Vita pensata -Anno I- N°3 - Settembre 2010

 

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Rivista mensile on line di filosofia-Registrata presso il Tribunale di Milano, N° 378 del 23/06/2010, ISSN 2038-4386

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 3 settembre 2010 issn 2038-4386 vita pensata la filosofia come vita pensata 3 soltanto se uno riesce a vivere secondo la filosofia può partecipare a essa perché tutto non diventi solo parola come dice platone nella settima lettera friedrich nietzsche frammenti postumi 1869-1874 30 [17 2

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 3 settembre 2010 direttore responsabile augusto cavadi direttori scientifici alberto giovanni biuso giuseppina randazzo rivista mensile on line registrata presso il tribunale di milano n° 378 del 23/06/2010 issn 2038-4386 2

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 3 settembre 2010 indice vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 3 settembre 2010 editoriale agb gr l individuo la societÀ 4 vita pensata la filosofia come vita pensata temi augusto cavadi vita pensata sul danubio marino badiale breve dialogo sull universitÀ e sull italia paolo citran la filosofia nei futuribili licei marco de paoli de maligno morbo bibliomania dicto marco schiavetta persona e comunicazione autori 5 8 11 17 22 3 soltanto se uno riesce a vivere secondo la filosofia può partecipare a essa perché tutto non diventi solo parola come dice platone nella settima lettera friedrich nietzsche frammenti postumi 1869-1874 30 [17 2 anno i n 3­settembre 2010 mensile di filosofia issn 2038-4386 alberto giovanni biuso arnold gehlen natura e istituzioni dario generali diacinto cestoni uno speziale sei-settecentesco tra invisibilitÀ e riscoperta storiografica 27 35 38 pasquale indulgenza michele de tommaso filosofo scienziato architetto visioni agb gr kubrick va in scena la fotografia alberto giovanni biuso nabucco una metafora andrea ferroni meraviglie del barocco sito internet www.vitapensata.eu 49 51 53 56 giusy randazzo oltre i confini dell isola recensioni alberto giovanni biuso cÉline gli umani la medicina roberto fai dalla scomparsa delle `lucciole a una `politica delle sopravvivenze 60 63 67 giusy randazzo la filosofia come genere letterario nees dario carere spiritualitÀ ne la sirenetta alessandro generali forme e modelli dell intrattenimento in copertina esserci in africa fotografia di paola filadelli videoludico in etÀ informatica 72 76 scrittura creativa simone de andreis i volti dell amore giusy randazzo il genio 3 79 82

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 3 settembre 2010 editoriale l individuo la societÀ agb gr intera esistenza umana poggia su equilibri assai sottili e pronti a spezzarsi anche per questo vivere non è un impresa facile la dinamica tra individuo e comunità è una delle più complesse È infatti sempre possibile che l una dimensione prevarichi sull altra nelle società e nelle epoche dove domina l identità il rischio è che il libero esplicarsi della persona venga soffocato dalla potenza delle regole e degli apparati dove e quando invece prevale la differenza è lo stesso tessuto sociale a trovarsi in pericolo il gioco tra identità e differenza tra il singolo e il tutto è dunque fondamentale affinché la natura sociale della nostra specie salvaguardi se stessa senza cadere nell ipertrofia dell ego o nel dominio totalitario dell intero È anche a questo tema che possono essere ricondotti alcuni dei contributi che compaiono nel terzo numero della rivista al problema educativo che è fondamentale per un corretto rapporto tra il soggetto che cresce e il contesto in cui lo fa si riferiscono le analisi di m badiale sulla condizione dell università in italia -ma non solo e quelle di p citran sulla scuola m schiavetta affronta il rapporto tra persona e comunicazione e a g biuso riassume le tesi di arnold gehlen sulla necessità delle istituzioni a uno dei periodi di maggiore rinnovamento delle dinamiche sociali quell epoca tra il barocco e la fine del settecento che paul hazard ha definito come il momento di crisi della coscienza europea sono rivolti gli articoli di d generali di p indulgenza e di a ferroni e anche i testi dedicati alle forme di intrattenimento nell età informatica a generali alla possibilità di sopravvivenza l di un vero agire politico r fai alle suggestioni che viaggi e libri offrono al soggetto curioso del mondo a cavadi e m de paoli chiariscono alcune delle dinamiche sociali contemporanee la recensione di g randazzo a uno dei libri più belli e importanti di giorgio colli ci riporta al tempo/spazio dal quale è scaturito il pensiero europeo alla stessa autrice si deve una riflessione sull idea di genio in relazione all ambiente nel quale e dal quale esso emerge tra tutti i rapporti che intercorrono tra gli umani il più denso e complesso è certamente il sentimento che chiamiamo amore al quale è dedicata la riflessione di s de andreis gerini speriamo dunque che con questo terzo numero si faccia sempre più chiaro che cosa intendiamo con l espressione vita pensata un tentativo di cogliere le strutture più profonde dell essere e del divenire umano in relazione al tutto del quale sono parte in modo che ogni nostro istante sia colmo di un senso che trascende lo stesso soggetto ringraziamo infine i fotografi che stanno mettendo generosamente a disposizione le loro immagini aiutando noi e chi ci legge a cogliere nel tessuto delle parole l immediatezza degli istanti 4 foto di paola filadelli

