Una illustre sconosciuta: La Dottrina Sociale della Chiesa

 

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Una illustre sconosciuta: La Dottrina Sociale della Chiesa

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agostino greggi una illustre sconosciuta la dottrina sociale della chiesa ···· ···· c entro i nternazionale s tudi luigi s turzo circ trionfale 34 00195 roma www.centrosturzo.it ciss@centrosturzo.it

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3 perchÉ illustre sconosciuta forse un titolo così lapidario e pessimista non è mai stato dato ad un libro sulla dottrina sociale della chiesa ma il c.i.s.s non è pessimista disubbidirenuno a don sturzo che ci ha insegnato che un cristiano non può essere pessimista se crede davvero in dio e quindi nella vita eterna il nostro vuole essere un titolo realista e di stimolo alla conoscenza e attuazione della dottrina sociale della chiesa lo si capisce subito leggendo i nove articoli dell on agostino greggi un autentico cristiano per quanto dice per quanto scrive e per quanto fa sono articoli scritti per la nostra rivista rinascimento popolare negli ultimi tre anni l obiettivo non può che essere costruttivo ma vogliamo partire dall amara constatazione che tanta saggezza della chiesa veramente mater et magistra non è stata recepita da molti cattolici in politica soprattutto per la distrazione di questi un peccato di omissione dovuto alla mancanza di studio e quindi di cosciente riflessione su grandi verità scritte per l uomo cioè per migliorarne la sua vita e non per restare lettera morta nelle biblioteche fa impressione leggere il mea culpa di un famoso economista di sinistra paolo sylos labini in un articolo pubblicato in prima pagina da la repubblica il 29 novembre 1999 carlo marx è vero era un personaggio geniale ma bisogna aggiungere purtroppo ha responsabilità terrificanti ha visto come motore della storia la lotta di classe che per essere efficace doveva essere mossa dall odio di classe ha coniato il concetto di dittatura del proletariato che è servito da alibi per le più sanguinarie dittature che senza quell etichetta sarebbero state subito bollate per quel che erano ha dichiarato largamente impraticabile la civile via delle riforme per risolvere i problemi sociali anche i più difficili non era mosso da amore per il proletariato che non conosceva ma da orgoglio luciferino non è incredibile che un economista di sinistra giunga con tanto ritardo a questa confessione e a capire i pericoli di una diabolica ideologia che leo,ne xiii aveva capito subito pericoli ribaditi in tutte le encicliche sociali e invece incredibile che negli anni 50 tanti cattolici in politica siano caduti nella trappola marxista dell apertura a sinistra pur avendo nel patrimonio culturale del ppi prima e della dc dopo i preziosi valori e principi espressi con tanta chiarezza nella dottrina sociale cristiana valori e principi che non potevano coniugarsi con l ideologia socialista essendo del tutto opposti a questa invece di dire ai partiti di sinistra dovete essere voi a venire verso il centro rinnegando le vostre dannose idee classiste e demagogiche all inizio degli anni 60 il vertice della dc decise di spostarsi dal centro verso sinistra tradendo i valori e i principi per i quali tanto si batté don sturzo nel portare i

