Revue ciclysme nostalgia N°15 e 16

 

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Description

Rivista per i collezionisti e i nostalgici del ciclismo

Popular Pages


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trimestrale anno 4 n° 15 /16 settembre dicembre 2012 max meyer gasparella con con il patrocinio

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sommario periodico trimestrale in abbonamento testata giornalistica registrata presso il tribunale di reggio emilia autorizzazione n°1225 del 16 marzo 2009 redazione via n pederzoli 34 42018 san martino in rio reggio emilia tel +39 0522 695627 +39 328 2843039 e-mail marcello.murgia@inwind.it anno 4 numero 15 dicembre 2012 direttore responsabile murgia marcello iscritto all ordine giornalisti dell emilia romagna tessera n°118508 iscritto associazione internazionale giornalisti di ciclismo a.i.j.c tessera n° ita 040 riproduzione anche parziale vietata chiuso in redazione il 30 novembre 2012 caporedattore murgia marcello coordinatori fiorenzo mangano giovanni tarello grafica e impaginazione a cura di murgia marcello stampato in proprio presso la sede della redazione fotografi bettini luca bettini roberto pisoni antonio hanno collaborato a questo numero mangano fiorenzo portioli adelelmo scalcon fabio tarello giovanni zanenga ezio la maggior parte degli articoli di questa rivista sono redatti dagli associati i quali sono esenti dal ricevere compensi in denaro in quanto partecipano con la loro passione alla divulgazione e conservazione della memoria storica del ciclismo i loghi,marchi e le fotografie presenti in questa rivista appartengono ai rispettivi proprietari questa rivista non ha fini di lucro lo scopo della stessa e la divulgazione e conservazione della memoria storica del ciclismo ci scusiamo per eventuali mancanze fatte ad aventi diritto non essendo riusciti a risalire all autore delle immagini l abbonamento paga le spese vive per la realizzazione della stessa rivista con l autofinanziamento degli abbonati libera associazione amici del ciclismo un ringraziamento per la preziosa collaborazione a loredana bellei questo periodico è aperto a quanti desiderino collaborarvi ai sensi dell art 21 della repubblica italiana che così dispone tutti hanno il diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola lo scritto e ogni mezzo di diffusione museo della borraccia e del ciclismo mandas ca revue cyclisme nostalgia 2

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editoriale una doverosa precisazione sulla rivista l interruzione della pubblicazione è dovuta al mio trasferimento in sardegna per l apertura del museo della borraccia e del ciclismo e tecnicamente la rivista deve essere nuovamente registrata al tribunale di cagliari cambiando residenza e regione riprenderà con l apertura del museo finanziata dalla regione sardegna e avrò nuovi collaboratori come stefano pilato organizzatore del giro di sardegna professionisti rimarranno alcuni dei vecchi e alcuni si staccheranno per fare una loro pubblicazione ai quali faccio i miei auguri di un successo superiore a revue uscirà a dicembre l ultimo numero in terra emiliana comunicherò ai fedeli abbonati le modalità per ricevere la rivista potrete vedere sul sito www.museodelciclismo.it le novità e l allestimento del museo passo passo con foto e commenti vi saluto sportivamente marcello murgia revue cyclisme nostalgia 3

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le squadre a cura di giovanni tarello max che max meyer no milano zona dei navigli via savona numero civico 52 anno 1895 l imprenditore di origine svizzera max meyer fondò l omonima azienda produttrice di colori in polvere e dispersi in olio di lino pitture primordiali insomma sarà l anno della radio dei raggi ics e del primo premio nobel mentre gli esordienti rudimenti ciclici già venivano pedalati di ciclismo vero e proprio si stavano respirando solo le prime boccate con l illustre medico antropologo giurista e criminologo torinese cesare lombroso pronto a asserire che la pratica di questo sport promuoveva la grassazione e facilitava la delinquenza mezzo meccanico e conseguente disciplina quindi da aborrire credo che cesare lombroso in altre occasioni illuminato a proposito dell argomento a cui noi teniamo ci azzeccò proprio nulla succede stavamo parlando di max meyer e della sua azienda la quale crebbe prosperò s espanse anche dopo la morte del proprio fondatore nel periodo tra il 1960 e 1970 divenne uno dei complessi operativi più fondati d europa e nel 1967 entrò nel mondo del pedale gruppo sportivo max meyer biciclette firmate da un altro emergente costruttore lombardo ugo de rosa direttore sportivo un ex grandissimo gastone nencini all esordio su di un ammiraglia squadra di medio livello ma capacissima di portare fieno in cascina con quel poco o molto dipende dai punti di vista che passava il convento non poteva essere un club di primissimo piano differente il livello di molteni e salvarani binggeli capodivento cucchietti drago fantinato fontona galbo maino meco michelotto negro neri stefanoni vendemiati zancanaro e zanin furono i primi rappresentanti di quella macchia bianco rossa l esordio si chiuse comunque dignitosamente zancanaro vinse la prima tappa del 50° giro d italia nella revue cyclisme nostalgia 4

