FN_Gennaio-Febbraio_2013

 

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Rivista dei Religiosi, delle Religiose e della Gente della «Sacra Famiglia»

Popular Pages


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rivista dei religiosi delle religiose e della gente della «sacra famiglia» rivista bimestrale anno 2013 poste italiane s.p.a spedizione in abbonamento postale d.l 353/2003 conv in l 27/02/2004 n 46 art 1 comma 2 dcb filiale di bergamo anno 94 numero 160 famiglia nostra 01 gennaio febbraio 2013 santa paola elisabetta madre generosa da lei siamo invitati a `generare vita mediante la fede santa paola elisabetta madre generosa 1

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editoriale p gianmarco paris superiore della pro regione del mozambico «tappe spirituali» dell anno giubilare 19 marzo festa liturgica di san giuseppe 15 settembre festa liturgica dell addolorata 13 maggio inizio del pre-capitolo 23 gennaio 2013 festa liturgica della fondatrice 23 gennaio 2014 conclusione delle celebrazioni giubilari «il vangelo della familiarità cerioliana a servizio della chiesa e del mondo» come annunciato nelle precedenti pubblicazioni di famiglia nostra è la familiarità cerioliana il tema catalizzatore delle energie preghiera riflessione e dialogo messo in campo dalla congregazione maschile per l attuazione del prossimo 19º capitolo generale maggio 2013 viene così ricordato che raccogliere e custodire la familiarità evangelica è l impegno della vita religiosa «sacra famiglia» di oggi e di sempre sostantivo pasquale la familiarità rivela anzitutto il dono che il padre ha offerto nella sua manifestazione al mondo tramite gesù salvezza amicizia e sostegno e per una qualità nuova della nostra umanità personale e delle nostre relazioni a questa divina provvidenza hanno partecipato come servi fedeli maria e giuseppe l ha accolta e reinterpretata santa paola elisabetta oggi attende ancora una volta che la fede dei religiosi e delle religiose della sacra famiglia la reinventi a vantaggio di tutti specialmente degli abbandonati e dei piccoli che «notte e giorno alzano la loro voce» a dio cfr sal 85 2 04 novembre memoria dei 150 anni di fondazione erchiamo di comprendere il messaggio di questo breve brano di marco 3,31-35 che come possiamo subito intuire non si riduce a qualche informazione biografica su gesù come ci invita a fare santa paola elisabetta formata alla scuola degli esercizi di sant ignazio visitiamo la santa famiglia nell occasione in cui si è incontrata con gesù confondiamoci con i personaggi guardiamo e ascoltiamo con attenzione tutto ciò che succede che fanno e che dicono cerchiamo di cogliere l appello che il vangelo ci rivolge ci aiuta a penetrare nel testo anche il quadro che lo rappresenta possiamo per cosí dire vedere con gli occhi quella scena come nel vangelo non è descritta nei particolari esterni ma è sentita nel vissuto interiore cosí questo quadro non descrive la scena ma ce le fa sentire ci aiuta ad entrare a sentirci contemporanei e vicini ci aiuta a rispondere all appello che il vangelo contiene «c siamo nella prima parte del vangelo di marco che presenta chi è gesù portandoci gradualmente a riconoscerlo come messia qui per la prima volta entrano in scena la madre e i fratelli e le sorelle di gesù finora quelli che lo avevano conosciuto dovevano immaginare che gesù avesse una famiglia ma nessuno l aveva conosciuta mc 3,20-21 riferisce che alcuni del suo clan o semplicemente del suo paese letteralmente quelli dalla parte di lui erano andati da lui preoccupati per il suo modo di agire e parlare e volevano portarlo a casa perché lo ritenevano `fuori di sé famiglianostra gennaio febbraio 2013

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congregazione verso il 19º capitolo generale preparandosi al prossimo 19º capitolo generale i religiosi si mettono nuovamente in paziente ascolto È l evangelista marco che in 3,31-35 ricolloca tutti i discepoli nella giusta prospettiva voluta da gesù non sappiamo se sono gli stessi che entrano in scena ora è probabile di no ma ci avvisa che alcuni vicini a lui non capivano e non condividevano quello che faceva la madre e i fratelli dunque arrivano fin nel luogo dove stava gesù non è esplicitato dal contesto possiamo dedurre che si tratti di cafarnao che dista da nazaret circa 30 km il vangelo ce li presenta quando arrivano e stanno «fuori» senza specificare un dentro da lí mandano a chiamare gesù aspettando che esca sono in atteggiamento di attesa possiamo immaginarli in piedi arrivano vicini a gesù e chiedono che l ultimo passo sia dato da lui cosa può significare ciò forse che reclamano una familiarità con gesù che darebbe loro dei diritti su di lui una familiaritá diversa da quella di coloro che ora sono vicini a gesù vorrebbero che gesù rimanesse nel loro spazio quello dei legami familiari di sangue sotto possiamo forse intravedere alcune questioni delle comunità primitive in rapporto ai famigliari di sangue di gesù la nuova familia di gesù il brano evangelico giunsero sua madre e i suoi fratelli e stando fuori lo mandarono a chiamare 32 attorno a lui era seduta una folla e gli dissero «ecco fuori c è tua madre e i tuoi fratelli [e le tue sorelle ti cercano» 33 ma egli rispose loro «chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?» 34 girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui disse «ecco mia madre e i miei fratelli 35 perché chi fa la volontà di dio costui per me è fratello sorella e madre» 31 santa paola elisabetta madre generosa 3

