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azienda calabria lavoro unione europea por calabria 2000-2006 asse iii risorse umane misura 3.1 b ministero del lavoro e della previdenza sociale regione calabria monitoraggio centri per l impiego anno 2007 a cura di daniela de blasio
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hanno collaborato elena bacciarelli rita angela iero irene marsala annunziata saladino maria grazia suraci città del sole edizioni s.a.s di franco arcidiaco c via ravagnese sup 60/a 89131 reggio calabria tel 0965.644464 fax 0965.630176 e-mail info@cittadelsoledizioni.it www.cittadelsoledizioni.it impaginazione maurizio de marco © azienda calabria lavoro stampa alfa gi reggio calabria
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i quadro di riferimento premessa in italia nel corso degli anni 90 sono state messe in campo una serie di azioni finalizzate alla riduzione della disoccupazione tali azioni sono state condotte nella consapevolezza che le politiche attive del lavoro possono essere tanto più incisive ed efficaci se programmate a livello locale e realizzate da un sistema pubblico efficiente di qui la riforma dei servizi per l impiego spi con la quale è stato affidato alle regioni il compito di provvedere all organizzazione dei sistemi regionali per l impiego e delle politiche per il lavoro riservando allo stato un ruolo di coordinamento l 196/97 norme in materia di promozione e dell occupazione anche detta pacchetto treu con il d.lgs 469 97 conferimento alle regioni e agli enti locali di funzioni e compiti in materia di mercato del lavoro sono state successivamente decentrate le funzioni e i compiti in materia di mercato del lavoro alle regioni e alle province autonome dando avvio ad un modello regionale del sistema dei spi che ha permesso il superamento del vecchio collocamento le nuove strutture i centri per l impiego affidate alla gestione delle province sono state chiamate a giocare un nuovo ruolo sul territorio ponendo particolare attenzione all offerta di servizi tarati sulla base delle esigenze degli utenti presenti sul territorio nell ottica di prevenire la disoccupazione È così che i centri si trovano di fronte all erogazione di una pluralità di servizi che vanno dall orientamento all incontro domanda-offerta dall attivazione di tirocini formativi al sostegno alle fasce deboli di utenza negli ultimi anni il sistema nazionale dei servizi pubblici per l impiego è stato oggetto di un processo di profonda trasformazione che ne ha modificato sostanzialmente gli assetti istituzionali e il profilo funzionale questo processo di trasformazione ha avuto origine con la cosiddetta strategia europea per l occupazione seo promossa dal consiglio europeo di lussemburgo del 1997 con la quale i capi di stato si sono accordati per predisporre un quadro d azione basato su un insieme di obiettivi comuni in materia di politica occupazionale il consiglio europeo di lussemburgo ha quindi convalidato definitivamente la seo rendendola effettivamente operativa e formulando una serie di indicazioni per gli stati membri al fine di realizzare in ogni paese un ciclo annuo di programmazione e controllo delle politiche occupazionali 5
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uno dei principi informatori della seo consiste nel trasformare le misure passive relative al mercato del lavoro in politiche attive ciò ha determinato un nuovo modo di concepire l approccio ai problemi della disoccupazione nella convinzione che le sole politiche passive non permettano di risolvere la disoccupazione in modo definitivo il nuovo orientamento delle politiche attive sottolinea viceversa l importanza di aiutare le persone prima che siano disoccupate o al momento in cui lo diventano gli obiettivi della seo costituiscono le fondamenta di tutti gli interventi comunitari e fungono da punti di riferimento a cui i singoli stati devono attenersi ai fini della predisposizione dei piani annuali per l occupazione nap national action plan spetta agli organi comunitari commissione e consiglio verificare la compatibilità dei nap con gli orientamenti dell ue ed eventualmente adottare raccomandazioni nei confronti degli stati che non abbiano attuato la richiesta di convergenza di politiche nel settore la seo ha rappresentato un nuovo incentivo per il processo rapido di ammodernamento e rafforzamento dei