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sua alessandria e vestì la maglia rosa per un giorno anche se il primo storico successo del sodalizio meneghino venne firmato da gianpaolo cucchietti al gran premio città di antibes niente male se poi aggiungiamo il bel successo di remo stefanoni a ceprano e la vittoria di rené binggeli nel gran premio piquet lo svizzerone si aggiudicò anche la frazione di versailles al tour de france ma in tale frangente vestiva la casacca rossocrociato solo la bicicletta era marchiata e colorata con i nomi e le tinte che stiamo ricordando non poteva neppure essere un marchio di passaggio chiaro sebbene l ingresso un po alla chetichella ridimensionasse le attese il budget non raggiungeva i livelli che si sarebbe potuto permettere l azienda ma la mano sapiente di gastone nencini arricchiva in qualità e pubblicitariamente valeva parecchio nel 1968 si notò una crescita giunsero durante galbo due scavezzacollo di gran classe hagmann e il giovane e veloce sgarbozza il materiale umano di razza portò nuova linfa al gruppo di nencini sempre più presenti e anche vincenti la max meyer divenne un ottima equipe di rottura nel senso che sempre più spesso poteva spezzare l egemonia delle squadre che andavano per la maggiore robert hagmann graffiante portò in patria svizzera sua e del fondatore dell azienda rappresentata un discreto numero di vittorie 4 una tappa al romandia e addirittura tre al giro di svizzera nella seconda circostanza hagmann fu accasato dall equipe tigra neue presse mentre durante ottenne due successi una frazione alla quattro giorni di dunkerque e il gran premio industria e commercio a prato gigi sgarbozza brindò al giro d italia tappa di marina romea e claudio michelotto eccellente regolarista s impose alla tirreno adriatico alla coppa agostoni e nel circuito di castiglion del lago giunse infine il 1969 fu la stagione del commiato e delle polemiche legate al giro d italia claudio michelotto sempre più punta di diamante del sodalizio milanese si sentì defraudato alla corsa rosa polemiche inasprite dalla variabile politica michelotto ­ gimondi max meyer ­ salvarani in pochi lo scrissero molti però pensarono che alla resa dei conti il peso specifico corridore-sponsor assumesse contorni decisivi nell arbitrato di una gara di spessore internazionale in quell anno però i successi giunsero grazie al solido regolarista di rovere della luna e alle buone prove di giovani interessanti come gualazzini salina sgar bozza mori eccetera ma il feeling tra la max meyer e il ciclismo si spense la milizia di sole tre stagioni fu dunque breve ma intensa e soprattutto ricordata 1967 direttore sportivo gastone nencini corridori renè binggeli damiano capodivento gianpaolo cucchietti mario drago bruno fantinato renzo fontona luciano galbo mario maino vincenzo meco claudio michelotto albano negro guido neri remo stefanoni gilberto vendemiati giorgio zancanaro e mario zanin 1968 direttore sportivo gastone nencini corridori roberto ballini gianpaolo cucchietti adriano durante bruno fantinato giuseppe franzetti luciano galbo ercole gualazzini robert hagmann claudio michelotto guido neri luigi sgarbozza remo stefanoni e giorgio zancanaro 1969 direttore sportivo gastone nencini corridori lorenzo bosisio gianpaolo cucchietti ercole gualazzini maurizio malagutti claudio michelotto primo mori guido neri felice salina giuseppe scopel luigi sgarbozza e pietro tamiazzo revue cyclisme nostalgia 5

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tesserati roberto ballini camaiore lucca 14 maggio 1944 tesserato dalla max meyer nel 1968 nessuna vittoria renè binggeli nato a ginevra svizzera il 17 gennaio 1941 deceduto a ginevra il 27 settembre 2007 tesserato dalla max meyer nel 1967 2 vittorie gran premio piquet e tappa versailles tour de france in gara con la nazionale elvetica lorenzo bosisio marmirolo mantova 24 settembre 1944 tesserato dalla max meyer nel 1969 nessuna vittoria secondo al campionato italiano d inseguimento 1969 damiano capodivento trinitapoli foggia 10 marzo 1943 tesserato dalla max meyer nel 1967 nessuna vittoria gianpaolo cucchietti dronero cuneo 25 giugno 1942 tesserato dalla max meyer nel 1967 1968 e 1969 1 vittoria 1967 gran premio città di antibes mario drago lessona biella 26 febbraio 1940 tesserato dalla max meyer nel 1967 nessuna vittoria adriano durante treviso 24 luglio 1940 deceduto a oderzo treviso il 23 giugno 2009 tesserato dalla max meyer nel 1968 2 vittorie tappa quattro giorni di dunkerque e gran premio industria e commercio a prato bruno fantinato santa giustina in colle padova 7 novembre 1941 tesserato dalla max meyer nel biennio 1967 e 1968 nessuna vittoria renzo fontona riccò del golfo la spezia 2 luglio 1939 tesserato dalla max meyer nel 1967 nessuna vittoria giuseppe franzetti malgesso varese 19 giugno 1943 tesserato dalla max meyer nel 1968 nessuna vittoria luciano galbo padova 12 aprile 1943 deceduto a trofarello torino il 23 settembre 2011 tesserato dalla max meyer nel biennio 1967 e 1968 1 vittoria giro del veneto 1967 ercole gualazzini san secondo parmense parma 22 giugno 1944 tesserato dalla max meyer nel biennio 1968 e 1969 1 vittoria 1969 tappa bilbao vuelta di spagna robert hagmann zuchwil svizzera 2 aprile 1942 tesserato dalla max meyer nel 1968 4 vittorie tappa super crans giro di romandia tappa lenzerheide giro di svizzera tappa klausenpass giro di svizzera e tappa zurigo giro di svizzera ­ 1968 note 2° al giro di svizzera 1968 anche se in quella circostanza il forte alfiere svizzero era tesserato alla tigra neue presse vincenzo meco curcumello di capistrello aquila 1° ottobre 1940 tesserato dalla max meyer nel 1967 nessuna vittoria claudio michelotto trento 31 ottobre 1942 tesserato dalla max meyer nel 1967 1968 e 1969 7 vittorie 1968 tirreno adriatico classifica finale circuito di castiglion del lago coppa agostoni a lissone 1969 trofeo laigueglia giro di sardegna classifica finale milano torino tappa cavalese giro d italia nota 2° al giro d italia 1969 revue cyclisme nostalgia 6