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editoriale la nuova famiglia di gesù sulla parte destra del quadro troviamo il gruppo dei famigliari di sangue la madre e i fratelli di lui che stiano fuori lo si percepisce solo dal fatto che quasi tutti sono rappresentati in lontananza i volti sono solo accennati come se fossero corpi non ancora formati totalmente ancora in processo di gestazione di nascita di formazione i toni sono scuri come se mancasse una luce che illumina la scena iniziata in un luogo esterno passa rapidamente ad un luogo interno una casa forse quella di pietro qualcuno riferisce la notizia dei famigliari entrando nel luogo dove gesù si trovava attorniato dalla folla seduta tra cui dobbiamo includere anche i dodici da poco costituiti le parole del messaggero sottolineano intenzionalmente la differenza «ecco fuori c è tua madre e i tuoi fratelli [e le tue sorelle ti cercano» continuando a leggere il quadro da sinistra a destra seguiamo anche noi il messaggero e entriamo troviamo un nutrito gruppo di persone dai volti ben dettagliati che fanno ruota intorno a gesú egli è seduto nel mezzo come il maestro colui che insegna chi porta la notizia a gesù lo vediamo il primo in basso a destra di gesù ha la bocca semiaperta con la mano commenta il messaggio indicando quelli che sono fuori gesù ascolta la notizia sentiamo il silenzio di quella casa gesù non risponde subito sembra non reagire interiorizza ce lo dice il movimento della testa in posizione di riflessiva meraviglia e degli occhi uno guarda il cielo l altro guarda le persone che gli stanno attorno sf idando le leggi f isiche della vista umana cosa ci aspettiamo da gesù dopo questa informazione che esca incontro ai suoi che li inviti a entrare ma la storia non continua così gesù risponde alla notizia con una domanda rivolta al messaggero ma anche ai presenti e a noi che ascoltiamo «chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?» a prima vista ci appare una domanda strana e anche poco rispettosa della madre di certo gesù non si è dimenticato chi siano sua madre e i suoi fratelli fino al punto da chiederlo ai presenti la domanda contiene qualcosa di diverso da ció che può sembrare a prima vista ha un senso più profondo per questo nessuno dà la risposta ovvia né il messaggero né la folla neppure noi nel grande silenzio che si crea risuonano ancora più chiare e incomprensibili le parole di gesù invitandoci ad andare oltre e mentre tutti tacciono gesù volge lentamente il suo sguardo tutto attorno a sé alle persone che sono lì sedute dopo queste parole di gesù di nuovo il silenzio la meraviglia e il disorientamento è stampato sui volti dei suoi amici gesù li guarda è come se il suo volto gettasse sugli altri volti una luce penetrante che li fa splendere «fa splendere su di noi il tuo volto signore e saremo salvi» che li fa entrare in un nuovo modo di vedere le cose e se stessi magafusso è pittore di nazionalità mozambicana originario di maxixe amico della comunità mista ha realizzato per la stessa diverse opere l ultima collaborazione risale al 2011 quando dipinse numerose tele per la nuova cappella dell università pedagogica ora in occasione del capitolo generale ha preparato questo quadro icona della «nuova famiglia» in marco l articolo presenta l esito di una ricca ricerca e di un intesa felice tra parola e arte maga l artista le persone sedute attorno a me» con ciò non vuole negare che chi sta fuori sia sua madre e parenti ma apre il senso di quelle parole a un significato più grande e per aiutarci a comprenderlo continua «perché chi fa la volontà di dio costui per me è fratello sorella e madre» come a dirci la mia famiglia cioè le persone con cui ho un rapporto di vita e di amore è formata da tutte quelle persone che sono qui sedute ad ascoltarmi e che sono disposte a compiere la volontà di dio oltre agli occhi le mani di gesù commentano la seconda parte della sua risposta la sinistra accenna a coloro che sono seduti attorno a lui la destra indica il cielo luogo simbolico della dimora di dio la cui volontà è criterio del nuovo rapporto di familiarità con lui questa risposta lascia tutti ancora più attoniti forse non pensavano che stare attorno a gesù e ascoltarlo era il primo passo per fare la volontà di dio dopo questo sguardo prolungato egli stesso risponde alla domanda che aveva lanciato «ecco mia madre e i miei fratelli guardate eccoli qui mia madre e i miei fratelli sono 4 gesù nel vangelo è colui che manifesta pienamente la volontà di dio e su questa novità appoggia la rivelazione di una `nuova famiglia il racconto parla di madre fratelli famiglianostra gennaio febbraio 2013