servizi pubblici per l impiego un ruolo di primo piano nel processo di innovazione degli spi è svolto dal fondo sociale europeo fse inteso quale strumento programmatorio e finanziario essenziale a supporto della strategia europea per l occupazione il fse è la fonte principale per il finanziamento di azioni per la promozione delle attività dei servizi pubblici per l impiego sia a livello nazionale che regionale e locale l obiettivo è quello di favorire l accesso ad un certo numero di offerte di lavoro per tutti i disoccupati migliorare la qualità dei servizi offerti a persone in cerca di lavoro e datori di lavoro utilizzare meglio le moderne tecnologie dell informazione e della comunicazione e stringere partenariati forti con altri soggetti attivi nel mercato del lavoro parti sociali enti locali enti previdenziali fornitori di istruzione e formazione in italia questi cambiamenti sono avvenuti a partire dal decreto legislativo 496/97 in seguito al quale numerosi sono stati gli interventi legislativi che hanno introdotto nuovi elementi di modernizzazione del sistema dei spi sia innovando servizi preesistenti sia creandone dei nuovi sia aumentandone in prospettiva la competitività con gli operatori privati il d.lgs 181/2000 oltre a ridefinire lo stato di disoccupazione fissa una serie di azioni che i servizi per l impiego sono chiamati a compiere nei confronti di specifiche categorie di disoccupati adolescenti giovani donne in cerca di reinserimento lavorativo disoccupati di lunga durata come i colloqui di orientamento e proposte di adesione ad iniziative formative o di inserimento professionale a questo ha fatto seguito il d.lgs 297/2002 disposizioni modifica6
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tive e correttive del decreto legislativo 21 aprile 2000 n 181 recante norme per agevolare l incontro tra domanda e offerta di lavoro in attuazione dell art 45 comma 1 lettera a della legge 17 maggio 1999 n 144 volto a rivedere la disciplina del collocamento completando così un operazione di semplificazione del collocamento ordinario dei lavoratori iniziata con il d.lgs 181/2000 ha introdotto inoltre ulteriori cambiamenti ad esempio l abrogazione delle vecchie liste di collocamento e del libretto di lavoro la previsione di ulteriori condizioni relative al mantenimento dello stato di disoccupazione da inquadrarsi nel più complessivo riassetto della legislazione sul mercato del lavoro intrapresa dal legislatore questi interventi legislativi hanno ridisegnato sostanzialmente la rete dell intervento pubblico rispetto all assetto precedente attraverso · il trasferimento delle competenze in materia di lavoro dallo stato alle regioni e alle province con relativo passaggio di risorse e di personale · l introduzione di nuovi strumenti di politica attiva del lavoro · il monitoraggio sul mercato del lavoro realizzato a livello nazionale attraverso il sistema informativo lavoro sil e gestito a livello regionale e locale la riforma dei servizi per l impiego con la quale è stata affidato alle regioni il compito di provvedere all organizzazione dei sistemi regionali per l impiego e delle politiche attive per il lavoro ha permesso il superamento del vecchio collocamento basato sulle sezioni circoscrizionali per l impiego quest ultimo era improntato sulla semplice erogazione di servizi di tipo amministrativo rivolti senza distinzioni a tutta la platea dei disoccupati iscritti alle liste la riforma ha previsto invece delle strutture specifiche al fine di proporre iniziative più tarate sulle esigenze di particolari target di utenti nell ottica di prevenire la disoccupazione attraverso strumenti attivi di promozione dell occupazione e della formazione quali l orientamento l attivazione di tirocini formativi l incontro domanda/offerta e il sostegno alle fasce deboli 7