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maurizio malagutti voghiera ferrara 4 marzo 1945 tesserato dalla max meyer nel 1969 nessuna vittoria primo mori san miniato pisa 7 aprile 1944 tesserato dalla max meyer nel 1969 nessuna vittoria albano negro chiampo vicenza 31 marzo 1942 deceduto il 14 agosto 1988 tesserato dalla max meyer nel 1967 nessuna vittoria guido neri cesena 27 gennaio 1939 tesserato dalla max meyer nel 1967 1968 e 1969 nessuna vittoria nota vinse nel 1968 la tipo pista di scandiano e sempre nel 1968 si aggiudicò la cronometro a squadre al circuito di pomponesco felice salina pioltello limito milano 28 luglio 1946 tesserato dalla max meyer nel 1969 1 vittoria tappa caceres vuelta di spagna 1969 giuseppe scopel seren del grappa vicenza 20 ottobre 1943 tesserato dalla max meyer nel 1969 nessuna vittoria luigi sgarbozza amaseno frosinone 21 giugno 1944 tesserato dalla max meyer nel 1968 e 1969 2 vittorie 1968 tappa marina romea giro d italia e 1969 tappa talavera vuelta di spagna note nel 1969 vestì per un giorno la maglia amarilli alla vuelta pietro tamiazzo villanova sillaro milano 5 aprile 1945 tesserato dalla max meyer nel 1969 nessuna vittoria remo stefanoni bardello varese 10 settembre 1940 tesserato dalla max meyer nel 1967 e 1968 1 vittoria 1967 ceprano prova del trofeo cougnet gilberto vendemiati ferrara 27 maggio 1940 tesserato dalla max meyer nel 1967 nessuna vittoria mario zanin santa lucia di piave treviso 3 luglio 1940 tesserato dalla max meyer nel 1967 nessuna vittoria la max meyer al giro d italia 1967 71 binggeli 72 cucchietti 73 galbo 74 fantinato 75 michelotto 76 neri 77 stefanoni 78 zancanaro 79 fontona 80 maino 1968 81 ballini 82 cucchietti 1 83 8 durante 84 fantinato 85 galbo 86 michelotto 87 neri g 88 8 sgarbozza 89 stefanoni 90 9 zancanaro 1969 71 cucchietti 72 gualaz1 zini 73 michelotto 74 mori 75 z malagutti 76 neri 77 salina m 78 sgarbozza 79 scopel 80 tamiazzo t la l max meyer alla vuelta t di spagna 1969 31 michelotto 32 neri 1 33 3 sgarbozza 34 gualazzini 35 3 bosisio 36 mori 37 malagutti 38 tamiazzo g 39 3 salina 40 scopel revue cyclisme nostalgia 7

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libri che passione a cura di ezio zanenga le due pubblicazioni che ho `rispolverato dalla mia biblioteca sono dedicate a felice gimondi occasione propizia per un omaggio all uomo e al campione per i suoi 70 anni è nato il 29 settembre 1942 a sedrina bg in editoria non è tra i personaggi più celebrati solo una decina i libri a lui dedicati e considerata la sua `statura di atleta sono pochi propongo ai lettori due `chicche storia di un campione del mondo edito a cura del gruppo sportivo real locatelli di almè bergamo nel 1973 scritto da luciano pasinetti dopo la conquista del campionato mondiale da parte di gimondi sul circuito di montjuich copertina a colori in cartoncino mono-patinato lucido formato cm 21 x 30 pagg 50 carta patinata semilucida 11 foto b/n alcune a tutta pagina un impostazione grafica ordinata e lineare testi a due colonne e la classica pubblicazione celebrativa dove le imprese di gimondi sono raccontate in tanti capitoli prendendo spunto dagli aneddoti e dagli episodi più significativi della sua carriera oltre al classico albo d oro interessante è anche l elenco dei `riconoscimenti ottenuti da felice timone d oro san silvestro d oro superprestige pernod biciclettina d oro premio dell atleta oscar internazionale panathlon club ed altri ancora della pubblicazione sono stati stampati 2000 esemplari rigorosamente numerati quella in mio possesso è la n° 0195 gimondi racconta è invece un volume modesto nelle dimensioni cm 11x17 ma ricco di contenuti 168 pagine edito dall associazione `il conventino di bergamo nel 1979 al volume privo di fotografie è abbinata un audio-cassetta di 60 minuti con cronache dal vivo e testimonianze con le voci dei telecronisti enrico ameri sandro ciotti adone carapezzi alfredo provenzali claudio ferretti giacomo santini e dei corridori cito solo i principali jacques anquetil eddy merckx francesco moser alfredo martini luciano pezzi e naturalmente felice gimondi e quasi sicuramente la prima biografia scritta dopo la chiusura della carriera di felice avvenuta nel febbraio del 1979 ma soprattutto il pregio ed il valore del volume è nel suo contenuto un racconto veramente completo come in nessun altra pubblicazione ho potuto riscontrare la vita di felice praticamente dalla nascita sino al 1979 nel mondo delle sue piccole e grandi verità e delle sue piccole e grandi virtù così gli autori gino carrara e renato fossani nella presentazione poiché il libro non presenta fotografie nemmeno in copertina supplisco con un immagine sinora mai pubblicata almeno su giornali o libri nazionali felice gimondi con i fiori della vittoria nella trevigliooltre il colle per `allievi del 24 luglio 1960 terza vittoria in assoluto della sua carriera revue cyclisme nostalgia 8

