Le buone prassi realizzate in Calabria nella formazione professionale

 

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Le ricerche e gli studi condotti nell’ambito delle politiche attive del lavoro e della formazione professionale hanno molta importanza per valutare le attività realizzate e i risultati conseguiti, ma in una realtà ancora in forte ritardo rispetto agli obi

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indice presentazione di daniela de blasio 1 quadro di riferimento le filiere:formazione iniziale la formazione continua le donne le utenze particolari i modelli l analisi dei fabbisogni formativi la figura professionale modelli e metodologie formative 2 metodologia di lavoro struttura organizzativa di progetto strumenti e modalità di intervento 3 le buone prassi 3.1 le buone prassi europee 3.1.1 spagna contesto di riferimento 3.1.2 spagna motivazione della scelta 3.1.3 spagna la f.p in spagna in generale 3.1.4 spagna le buone prassi 3.1.5 3.1.6 3.1.7 3.1.8 francia francia francia francia contesto di riferimento motivazione della scelta la f.p in francia in generale le buone prassi 3.2 le buone prassi nazionali 3.2.1 emilia romagna contesto di riferimento 3.2.2 motivazione della scelta 3.2.3 il sistema di f.p 3.2.4 le buone prassi 3.2.5 3.2.6 3.2.7 3.2.8 liguria contesto di riferimento motivazione della scelta il sistema di f.p le buone prassi 3.2.9 lazio contesto di riferimento 3.2.10 motivazione della scelta 3.2.11 il sistema di f.p 3.2.12 le buone prassi 3.2.13 3.2.14 3.2.15 3.2.16 toscana contesto di riferimento motivazione della scelta il sistema di f.p le buone prassi 3.3 le buone prassi della regione calabria 3.3.1 la formazione iniziale in calabria 3.3.1.1 buone prassi di analisi dei fabbisogni formativi 3.3.1.2 buone prassi di definizione di figura professionale 3.3.1.3 buone prassi di modelli e metodologie formative 3.3.2 la formazione continua in calabria 3.3.2.1 buone prassi di analisi dei fabbisogni formativi 3.3.2.2 buone prassi di definizione di figura professionale 3.3.2.3 buone prassi di modelli e metodologie formative 3.3.3 la formazione per le donne in calabria 3.3.3.1 buone prassi di analisi dei fabbisogni formativi 3.3.3.2 buone prassi di definizione di figura professionale 3.3.3.3 buone prassi di modelli e metodologie formative 3.3.4 la formazione per le utenze particolari in calabria 3.3.4.1 buone prassi di analisi dei fabbisogni formativi 3.3.4.2 buone prassi di definizione di figura professionale 3.3.4.3 buone prassi di modelli e metodologie formative 4 5 6 7 il piano di comunicazione valutazione del progetto di monitoraggio e assistenza tecnica conclusioni e proposte allegati

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le ricerche e gli studi condotti nell ambito delle politiche attive del lavoro e della formazione professionale hanno molta importanza per valutare le attività realizzate e i risultati conseguiti ma in una realtà ancora in forte ritardo rispetto agli obiettivi di lisbona come quella calabrese ancora più importante è il lavoro di studio per indirizzare preliminarmente gli interventi strategici per lo sviluppo del nostro territorio per questo motivo il presente lavoro risulta particolarmente interessante la scommessa che la regione calabria sta affrontando è proprio quella di trasformare le criticità in punti di forza e di promuovere la nascita di una nuova cultura dove l apprendimento reciproco rappresenti un ulteriore possibilità di trarre insegnamento dall esperienza di altri che hanno già affrontato problemi simili attraverso lo scambio di buone pratiche delineare quali siano i punti di forza da utilizzare per sostenere tutte quelle azioni che possano innescare un processo di accelerazione è stato l obiettivo analitico perseguito dalla regione calabria e dall assessorato al lavoro e formazione professionale con un lavoro di ricerca sul campo e col confronto con le esperienze di eccellenza realizzate in altri territori nazionali ed europei il frutto di questo impegno vede la luce nel presente lavoro che intende essere uno strumento per gli operatori del settore sia privati che pubblici tutti impegnati assieme ad affrontare e cercare di risolvere il difficile rompicapo di trovare la proposta più efficace possibile nel cercare di sostenere il progresso economico sociale e culturale della comunità calabrese intendo pertanto ringraziare chi si è impegnato in questa attività di ricerca che va a vantaggio di tutta la regione e di tutti i cittadini soprattutto i giovani risorse preziose e strategiche che con le loro competenze e professionalità possono determinare una decisiva inversione di tendenza allo sviluppo regionale a condizione che tale patrimonio sia adeguatamente sostenuto e valorizzato con una strategia di politica attiva del lavoro che renda il sistema adeguato alla competitività daniela de blasio pag :3