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 3 settembre 2010 vita pensata sul danubio di augusto cavadi signorina scriveva ­press a poco­ emanuel mounier a una studentessa essere filosofo significa non distinguere più se si pensa ciò che si vive o se si vive ciò che si pensa per la fortuna dei professori di filosofia il criterio definitorio suggerito dal teorico francese del `personalismo comunitario non ha avuto successo e molti filosofi di professione possono tranquillamente continuare a `professare le idee altrui evitando accuratamente di esporre le proprie ­ sino al punto talora di rinunziare ad averne ma la filosofia autentica integrale -forse sarebbe meglio dire la filosofia tout court esiliata da numerosi istituti universitari e da altrettante aule scolastiche trova ospitalità negli interstizi delle svariate modalità di esercizio del pensiero umano nelle opere cinematografiche come nelle sentenze giudiziarie negli appunti di uno psicoterapeuta come nelle omelie di un pastore cristiano nel diario di un adolescente al primo innamoramento come nel testamento di un anziano alle soglie del trapasso conclusivo e ovviamente nella letteratura che si tratti di filosofia non esclude anzi al contrario presuppone la sua opinabilità ma ­pur se materia grezza vale la fatica necessaria a lavorarla più che nel caso di prodotti `tipicamente filosofici retoricamente e dialetticamente raffinati quanto rarefatti al punto da rendere irriconoscibile da `cosa provengono e verso `cosa tendono scrivo queste righe durante un pellegrinaggio fluviale sul danubio ospite con la mia donna­ di un battello che ci disloca da vienna a budapest e mi vengono suggerite dalla compagnia quasi obbligatoria di danubio di claudio magris redatto nel 1986 ma che medito nell elegante edizione rilegata della garzanti del 2009 il germanista infatti anche in quest opera ribadisce con discrezione quasi en passant ma con insistenza ciò che quanti esercitiamo la filosofia per mestiere dovremmo evitare di dimenticare o recuperare alla memoria per parafrasare una nota formula kantiana la vita senza riflessione è cieca la riflessione senza vita è vuota ovviamente ciò che chiamo -genericamente­ `riflessione in magris è -più specificamente­ talora scienza talaltra letteratura qualche volta egli sembra opporre queste due modalità della facoltà intellettuale «il problema di ogni scienza è quello di far combaciare i mari del sud il loro blu immenso e frastagliato con l azzurra carta geografica dei mari del sud poco incline all esattezza il letterato preferisce divagare moraleggiare sulle presunzioni dell esattezza scientifica» p 25 altre volte però sembra che letteratura designi qualsiasi tentativo di mettere per iscritto i propri pensieri in questo senso più vasto e meno negativo «la letteratura si posa sul mondo come un emisfero poggiato su di un altro due specchi che si riflettono a vicenda come dal barbiere» -tesi che si può condividere anche senza sposare le due righe che la seguono «e si rimandano l un l altro l inafferrabilità della vita o la nostra incapacità di afferrarla» p 353 il pensiero senza vita è vuoto un personaggio di jean paul «contemporaneo di goethe e schiller e scrittore anticlassico» p 95 il rettore florian fälbel viene assorbito totalmente 5 temi