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sante carolo a cura di flavio scalcon a volte per entrare nella storia non serve compiere gesta straordinarie è sufficiente essere al posto giusto al momento giusto questo è accaduto a sante carolo una persona come tanti di noi e che come la maggior parte di noi avrebbe trascorso una vita di assoluta normalità lasciando un caro ricordo solo tra le persone a lui più vicine come di norma accade sante era nato a montecchio precalcino in provincia di vicenza il 8-2-1924,il ciclismo per lui è stato professione per pochi mesi ma passione per una vita .si perché se la sua apparizione nel mondo dei grandi è durata il tempo di una meteora l amore per la bici si è protratto fino al giorno della sua morte avvenuta il 9-12004.pochi mesi da professionista dicono le cronache dice la storia ed è vero ma tanto poco è bastato per fare entrare sante nella storia del ciclismo italiano di quello eroico di quello che non è più possibile riproporre grande la squadra di cui ha fatto parte la wilier triestina grandi i nomi con i quali ha avuto la fortuna l onore e l onere di correre fausto coppi gino bartali fiorenzo magni alfredo martini suo capitano al giro e giordano cottur straordinario il contesto in cui si è trovato in un certo senso tra i protagonisti il giro del 1949 vissuto sull epico duello tra fausto coppi e gino bartali in tempi in cui il ciclismo era il più appassionante degli sport a volte basta poco per entrare nella leggenda quel poco è toccato in dote a sante carolo che si è ritrovato ad essere uno dei nomi noti di quell epico giro d italia protagonista all incontrario mentre gino bartali e fausto coppi si contendevano la maglia rosa sante carolo lottava con luigi malabrocca per conquistare un trofeo la maglia nera dell ultimo arrivato che sicuramente non portava soldi ma notorietà sì e tanta a quel giro il ciclista di montecchio precalcino c era arrivato in modo del tutto inaspettato mancavano tre giorni alla partenza e di tutto poteva pensare carolo fuorchè di essere chiamato a partecipare al giro d italia professionista da pochi mesi l allora venticinquenne vicentino venne chiamato per sostituire un compagno ammalato giusto il tempo per raggiungere palermo e già era il momento di prendere il via sante è del tutto impreparato non avendo un adeguato allenamento del resto il suo passaggio ai professionisti data a soli due mesi prima e mai a avrebbe pensato di essere subito scaraventato in un avventura come quella del giro d italia che richiede una preparazione molto severa le prime tappe furono una vera sofferenza e sante fu subito ultimo pel di carota per via del colore dei capelli in quelle prime tappe poteva tenere il ritmo del gruppo solo se questo non superava i 30 chilometri all ora di andatura se il gruppo accelerava lui pedalava in solitaria,accompagnato dai suoi dolori dovuti ad una insufficiente preparazione qualcuno racconta che carolo ha pedalato da solo per oltre 3.000 dei 4.o87 kilometri del giro d italia del 1949 prima perché non ce la faceva a tenere il ritmo degli altri poi quando la forma era finalmente arrivata perché impegnato nel grande duello con luigi malabrocca con il senno del poi l improvvisa convocazione al giro di un sante carolo impreparato divenne la sua fortuna sì perché se si fosse presentato in piena forma allora sante sarebbe stato un gregario di lusso corridore potente grandi dote di scalatore notevole intelligenza tutte doti che aveva dimostrato nelle categorie minori è che le avrebbero permesso di navigare in un tranquillo centro classifica quando a sorpresa fu annunciata dalla direzione del giro l istituzione della maglia nera sante carolo p poteva contare già s un vantaggio su p pardon un distacc di oltre un ora co s corridore che sul lo precedeva luig igi malabrocca c scatenò i giorche n nalisti dell epoca c che si divertirono a raccontare e fo forse ad arricc chire l epica batta taglia delle retrovie fino a fare di carolo e malabrocca due fino divi delle cronache di quel giro al pari dei due campioni bartali e coppi effettivamente la lotta per arrivare ultimi richiedeva strategie e furbizie davvero straordinarie ed è qui che la cronaca si arricchisce di episodi che stanno a cavallo tra la realtà e la fantasia si scrisse di un continuo gioco a nascondino tra i due i due di solito viaggiavano tenendosi a vista ma di tanto in tanto un allungo permetteva all uno o all altro di nascondersi e cercar di far passare l altro case siepi strade laterali tutto era utile a questo duello che si arricchiva o veniva arricchito dalla fantasia dei cronisti di episodi più o meno improbabili ecco quindi la leggenda che vuole carolo vero ragioniere del pedale viaggiare con due orologi non si sa mai magari uno può fermarsi e fare costantemente i conti di tempi e distanze in modo da giungere ultimo ma sempre entro il tempo massimo alla fine sante carolo sfilerà sull anello del vigorelli con la maglia nera ricevendo dal pubblico applausi calorosi quanto quelli tributati alla maglia rosa fausto coppi che lo ha preceduto con un vantaggio di 9 ore 57 minuti e 7 secondi si può dire che con questo giro e questa maglia si sia anche conclusa l avventura di carolo professionista con quel ciclomotore mosquito unico premio per la sua maglia nera venduto per racimolare i soldi necessari per emigrare in svizzera assieme al padre per cercar fortuna facendo il muratore revue cyclisme nostalgia 9

