La via delle riforme: un sistema di imposizione speciale per piccole e medie imprese e professionisti

 

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La via delle riforme: un sistema di imposizione speciale per piccole e medie imprese e professionisti

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claudio privitera riforme la via delle un sistema di imposizione speciale per piccole emedie imprese eprofessionisti

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claudio privitera ordinario di diritto finanziario la via delle riforme un sistema di imposizione speciale per piccole emedie imprese epro fessio nisti q aderni popolari luglio 20 12 questo quaderno nasce dalla collaborazione tra il centro internazionale studi luigi sturzo e l associazione agenda ···· ···· www centrosturzo.it ciss centrosturzo .i t

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claudio privitera laureato in scienze politiche e in giurisprudenza è stato professore di tecnica e analisi di bilancio presso la facoltà di giurisprudenza della luiss guido carli di roma professore di diritto tributario presso la facoltà di lnternational management della link campus university di roma e attualmente insegna diritto finanziario ha partecipato attivamente alla redazione degli schemi dei decreti delegati per la riforma tributaria 1972n3 nonché successivamente all entrata in vigore di quelli alla interpretazione della nuova normativa svolge la sua attività quale consulente societario tributario e di bilancio a favore di numerose primarie società nazionali ed estere nonché di enti pubblici e morali fra i quali la confindustria nonché di vari ministri del governo nazionale nonché della repubblica islamica di mauritania per lo sviluppo del paese in tutti i settori nonché per le problematiche di natura finanziaria e amministratore delegato della fondazione rita levi montalcini con delega alla gestione della finanza della fondazione È autore di una lunga serie di studi e ricerche fra i quali in particolare la legge sulla imprenditorialità giovanile nel mezzogiorno modalità applicative e interpretative edizione del sole 24 ore seme s.p.a dicembre 1987 pagine 200 origine ed evoluzione del pensiero ragionieristico giuffre milano 2003 p.610 imposizione sul reddito d impresa e sviluppo economico in italia una proposta per la soluzione di un conflitto esi 2006 p 209 il presupposto dell imposta sul valore aggiunto in diritto e pratica tributaria 2011 n 1 69 numerosi articoli su riviste e quotidiani specialistici e di opinione il sole-24 ore il giornale il messaggero il meridiano ecc © ciss centro internazionale studi luigi sturzo via cavallini 24 00193 roma luglio 2012 impaginazione e stampa tipografia giammarioli via enrico fermi 10 frascati roma

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indice premessa un sistema economico fondato su piccole e medie imprese pagare le imposte ha un costo da un danno certo a una beffa possibile una proposta nuova certezza nella riscossione abbattimento dei costi nella semplificazione testo della proposta legislativa per il trattamento delle piccole e medie imprese e delle attività professionali a reddito contenuto trattamento delle piccole e medie imprese e delle attivita professionali a reddito contenuto ipotesi di disciplina art l regime speciale per le piccole e medie imprese art 2 soggetti ammessi art 3 eliminazione dell obbligo di documentazione fiscale e 5 7 7 9 9 10 10 10 12 12 14 14 15 16 16 16 16 17 adempimenti relativi art 4 disposizioni ai fini dell imposta sul valore aggiunto art 5 base imponibile art 6 aliquote applicabili art 7 inapplicabilità degli studi di settore art 8 operatori che svolgano contemporaneamente entrambe le attività di cui al precedente articolo 2 art 9 passaggio da una all altra attività che prevede l applica zione dell imposta speciale art 10 prestazioni occasionati art 11 versamento dell imposta speciale art 12 norme di applicazione esemplificative -3-

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premessa un sistema economico fondato su piccole e medie imprese si è sempre sostenuto e quanto giustamente è noto ai più che il nostro sistema imprenditoriale è fondato sulla piccola e media impresa ma altrettanto si è fatto di tutto per dimenticare la veridicità di tale affermazione quando si è trattato di pensare a un sistema fiscale dedicato a quel tipo di iniziative e ciò non soltanto in merito alla determinazione delle aliquote fiscali applicabili ma soprattutto quando si è pensato o meglio trascurato di valutare le difficoltà amministrative di gestione degli adempimenti tributari a loro carico adempimenti di natura identica a quelli posti a carico delle più grandi imprese e tale errore non solo lo si continua a commettere ma viene vieppiù aggravato nello stesso momento in cui gli adempimenti in discorso divengono sempre più numerosi senza distinzioni a favore di quella categoria d imprese questa situazione che si trascina a partire dalla riforma tributaria del 1972/73 mi risulta non sia stata mai vista come un fatto assolutamente iniquo nei confronti in generale di tutti i contribuenti persone fisiche e non ma si è sempre rivelato spesso in tutta la sua gravità proprio per le piccole e medie imprese -5-