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1 quadro di riferimento 1.1 le filiere oggetto dell indagine formazione iniziale formazione continua formazione donne formazione ad utenze particolari alle per formazione professionale si intende un insieme di azioni finalizzate a sviluppare le risorse di una persona conoscenze atteggiamenti motivazioni ecc e le sue abilità in particolare quelle necessarie ad affrontare le richieste provenienti dal contesto lavorativo i percorsi si articolano in più livelli a seconda che siano rivolti a chi è in possesso della sola licenza media o di titoli superiori le attività formative sono svolte da strutture pubbliche o da strutture accreditate che vedono in molti casi la partecipazione delle organizzazioni sindacali e datoriali e delle imprese il fondo sociale europeo ha un ruolo chiave nel finanziamento della formazione professionale italiana sostenendo anche interventi volti al rafforzamento dei sistemi in linea con le direttive comunitarie nell ambito del progetto assistenza tecnica di azienda calabria lavoro si inteso prendere in considerazione le seguenti filiere della formazione professionale formazione iniziale e un offerta formativa finalizzata ad agevolare e sostenere l inserimento o il rientro nel mondo del lavoro di giovani e adulti che hanno adempiuto il diritto dovere all istruzione e formazione i percorsi possono mirare a rafforzare specifiche competenze tecnico professionale o essere finalizzati a formare professionalità compiute possono prevedere oltre ad esercitazioni e laboratori attività di formazione in azienda stage la programmazione è definita a partire dai fabbisogni del mercato del lavoro e le modalità organizzative tengono conto delle esigenze dell utenza al termine i percorsi maggiormente articolati prevedono un esame per il rilascio di una certificazione e/o di una qualifica professionale formazione continua la formazione continua si rivolge a persone occupate al fine di adeguare e sviluppare le loro conoscenze e competenze professionali in stretta connessione con l innovazione tecnologica ed organizzativa del processo produttivo e in relazione ai mutamenti del mondo del lavoro formazione rivolta alle donne la formazione rivolta alle donne come il concetto di pari opportunità riassume l intento di garantire uguali condizioni e prospettive di vita a tutti i cittadini attraverso la definizione di politiche e iniziative finalizzate alla rimozione degli ostacoli che impediscono un effettiva parità in ambito comunitario il termine pari opportunità è utilizzato in riferimento a interventi a favore di gruppi svantaggiati e principalmente alle azioni volte a ridurre le disparità tra uomini e donne le pari opportunità sono state collocate al centro della strategia europea per l occupazione seo un apposito pilastro vi era dedicato nella prima fase di sviluppo della seo con riferimento alle politiche per ridurre la disparità tra tassi di occupazione maschili e femminili e favorire la conciliazione della dimensione lavorativa con quella familiare formazione rivolta ad utenze particolari la filiera utenze particolari e fasce deboli comprende tutte le categorie in condizioni di svantaggio e a rischio di esclusione sociale tra le fasce deboli o utenze particolari è opportuno distinguere quelle che lo sono per fattori fisici congeniti o consequenziali da quelli che lo sono per fattori di patologie psichiatriche e da quelle persone la cui marginalità sociale è legata a fattori di contesto familiare problematico o a scelte più o meno consapevoli che possiamo definire alternative le persone che appartengono alla prima fascia pur nella sfortuna dell handicap fisico o della malattia appartengono a categorie maggiormente protette dalla legge e dall evoluzione della scienza medica pag :4