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miniature a cura di corrado monfardini figurino in scala 1:32 di thomas voeckler al soggetto interamente in plastica è stata simpaticamente aggiunta la lingua fuori dalla bocca per simulare le tipiche smorfie del corridore francese anche in questo caso per una collocazione storica si è dipinto il numero del ciclista al tour 2012 in cui ha vinto la speciale classifica a punti miniatura di francesco moser vincitore a roubaix nel 1979 dil modello base con mani alzate di produzione francese ha subito la modifica della testa e l aggiunta delle tasche posteriori la bicicletta in metallo di zama è stata privata della pompa che vi è nel kit originale si noti il numero 1 in quanto moser vinse anche l anno precedente dopo la colorazione con prodotti acrilici è stata data una mano di fissativo satinato miniatura di j anquetil che vinse il giro d italia nel 1964 pezzo di recente fattura con dettagli molto accurati il modellino riporta il numero al telaio oltre alle leve del cambio come si potrà notare il cilcista porta il numero reale di quel giro il 111 interamente dipinto a mano ha subito l aggiunta delle tasche posteriori per rendere piu realistico il soggetto revue cyclisme nostalgia 10

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l a scheda a cura di adelelmo portioli maffeis elisabetta lisy la reginella maffeis elisabetta lisy la reginella maffeis elisabetta ber-gamasca di cene nasce il 27 luglio 1947 grazie al fratello ottimo dilettante che arrivò a un passo dal professionismo cresce sempre più in elisabetta la passione per la bicicletta elisabetta per tutti lisy è passata alla storia del ciclismo femminile non solo per aver vinto a solo 19 anni la maglia di campionessa d italia su strada ma anche per le sue lunghe e affusolate leve che le valsero il titolo delle più belle gambe del ciclismo italiano con la sua vivacissima simpatia debutta in competizioni agonistiche nel 1964 con i colori biancorossi del g.s gran fart di bergamo un debutto molto incoraggiante visto le sue 4 vittorie e i numerosi piazzamenti il più significativo è il terzo posto al campionato italiano su strada a mariano comense titolo vinto da mary cressari il 1965 non è un anno troppo felice lisy corre per il pedale trevigliese ma nonostante tanti piazzamenti vince solo una volta qui conosce ezio zanega suo direttore sportivo nonche grande amico e collaboratore nel 1965 con 14 vittorie piazzamenti p nel 1972 chiude la n carriera nella c.b.m c di varese dove trova d la fuoriclasse belga nicole vandenbroeeck n vincitrice del mondiale v su strada del 1973 e la s statunitense andrei mc s elmery e in questa ultima stagione i riesce a vincere un r sola corsa e si piazza s seconda ai campionati s su strada a san macario s vinti ancora una volta da v mary cressari m la reginella di cene l con il suo fisico c filiforme e i suoi 165 centimetri d altezza e c 58 chilogrammi di peso 5 fu una delle maggiori f protagoniste nella corsa in salita infatti ha trionfato quattro volte nella classica cronoscalata ganna ­ boarezzo varese lisy maffei un atleta completa che riusciva a farsi spazio anche negli sprint più affollati riuscì a indossare per sei volte la maglia azzurra della nazionale con un ottimo settimo posto a brno in cecoslovacchia nel 1969 come miglior piazzamento mentre l anno successivo in inghilterra a leicester una caduta nella volata finale la privò di un possibile risultato di prestigio adelelmo portioli la dominatrice nelle corse rimane florinda parente dal 1966 a tutto il 1969 corre con il g.s eliplasty di canonica al lambro dove finalmente tornano le vittorie riesce a primeggiare 19 volte così suddivise sei nel 1966 sei nel 1967 e sette nel1968 il suo capolavoro rimane la bellissima vittoria di cantù nel campionato italiano su strada quando mise in fila con estrema facilità florinda parente silvana gipponi giuditta longari e ivana pazzi nel triennio 1969 1971 gareggia per il g.s tre risotti di val ganna varese dove colleziona quindici vittorie e come sempre numerosi revue cyclisme nostalgia 11