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 3 settembre 2010 temi dalla preparazione del programma di viaggio con i licenziandi egli è quasi la rappresentazione plastica del divorzio fra pensiero e realtà extra-mentale «l attenzione rivolta alla carta geografica impedisce di guardare i luoghi che si stanno attraversando e la lettura ad alta voce della descrizione di un edificio nel manuale del büsching distoglie gli occhi dall edificio stesso» p 99 che il pensiero si vanifichi ogni qual volta cessa di rispecchiare la vita in cui affondano le sue radici e da cui trae l humus vitale è sempre vero ma lo è ancor di più quando vuole sondare altezza larghezza e profondità del negativo il male assoluto non esiste perché «anche l azione più atroce è collegata da nessi storici -e cioè relativi­ alla realtà complessiva ma nell istante in cui lo si vive il male viene sentito come una violenza assoluta e anche la riflessione che cerca di capirne le cause e i motivi non può dimenticare l istante in cui lo si patisce con sofferenza totale se non vuole snaturarsi in una conciliazione filistea che smussa il dolore e impedisce l autentica comprensione della tragedia» p 378 foto di mario micciancio pensare anche la vita ha bisogno di pensiero per essere vita intensa piena un modo errato ma frequente di trovare senso al fluire del divenire è l ideologia magris lo nota a più riprese per esempio a proposito dello scrittore marxista andrea a lillin «come molti rigidi custodi d una verità immutabile era intimamente fragile e sensibile un werther stalinista un anima bella che cercava riparo alla propria vulnerabilità sentimentale nella corazza d una fede incrollabile soffriva come tutti del mondo che muta delle verità che passano dei visi amati che si estraniano dell innumerevole perdersi delle cose cercava di imporre all indistinto e fugace brulichio dell esistenza un volto immutabile un ordine rassicurante» p 389 È soprattutto davanti al dolore provocato a esseri umani da parte di propri simili che scatta la tentazione di coprire col velo dei nostri pregiudizi più nobili la sconcertante scandalosità della storia «una visita a un lager fa apparire ridicola la fiducia nel grande albero dell umanità immaginato da herder come un tutto armonioso probabilmente quell immagine e il senso di pienezza che ne deriva è solo una nostra esigenza sovrapposta al caos insensato degli eventi» p 34 la vita senza pensiero è cieca tuttavia il rischio di fare dell attività intellettuale uno strumento di camuffamento edulcorante di ciò che è reale non può costituire motivo valido per rinunziare a pensare a tentare di decifrare -senza pretesa di esaustività né di definitività­ gli enigmi della natura e della storia se è vero infatti che ­secondo la terminologia di michelstaedter­ «la rettorica ossia l organizzazione del sapere è l enorme ingranaggio della cultura il febbrile l ideologia ovvero il pensiero come illusione se il pensiero ha bisogno di vita da 6

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 3 settembre 2010 meccanismo dell attività con il quale gli uomini incapaci di vivere riescono ad ingannarsi a precludersi l annientante consapevolezza della loro mancanza di vita e di valore a non accorgersi del loro vuoto» p 72 non è meno vero che ogni poeta anzi in misure differenti ogni intellettuale­ è «il sottile e capzioso stratega che strappa momenti assoluti di significato al deserto dell assenza e della temporalità» p 95 non tutta la cultura la riflessione di secondo grado è retorica mistificante «l autentica scrittura nasce dal desiderio di rendersi ragione del prolisso impaccio di vivere» p 85 ci sono varie modalità ­direi prismatiche per evitare qualsiasi gerarchizzazione degli approcci di questo rendersi ragione la spiegazione dello scienziato l interpretazione dello storico l intuizione del poeta il ragionamento del filosofo ovviamente ognuno di questi approcci ha prerogative proprie e corre rischi peculiari lo scienziato che descrive i fatti che coglie -o costruisce­ nessi fra gli eventi ha il vantaggio di tenersi in prossimità dei fenomeni è come se alla stregua di neweklowsky autore di «un volume in tre tomi di 2164 pagine complessive comprese le illustrazioni che pesa cinque chili e novecento grammi e che come dice il titolo affronta la navigazione e la fluitazione nel danubio superiore» p 66 «al pari di quine puntasse continuamente il dito dicendo `danubio e questa ininterrotta ostensione scandisse la sua vita con una passione continuamente corrisposta» p 72 ma proprio questa aderenza ai dati comporta il rischio di un analisi sempre meno significativa -o rivelativa di senso­ man mano che diventa più puntuale più esatta viceversa il filosofo che osa il `passo indietro rispetto alla rassicurante sfera empirica ha il pregio di mirare a una visione complessiva a inserire la parte nel tutto -«sa che il mondo esiste per essere ordinato e affinché i suoi dispersi dettagli siano connessi dal pensiero» ma corre il rischio di offrirsi «al riso degli dei» come sosteneva a proposito di hegel «con faziosa acutezza kierkegaard» p.67 ci sono dei secoli ossia delle culture nei quali anche la genialità speculativa si espone facilmente al comico nella sua pretesa di incasellare ogni fugace particolare dell esistenza certe pagine tomiste o hegeliane non si sottraggono alla derisione al pari di heidegger questo lato comico non sminuisce certo la grandezza di hegel o di heidegger ogni pensiero veramente grande deve aspirare alla totalità e questa tensione comporta sempre nella sua grandezza anche un elemento caricaturale una punta di autoparodia p 68 una circolarità virtuosa in qualsiasi delle sue manifestazioni lo si consideri dalle scienze `dure alle speculazioni più `astratte il pensiero chiede di entrare in circolarità dialettica virtuosa ma sempre incompiuta fra vita e pensiero fra spensieratezza vitale e vitalità pensosa proprio come suggeriva a magris un pensatore danese del xix secolo «la vita diceva kierkegaard può essere compresa solo guardando indietro anche se dev essere vissuta guardando avanti ­ossia verso qualcosa che non esiste» p 43 al di là delle possibili esemplificazioni è l idea stessa di danubio a rivelarsi istruttiva intridere il proprio viaggio di pensiero al punto da non saper più distinguere à la mounier se pensi e dunque viaggi o se viaggi e dunque pensi con l effetto più o meno intenzionale di regalare ad altri -in futuro­ la possibilità di compiere una navigazione sul danubio che è inseparabilmente un viaggio attraverso il tempo e dentro la propria identità 7 temi

