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fge s.r.l reg san giovanni 40 14053 canelli at trimestrale anno 36 n° 137

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im vviso a a ante port in ri etto il ostr un contributo per mantenere viva una voce fabiano group srl via cesare battisti 19 12058 s stefano belbo cn trimestrale anno 35 n° 134 fge s.r.l reg san giovanni 40 14053 canelli at trimestrale anno 35 n° 135 cari lettori la rivista le colline di pavese è diventata negli anni la voce di questo territorio di cui sottolinea le peculiarità e le problematiche costituisce nel contempo un ponte ideale con i santostefanesi lontani e con i sempre più numerosi cultori pavesiani italiani e stranieri il legame indissolubile con questi ultimi è comprovato dalla rilevanza raggiunta dalle varie iniziative in memoria del grande scrittore e dall osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo il mantenimento e l ulteriore incremento delle attività in particolare la pubblicazione della rivista dipendono però dalle risorse sempre più ridotte a disposizione facciamo pertanto appello ad aderire al sodalizio mediante il versamento di una delle quote associative a fianco indicate o in alternativa di un piccolo contributo nella convinzione che tante piccole gocce fanno un grande fiume per continuare pertanto a ricevere la nostra testata chiediamo la cortesia di esprimere il consenso compilando la seguente scheda il cepam ringrazia per l attenzione e augura buona lettura il presidente luigi gatti restituire a mezzo posta oppure e-mail info@centropavesiano-cepam.it sì desidero ricevere le colline di pavese per l anno 2013 prego indirizzare la rivista a cognome indirizzo cap tel p.iva o cod fisc verso la quota di a mezzo 100 socio benemerito 50 socio sostenitore 30 socio ordinario altro città fax mail prov nome vaglia postale assegno circolare o bancario intestato a cepam versamento c/c postale nr 10614121 bonifico bancario presso ubi banca regionale europea iban it32y0690646840000000004317 acconsento al trattamento dei miei dati personali ai fini sopra indicati firma fge s.r.l reg san giovanni 40 14053 canelli at trimestrale anno 36 n° 137

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anno 36 n 137 gennaio 2013 confini di piero mega tesseramento 2 0 1 3 iscriviti o rinnova la tua adesione per sostenere le varie iniziative del sodalizio e per contribuire a mantenere in vita la voce de le colline di pavese modalità versamento sul c/c n 10614121 o con vaglia postale intestato a cepam via cesare pavese 20 12058 s stefano belbo socio ordinario sostenitore benemerito 30 50 100 via pavese 20 12058 s stefano belbo cn tel 0141/844942 aut trib alba n 376 del 29/4/78 direttore luigi gatti responsabile luigi sugliano redazione l bussetti calzato g brandone f penna f zampicinini foto olivieri scaletta tassa pagata taxe perçue abbonamento postale abbonement postel 14053 canelli fge s.r.l concessionaria esclusiva per la pubblicità su questa rivista image advertising di piero carosso tel 0141 843908 fax 0141 840794 santo stefano belbo cn sommmario 2 4 8 9 11 13 16 18 osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo franco ferrarotti atman il respiro del bosco di antonio catalfamo un interessante tesi di laurea sulla traduzione dell antologia di spoon river dare a cesare quel ch è di cesare di giovanna romanelli un guerriero senza corazza cesare pavese quale cultura di gianna sallustio una poesia giovanile di cesare pavese a solo di saxofono di franco lorizio i quaderni del ce.pa.m cesare pavese un greco del nostro tempo di giovanni giosuè chiesura eventi a casa pavese anno 36 n° 137 il premio pavese di scultura a marcello corazzini di clizia orlando 40 14053 canelli at trimestrale fge s.r.l reg san giovanni le sessanta opere grafiche pavesiane di frances middendorf la parola e l immagine di angelo mistrangelo solo parole abbiamo per trovarci e d amore il filo che resiste alberto melucci vittorio giovannone in mostra a casa pavese dal 17 marzo al 1° aprile 2013 di paola giovannone 19 la vita non è ricerca di esperienze ma di se stessi da il mestiere di vivere le tenere sorelle dei poeti di sergio rapetti 22 26 28 35 36 38 40 un legame strettissimo tra lo scrittore e le sue opere la psiche pavesiana di ines cherif kaya l angolo del racconto la transumanza di luciana bussetti calzato eventi a casa pavese il moscato d asti nuovo in festa xxii edizione di barbara gatti piante medicinali ed alimentari il gelso di luciana bussetti calzato a niella belbo presso l agriturismo ca d tistu rievocazione della trebbiatura nelle langhe di franco zampicinini io espongo e made in turin a cura dell associazione azimut arte giovane a torino da una interiore progettualità di angelo mistrangelo una prestigiosa collana editoriale i quaderni di muscandia di franco zampicinini 41 l angolo della poesia 42 occasioni di lettura dante maffia gli italiani preferiscono le straniere di giorgio linguaglossa 43 44 45 memorie langarole la nonna dei piccioni di maria luisa brovia natività nella grotta presso la chiesa di san giuseppe ad alba dipinti e presepi di gian giorgio massara non per odiare ma per non dimenticare i ciliegi della speranza da una memoria del dott balbi e dell infermiere carlo di nani ponti