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sorelle ma non di padre nelle parole di gesù dio occupa implicitamente ma inequivocabilmente il posto del padre completando e dando il senso di tutto il quadro non è detto chiaramente si tratta di un cammino di graduale scoperta che i discepoli e il lettore discepolo di oggi devono fare ciò che dà un nuovo e più ampio significato alle parole madre e fratello nella bocca di gesù è dio e l obbedienza alla sua volontà cosa che di fatto rappresenta il centro di tutta la vita e la predicazione di gesù alle spalle di gesù risplende una luce che non sappiamo da dove viene è la luce che sta nel cuore di gesù che guida le sue scelte che ispira le sue parole anche quelle che ha appena pronunciato la luce del mistero di dio che non è rappresentato perché non è visibile agli occhi ma dà senso a tutta la vita di gesù e dà la direzione della sua missione questa luce che rappresenta dio che gesù sente vicino come papà è la fonte e la ragione della nuova famiglia che sta rivelando tali anche nella nuova comunità operando un passaggio da fuori a dentro dalla vicinanza per legame di sangue alla vicinanza di cui è esclusivo criterio il fare la volontà di dio si tratta di fare un passaggio una trasfigurazione della relazione famigliare per risalire da essa alla relazione con dio il padre» ai piedi di gesù notiamo un movimento indef inito di luce di vento di panneggi di mani e piedi che si incrociano può ricordarci l abisso del battesimo-passione in cui gesù dovrà passare per compiere f ino in fondo la volontà di dio padre questa volontà questo passaggio gesù lo indica anche ai discepoli come la porta stretta in cui è necessario passare per entrare a far parte della sua nuova famiglia passando così dal pensare secondo gli uomini al pensare secondo dio dal cuore indurito al cuore docile fede spinti da questo vento guidati da questo movimento pasquale ci spostiamo da sinistra a destra e incontriamo di nuovo la madre ora vediamo che si stacca chiaramente dagli altri famigliari di gesù le sue mani e il suo corpo già stanno entrando dove sta il f iglio la luce di quella casa si riflette sulle sue mani e sulla sua kapulana illumina il suo volto ben def inito si non abbiamo dubbi lei è già entrata ha già fatto il passaggio da fuori a dentro e tuttavia è ancora sulla soglia perché ricorda a tutti noi che il passaggio non è ancora concluso che la sequela del f iglio la porterà f ino al calvario anche lei la madre guarda verso di noi ci accoglie nel suo abbraccio ci invita ad entrare nello stesso cammino per aiutarci a fare il passaggio da fuori a dentro dai legami di sangue a quelli della fede dal fare la nostra volontà al fare la volontà di dio quando il cammino sembra terminato il quadro ci riserva un ultima sorpresa tra i membri della nuova famiglia di gesù scorgiamo il volto di una donna che per certi aspetti di avvicina a quello della madre e se fosse santa paola elisabetta sì è lei siamo certi che è entrata a far parte della nuova famiglia di gesù all inizio della sua vita stava sul lato destro tra coloro che conoscevano gesù secondo la carne la vita la perdita dei suoi il crogiolo del dolore vissuto nella fede l hanno portata a fare il diff icile passaggio della pasqua aiutata da maria lei ha risposto si è dedicata a cercare e poi a fare la volontà di dio diceva «signore disfatemi e poi rifatemi f inché non viva se non per voi oh signore fatemi conoscere la vostra santa volontà» il suo sguardo è f isso su gesù per scoprire nelle sue parole e nei suoi tratti la volontà di dio «studiate gesù diceva alle sue suore e a lui conformatevi» si sente a suo agio nella famiglia di gesù come si è sentita rivivere quando ha aperto il suo palazzo ai f igli poveri e orfani della campagna la risposta di gesù conclude il racconto non ci sono altre risposte o reazioni non c è epilogo non sappiamo se gesù sia uscito incontro ai parenti conoscendolo un po crediamo di sì ma ciò non costituisce il messaggio di questa pagina È la frase finale di gesù che deve restare ben impressa nelle orecchie di chi ascolta il vangelo essa raggiunge direttamente chi ancora oggi lo sente proclamare e lo accoglie con fede il discepolo in basso a sinistra del quadro si volta verso di noi attraversa i secoli e lo spazio che ci separano da quella casa potremmo vedervi l evangelista marco che ci ha trasmesso questo episodio proprio per farci contemporanei e destinatari della rivelazione di gesù lui stesso non presente quel primo giorno vi si è fatto contemporaneo ed ora ci invita a non lasciar cadere nel vuoto le parole di gesù a sentirle dirette a ciascuno di noi personalmente ci dice sta dicendo a te ti sta invitando ad entrare a far parte della sua nuova famiglia le parole di gesù rivelano l esistenza di una «nuova famiglia» nella quale i legami dipendono dall obbedienza a dio sentito come padre e sono più forti dei legami di sangue capiamo bene che non si tratta di una contrapposizione o negazione ma di un nuovo e più ampio criterio di appartenenza e unione infatti gesù non ha mai negato il valore dei legami famigliari di sangue anzi ne riconosce tutto il valore sancito da uno dei dieci comandamenti che gesù ribadisce contro le deviazioni delle tradizioni umane mc 7,10-13 gesù non dimentica di avere una madre e dei parenti se così non fosse da chi avrebbe ricevuto i primi gesti di amore che poi ripete con i suoi fino alla sera prima di morire a chi avrebbe dato i suoi primi baci e abbracci come farà con molte persone durante il suo ministero «marco definisce lo spazio della nuova famiglia di gesù stabilendo una discriminante tra quelli che sono dentro in casa cioè coloro che fanno la volontà di dio e costituiscono la sua vera e spirituale famiglia e coloro che sono fuori in questo caso i suoi familiari la forte discriminante non esclude a priori i familiari di gesù ma afferma che i suoi parenti potranno essere santa paola elisabetta madre generosa oggi insieme a gesù e maria ci sostiene nel passaggio che anche noi abbiamo intrapreso con il battesimo e per noi consacrati/e anche con la professione religiosa ciascuno ha il suo tempo e il suo modo non possiamo saperlo prima non è scritto in nessun libro ma tutti siamo chiamati a passare per la porta stretta della pasqua per formare la nuova famiglia di fratelli nella fede e per poter propiziare negli altri destinatari del nostro annuncio la seconda nascita mediante l essere educatori in nome del vangelo 5