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 3 settembre 2010 temi breve dialogo sull universitÀ e sull italia di marino badiale a la vostra protesta contro la riforma gelmini è sconfitta in partenza nel senso comune domina l immagine dell università come luogo di corruzione le vostre proteste vengono viste dalla larga maggioranza come le proteste di baroni corrotti e fannulloni b l università è marcia perché è marcia l italia a È la solita banale scusa del tutti colpevoli nessun colpevole non funziona b non si tratta di scusare ma di spiegare È importante capire perché l università è marcia per giudicare se le misure proposte sono adeguate a e secondo te non lo sono b ovviamente no il marciume italiano ha vari livelli l università non è il punto culminante dove si trova in italia il livello massimo di marciume a risposta facile b certo nella politica nell imprenditoria che ricava vantaggi dalla collusione con la politica nel mondo dei media asserviti all uno o all altro dei grandi ladroni della politica e dell imprenditoria e da chi viene l attacco alla corruzione universitaria e l appoggio alla riforma a altra risposta facile b esattamente dalla politica dal mondo dell imprenditoria dai media il mondo dove si concentra il livello massimo e più ripugnante di marciume e corruzione in questo paese è esattamente il mondo dal quale vengono le proposte legislative dirette a raddrizzare la situazione dell università nasce spontanea la domanda è ragionevole pensare che il marciume massimo di politica imprenditoria e giornalismo italiani possa fare qualcosa per guarire il marciume medio dell università italiana a detta così la risposta sembra ovvia b lo è infatti la risposta è che l intervento nell università del mondo massimamente corrotto della politica dell imprenditoria e dei media non potrà che aumentare la corruzione e il marciume a ma allora perché questa campagna contro l università per puro gusto di rompere le scatole b perché per i signori della politica dell imprenditoria e dei media il problema non è che l università è corrotta il problema è che non lo è abbastanza a questa è bella spiegati b cercherò di essere breve parto da due citazioni a eccolo il professore b fatte a memoria del tutto imprecise da qualche parte bertrand russell parlando di non ricordo quale astratto problema filosofico fa una battuta ricordando i numerosi vantaggi che ha il furto rispetto al lavoro onesto a e quindi anzi in omaggio al lord inglese citato so what b sarai d accordo anche tu che il furto presenta in effetti parecchi vantaggi rispetto al lavoro onesto È pure ben noto che ha un solo ma decisivo svantaggio a cioè il fatto che a rubare si finisce in galera b già se però in un paese si decide di ridurre al minimo il pericolo della galera almeno per i grandi ladri della politica e dell imprenditoria il risultato sarà chiaro rimanendo solo i vantaggi del furto rispetto al lavoro onesto vi sarà la proliferazione dei ladri e a questo punto viene bene la seconda citazione 8

