Manuale di soccorso tecnico

 

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corpo nazionale vigili del fuoco corpo nazionale vigili del fuoco manuale di soccorso tecnico ad uso degli equipaggi di soccorso sanitario pagina 1-

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corpo nazionale vigili del fuoco premessa la raccolta di questi appunti è iniziata quando come vigili del fuoco in accordo con alcune strutture pubbliche e volontarie di soccorso sanitario abbiamo deciso di migliorare l integrazione tra questi due tipi di servizio lo sviluppo della motorizzazione la presenza di sostanze pericolose nella vita quotidiana prodotti infiammabili tossici esplosivi ecc gli infortuni nei luoghi di lavoro le catastrofi naturali che avvengono frequentemente hanno fatto lievitare le richieste di soccorso congiunto tecnicosanitario purtroppo ancora oggi dobbiamo lamentare interventi approssimativi e lacunosi che mettono a repentaglio la vita del soccorritore e del soccorso da qui l idea di travasare reciprocamente le esperienze tecniche e sanitarie delle componenti istituzionalmente preposte al soccorso pubblico perciò il vigile del fuoco viene addestrato al bls e al primo trattamento del paziente traumatizzato mentre agli equipaggi sanitari vengono fornite le nozioni di base per la protezione propria e per l infortunato nonché le prime azioni da compiere le pagine che seguiranno sono la raccolta di note che costituiscono un punto di partenza un bagaglio di base che ogni soccorritore sanitario deve conoscere geometra angelo molinari pagina 2-

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corpo nazionale vigili del fuoco valutare e ottenere la sicurezza sulla scena dell evento sul luogo dell evento il soccorritore si trova ad affrontare tutta una gamma d ostacoli che vanno ad interferire con la valutazione del paziente ed il conseguente processo decisionale tali difficoltà possono riassumersi in · pericolosità del luogo dell intervento incendio crollo sostanze pericolose · ambiente sfavorevole pioggia freddo caldo mancanza di spazio · condizioni disagevoli rumore buio troppa luce · luogo disagevole terreno sconnesso fango acqua rottami macerie · lavoro di équipe non coordinato 115 ­118 · numero delle vittime l équipe che interviene sul luogo dell incidente deve verificare sempre che esistano le condizioni per operare entro i limiti di sicurezza tali condizioni devono essere garantiti per i sanitari i pazienti e gli eventuali astanti se queste condizioni non esistono oppure sono dubbie sarà compito dell équipe stessa mettere in sicurezza la scena esempio autostrada con passaggio di veicoli ad elevata velocità incidente in zona con scarsa visibilità pericolo d incendio o esplosione ambiente saturo di gas esalazioni di vapori provenienti da sostante tossiche ecc comunicando alla centrale operativa la necessità di avere un eventuale supporto di componenti non sanitarie vigili del fuoco polizia stradale ecc gli uomini del servizio sanitario e i vigili del fuoco incontrandosi sul luogo del sinistro il più delle volte devono integrare il loro sforzi agendo in perfetta sintonia per il salvataggio delle vite umane operando il più delle volte in condizioni di estrema difficoltà e in ridottissimi spazi nei sinistri con numerose persone coinvolte il personale sanitario ha anche il compito di impartire agli uomini del servizio di soccorso tecnico le direttive per le priorità dei loro interventi in relazione alla quantità e gravità dei feriti ai vigili del fuoco spetta poi il compito della scelta dei mezzi tecnici che rechino ai feriti il minor danno possibile pagina 3-