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4 cattolici in politica i risultati di questo tradimento li abbiamo sotto gli occhi nella confusa e scristianizzata italia di ime 20° secolo se è vero che il buon governo nasce dalla buona cultura l italia non poteva che trovarsi in questo pericoloso stato confusionale e materialista dopo 40 anni di predominio di una cattiva cultura oggi condannata dagli stessi uomini di sinistra almeno da quelli intellettualmente onesti ma più che di tradimento è forse preferibile parlare di ignoranza anche se per un vero cristiano la dottrina sociale della chiesa dovrebbe essere legge e si sa che ignorantia legis non excusat da convinti sturziani ci piace concludere con due riflessioni di don sturzo scritte in occasione del 60° anniversario della rerum novarum l impostazione leoniana è oggi valida come ieri e resta un monito a coloro cattolici compresi che per strafare e per non avere la pazienza delle conquiste graduali e solide invocano lo stato a diritto e rovescio pregiudicando la causa della libertà sulla quale poggia sostanzialmente anche la causa della elevazione operaia il cristiano desidera eliminare i reciproci egoismi per arrivare all intesa e alla collaborazione fra le classi il marxista comunista o no punta sulla lotta di classe per arrivare all unicità della dittatura de/lavoro politicamente burocratizzato da mattino la rivoluzione costruttiva della rerum novarum di luigi sturzo 15 maggio 1951 oggi c è chi invoca più coraggio da parte dei cattolici in politica in quanto depositari di iniziative coraggiose e d avanguardia come di recente ha sostenuto il card mattini purtroppo ieri quel coraggio o incoscienza è stato utilizzato per promuovere iniziative di retroguardia fondate su una cultura contraria alla libertà e quindi alla responsabilizzazione dell uomo n monito sturziano di avere la pazienza delle conquiste graduali e solide non è stato ascoltato oggi c è chi vede l italia frenata dagli eccessi dello statalismo di ieri e dalla pesante burocrazia lo dice il socialista giuliano amato altro monito sturziano non ascoltato come ha fatto don sturzo ad essere così profeticamente nel giusto non è farina del mio sacco era solito dire devo tutto al vangelo e alla dottrina sociale della chiesa il c.i.s.s è convinto che se non si riparte da questa semplice verità invano faticheranno i costruttori rivolgiamo un sentito ringraziamento al nostro socio on agostino greggi per la chiarezza e per la convinzione con cui ha scritto i nove articoli qui riportati nella speranza che contributi preziosi come il suo possano finalmente fare della dottrina sociale cristiana una illustre conosciuta da chi ha la più grande delle responsabilità quella di fare politica come atto di carità giovanni palladino presidente centro internazionale studi luigi sturzo dicembre 1999

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5 indice introduzione perché illustre sconosciuta la verità intera sull uomo una dottrina quattro partiti rerum novarum una voce in difesa dei senza voce tutti proprietari non tutti proletari quadragesimo anno la chiesa ha ancora ragione senza sussidiarietà non esiste democrazia urge una politica di vera ispirazione cristiana una vera società del lavoro libero dell impresa e della partecipazione la stretta alleanza fra intelligenza capitale e lavoro pag 3 6 10 14 21 27 32 36 43 50

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6 la veritÀ intera sull uomo da rinascimento popolare gennaio 1997 nel gennaio 1972 fu costituito a roma il comitato romano pro pontifice per ricordare in particolare la memoria di pio xii e l opera di paolo vi dopo l elezione di giovanni paolo ii di fronte all evidente impulso all impegno sociale e morale dei cattolici quale risultava chiaramente dall enciclica redemptor hominis il comitato si fece promotore nel novembre 1982 del segretariato nazionale reagire per la difesa morale della famiglia il 29 novembre 1982 giovanni paolo ii concesse un udienza ai 600 partecipanti all assemblea di fondazione pronunciando un discorso sui problemi della moralità pubblica nel maggio 1983 fu poi creato il centro studi redemptor hominis per la diffusione della dottrina sociale della chiesa alla costituzione del centro che organizzò il 5 novembre dello stesso anno il primo convegno nazionale di studio dal titolo la dottrina sociale della chiesa esiste ed impegna parteciparono qualificatissimi cattolici ecclesiastici e laici tra i quali padre agostino trapè padre raimondo spiazzi l on raimondo manzini il prof agostino maltarello il prof augusto del noce l ing filippo pocci il prof giovanni gozzer il prof gianfranco morra il prof vitaliano rovigatti l avv fernando della rocca presidente l on agostino greggi segretario nel convegno furono ricordati i fondamentali principi e valori della dottrina sociale cristiana questa secondo l insegnamento di giovanni xxiii nella mater et magistra fu rivendicata come parte integrante della concezione cristiana della vita unanime fu fin da allora la convinzione che fondamento e ime della unità dei cattolici dovesse essere non tanto l adesione ad un partito quanto l unità intorno alla dottrina sociale cristiana per la sua diffusione e progressiva attuazione È passato un quarto di secolo l insegnamento sociale della chiesa dopo il concilio si è arricchito ed affinato nel magistero dei pontefici con altre en cicliche accompagnate anche da importanti documenti e discorsi sui temi del concilio fra questi discorsi importantissimo fu quello del 31 ottobre 1981 che pubblichiamo qui di seguito per aiutare il cattolicesimo sociale italiano a uscire e a far uscire l italia da una stagione drammatica e traumatica parafrasando una celebre frase potremmo oggi dire che molto è perduto ma l essenziale è rimasto e rimarrà la realtà storica dell unica superiore dottrina sociale fondata sulla verità intera dell uomo che per dirla con giovanni paolo ii può garantire sulla roccia e non sulla sabbia delle ideologie totalmente fallite oppure largamente deficitarie e