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conosciamo meglio pro regione del mozambico diario santa paola elisabetta cerioli sposa madre e vedova a comonte di seriate in bergamo 1835-1855 profilo biografico_2 segue nel difficile matrimonio con gaetano busecchi tassis la cerioli fu sposa docile e premurosa rallegrata da quattro maternità vide presto terminare l ora della gioia perché tre figli le morirono appena nati e il figlio carlino la lasciò a sedici anni il desiderio della maternità ha guidato e sostenuto tutta l impegnativa esperienza del suo matrimonio stando alle attestazioni storiche è noto che senza trascurare i più essenziali doveri matrimoniali inclinò in modo particolarmente felice al rapporto col figlio sopravvissuto in questa relazione espresse nella concretezza più naturale l originale ricchezza del metodo educativo che poi diventerà lo strumento più qualificato del soccorso per i bambini e le bambine orfani raccolti nelle sue istituzioni essendo ricambiato era da lei sentito come decisivo ed importante per il senso della propria esistenza a trent otto anni però il figlio carlo adolescente fu rapito da una grave malattia e pochi mesi dopo rimase anche vedova unica erede di un ingente patrimonio la vedovanza e soprattutto la perdita dell ultimo figlio ebbero un effetto drammatico sulla sua persona la precipitarono in uno stato di sconforto e di perdita molto impegnativi la forza di aggrapparsi alla fede per merito dell intervento della direzione spirituale dei due vescovi di bergamo mons pietro luigi speranza e mons alessandro valsecchi le permisero di incontrare con la luce della fede il mistero di maria addolorata e di aprirsi anche attraverso un intensa vita di pietà e di operosa carità alla intuizione del valore del dono della maternità spirituale che dio per mezzo dello spirito santo le offriva come ricompensa del suo nuovo discepolato per gesù in questo modo non senza dover superare intricate situazioni problematiche divenne matura nella sua limpida fede e nel forte animo per una dedizione senza riserve a dio nel servizio dei piccoli e dei poveri tratto dal volumetto «compendio della vita delle virtù e miracoli atti nella causa di canonizzazione della beata p elisabetta fondatrice degli istituti dei religiosi e delle suore della sacra famiglia 1816-1865 pubblicato nel maggio 2004 prima foto in alto a destra osvaldo e andré il 19 gennaio u.s hanno celebrato insieme le loro tappe di vita religiosa osvaldo rinnovando la professione religiosa andré mediante la prima professione 6 2 ora andré si prepara per l anno di esperienza apostolica internazionale nel 2011 la congregazione decise la dimensione «internazionale» del noviziato inoltre confermando la significatività del tirocino apostolico internazionale deciso nel 1999 stabilì che un giovane lo vivesse immediatamente dopo la prima professione per questa ragione andré si recherà in italia rafforzando la conocenza della famiglia religiosa e delle sue opere gli auguriamo di continuare con serietà il suo cammino famiglianostra gennaio febbraio 2013

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«mi sento felice e rinnovato gesù non abbandona chi sceglie» marracuene sabato 19 gennaio andré kleber dos santos al termine dell anno di noviziato ha celebrato la sua prima professione religiosa zione della fondatrice degli studi teologici vorrei continuare nel mio cammino dando passi decisi e concreti pronunciare i voti cioè consacrare la propria vita a gesù è risposta di fede e di amore alla sua chiamata cosa gesù ha inteso rivelare in te lungo il noviato gesù mi ha suggerito che colui che confida nel suo amore e nella sua misericordia non sarà mai solo o infelice anche stando lontano da casa dalla famiglia dagli amici dalla patria ha rivelato al mio cuore che mi ha scelto per dare continuità alla sua missione mi ha confidato che solo dando il meglio di me in tutto ciò che faccio la ricompensa sarà grande e davvero ho incontrato già questa ricompensa nel sorriso di tutti i bambini con cui sono entrato in relazione pertanto gesù mi ha detto che ero nel posto giusto quali sono i sentimenti a questo punto del tuo percorso vocazionale la prima professione religiosa nella congregazione della «sacra famiglia avendo trascorso un anno a marracuene dedicandomi alla tappa del noviziato internazionale ho attraversato molte esperienze come ad esempio la vita comunitaria la preghiera la condivisione con i bambini eccetera che mi hanno aiutato a giungere alla decisione finale di diventare religioso della congregazione della sacra famiglia ora come consacrato mi sento molto felice sicuro completo rinnovato vivo cioè mi sento realizzato in tutto il mio essere ho il desiderio in questa nuova tappa della mia vita di continuare confidando sempre in dio lasciandomi modellare dai miei superiori approfondendo sempre più la conoscenza della congregasanta paola elisabetta madre generosa quale maturazione il tempo del noviziato il noviziato è stato per me un tempo per «prendermi in mano» una tappa esistenziale che mi ha fatto fare un cammino inverso e cioè entrare nel mio intimo e scoprire cosa stavo cercando credo di essere cresciuto in quest anno ma soprattutto è maturata la mia umanità poco a poco che l esperienza avanzava il contatto con i bambini abbracciare sorridere insegnare stare insieme giocare tenersi per mano è stata una esperienza che mi hanno aiutato a rafforzare il desiderio di diventare religioso pertanto la tappa del noviziato ha indicato un ritorno a me stesso in ciò che sono per prendere da lì dentro una decisione di vita certamente il noviziato a marracuene per il fatto di essere «internazionale» ti ha permesso di imparare molto non è vero il fatto che il noviziato sia per la nostra famiglia religiosa «internazionale» mi ha dato la possibilità di vivere un contatto familiare con altri religiosi e di meglio comprendere il grande valore dell essere missionario ho interiorizzato che senza dio non avrei mai potuto giungere dove ora sono ho appreso il valore della vita comunitaria ho sperimentato che con l amore e la dedizione si possono fare molte cose che un sorriso un abbraccio una parola amica lo stare insieme possono cambiare qualcosa nella vita personale e in quella degli altri ho confidare più in me e nelle persone che mi accompagnano superiori e formatori 7

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regione del brasile intervista progetti condivisi e cuore trasparente due ingredienti per continuare il cammino nel 18º capitolo generale luglio 2007 padre roberto maver veniva eletto consigliere generale con l incarico di guidare la regione del brasile lo abbiamo intervistato curiosi di avere un bilancio del cammino sessennale del suo servizio «ho ricevuto molto più di quello che ho potuto dare» con l incarico di superiore della regione brasiliana della congregazione p roberto ha dato avvio alla prima esperienza missionaria della sua vita dopo aver conosciuto la realtà esistente già molto ricca e ben impiantata ricorderete i 60 anni di missionarietà celebrati nel 2011 ha lavorato con i confratelli all obiettivo di dare all apostolato della regione una connotazione maggiormente `educativa un cammino solo iniziato ma che proietta il futuro della regione in quello stile evangelizzatore che la fondatrice ha indicato e testimoniato 8 stiamo giungendo al termine del sessennio 2007 2013 tra pochi mesi maggio 2013 il 19º capitolo generale avrà il compito di valutare il cammino della regione del brasile ed eventualmente rinnovare la carica di governo che cosa pensi al riguardo quali sono le tue considerazioni in questi mesi di `attesa e di `passaggi i mesi che ci separano dal capitolo generale sono mesi importanti per l intera congregazione il tempo di preparazione ad un capitolo è tempo propizio per fare delle analisi ma anche e soprattutto per condividere un cammino ciascuno ovunque abbia lavorato in questo sessennio ha cercato di dare il meglio di sé per far crescere il senso di famiglia della nostra congregazione la regione brasiliana ha fatto la sua parte È cresciuto il senso di appartenenza di visione globafamiglianostra gennaio febbraio 2013