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più complessa la situazione di coloro che hanno malattie di tipo psichiatrico se si escludono le persone chiaramente condizionate da oligofrenie e dall articolata classe delle schizofrenie molte purtroppo anche giovani sono condizionate da patologie strettamente legate alla società post industriale rientrano quindi tra le utenze particolari tutti quei soggetti esposti al rischio di marginalità sociale per cause fisiche psichiche e sociali ed in particolare persone portatrici di handicap fisici e mentali detenuti ed ex detenuti cittadini extracomunitari nomadi tossicodipendenti ed ex tossicodipendenti sieropositivi persone appartenenti a minoranze etniche alcolisti ed ex alcolisti persone inquadrabili nei fenomeni di nuova povertà persone che intendono uscire dal circuito della prostituzione 1.2 i modelli analisi dei fabbisogni professionali/formativi figura professionale modelli e metodologie formative lo sviluppo temporale del progetto assistenza tecnica di azienda calabria lavoro ha previsto la realizzazione delle seguenti macroattività fasi propedeutiche all individuazione di modelli innovativi in ambito europeo nazionale e regionale a analisi di scenario studio preliminare delle filiere nel loro complesso finalizzato all individuazione dei modelli da prendere in esame per l effettuazione delle attività di indagine a questo scopo lo studio del settore formazione professionale si è proposto il duplice scopo di arrivare all individuazione delle aree territoriali e dei soggetti rappresentativi del settore stesso presso i quali effettuare le rilevazioni enti attuatori aziende e di ottenere dati ed informazioni funzionali alla messa a punto degli strumenti di rilevazione b indagine sui modelli di analisi dei fabbisogni professionali e formativi figure professionali modelli e metodologie utilizzate nel settore b.1 modelli di analisi dei fabbisogni professionali/formativi e di classificazione delle figure professionali in ambito regionale nazionale ed europeo lo scopo di questo lavoro è stato quello di dare indicazioni ai decisori politici relative o alla costituzione innanzi tutto di un sistema di rilevazione permanente dei fabbisogni professionali/formativi o alla definizione di figure professionali funzionali al mercato del lavoro o alla diffusione di buoni esempi di modelli e approcci metodologici che possono favorire l incontro tra la domanda e l offerta di lavoro e orientare in modo sistematico e continuativo l azione del sistema impresa del sistema formativo nonché delle stesse persone in cerca di occupazione il complesso delle indagini effettuate dunque non si è posto l obiettivo di acquisire elementi per formulare previsioni quantitative della domanda di professionalità anche se tale aspetto andrebbe comunque preso in considerazione in quanto costituisce un indicatore fondamentale nella programmazione di attività formative bensì quello di individuare strumenti metodologie e prassi significative finalizzate alla istituzione di un modello regionale di formazione professionale adeguato e competitivo in grado di rispondere alle sfide strategiche del mercato e dell innovazione delle tecnologie e dei modi della produzione b.2 modelli e metodologie formative per modelli e metodologie formative ci si riferisce a prototipi impianti progettuali adottati e/o alle metodologie utilizzate e sviluppate per l erogazione della formazione al repertorio di ufc per settore e/o per target di utenza ai modelli e alle metodologie di personalizzazione dei percorsi ai modelli di erogazione della formazione a distanza e.learning etc il progetto ha coinvolto quali destinatari privilegiati enti e operatori della formazione professionale in tutte le sue varie filiere iniziale continua donne utenze particolari allo scopo di intercettare modelli formativi selezionati in base ai seguenti indicatori pag :5

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trasferibilità e flessibilità modello applicabile in contesti caratterizzati da diversi livelli di preparazione dei discenti innovatività modello con caratteristiche innovative che risponde ad esigenze comuni a livello regionale nazionale ed europeo pari opportunità rispetto delle specificità del discente modello che faccia uso di strumenti tecnologici capaci di abbattere barriere quali distanza impegni di lavoro impegni familiari accrescimento culturale e professionale dei principali protagonisti del percorso formativo modello che valorizzi il discente attraverso la formazione e non l addestramento coinvolgimento del formatore modello che valorizzi l attività del formatore glocalità modello in grado di rispondere ad esigenze di formazione locali con metodologie e strumenti estendibili a livello globale i modelli formativi in generale sono stati suddivisi in tre fasi progettazione erogazione del percorso formativo valutazione del processo formativo sono quindi identificabili da specifiche caratteristiche di una o più delle fasi in cui sono suddivisi fasi che in generale prescindono dal particolare contenuto disciplinare la fase di progettazione richiede un analisi delle esigenze delle parti interessate al processo di formazione l identificazione degli obiettivi generali e l individuazione degli obiettivi di apprendimento specifici evidenziando relativi contenuti disciplinari l erogazione del processo formativo e cioè la fase di sperimentazione deve rispondere agli obiettivi individuati in fase di progettazione e deve tener conto delle esigenze delle parti interessate oltre che delle risorse disponibili risorse umane infrastrutture e servizi il percorso formativo deve quindi essere organizzato dal punto di vista logistico e devono essere individuati gli strumenti metodologici per l insegnamento e l apprendimento e le modalità di verifica la valutazione del percorso formativo deve prevedere strumenti in grado di monitorare il processo per verificare se gli obiettivi di progettazione sono stati raggiunti ed con quale livello devono essere individuati i punti di forza ed i punti di debolezza utili per l introduzione di successive azioni di miglioramento pag :6