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i 1 la riforma dei servizi pubblici per l impiego nuovi compiti e funzioni a partire dall emanazione del d.lgs 469/1997 numerosi sono gli interventi legislativi che hanno introdotto nuovi elementi di modernizzazione del sistema dei spi la legge n 68/1999 che detta le nuove norme per il diritto al lavoro delle persone disabili nel quadro del decentramento amministrativo che ha riformato la vecchia legge 482/68 istitutiva del cosiddetto collocamento obbligatorio ha introdotto il concetto di collocamento mirato che prevede attraverso l azione svolta dai servizi per l inserimento lavorativo il reale incontro tra capacità lavorative del disabile e le esigenze e necessità delle imprese per la concreta attuazione dell attività di collocamento mirato la legge individua specifici servizi e strumenti le province hanno il compito di istituire organismi paritetici con il compito di fornire le linee guida a livello locale per il funzionamento del collocamento mirato nell ambito dei centri per l impiego la legge prevede inoltre l istituzione di specifici servizi per l inserimento lavorativo dei disabili presso i centri per l impiego che devono potersi avvalere di operatori professionali specializzati nel settore dell inserimento lavorativo dei disabili operatori della mediazione che svolgono l attività prevista dalla legge in raccordo tra la persona disabile e la sua famiglia e l azienda e tutti gli altri servizi territoriali che fino a quel momento hanno seguito il disabile e i suoi familiari nel sostegno alla reale integrazione sociale e lavorativa la novità più importante che riguarda le agenzie per il lavoro è l abolizione dell oggetto sociale esclusivo alle agenzie autorizzate sarà consentito svolgere contemporaneamente l attività di fornitura di manodopera e l attività di collocamento ai servizi pubblici per l impiego si aggiungono così le agenzie per il lavoro per lo svolgimento di funzioni di collocamento comprensiva di intermediazione ricerca selezione e supporto alla ricollocazione tale titolo è concesso a soggetti privati attraverso un doppio regime a autorizzazione affidata allo stato in via generale quale strumento di abilitazione ad operare nel mercato del lavoro b accreditamento affidato alle regioni e specifico per ciascun territorio regionale quale strumento di idoneità ad erogare servizi per il lavoro negli ambiti regionali di riferi9
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mento e all esercizio reale delle funzioni anche mediante accesso alle risorse pubbliche la disciplina del lavoro interinale viene assorbita dalle nuove regole sul contratto di somministrazione a termine e viene abrogata la legge che prevede il divieto di intermediazione e di interposizione nelle prestazioni di lavoro inoltre l attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro potrà essere svolta anche da altri soggetti quali le università pubbliche e private comuni camere di commercio e istituti di scuola secondaria di secondo grado statali e paritari dall ordine nazionale dei consulenti del lavoro infine la legislazione sull obbligo formativo legge 144/1999 prevede la costituzione di un anagrafe regionale all interno della quale devono confluire relativamente ai giovani in età 15-17 anni tutte le informazioni rilevanti dati anagrafici curricula ecc per garantire l effettivo conseguimento dell obbligo inoltre oltre all organizzazione di un puntuale sistema di comunicazione delle informazioni anche per realizzare tempestive notifiche di eventuali cambiamenti o interruzioni del percorso del giovane vengono attivate azioni di accompagnamento e tutoraggio per quanti abbandonino o ne abbiano l intenzione il percorso scolastico o formativo l avvio di tale servizio presuppone una stretta cooperazione fra i spi e le istituzioni di formazione o le scuole al fine di predisporre la tenuta delle informazioni azioni di contatto colloqui informativi orientamento avviamento verso nuove attività formative avvio verso l apprendistato ecc appare quindi in tutta evidenza che i servizi pubblici per l impiego dovranno ormai imparare ad operare in un contesto competitivo con la compresenza di operatori pubblici e privati tutti gli interventi normativi successivi al decreto di avvio della riforma l attuazione del decentramento ed il recepimento di nuovi indirizzi ed istituti da parte di regioni e province stanno dando vita ad una rete di servizi sul territorio con l obiettivo di integrare le funzioni tradizionali di collocamento con nuove politiche di servizio agli individui ed alle imprese articolandone l attività su servizi di informazione orientamento professionale e formativo assistenza personalizzata ecc oltre che all incontro tra domanda e offerta di lavoro con la legge 30/2003 ed il successivo decreto attuativo d.lgs n 276/2003 sono state introdotte novità importanti che permettono ai spi italiani di raggiungere lo standard richiesto dall unione europea ma sopratutto cessa il monopolio pubblico del collocamento nel mercato del lavoro entrano nuovi operatori anche privati e viene istituita la borsa continua nazionale del lavoro quale strumento telematico di rinnovamen10
