Il Caposaldo del Nagià Grom 1914-1918 - Lavori di ripristino del Gruppo Alpini Mori (Tn)

 

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Il Caposaldo del Nagià Grom (787 m) domina Mori, la valle di Loppio e la strada che sale a San Felice e Ronzo ed è per questo motivo che venne scelta dall’esercito Austro-ungarico, nel settembre 1914, per ospitare la prima linea di difesa; qui gli austro-

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il caposaldo austro-ungarico del nagià grom 1914-1918 lavori di ripristino del gruppo alpini di mori 1

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gruppo alpini mori remo rizzardi via gustavo modena 43 38065 mori tn www.anamori.org comune di mori via scuole 2 38065 mori tn tel 0464 916200 museo storico italiano della guerra onlus via castelbarco 7 38068 rovereto tn tel 0464 438100 www.museodellaguerra.it con il contributo di redazione museo storico italiano della guerra fotografie francesco silli tiziano bertè archivio del museo storico italiano della guerra progetto grafico designfabrik realizzazione edizioni osiride rovereto 2009 2

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la fortificazione del trentino in seguito alle guerre di indipendenza e alla cessione al regno d italia della lombardia 1859 e del veneto 1866 la monarchia austro-ungarica dovette affrontare il problema della difesa del trentino contro attacchi italiani condotti dalla pianura lombardo-veneta dal 1860 sino al 1900 il genio militare austriaco costruì numerose fortezze permanenti disposte secondo una duplice linea un sistema difensivo presso i confini con sbarramenti di fondovalle e una cintura di forti attorno a trento per il controllo dei passi d alta montagna furono progettate opere campali da realizzare esclusivamente in caso di guerra in questa fase tra il 1880 ed il 1881 venne realizzato un forte a pannone in val di gresta per il controllo della valle di loppio importante asse di comunicazione tra rovereto e riva del garda si trattava in realtà di una caserma difensiva blockhaus costruita in base ai criteri costruttivi del cosiddetto stile trentino dotata di artiglierie di medio calibro collocate dietro feritoie cannoniere che si aprivano in una cortina muraria in pietra lavorata la piccola fortificazione perse rapidamente ogni importanza strategico-militare venne disarmata ed utilizzata come piccolo magazzino affittato di tanto in tanto dall autorità militare a privati della zona nel 1915 l esercito provvide a demolire la struttura ormai inutile ed obsoleta agli inizi del 900 completata la cintura fortificata di trento cominciò la costruzione di forti a protezione diretta dei confini con il regno d italia a partire dal 1907 il generale franz conrad von hötzendorf capo di stato maggiore dal 1906 al 1917 sostenne la realizzazione di una moderna cintura fortificata a ridosso dei confini in grado di appoggiare una possibile offensiva verso la pianura veneta importanza fondamentale era attribuita ai tre gruppi fortificati di val d adige-vallarsa degli altipiani di folgaria-lavarone e della bassa valsugana grigno-castel tesino di questi soltanto il gruppo degli altipiani venne effettivamente portato a compimento dopo il 1910 essendo in fase di completamento la linea fortificata di folgaria e lavarone ad est e della zona di riva del garda ad ovest si iniziò a realizzare una serie di opere fortificate quale cerniera tra le due aree vennero previste costruzioni sul monte pasubio a pozzacchio sui monti zugna vignola e altissimo di nago allo scoppio della guerra nel luglio 1914 causa la mobilitazione generale i lavori vennero abbandonati ad uno stadio ancora iniziale 3