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 3 settembre 2010 a un altro filosofo b no tanti anni fa in un contesto che non occorre adesso ricordare beppe grillo osservò in sostanza che in un paese in cui tutti sono ladri nasce il problema ma a chi rubano foto di mario micciancio a riassumendo b se vogliamo parlare del nostro paese il succo è questo essendo venuto meno il controllo di legalità sui potenti vi è stata una tale proliferazione di corruzione e di corrotti da creare il problema di dove trovare le fonti per sostenere tale livello specie in un momento di crisi economica come l attuale ed ecco che si arriva all università a che non è questa grande fonte di soldi b certamente no ed è appunto questo il motivo per cui finora era stata lasciata relativamente in pace ma adesso la corruzione si è talmente diffusa sta diventando talmente difficile sfamare la voraci schiere dei cosiddetti ceti dirigenti anzi digerenti che anche i pochi soldi che girano all università diventano appetibili naturalmente sono gli stessi motivi per i quali dopo le grandi privatizzazioni degli anni `90 oggi si vuole privatizzare tutto il resto a partire dall acqua ma nel loro appropriarsi diretto dell università i ceti digerenti incontrano un problema a quale b proprio la corruzione dell università tanto denunciata a non capisco spiegati perché i corrotti della politica e dell imprenditoria dovrebbero trovare un problema nella corruzione universitaria b perché quest ultima presenta caratteristiche in qualche modo vecchie prendi l esempio classico dei concorsi a certo con il barone che mette in cattedra moglie e figli b sono in casi meno importanti perché relativamente ristretti il vero meccanismo deviato dei concorsi è quello del cattedratico che fa avanzare i propri allievi anche se di valore scientifico discutibile ora si tratta naturalmente di un fenomeno negativo che incide pesantemente sull università ma si tratta anche di qualcosa di profondamente diverso rispetto alla corruzione normale della politica e dell economia come ci viene descritta dalle cronache questo meccanismo perverso ha pur sempre la sua lontana origine in un`idea ormai distorta fino ad essere irriconoscibile di cultura e di ricerca ora immagina il normale politico italiano che si trova ad avere a che fare con un ambiente di questo tipo un ambiente nel quale permane un eco un ricordo deformato e irriconoscibile di cultura scienza e ricerca e nel quale i meccanismi del potere devono comunque fare i conti con questo ricordo deformato a si troverà un po a disagio anche solo un eco lontana di pensiero e cultura dovrà apparirgli come un anacronismo mi viene da pensare a cetto la qualunque b il personaggio di antonio albanese il politico corrotto criminale ignorante e violento cioè l essenza della politica italiana odierna hai ragione è un esempio 9 temi

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 3 settembre 2010 cultura e scienza nel nostro mondo ma è un compito di altri tempi meno plumbei degli attuali adesso occorre protestare nei modi possibili sapendo che la lotta contro la riforma come dicevi prima è molto probabilmente destinata alla sconfitta bisogna saperlo come bisogna sapere che in generale potranno essere sconfitte le singole proteste contro questa o quella iniziativa degli attuali corrotti ceti dirigenti ciò che occorre veramente oggi è inquadrare le singole proteste generate dalla crisi sempre più profonda del paese in una lotta di liberazione nazionale a nientedimeno b nientedimeno niente si potrà salvare di questo paese né l università né altro se non vengono cacciati via la totalità degli attuali ceti dirigenti della politica dell economia e dei media a chiedi una specie di rivoluzione b non una specie una vera rivoluzione temi che chiarisce metti allora cetto la qualunque che vuole entrare nei giri di potere dell università ovviamente si muoverà benissimo nei meccanismi di potere e di corruzione che riconoscerà facilmente ma a ma b ma ad un certo punto della sua carriera accademica al povero cetto la qualunque sarà chiesto di dire qualcosa su un sonetto trecentesco o su un equazione differenziale e di fronte alla sua incapacità verrà sopravanzato nelle lotte di potere da qualcuno corrotto come lui ma capace di dire qualcosa anche di scarso valore su petrarca o su maxwell in sostanza il povero cetto la qualunque capirà che nell università la corruzione e il potere certo presenti hanno meccanismi relativamente diversi da quelli ai quali è abituato meccanismi che egli avvertirà come antiquati poco moderni poco innovativi a e quindi chiederà a gran voce una riforma che renda l università moderna e innovativa b cioè corrotta come il resto del paese con gli stessi meccanismi e le stesse modalità e verrà accontentato dalla gelmini che prevede l ingresso nei consigli di amministrazione delle università di esterni cioè di gente che non ha dovuto nemmeno una volta in vita propria dimostrare di saper dire qualcosa su aristotele o su newton a bel quadro ma sai fare qualcosa d altro oltre a criticare insomma sai dire cosa si può fare allora per l università b poco o niente se avessimo di fronte dei veri politici non una massa di nullità incolte e corrotte si dovrebbe discutere di quale evoluzione abbia portato a quei meccanismi distorti ai quali abbiamo accennato e per questo occorrerebbe ridiscutere cosa siano 10 foto di mario micciancio