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le della congregazione ha espresso un senso di missionarietà nuovo si pensi all invio in missione di padre cezar e padre adailton ha rafforzato la riqualificazione carismatica delle opere ha creato un gruppo di giovani che si ispirano alla spiritualità della fondatrice si sta impegnando in un impegnativo progetto apostolico in jandira sono tutti passi nella direzione giusta certo non mancano difficoltà e sfide la società brasiliana è una realtà in profonda mutazione e anche lo stile di evangelizzazione deve cambiare con essa servono linguaggi nuovi strategie nuove forze nuove le giovani vocazioni autoctone ci stanno stimolando e non poco a percorre strade nuove di evangelizzazione È un cammino entusiasmante rispetto al problema delle cariche penso non sia un problema di nomi o persone ma di progetti condivisi e di trasparenza in questi anni abbiamo lavorato per allargare la base del consenso sulle cose di congregazione e di regione a tutti quelli che volessero dare un contributo fattivo penso che in parte questo risultato si sia ottenuto chi sarà chiamato a guidare l intera congregazione o una sua parte non potrà che inserirsi con la sua originalità in questo cammino quali in sintesi gli obiettivi verso cui la regione si è mossa nel sessennio potremmo dividere il sessennio in due momenti i primi tre anni sono serviti a me e alla regione per riflettere sullo stato della situazione e individuare i luoghi più urgenti di evangelizzazione il secondo periodo per far crescere un consenso e un attività nuova attorno a questi nodi arrivare in brasile senza conoscere la realtà è stato difficile per me e per coloro che mi hanno accolto io ho dovuto fare lo sforzo nel più breve tempo possibile di conoscere la ricca realtà delle missioni brasiliane i religiosi della regione invece hanno dovuto avere la pazienza di aspettare e hanno dovuto fare lo sforzo di adattarsi ad uno stile differente la dinamica evangelizzatrice che i religiosi della sacra famiglia esprimono in brasile è molto ricca e da tutti riconosciuta famiglie giovani vescovi non nascondono la soddisfazione per l opera di apostolato e di testimonianza cristiana che i padri offrono il lavoro di questi anni è stato quello di fare una ricognizione di tutto questo ricco lavoro discernere ciò che andava rinnovato e soprattutto unire le forze dell intera regione ne sono nati tre percorsi ben evidenziati nel progetto apostolico di regione che incarnano i nostri tratti carismatici i simposi sull educazione per qualificare carismaticamente la nostra azione educativo-assistenziale la juce l incontro della gioventù cerioliana e l incontro delle famiglie delle nostre parrocchie per dare un impronta nostra alla vita parrocchiale accanto a questi percorsi trasversali ne è nato uno più specifico che sta coinvolgendo la regione da ormai due anni la costruzione di un centro educazionale santa paola elisabetta madre generosa cosa resta da fare quali le `lentezze che minacciano il cammino `evangelico e `carismatico della regione il lavoro da fare è ancora tantissimo innanzitutto si tratta di consolidare i percorsi appena citati e farne nascere altri una delle priorità per il prossimo anno è la ripresa della proposta vocazionale fino adesso le cose sembravano scontate ma non è più così alcune aree del brasile stanno soffrendo un considerevole calo delle vocazioni e anche la nostra congregazione ne è sensibilmente toccata vivere il vangelo testimoniare il carisma deve andare di pari passo con una seria proposta vocazionale È richiesto a tutti i religiosi ma anche ai laici che collaborano nelle nostre parrocchie di farsi carico della promozione vocazionale vorremmo sfruttare il grande movimento di animazione dei giovani favorito dalla giornata mondiale della gioventù che si terrà nel luglio di quest anno a rio de janeiro per coinvolgere i giovani con una proposta di consacrazione religiosa e/o sacerdotale un altra priorità è la formazione dei laici come in italia anche qui è difficile trovare laici disponibili ad assumere impegni di responsabilità all interno della comunità la congregazione deve predisporre itinerari di formazione usando anche internet per consolidare e fidelizzare questi collaboratori conoscere il carisma e capirne la potenzialità evangelizzatrice rafforza il senso dell appartenenza e della cooperazione innovativo in jandira con scuola fondamentale secondaria e facoltà umanistica ormai il progetto è bene avanzato ci auguriamo possa vedere la luce nel prossimo anno per te padre roberto il servizio di superiore regionale ha coinciso con la prima esperienza missionaria che cosa hai imparato in questi anni cosa ti hanno insegnato la regione la chiesa ed il popolo brasiliano l esperienza missionaria brasiliana mi ha insegnato tantissimo la frase fatta che si usa in queste circostanze è che «è molto di più quello che ho ricevuto di quello che ho dato» ma è molto di più di una frase fatta la cosa in assoluto che questa esperienza brasiliana mi ha insegnato è il valore delle relazioni i contatti umani il valore della persona essere vicino ai suoi stati d animo prendersi cura dell altro è un valore che il popolo brasiliano ti trasmette noi occidentali pensiamo subito ai progetti alle cose da fare e ci dimentichiamo delle persone con cui stiamo facendo o vogliamo fare le cose anche nell evangelizzazione spesso puntiamo più alle strategie che alle persone in brasile niente inizia senza un bom dia un saluto un abbraccio È la prima e fondamentale forma di umanizzazione e forse di evangelizzazione ma l elenco delle cose che ho imparato in questa esperienza missionaria sono davvero tantissime mi auguro di avere il tempo di impararne ancora molte altre 9