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la costruzione della tiroler widerstandslinie e la difesa della val di gresta nel settembre 1914 lo stato maggiore austroungarico incaricò il generale franz rohr di costruire una linea difensiva lungo la frontiera del tirolo meridionale da utilizzare nel caso di un conflitto con il regno d italia a partire dall estate 1914 cominciò la realizzazione di una linea trincerata continua dall ortles alle dolomiti di sesto battezzata tiroler widerstandslinie linea di resistenza tirolese considerando che l esercito era già impegnato sul fronte russo ed in serbia si decise di accorciare il fronte al fine di risparmiare truppe ed armamenti in vallagarina l esercito austro-ungarico abbandonò i territori a sud della linea serradariva del garda compresi i monti pasubio zugna e baldo anche in val di gresta iniziarono i lavori per l apprestamento della linea di difesa vennero realizzate trincee postazioni per mitragliatrice caverne per l artiglieria baraccamenti per soldati depositi e teleferiche la valle venne divisa in due settori la parte occidentale con lo stivo e il creino dipendeva dal comando di riva del garda mentre quella orientale dipendeva dal comando di rovereto la linea austro-ungarica saliva dalla piana di rovereto al monte faé proseguiva sul nagià grom e abbassandosi gradatamente arrivava al passo san giovanni sul monte faé nagià grom s anna s giustina e monte garda vennero realizzati capisaldi collegati da trincee protette da ampie fasce di reticolati 4 dopo l ingresso in guerra del 24 maggio 1915 l esercito italiano occupò rapidamente la dorsale altissimo di nago corna piana s valentino postemone e vignola e su questa linea si fermò alcuni mesi in ottobre dopo aver occupato brentonico continuò l avanzata fino a besagno e castione iniziando ad impostare una linea di difesa lungo il versante nord del baldo più o meno sul livello di quota 500 verso la fine del 1915 gli italiani ripresero l avanzata fino ad occupare mori e loppio il 10 gennaio 1916 con un azione di sorpresa gli alpini del battaglione val d adige salirono le rampe meridionali della val di gresta arrivando fino alla località piantim e sull altura di carpeneda il 15 maggio 1916 iniziò l offensiva austro-ungarica nota come strafexpedition che si svolse nel territorio compreso tra la sinistra adige e la valsugana l operazione coinvolse di riflesso la linea avanzata italiana posizionata sulle alture meridionali della val di gresta che per raccordarsi con le nuove posizioni di sinistra adige dove gli italiani erano arretrati da lizzana a serravalle si dovette ritirare sul versante settentrionale del monte baldo posizionandosi tra besagno castione e dosso alto di nago qualche giorno dopo discendendo dalla val di gresta gli austro-ungarici occuparono la valle di loppio dove costruirono una linea di avamposti collegati alle prime linee da trincee e camminamenti a partire da quella data non si registrarono più significativi spostamenti della linea del fronte.

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panorama realizzato dall osservatorio italiano di quota 1.100 sul costone n.e di monte campo primavera 1918 [archivio museo della guerra 162/1-2-3 monte nagià grom valle san felice santa barbara monte biaena monte creino monte stivo trincea lungo il percorso che sale da mori vecchio 5 monte faé nomesino manzano pannone ronzo

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una gita al monte faé gia dal gennaio fervono i lavori governativi al nostro fae ci si raconta dai lavoratori i quali sono tutti obbligati dai quatordici anni finno ai sesanta a lavorare militarizati e la sera quando tornano ci raconta che il faee e inriconoscibbile che vengono tagliate piante senza pietà perciò curiosa anchio di vedere quanti disastri anfato il giorno quatro aprile festa solene di pasqua facendo festa anche i lavoratori mentre le altre domeniche non sele destingue dai giorni di lavoro si lavorano sempre come dissi sopra il giorno di pasqua sicura di non trovare nissuno mi aviai assieme a mia zia filomena e mia sorella cesira verso il faee lo trovai inriconoscibbile ogni trato dovevo fermarmi e chiedere ame stesa dove sono esclamando hoime luogo delizioso memore di tantte dolcezze verginee mi fermo immobile alla testa mifo apoggio colle mani e mi trovo nella più profonda mestizia pensando i bei giorni trascorsi che come il lampo fuggi e non tornano più mormorando qui riposano i fiori della mia gioventù addio caro faee addio deliziosa selva addio piante coniffere sotto le quali siamo statti più dunna volta difesi dalle temperie ora non sei più nostro sei inpotere del governo dal diario di cecilia rizzi pizzini scritture di guerra n 5 museo storico in trento museo storico italiano della guerra 1996 6

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va l di so le c avalese iemme val di f p redazzo va l re nd en l va a le di ce mb ra t ione t rento valsugana l avarone ie gi ud ic r overeto r iva del ar g arda ag ar in a nella pagina precedente soldati al lavoro in località pesarìm a valle dei piani a chienis dove oggi sorge il magazzino del consorzio ortofrutticolo [archivio dorigatti varna va ll va c les val di l di m alé fas non sa 7

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il campo trincerato del nagià grom il caposaldo del monte nagià grom venne costruito a partire dalla primavera del 1915 ma subì ampliamenti e modifiche per tutta la durata della guerra venne realizzato come parte integrante del sistema fortificato campale a difesa del territorio compreso tra riva del garda e la vallagarina permetteva infatti di sorvegliare gli accessi alla val di gresta dalla valle di loppio e dalla vallagarina assieme al vicino monte faé rappresentava il perno della linea difensiva del sottosettore 4a monte biaena con le postazioni costa e san rocco formava un gruppo di combattimento 8 kampfgruppe autonomo dotato di 4 mitragliatrici due cannoni da 9 cm m.75/96 e due cannoni da montagna da 7,5 cm m.15 erano presenti lanciamine minenwerfer ed un riflettore da 60 cm nell estate del 1915 il caposaldo era presidiato da un plotone di fanteria cinquanta soldati al comando di un cadetto aspirante ufficiale e da un distaccamento d artiglieria nel 1916 la guarnigione raggiunse la forza di tre plotoni al comando di un capitano rafforzati con una parte del battaglione standschützen kitzbühel l altra parte era sul monte faé