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2.metodologia di lavoro 2.1 struttura organizzativa del progetto partendo dai risultati del progetto monitoraggio ­ por calabria -asse iiii ­ misure 3.2 3.3 3.4 3.9 3.10 3.13 affidato ad azienda calabria lavoro il progetto assistenza tecnica ha inteso individuare un campione rappresentativo di progetti innovativi o buone pratiche distribuite tra differenti filiere formative sotto forma di percorsi formativi e work experience la struttura organizzativa del progetto muove dalla difficoltà di lettura e di interpretazione dei fenomeni che segnano il mercato del lavoro che rende forte pertanto l esigenza di allestire dei sistemi di monitoraggio in grado di cogliere gli aspetti salienti dei cambiamenti in atto da questa constatazione nasce l idea di assistenza tecnica con la previsione di una struttura operativa costituita da due gruppi di lavoro il primo di assistenza tecnica presso il dipartimento n 10 lavoro politiche sociali e formazione professionale della regione calabria per affiancare dirigenti e funzionari in tutte quelle attività in itinere finalizzate al completamento e alla chiusura del por calabria 2000-2006 il secondo buone prassi per l individuazione di un campione rappresentativo di progetti innovativi o buone pratiche realizzate nell ambito del por calabria asse iii risorse umane distribuite tra differenti filiere formative formazione iniziale formazione continua donne utenze particolari allo scopo di valorizzare e diffondere contenuti e risultati di progetti innovativi in ambito regionale con riferimento all analisi dei fabbisogni formativi alle figure professionali ai modelli e metodologie formative e prevedendo altresì un confronto con alcuni modelli di buone prassi a livello europeo e nazionale pag :7

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2.2 strumenti e modalità di intervento la scelta della modalità di contatto delle unità statistiche di interesse idonea a raccogliere le informazioni oggetto della ricerca è uno degli aspetti di maggiore rilevanza nella pianificazione di un disegno di indagine ed è strettamente connessa ad altre caratteristiche quali il fenomeno indagato gli archivi di base la strategia di campionamento i costi ed i tempi a disposizione inoltre non sono da sottovalutare le implicazioni della tecnica di indagine prescelta sulla qualità dei dati in base ad una valutazione di efficacia ed efficienza è stata scelta la metodologia cati computer assisted telephone interviewing una tecnica ampiamente utilizzata per indagini analoghe e che presenta caratteristiche rispetto ad un tradizionale questionario cartaceo quali schemi di intervista lineari per l intervistatore maggiore tempestività nella raccolta dei dati riduzione dei margini di errore da parte del rilevatore il questionario è stato collegato ad una banca dati access in cui automaticamente nel corso della telefonata e quindi della compilazione dei vari campi sono stati immagazzinati tutti i dati rilevati i dati estrapolati con le interviste telefoniche sono stati successivamente convertiti in fogli di lavoro excel strumenti particolarmente adatti a supportare il piano di elaborazione dati previsto dalla ricerca le informazioni sono state in un secondo momento elaborate attraverso la costruzione di incroci di campi e grafici sotto forma di distribuzione di frequenza ed aggregate in modo significativo per filiera e per ambiti ciò ha permesso di tracciare in modo chiaro e sintetico la manifestazione del fenomeno oggetto di rilevazione ed ha consentito di individuare modelli innovativi su cui si è voluto approfondire ulteriormente sono stati intervistati 345 enti su 357 progetti di cui 90 corsi di formazione e 267 work experience i progetti sono stati selezionati per filiera formativa così si è potuto fare una stima finale della filiera maggiormente indagata come vediamo dal grafico seguente la formazione iniziale ha riguardato il 41 dei progetti in esame 146 progetti a seguire le donne con il 27 97 progetti le utenze particolari con il 23 81 progetti la formazione continua con l 8 28 progetti nel corso dell indagine è emersa una minima percentuale dell 1 5 progetti riferiti alla formazione superiore pag :8