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osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo un nuovo libro con forti echi pavesiani franco ferrarotti atman il respiro del bosco di antonio catalfanmo non a caso franco ferrarotti ha definito cesare pavese in uno dei tanti libri1 sinora pubblicati ­ tutti importarti anzi sempre più importanti man mano che la produzione aumenta perché ci aprono nuovi orizzonti culturali e umani ­ uno dei suoi quattro fratelli maggiori assieme a felice balbo fra i più autorevoli collaboratori della casa editrice einaudi ai tempi di pavese nicola abbagnano e naturalmente adriano olivetti promotore di quell esperienza originale e suggestiva di comunità alla quale anche l illustre sociologo partecipò da protagonista e difatti l immagine di pavese fa spesso capolino in questi libri si tratta di una presenza discreta quasi in punta di piedi di un apparizione fugace che però serve non solo a testimoniare un amicizia che continua pur dopo la scomparsa dello scrittore langarolo un debito di riconoscenza ma anche a dare un insegnamento un interpretazione sul significato della vita e della morte ferrarotti non ha voluto sottrarsi a questo omaggio neppure nel volume che qui presentiamo anche in questa occasione si tratta di poco più di un accenno e bisogna aspettare l ultimo capitolo per trovarlo ancora una volta è necessario riflettere un po per capire che ci fa lì quell apparizione improvvisa qual è il suo significato quale messaggio vuole trasmetterci dall aldilà nella fattispecie viene riproposta una citazione dai dialoghi con leucò ma facciamo parlare direttamente ferrarotti e per il suo tramite lo stesso pavese scrive il padre della sociologia italiana l indimenticabile amico il fraterno compagno di lunghe camminate in collina cesare pavese l orrore del bosco l aveva vissuto non era riuscito a vincerlo ha ammesso la sconfitta un ammissione lasciata scritta a futura memoria e questa ammissione di sconfitta è contenuta appunto in un passo dei dialoghi pavesiani tutto da decriptare straniero chi doveva venire endimione non diciamo il suo nome non diciamolo non ha nome o ne ha molti lo so compagno uomo tu sai cos è l orrore del bosco quando vi si apre una radura notturna o no quando ripensi nottetempo alla radura che hai veduto e traversato di giorno e là c è un fiore una bacca che sai che oscilla al vento e questa bacca questo fiore è una cosa selvaggia intoccabile mortale fra tutte le cose selvagge capisci questo un fiore che è come una belva compagno hai mai guardato con spavento e con voglia la natura di una lupa di una daina di una serpe straniero intendi il sesso della belva viva endimione sì ma non basta hai mai conosciuto persona che fosse molte cose in una le portasse con sé che ogni suo gesto ogni pensiero che tu fai di lei racchiudesse infinite cose della tua terra e del tuo cielo e parole ricordi giorni andati che non saprai mai giorni futuri certezze e un altra terra e un altro cielo che non ti è dato possedere straniero ho sentito parlare di questo endimione o straniero e se questa persona è la belva la cosa selvaggia la natura intoccabile che non ha nome straniero tu parli di cose terribili straniero ciascuno ha il sonno che gli tocca 2 c è in questo stralcio di dialogo il rapporto di attrazione e nel contempo di repulsione di paura che pavese aveva nei confronti del selvaggio rappresentato dalla natura quale emerge dalla poesia il dio-caprone dal suo primo romanzo pubblicato paesi tuoi da il diavolo sulle colline dai sacrifici umani che contrassegnano l ultimo romanzo la luna e i falò e c è il rapporto anch esso controverso con la morte di un altra terra e un altro cielo agognati e nello stesso tempo temuti a causa del mistero che li circonda cesare pavese alla fine ha fatto i conti col mondo vile 2

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osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo ed infernale chiudendo in maniera drammatica la sua esperienza terrena ma questo brano non è catapultato nel nuovo libro di ferrarotti per caso né è parimenti casuale il suo inserimento nell ultimo capitolo difatti il libro in questione intitolato atman il respiro del bosco3 è una riflessione in forma letteraria di un uomo giunto all età della piena maturità sulla vita e sulla morte ferrarotti risolve l enigma in maniera diversa da pavese non col suicidio bensì con la saggezza del filosofo antico che accetta le leggi della natura si rassegna ad entrare in nuovi cicli biologici dopo la morte che rendono l uomo immortale così nella finzione letteraria l uomo ferrarotti diventa albero uno dei tanti alberi del bosco che entra in un rapporto di dialogo e di fratellanza con gli altri alberi e che capisce finalmente il segreto dell esistenza e della saggezza tu hai capito che la vera saggezza sta nel riconoscere che animali non umani esseri umani e tutto il vario e vivo mondo vegetale sono una grande fratellanza così è cominciata dopo quella umana la mia vita di albero tranquilla silenziosa autosufficiente e autoposseduta contemplante il silenzio s allarga nella notte tutto tace il mondo non c è più essere esserci nell essere accettarsi pulviscolo nel mondo 4 È questo l estremo insegnamento che franco ferrarotti ha voluto darci in questo libro dalle pagine intensamente liriche la necessità che ogni essere vivente indipendentemente dalla propria natura umana animale vegetale operi in simbiosi con tutti gli altri pur conservando la propria individualità non alteri il bioritmo gli equilibri biologici come sta facendo invece l uomo del nostro tempo devastatore del territorio e dell ambiente ferrarotti ha voluto essere un albero avendo ben presente quel che ha affermato uno scrittore tedesco del tardo settecento johann p hebel che difatti egli cita esplicitamente siamo disposti o no ad ammetterlo noi siamo piante che debbono crescere radicate nella terra se vogliono fiorire nell etere e dare i loro frutti 5 l uomo dev essere strettamente legato alle proprie radici al proprio passato se vuole avere un futuro e così le pagine di ferrarotti sono dense di ricordi d infanzia di riconoscenza nei confronti del mondo contadino che lo ha cresciuto nel proprio grembo e del bosco si tratta del bosco di trino e di robella in cui ferrarotti con seri problemi di respirazione andò a vivere per rigenerarsi e il bosco appunto riuscì a trasmettergli il proprio respiro la propria vitalità e di questo atto di gratitudine egli ha voluto renderci testimonianza questo libro è un atto d amore e di gratitudine al bosco e al suo respiro dovessi rinascere non mi spiacerebbe far parte del regno vegetale so che tra l umano e il vegetale ­ due specie viventi ­ si danno tuttora grandi sostanziali differenze parenti e amici mi hanno in proposito pazientemente erudito mi hanno a lungo istruito sulle differenze fra la circolazione del sangue nel corpo umano e la circolazione della linfa negli alberi non ho capito granché ma quello che credo di aver capito è che tagliare un ramo d albero è come infliggere una ferita a un essere umano che gli alberi parlano chiacchierano fra loro cantando e stormendo vivono nascono e muoiono come noi gli alberi sono nostri fratelli o fratellastri discreti forse timidi ma a modo loro affettuosi vorrei tanto che morendo la decomposizione del mio corpo facesse almeno a loro da concime 6 il libro di ferrarotti si inserisce a pieno titolo in un filone letterario dedicato al mondo contadino visto nella sua vitalità sotto la scorza apparente dell immobilismo secolare che va da uomini boschi e api di mario rigoni stern7 a il mondo dei vinti di nuto revelli8 ai racconti d ambientazione piemontese di cesare pavese9 note 1 franco ferrarotti le briciole di epulone edizioni guerini milano 2005 p 36 2 cesare pavese la belva in dialoghi con leucò einaudi torino 1947 ma si cita da romanzi l espresso grandi opere roma 2005 pp 246-249 3 franco ferrarotti atman il respiro del bosco empirìa roma 2012 4 ivi p 108 5 ivi p 97 6 ivi pp 7-8 7 mario rigoni stern uomini boschi e api einaudi torino 1980 8 nuto revelli il mondo dei vinti einaudi torino 1977 2 voll 9 cesare pavese racconti einaudi torino 1960 centro pavesiano museo casa natale il ce.pa.m è una associazione senza fini di lucro con sede nella casa natale dello scrittore cesare pavese costituito nel 1976 ha tra i suoi compiti statutari prioritari la promozione e lo sviluppo culturale e socioeconomico del territorio le attivitÀ · pubblica la rivista le colline di pavese · organizza il premio pavese letterario di pittura e di scultura · promuove l osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo · cura l allestimento di mostre personali e collettive di pittura scultura e fotografia · pubblica i quaderni del ce.pa.m ad integrazione delle tematiche trattate su le colline di pavese · organizza il premio letterario il vino nella letteratura nell arte nella musica e nel cinema e la collettiva d arte dioniso a zonzo tra vigne e cantine · organizza il moscato d asti nuovo in festa 8 dicembre una manifestazione legata strettamente all economia del territorio ce.pa.m · via c pavese 20 · 12058 s stefano belbo cn tel 0141 844942 www.centropavesiano-cepam.it info@centropavesiano-cepam.it 3