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7 con urgenza da correggere la necessaria ricostruzione sociale economica e politica ma anzitutto morale della nostra amatissima italia verso la quale i cattolici hanno particolarmente oggi doveri da assolvere e mezzi tutto particolari da mettere a disposizione concludo con un sentito ringraziamento agli amici del c.i.s.s e a don sturzo che ci sta sicuramente seguendo dal paradiso per aver permesso a me e ad altri di riprendere con fiducia un opera già avviata anni fa tutto questo ringraziando dio per due grandi sentimenti che giustificano ogni impegno e sacrificio la passione per l italia e l amore per la chiesa va ricostruita l unitÀ tra fede eimpegno sociale discorso rivolto da giovanni paolo ii il31 ottobre 1981ai partecipanti al convegno promosso dalla c.e sul tema «dalla rerum novarum ad oggi la presenza dei cristiani alla luce dell insegnamento sociale della chiesa» cari fratelli e sorelle l sono lieto di porgere il mio cordiale saluto a tutti voi delegati delle diocesi italiane e delle associazioni cristiane che siete convenuti a roma nel segno della novantesima ricorrenza anniversaria dell enciclica rerum novarum del mio predecessore leone xiii recentemente ricordata anche dalla mia lettera laborem exercens l iniziativa indetta dalla commissione della ce per i problemi sociali e il lavoro è degna di compiacimento perché intende dare un aiuto alle comunità cristiane ed ai singoli cristiani in ordine ad una loro presenza sempre più coerente nella realtà sociale italiana come infatti ha insegnato il concilio vaticano ii «la dissociazione che si constata in molti tra la fede che professano e la loro vita quotidiana va annoverata tra i più gravi errori del nostro tempo non si crei perciò un opposizione artificiale tra le attività professionali e sociali da una parte e la vita religiosa dall altra · gaudium et spes 43 secondo il concilio la dissociazione fra la fede da una parte e il proprio impegno sociale dall altra è un errore poiché implica e presuppone una concezione della fede non conforme alla tradizione della chiesa e una visione del uomo non unitaria né completa a ragione perciò i padri conciliari hanno parlato di una opposizione artificiale cioé non fondata sulla verità intera della persona umana questo insegnamento conciliare è molto ricco di conseguenze che devono orientare il cristiano nel suo impegno sociale solo quando il cristiano conserva fedelmente la propria identità sarà in grado di dare il suo apporto specifico alla costruzione di una società che sia veramente conforme alla misura intera della verità e della dignità della persona umana il cristiano così forte di questa sua identità potrà più efficacemente confrontarsi con quanti altri sono impegnati a concorrere alla edificazione della medesima società ed al vero progresso dell uomo diversamente egli diventa quel sale insipido di cui parla il van-

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8 gelo buono solo ad esser gettato via e calpestato dagli uomini cfr mt 5 13 e lumen gentium 33 la coerenza con la propria fede non solo non impedisce al cristiano di esser presente ed impegnato nella costruzione della società ma questa coerenza vissuta senza compromessi assicura dentro alla città degli uomini la presenza di una luce di una verità di una vita nella quale i rapporti sociali nascono e si costruiscono sul riconoscimento della dignità deu uomo sta in questo la responsabilità della comunità cristiana se essa non è se stessa se non realizza una presenza autentica viene a mancare alla società da parte dei cristiani ciò che le consente di essere una vera comunità di persone l unità più importante che oggi si deve continuamente ricostruire è quella tra fede ed impegno sociale per evitare quella dissociazione o opposizione artifi ciale di cui parla il concilio 2 se cerchiamo di scoprire le radici di tale dissociazione non ultima fra esse si pone l idea che la fede non offra reali orientamenti per guidare l impegno del cristiano nella società criteri oggettivi di valutazione per la coscienza ma come ancora il concilio vaticano il insegna «solamente nel mistero del verbo incarnato trova vera luce il mistero dell uomo cristo proprio rivelando il mistero del padre e del suo amore svela anche pienamente l uomo a se stesso e gli manifesta la sua altissima vocazione gaudium et spes 22 la fede quindi porta a compimento purificando/o da eventuali errori quanto anche la ragione umana può conoscere dell uomo e precisamente l intera verità dell uomo con le esigenze morali incondizionate ed assolute che ne scaturiscono costituiscono l orientamente primo e fondamentale delle scelte concrete del cristiano impegnato nella società «se la soluzione o piuttosto la graduale soluzione della questione sociale che continuamente si ripresenta e si fa sempre più complessa deve essere cercata nella direzione di rendere la vita umana più umana laborem exercens 3 allora è facile comprendere che ogni incertezza ambiguità compromesso nel campo della visione deu uomo ha effetti assai negativi in ogni aspetto della vita sociale né si deve pensare che riferirsi alla verità sull uomo ed alle esigenze incondizionate da essa conseguenti abbia scarsa incidenza sulla soluzione dei problemi quotidiani e concreti posti dalla società al contrario ogni rapporto sociale nella sua sostanza etica consiste precisamente nel riconoscimento della dignità di ogni uomo nel riconoscere a ciascuno realmente il suo esser persona se il cristiano dunque non si lascia guidare nella sua attività sociale da questa visione dell uomo egli potrà anche elaborare soluzioni parziali e tecniche di singoli problemi ma in ultima analisi non avrà resa più umana la società ma solo al massimo tecnicamente più efficiente l organizzazione sociale alla luce di questi essenziali richiami comprendiamo il dovere-diritto del magistero nei riguardi del problema sociale chiamati come sono a rendere testimonianza alla verità i pastori della chiesa hanno da cristo stesso la missione e l autorità di dire all uomo la verità intera sull uomo e le esigenze di questa