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milano 1961 a cura di fiorenzo mangano adriano passuello poteva essere ma meglio cosÌ san pancrazio aveva meno di otto anni il nostro protagonista in quella primavera di sessantadue anni fa oggi quasi settanta splendidamente portati venti abbondanti passati a pedalare prima per gioco e quindi per mestiere comunque è stato meglio disquisire circa i nostri lavori le nostre professioni i nostri affetti figli sei in tre le nostre paure legate a un economia che ci volta le spalle eppure adriano ha 25 anni più del sottoscritto e lancia sul tavolo propositi e guarda lontanissimo sebbene gli agi sudati gli permetterebbero di godersi la pensione splendido ho accennato alla casualità degli inizi quasi fosse un gioco una scommessa e mi permetto di raccontarvi come si avvicinò all agonismo aveva quasi 17 anni ed era tornitore in una azienda di albizzate la bicicletta era un mezzo di trasporto e basta poi un giorno un amico di san pancrazio tale besani aspirante corridore lo invitò ad accompagnarlo in un avventura in apparenza impossibile per pernottare a tirano le gambe dolevano ancora ma besani era conciato addirittura peggio terzo giorno costalunga pordoi e falzarego besani rimase allibito dalla forza di passuello era un corridore calzato e vestito gran fisico un metro e ottanta di muscoli capacità polmonare e cardiaca incredibili il tutto ornato da forza e equilibrio lucidità potenza e mille altre sfaccettature che non lasciavano dubbi adriano avrebbe dovuto correre dalla quattro giorni dolomitica al tesseramento nel velo club varese del presidente stocchetti diretto in ammiraglia da anselmo morandi il passo fu brevissimo vestiva la gloriosa maglietta del terzo gruppo sportivo della provincia che si spartiva onori e glorie con il velo club alfredo binda e l edera di masnago anni bellissimi dove ogni sera nei bar si discuteva di ciclismo e corridori si ricordavano senza soluzione di continuità i campioni di quella terra come ganna e binda dalla disquisizione dell arte s i bb servirebbe un cuore enorme e una penna raffinata per tracciare il profilo di adriano passuello purtroppo non posseggo sensibilità e stilografica sufficienti per essere esaustivo e preciso al punto di confezionare un ritratto adeguato meriterebbe una enciclopedia per l onestà e la modestia dimostrata ma lo spazio non permette pletoriche divagazioni vi prego dunque almeno una volta di credermi in questa occasione inizierò dalla fine ossia dal presente da un sabato di metà luglio caldo il giusto gradevole in ogni senso quando io e il mio carissimo amico e collega prima firma di rcn fiorenzo mangano ci siamo dati appuntamento a mornago per rendere visita alla famiglia passuello al fine di ricordare gli anni di adriano e provare a buttare giù alcune righe l idea era quella di fabbricare un altra tessera da incollare nell interminabile mosaico degli ex plancia e colla pronti e la sintonia dei ricordi fissata a ritroso di parecchi lustri poi tutto ciò che avremmo voluto dire è sparito soffocato dall ospitalità e dalla gentilezza dimostrata da adriano e dalla signora loredana nella cornice holliwoodiana di una villa di straordinaria bellezza il clima d immediata amicizia ci ha portati lontano dalle idee iniziali quindi in primo piano sono finiti il lavoro e gli affetti la vita molto particolare di un ragazzino partito con la famiglia nel 1950 da longa di schiavon vicenza un paese a un palmo da breganze e marostica verso la lombardia casale litta frazione 12 chi mai aveva pedalato sul serio un giro delle dolomiti in quattro tappe senza preparazione specifica e anche privo di un attrezzo idoneo per affrontare un simile impegno infatti inforcava un catorcio improponibile acquistato da augusto zanzi era estate agosto 1959 e adriano molto allegramente accettò l avventura primo giorno da san pancrazio a bormio un mal di gambe terribile secondo giorno lo stelvio prima di ciclistica dei succitati fenomeni all esaltazione delle gesta di molti ragazzi pronti a fare rivivere i fasti dei loro predecessori adriano passuello di san pancrazio di casale litta era uno degli argomenti più ricorrenti il primo atteso successo arrivò nel 1960 quand era allievo nella vicina villadossola ogni gara una prova di forza un esibizione a effetto revue cyclisme nostalgia