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un interessante tesi di laurea sulla traduzione dell antologia di spoon river dare a cesare quel ch è di cesare di giovanna romanelli alla xxix edizione del premio letterario cesare pavese grande curiosità e interesse ha suscitato per la sua originalità la tesi con cui iuri moscardi ha conseguito la laurea specialistica in lettere moderne presso l università statale di milano tanto che anche il quotidiano «la repubblica» nei giorni successivi alla premiazione lunedì 27 agosto 2012 ad essa ha dedicato un ampio e circostanziato articolo a firma di massimo novelli la tesi intitolata cesare pavese e la traduzione di spoon river di fernanda pivano è un attenta disamina della prima traduzione dell antologia che la casa editrice einaudi pubblicò nel 1943 quando in america il libro era ormai dimenticato e che nel nostro paese riscosse grande successo di pubblico circa 150 mila copie nell arco di venticinque anni essa si avvale anche di un inedito dattiloscritto giacente presso il fondo fernanda pivano della fondazione benetton studi ricerche di milano contenente le correzioni manoscritte sia della pivano sia di pavese al testo della traduzione delle poesie e della prefazione alla prima edizione italiana del 1943 l assunto della tesi è quello di stabilire attraverso un attenta analisi testuale e filologica il reale contributo di cesare pavese al lavoro di traduzione della pivano È infatti noto l interesse dello scrittore per spoon river di edgar lee masters fin dagli anni trenta quando si occupava preminentemente del lavoro di traduzione di testi americani e proprio all antologia aveva dedicato un saggio critico pubblicato dapprima su «la cultura» novembre 1931 che oggi col titolo polemica antipuritana con ardore puritano è rintracciabile in cesare pavese la letteratura americana e altri saggi einaudi È altrettanto noto che fernanda giovane studentessa universitaria che per sua stessa ammissione allora non coglieva neppure la differenza tra letteratura americana e letteratura inglese fu indotta proprio da pavese a leggere alcuni libri di scrittori americani tra cui anche quello di lee masters al quale si appassionò e che tradusse in segreto quando pavese scoprì casualmente l esistenza di tale traduzione si impegnò con forza affinché fosse pubblicata cercando di ottenere i permessi ministeriali necessari prima e aggirando poi le resistenze della censura fascista limitate peraltro più a questioni di carattere formale che di contenuto dal momento che nessuno aveva colto la portata innovativa del testo la tesi di moscardi grazie anche iuri moscardi premiato da giacinto gallina alla fortunata scoperta del manoscritto inedito chiarisce ora il ruolo svolto da pavese nell economia della traduzione del 1943 e ne ridefinisce il peso non fu solo un sostegno esterno e redazionale alla traduzione legato al suo ruolo all interno della casa editrice einaudi ma un intervento sostanziale e decisivo nei contenuti e nella struttura scrive infatti moscardi p 41 al lavoro di pivano si accompagna e si sovrappone quello di pavese nel dattiloscritto sono infatti ben distinguibili le due diverse calligrafie e soprattutto le diverse modalità d intervento e non è improprio affermare che la forma definitiva del testo per la prima stampa così come i lettori la conobbero fu merito di pavese le correzioni pavesiane sono successive a quelle di pivano come dimostrano i luoghi del testo dove gli interventi ­ dattiloscritti o manoscritti ­ della traduttrice sono integrati se non addirittura cassati e riscritti dallo scrittore inoltre stravolgendo ­ in alcuni casi completamente ­ la lezione definitiva approntata da pivano essi dimostrano l autorevolezza e l ampiezza della revisione pavesiana e per quanto riguarda il testo delle poesie un criterio di traduzione non vincolato così strettamente come per pivano alla lettera del testo 4

