampiri il nazionalsocialismodi cui parlano altri testi di questo numero questa esplorazione della negatività serve 4 l forse a mettere in evidenza la contraddizione estetica dell esperienza esistenziale con un procedimento ironico proprio di una riscrittura salvifica rivela il tragico mantenendolo tale o supera il brutto mostrandone il comico ritorna dunque nell unità del bello che si fa rivelatore quando si adegua alla reale forma dell essere rappresentato a tal punto che questa adeguazione ontologica diviene armonia e rende bello il brutto che racconta bellezza sono le opere e le immagini che le arti visive hanno prodotto tra queste la fotografia rappresenta un ambito di particolare rilevanza anche filosofica in essa infatti convergono percezione tecnologia arte dai primi dagherrotipi alle piccole macchine digitali che oggi permettono a chiunque di fermare il tempo in un immagine la fotografia ha accompagnato l intero novecento e si apre a sempre nuovi itinerari in questo numero sono molte le fotografie artistiche che vi presentiamo ed è arte la fotografia in particolar modo quando possiede quel punctum che permette di superare i margini dello spectrum per ritrovare i confini della storia dentro la nostra storia che vi scorgiamo in una forma di proiezione indicibile e ineffabile siamo per questo particolarmente lieti di aver stabilito una collaborazione creativa con l associazione culturale il forte di genova e con i suoi fotografi speriamo in conclusione di stimolare i nostri lettori alla riflessione sulla vita che da sé produce senso È anche questo che probabilmente intende wittgenstein quando afferma che la vita di conoscenza è la vita che è felice nonostante la miseria del mondo
[close]
p. 5
vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 4 ottobre 2010 settimana filosofica 2010 di augusto cavadi f ilosofando fra il piave e le dolomiti dal 20 al 26 agosto di quest anno alcuni di noi fra i quali i due promotori di questa rivista hanno riprodotto un esperienza ormai più che ventennale le vacanze filosofiche per non filosofi un po da tutta italia dalla sicilia alla lombardia dal lazio alla liguria ci siamo dati appuntamento in un albergo di nevegal fra i boschi del bellunese per riflettere sul tema della libertà una scelta se non `obbligata sarebbe forse un po paradossale certo logicamente consequenziale dopo le precedenti vacanze dedicate al potere ciascuno dei quaranta partecipanti di cui solo una sparuta minoranza laureati in filosofia per il resto ingegneri e avvocati medici e magistrati studenti universitari e attempati pensionati avrà certamente vissuto l esperienza attraverso la griglia delle proprie aspettative e della propria sensibilità secoli prima della sottolineatura da parte di heidegger e di gadamer della inevitabilità della precomprensione il vecchio san tommaso d aquino aveva osservato che quod recipitur admodum recipientis recipitur È dunque senza la minima pretesa di essere fedelissimo ai fatti ed esauriente nelle considerazioni critiche che provo a socializzare alcuni flash su ciò che è successo in cadore e soprattutto nella mia mente intenti programmatici e svolgimento effettivo secondo la tradizione ormai più che ventennale ho iniziato le vacanze filosofiche nell estate del 1983 in una collina sopra trento la prima sera è dedicata a un primo scambio di autopresentazioni e all evidenziazione da parte mia e dei 5 colleghi che via via negli anni hanno accettato di cooperare di alcune caratteristiche qualificanti dell iniziativa nella lettera di benvenuto ho avvertito l esigenza interiore di sottolineare soprattutto tre o quattro aspetti a l idea di filosofia non tanto come una `disciplina scolastica bensì come un modo di affrontare la vita in maniera consapevole b il gusto della riflessione e dunque la fruizione di spazi di silenzio meditativo di contemplazione c l arte del confronto dialogico con gli altri al di là del mutismo scoraggiato e della chiacchiera saccente d lo stile della nonviolenza da gandhi denominata forze della verità che è possibile solo se si destruttura la identificazione delle idee con i soggetti che le espongono a causa della quale per non offendere l altro evito di criticarne le tesi o al contrario per contestare le tesi altrui ritengo inevitabile aggredirlo rispetto a queste attese si può dire che la maggior parte dei partecipanti è riuscito a sintonizzarsi e a sperimentarne i vantaggi forse come nei miei timori le difficoltà foto di mario micciancio temi
[close]
p. 6
vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 4 ottobre 2010 temi sollecitare nella penultima sessione la reazione personale dei partecipanti mediante una metodologia che prevedeva sia la discussione in gruppi di quattro-cinque persone sia un confronto più ampio in assetto plenario il percorso diacronico ha disegnato una sorta di parabola dalla visione greca di un cosmo stretto dalle tenaglie della `necessità anche quest anno al teatro antico di siracusa la follia di aiace e lo struggimento amoroso di fedra sono stati attribuiti rispettivamente da sofocle e maggiori si sono registrate sull ultimo punto in qualche caso su argomenti seri e più spesso futili si sono registrati piccoli attriti che un atteggiamento di migliore autocontrollo emotivo di attenzione alla sensibilità altrui e di distanza ironica dagli equivoci della comunicazione avrebbe potuto evitare per fortuna e per merito di tutti comunque il tono complessivo della convivenza si è mantenuto sostanzialmente sereno e frequentemente anche allegro il filo tematico il tema dell anno libertà e libero arbitrio è stato affrontato come in altre edizioni in una prospettiva storico-critica elio rindone infatti ha seguito la nozione di libertà nel mondo greco socrate platone aristotele lo stoicismo e nel mondo medievale agostino e tommaso d aquino a me è spettato focalizzare come esponenti della modernità le posizioni opposte di cartesio e spinoza nonché il tentativo kantiano di arrivare alla certezza della libertà per via pratica anziché teoretica alberto giovanni biuso ha esplorato alcune prospettive contemporanee se non sempre in senso strettamente cronologico dal punto di vista della fortuna nel xx secolo come schopenhauer nietzsche foucault e lorenz giusy randazzo infine si è assunta il compito di foto di giovanni galluzzo da euripide agli dei e al destino si è andata profilando una soggettività socrate platone e aristotele la chiamavano `anima capace di svincolarsi almeno parzialmente dai condizionamenti esterni sociali pubblici e dai demoni interiori le mille teste del mostro che ciascuno di noi è la `libertà diventa `libero arbitrio forse già con aristotele certamente con agostino e tommaso d aquino poiché non abbiamo una visione diretta del bene assoluto al cui cospetto resteremmo abbagliati e paralizzati obbligati all adesione dall evidenza la nostra volontà spazia sempre fra beni finiti anzi fra aspetti finiti di beni finiti e non è quindi mai determinata ad unum con la 6 foto di mario micciancio
[close]
p. 7
vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 4 ottobre 2010 modernità il soggetto che nell epoca classica era fortemente limitato dall ordine cosmico e nel medioevo dall onnipotenza del creatore esplode con cartesio diventa il principio e il criterio della verità e della libertà da qui la reazione di foucault xx secolo che riprende nietzsche xix secolo che aveva ripreso spinoza xvii secolo che aveva ripreso lo stoicismo iv secolo a c iii secolo d c la libertà è liberazione dal proprio ego e accettazione delle inflessibili leggi o `strutture della natura e della storia oggi la domanda è fondamentalmente questa è ragionevole trovare uno spiraglio una fessura fra la libertà come autodeterminazione assoluta sartre e la libertà come accettazione della necessità assoluta che sembra imposta anche del determinismo scientifico sia fisico che biologico È ancora praticabile sulla scia di pascal e di kant una prospettiva che riconosca nell essere umano sia la sua appartenenza ai meccanismi naturali al pari di minerali vegetali e altri animali sia la sua appartenenza a una dimensione oltre-chefisica il regno dei fini della responsabilità etica dell autodeterminazione morale forse la verità è che nasciamo `schiavi e possiamo possiamo! morire foto di giovanni galluzzo relativamente liberi solo se viviamo come se fossimo liberi nelle questioni pratiche la pratica non è irrilevante se vivi da schiavo muori da schiavo se vivi da libero muori da libero È uno dei campi in cui le profezie si auto avverano o meglio le teorie si auto confermano pensi di non essere libero e non lo sarai davvero pensi che sei dotato di libertà condizionata ti impegni in un processo di auto liberazione e in itinere sperimenti di essere davvero libero nessuno si aspettava di dirimere la questione della libertà in maniera definitiva grazie a sette seminari per giunta tenuti da tre relatori di diverso orientamento filosofico averla messa in luce in termini un po più precisi ascoltando le ragioni degli uni e degli altri è stato l obiettivo raggiungibile e a mio avviso effettivamente raggiunto a questa analisi di augusto cavadi aggiungiamo le sintesi dei propri interventi che i quattro relatori hanno preparato per il sito www.vacanzefilosofiche.eu in questo modo i lettori potranno farsi un idea dei contenuti e del taglio argomentativo che hanno caratterizzato le diverse relazioni dalle prime esperienze della libertà intesa in grecia come non-schiavitù indipendenza 7 foto di giovanni galluzzo temi