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9 verità cfr discorso di apertura ai vescovi di puebla n 9 queste esigenze in quanto scaturiscono dalla p erenne identità della persona umana trascendono ogni situazione storica e proprio per questo sono capaci di guidare l impegno del cristiano in ogni luogo e tempo essendo questi chiamati ad

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10 una doitrina quaitro partiti da rinascimento popolare febbraio 1997 nel numero 19 ottobre 1996 nella rubrica dialoghi la rivista liberai presenta l intervento principale di ernesto galli della loggia come un osservazione ed un interrogativo una dottrina molti partiti è l osservazione quanto può durare è l interrogativo riporta poi la risposta drastica di pietro scoppola può durare il tempo della tran sizione dopo potrebbero scomparire i riferimenti sono ovviamente l attuale fase politica considerata transitoria la dottrina sociale cristiana ed i partiti quattro a livello nazionale ppi ccd cdu cristiano-sociale che ad essa dichiarano di ispirarsi cioè dopo tangentopoli e dopo la legge elettorale maggioritaria che maggioritaria non è i cattolici sarebbero da considerare in una condizione equivoca una dottrina quattro partiti destinata a risolversi nel naufragio politico per chi ha creduto e crede nella verità superiorità originalità dei principi e valori della dottrina sociale della chiesa e per mezzo secolo ne ha vissuto appassionatamente e ne rivendica apertamente i contributi decisivi al miracoloso anche perché pacifico sviluppo economico sociale e democratico della società italiana non è possibile non inserirsi nel dibattito aperto con correttezza e chiarezza da galli della loggia un dialogo tra cattolici e laici democratici che potrebbe essere ancora una volta decisivo per il futuro del nostro paese della loggia ha perfettamente ragione quando osserva che da una dottrina se è una dottrina non possono nascere e sopravvivere quattro partiti in schieramenti che sono anche e fortemente alternativi si tratta di una situazione equivoca di fronte alla quale esiste anche la prospettiva di scoppola questa situazione potrebbe durare il tempo della transizione dopo la quale non solo i quattro pattiti ma la stessa dottrina sociale cristiana potrebbero scomparire come se oltre le vicende transeunti dei partiti anche la dottrina sociale della chiesa nata con il vangelo elaborata discussa verificata lungo i 2000 anni della vicenda storica cristiana potesse trovare un limite in una vicenda pur clamorosa come tangentopoli volendo entrare subito nel dibattito precisiamo che il problema in discussione non è a nostro giudizio l unità anche politica dei cattolici il problema pregiudiziale è appunto la dottrina sociale della chiesa il problema è una cultura da rinnovare secondo esperienze coerenze etiche e verità cristiane il problema è la risposta dei cattolici e degli uomini di buona volontà alle indicazioni offerte dalla chiesa per il bene sociale in uno sforzo di verità prima ancora che a garanzia di libertà in spirito di servizio per ogni uomo e tutto l uomo secondo una visione antropologica nella quale è proposta la rivelata verità intera sull uomo