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un interessante tesi di laurea sulla traduzione dell antologia di spoon river non è questa la sede per ripercorrere tutte le argomentazioni addotte da moscardi a sostegno della sua tesi ma possiamo cercare a titolo esemplificativo di comprendere più da vicino i diversi tipi di intervento su un testo tradotto e considerato dalla pivano definitivo premesso che «le correzioni pavesiane riguardano la totalità degli aspetti testuali sia nella forma delle parole che delle frasi e critici la sua maggiore conoscenza della letteratura americana si farà sentire quando si tratta di fare esempi o paragoni tra autori americani e masters» p 56 esaminiamo ora da vicino qualche esempio di correzione apportato da cesare pavese alla prefazione ad esempio alle righe 27-28 del foglio 3 del dattiloscritto si può osservare il completo ribaltamento di senso della frase «il mondo erotico non è tuttavia presentato da masters in tutti i suoi aspetti » essa infatti dopo la correzione di pavese diventa «tuttavia il mondo erotico è visto da lee masters sotto svariati aspetti » altri interventi sono anche più radicali come nel caso delle righe 4-8 dove la frase della pivano «l autore lo definiva qualcosa di meno della poesia ma più della prosa e non ci pare possa essere data definizione più esatta di questa strana opera il cui schema preciso è per la sua stessa natura » viene resa più agile sul piano sintattico e più efficace nel significato divenendo nella lezione definitiva passata a stampa « l autore definiva questo libro qualcosa di meno della poesia ma di più della prosa e infatti lo schema preciso di quest opera è per la sua stessa natura » p 58 ancora un ultimo esempio sugli interventi alla prefazione alle righe 24-26 e 29 31 del foglio 4 dove l intervento di pavese contestualizza sul piano cronologico e critico il discorso così la frase originaria «in europa negli stessi anni 1914-15 proust e joyce non fanno altro che scoprire questa dimensione della memoria costruendo su una successione di piani su un gioco di prospettive temporali» viene trasformata aprendo la prospettiva di senso e conferendo adeguato risalto al paragone letterario lee masters-proust-joyce scrive infatti «l importanza sta in questo che in europa proust e joyce non avevano fatto altro proprio che scoprire la dimensione della memoria creando una successione di piani un gioco di prospettive temporali» p 59 citiamo infine come ultimo esempio le modifiche alle righe 19-23 sempre del foglio 4 dove la frase della pivano risulta contorta e piena di ripetizioni «la realtà attraverso le parole dei personaggi è vista sotto l aspetto di ricordo ne risulta che con tutto il loro realismo l insieme delle poesie non è più la descrizione realistica di un villaggio ma il cantare quello che il villaggio è stato per le singole anime vale a dire appunto quello che le singole anime ricordano che il villaggio sia stato per loro» la correzione di pavese accolta nella stampa sfoltisce drasticamente la frase che acquista chiarezza e incisività «la realtà è vista sotto l aspetto del ricordo gli epitaffi non ci descrivono quello che il villaggio è stato ma quanto del villaggio hanno fantasticato i suoi morti» p 63 inoltre l analisi dell autografo assume anche valore filologico perché evidenzia il labor limae attraverso il quale lo scrittore giunge alla lezione definitiva il dattiloscritto della spoon river anthology presso la biblioteca riccardo e fernanda pivano della fondazione benetton studi ricerche di milano archiviato come fondo fernanda pivano serie generale fascicolo provvisorio 404.3 sottofascicolo ½ contiene oltre alla prefazione e all epilogo anche la traduzione delle poesie in tutto 244 che moscardi sottopone ad attenta analisi per risalire in generale alle caratteristiche salienti del modo di tradurre della pivano che resta complessivamente aderente al testo originale ciò che però è di maggiore interesse è di esaminare il criterio di correzione del testo e di revisione finale da parte di cesare pavese per stabilire con chiarezza il peso dei suo contributo a questo proposito prima di entrare in medias res è utile ricordare alcune considerazioni generali di moscardi p 136 la revisione di pavese è testimoniata da un numero notevole di interventi la cui portata è davvero significativa dal momento che tutti passano a stampa sia in maniera diretta cioè così come sono tracciati da lui sul dattiloscritto sia con ulteriori piccoli cambiamenti la mano pavesiana si sovrappone al testo stabilito da pivano e in alcuni casi lo stravolge in altri lo lima dimostrando a livello generale la scelta di un criterio di traduzione diverso da quello ­ sostanzialmente letterale ­ di pivano ed in linea con quanto da pavese stesso sostenuto riguardo alla sua pratica di traduttore tralasciando esempi grossolani di errori ai quali in parte la stessa traduttrice pone in una fase successiva rimedio come avviene nel caso in cui traduce and these gran-children and great grand-children con e questi grandi-bambini e gloriosi grandi-bambini successivamente corretto con e questi nipotini e pronipotini p 87 esaminiamo ora una campionatura di interventi da parte di pavese che sinteticamente si possono catalogare in tre gruppi quello relativo alla scansione grafica delle poesie quello relativo alle correzioni degli errori della traduttrice con integrazione degli spazi lasciati bianchi quello di gran lunga più importante e più ricco relativo alle modifiche stilistiche senza tralasciare i «cambiamenti che apparsi direttamente sulla stampa testimoniano la sua revisione sulle bozze » p 138 esempio significativo del primo gruppo è quello della poesia roscoe purkapile che rispetto all originale presenta un verso in più ottenuto da pavese attraverso la divisione del verso nove dell originale in due distinti versi così but she never complained she said all would be well che pivano traduce ma lei non si lagnò mai diceva che tutto sarebbe andato bene viene radicalmente trasformato da pavese che aumenta il numero dei versi della poesia dagli originali 45 a 46 lei non si lagnò mai diceva che tutto si sarebbe aggiustato È evidente in questo caso la scelta stilistica dello scrittore che privilegia nella traduzione più che la lettera dell originale il senso complessivo del testo il suo ritmo si pensi alla scelta dell enjambement e l incisività espressiva come esempio di integrazione da parte di pavese degli spazi bianchi lasciati dalla pivano possiamo addurre il verso 5

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un interessante tesi di laurea sulla traduzione dell antologia di spoon river 14 di schroeder il pescatore ove la versione originale as a bass will swallow a minnow è così tradotto con una omissione di tipo lessicale come una inghiotte un pesciolino e che pavese integra e completa come un luccio inghiotte un pesciolino segnaliamo inoltre i versi 10-11 della poesia ida frickey dove la protagonista parlando della casa della famiglia mcneely castle of stone dice and the county and state upholding it for its lordly owner full of pride pivano traduce commettendo diversi errori perché non comprende il significato del verbo uphold e non rende correttamente il verso 11 perciò la sua traduzione e la contea e lo stato che lo ostentavano come loro maestoso proprietario pieno di superbia viene trasformata da pavese nella seguente versione e la contea e lo stato a puntellare pieni d orgoglio il suo padrone maestoso p 146 l intervento di pavese coglie la particolare accezione del verbo e il senso globale del testo pur mantenendo rispetto ad esso una propria autonomia più volte infatti pavese esplicita il suo punto di vista sulla traduzione in generale e in una lettera del 15 gennaio 1940 indirizzata all editore bompiani sostiene «per tradurre bene bisogna innamorarsi della materia verbale di un opera e sentirsela rinascere nella propria lingua con l urgenza di una seconda creazione altrimenti è un lavoro meccanico che chiunque può fare » abbiamo già detto che in questa sede non si può render conto della numerosa e varia casistica degli interventi pavesiani sulla traduzione della pivano così come emergono dall accurata analisi di moscardi tuttavia per dare al lettore una visione più ampia dell importanza dell intervento di cesare pavese nell economia generale dell antologia citiamo integralmente una poesia che mostra il radicale intervento dello scrittore si tratta di harry carey goodhue p 165 sgg il cui testo in lingua originale è you never marveled dullards of spoon river when chase henry voted against the saloons to revenge himself for being shut off but none of you was keen enough to follow my steps or trace me home as chase s spiritual brother do you remember when i fought the bank and the courthouse ring for pocketing the interest on public funds and when i fought our leading citizens for making the poor the pack-horses of the taxes and when i fought the water works for stealing streets and raising rates and when i fought the business men who fought me in these fights then do you remember that staggering up from the wreck of defeat and the wreck of a ruined career i slipped from my cloak my last ideal hidden from alle eyes until then like the cherished jawbone of an ass and smote the bank and the water works and the business men with prohibition and made spoon river pay the cost of the fights that i had lost la traduzione definitiva di pivano che apporta alcune modifiche al dattiloscritto è la seguente voi non vi meravigliaste sciocchi di spoon river quando chase henry votò contro le osterie per vendicarsi di esserne stato messo fuori ma nessuno di voi fu abbastanza penetrante da seguire i miei passi o di segnare la mia casa come fratello spirituale di chase vi ricordate quando trionfai sulla banca e sulla combriccola del tribunale per intascare gli interessi dei fondi pubblici e quando trionfai sui nostri capi facendo diventare i poveri le bestie da soma delle tasse e quando trionfai sulle imprese idrauliche sgattaiolando nelle strade e facendo aumentare le rate e quando trionfai sugli uomini d affari che avevano trionfato su di me in queste lotte allora ricordate che scuotendomi dalla rovina della sconfitta e dalla rovina di una carriera distrutta lasciai scivolare dalla mia maschera il mio ultimo ideale nascosto fino allora agli occhi di tutti come la vagheggiata mandibola di un asino e colpii la banca e le imprese idrauliche e gli uomini d affari con la proibizione e feci pagare a spoon river la pena delle lotte che avevo perduto il testo sottoposto da pavese a revisione risulta nella sua forma definitiva così voi non vi meravigliaste sciocchi di spoon river quando chase henry votò contro le osterie per vendicarsi di esserne stato messo fuori ma nessuno di voi fu abbastanza penetrante da seguire i miei passi o arrivare a vedermi fratello spirituale di chase vi ricordate quando affrontai la banca e la combriccola del tribunale perché intascavano gli interessi dei fondi pubblici e quando affrontai i nostri ottimati perché facevano dei poveri bestie da soma delle tasse e quando affrontai le imprese idrauliche perché rubavano le strade e aumentavano le tariffe e quando affrontai gli affaristi che mi avevano tenuto testa e allora ricordate che barcollante tra le rovine della sconfitta 6