[close]
p. 8
vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 4 ottobre 2010 arbitrio umano entrambi gli autori pensano l antropologia alla luce della loro teologia di un dio radicalmente libero e onnipotente cartesio o di un dio radicalmente necessitato ad essere ciò che è natura e a squadernarsi con la ferrea necessità della logica geometrica con kant si tenta un superamento dell opposizione metafisica precedente l uomo che in quanto animale bio-fisico appartiene al regno del determinismo è però anche soggetto noumenico che si muove nel regno dei fini liberamente perseguiti egli non ha nessuna possibilità di dimostrare razionalemnte d essere libero ma può e deve vivere come se als ob lo fosse effettivamente augusto cavadi l uomo è un invenzione recente che presto sparirà questa affermazione di michel foucault può sembrare paradossale ma essa si limita a registrare la nascita e la dissoluzione del soggetto non della persona che pretende di rappresentare l intero del quale è invece soltanto una parte e se la soggettività è un illusione il soggetto libero lo è ancor di più spinoza schopenhauer nietzsche hanno distinto con chiarezza la libertà di fare che non è in discussione dalla libertà di volere proprio quel fare e non un altro tale seconda forma della libertà l actus elicitus renderebbe del tutto immotivato e quindi insensato ogni agire siamo certamente liberi -per fortunada molte costrizioni esterne ma non possiamo esserlo dalla nostra stessa natura che già eraclito definiva il vero demone dell uomo le ricerche etologiche di konrad lorenz confermano pienamente la continuità temi dal potere altrui si passa con socrate alla scoperta della libertà interiore propria di chi conosce il bene e lo fa nel mito di er platone sottolinea i limiti della libertà umana mentre aristotele illustra il processo decisionale che porta alla scelta volontaria nell età ellenistica gli stoici identificano la libertà con la consapevolezza che tutto è necessario al contrario agostino è sostenitore del libero arbitrio atto della volontà che può anche disubbidire alla ragione e tommaso spiega che la scelta libera è possibile perché nessun bene finito attrae necessariamente l uomo la cui capacità di desiderare è infinita elio rindone la modernità è caratterizzata dall opposizione radicale fra chi ritiene come cartesio che la dimensione spirituale e dunque razionale e volontaria dell essere umano sia evidente e chi come spinoza ritiene evidente l illusorietà del libero foto di pierfranco ramone 8
[close]
p. 9
vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 4 ottobre 2010 vista dell utilizzo durante la settimana filosofica a nevegal poiché favorisce la condivisione e una reale distribuzione della partecipazione grazie alla formazione di sottogruppi momentanei e alla facilitazione non direttiva le domande sottoposte alla riflessione dei sottogruppi sono state le seguenti qual è tra le citazioni proposte o tra le posizioni esposte dai relatori quella che più condividete quali caratteristiche personali ed esistenziali dovrebbe secondo voi possedere chi aderisce alla concezione del libero arbitrio fatta propria dal gruppo qual è l importanza del problema del libero arbitrio nel tessuto della vita quotidiana il lavoro dei gruppi e la socializzazione delle risposte in plenaria hanno permesso la condivisione delle differenti visioni personali sul tema del libero arbitrio a partire dalle linee di ricerca emerse durante le giornate precedenti giusy randazzo foto di laurence chellali tra la nostra specie e l intero mondo animale col quale condividiamo anche i condizionamenti biologici ma conoscere i confini del nostro agire non rappresenta una ragione di tristezza al contrario costituisce un motivo di serenità le sollecitazioni esteriori -materia e storia producono le nostre inclinazioni interne e le inclinazioni interne -il corpomente fluiscono nella materia che è tempo cosmico e nella storia che è tempo sociale il soggetto separato non esiste esiste il flusso temporale del quale ciascuno di noi è un istante effimero ma unico irripetibile e per questo eterno necessario e per ciò colmo di senso alberto giovanni biuso la mnr metodologia della narrazione e della riflessione è una pratica dialogica ideata a genova www.sicurascuola.com È stata utilizzata in parte modificandola in 9 temi