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pagare le imposte ha un costo e invero non si è sufficientemente spesso rilevato che il pagare le imposte ha un costo che non è soltanto quello del consulente che assiste il contribuente ma soprattutto quello di provvedere a tutta la massa di adempimenti che la disciplina fiscale prevede mi sembra di poter affermare che se è vero che i tributi hanno la funzione di contribuire alla spesa pubblica come recita l articolo 53 della nostra carta costituzionale e quindi seppur indirettamente di coprire il costo dei servizi dell apparato pubblico ebbene mi sembra di poter affermare che quello fiscale sia l unico caso in cui non solo si paga il servizio ma il debitore debba anche sostenere il costo per determinare quanto pagare e tutto ciò considerata la complessità del sistema con la costante angoscia e mi riferisco a coloro che non hanno nessuna intenzione di evadere i tributi di vedersi spuntare davanti un signore in divisa che spesso con fare spocchioso se non terroristico gli imputa di aver evaso le imposte e gli minaccia le più dure sanzioni ebbene se forse per un incomprensibile senso di autolesionismo non si è fatto concretamente abbastanza per segnalare questo stato di cose e pochi pochissimi dei nostri rappresentanti in parlamento hanno fatto da portatori del grido di dolore che si è costantemente levato dalle nostre imprese e soprattutto dal sistema delle piccole e medie oggi complice la drammatica crisi in cui tutti ci dibattiamo mi sembra sia giunto il momento di richiamare il nostro governo ad agire anche e soprattutto sulla materia in questione da un danno certo a una beffa possibile purtroppo dai primi interventi sembra potersi affermare che al danno si è aggiunta la beffa cerco dispiegarmi nel nostro sistema tributario in particolare dall entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007 n.244 finanziaria 2008 si è modificata la disciplina delle imprese minime qualificando tali quelle imprese che in ciascun periodo d imposta le persone fisiche residenti in italia esercenti attività d impresa o arti o professioni che nell anno solare precedente hanno conseguito ricavi calcolati secondo le disposizioni del regime ordinario del reddito d impresa quindi per competenza ovvero hanno percepito compensi non superiori a 30.000 e ciò considerando i ricavi o compensi complessivamente conseguiti dall imprenditore o dal professionista prescindendo dalla specifica attività cui si riferiscono in altri termini valutando la posizione del contribuente considerata nel suo insieme e non ciascuna specifica attività svolta appare evidente che il fisco italiano dimostra ancora una volta disconoscere cosa significhi attività d impresa o professionale e ciò se -7-

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non si voglia credere che addirittura tale sistema intenda suggerire la necessità di fare in modo che si rientri nel limite appena detto come da alcuni a cui certo non mi voglio accomunare è stato paventato ma non basta che con la scarsamente credibile motivazione di stimolare i precari ad avviare un attività d impresa con il decreto legge 6 luglio 2011 n 98 convertito con modificazioni nella legge 15 luglio 2011 n 111 si è in qualche modo ampliato secondo l avviso del legislatore l insieme delle agevolazioni assicurata a tale tipo d impresa appare inutile in questa sede cercare di esaminare il cosiddetto ventaglio di migliorie apportate dalla nuova disciplina un fatto è certo che al legislatore evidentemente continua a sfuggire cosa significhi che un impresa per potersi dire minima debba avere un fatturato un ammontare di ricavi o compensi che non superi i 30.000 euro e invero se si tiene conto che si tratta di fatturato e quindi di ricavi lordi si comprende come dagli stessi devono essere depurati i costi anche quelli del consulente che aiuta il contribuente a sapere non solo quanto deve versare allo stato ma anche se in ciascun anno lo stesso è rimasto nell ambito fissato dalla norma e non basta ancora che si tratti d impresa o di professionista naturalmente il soggetto deve sostenere dei costi per poter realizzare il detto reddito se a titolo puramente minimale consideriamo che quel soggetto ha un ricarico netto del 60 il suo utile prima delle imposte sarà pari a 18.000 sui quali dovrà versare un irpef del5 e quindi pari a 900 il che significa che quel soggetto agevolato dovrà investire 12.000 per un ritorno netto di 17 .l 00 vale a dire un rendimento del40 circa ottimo si starebbe per dire se non fosse che innanzitutto l interessato deve anticipare gli 12.000 e poi se come si presuppone trattandosi di una persona che ha perso il lavoro a causa della crisi è da chiedersi chi finanzia al soggetto per un tempo non indifferente gli 12.000 iniziali mi sembra si possa affermare che nella situazione in cui le classi più deboli versano nell attuale congiuntura si stia ragionando non del senso egli angeli ma con scarsa coscienza della sopravvivenza di non pochi lavoratori che nel migliore dei casi sono stati solo sfortunati se non tutti almeno la maggior parte di essi ma quel che è certamente ancora più grave è il fatto che la problematica qui segnalata si esalta nei casi di quelle imprese piccole e medie come dicevo all inizio che non appartengono alla schiera delle minime ma sono appunto piccole e medie vale a dire e so di ripeterrni la parte preponderante della nostra struttura imprenditoriale nella situazione in cui la più gran parte del nostro continente versa è necessario che il nostro legislatore tributario prenda effettivamente atto della reale situazione del paese e comprenda che non è più immaginabile che lo dico a titolo puramente indicativo si continui a rimborsare le campagne dei partiti politici con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti e si insista su agevolazioni fiscali che se non fossimo in un campo estremamente serio sarebbero da considerare risibili e non si adotti invece soluzioni che senza intaccare le entrate pubbliche allevino gli obblighi portati dal sistema fiscale e incidano decisamente sugli adempimenti a carico dei contribuenti -8-