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i pochi bastiancontrario pronti a nutrire qualche dubbio furono tacciati d incompetenza quando adriano varcò i confini dilettantistici trentasei successi quasi tutti per distacco e almeno un centinaio di piazzamenti tra i primi dieci ci riesce addirittura difficile enumerare e battezzare le vittorie lo stesso adriano le ricorda a stento rammenta la soddisfazione di essersi aggiudicato nel 1963 la coppa rapizzi zeus a varese annientando flaviano vicentini poi un memorabile giro della valle d aosta nel 1964 stagione nella quale fu probabile olimpico giochi che si disputarono a tokio e fece suo il timone d oro quattordici affermazioni lo promossero di diritto tra i professionisti ovviamente con la casacca della ignis si dimostrò subito all altezza e meditò addirittura il colpaccio al giro di lombardia non era la bramosia balzana di un giovane troppo ambizioso no si sentiva a meraviglia digeriva benissimo sia il chilometraggio che le difficoltà altimetriche poi i grandi dovevano pur essere stanchi dopo una stagione tiratissima mentre adriano si sentiva freschissimo ma la dea bendata gli tese il primo tranello della carriera febbre e addio sogni di gloria dominò un altro giovanissimo gianni motta con preziosi piazzato hoevenaers terzo durante quarto zilioli quinto sesto dancelli e settimo il campione del mondo janssen vale a dire passuello protagonista e tra i primissimi ci poteva stare benissimo tra un nugolo di riposati sbarbatelli di gran classe l inizio era stato ottimo soddisfatto lo staff tecnico composto da morandi proietti masi e poblet conferma scontata fu così che partì fiducioso verso il 1965 l ignis però mutò baldini in ammiraglia e passuello promosso tra i capitani a bocce ferme possiamo affermare troppo allo sbaraglio l obiettivo sarebbe stato il giro e adriano si preparò a puntino per la corsa rosa la gara che avrebbe dovuto consacrarlo sperava in una tappa e il piazzamento finale tra i primi dieci le possibilità e la fiducia c erano mancò ancora una volta la fortuna mentre ultimava il riscaldamento della cronometro catania taormina si scontrò con un compagno di squadra cadde e subì la frattura della clavicola perse la possibilità di centrare i propri obiettivi ma in ospedale colpì nel segno loredana che aveva conosciuto poco prima rispose alle lettere spedite dal campione ferito e spinta dal padre gli rese visita la condizione malgrado il forzato stop restò accettabile e verso la fine di agosto centrò un paio di ottimi piazzamenti 2° a robbiano alle spalle di motta e prima di bodre ro e 3° alla coppa placci vincente dancelli e piazzato zilioli tanto pesanti da meritare la convocazione in nazionale per i mondiali di san sebastiano otto selezionati otto ragazzi in gamba almeno otto speranze balma mion cribiori dancelli de rosso mealli motta passuello e zilioli fiorenzo magni aveva scelto il meglio considerando che adorni e gimondi vincitori di giro e tour erano fuori servizio e quel gruppo di giovani garantiva almeno sulla carta il buon esito della manifestazione purtroppo la gara divenne presto una polveriera sfuggente e nervosa e i nostri caddero nella rete morale uscirono altig e simpson e l inglese a sorpresa bruciò il tedesco noi ci accontentammo dell ottavo posto di balma mion poi 12° mealli 16° zilioli 26° cribiori 27° dancelli 34° passuello 40° motta e 41° de rosso tutti troppo lontani dalla nobiltà del mondiale il ragazzino viaggiava la prima stagione intera era stata soddisfacente e per il 1966 accettò la proposta della legnano diretta da eberardo pavesi e umberto mascheroni e s accasò con la compagine verde ramarro al fianco di bodrero bugini casalini centomo macchi manza sambi schiavon vescovo e vicentini sarebbe stato l anno decisivo o esplodeva e sarebbe diventato un leader di cartello oppure si sarebbe adeguato a svolgere un ruolo dietro le quinte in appoggio a uno o più capitani la sua intelligenza tattica gli permetteva di ricoprire più ruoli e considerando che il mestiere del ciclista lo affascinava avrebbe accettato anche di pedalare per fare vincere i compagni in quell annata però l etichetta di capitano gli apparteneva e la spartiva con l amico e conterraneo almeno d origine silvano schiavon qualcosa però non girò per il verso giusto sempre vicino al colpaccio ma troppo spesso veniva rimbalzato terzo al giro del veneto alle spalle di dancelli e del compagno di colori vicentini 3° al giro dell appennino preceduto ancora da dancelli e da zilioli e ancora 4° al laigueglia 4° alla tirreno adriatico 4° al giro del piemonte 4° al gran premio valsassina ossia troppe volte con i primi e altrettanto spesso alle spalle di passuello la giovane speranza stava trasformandosi nell abitudinario del piazzamento quando la gara partoriva la fuga buona lui c era sempre ma al momento del dunque un inezia girava per il verso sbagliato e adriano doveva accontentarsi nel 1967 rivoltò pagina la molteni lo cercò e adriano scucendosi i gradi scelse di diventare il luo r revue cyclisme nostalgia c 13