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to del collocamento per garantire un mercato del lavoro aperto trasparente concorrenziale ed efficiente la borsa del lavoro richiama il sistema informativo lavoro sil già previsto col d.lgs 469/1997 quale insieme di risorse informatiche hardware software reti servizi che riguardano le strutture preposte a gestire le politiche del lavoro e dei servizi per l impiego costituendo un unico dominio informatico articolato in un sistema centrale e in più sistemi regionali in tale contesto i servizi privati possono stimolare il servizio pubblico purché non si operi in una sola logica di complementarità in cui il privato si rivolge alle persone più facili da collocare in genere quelle a professionalità più elevata anche se ai servizi per l impiego continueranno a rivolgersi le persone che cercano lavoro e le fasce più deboli che corrono i maggior rischi di esclusione tuttavia un migliore utilizzo dei fondi pubblici a disposizione i miglioramenti tecnologici ed organizzativi potrebbero permettere di aprire spazi di concorrenzialità con le nuove agenzie private concentrandosi di più su attività di counseling e su tutta la gamma dei servizi per l orientamento appare quindi in tutta evidenza che i servizi pubblici per l impiego dovranno ormai imparare ad operare in un contesto competitivo con la compresenza di operatori pubblici e privati tutti gli interventi normativi successivi al decreto di avvio della riforma l attuazione del decentramento ed il recepimento di nuovi indirizzi ed istituti da parte di regioni e province stanno dando vita ad una rete di servizi sul territorio con l obiettivo di integrare le funzioni tradizionali di collocamento con nuove politiche di servizio agli individui ed alle imprese articolandone l attività su servizi di informazione orientamento professionale e formativo assistenza personalizzata ecc oltre che all incontro tra domanda e offerta di lavoro 11
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i 2 il mercato del lavoro in calabria il territorio calabrese si caratterizza per una serie di peculiarità e variabili che si intersecano nella sua dinamica demografica e del mercato del lavoro in estrema sintesi · il mercato del lavoro si caratterizza in modo spiccato per un basso numero di posti di lavoro · il mercato del lavoro è profondamente segmentato sia dal punto di vista del sesso che delle fasce d età · vi è forte segmentazione dal punto di vista del titolo di studio · il tasso di disoccupazione è alto a fronte del numero dei soggetti in cerca di una collocazione lavorativa · si manifesta particolarmente il fenomeno del lavoro sommerso o sottopagato condizione storica la condizione storica della regione mostra nell ultimo decennio una sensibile diminuzione dei posti di lavoro alla quale si associa una forte crescita delle persone in cerca di lavoro nell arco di tempo tra il 1995 ed il 1998 la calabria ha perso circa 31mila posti di lavoro l indagine istat sulle forze di lavoro registra per il 1999 un recupero del numero degli occupati nella misura di 13mila unità prevalentemente uomini crescono nello stesso anno anche le persone disponibili a lavorare ma che ancora non costituiscono forza lavoro per gli incalzanti deficit occupazionali che possono essere stimate nella misura di 167mila unità il livello di disoccupazione giovanile in calabria raggiunge la punta del 65 registrando un enorme divario rispetto alle altre zone territoriali del paese la forbice che separa il trentino alto adige dalla calabria è di oltre 24 punti mentre in europa la media dei giovani sotto i 25 anni in cerca di occupazione è del 17 sempre in calabria la percentuale di donne prive d occupazione raggiunge il 41 questa stima non costituisce solo un effetto della riduzione del numero dei posti di lavoro ma è l effetto immediato anche della maggiore partecipazione di soggetti al mondo del lavoro sono disoccupati soprattutto i giovani tra i 16 e i 24 anni e le donne in questi anni la calabria consta ancora di un basso livello di scolariz13