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corpo nazionale vigili del fuoco il trasporto su strada delle sostanze pericolose vediamo come comportarsi quando ci troviamo di fronte ad una sostanza che si sospetta pericolosa avvisare i vigili del fuoco fornendo maggiori informazioni possibili qualora esista un reale pericolo di vita per il soccorso mettere in atto manovre e azioni di cui si ha la certezza dell efficacia ricordare che non si deve mai passare da soccorritori a soccorsi molte sostanze pericolose sono identificabili perché si manifestano esteriormente con particolari fenomeni come odore sgradevole pruriti irritazioni ecc reazione con i materiali su cui sono versati formazioni di nubi visibili formazione di ghiaccio difficoltà respiratorie ma non dimentichiamo che alcune sostanze sono inodori incolori e perciò difficilmente individuabili la più famosa è sicuramente l ossido di carbonio del quale è noto a tutti l alta tossicità e pericolosità per incendio ed esplosione per individuare le sostanze pericolose quando vengono commercializzate e trasportate è stato previsto a livello internazionale che gli autoveicoli adibiti a tali trasporti siano muniti di specifiche segnalazioni e identificazioni sono perciò previste delle etichette denominate etichette di pericolo con forma romboidale con 30 cm di lato queste etichette ci permettono di individuare la principale pericolosità della sostanza senza ulteriori approfondimenti o specifiche da sottolineare che le etichette di pericolo sono presenti oltre che sugli autoveicoli anche sugli imballaggi e sui recipienti delle sostanze stesse pagina 4-

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corpo nazionale vigili del fuoco etichette di pericolo secondo la direttiva 94/55/ce tabella non esaustiva soggetto all esplosione divisioni 1.1 1.2 e 1.3 soggetto all esplosione divisione 1.4 soggetto all esplosione divisione 1.5 materiale tossico pericolo d esplosione gas non infiammabile e non tossico pericolo d incendio liquidi infiammabili corrosivo pericolo d incendio solidi infiammabili spontaneamente infiammabile emissione di gas infiammabili a contatto con l acqua rischi diversi dagli altri materia comburente perossido organico pericolo di attivazione di incendio radioattivo vigili del fuoco ancona radioattivo i categoria radioattivo ii categoria radioattivo iii categoria pagina 5-

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corpo nazionale vigili del fuoco per meglio individuare la sostanza o le sostanze trasportate è prevista anche l installazione dei pannelli di pericolo questi hanno forma rettangolare di dimensioni 30 x 40 cm di colore arancione e realizzati con materiale che li rendono leggibili anche dopo un incendio della durata di 15 minuti il pannello è diviso in due parti che ci forniscono informazioni più precise delle etichette numero di identificazione del pericolo 2 o 3 cifre numero di identificazione della materia 4 cifre la parte superiore riporta il numero di identificazione del pericolo noto anche come numero kemler composto da due o tre cifre ciascuna delle quali caratterizza il pericolo presentato dalla materia trasportata le cifre utilizzate assumono un particolare significato indicato nella tabella seguente 2 3 4 5 6 7 8 9 emanazione di gas risultanti da una pressione o da una reazione chimica infiammabilità di materie liquide vapori e gas o materia liquida autoriscaldante infiammabilità di materie solide o materia solida autoriscaldante comburenza favorisce l incendio tossicità o pericolo d infezione radiattività corrosività pericolo di violenta reazione spontanea il raddoppio di una cifra indica un intensificazione del pericolo afferente ove compaiano invece due o più numeri differenti si vuole indicare la presenza contemporanea di più pericoli quando il pericolo di una materia può essere indicato sufficientemente da una sola cifra tale cifra deve essere completata da uno 0 pagina 6-

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corpo nazionale vigili del fuoco quando il numero di identificazione del pericolo è preceduto dalla lettera x questa indica che la materia reagisce pericolosamente con l acqua pertanto non può essere usata acqua per spegnere un incendio vediamo alcuni esempi applicativi 66 33 materia molto tossica materia liquida molto infiammabile punto di infiammabilità inferiore a 21 °c 88 materia molto corrosiva 22 gas refrigerato 423 materia solida che reagisce con l acqua con sviluppo di gas infiammabili x333 materia liquida spontaneamente infiammabile che reagisce pericolosamente con l acqua x423 materia solida infiammabile che reagisce pericolosamente con l acqua con sviluppo di gas infiammabile il numero nella parte inferiore ci svela il nome e cognome della sostanza senza rischi di confusione questo corrisponde alla numerazione onu ed è specifico per ogni sostanza vediamo quei pannelli che frequentemente troviamo sulle nostre strade 33 1203 benzina 25 1072 ossigeno 30 1202 gasolio 23 1978 propano e di notevole importanza per le squadre di soccorso dei vigili del fuoco sapere se ci sono sugli autoveicoli le segnalazioni che vi ho illustrato così da poter scegliere quali mezzi e uomini inviare in questo caso il contributo degli equipaggi delle ambulanze gli organismi preposti ai servizi di polizia stradale o anche un semplice cittadino può essere veramente prezioso pagina 7-