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un interessante tesi di laurea sulla traduzione dell antologia di spoon river e le rovine di una carriera distrutta tirai fuori il mio estremo ideale come la vagheggiata mandibola dell asino e picchiai la banca e le imprese idrauliche e gli uomini d affari col proibizionismo e feci pagare a spoon river le spese della guerra che avevo perduto i passaggi evidenziati nei due testi con colori diversi mostrano anche visivamente le modifiche apportate da pavese alla traduzione della pivano esse sono di diversa natura sono interventi lessicali capaci di cogliere l accezione particolare della parola nella frase e rispetto al contesto è il caso del verbo trionfai/sulla banca che lo scrittore corregge con affrontai/la banca scelta più adatta a porre l accento non tanto sul protagonista quanto piuttosto sulla fierezza delle sue lotte contro la corruzione decisiva è inoltre la scelta pavesiana di correggere un passaggio particolarmente faticoso e anche contraddittorio laddove pivano traduce e quando trionfai sugli uomini d affari che avevano trionfato su di me in queste lotte e che pavese rende con e quando affrontai gli affaristi/che mi avevano tenuto testa la frase risulta così sul piano sintattico più snella ma anche più incisiva e coerente a livello lessicale rispetto al senso globale del testo al lettore non sfuggiranno poi altre raffinatezze linguistiche che salvano la traduzione da un pedissequo esercizio di traduzione letterale inadatto a rendere la complessità dell originale a tale proposito solo qualche esempio ottimati v 10 che sostituisce il più generico e scialbo capi proibizionismo che corregge proibizione il cui significato è profondamente diverso insomma anche a chi non è esperto di cose letterarie non può sfuggire la portata decisiva delle modifiche di pavese che con maestria e grande competenza risolve equivoci e fraintendimenti e in tal senso significative sono le conclusioni a cui giunge il giovane studioso p 190 l apporto di pavese alla traduzione non fu insignificante come si è spesso creduto è vero che egli fu il patrocinatore ed il revisore ­ non il traduttore vero e proprio ­ del testo ma dall analisi del dattiloscritto conservato alla fondazione benetton studi ricerche emerge appieno la portata del suo lavoro sia per la prefazione che soprattutto per le poesie la sua mano fu fondamentale nella sistemazione dei testi quello che insomma arrivò fra le mani dei primi lettori del 1943 fu il frutto di un lavoro a quattro mani pivano fece la parte più grossa del lavoro traducendo tutti i testi per suo conto pavese che fin dagli anni 30 voleva farne un edizione italiana trovatoselo davanti lo portò ad einaudi convincendolo a pubblicarlo e occupandosi della revisione la traduttrice usufruì perciò della sistemazione del testo fatta da pavese ma allo stesso tempo pavese poté finalmente coronare il suo desiderio di vedere il libro tradotto da quanto finora osservato si evince il ruolo sempre più determinante assunto da pavese nella lezione finale della traduzione suffragato anche da altre fonti ad esempio alcune lettere indirizzate allo scrittore al quale la giovane pivano non delega solo la scelta tra possibilità diverse di traduzione da lei indicate ma chiede anche l inserimento dei brani che non è riuscita a tradurre ci riferiamo in particolare ai passaggi delle lettere in cui ella esplicitamente sollecita al maestro e all amico un risolutivo intervento quella del 27 marzo 1943 ove pivano scrive a proposito di una prefazione «bisognerà che l aggiusti lei lei è bravo e sa donare senza nemmeno chiedere un ringraziamento» un altra dal tono perentorio e sbrigativo 31/03/1943 «ma che fatica quelle note le ho segnato con la crocetta rossa quelle che deve rivedere lei anche per il testo» infine quella in cui parlando di hemingway redige un elenco di parole ed espressioni che non ha saputo tradurre 02/07/1943 mentre in una successiva 12/07/1943 afferma «allora io ho preparato parecchio h emingway ma vorrei vederlo con lei» nota 263 p 77 i documenti che abbiamo a disposizione ci confermano che a queste sollecitazioni e al fascino della giovane donna pavese non seppe resistere ed è noto l innamoramento dello scrittore per l allieva conosciuta sui banchi di scuola alla quale rivolse ben due profferte di matrimonio 26 luglio 1940 e 10 luglio 1945 che la giovane rifiutò del resto pavese per una sorta di coazione a ripetere lo scacco sceglieva per sé donne forti e impossibili che lo avrebbero usato e poi abbandonato di ciò egli era drammaticamente consapevole come risulta da quella illuminante lettera del 25 ottobre del 1940 dal titolo analisi di p avese da confrontare con analisi amorosa di f ernanda del 20 ottobre 1940 in cui lo scrittore conduce un analisi impietosa di sé e del suo atteggiamento di raté fallito di fronte alla vita e all amore probabile dunque che in questa commistione di letteratura e vita pavese si sia speso in modo più che generoso per rimediare all inesperienza della giovane traduttrice e per realizzare l agognato progetto editoriale con rigore e competenza una generosità quella di pavese che la pivano non seppe onorare se a molti anni di distanza in un convegno di studi su cesare pavese cesare pavese oggi atti del convegno internazionale di studi san salvatore monferrato 25-26-27 settembre 1987 a cura di g ioli cassa di risparmio di alessandria 1989 p 267 ebbe a dire «l antologia di spoon river che pavese mi ha aiutato a pubblicare presso einaudi ma che non mi ha aiutato a tradurre come ha affermato in una monografia uno dei tanti biografi pavesiani » p 39 affermazione questa che anziché persuaderci alla sua tesi suona come esplicita excusatio non petita e richiama alla mente le parole di johann wolfgang goethe l «ingratitudine è sempre una forma di debolezza non ho mai visto che uomini eccellenti fossero ingrati» massime e riflessioni 7