[close]
p. 10
vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 4 ottobre 2010 temi teodicea di niccolò cappelli report liberamente tratto dalla lezione del prof sergio givone sulla teodicea di leibniz festival di filosofia 2010 eodicea theos-dike è un neologismo coniato dallo stesso leibniz per indicare la dottrina concernente la giustizia divina nello specifico si pretende quindi di dimostrare che la presenza del male non inficia la giustezza di questo mondo giudicato «cosa buona» dallo stesso dio ebraico a ben vedere il quesito sembrerebbe condurre a una vera e propria tautologia qual è difatti il significato di indagare la giustizia di colui che viene identificato come il fondamento della giustizia stessa il problema in realtà non è certo nuovo nell ambito della speculazione filosofica i libri sapienziali hanno dato adito a varie interpretazioni nel corso della storia il libro di giobbe ad esempio ha messo in imbarazzo più di un rabbino laddove yhwh sembra accondiscendere a un gioco che a ragione potremmo definire diabolico essendo frutto della mente di satana a patirne le conseguenze è il povero giobbe reo soltanto di essersi comportato sempre come un impeccabile uomo di fede com è noto satana induce dio a privare giobbe di ogni favore infliggendogli penose sofferenze al fine di mettere alla prova l autentica sincerità della sua fede il dilemma della moralità di quest atto divino ha rappresentato un problema di non poco conto fino ai tempi nostri appassionando fra gli altri un pensatore del calibro di carl gustav jung che finirà per vedere nello yhwh ebraico un dio in cui la propria funzione inferiore l ombra non si è ancora scissa dal principio assolutamente buono con cui verrà identificato il dio neotestamentario la stessa crocifissione di cristo sarà l atto con cui dio che si è fatto carne porrà rimedio all azione immorale che un tempo la sua ombra aveva perpetrato ai danni della sua creatura giobbe1 prima di leibniz anche s agostino si era eretto a difensore della bontà e della giustizia divina riprendendo la celebre tesi plotiniana s agostino vedrà nella presenza del male niente più che un assenza di bene ossia il male verrà defraudato dalla sua pretesa ontologica di avere un fondamento sostanziale s agostino catechizzando il pensiero plotiniano troverà soluzione a due problematiche essenziali della dottrina cristiana la confutazione della responsabilità di dio nei confronti della presenza del male nel mondo e allo stesso tempo la confutazione della concezione manichea dei due principi ontologicamente contrapposti ma siamo sicuri che sia questo il nocciolo del problema a cui leibniz avrebbe dedicato la sua opera secondo il prof givone le cose non stanno proprio così per assurdo sarà voltaire a cogliere il significato autentico della questione leibniziana lo stesso voltaire che si era preso gioco del suo collega filosofo beffeggiandolo e ridicolizzandolo nella figura del prof pangloss colui che nel candide aveva la stupida pretesa di sapere tutto ma che cos è che voltaire aveva capito e contro cui si era rivoltato con tanta veemente ferocia la questione spiega givone è tipicamente moderna leibniz solleva un quesito che appartiene all anima della speculazione filosofica della modernità una linea di confine con il pensiero antico il senso del mondo gli antichi greci non ponevano in questione t 10
[close]
p. 11
vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 4 ottobre 2010 foto di laurence chellali il senso del mondo perché questo aveva un senso di per sé dato il suo senso la domanda riguardava piuttosto il tipo di condotta da assumere nel mondo sarà con l avvio della riflessione teologica cristiana che inizieremo a chiederci se il mondo sia un luogo dove valga la pena di vivere o meno la risposta di leibniz è stata a torto considerata da voltaire ottimisticamente infantile per il filosofo tedesco infatti non solo il mondo è dotato di senso ma è addirittura il migliore dei mondi possibili cerchiamo di capire perché dio ha creato il mondo tesi che leibniz non pone in questione prima dell atto creativo la sua bontà ha dovuto necessariamente portarlo a scegliere fra tutti i mondi possibili quello che contiene al suo interno più ordine più virtù e più felicità ma non