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corpo nazionale vigili del fuoco l ossigeno l ossigeno di tipo terapeutico nelle ambulanze viene detenuto allo stato gassoso in piccole bombole di colore verde con l ogiva bianca e tramite tubi e raccordi arriva fino alla maschera per ossigenoterapia esso è inodore e incolore pur se apparentemente innocuo questo gas presenta dei rischi per le sue proprietà di concorre attivamente nei processi di combustione qualora si verifichi una fuoriuscita nella zona circostante si forma una atmosfera arricchita di ossigeno cioè con una concentrazione superiore al 21 che tra l altro tende a persistere a lungo per il fatto che esso è più pesante dell aria poiché la combustione come vedremo nelle note successive è una reazione tra un combustibile e l ossigeno un aumento della concentrazione porta ad un aumento del pericolo d incendio inoltre l aumento della presenza di ossigeno fa diminuire l energia di attivazione innesco necessaria ad avviare la combustione perciò delle scintille che sarebbero innocue in atmosfera normale diventano pericolose in atmosfera sovraossigenata non solo con la sovraossigenazione abbiamo un aumento della velocità di combustione fino a giungere all esplosione allargamento del campo di infiammabilità e diminuzione della temperatura di ignizione per esempio la temperatura di ignizione della carta scende da 240°c a 180°c quella del cotone da 250°c a 180°c e il pvc da 315°c a 200°c l ossigeno terapeutico per usi terrestri è umidificato mediante l aggiunta di vapore acqueo mentre l ossigeno per uso aeronautico è un gas assolutamente secco questo perché essendo le bombole stivate sull aeromobile in posizione esposta a notevole escursione termica la temperatura scende di circa 2°c ogni 300 metri di altezza se fosse presente anche una piccola quantità di vapore acqueo si trasforma in ghiaccio che blocca le valvole e per l aumento di volume il ghiaccio stesso potrebbe anche criccare i manometri i tubi e l impianto di distribuzione con rischio di esplosione le bombole non vanno mai vuotate completamente così come l impianto di distribuzione deve essere lasciato in pressione per evitare l ingresso di agenti inquinanti come batteri polvere ecc pagina 8-

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corpo nazionale vigili del fuoco precauzioni e consigli per l uso sicuro dell ossigeno controllare che non vi siano perdite nelle tubazioni e nei raccordi ed eliminare subito le fughe essendo più pesante dell aria l ossigeno si concentra nelle zone basse come fosse cunicoli scantinati ecc proteggere le tubazioni flessibili ed i raccordi da strappi o schiacciamenti fare eseguire i lavori di manutenzione a personale esperto chiudere dopo l uso sempre il rubinetto sulla bombola le bombole devono essere sempre messe in un luogo protetto in modo che non possano cadere e protette dagli urti non usare alcun tipo di olio o di grasso sulle bombole e su tutti gli strumenti che sono a contatto con l ossigeno le bombole di ossigeno non devono essere esposte a temperature elevate quando vengono depositate per esempio nelle ambulanze sotto il sole d estate o stivate in stanze particolarmente calde non permettere che si fumi vicino alle attrezzature per la somministrazione di ossigeno e non usate l ossigeno vicino a fiamme libere aerare i locali ove è presente una alta concentrazione di ossigeno usare solo attrezzature studiate e concepite per essere usate con l ossigeno non tentare mai di adattare una qualsiasi altra attrezzatura che non sia costruita per questo uso assicuratevi che le sedi per la rubinetteria e le guarnizioni per l ossigeno siano in buone condizioni e realizzate con materiali compatibili con l uso dell ossigeno teflon le bombole atte a contenere ossigeno richiedo collaudi quinquennali e sono sottoposte a sabbiatura e fosfatazione interna affinché non si producano muffe e affini attenzione a non confondere le bombole contenenti ossigeno terapeutico per uso terrestre e per uso aeronautico non svuotare mai completamente le bombole e lasciate le valvole aperte per il rischio dell ingresso di agenti inquinanti polveri batteri ecc pagina 9-