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un guerriero senza corazza cesare pavese quale cultura di gianna sallustio determinate tendenze caratteriali possono introdursi nella preparazione nelle modalità d informazione e di acculturarsi di uno scrittore e qualificare il suo pensiero la sua fisicità la sua disponibilità a passare dal pensiero all azione a tradurre in fatti i programmi o a stanziare nel pensiero si deve riconoscere a cesare pavese il grandissimo merito di aver tradotto testi della letteratura inglese e americana si laureò a torino con una tesi sulla poesia di walt whitman sprovincializzando la cultura italiana tra le due guerre era ancora un italia condizionata dalle sedicente superiorità assoluta della cultura greco-latina i cui meriti principi e significati universali vanno costantemente innestati a ciò che di nuovo e diverso producono le letterature moderne e contemporanee discorso superfluo giacché madame de staël lo inaugurò egregiamente nella polemica dell 800 tra i classicisti e romantici leggere pavese a vent anni è un conto ricordo che mi innamorai di questo autore che si tolse la vita novello iacopo ortis sentiva crudele l oceanica distanza tra i suoi ideali patriottici e sentimentali e l ottusa realtà ho riletto cesare pavese a 70 anni perché mio nipote doveva preparare la tesina e mi chiedeva qualche parere e delucidazione È stata mia costante preoccupazione smussare il suicidio come attimo di fatale disorientamento di una intelligenza acuta e dotta di una mente sensibilissima e solitaria l irrazionalismo del decadentismo e velleità tardo-romantiche impedirono di trovare o creare un punto d equilibrio un fine per il quale valesse la pena di combattere e quindi di vivere cesare aveva appena sei anni quando rimase orfano di padre perdendo quel senso di sicurezza e protezione che dà la figura del genitore l educazione della madre fu rigida quanto tornava nelle langhe i ricordi dell infanzia gli frusciavano dentro dal verde terapeutico dei boschi quando tornava in città lo assaliva malinconia e solitudine pur tra premi letterari e frequentazioni di ambienti politici e culturali la solitudine era una dimensione intima quasi istintivamente scelta come riparo dal fastidio dello scontro forse egli è paragonabile ad un guerriero senza corazza la sua vera sofferenza consisteva nella consapevolezza di non saper tradurre in azioni ­ rischiando la resa ­ i suoi principi o desideri o idealità fu emarginato dal pci al quale partito si era iscritto il passero solitario di leopardi inabilità a intrecciare il proprio volo agli altrui voli risentiamo in corrado protagonista del romanzo la casa sulla collina e in anguilla protagonista del romanzo la luna e i falò corrado e anguilla rimangono sostanzialmente dei velleitari perché pur volendo e capendone la necessità non si azzardano ad intraprendere un azione che possa mutare il corso delle cose ci domandiamo può una cultura limitarsi a sapere ad analizzare a diagnosticare senza saper passare alla terapia la cultura è contemplazione o trasformazione della mentalità che fa transumanza in un modo di vivere ed agire diverso più emancipato del modo di vivere di chi non possiede quel sapere ciò che stanca non è il lavorare ma il non intravedere quale senso dare al lavoro all amore alla lotta politica È l astenia l assenza di una fede che faccia capire e superare la contingenza e la relatività del tutto denis diderot scrisse fare il bene conoscere il vero sono queste le cose che differenziano un uomo da un altro il resto sono bazzecole la durata della vita è talmente breve i suoi veri bisogni talmente pochi e al momento della dipartita talmente irrilevante se si è stati qualcuno o nessuno lettera a sophie volland 1759 ma diderot era l eminente pensatore illuminista che conosciamo pavese visse in pieno irrazionalismo decadente che né il positivismo di un gaetano salvemini né tanto meno l idealismo di croce poterono arginare una ironica ed disincantata oggettivazione del vivere l accettazione dei limiti inerenti al nostro essere e sembrare senza diventare preda di una qualsiasi forma di pessimismo non è di tutti tanto meno di cesare pavese il quale ci rimane nel cuore perché impediti di comunicargli comprensione calore di un amicizia senza condizioni la stima per il suo dolore 8

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una poesia giovanile di cesare pavese a solo di saxofono di franco lorizio pavese scrisse fra il 26 maggio e il 5 giugno 1929 una poesia intitolata a solo di saxofono il componimento fa parte della silloge blues della grande città 1929 ne riportiamo integralmente il testo qui a fianco si tratta di un lavoro giovanile che attesta una fase di apprendistato del mestiere di poeta da parte del ventunenne pavese la composizione supera il valore documentario giacché descrive con efficacia espressiva e rilievo artistico le sensazioni avvolgenti provocate dalla sonorità graffiante del sassofono la voce barbara dello strumento vibra e si diffonde con ammaliante magia nel viale cittadino scuotendo dal profondo la sensibilità di chi l ascolta per un momento lo scorrere monotono dell esistenza si arresta in attesa del prodigio che la musica alimenta una cascata di note si riversa nell alveo delle strade mentre l orchestra fragorosa a poco a poco sfuma in sottofondo e al soprassalto dell assolo il poeta sente frantumarsi l anodino incedere della propria vita l anima è denudata dai fraseggi ritorti il crudo suono fuoriesce con folle celerità dallo strumento in un vortice acustico primordiale che inebria l ascoltatore nel delirio vitalistico il sax si contorce urla esulta in preda a frenesia estatica come una menade danzante in un rito dionisiaco si compie il miracolo della musica l io trascende i limiti della realtà e approda a una dimensione interiore più-che-umana la melodia sembra allora non sopraggiungere più dall esterno ma sgorgare copiosa dall intimo dell ascoltatore è la mia voce stessa che echeggia questa notte la lirica procede fragorosa sul viale ecco a un tratto l orchestra si spegne sull orchestra in sordina canta spiegato un saxofono rauco fin la folla si arresta le case indifferenti gravano il cielo intorno vibra la voce barbara ecco che la mia vita s è frantumata a terra come un vetro la stanchezza che prima la reggeva è scomparsa nel vortice del suono resta l anima inutile e le note si afferrano più acute nell aria contorcendosi È la mia voce stessa che echeggia questa notte nell anima smarrita canta alto altissimo la solitudine una canzone ubriaca della vita la stanchezza fuggita non vivo per un attimo che all urlo modulato esultante tutta l anima mia rabbrividisce e trema e s abbandona al saxofono rauco È una donna in balìa di un amante una foglia dentro il vento un miracolo una musica anch essa rapido troppo rapido l istante la voce sovrumana barbara di dolcezza solitaria che a sollevarmi il capo come un amico impazziva di gioia è scomparsa nel gorgo del frastuono da ogni parte riscoppiano i fragori sprizzando nelle luci io torno a camminare solitario e quasi m abbandono dal cielo pesano le case enormi e i passanti mi guardano con occhi come vuote finestre.1 9

