UN PICCOLO PASSO CHE INDICA UNA STRADA POSSIBILE

 

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UN PICCOLO PASSO CHE INDICA UNA STRADA POSSIBILE

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un piccolo passo che indica una strada possibile riportiamo la sintesi di un interessante saggio del prof marco vitale che verrà pubblicato nel n 4 di iustitia la rivista dei giuristi cattolici si conclude con un incoraggiante riferimento a ilef giudicato come un piccolo passo che indica una strada possibile crisi economica e attualitÀ del pensiero cristiano e cattolico in campo sociale ed economico ma a ben considerare sembra che tutto resti ancora da fare il lavoro comincia oggi e non finisce mai paolo vi enciclica ecclesiam suam alla ricerca di ciò che unisce ho scarsissimo interesse verso quei cartelli elettorali che cercano di riunire e rianimare i cattolici moderati intorno a qualche forma di aggregazione di tipo sostanzialmente elettoralistica essi pongono necessariamente in primo piano i temi di schieramento cadendo così in una pura logica parlamentare e nazionale È necessario invece partire dal pensiero socio-economico cattolico come valore universale e della necessità di un suo vigoroso ricupero e aggiornamento per contribuire a correggere anche attraverso lo stesso le drammatiche disfunzioni di pensiero e operative del finanzkapitalismus messe definitivamente in luce dalla crisi mondiale che ci comprime da ormai mezzo decennio È mia tesi che il pensiero socio-economico cattolico sia insieme all economia sociale di mercato di matrice tedesca e al liberalismo sociale alla einaudi e röpke uno dei pochi filoni di pensiero che escono rafforzati dalla crisi1 È l assenza di questa consapevolezza che indebolisce alla radice il significato dei vari todi e todi 2 il punto centrale è invece quello di ricuperare valorizzare attualizzare questo pensiero facendo emergere la base valoriale comune anche di personaggi che al loro tempo furono considerati irriducibili avversari come esempio di questo approccio riprendo la conclusione di quanto ho scritto recentemente su due grandi pensatori ed operatori politico-sociali cattolici del `900 giorgio la pira e don luigi sturzo dopo aver analizzato ciò che li separa e ciò che li unisce2 concludevo affermando ho approfondito questa tesi nella postfazione al libro economia sociale di mercato di luisa bonini intitolata l economia sociale di mercato e la dottrina sociale della chiesa esd 2012 2 intervento al convegno di studio l attualità di giorgio la pira uomo politico e cristiano napoli basilica di san gennaro extra moenia 13 aprile 2012 il mio intervento era intitolato luigi sturzo e giorgio la pira due visioni per un solo obiettivo il bene comune 1

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abbiamo visto che le divergenze tra la pira e sturzo in materia di gestione e politica economica furono forti e contrassegnate da momenti di grande asprezza ma oggi dopo l opera decantatrice della storia forse siamo in grado di vedere quelle divergenze con maggiore obiettività forse oggi anche con l aiuto della grande crisi nel mezzo della quale ci aggiriamo smarriti il pensiero e l ispirazione di fondo dei due grandi pensatori e operatori sociali e politici cattolici possono apparirci più vicini di quanto comunemente si creda e soprattutto di quanto essi stessi credettero forse oggi la pira sarebbe più sensibile al tema delle tre male bestie di sturzo forse avrebbe attenuato la sua fiducia che tutto ciò che è pubblico è per ciò stesso buono forse oggi sturzo dopo i grandi salvataggi bancari soprattutto americani e inglesi che hanno per ora salvato l economia occidentale da una grande catastrofe sarebbe meno rigido nel vedere in ogni intervento pubblico la mano del demonio socialista ma si batterebbe perché a questi salvataggi corrisponda una chiamata di responsabilità ed una correzione delle degenerazioni comportamentali e istituzionali che li hanno resi necessari forse sturzo oggi sarebbe contento di come è andata con la nuova pignone e sulla scorta di questa vicenda si renderebbe maggiormente conto che al di là del rigore delle cifre e dei bilanci ci sono uomini e donne strutture e competenze che è giusto difendere e cercare di far rifiorire a nuova vita e che talora le visioni appassionate dei la pira valgono di più del rigore contabile dei contafagioli ma entrambi sarebbero in prima linea insieme per battersi contro questa economia che sta facendo l ultimo sforzo decisivo per renderci tutti schiavi dei signori del denaro per distruggere ogni umanità ogni socialità ogni rispetto per l uomo e per la sua dignità e libertà sarebbero entrambi in prima linea per difendere la loro e la nostra costituzione guidati ed ispirati dall umanesimo economico cristiano che è la speranza dell europa e del mondo È questo il dono che l europa porta ad un mondo umiliato e sottomesso dai signori del denaro per difendere e dispensare questo dono abbiamo bisogno di profeti per questo abbiamo bisogno di entrambi dell utopista e sognatore la pira del rigoroso e ispirato don sturzo abbiamo vissuto a lungo le profonde incomprensioni che ci sono state tra la chiesa e il pensiero moderno e liberale sui temi dell economia inutile negarlo da parte della chiesa nei fatti negli atteggiamenti informali ma mai nelle encicliche si è a lungo coltivata una forte preferenza per le soluzioni di impronta collettivista e socialista ed una profonda diffidenza verso il mercato verso l impresa e i suoi meccanismi da parte dell economia liberale si è invece alimentata una grossolana ignoranza della dsc ed una sorta di disprezzo intellettuale della parola della chiesa l economia sociale di mercato vede nella libera formazione dei prezzi sul mercato un cardine irrinunciabile di una economia sana perché garantisce la più vantaggiosa allocazione delle risorse e vede lo stato limitato a fare da arbitro del processo economico mai agendo da attore se non in casi rari e circoscritti sempre bilanciati da opportuni contrappesi