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corpo nazionale vigili del fuoco la combustione la combustione è una reazione chimica che avviene tra un combustibile ed un comburente accompagnata dal rilascio di energia affinché ciò avvenga è necessaria la combinazione di tre grandezze fisiche combustibile comburente energia di attivazione o calore queste sono rappresentabili mediante un triangolo detto triangolo del fuoco il combustibile è la sostanza in grado di bruciare possiamo trovarlo allo stato solido carbone legno fibre tessili gomma materie plastiche ecc stato liquido alcool benzina gasolio vernici ecc o gassoso metano gpl idrogeno ecc nella maggior parte dei casi la reazione chimica della combustione ha inizio allo stato gassoso perché i liquidi e frequentemente anche i solidi sottoposti a riscaldamento emettono vapori combustibili il comburente è la sostanza che permette al combustibile di bruciare ed è l ossigeno contenuto nell aria vi sono poi altri comburenti molto meno diffusi come il protossido di azoto n2o il biossido di azoto no2 l ossido di azoto no ecc l energia di attivazione è il calore necessario ad elevare la temperatura della miscela combustibile comburente al di sopra di certi valori per poter avviare la combustione l innesco ci permette di introdurre un termine essenziale nella descrizione pagina 10-

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corpo nazionale vigili del fuoco del fenomeno della combustione la temperatura di ignizione o accensione che è la temperatura minima alla quale deve essere portata una sostanza combustibile perché la sua combustione si inneschi spontaneamente e da quel momento in poi possa mantenersi da sola senza ulteriore apporto di calore ogni sostanza ha la sua particolare temperatura di accensione vediamo alcune carta cotone idrofilo gomma sintetica lana tessuto legno secco nylon 240°c 250°c 300°c 205°c 215-270°c 475°c acetone alcool etere etilico benzina gasolio metano 540°c 360°c 160°c 245°c 220°c 537°c per esempio consideriamo il cerino che si accende e quindi brucia contemporaneamente abbiamo presenti i tre elementi posti ai lati del triangolo avuta la scintilla energia di attivazione questa riscalda la parte di sostanza adiacente alla capocchia del cerino che a contatto con l ossigeno dell aria miscela combustibile-comburente brucia riscalda ancora la parte di sostanza adiacente la fiamma che a contatto con il comburente ossigeno dell aria brucia e così via auto-alimentazione della combustione fino a consumarsi tutto il cerino la combustione da come risultato visibile il fuoco fornisce una grande quantità di calore e luce e genera una serie di prodotti gassosi e solidi nella combustione dei più comuni combustibili risultano essere anidride carbonica [co2 ossido di carbonio [co vapore acqueo [h2o anidride solforosa e solforica [so2 e so3 acido cloridrico [hcl acido cianidrico [hcn inoltre vi è produzione di fumo cioè particelle incombuste che può ridurre la visibilità ed ostacolare il soccorso infine le ceneri sono i residui della combustione che rimangono anche a combustione terminata pagina 11-