è forse la virtù come ci ricorderà più tardi anche kant la vittoria sul vizio non è forse la felicità una conquista ottenuta trionfando sull infelicità allora in generale il positivo non è che l imporsi di una parte del tutto sull altra parte che necessariamente lo compone il positivo non è che una vittoria sul negativo da qui la necessità degli opposti ma il fondamento della tesi leibniziana va ben oltre tesi che secondo givone hegel porterà alle estreme conseguenze in leibniz troviamo la sintesi di due momenti che costituiranno l anima da una parte della visione domenicana e dall altra di quella francescana e che possono essere fatti risalire all interpretazione che plotino dà della figura del demiurgo nel timeo platonico la prima tesi afferma che dio ha cercato nella sua mente il modello perfetto del mondo quello che conviene al meglio e necessariamente esso è venuto in essere la seconda tesi confuta la prima sostenendo che se dio avesse dovuto fare i conti con una necessità il suo non sarebbe stato un atto libero dio al contrario nella sua onnipotenza deve godere della massima libertà leibniz sintetizza questa storica diatriba sostenendo che dio ha dovuto fare i conti con una necessità ossia con la sua naturale propensione al bene ma lo ha fatto di sua volontà e perciò liberamente ma ancora una volta leibniz si spinge oltre secondo givone voltaire aveva intuito l essenza della problematica leibniziana attraverso la lettura di un opera del poeta inglese alexander pope essay on man in questo poema che voltaire sembra conoscesse a memoria troviamo scritto «everything is good» da tradursi piuttosto che «tutto è buono» come «tutto è bene» ecco che si scioglie il bandolo della matassa il problema fondamentale suscitato dalla lettura leibniziana è come già detto un 11 temi
[close]
p. 12
vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 4 ottobre 2010 temi problema di senso di cui l apologia di dio non rappresenta che il pretesto rifacendosi alla tradizione mistica pope afferma che tutto nonostante il male è bene parole queste che riecheggiano in chiunque abbia dimestichezza con le dottrine esoteriche ad esempio in ambito cristiano con le meravigliose eresie di meister eckhart oppure in letteratura con l affascinante figura di padre zosima maestro del giovane alësa ne i fratelli karamazov tutto è bene sì perché se così non fosse se il male fosse in una qualunque forma superiore al bene allora niente avrebbe più senso allora sarebbe bene soltanto tacere interrompere ogni argomentazione ogni azione perché se niente ha senso che senso avrebbe ciò che potrei dire o ciò che potrei fare la critica di voltaire il suo disappunto nei confronti di questo mondo che sembra scandito da un «disordine eterno» in cui i nostri vani piaceri si trovano mescolati a dolori fin troppo reali riprende l antico argomento epicureo delle quattro possibilità del male dio ha la possibilità di eliminare il male ma non vuole farlo in questo caso è un dio malvagio dio vorrebbe eliminare il male ma non ne ha il potere risulta quindi un dio impotente dio non vuole eliminare il male e nemmeno ne possiede la capacità questo dio sarebbe allo stesso tempo impotente e malvagio infine dio vorrebbe e potrebbe eliminare il male ma per qualche motivo non lo fa per leibniz questa quarta ipotesi descriverebbe il reale stato di cose ma perché allora dio non si adopera per eliminare il male dal mondo perché se eliminasse il male eliminerebbe anche il bene e con esso un di più un valore aggiunto il bene difatti è per il filosofo tedesco più forte del male più importante del male superiore a esso non solo qualitativamente ma anche quantitativamente in fin dei conti leibniz fa suo il presupposto platonico nonostante la presenza del male il mondo e questa vita che ci è dato vivere rimangono qualcosa che a livello fondamentale è un bene in questa ricerca incessante di un valore aggiunto l uomo può trovare un aiuto nella bellezza «la bellezza salverà il mondo» diceva dostoevskij quella bellezza che per baudelaire fioriva anche dal male note 1 cfr c g jung opere vol 11 sez prima bollati boringhieri torino 1992 12 foto di laurence chellali
[close]
p. 13
vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 4 ottobre 2010 che cos È una prova scientifica di marco de paoli i suole dire che l elemento caratterizzante il discorso scientifico sia il fatto che esso -contrariamente ad altri tipi di discorsi più retorici o persuasivi o fideistici garantisca un obiettività una ricerca della certezza si intende che la plausibilità ed anzi la veridicità del discorso scientifico sia garantita e dimostrata dal fatto che in esso l ipotesi vada sempre comprovata per essere convalidata si parla così del metodo baconiano auspicato fra xvi e xvii secolo da francis bacon per il quale la scienza procede e deve procedere metodicamente e per il quale il metodo scientifico consiste nel partire dall esperienza intesa come raccolta dei fatti indubitabili distinguendo quando e in che misura tali fatti siano presenti o assenti tabula presentiae tabula absentiae tabula graduum per poi procedere per induzione generalizzante dal particolare al generale e dal semplice al complesso alla teoria volta alla loro spiegazione si ricorda anche il metodo cartesiano esplicitato da descartes nel discours sur la méthode 1637 esso raccomanda di accettare per vere solo idee con ogni evidenza chiare e distinte di risolvere un problema anzitutto scomponendolo analiticamente nei suoi elementi più semplici come quando si scompone un equazione di quarto grado in due di secondo grado di partire sempre dagli elementi più semplici per poi risalire ai più complessi di controllare infine per benino che non si sia saltata nessuna tappa ma assai più famoso è il metodo attribuito a galileo per il quale non si parte dall esperienza intesa in senso baconiano bensì da un ipotesi teorica come il principio di inerzia volta a spiegare i dati -non le s essenze dei fatti ma il loro apparire e le loro correlazioni poi questa ipotesi andrà successivamente vagliata e confermata si dice così che il metodo galileiano consista in «sensate esperienze» e «certe dimostrazioni» fornite dall esperimento scientifico ad esempio l esperimento del piano inclinato e la misurazione matematica del rapporto spazio-tempo percorso da un grave in caduta nel xix secolo nell era del positivismo si ribadirà che la scienza deve lasciare da parte la ricerca metafisica delle cause prime e del perché per concentrarsi sulla ricerca più abbordabile del come i fenomeni appaiono e si manifestano nelle loro reciproche correlazioni questo è appunto il metodo positivo inteso come proprio dell era adulta e scientifica dell umanità che ha ormai superato i precedenti stadi teologico e metafisico infine nel xx secolo la corrente del neopositivismo o empirismo logico ha insistito sul criterio di significazione secondo il quale occorre distinguere ed anzi separare nettamente la teoria scientifica in quanto dotata di un significato suscettibile di verifica empirica o almeno logica da una teoria non scientifica o metafisica quale discorso privo di senso sinloss perché privo di qualsiasi convalida in quanto fuoriesce dai limiti dell esperienza meta-fisica è appunto ciò che va al di là delle cose fisiche ed è per questo ritenuto indimostrabile il filosofo della scienza karl popper ha poi mantenuto il criterio di demarcazione tra teoria scientifica e teoria metafisica rovesciandolo però da criterio di verificazione in criterio di falsificazione nella sua prospettiva lo scienziato non è tanto colui che con atteggiamento ancora 13 temi
[close]
p. 14
vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 4 ottobre 2010 temi dogmatico tenta di difendere sostenere confermare e convalidare la sua ipotesi bensì al contrario colui che -con atteggiamento nel suo intendimento assai più aperto e liberale ne cerca invece la falsificazione ovvero ne cerca i punti deboli che la smentiscano se l ipotesi regge alle critiche se passa indenne tutti i tentativi di dimostrarla erronea e falsa allora essa sarà una legittima ipotesi scientifica mentre in caso contrario verrà abbandonata nel cimitero della scienza invece una tesi che per la sua astrattezza e generalità per principio non sia suscettibile di essere smentita e nemmeno di essere comprovata non può nemmeno essere ritenuta scientifica essa sarà una tesi metafisica il che non significa come per i neopositivisti priva di senso bensì più semplicemente e appunto non scientifica ovvero una tesi che non può essere proposta come scientifica ad esempio se io dico che vi sono infiniti universi o se dico che vi sono 482 universi questa tesi meta-fisica in quanto procede oltre l esperienza avrà sì un senso ma non sarà una tesi scientifica in quanto essa non potrà presumibilmente mai essere dimostrata né vera né falsa in questo senso popper rivolge una famosa critica al marxismo e alla psicoanalisi respingendo la loro pretesa di scientificità appunto in quanto teorie che potendo sempre essere aggiustate in modo da rendere conto