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quando apparve nel cuore della cerioli l idea di una congregazione maschile a cosa mirava la gestazione del nuovo istituto maschile la gestazione «quindi la benedetta madre presentò ai due reverendissimi superiore e vescovo in iscritto i primi inviamenti e regolamenti somiglianti ai nostri che dovevano praticare i primi che incominciavano l opera» con questa annotazione le prime compagne della fondatrice testimoniano i primi passi concreti della cerioli attorno all idea di una fondazione maschile lo scritto intitolato «memorie riguardanti i figli di s giuseppe se dio nella sua grande misericordia permetterà che siano fondati» risale al 9 luglio 1860 affinché tutto fosse pronto «per la prima prova dell istituto che si dovrà dar principio col giorno di san giuseppe 19 marzo 1861» il libercolo aveva il seguente indice «personale per l avviamento avanzamento corpo dell istituto regole fondamentali dei padri dei fratelli laici o coadiutori governo della casa degli orfani o figli di s giuseppe impieghi degli orfani quando saranno impediti di lavorare in campagna sorveglianza dei medesimi vitto ed abito degli orfani» la fondatrice metteva così in atto quanto tempo prima il 19 marzo 1857 aveva desiderato e manifestato al vescovo mons pietro luigi speranza cfr lettera di costanza a pietro luigi speranza comonte 19 marzo 1857 l istituto non ebbe inizio nella data ipotizzata abbiamo invece in data 25 aprile 1861 una testimonianza di don valsecchi che invia alla cerioli un documento «doveri verso i figlioli perché li riveda e corregga» di cui non se ne conosce il testo che testimonia la necessità di maggiore riflessione un primo tentativo suor angelica longoni nelle sue memorie ci informa di un fatto alquanto secondario ma che testimonia la ricerca della fondatrice «per realizzare l istituto maschile già nell ottobre 1861 aveva accantonato un capitale pronto di lire 24.000 che offriva a don luigi pavoni prevosto di sant andrea in bergamo al quale l aveva indirizzata mons speranza perché unendo le loro intenzioni fondassero insieme un istituto maschile per orfani l ambiente prescelto era a mornico al serio paese nativo del sacerdote ma non se ne fece nulla per divergenze di ideali la cerioli era fissata solo per contadini» cfr a longoni memorie in opera omnia bergamo 2002 p 127 preghiera per il xix capitolo generale io nostro padre ti lodiamo per la grazia della viva passione educativa di santa paola elisabetta cerioli che ha dato vita alla nostra famiglia religiosa e che è all origine della vocazione di ciascuno di noi signore gesù instancabile annunciatore del regno ti ringraziamo per averci affidato la tua missione di annunciare l amore e la predilezione del padre per tutti soprattutto per i bambini abbandonati e per i poveri aprici alla grazia che il padre vuole darci 10 d mediante il nostro xix capitolo generale a te spirito santo noi costituiti in cristo gesù nuova famiglia che ha per fratelli coloro che ascoltano la sua parola e fanno la volontà del padre chiediamo il dono di comunità che siano vere famiglie di fede e di carità generatrici di comunione e di solidarietà santa paola elisabetta che da 150 anni ci accompagni come madre e maestra veglia sul nostro cammino e sii la nostra guida ora e sempre amen famiglianostra gennaio febbraio 2013

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congregazione giubileo dei 150 anni di fondazione apparsa su «tu gesù» e utilizzata nel logo dell «anno giubilare» l immagine è qui presentata dall autore don carlo tarantini questa immagine di santa paola elisabetta cerioli con la sua solenne compostezza solare serenità e nobile accoglienza racconta il suo carisma dono ricevuto dal cielo per la realizzazione della sua vita per la crescita della chiesa e per la fecondità del mondo analizziamo l opera nei particolari partendo al fondo la croce è ai piedi della bambina orfana l oro e il bianco sono i colori che simboleggiano il divino mentre il rosso significa dono sacricio amore nella bambina orfana che si è presentata al suo palazzo la cerioli dopo un lungo travaglio spirituale ha visto gesù che le chiedeva pane e cure « quello che avete fatto ad uno solo di questi discepoli più piccoli lo avete fatto a me mt 25,45 gesù è l orfana infatti dal basso dal farsi piccoli dal farsi terra humus da cui umile inizia la storia di fede incontro con gesù morto e risorto per ciascuno di noi la nostra seconda e definitiva nuova creazione i piedi della bambina unitamente ai piedi della cerioli grandi volutamente sproporzionati rispetto al resto della figura quasi a voler significare che la fede è soprattutto seguire gesù camminando con lui verso i fratelli la simbologia dei piedi rimanda al messaggio centrale ­ che è anche prioritario segue a p 22 santa paola elisabetta madre generosa 11 madre generosa una nuova raffigurazione per raccontare la fondatrice