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schizzo dell ufficio informazioni dell esercito italiano [collezione privata il caposaldo era in grado di difendersi da tentativi di aggiramento e costituiva un complesso piuttosto articolato organizzato in modo da garantire al presidio militare la massima autonomia possibile sulla sommità venne scavata una trincea perimetrale che garantiva una difesa a 360° suddivisa in postazioni di combattimento numerate in cifre romane da i a xiv dalla trincea sommitale dalle postazioni d artiglieria in caverna o all aperto e dagli osservatori partivano i camminamenti che assicuravano un collegamento protetto con i servizi situati nel cuore della fortificazione attraverso questi passaggi si compiva il rito quotidiano del cambio delle truppe di presidio alle trincee come pure il servizio di rifornimento dal deposito delle munizioni in posizione defilata dal tiro delle artiglierie nemiche erano collocati i centri vitali del caposaldo baraccamenti per l alloggio degli ufficiali delle truppe e degli operai militarizzati magazzini di materiali un cisterna da campo ed una cucina dotata di un ampio magazzino viveri 9

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monte stivo 1 xi 1916 vado in teleferica su monte stivo la vista lassù è magnifica si vedono all orizzonte i monti del catinaccio del pasubio del baldo di nota del carè alto della presanella del brenta e dell ortles in basso calliano e la val d adige da una parte e dall altra arco e tutto il basso sarca si scorgono le nostre posizioni dei coni zugna e più dietro la cima posta e il profondo intaglio del piano delle fugazze dominato dalle cime bagnate di sangue pasubio roite col santo più da vicino il triangolare finonchio dietro il quale si delinea l altipiano di lavarone e di folgaria e più lontano i monti della valsugana niente farebbe pensare alla guerra se non le invisibili ombre dei caduti dalla marmolada all ortles che pesano sul cuore il loro spirito aleggia dal biancore dei ghiacciai alle rocce selvagge indorate dal tramonto e mi dà un fremito al cuore sia per loro la pace luminosa non solo domani ch è la festa dei morti ma sempre diario di guerra dal cadria allo stivo del primo tenente dei kaiserjäger felix wilhelm hecht von eleda note di dante ongari società degli alpinisti tridentini sezione carè alto vigo rendena tn 2007 10

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cima salvata talpina passo buole cornalé di saccone monte zugna cima posta col santo l artiglieria sul nagià grom l esercito austro-ungarico realizzò postazioni d artiglieria in caverna ed in barbetta cioè all aperto osservatori d artiglieria e una piazzola per un riflettore nel corso del conflitto le artiglierie del caposaldo appoggiarono le operazioni militari del settore senza che la struttura fosse mai direttamente coinvolta in combattimenti ravvicinati i numerosi crateri ancora oggi visibili testimoniano però che l area fu bombardata dagli italiani dagli osservatori gli ufficiali addetti verificavano la correttezza e l efficacia dei tiri e attraverso linee telefoniche comunicavano le informazioni raccolte alla direzione di tiro dall osservatorio in cemento posizionato sulla sommità del nagià grom è possibile spaziare con lo sguardo su un ampia porzione del trentino meridionale tra il col santo e le propaggini settentrionali del pasubio ad est e la rocchetta sulla sponda occidentale del lago di garda ad ovest il territorio controllato corrispondeva al campo di tiro delle artiglierie e comprendeva il settore tra il monte zugna ad est e la rocchetta ad ovest dove erano le prime linee italiane per l esercito austro-ungarico era fondamentale localizzare le artiglierie italiane di questo settore i piccoli calibri sui costoni che discendono dal monte altissi12 mo di nago proteggevano la prima linea italiana e tenevano sotto tiro quella austro-ungarica i medi calibri italiani erano invece più arretrati lungo il crinale che dal monte vignola prosegue verso ovest sull altissimo di nago e sul varagna la presenza di crateri di granate di medio calibro intorno all osservatorio testimonia che strutture come questa erano sottoposte a pesanti bombardamenti dal nemico la loro distruzione permetteva di accecare le artiglierie avversarie e di ridurne la precisione del tiro monte giovo castel sajori vignola castione testo roite denti mori marco tierno

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altissimo di nago dosso remit dosso casina dosso alto corno della paura panorama dalla cima del nagià grom in rosso la prima linea italiana in azzurro quella austro-ungarica dopo il 1916 [foto tiziano bertè cannone italiano da 149 a sul monte altissimo [archivio fotografico museo della guerra mgr 143/9 13 malga zurez varagna

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