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una proposta nuova certezza nella riscossione abbattimento dei costi nella semplificazione su questa premessa mi sembra valga la pena anche e soprattutto per non apparire puramente critico ma anche propositivo di provare almeno nelle linee essenziali a formulare una proposta che miri effettivamente ad agevolare in modo concreto le imprese in discussione e si badi non proponendo l adozione di aliquote particolarmente contenute da applicare al reddito dalle stesse prodotto bensì cercando di contenere al massimo possibile nel rispetto della giusta certezza dell erario di ricevere quanto a esso dovuto il costo del pagamento delle imposte e soprattutto il rischio dell errore nella determinazione delle stesse naturalmente per tendere a tale obiettivo sarà necessario sostituire tutti gli adempimenti tributari con un metodo che per un verso consenta all erario ancora maggiore certezza rispetto al grado di quella attuale sulla correttezza della determinazione del tributo da pagare e al contribuente di non dover ricorrere alla tenuta di una gravosa documentazione ai fini solamente fiscali e alla elaborazione di dichiarazioni periodiche e pertanto di dover ricorrere all aiuto di esperti che spesso lo sono poco e che raramente mettono l impresa in condizione di non dover sottostare all applicazioni di sanzioni dopo una visita che proprio di cortesia non è particolarmente allarmante da parte degli organi di controllo fiscale la disciplina relativa alle limitazioni all uso della moneta contante e il controllo che in tal senso svolgono di fatto gli istituti di credito mi sembra consenta di basare tale nuova disciplina proprio su tali premesse testo della proposta legislativa per il trattamento delle piccole e medie imprese e delle attivitÀ professionali a reddito contenuto al fine di agevolare per quanto possibile la comprensione della proposta mi sembra conveniente esporre qui un ipotesi di articolato della proposta stessa provvedendo al necessario commento relativo a ogni singolo articolo laddove si possa ritenere che la sua interpretazione darebbe luogo a dubbi -9-

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trattamento delle piccole e medie imprese e delle attivita professionali a reddito contenuto ipotesi di disciplina art l regime speciale per le piccole e medie imprese le imprese personali le società di persone le società di capitali escluse quelle per azioni nonché le persone fisiche che svolgono attività professionale disciplinate da organi professionali riconosciuti possono fruire qualora ne facciano espressa richiesta del regime fiscale speciale disciplinato dalle norme che seguono l ammissione al regime speciale comporta la esclusione dall applicazione dell imposta sul reddito delle persone fisiche dell imposta sul reddito delle società e dell imposta sul valore aggiunto commento la norma delimita il tipo di soggetti che possono fruire del sistema qui disciplinato si tratta sostanzialmente degli stessi soggetti che oggi sono definite imprese minime il testo della norma chiarisce che l adozione del sistema è in abbonamento art 2 soggetti ammessi sono ammesse al regime speciale le imprese e le società di cui al precedente articolo l che abbiano fatto registrare nell anno di riferimento una somma,fra le rimesse bancarie attive e quelle passive queste ultime comprensive dell imposta sul valore aggiunto risultanti da tutti i conti correnti bancari direttamente o indirettamente riferibili alle stesse non superiore a 500.000 cinquecentomila i professionisti di cui al precedente articolo l che abbiano fatto registrare nell anno di riferimento una somma fra le rimesse bancarie attive e quelle passive queste ultime comprensive dell imposta sul valore aggiunto risultanti da tutti i conti direttamente o indirettamente riferibili agli stessi non superiore a 300.000 trecentomila 10-