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zazione soprattutto tra le donne che costituiscono la fascia più ampia di soggetti privi di occupazione sono 525mila i calabresi con un titolo di studio pari al diploma ma neppure un quinto di questi possiede una laurea ponendo a confronto le dinamiche provinciali di questi anni emerge con chiarezza una situazione di forte marginalità per la provincia di crotone dove nel 1999 il tasso di disoccupazione maschile è del 24 e del 38,1 quello femminile a vibo valentia il tasso di disoccupazione è più basso la città più eccellente è cosenza che presenta tassi di disoccupazione maschili abbastanza bassi piuttosto in contrasto i risultati di reggio e catanzaro accentuate le diversità di genere su tutto il territorio calabrese in cui emergono le debolezze del territorio soprattutto per le donne in particolare per le più giovani quasi la metà dei disoccupati calabresi possiede però un diploma o una laurea i primi anni del nuovo millennio prospettano una pessima condizione del territorio calabrese sul panorama nazionale rispetto ad esso settori di attività per ciò che attiene ai vari settori di attività che si prospettano sul panorama del territorio calabrese emerge già da questi anni una forte contrazione dell occupazione nell agricoltura stabilità nel settore dell industria comunque poco presente in queste terre e forte crescita nel settore dei servizi si riduce l occupazione dipendente nel quinquennio tra il 1994 e il 1999 ma manifesta una crescita di occupazione indipendente evoluzione del mercato del lavoro in calabria negli anni più recenti valutando la posizione lavorativa del territorio calabrese degli anni più recenti la condizione del mercato del lavoro sebbene ancora fortemente provata manifesta qualche miglioramento dunque la calabria migliora leggermente la sua posizione rispetto al resto del sud e si allinea all andamento nazionale in realtà tale allineamento alla media nazionale deve essere considerato alla luce dei tassi di crescita più contenuti che si sono registrati negli ultimi anni nell intero paese e soprattutto nel mezzogiorno d italia che nel suo complesso è cresciuto molto meno delle altre aree deboli dell unione europea effetti questi da collegare alla debolezza strutturale delle regioni del sud e ad un insufficiente volume di attività produttiva 14
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ad un sottodimensionamento delle imprese ad un basso grado di internazionalizzazione sia in termini di capacità di export sia di attrazione degli investimenti esteri a più difficili condizioni di contesto produttivo tuttavia non possono non considerarsi rispetto ai dati sopra riportati relativi agli ultimi anni del precedente millennio dati di crescita dei livelli occupazionali e delle opportunità di inserimento lavorativo per ciò che attiene agli investimenti esteri si registra una crescita dell export regionale nel 2006 che ha permesso di registrare una crescita del 2,2 segnali che si confermano nel primo semestre 2007 interessante l andamento del porto di gioia tauro i cui traffici registrano nel 2007 una buona espansione che permette di recuperare i negativi andamenti degli anni precedenti fortemente contenuta la spesa nella pubblica amministrazione che mantiene pertanto lo scarso andamento occupazionale degli ultimi anni a favore della spesa per investimenti il divario con il centro-nord tra il 2000 e il 2006 ha mostrato un tendenziale peggioramento l agricoltura che storicamente condiziona l economia calabrese ha registrato nel 2006 una flessione della produzione 3,9 ma meno accentuata di quella ben più grave dell anno precedente ma anche in questo caso necessita sottolineare che il settore risulta in calo anche nelle altre aree del paese sperimentando una diminuzione del -4,1 sostanzialmente stazionario è risultato nel 2006 l andamento dell industria della regione nel periodo 2001-2006 l andamento dell industria in calabria a fronte di una tendenza che è risultata in calo in tutto il paese ha registrato una dinamica positiva con una crescita dello 0,2 in media all anno ma la vera crescita in questo anno si è registrata nei settori dell edilizia e dei servizi tale aumento è stato in media sensibilmente superiore sia agli anni precedenti di inizio millennio sia in particolare alla crescita registrata nel mezzogiorno e in tutto il paese in calabria i settori del terziario che nel 2006 hanno in particolare mostrato un maggior incremento sono stati quello dell intermediazione monetaria finanziaria e immobiliare e le altre attività di servizi in genere certamente si tratta di valori che celano un divario negativo negli indicatori del mercato del lavoro rispetto alla media nazionale la calabria si presenta con un tasso di occupazione della popolazione in età lavorativa 15-64 anni relativamente più basso 45,6 nel 2006 a fronte del 64,2 del centro-nord e da un tasso di disoccupazione più elevato 12,9 rispetto al 4,4 delle regioni del centro-nord tuttavia il 2006 evidenzia una ripresa dell occupazione rispetto agli 15
