Margherita e il corvo, di Enrico Falconcini

 

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edu edizioni drawup www.edizionidrawup.it collana orme

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collana orme margherita e il corvo di enrico falconcini proprietà letteraria riservata ©2012 edizioni drawup latina lt viale le corbusier 421 email redazione@edizionidrawup.it sito www.edizionidrawup.it progetto editoriale edizioni drawup direttore editoriale alessandro vizzino grafica di copertina roberto di mauro per edizioni drawup i diritti di riproduzione e traduzione sono riservati nessuna parte di questo libro può essere utilizzata riprodotta o diffusa con qualsiasi mezzo senza alcuna autorizzazione scritta i nomi delle persone e le vicende narrate non hanno alcun riferimento con la realtà isbn 978-88-98017-26-3

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enrico falconcini margherita e il corvo quasi una storia del pensiero evoluzionistico

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ad alice e serenella

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se vogliamo quindi porci la domanda di sempre perché esistiamo una maggior parte della risposta relativa a quegli aspetti che la scienza in generale può trattare dev essere perché la pikaia sopravvisse alla decimazione di burgess stephen jai gould la vita meravigliosa ed feltrinelli 1990

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parte prima dai physiologoi a darwin

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1 margherita e il vecchio trombone «non da quel vecchio trombone!» il tono di margherita maggioni non ammetteva repliche ma sua madre anna che non aveva nessuna sensibilità per le affermazioni decise replicò tranquillamente «questo non mi pare un bel modo per definire tuo nonno.» «non è una mia definizione sei tu che lo chiami sempre così mamma.» l affermazione era tale da imbarazzare ma anna non aveva sensibilità neanche per le precisazioni storiche e se imbarazzo c era nella sua voce non era facile accorgersene «certo signorina può essere che in passato io abbia usato pochissime volte e certamente in situazioni che le giustificavano espressioni simili rimane che tuo nonno è una persona colta e per anni ha insegnato matematica e scienze materie nelle quali ti può aiutare perché tu da sola a quanto pare non brilli » «solo perché gli inutili proff di queste strainutili materie ce l hanno su con me.» nel dirlo la quasi quattordicenne margherita prima liceo un anno anticipato si alzò impettita in tutto il suo imponente metro e cinquantaquattro di statura manifestando una veemenza nella quale si leggeva un chiaro e doloroso sdegno tuttavia sua madre che aveva poca sensibilità rispetto ai toni perentori e nessuna per le situazioni imbarazzanti ne aveva ancor meno per i gesti sdegnosi e se ne andò dalla cameretta della figlia pronunciando queste precise parole «allora siamo d accordo comincerai giovedì tuo nonno ti aspetta a casa sua alle sedici.» e scandendo bene l orario chiuse dietro di sé porta e conversazione naturalmente margherita non era per niente d accordo ma se c è una cosa che le deve essere riconosciuta è che ha sempre saputo quando una battaglia è persa com era da aspettarsi il giovedì venne e arrivarono anche le ore 16 allo scoccare della fatidica ora margherita scese dall autobus numero cinque e s incamminò con passo non proprio deciso verso la casa dei nonni paterni che era a poche centinaia di metri i nonni erano in giardino quando arrivò dopo la consueta acco11

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margherita e il corvo glienza umidiccia di troppi baci suo nonno umberto si sentì in dovere di commentare con la sua voce da baritono sfiatato «sbaglio o sei un po in ritardo?» davvero un odioso trombone anche nonna rosa sempre dolce e protettiva con la nipotina guardò il marito con aria di rimprovero nonno umberto si lisciò la testa pelata con una mano e sorrise «non volevo essere spiacevole ma credo che tu sia venuta con l autobus numero cinque.» «certo» rispose margherita «è uno dei pochi che viene in questa landa desolata.» «sì ma ci viene anche il ventotto che passa da casa tua dieci minuti dopo il cinque ma arriva cinque minuti prima perché fa un giro più corto sarebbe come dire che potevi prendertela con più comodo ed essere puntuale se solo tu avessi analizzato le possibilità a tua disposizione.» margherita che era una ragazzina molto perspicace replicò «vuoi sottintendere analizzato scientificamente so a cosa miri nonno è un vecchio discorso ci vuol ben altro a convincermi dell utilità dei numeri e delle tue orride e disumane scienze » il nonno parve stranamente soddisfatto di quella risposta alla quale non replicò sarebbe inutile raccontare la noiosissima ora seguente fatta di problemi incomprensibili numeri insensati e segni sbagliati margherita era vagamente consapevole che il nonno era capace di spiegazioni semplici e molto chiare ma si limitava a seguirne meccanicamente le indicazioni l unica cosa che contava per lei era che il tempo scorresse e com è noto in quanto a scorrere il tempo accontenta sempre tutti «sono già le cinque e dieci» disse il nonno «mi pare che per oggi possa bastare anche se non sono molto contento di te margherita sei una ragazzina molto intelligente e certi tuoi sbagli » «forse nonno non sono così intelligente come credi » «comincio ad avere il sospetto che tu lo sia molto di più tuttavia da sola l intelligenza non sempre è sufficiente prendi il diario ti assegno alcuni compiti per la prossima volta.» 12

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enrico falconcini «ma ho già quelli di scuola » «che puntualmente non fai prendi il diario.» il diario di margherita come quello di tutte le ragazzine era pieno di disegni dediche e bigliettini colorati quando lo aprì un foglietto scivolò dalle pagine il nonno lo raccolse «non vorrai leggerlo spero.» il viso di margherita era più rosso di un pomodoro rosso «stai tranquilla lo leggerò solo se me lo permetterai » margherita per un attimo temette che fosse la lettera sdolcinata che le aveva mandato quello sgorbio anoressico di claudio selmi poi vide di cosa si trattava e respirò sollevata « ma sì questo puoi anche leggerlo » a quel tempo e parliamo di un tempo remoto non c era quasi nulla sulla nostra terra non c erano gli uomini non c erano le piante e non c erano gli animali a quel tempo c erano solo il corvo e sua moglie che si erano creati da soli il resto del mondo era deserto e freddo era grigio e noioso il tempo passava il sole e la luna nascevano e tramontavano sui suoli deserti e sulle acque sterili senza che nulla accadesse infine la moglie del corvo decise che così non poteva più andare avanti che la loro vita era noiosa e che era giunto il momento di non vivere più soli il corvo e la moglie bisticciarono a lungo e la moglie disse al marito di andare fuori di creare qualcosa per avere almeno un po di compagnia nelle lunghe notti buie tuttavia dovete sapere che corvo era pigro e non aveva voglia di fare nulla perché in fondo a lui il mondo stava bene così dopo ogni litigio diceva alla moglie per placarla «adesso calmati e riposa a cambiare le cose ci penserò domani se ne avrò voglia.» le cose andarono in questo modo molto molto a lungo finché un mattino al risveglio il corvo trovò sua moglie profondamente cambiata non aveva più le lucide nere penne ma una pelle nuda e chiara non aveva più zampe ma lunghe gambe con dieci dita e la 13

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