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i progetti corsi e we realizzati nelle cinque province calabresi sono così distribuiti il 34 a reggio cal 119 progetti il 29 a cosenza 104 progetti il 19 a catanzaro 69 progetti il 10 a vibo v 36 progetti e l 8 a crotone 29 progetti i progetti meritevoli di approfondimento sono stati 35 tra i quali sono stati scelti come maggiormente significativi ai fini delle buone prassi filiera formazione iniziale 3 pag :9

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filiera formazione continua 4 filiera formazione per le donne 3 filiera formazione per le utenze particolari 5 pag :10

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3 le buone prassi per buona pratica best practice si intende una prassi che rispetto ad altre analoghe si è dimostrata particolarmente vantaggiosa nello svolgimento di una determinata attività si può trattare di un approccio una tipologia di progetto una specifica operazione realizzata in un area di intervento una scelta metodologica una modalità di risoluzione di un problema un modello di relazione con i partner una particolare procedura ecc individuare e diffondere le buone prassi può consentire la riduzione dei tempi e/o dei costi per effetto della riproduzione di esperienze già sperimentate e dà comunque luogo a un accumulazione di conoscenza e ad un approfondimento continuo della tematica nel cui contesto la buona pratica è diffusa e utilizzata specificatamente in ambito fse con il termine buona pratica viene indicata quella modalità di lavoro sperimentata nell attuazione di un programma operativo che ha agevolato il raggiungimento dell obiettivo sotteso a un risultato e/o a un processo previsto attraverso il confronto e la condivisione di questi casi esemplari tra i diversi soggetti coinvolti nella programmazione del fondo si sviluppa un processo di benchmarking funzionale all attuazione del fse l iter progettuale ha inteso quindi analizzare e valorizzare le esperienze più significative realizzate nel contesto regionale rilevarne i punti di forza e gli aspetti innovativi funzionali a una loro trasferibilità e messa a sistema favorire la diffusione e la pubblicizzazione tra gli operatori pubblici e privati del sistema dell education istruzione formazione lavoro definire note metodologiche linee e percorsi di sviluppo per la programmazione regionale di azioni di sistema concorrere allo sviluppo delle politiche del lavoro e delle politiche formative attraverso la diffusione di approcci modelli metodologie innovative per il miglioramento del sistema regionale nel suo complesso pag :11

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3.1 le buone prassi europee la conferenza del consiglio europeo tenutasi a lisbona nel 2000 si è posta l obiettivo di fare dell europa l area basata sulla conoscenza più dinamica e competitiva del mondo investendo per migliorare i sistemi educativi promuovendo uno sviluppo sostenibile creando nuovi e migliori posti di lavoro e più coesione sociale il sistema di formazione definito a livello europeo vocational education and training vet ha subìto di recente delle riforme volte proprio ad aumentare la competitività del sistema e il numero di lavoratori con elevate competenze professionali il programma education and training 2010 prevede una stretta collaborazione tra la commissione europea e i singoli stati membri al fine di rafforzare l intero sistema la base per la riforma del sistema di formazione è stata posta in occasione della dichiarazione di copenhagen approvata nel novembre del 2002 uno dei punti essenziali è stata la creazione di un quadro comune delle qualifiche utile a favorire la mobilità dei lavoratori e degli studenti in ambito europeo il metodo sulla quale si basa la strategia è lo stesso che è stato introdotto a partire dal consiglio europeo di lisbona ovvero il metodo aperto di coordinamento esso si basa essenzialmente su a identificazione e definizione congiunta di obiettivi da raggiungere adottati dal consiglio b strumenti di misura definiti congiuntamente statistiche indicatori linee guida c il « benchmarking » vale a dire l analisi comparativa dei risultati degli stati membri e lo scambio di pratiche ottimali sorveglianza effettuata dalla commissione lisbona e la politica comunitaria education and training 2010 hanno avuto come conseguenza diretta l avvio di un programma di iniziativa comunitaria sull apprendimento permanente life long learning programme e l avvio nei singoli stati membri di processi di riforma e adattamento verso il conseguimento degli obiettivi e la creazione di ambienti di apprendimento continuo la sfida di lisbona e della strategia dell education and training rimane ancora viva e attuale infatti l istruzione e la formazione giocano un ruolo importante per affrontare i continui mutamenti a cui è sottoposta la nostra società sia a livello economico che ambientale e demografico il capitale umano è quindi l unico strumento su cui potere investire per porre in essere una crescita sostenibile per l unione in virtù delle suddette premesse il consiglio europeo sull educazione giovani e cultura ha rilanciato gli obiettivi di lisbona e definito una nuova strategia education and training 2020 la quale si basa sul presupposto che attraverso la cooperazione tra gli stati membri bisognerà supportare lo sviluppo dei sistemi di istruzione e formazione che dovranno sostenere a la piena realizzazione personale sociale e professionale di tutti i cittadini b la sostenibilità economica e l occupazione la coesione sociale la cittadinanza attiva e il dialogo interculturale alla realizzazione del disegno education and training 2020 concorreranno i seguenti obiettivi strategici 4 5 6 7 fare dell apprendimento continuo e della mobilità una realtà migliorare la qualità e l efficienza dei sistemi di istruzione e formazione promuovere l equità la coesione sociale e la cittadinanza attiva migliorare la creatività e l innovazione includendo l imprenditoria a tutti i livelli dell education and training l unione europea non lascia però ai soli stati membri la realizzazione degli obiettivi fissati dal consiglio ma interviene con i propri strumenti finanziari a supporto delle politiche nazionali il principale strumento che l unione ha pensato per investire sulla conoscenza e sulle persone è il fondo sociale europeo pag :12