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regione del brasile diario peabiru 15 dicembre 2012 padre rogério nabarrete è diventato sacerdote per l imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di mons ettore dotti agÀpe il cammino di ogni vera vocazione «caro padre rogério siamo qui in tanti per ringraziare il signore per questo momento di grazia che stiamo vivendo insieme a te non è solo la tua festa è anche la nostra festa la festa di tutti siamo qui in molti perché ancora crediamo che nonostante le tue normali debolezze umane tra poco con l ordinazione sacerdotale tu sarai un altra persona il tuo volto sarà il volto di cristo la tua voce sarà la voce di cristo e la tua vita sarà la vita di cristo manifesta sempre e a tutti questo cristo che abita in te inoltre tra breve i tuoi responsabili ti destineranno ad una nuova missione in qualsiasi posto e a qualsiasi persona sarai inviato noi ti chiediamo sii sempre fedele al carisma personale che ti caratterizza per la tua semplicità e disponibilità questo è un qualcosa di tuo proprio trasmetti sempre e ovunque il carisma «sacra famiglia» voluto dalla nostra fondatrice santa paola elisabetta» dall omelia di mons ettore dotti vescovo di navirai e confratello 12 famiglianostra gennaio febbraio 2013 il tuo volto il volto di cristo la tua vita la vita di cristo

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«dio lo accompagni stia al suo fianco e lo protegga» testimonianza dei genitori i signori sebastião bonifácio e luzia quando rogério era piccolo aveva all incirca quattro anni lo portavamo con noi alla messa noi genitori notavamo come egli si concentrasse in modo particolare durante la consacrazione fissando il celebrante eravamo soliti tenerlo in braccio in modo che assistesse pienamente al rito a quindici anni rogério manifestò il desiderio di entrare nella casa di formazione seminário menor di peabiru accogliemmo la sua richiesta e per noi iniziò un periodo un po faticoso avevamo molta nostalgia non lo trovavamo più nei luoghi familiari della casa e delle sue attività giornaliere questa fatica tuttavia non ci ha impedito di stimare la sua scelta eravamo felici del suo cammino e nel silenzio chiedevamo a dio che continuasse a benedirlo sostenendolo nelle inevitabili prove oggi vedendolo padre della «sacra famiglia» abbiamo ricevuto un grande dono i genitori sono felici quando possono vedere compiersi il sogno di un figlio desideriamo che rogério svolga il suo ministero con molto amore riuscendo nell obiettivo di evangelizzare vorremmo vederlo attento a tutte le persone che si accosteranno a lui per chiedere un soccorso là dove la congregazione della sacra famiglia lo invierà a svolgere l apostolato desidereremmo infine che non lasci abbandonate a se stesse le persone che avranno bisogno di lui noi sua famiglia pregheremo sempre dio che stia al suo fianco e lo protegga» l 09 febbraio 2001 davo inizio al mio cammino di discernimento vocazionale da allora ho superato molti ostacoli affrontato sfide nella mia crescita ma soprattutto in tanti anni di seminario 2001 2013 ho ricevuto in dono la perla della maturazione umanoaffettiva l interiorità la visione mistica della realtà è possibile solo grazie ad un incontro e ad un continuo esercizio di relazione con la persona di gesù il maestro molti amici hanno fatto parte di questo cammino non mi sento affatto un «isola felice» poiché è doveroso ricordarlo in vista di conseguire certe mete c è bisogno di gradualità di condivisione delle proprie esperienze di vita di fraternità di dialogo reciproco per la crescita con molto affetto ringrazio tutti i formatori che in questi anni seppero essere forti sereni ed entusiasti accompagnatori di noi giovani in formazione aprensanta paola elisabetta madre generosa i doci al senso di appartenenza alla congregazione per numerosi motivi oggi mi sento felice per il raggiungimento di questa nuova tappa del sacerdozio è tempo di una nuova missione è tempo soprattutto di prospettive e sogni e sì questo dono del sacerdozio supera noi stessi le ali della nostra consacrazione ci portano a volare al di là dei nostri limiti e paure siamo mossi eternamente dall amore di dio pertanto sotto lo sguardo della cara madre fondatrice santa paola elisabetta cerioli spero che tutti i giorni possa dare il mio contributo di servizio alla chiesa ed alla congregazione senza esitazioni giustificazioni o lamentele si scopre la grandezza del ministero sacerdotale perché siamo coraggiosi e capaci di amare liberamente ciò rivela la nostra possibilità di gratuità in quanto viviamo e siamo inseriti interamente nel cristo 13

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dossier anno della fede 29 settembre 1963 il concilio vaticano ii riprese il suo cammino bio allora appariranno evidenti gli scopi primari di questo concilio i quali per brevità e chiarezza riassumeremo in quattro punti primo la definizione o se si preferisce la coscienza di chiesa secondo la sua riforma terzo la ricomposizione dell unità tra tutti i cristiani quarto il dialogo della chiesa con gli uomini contemporanei» 1 la coscienza della chiesa «l argomento principale che verrà proposto in questa seconda sessione del concilio ecumenico riguarderà la chiesa sarà dunque ben studiata la sua natura intima per poterne trarre una definizione compatibile con il linguaggio umano affinché sia più profondamente esposta la vera e primaria costituzione della chiesa e appaia più chiara la sua missione differenziata e salvifica» 2 la riforma della chiesa «le nostre speranze si estendono ad un altro scopo primario del concilio che celebriamo ed è quello che vien detto il rinnovamento della chiesa nostro parere questo rinnovamento deve partire dalla cognizione del rapporto con cui la chiesa è legata a cristo la chiesa vuole ricercare la sua immagine in cristo se dopo questo confronto avrà notato qualche ombra qualche difetto nel suo volto nella sua articolo di p gianmario monza n segue la riflessione dedicata aalla conoscenza dei contenuti dell evento conciliare in questo secondo intervento sono presentati i quattro obiettivi che papa paolo vi affidò al vaticano ii durante il discorso di apertura della seconda sessione dei lavori el discorso del 29 settembre 1963 riaprendo i lavori dell assise conciliare così paolo vi esordì «da dove prenderà l avvio venerabili fratelli il nostro cammino e poi che via si dovrà seguire se guardiamo alle leggi divine alle quali dobbiamo obbedire infine quale traguardo si dovrà prestabilire al nostro percorso queste tre domande che all intelletto sono così elementari sono della massima gravità ed hanno un unica risposta che abbiamo ritenuto di doverci ribadire in quest ora solenne e in quest assemblea e proclamare al mondo intero che cioè cristo diciamo cristo è il nostro principio cristo è la nostra guida e la nostra via cristo è la nostra speranza e la nostra meta» il papa passa poi a declinare i quattro scopi del concilio articolando i due già enunciati in precedenza da giovanni xxiii «senza dub sacrosanctum concilium n 35 «la predicazione attinga anzittutto alle fonti della sacra scrittura e della liturgia» da «perle del concilio il tesoro del vaticano ii» a cura di marco vergottini edizioni edb ottobre 2012 p 81 «s i ascolta sovente per favore niente prediche a 50 anni dal concilio che si prometteva il rinnovamento della predicazione molto è stato fatto ma molto resta ancorada fare molto è stato fatto a noi oggi sembra un ovvietà ma che in modo ormai abituale l omelia abbia come obiettivo l attualizzazione del messaggio evangelico proclamato è una conquista che ha del sorprendente lo stesso concilio fatica a realizzare la portata della sua intuizione quano poco più avanti ricorda che l omelia deve essere parte integrante della liturgia sc 52 dando così per scontato che i due elementi liturgia e prefamiglianostra gennaio febbraio 2013 14