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11 se questa dottrina esiste come corpo armonico e completo di valori da affermare e di principi capaci di orientare costruttivamente leggi ed istituzioni razionali e di esperienza storica se questa dottrina esiste ed esiste non può essa non porsi come problema non soltanto alla intelligenza e coscienza dei cattolici ma anche alla intelligenza e coscienza di ogni uomo di buona volontà di ogni vero democratico rispettoso delle persone e delle regole del comportamento sociale come duramente ma non immotivatamente osserva galli della loggia i cattolici particolarmente in questi ultimi trent anni di fronte alla concorrenza socialista e nonostante le sollecitazioni della gerarchia non hanno saputo presentare far conoscere sostenere in parlamento e presso gli elettori i valori sempre squisitamente umani e sociali ed i principi di piena attuazione della democrazia propri della dottrina sociale della chiesa né sono sembrati in queste ultime fasi più attenti alle indicazioni della gerarchia mentre insiste della loggia oggi forse più di ieri la dottrina sociale della chiesa è additata dalla gerarchia almeno in italia come non ricordare a conferma dei sicuri fondamenti della dottrina sociale cristiana insegnata dalla chiesa con continuità e sviluppo tre grandi verifiche storiche intuite mirabilmente da leone xiii da pio xi e dal prete di caltagirone luigi sturzo nel 1891 leone xiii si trovò a dover affrontare insieme i grandi squilibri e le inumane profonde sofferenze del ceto proletario di fronte ad un capitalismo in espansione senza limiti etici ma convinto di sè fino alla durezza un capitalismo che aveva bisogno di riforma morale ma al quale era opposta un alternativa che secondo leone xiii sarebbe stata peggiore dei mali l alternativa del socia lismo sentì il dovere di coscienza quel grande pontefice di scendere apertamente in campo suscitando reazioni contrapposte ma aiutando certamente il mondo occidentale democratico e sviluppato a salvare la fiducia nella libertà di fronte alle dottrine del socialismo che produssero -per vie diverse -le grandi dittature del secolo ventesimo mussolini un ex-socialista hitler un razzista nazional-socialista stalin un socialista totalitario e comunista senza la rerum novarum di leone xiii ed il coerente insegnamento della chiesa le affermazioni e promesse del socialismo di fine secolo si sarebbero risolte nella realtà di una condizione universale di degrado e miseria non soltanto in tutti i paesi del socialismo reale ma anche in paesi democratici del mondo libero se con profonda visione storica papa pecci non avesse fortemente ribadito il diritto di proprietà privata come condizione di sviluppo e di libertà per tutti come non ricordare lo slogan che secondo la linea leoniana ripresa poi e consacrata da pio xii e giovanni xxill alimentò le speranze e potrebbe oggi alimentare le attese ormai storicamente possibili del tutti proprietari non tutti proletari come non ricordare con la profezia ·di leone xiii sul socialismo la profezia di pio xi del1937 nella enciclica sul comunismo ateo divini redemptoris par 23 affermante che non si calpesta impunemente la legge naturale e l autore di essa il co munismo non ha potuto né potrà ottenere il suo intento neanche nel campo puramente economico e non ricordare infine negli anni cinquanta i profetici allarmi di luigi sturzo con-