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È un pensiero che si incrocia in più punti con quello della dottrina sociale della chiesa come analizzo nella citata postfazione due tradizioni che mettono al centro l uomo i suoi valori la sua dignità con le sue più profonde esigenze morali e spirituali senza però sacrificare le esigenze di un economia sana e rigorosa due tradizioni di grande equilibrio che trovano entrambe una rinnovata attenzione proprio nei nostri anni in cui il fondamentalismo di mercato e la finanziarizzazione forsennata dell economia ci hanno portato a questa crisi gravissima apparentemente senza via d uscita ma queste tradizioni ci indicano anche la via d uscita dsc e economia sociale di mercato dice il concilio vaticano ii l uomo è l autore il centro e il fine di tutta la vita economicosociale 3 e il primo articolo della costituzione tedesca intitolato dignità della persona al primo paragrafo statuisce la dignità della persona umana è inviolabile rispettarla e proteggerla è dovere di ogni potere statuale dice la dsc che la proprietà privata è individuale e libera ma deve essere diffusa ed i beni in proprietà hanno una sorta di ipoteca a favore della loro destinazione universale e l art 14 della costituzione tedesca statuisce che la proprietà è libera e garantita dalla legge ma precisa che la proprietà crea degli obblighi il suo uso deve essere utile anche all insieme della collettività 4 la dsc considera fondamentale il principio di solidarietà e l art 20 comma 1 della costituzione tedesca stabilisce la repubblica federale tedesca è uno stato democratico e sociale dove dunque il principio di solidarietà è eretto a immutabile5 principio costituzionale altri incroci tra le dottrine dell ordoliberalismo la sua realizzazione nella forma di economia sociale di mercato e la dsc sono certamente identificabili come scrive wilhelm röpke ma forse è più utile fermarsi ai tre pilastri che abbiamo citato dignità della persona destinazione universale dei beni e diffusione della proprietà stato sociale e principio di solidarietà È intorno a questi tre pilastri che è possibile alzare un muro di difesa contro la perversione del finanzkapitalismus che alimentato dall ideologia del neocapitalismo sta continuando la sua opera distruttiva sostenuto dai centri di pensiero dominanti È intorno a questi tre pilasti che si può andare al contrattacco per sviluppare un pensiero atto a guidarci fuori dalla barbarie e dal totalitarismo intellettuale del finanzkapitalismus a farci uscire dallo stato servile e dall umiliazione dell egitto ed a muovere verso il paese dove scorre latte e miele gli avvenimenti di cronaca nera finanziaria che hanno avvelenato i nostri paesi negli ultimi dieci anni sono solo la manifestazione più vistosa di una degenerazione che prima ancora che gaudium et spes n 63 già aristotele insegnava ordunque è meglio come ben si vede che la proprietà sia privata ma si faccia comune nell uso abituare i cittadini a tal modo di pensare è compito particolare del legislatore 5 l art 20 come il già citato art 1 sulla dignità umana godono della c.d garanzia dell eternità ewigkeitengarantie perché grazie all art 79 comma 3 non possono essere mutati da alcuna maggioranza parlamentare 4 3