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anni precedenti il numero degli occupati nel 2006 gode di una crescita dell 1,8 in più rispetto all anno precedente pari a circa 12 mila unità dati ai quali si accompagna nello stesso anno un accentuata flessione del numero delle persone in cerca di occupazione la crescita è pressoché simile alla crescita registrata nel mezzogiorno ed è sensibile alle donne che recuperano livelli di occupazione rispetto agli ultimi anni tale crescita ha però sostanzialmente riguardato il settore autonomo mentre i dati relativi alla componente dipendente sono rimasti praticamente invariati rispetto gli anni precedenti caratterizzante degli anni più recente la maggiore flessibilità del lavoro i lavori atipico e a tempo determinato hanno permesso di ridurre i tassi di disoccupazione del breve periodo non risolvendo però i problemi occupazionali in calabria il lavoro atipico si registra sicuramente maggiore in calabria rispetto all intero mezzogiorno d italia nel complesso in tutte le province calabresi nel corso del 2006 si registrano incrementi occupazionali la crescita più intensa si è avuta nella provincia di cosenza 3,4 seguita da catanzaro 2,3 contenuta la crescita occupazionale della provincia di crotone e di vibo valentia eccezione è reggio calabria dove si rileva una sostanziale stabilità rispetto al 2005 le statistiche sul mercato del lavoro nella provincia di reggio calabria relative al secondo semestre 2007 elaborate dall oml osservatorio sul mercato del lavoro mostrano informazioni recenti sull andamento dello stato di occupazione nella provincia di reggio calabria si presenta un totale di 134.595 disoccupati nel periodo di cui 76.265 donne secondo i dati emersi dall osservatorio ancora è la fascia che va dai 31 ai 40 anni che risente maggiormente del problema occupazionale i dati mostrano come nella provincia in questione sono 1.554 i soggetti ad avere un impiego temporaneo dei soggetti disoccupati e in cerca di occupazione ben 38.967 sono in possesso di un diploma di maturità e 4.735 di una laurea molti sono però anche i soggetti che sono in possesso solo della licenza elementare pochi invece coloro che possiedono una qualifica professionale gli ultimi dati raccolti relativi all intera regione risalgono al quarto trimestre dell anno 2007 questi apportano dati non dissimili a quelli dedotti dalla provincia di reggio calabria si rappresenta una forza lavoro data da soggetti occupati e soggetti in cerca di occupazione pari a 716.000 quindi un tasso di occupazione del 47,3 di cui più della metà sono uomini ancora una volta dunque i maggiori problemi occupazionali riguardano il genere femminile un pri16
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mato negativo che ancora persiste in calabria riguarda la più alta percentuale al sud per l impiego fuori legge che si registra principalmente nel settore edilizio il dato è emerso dal rapporto costruttori di sviluppo redatto dall ufficio studi della confartigianato secondo la ricerca effettuata in regione il lavoro irregolare ha raggiunto la percentuale del 44,3 seguito dalla sicilia col 30,1 e dal molise col 20 17
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dati occupazione 2003 territorio del 2003 calabria cosenza crotone catanzaro reggio calabria vibo valentia femminile catanzaro cosenza crotone tasso di attivitÀ in calabria 44,81 45,56 38,80 45,33 44,36 48,39 33,51 33,12 reggio calabria vibo valentia maschi catanzaro cosenza crotone reggio calabria vibo valentia tasso di occupazione in calabria 23,20 30,88 36,69 58,60 60,40 56,35 60,49 58,54 55,46 territorio del 2003 calabria cosenza crotone catanzaro reggio calabria vibo valentia 23,42 20,06 21,88 22,83 24,92 27,47 18
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