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12 tro le tre male bestie della democrazia italiana lo statalismo la partitocrazia lo sperpero del denaro pubblico che sarebbero state alcuni anni dopo il terreno di cultura dell incredibile corruttrice e distruttiva vicenda e crisi di tangentopoli tutti profeti questi uomini della chiesa no semplicemente grandi uomini con profonda fede e speranza cristiane con profonda sensibilità morale con profonda cultura cristiana comprendente anche la dottrina sociale fondata sulla vera antropologia con totale dedizione alla causa di tutti gli uomini di tutti i popoli tutti figli di dio chiudendo la prima parte del nostro articolo riteniamo opportuno riportare integralmente come fondamentale principio politico della dsc il principio di sus anche giovanni :xxm riafferma la proprietà privata «storia ed esperienza attestano che nei regimi politici che non riconoscono il diritto di proprietà privata sui beni anche produttivi sono compresse o soffocate le fondamentali espressioni della libertà perciò è legittimo dedurre che esse trovino in quel diritto garanzia e incentivo in materia pertanto facciamo nostri i rilievi del nostro predecessore pio xll difendendo ilprincipio della proprietà privata la chiesa persegue un alto fine etico-sociale essa non intende già sostenere puramente e semplicemente il presente stato di cose come se vi vedesse l espressione della volontà divina né proteggere per principio il ricco e il plutocrate contro il povero e il non abbiente la chiesa mira piuttosto a far sì che l istituto della proprietà privata sia quale deve essere secondo il disegno della sapienza divina e le disposizioni della natura radiomessaggio l o settembre 1944 e cioè che sia garanzia dell essenziale libertà della persona e al tempo stesso un elemento non sostituibile dell ordine della società non si comprende dunque come possa essere contestato il carattere naturale di un diritto che trova la sua prevalente fonte e il suo perenne alimento nella fecondità del lavoro che costituisce un mezzo idoneo alla affermazione della persona umana e all esercizio della responsabilità in tutti i campi un elemento di consistenza e di serenità per la vita familiare e di pacifico e ordinato sviluppo nella convivenza non basta affermare il carattere naturale del diritto di proprietà privata anche sui beni produttivi ma ne va pure insistentemente propugnata l effettiva diffusione fra tutte le classi sociali come afferma pio xll la dignità della persona umana esige normalmente come fondamento naturale per vivere il diritto au uso dei beni della terra a cui risponde l obbligo fondamentale di accordare una proprietà privata possibilmente a tutti radiomessaggio natalizio 1942 mentre tra le esigenze derivanti dalla nobiltà morale del lavoro vi è pure quella che comprende la conservazione e il perfezionamento di un ordine sociale che renda possibile una sicura se pur modesta proprietà a tutti i ceti del popolo » dalla enciclicamater et magistra di giovanni xxdi 20/5/1961

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13 sidiarietà fino a qualche anno fa quasi sconosciuto affermato da pio xi nella trilogia antitotalitaria su fascismo nazismo comunismo e testualmente ripreso da giovanni xxiii nel par 40 della mater et magistra questo il testo deve tuttavia restare saldo il principio importantissimo della ftlosofia sociale che siccome non è lecito togliere agli individui ciò che essi possono compiere con le forze e l industria propria per affidarlo alla comunità così è ingiusto rimettere ad una più alta società quello che dalle minori e inferiori comunità si può fare ed è questo insieme un grave danno e uno sconvolgimento del retto ordine della società perché l oggetto naturale di qualsiasi intervenzione della società stessa è quello di aiutare in maniera suppletiva le membra del corpo sociale non già distruggerle ed assorbirle È esagerato affermare che questo principio indica le caratteristiche essenziali di una vera democrazia una democrazia che per essere vera lascia sempre il massimo spazio alle realtà minori l individuo la famiglia le libere associazioni i corpi sociali intermedi i corpi locali intermedi dai comuni alle regioni e con i liberi e autonomi corpi sociali intermedi rappresenta in permanenza la libera dinamica sociale che giovanni paolo ii definisce come la soggettività della società raccogliendo l invito di paolo vi ai cattolici octogesima adveniens par 27 a distinguere prudentemente le ideologie dalla dottrina cristiana ci permettiamo consigliare per ogni serio dibattito politico di fare sempre riferimento alle esperienze storiche che sono il banco di prova delle ideologie la discussione ideologica può durare all inllnito il confronto sulle esperienze storiche può essere invece concreto e positivo tutte esperienze storiche fallite certamente no ma altrettanto ce1tamente gli spazi di riflessione sono notevolissimi la dottrina sociale cristiana nelle precisazioni di giovanni paolo ii la dottrina sociale è scritto nella sollicitudo rei socialis non è una terza via tra capitalismo !iberista e collettivismo marxista ma costituisce una categoria a sé non è neppure un ideologia ma l accurata formulazione dei risultati di un attenta riflessione sulle complesse realtà del esistenza dell uomo nella società e nel contesto internazionale suo scopo principale è di interpretare tali realtà esaminandone la conformità o difformità con le linee dell insegnamento del vangelo sull uomo e sulla sua vocazione terrena e insieme trascendente interpretare per orientare quindi il comportamento cristiano essa appartiene perciò al campo non dell ideologia ma della teologia e specialmente della teologia morale precisa ancora giovanni paolo ii che l insegnamento e la diffusione della dottrina sociale fanno parte della missione evangelizzatrice della chiesa e trattandosi di una dottrina indirizzata a guidare la condotta delle persone ne deriva di conseguenza l impegno per la giustizia secondo il ruolo la vocazione le condizioni di ciascuno

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