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una poesia giovanile di cesare pavese con ritmo incalzante in un climax di forte tensione espressiva l anima è paragonata a una donna in balìa dell amante a una foglia nel vortice del vento ma rapido troppo rapido l istante con la stessa bruciante immediatezza con cui il suono s era diffuso la voce sovrumana scompare soffocata dal gorgo del frastuono l illusione vitalistica si è esaurita in un lampo la monotonia torna ad affacciarsi alle finestre delle case lo sguardo vuoto del passante è l emblema del tedio in cui sprofonda nuovamente la città priva di linfa sul piano stilistico c è da rilevare la copiosità di metafore e similitudini impressionistiche e sensuali con cui si delineano le evoluzioni del sassofono il musicista non è mai menzionato quasi che lo strumento si giovi di vita propria fra le pieghe dei versi echeggiano inflessioni jazzistiche fatte di creatività fulminea circolarità melodica frammentarietà espressiva ritmo convulso elementi resi con l impiego di vocaboli o sintagmi fragorosa [v 1 vibra [v 8 voce barbara [v 8 frantumata [v 10 vortice del suono [v 12 contorcendosi [v 15 canzone ubriaca [v 20 urlo modulato [vv 22-23 voce sovrumana [v.32 gorgo del frastuono [v 36 che rinviano alla scansione ritmica ossessiva e martellante del jazz tale cadenza fratta è amplificata dalla successione asimmetrica dei versi libero avvicendarsi di settenari ed endecasillabi e disposizione a rientrare di alcuni di essi a dispetto del giudizio perentorio di massimo mila che definì pavese un uomo totalmente negato alla musica 2 l autore di a solo di saxofono rivela una notevole sensibilità sonora benché istintiva tale da consentirgli di afferrare emotivamente l essenza del jazz note 1 cesare pavese le poesie torino einaudi 1998 pp 269-270 2 massimo mila i dioscuri del jazz in la stampa 5 giugno 1974 p 3 agriturismo il crutin di barbero marinella il nome dell agriturismo deriva dal crutin grotta che raccoglie acqua di sorgente potabile che i nostri avi usavano quotidianamente questa grotta è parte integrante dell edificio la zona permette di fare lunghe escursioni a piedi o in bici l azienda dispone di 6 camere con bagno privato riscaldamento autonomo e tv tutte con vista sulle vigne o sulle colline loc vogliere 3 12058 santo stefano belbo cn tel e fax 0141 840559 cell 349-4749463 10

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i quaderni del ce.pa.m cesare pavese un greco del nostro tempo di giovanni giosuè chiesura i saggi inseriti nel dodicesimo volume dei quaderni del ce.pa.m maggio 2012 si presentano come una serie di interventi ricchi e interessanti grazie soprattutto agli apporti critici che offrono un quadro nuovo storicamente più veritiero della figura umana intellettuale e artistica di cesare pavese ex abrupto dopo l articolata introduzione del curatore del volume ci imbattiamo in un saggio denso e puntuale ove lo stesso antonio catalfamo ritesse e ordina la tela dei rapporti che unirono pavese al mondo classico con lo studio sul mito e sui capolavori del mondo greco-latino sappiamo che il nostro frequentò il liceo classico d azeglio seguendo un piano di studi moderno senza il greco lingua che approfondì più tardi da autodidatta talmente vivo fu in lui il desiderio di andare alla ricerca delle nostre radici delle nostre sorgenti culturali il titolo del saggio è di per sé eloquente cesare pavese le varie dimensioni del mito ­ dialoghi con leucò e oltre esso ci porta nel vivo delle scelte culturali ed editoriali dello scrittore piemontese il pregio del saggio è di avere posto l attenzione sulla figura del professor mario untersteiner quale guida e sostegno culturale per il nostro grazie a una sua opera fondamentale la fisiologia del mito nonché attraverso una sua recensione criticamente puntuale e scientificamente elogiativa dei dialoghi con leucò la figura del professor untersteiner del cui valore permane una costante memoria negli ambiti letterari genovesi dà credito agli studi classicisti del poeta langarolo che per anni si è nutrito e abbeverato con rigore filologico alla linfa vitale dell arcaico linguaggio di omero dal fitto scambio epistolare menzionato e citato nel saggio intercorso fra il cattedratico trentino e il poeta piemontese oltre a un rapporto di simpatica amicizia nasce la prestigiosa traduzione dell iliade di rosa calzecchi onesti ex allieva del professore seguita nel suo lavoro interpretativo pedetemptim da pavese fautore di uno stile rapsodico prosastico e poetico avulso dallo stile dei traduttori del passato fra i quali salva soltanto nicola festa che restituisca al testo la sua ieratica identità trasferita nella moderna attualità dobbiamo rendere contemporaneo omero ma anche conservargli un po della sua ieratica solennità così si esprime pavese con la a noi ormai celebre traduttrice in una lettera del 6 dicembre 1948 e il 9 agosto 1935 una volta arrivato a brancaleone dopo un viaggio di due giorni con le manette e la valigia chiede alla sorella di inviargli fra l altro tra le grammatiche i due volumi del rocci i dizionari greci del rocci e del nozari sul dialetto omerico e da ultimo l immancabile pechenino sulle forme verbali greche siamo certi che il duro periodo di confino abbia dato grazie alla solitudine accanto alla scrittura del diario il mestiere di vivere un grande impulso allo studio della lingua greca da cui non sono estranee come sottolinea antonio catalfamo nel suo ampio saggio la riflessione sul mito e la progettazione in nuce dei dialoghi con leucò giungendo così a una convergenza tra ermeneutica contemplazione e invenzione e divenendo pertanto l ultimo dei greci dopo platone e luciano pavese ha superato grecamente la contrapposizione tra mito e logos che purtroppo caratterizza ancora tanta parte della cultura moderna grazie al legame con untersteiner che lo aiuta ad immergersi con precisione filologica 11