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esso sostiene l occupazione e aiuta i cittadini a potenziare la propria istruzione e le proprie competenze in modo da accrescere le opportunità di lavoro al fine di rispondere alle differenti esigenze gli stati membri e le regioni stilano singolarmente i programmi operativi dell fse per il periodo di programmazione 2000-2006 le aree di intervento dello strumento sono stati l obiettivo 1 2 e il 3 mentre nell attuale periodo 2000/2013 sono le aree obiettivo convergenza e competitività territoriale queste definizioni stanno a indicare ambiti territoriali nella specifico unità regionali che presentano delle caratteristiche economiche omogenee e parametri oggettivamente misurabili il periodo di programmazione 2007/2013 ha portato ad un ridefinizione degli obiettivi e degli strumenti che ha sostanzialmente inglobato i 3 obiettivi in due convergenza e competività regionale e occupazionale introducendo il terzo obiettivo dedicato alla cooperazione territoriale europea l obiettivo convergenza si può riassumere sinteticamente come l ex obiettivo 1 ma il pil pro-capite è calcolato su 27 stati membri a differenza del precedente periodo motivo per cui molte aree geografiche anche italiane ne sono state escluse la ragione di fondo dell obiettivo convergenza è promuovere condizioni che favoriscano la crescita e fattori che portino a una convergenza reale per gli stati membri e le regioni meno sviluppati 1regioni il cui pil e inferiore al 75 della media europea infine l obiettivo competitività regionale e occupazionale che intende rafforzare la competitività e l attrattività delle regioni nonché l occupazione a livello regionale mediante un duplice approccio in primo luogo i programmi di sviluppo saranno intesi ad aiutare le regioni ad anticipare e a promuovere il cambiamento economico mediante l innovazione e la promozione della società della conoscenza l imprenditorialità la protezione dell ambiente e il miglioramento della loro accessibilità in secondo luogo la creazione di migliori e più numerosi posti di lavoro e sarà promossa mediante iniziative di adattamento della forza lavoro e di investimento nelle risorse umane la novità significativa è che a differenza del precedente periodo di programmazione,il fse dovrà avere un programma operativo espressamente dedicato questo sia a livello nazionale che regionale per ciò che attiene alle attività ammissibili al sostegno fse si distinguono nel quadro degli obiettivi convergenza e competitività regionale e occupazione le azioni definite a livello regionale e nazionale sulla base delle seguenti priorità a aumentare la capacità di adattamento dei lavoratori delle imprese e degli imprenditori al fine di migliorare tempestivamente la gestione positiva dei cambiamenti economici b migliorare l accesso al posto di lavoro e l inserimento duraturo sul mercato del lavoro per chi è in cerca di lavoro e per le persone non attive c prevenire la disoccupazione segnatamente quella di lunga durata e quella dei giovani d incoraggiare l invecchiamento attivo e prolungare la vita attiva e aumentare la partecipazione al mercato del lavoro f migliorare l inserimento sociale delle persone svantaggiate in vista di un loro inserimento duraturo nel mondo del lavoro g lottare contro tutte le forme di discriminazione sul mercato del lavoro h migliorare e aumentare il capitale umano i promuovere le partnership 1 pag :13