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padre di franck e andy 6° adorni 7° casalini 8° wolfshohl 9° bodrero 10° brand niente male che ne dite doveva diventare gregario per rompere il digiuno lascio spazio a ogni risposta intanto ricordo che la sindrome del piazzamento non s interruppe 4° a pieve di soligo 4° al giro dell emilia 5° alla coppa sabatini 5° coppa agostoni e soprattutto 5° anche al giro di lombardia splendido protagonista nella classica delle foglie morte quell anno da milano a como vinse franco bitossi tel chi piazzato gimondi a 31 e con lo stesso ritardo altri tre protagonisti di giornata poulidor panizza e passuello 6° un certo merckx a 51 posizione al traguardo che fece il paio con la stessa quinta moneta ottenuta alla milano sanremo 1966 1° gotenente perfetto nello scacchiere di giorgio albani scudiero di balma mion altig e motta pronto a sgommare per favorire le loro esigenze di gara arrancando unitamente a fezzardi de prà bodrero fornoni scandelli tosello e altri ottimi gregari da punta a mezzapunta per giungere a centrocampista di regia ossia il suo ruolo era camaleontico e la sua intelligenza ciclistica elevata all ennesima potenza infatti chi nasce campione molto raramente possiede l umiltà di retrocedere d un passo e prestare servizio a un capitano quando meno la cerchi poi la vittoria giunge arriva bella e meritata non un circuito di scarso valore tecnico ma in una gara vera internazionale appetita successe al nostro protagonista il 1° agosto 1967 in svizzera sulle pregiate strade del giro del ticino ottima classica che in quella stagione giunse purtroppo al capolinea 194 chilometri ondulati traditori maligni adriano non sentiva la catena ma avvertiva che un eccessivo attendismo lo avrebbe castigato doveva giocare d anticipo affondare il tackle prima che gli avversari avvertissero il pericolo poi il suo colpo di pedale avrebbe fatto il resto partì a 80 chilometri dall arrivo neppure il traguardo fosse posto al termine del rettifilo che stava percorrendo testa bassa e pedalare pedalare pedalare insistette s avvantaggiò resistette al ritorno dei cagnacci sguinzagliati al suo inseguimento fu un trionfo braccia alzate e sorridente un ritratto da prima pagina nel giorno degli italiani e vi prego di scorrere con attenzione l ordine d arrivo 1° adriano passuello 194 chilometri alla media di 40,075 secondo bitossi a 3 30 poi zandegù a 3 44 quindi motta con lo stesso ritardo 5° johnny schleck merckx 2° durante 3° van springel 4° dancelli doverosi ricordi di una lusinghiera carriera sono vocaboli cari a un mio vecchio professore abile a raccontare senza annoiare le avventure di personaggi che hanno segnato le epoche il ciclismo non è l umanismo dunque detergo il ricordo dell insigne docente e riabbraccio il mio passuello il flashback s è essiccato e la reminescenza ci conduce a un nuovo cambio di squadra addio molteni e questa volta il panno che copriva le spalle era diventato azzurro filotex si sarebbe fermato due stagioni adriano con il sodalizio toscano,diretto da waldemaro bartolozzi accanto a bitossi e zilioli il tempo necessario per vincere il cronoprologo a squadre del giro di romandia e ribadire la confidenza con le alte sfere degli ordini d arrivo 3° al matteotti 4° alla coppa bernocchi 10° al campionato italia no 12° al giro d italia e 24° nel suo primo tour de france 1968 3° alla bernocchi 11° al giro d italia 1969 a proposito della grande boucle 1968 non posso tacere il malumore che adriano ha confessato durante la nostra tavolata fu l ultima edizione disputata per squadre nazionali e l italia schierava severino andreoli franco bitossi carlo chiappano ugo colombo mino denti pietro guerra adriano passuello silvano schiavon flaviano vicentini e italo zilioli dopo il 5° posto nella cronometro a squadre di vorst adriano e schiavon iniziarono a fare capolino in classifica stava a meraviglia sopportava il caldo s infilava in fughe correva vigile nella nobiltà di un plotone incarognito e pronto a fare saltare i nervi 5° a rouen e 6° nella generale a 44 da genet 3° a pau nel giorno del fiammingo daniel van rijckeghem e la classifica sorrideva 3° a 3 26 da georges vandenberghe mentre alla piazza d onore s era issato schiavon ancora 8° ad albi era la 15 tappa una settimana alla conclusione ormai era chiaro che i due italiani avrebbero terminato il tour al vertice magari il podio silvano e adriano erano garanzie e avrebbero tenuto solo che l equipe italiana si spezzò emerse una malsana invidia fratricida adriano non vuole giustamente confessare l artefice del misfatto che portò a un attacco durante il rifornimento da parte di un azzurro a scapito dei connazionali stavano pedalando verso aurillac e a nulla servirono le urla in corsa e le accuse di tradimento dopo il traguardo erano entrambi franati a svantaggio di tutti rolf wolfshohl in giallo un giallo effimero però infatti successe l incredibile la sorprendente cronometro finale da melun a parigi la cipale dove janssen sfilò revue cyclisme nostalgia 14

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1966 1967 1968 1969 1970 1971 1972 1973 1974 1975 1976 1977 legnano molteni filotex filotex dreher dreher dreher brooklyn brooklyn brooklyn brooklyn brooklyn 1966 4° tirreno adriatico classifica finale 1967 4° giro dell emilia 1968 3° tappa pau tour de france 1968 3° trofeo matteotti 1968 4° coppa bernocchi 1969 3° coppa bernocchi 1970 3° gran premio di camaiore presenze in nazionale 1965 campionato del mondo a san sebastiano 36° 1968 azzurro al tour de france piazzamenti al giro d italia 1967 33° 1968 16° 1969 11° 1970 32° 1971 45° 1972 64° 1973 76° 1974 89° ritirato nel 1965 1966 piazzamenti al tour de france 1968 24° 1976 78° vittorie 1965 tappa giro di catalogna sommatoria dei tempi di due frazioni 1967 giro del ticino inoltre 1968 cronoprologo a squadre del giro di romandia alcuni piazzamenti di rilievo 1964 3° coppa agostoni 1965 2° gran premio di robbiano 1965 3° coppa placci 1966 5° milano sanremo 1966 3° giro del piemonte 1966 3° giro del veneto 1966 3° giro dell appennino le insegne del primato al pronosticato van springel una carriera da fiatone da raccontare e vivere da sviscerare vivisezionare disaminare servirebbe un libro anche se gli ultimi anni scorrono con meno picchi passuello divenne l uomo di fiducia prima alla dreher quindi alla brooklyn di franco cribiori e fu il domestico di una coltre spessissima di formidabili capitani de vlaeminck sercu de muynck eccetera ancora qualche piazzamento 3° a camaiore 1970 tanti giri un tour e potrebbero trascorrere mille anni e mai dimenticherò che una mattina d estate del 2012 unitamente al nostro comune amico fiorenzo mangano siamo stati ospiti di una meravigliosa famiglia a mornago abbiamo parlato anche di ciclismo ma soprattutto ho conosciuto una bellissima coppia adriano e loredana con due figli andrea e marco e una voglia infinita di vivere felice e lontana dai riflettori contento di sussurrarmi che un giorno avrebbe anche potuto ma meglio ricordare il negozio di alimentari che ha gestito per il resto dei suoi anni dei viaggi nottetempo ai mercati generali di milano e che il suo ciclismo era sano sanissimo mai una pratica illecita e vadano a quel paese eventuali successi alla fine della fiera è stato meglio così la scheda nato a longa di schiavon vicenza il 3 novembre 1942 passista scalatore alto 1,80 chilogrammi 67/68 professionista dall ottobre 1964 al 1977 2 vittorie individuali 1964 ignis 1965 ignis revue cyclisme nostalgia 15

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