dei fatti più contraddittori non sono falsificabili infine paul feyerabend ha buttato all aria tutto dicendo ma quale metodo in realtà non vi è nessun metodo nessuno scienziato tanto meno un grande scienziato come galileo ha mai seguito nel suo lavoro scientifico un metodo come un grigio impiegato o burocrate della scienza lo scienziato invece -dice feyerabend segue il proprio intuito il proprio istinto di ricercatore la propria immaginazione egli usa ipotesi audaci e non si preoccupa più di tanto né di provarle e dimostrarle né tantomeno di smentirle anzi egli è a tal punto attaccato alle sue idee che spesso ben lungi dal prendere onestamente atto delle smentite difende le sue teorie anche contro ogni evidenza in contrario e spesso torce i dati in loro favore fino al limite della menzogna più o meno volontaria galileo in realtà -dice feyerabend non aveva nessuna prova della verità del copernicanesimo eppure lo difese egualmente a spada tratta e i suoi famosi esperimenti in fisica per lo più puramente ideali e mentali non sempre furono effettivamente attuati ora di tutto questo dibattito ampiamente noto in ambito specifico e qui naturalmente riportato solo parzialmente e per sommi capi poco o nulla è trapelato nella corrente manualistica scientifica contemporanea soprattutto scolastica financo di livello universitario in essa con indebita e grossolana semplificazione si continua imperterriti a parlare di metodo scientifico e di prove certe e risolutive il metodo che condurrebbe alla prova consisterebbe nel partire dai fatti nel raccoglierli e quindi nel formulare un ipotesi di cui si cerca la verifica le prove del copernicanesimo e il caso galileo ma che cos è veramente una prova scientifica che cosa essa realmente dimostra certo vi sono delle prove scientifiche sufficientemente fondate ad esempio il rigonfiamento equatoriale e lo schiacciamento della terra ai poli sono una prova sufficientemente certa della quotidiana rotazione assiale terrestre ad esempio il principio di inerzia per cui un 14
[close]
p. 15
vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 4 ottobre 2010 corpo in moto se non perturbato prosegue all infinito nel suo moto è nel caso specifico sufficientemente comprovato sia pur non per verifica diretta dal fatto che togliendo mentalmente l attrito e la resistenza dell aria che lo frenano il corpo in moto non dovrebbe fermarsi più tuttavia vogliamo qui cercare di mostrare come le prove pretese univoche certe sicure siano spesso in realtà tutt altro che tali essendo invece troppo spesso quanto mai discutibili opinabili dubbie incerte nonché diversamente interpretabili consideriamo la polemica secentesca fra copernicani e tolemaici quali prove o quali falsificazioni vi erano riguardo l una o l altra teoria se consideriamo questo punto vediamo che la teoria geocentrica era falsificata da alcuni elementi infatti se la terra è ferma al centro del mondo e tutti i corpi celesti compresi i pianeti e il sole vi ruotano intorno a cerchio allora ciascuno di essi dovrebbe sempre essere alla stessa distanza dalla terra che è il centro del cerchio poiché in una circonferenza tutti i punti sono alla stessa distanza dal centro e tutti i raggi sono equivalenti invece i pianeti supposti rotanti circolarmente attorno alla terra appaiono ora più ora meno luminosi e ora più grandi ora più piccoli segno indubbio del fatto che essi sono ora più ora meno distanti dalla terra per cui non possono essere sempre in cerchio attorno ad essa alla stessa distanza come punti sulla circonferenza inoltre i pianeti in certi momenti dell anno sembrano invertire il loro supposto moto di rivoluzione attorno alla terra e sembrano tornare indietro per poi riprendere il cammino precedente esistono parecchi arabeschi romani e islamici che sviluppano questo motivo anche questo effetto costituiva un anomalia ed una falsificazione della teoria geocentrica perché incompatibile con il supposto ordinato moto circolare attorno alla terra si fece strada così fin dall antichità greca la teoria degli epicicli accettata da tolomeo per la quale la teoria geocentrica veniva salvata spiegando questi effetti anomali supponendo che i pianeti ruotando circolarmente attorno alla terra compissero sul cerchio maggiore altri cerchi retrogradi più piccoli così appunto apparendo ora più ora meno luminosi ora più ora meno grandi ora più ora meno distanti procedenti ora in avanti ora all indietro in tutta la storia del pensiero scientifico e soprattutto ai nostri giorni molte teorie 15 temi
[close]