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morale è intellettuale perché sono i parametri fondamentali del sistema e del pensiero economico che vanno profondamente riformati e rifondati la partita in gioco non è più fatta di minuetti sul concetto astratto di mercato o di profitto la partita in gioco è se e come riusciremo a salvate la democrazia lo stato di diritto e un decente benessere se riusciremo a ricostruire un economia umana ed al servizio dell uomo di tutto l uomo e di tutti gli uomini se riusciremo a salvare lo stato sociale alleggerito di tutte le degenerazioni assistenzialistiche se sapremo far regredire le dimensioni mostruose assunte dall azione diretta dello stato e certamente in italia se sapremo riportare il concetto di responsabilità personale nel ruolo essenziale che gli compete È un compito immane per il quale abbiamo bisogno non solo di visione e di capacità creativa proiettate sul futuro ma abbiamo bisogno di ricuperare come guida e puntello tutto ciò che di buono ci riviene dal passato e certamente la dsc e l economia sociale di mercato singolarmente ed ancor più se unite tra loro appartengono a questa categoria di cose buone e tanto per incominciare occorre iniziare a studiarle entrambe seriamente solo queste dottrine reggono alla bufera della crisi e solo il pensiero cristiano unito a quello derivante dall autentico liberalismo europeo possono guidare questo immane compito questo e non altro è il compito dei cristiani e dei cattolici oggi in campo socio-economico e politico cattolici e politica italiana se si concorda con l analisi sin qui condotta e con la conclusione del paragrafo precedente non sorprenderà il dichiarato scarso interesse di chi scrive verso le confuse ammucchiate con le quali alcuni cattolici uniti ad altri sedicenti tali tentano di ricuperare un ruolo nel marasma della politica italiana prive di pensiero di obiettivi politici definiti di omogeneità di rigore morale ed operativo queste ammucchiate assomigliano più a divertenti riunioni dopolavoristiche che ad altro già l etichetta che si sono dati cattolici moderati fa sorridere in questi tempi di ferro e di fuoco in questi tempi che tutto sono meno che moderati se questa etichetta viene applicata con un minimo di coerenza il club non potrebbe accettare padre davide turoldo né maritain né san francesco né la pira né don sturzo né rosmini né dante condannato ad essere arso vivo per opposizione al papa baratteria illeciti lucri prima di essere definito nel 1921 poeta cristiano né tanti altri cristiani e cattolici che proprio per non essere moderati ma per aver combattuto con candore e coraggio i mali del loro tempo hanno lasciato un segno indelebile nel mondo da queste ammucchiate senza consistenza che mettono insieme sindacalisti da operetta con autorevoli ancorché periferici esponenti del finanzkapitalismus e che si muovono sotto l occhio vigile della chiesa romana senza quella autonomia laica che ci hanno insegnato una volta per tutte sturzo e de gasperi ben difficilmente emergerà la possibilità di sviluppare un pensiero che rappresenti un efficace risposta cristiana e cattolica ai problemi del nostro tempo feroce allora come sempre la diagnosi è meno difficile della terapia.

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in primo luogo è necessario che ognuno individualmente e nelle organizzazioni sociali e culturali in cui opera si impegni per contribuire allo sviluppo di un pensiero forte alternativo a quello del finanzkapitalismus che domina il mondo la dsc è una base indispensabile e preziosa per questo sforzo ma va sviluppata e incorporata in direzioni concrete di lavoro e questo è compito dei laici cristiani e cattolici e delle loro organizzazioni culturali come con la rerum novarum che portò ad un fervore di pensiero e di iniziative cattoliche che portarono in tutta europa allo sviluppo del movimento delle democrazie cristiane ora partendo da documenti di significato non minore come la centesimus annus e la caritas in veritate dobbiamo contribuire a far nascere un pensiero nuovo e forte se questo pensiero ci sarà le vie per tradurlo in azione politica si troveranno se questo pensiero sarà assente le ammucchiate non solo non serviranno a niente ma saranno dannose ciò non esclude che nascano da subito movimenti politici laici ma di ispirazione cristiana dotati di una specifica personalità e organizzazione che cerchino di portare nella battaglia politica i principi dell umanesimo cristiano È questo il caso di italiani liberi e forti un vero e proprio partito generato dal ciss centro internazionale studi sturzo dove per quasi un ventennio si è continuato a studiare il retaggio di don sturzo che è un partito laico di espressa ispirazione cristiana che inquadra il suo pensiero e la sua azione nei principi della dsc che ha uno statuto un codice etico rigoroso che rifiuta ogni contributo finanziario pubblico e pone un tetto di 10.000 euro per ogni singolo contributo privato che è nemico dichiarato del finanzkapitalismus e si inquadra nel ricco filone del cattolicesimo ­ liberale che ha già sezioni attive in molte città e che si è coraggiosamente cimentato elettoralmente per la prima volta nelle regionali di sicilia portando come candidato gaspare sturzo pronipote di don sturzo e magistrato di valore che nonostante il breve tempo a disposizione un totale boicottaggio della grande stampa lo sperpero di denaro profuso dagli altri candidati ed il rigore del programma che nulla ha concesso alla demagogia populista ha ottenuto un voto di testimonianza un piccolo passo che indica una strada possibile marco vitale www.marcovitale.it milano 30 ottobre 2012 scritto per iustitia

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