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veste nuziale che cosa dovrà fare spontaneamente e coraggiosamente com è ovvio questa ricerca non avrà altro scopo che rinnovare se stessa correggersi riportarsi a quella conformità al suo divino modello che per suo principale dovere è tenuta ad emulare sotto questo aspetto il concilio ecumenico è da considerarsi come una nuova primavera che risveglia in seno alla chiesa energie e possibilità immense quasi latenti degli animi» 3 la ricomposizione dell unitÀ fra cristiani «c è un terzo scopo prefissato a questo concilio dal nostro predecessore giovanni xxiii che va considerato assolutamente il più grave nel campo delle entità spirituali alludiamo allo scopo che riguarda gli altri cristiani cioè a quelli che pur credendo in cristo non possiamo oh gioia a noi negata includere tra coloro che sono congiunti a noi dal vincolo della perfetta unità di cristo questa unità cui per sé essi dovrebbero partecipare in forza del battesimo può essere loro offerta dalla sola chiesa cattolica ed è da essi desiderata per la sua vincolante necessarietà se in noi si deve riconoscere qualche colpa per questa separazione con umile supplica chiediamo perdono a dio e chiediamo perdono a quei fratelli se ritengono di essere stati da noi offesi quanto a noi siamo pronti a perdonare di cuore le offese fatte alla chiesa cattolica ed a dimenticare il dolore dal quale è stata ferita a causa delle prolungate controversie e divisioni voglia il padre celeste accogliere benignamente questa nostra dichiarazione e restituire a tutti noi la pace veramente fraterna» 4 dialogo della chiesa con la contemporaneitÀ «da ultimo è stato raccomandato al concilio di allacciarsi alla comunità umana contemporanea stabilendo una sorta di ponte fatto veramente me raviglioso mentre con l aiuto dello spirito santo animando sempre più il suo vigore interiore la chiesa si distingue e prende le distanze dalla società profana da cui è circondata allo stesso tempo si presenta come fermento vivificante e strumento di salvezza della stessa comunità umana e così pure scopre e corrobora l impegno missionario a lei assegnato che è un suo dovere capitale volto ad annunziare con instancabile ardore il vangelo al genere umano qualunque sia la sua condizione da questo si deduce venerabili fratelli che la nota distintiva di questo concilio è la carità ed anche grandissima ed incontenibile una carità che si cura più del bene altrui che del suo proprio dunque dell amore universale di cristo ora come abbiamo appena detto il nostro intimo arde di carità come arde la chiesa radunata in concilio seguiamo con estrema simpatia questa nostra epoca e le sue varie e contraddittorie manifestazioni e siamo anche presi dall incontenibile volontà di comunicare agli uomini contemporanei il messaggio di amore di salvezza e di speranza che cristo ha portato al mondo dio non ha mandato il figlio nel mondo per giudicare il mondo ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui gv 3,17» da queste citazioni del discorso di paolo vi emergono già in forma embrionale quelle che saranno le quattro costituzioni fondamentali i quattro pilastri su cui tutto l edifico conciliare andrà ad appoggiare 1 per l identità della chiesa costituzione dogmatica lumen gentium 2 per la riforma della chiesa costituzioni dei verbum e sacrosanctum concilium 3 per l unità dei cristiani decreto unitatis redintegratio 4 per il dialogo con il mondo contemporaneo costituzione pastorale gaudium et spes fine della seconda sezione le «perle» del concilio dicazione sono due realtà a se stanti che semmai possono essere meglio coordinate ma non molto più qui si vede la forza rigeneratrice del magistero conciliare predicare vuol dire attivare una predicazione spirituale che consente al predicatore e all assemblea che celebra con lui di scoprire l intenzione rivelatrice che le scritture contengono e trasmettono proprio grazie alla liturgia nella quale si è immessi e che a tutto da significato la predicazione è un tutt uno con la celebrazione liturgica ne è la dimensione logica rivelatrice dell azione misterica che si compie modellatrice dell actuosa participatio con cui santa paola elisabetta madre generosa i cristiani sono immessi nel sacrificio redentore di cristo lì celebrato molto resta da fare la parola strumento fondamentale della predicazione sta conoscendo nell attuale cultura mediatica e virtuale trasformazioni così profonde e radicali da porre ai predicatori sfide che al tempo del concilio si faticava ad intravvedere l universo ermeneutico della retorica attendono che il predicatore impari ad attraversarli in modo sempre più adulto e competente per dare al suo annuncio gli strumenti che consentono di renderlo fruibile agli uomini di oggi» commento di luca bressan teologo della diocesi di milano 15

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