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per anno di riferimento si intende quello antecedente ali esercizio nel quale s intenda fruire del regime speciale nell ipotesi in cui s intenda fruire dello speciale regime a partire dall anno in cui si è avviata l attività il contribuente interessato dovrà all atto dell inizio dell attività stessa manifestare tale volontà compilando la relativa domanda su un modello posto a disposizione dagli uffici tributari allegando alla stessa l indicazione degli istituti di credito con i quali intende intrattenere rapporti bancari nonché l attestazione da parte dei detti istituti di aver preso atto della volontà del contribuente di fruire del regime speciale al regime speciale non potrà essere dato corso fino a quando l agenzia delle entrate non avrà dato atto entro 60 giorni non prorogabili da quello di ricevimento della comunicazione al contribuente e all istituto di credito interessato dell avvenuto ricevimento della dichiarazione di cui al precedente comma e dell ammissione ovvero del diniego chiaramente motivato del applicazione del regime speciale in caso di mancato ricevimento della comunicazione di cui al precedente comma nel termine colà stabilito il contribuente è comunque ammesso al regime speciale nell ipotesi in cui nel corso dell esercizio durante il quale si sta fruendo dello speciale regime il limite di cui al precedente primo comma venga superato il contribuente interessato dovrà entro il secondo mese successivo a quello nel quale il limite viene superato abbandonare il regime speciale e mettere in atto il regime ordinario nell ipotesi di cui al precedente comma la quota relativa al regime speciale dovrà essere versata nella misura ragguagliata al numero dei mesi nei quali si è fruito dello speciale regime commento si è provveduto a fissare i limiti sopra indicati tenendo conto delle entrate e delle uscite di banca per neutralizzare il fattore di ricarico per settore in altri termini il fatto di distinguere in base alla somma indicata fa sì che non siano favorite le imprese appartenenti al comparto di quelle ad alto ricarico rispetto a quelle a ricarico più contenuto e lo stesso dicasi per le attività professionali la norma contiene anche la disciplina relativa agli accadimenti iniziali e infrannuali che consentono l ingresso nel regime ovvero l uscita dallo stesso come è facilmente rilevabile nella procedura di ammissione viene coinvolto anche il o gli istituti di credito con i quali il contribuente intrattiene o intende intrattenere rapporti di conto corrente 11 -

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art 3 eliminazione dell obbligo di documentazione fiscale e adempimenti relativi a prescindere dagli obblighi previsti a fini diversi da quelli tributari tutti i soggetti che fruiscono del regime speciale sono esonerati dal tenere alcun tipo di documentazione fiscale ad esclusione dei certificati comprovanti l effettuazione della ritenuta d acconto da parte di coloro che hanno operato pagamenti nei loro confronti nonché di tutti i documenti comprovanti i rapporti con gli istituti di credito con i quali operano o hanno operato i soggetti che fruiscono dell imposta speciale sono obbligati all atto dell apertura di un qualsivoglia conto corrente bancario o comunque rapporto con un istituto di credito di disporre la trasmissione mensile ai competenti uffici dell agenzia delle entrate di tutti gli estratti conto comprendenti le somme attive e passive relative a quel conto e comunque a ciascun conto attinente anche parzialmente all attività svolta dal correntista tale obbligo è carico anche degli istituti di credito interessati in relazione ai clienti ammessi al regime speciale di cui alla presente legge commento la norma è certamente quella che inserisce la maggiore novità portata dalla disciplina e che quindi caratterizza il sistema art.4 disposizioni ai fini dell imposta sul valore aggiunto ai fini dell imposta sul valore aggiunto essi sono considerati alla stregua di consumatori finali /fornitori di beni e servizi dei soggetti che fruiscono del regime speciale hanno l obbligo di emettere la relativa fattura comprensiva di imposta sul valore aggiunto che il destinatario non potrà portare in detrazione stante la sua assimilazione al consumatore finale i soggetti che acquistano beni o servizi dai cedenti o prestatori che fruiscono del regime speciale dovranno redigere autofattura che dovrà essere registrata nel registro delle fatture passive dopo aver scorporato l imposta che potrà essere dagli stessi portata in detrazione tali operazione potranno essere eseguite a condizione che copia della fattura sia trasmessa via posta elettronica al competente ufficio dell agenzia delle entrate il quale ne restituirà copia ali emittente debitamente punzonata solo le fatture che riporteranno la punzonatura potranno essere registrate e abiliteranno il 12-