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corpo nazionale vigili del fuoco i fuochi vengono classificati in base alla sostanza combustibile che li genera e che hanno come comburente l ossigeno presente nell aria atmosferica perciò sono state individuate le seguenti 5 classi di fuochi fuochi da materie solide generalmente di natura organica la cui combustione avviene normalmente con produzione di braci che ardono allo stato solido fuochi da liquidi o da solidi che possono liquefarsi fuochi da gas d e fuochi da metalli fuochi di natura elettrica fornite le nozioni di base sulla combustione passiamo a vedere come intervenire in caso d incendio mediante l uso di uno strumento che deve essere presente sull ambulanza l estintore portatile la prima cosa è quella di disporre del giusto estintore e soprattutto saperlo usare e bene premettere che l estintore è esclusivamente un mezzo antincendio di pronto intervento di breve durata e pertanto va utilizzato con parsimonia l estintore deve essere tenuto a portata di mano mai occultato e può essere utilizzato con successo da chiunque purché conosca le modalità di impiego e le prestazioni cui è capace ogni estintore sempre di colore rosso porta un etichetta divisa in 5 parti ove sono contenute una serie di informazioni come tipo di estintore uno o più pictogrammi con le modalità di utilizzazione e il tipo di classe di fuoco su cui l estintore può essere utilizzato se può essere utilizzato su apparecchi sotto tensione alcune raccomandazione e dei codici identificativi del costruttore pagina 12-

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corpo nazionale vigili del fuoco in base alla sostanza estinguente gli estintori più diffusi sono ad idrocarburi alogenati adatto per motori di macchinari a polvere adatto per liquidi infiammabili ed apparecchi elettrici ad anidride carbonica idoneo per apparecchi elettrici tecnica d impiego degli estintori portatili qualunque sia l estintore e contro qualunque fuoco l intervento sia diretto è necessario attenersi alle istruzioni d uso dell estintore operate a giusta distanza per colpire il fuoco con getto efficace questa distanza può variare a seconda della lunghezza del getto consentita dall estintore e compatibilmente con l entità del calore irradiato dall incendio inoltre va tenuto presente che all aperto è necessario operare a una distanza ridotta quando in presenza di vento si possono verificare dispersione del getto dirigere il getto di sostanza estinguente alla base delle fiamme non attraversare con il getto le fiamme nell intento di aggredire il focolaio più grosso ma agire progressivamente cercando di spegnere le fiamme più vicine per aprirsi la strada per un azione in profondità una prima erogazione a ventaglio di sostanza estinguente può essere utile con alcune sostanze estinguenti a polvere per poter avanzare in profondità e aggredire da vicino il fuoco non sprecare inutilmente sostanza estinguente soprattutto con piccoli estintori adottare pertanto se consentito dal tipo di estintore una erogazione intermittente pagina 13-

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corpo nazionale vigili del fuoco nel caso di incendio all aperto in presenza di vento operare sopra vento rispetto al fuoco in modo che il getto di estinguente venga spinto contro la fiamma anziché essere deviato o disperso nello spegnimento di un liquido infiammabile l azione estinguente va indirizzata verso il focolaio con direzionalità e distanza di erogazione tale che l effetto dinamico della scarica trascini la direzione delle fiamme tagliandone l afflusso dell ossigeno occorre fare molta attenzione a non colpire direttamente e violentemente il pelo libero per il possibile sconvolgimento e spargimento del combustibile incendiato nel caso di combustibili solidi l angolo d impatto deve risultare più accentuato per migliorare la penetrazione della polvere estinguente all interno delle zone di reazione in ogni caso si dovrà prestare attenzione perché l effetto dinamico dell estinguente potrebbe causare la proiezione di parti calde e infiammate generando la nascita di altri focolai a volte l azione estinguente risulta complessa e la direzione del getto del materiale estinguente richiede continue variazioni per raffreddare zone diverse tutte concorrenti alla generazione dell incendio pagina 14-

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corpo nazionale vigili del fuoco attenzione il focolaio appena spento non va abbandonato se non dopo un periodo di tempo tale che non possa riaccendersi non dirigere mai il getto contro le persone anche se avvolte dalle fiamme l azione delle sostanze estinguenti sul corpo umano specialmente su parti ustionate potrebbe fra l altro provocare conseguenze peggiori delle ustioni in questo caso ricorrere all acqua oppure al ben noto sistema di avvolgere la persona in coperte o indumenti pagina 15-

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