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i quaderni del ce.pa.m nel mondo classico grazia all appartenenza alla torino del liceo d azeglio fucina di un antifascismo militante egli agisce scrive e sogna come sottolinea catalfamo una società di uomini liberi il pregio del saggio di antonio catalfamo sta nel considerare l attività culturale di cesare pavese come una bildung protesa verso la realizzazione di una missione civile dello scrittore il saggio di franco ferrarotti che porta il seguente titolo suggestivo con cesare pavese al santuario di crea ci sospinge verso il doloroso periodo dell armistizio dopo l 8 settembre rievocato nella casa in collina e in cui in seguito al commissariamento della casa editrice einaudi il nostro si rifugia a serralunga di crea ospite spesso anche del collegio trevisio dei padri somaschi la testimonianza di franco ferrarotti ci consente di cogliere il calore e il valore dell amicizia che ha unito per sempre i due letterati e ci spinge a desiderare di saperne di più in questo periodo di solitudine ben documentato nel suo diario si prepara la grande riflessione sul mito non disgiunta da una grande crisi religiosa e ciò sfocerà nella stesura dei dialoghi con leucò iniziati nel dicembre 1945 il saggio di eleonora cavallini è complementare al primo e ci illumina sull attività di traduttore di omero e di esiodo di cesare pavese un autentico esercizio filologico effettuato parallelamente al lavoro sull iliade della calzecchi onesti e il cui risultato non è dissociabile dal controllo vigile e attento del nostro poeta eleonora cavallini in questo suo saggio intitolato l inno omerico a dioniso nella traduzione di pavese rileva che l approccio del nostro traduttore alla lingua omerica è spesso più corretto e fedele di quello dei numerosi specialisti di oggi ciò non fa che riconfermare la grandezza di pavese e la sua genialità nell affrontare gli ambiti linguistici più disparati dagli antichi ai moderni in una lettera del 12 ottobre 1926 cesare pavese informa l amico tullio pinelli sui suoi studi e fra i tanti interessi trapela l attenzione al faust di goethe proprio a questo proposito è interessante il saggio di alberto borghini man steht am fenster incipit e un tessuto di `elementi nel pavesiano prato dei morti pavese è stato un vorace lettore sin dall infanzia padre giovanni baravalle il padre felice della casa in collina ci informa sulla sua disperazione per non avere più libri da offrirgli durante il soggiorno al collegio trevisio e il saggio del borghini ce lo dimostra il critico che parte dallo stilema man steht am fenster di goethe faust i fuori porta v 864 si avvale di una sofisticata tecnica interpretativa di tipo strutturalistico linguistico e semiologico per condurci alla scoperta dei topoi pavesiani carsicamente sottesi al tessuto goethiano contestualizzati però alla tragicità degli eventi di cui è spettatore inerte fuori porta guardando dalla finestra lo scrittore piemontese e puntualmente marina beelke nel suo intervento cesare pavese l antropologia umana dialoghi tra città e campagna quasi ad echeggiare e a ribadire l analisi precedente dice pavese nella sua giovane fibra cerca un sistema valido per tutti al di fuori di ogni stagnazione di pensiero e partendo da se stesso guarda `dalla finestra sul mondo percorre tutto il cammino umano si esalta e si entusiasma si dispera nel non trovare in sé e negli uomini una forza compatta che sbarazzi il mondo da tante inutili falsificazioni e deviamenti nel saggio troviamo accanto a un lungo excursus storico-biografico sulla vita del poeta un importante riflessione sull antropologia pavesiana vincolata al mito della terra ai luoghi unici sacrali pavese vagola tra la città torino e la campagna per far parlare gli uomini per ripristinarne le voci lui come kafka e come rilke uomo senza casa che andrà a morire solo in una stanza d albergo i saggi di hanibal st nciulescu e di josé manuel de vaa sconcelos si dedicano all analisi del realismo pavesiano da cui emerge una focalizzazione del ritmo narrativo del simbolismo sotteso e dell espressionismo descrittivo si potrebbe dopo questi excursus pensare a un pavese che sulla scia di knut hamsun fa sussultare il sottosuolo che si anima echeggiando gli eventi e gli accadimenti della superficie terrestre jacqueline spaccini in un lucido saggio si sofferma sull engagement e sull égarement politico dello scrittore contestualizzando storicamente l italia e la francia nel periodo precedente e successivo alla liberazione gli scrittori céline brasillach drieu la rochelle e molti altri sono stati accusati di avere tradito i valori democratici in contrasto con sartre da un lato e de gaulle dall altro la studiosa si sofferma per quanto attiene all italia sulla figura di massimo bontempelli che è stato nel passato un suo argomento di studio non nascondendo il dubbio che lo scrittore sia stato ingiustamente accusato e pavese pavese è uno scrittore libero in conflitto prima col fascismo e poi col pci la sua indecisione politica viene evidenziata certamente dalla casa in collina e da il compagno vittorini ribellandosi a togliatti perse i contributi del partito per il politecnico pavese non si ribellò ma rimase in sospeso schiacciato dalla contraddizioni in un anelito utopistico di assoluta libertà chiudono il volume quattro saggi illuminanti sulla conoscenza critica e sulla diffusione dell opera di cesare pavese in alcuni paesi europei come la spagna il portogallo la russia e l ungheria gli autori tutti cattedratici josé abad andrea ragusa serghej prokopovitch e nóra pálmai ci informano sul lungo percorso editoriale che ha contraddistinto la saggistica pavesiana e l attività di traduzione dell opera dello scrittore piemontese ne emerge un quadro esaltante soprattutto in paesi inquieti emotivamente e intellettualmente come il portogallo e l ungheria grazie anche alle affinità culturali e al contesto rurale simile a quello italiano dei due paesi il saggio si presenta come un contrappunto armonico di voci da cui si erge la grandezza di cesare pavese col viso rivolto al passato ma sospinto verso il futuro come è stato giustamente suggerito da marina beelke nell epigrafe del suo saggio citando walter benjamin 12

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eventi a casa pavese il premio pavese di scultura a marcello corazzini di clizia orlando la poetica di cesare pavese diviene ancora una volta presupposto di riflessione analisi confronto anche quest anno stralci di prosa e citazioni attinte dalla lirica pavesiana sono state infatti preziosa fonte d ispirazione per gli artisti che hanno partecipato alla xvi edizione del premio di scultura intitolato allo scrittore di santo stefano belbo i riconoscimenti sono stati assegnati domenica 28 ottobre nella casa natale il presidente del cepam luigi gatti ha aperto l incontro ricordando come la giuria presieduta dallo scultore massimo ghiotti coadiuvato nell impegno da gian giorgio massara storico dell arte e dai critici angelo mistrangelo e clizia orlando abbia come ogni anno posto una particolare attenzione nel considerare la risoluzione del modellato in relazione ai temi proposti dal concorso luoghi personaggi miti pavesiani l affermazione è stata ripresa da massimo ghiotti che dopo aver precisato di come la maggior parte dei partecipanti abbiano saputo rendere con definizione figurativa o intonazione astratta il messaggio contenuto nell opera di pavese ha ribadito l apprezzamento della giuria per la definizione plastica di alcuni lavori che però non sono entrati nella rosa dei premiati perchè il soggetto non rispettava le indicazioni date dal bando angelo mistrangelo ha posto l attenzione sull importanza che riveste l appuntamento che ogni anno richiama scultori da varie regioni italiane

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