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soggetto interessato alla trascrizione sul registro delle fatture ricevute con conseguente possibilità di detrarre l imposta sulle stesse esposta gli operatori che forniscono beni e/o servizi ai soggetti di cui al precedente comma hanno l obbligo di emettere la relativafattura esponendo l imposta sul valore aggiunto che il destinatario non potrà portare in detrazione stante la sua assimilazione al consumatore finale i soggetti che acquistano beni o servizi dai cedenti o prestatori che fruiscono del regime speciale dovranno redigere autofattura che dovrà essere registrata nel registro delle fatture passive dopo aver scorporato l imposta che potrà essere dagli stessi portata in detrazione tali operazione potranno essere eseguite a condizione che copia della fattura sia trasmessa via posta elettronica al competente ufficio dell agenzia delle entrate il quale ne restituirà copia all emittente debitamente vistata solo le fatture che riporteranno tale visto potranno essere registrate e abiliteranno il soggetto interessato alla trascrizione sul registro delle fatture ricevute con conseguente possibilità di detrarre l imposta sulle stesse esposta nell ipotesi in cui l acquirente sia un esportatore abituale ovvero un acquirente estero lo scorporo dell imposta potrà essere eseguito a condizione che le stesse siano vistate dall ufficio doganale interessato le fatture nei confronti di operatori esteri devono essere emesse e conservate applicando le norme previste dal decreto legislativo 26 ottobre 1972 n 633 e successive modificazioni e integrazioni ai .fini di cui ai precedenti articoli la rimessa bancaria relativa alle operazioni di cui ai precedenti commi deve essere conteggiata al lordo dell imposta sul valore aggiunto commento la non applicazione dell imposta sul valore aggiunto comporta necessariamente il fatto di considerare gli operatori economici alla stregua di consumatori finali ciò peraltro non può in alcun modo provocare un interruzione del sistema dell i va pertanto si è disciplinata sia l ipotesi di cessioni di beni da parte di operatori ordinari a favore di soggetti a regime speciale sia la cessione da questi ultimi a operatori ordinari la soluzione che viene indicata nel primo caso non comporta particolari adempimenti essendo quello una qualunque ipotesi di cessione a non soggetto iva da parte di un soggetto che invece è soggetto al tributo mentre il caso in cui cedente o prestatore sia il soggetto che fruisce del regime speciale che emetterà fattura nella quale il corrispettivo è comprensivo dell imposta comporta per il ricevente la necessità di scorporare il tributo dal prezzo per potersi portare quello in detrazione tale operazione è condizionata per evidenti ragioni di cautela fiscale al fatto che il ricevente trasmetta copia del documento ricevuto e fatti i debiti controlli in merito al fatto che l emittente sia fra quelli ammessi al regime speciale autorizzi la detrazione dell imposta scorporata dal prezzo quello di cui al presente articolo è l unico caso di adempimento fiscale cui il contribuente è tenuto ciò ai fini di non produrre 13-

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riflessi dell applicazione del regime speciale qui disciplinato in ambito extranazionale naturalmente un ipotesi alternativa rispetto alla disciplina ora illustrata è quella di non consentire tout court ali acquirente alcuno scorporo dell imposta anche se in tal caso non ci si potrebbe nascondere che nel prezzo praticato dal soggetto agevolato sarebbe incorporata l iva applicata dal fornitore di quello art 5 base imponibile la base imponibile dell imposta speciale è costituita dal totale delle rimesse bancarie attive di cui al precedente articolo 2 senza alcuna detrazione o esclusione commento la mancanza di tenuta di ogni contabilità comporta per ovvia conseguenza la necessità di considerare come base imponibile il totale delle entrate senza la detrazione dei relativi costi tale fatto è tenuto presente nella determinazione dell imposta da versare di cui al successivo articolo nel quale a prescindere dal primo scaglione che non prevede alcuna imposizione le aliquote sono particolarmente contenute per tutta la scala fino al fatturato massimo e ciò sia per l attività di impresa sia per quella professionale in commento al prossimo articolo si opereranno alcuni calcoli dimostrativi della mitezza delle aliquote fissate art 6 aliq!jote applicabili l imposta speciale si applica per scaglioni con le seguenti aliquote corrispondenti l o i soggetti di cui alla lettera a del precedente articolo 2 saranno assoggettati al tributo speciale con le seguenti aliquote applicate per scaglioni aliquota da oa 50.000 da 50.000 a 100.000 da 100.000 a 200.000 da 200.000 a 300.000 da 3 00 000 a 4 00 000 da 400 000 a 5 00 000 imposta cumulata o 8 10 20 25 30 14 o 8.000 18.000 38.000 63.000 93.000

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