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spagna 3.1.1 spagna contesto di riferimento la spagna ha conosciuto nell ultima decade una forte crescita del tasso di occupazione e nel 2006 il tasso complessivo era superiore al 66 con un tasso femminile pari a circa il 54 inoltre il tasso di disoccupazione nel 2006 era pari all 8.15 circa 5 punti percentuali meno rispetto al 2000 malgrado la forte crescita economica che ha caratterizzato la spagna la partecipazione femminile al mercato del lavoro rimane insufficiente ed è estremamente elevato il tasso di disoccupazione tra le persone con disabilità i giovani le persone over 45 ed alcuni gruppi etnici come ad esempio i rom la disoccupazione giovanile under 25 è al 22 3 punti sopra la media europea elevato anche il numero di giovani in dispersione scolastica che si attesta al 30 il doppio della media ue l obiettivo è di dimezzarlo entro il 2010 negli ultimi anni il pil è cresciuto il doppio rispetto alla media europea a dispetto di una crescita della produttività in declino un quadro non proprio roseo che si vuole contrastare investendo in innovazione e qualità di prodotto il fondo sociale europeo è lo strumento attraverso il quale la spagna sta affrontando le criticità della sua economia in particolare si pone l obiettivo di migliorare il proprio stock di capitale umano sostenere l imprenditorialità ed aumentare l accesso femminile al mercato del lavoro oltre che promuovere l occupabilità l inclusione sociale e le pari opportunità tra uomini e donne gli obiettivi appena elencati hanno determinato ed innescato un processo di riforma dei sistemi di istruzione e formazione al fine di innalzare i livelli di partecipazione ai processi di apprendimento continuo 3.1.2 spagna il sistema di formazione continua il sistema della formazione in spagna si presenta come una struttura integrata basata sui principi di eguali opportunità di accesso alla formazione professionale e sul coinvolgimento delle parti sociali con le istituzioni il suo ruolo è di promuovere la formazione durante tutto l arco della vita e strutturato in tre sottosistemi distinti ciascuno dei quali è chiaramente definito nel nuovo programma della formazione professionale 1998-2002 i sottosistemi sono i seguenti 4 la formazione iniziale formacion profesional reglada-fpr 5 la formazione occupazionale formacion profesional ocupacional-fpo 6 la formazione continua formacion profesional continua-fpc tradizionalmente in spagna la formazione professionale iniziale era responsabilità del ministero dell istruzione e della cultura mec mentre la formazione degli occupati era demandata al ministero del lavoro e degli affari sociali il modello costituzionale basato sulle regioni ha portato lo stato spagnolo ad una graduale delega di responsabilità sulla gestione e l attuazione delle programmazioni formative alle autonomie locali che stanno tuttora adattando le proprie strutture e creando i necessari modelli di regolamentazione al fine di prendere in carico le nuove responsabilità i tre sottosistemi sono legati insieme dal sistema nazionale delle qualifiche che fissa gli standard e i requisiti necessari per tutti i tipi di formazione attraverso il catalogo delle qualifiche professionali fig2 pag :14

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figura 1 the vocational training system and its subsystems fonte cedefop vocational education and training in spain ,luxembourg office for official publications of the european communities 2001 figura 2 the vocational training and qualification system fonte cedefop vocational education and training in spain luxembourg office for official publications of the european communities 2001 3.1.3 spagna motivazione della scelta la spagna presenta un contesto di riferimento non molto dissimile da quello italiano le sfide più importanti in cui si sta impegnando sono il sostegno alle categorie maggiormente penalizzate donne minoranze etniche rom e categorie svantaggiate l attenzione forte e costante verso questi soggetti sia nelle politiche nazionali che in quelle regionali ha configurato la penisola iberica come best practice nell ambito delle filiere su citate molte esperienze spagnole sono entrate a far parte della pubblicazione dell unione europea european social fund success stories l analisi comparate delle diverse fonti europee di buone prassi nonché i colloqui diretti tenuti con la direzione generale occupazione affari sociali e pari opportunità in bruxelles hanno contribuito a focalizzare l attenzione verso la penisola iberica 3.1.4 spagna le buone prassi la spagna ha denotato attenzione alle politiche formative in favore di utenze particolari concentrando su di esse molte delle risorse del fse una nota particolare va attribuita al programma nazionale acceder destinato alla formazione e l inserimento lavorativo della comunità rom accanto a questo programma si è scelto di presentare una prassi realizzata in andalucia il caso dell andalucia pag :15

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