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 3 settembre 2010 la filosofia nei futuribili licei di paolo citran e rano gli anni novanta prima dell entrata in funzione dell esame conclusivo di stato introdotto nella secondaria superiore da luigi berlinguer come spesso mi era capitato svolgevo il ruolo di cireneo di turno nella qualità di commissario interno in un periodo in cui nel mio istituto si respirava un certo fervore innovativo con l avvio di sperimentazioni autonome che successivamente sarebbero divenute corsi brocca e conseguentemente con un certo dibattito interno su come lavorare che libri di testo adottare et cetera un anziano ­ma oserei dire forse antico­ commissario di filosofia evidentemente non condividendo il mio sperimentalismo che si concretizzava nei programmi svolti e nella loro impostazione didattica e culturale oltre che nella scelta dei libri di testo un giorno di fine esami con l aria e l intento di svelarmi un importante segreto del mestiere con fare guardingo fece uscire dalla sua cartella un volumetto sino ad allora tenuto rigorosamente riposto si trattava del glorioso lamanna unus liber voleva evidentemente comunicarmi il collega in contrapposizione alle mie sconsiderate operazioni didattiche corsare perché tirar fuori questo vecchio aneddoto perché mi pare che con l istituzione dei licei targati gelmini il suggerimento un po rétro di quel collega oggi in qualche modo costituisca un analogia con l operazione avviata dal nostro ministro con la sua riforma esplicitamente nostalgica di una scuola superata dai fatti e dallo spirito dei tempi in particolare per quanto concerne gli indirizzi liceali di cui scrivo nelle presenti considerazioni ovviamente non penso che si ritornerà al lamanna ma non credo del tutto improbabile la tentazione dell impiego di un qualche nuovo sommario magari con qualche coda o appendice testuale per ciascun capitolo del manuale mi auguro che nonostante tutto ciò non abbia a verificarsi sarà opportuna una lettura ragionata dei documenti gelmini soprattutto per quanto concerne i licei e l insegnamento/apprendimento della filosofia all interno dei loro quadri orari nel regolamento dei licei si stabilisce ­cosa che mi sembra assai rilevanteche «i percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà affinché egli si ponga con atteggiamento razionale creativo progettuale e critico di fronte alle situazioni ai fenomeni e ai problemi ed acquisisca conoscenze abilità e competenze coerenti con le capacità e le scelte personali e adeguate al proseguimento degli studi di ordine superiore all inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro»1 la riforma gelmini della secondaria di 2° grado non prevede com è noto un biennio unitario come molti avevano auspicato in relazione all elevamento dell obbligo scolastico il triennio si suddivide in un secondo biennio e in un quinto anno con funzioni marcatamente di orientamento in tutti gli indirizzi liceali è previsto l insegnamento della filosofia per 66 o 99 ore annuali pari a 2 o 3 settimanali ovviamente con la flessibilità oraria possibile nelle scuole autonome organico permettendo e un monte­ore tendenzialmente inferiore a quello dei 11 temi

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 3 settembre 2010 linguistica e comunicativa storicoumanistica scientifica matematica e tecnologica»5 e possono venir delineati principalmente nelle seguenti competenze «aver acquisito un metodo di studio autonomo e flessibile che consenta di condurre ricerche e approfondimenti personali»6 «essere consapevoli della diversità dei metodi utilizzati dai vari ambiti disciplinari ed essere in grado di valutare i criteri di affidabilità dei risultati in essi raggiunti e acquisire la consapevolezza dei nuclei fondamentali»7 «saper compiere le necessarie interconnessioni tra i metodi e i contenuti delle singole discipline»8 «saper sostenere una propria tesi e saper ascoltare e valutare criticamente le argomentazioni altrui»9 «acquisire l abitudine a ragionare con rigore logico ad identificare i problemi e ad individuare possibili soluzioni»10 «essere in grado di leggere e interpretare criticamente i contenuti delle diverse forme di comunicazione»11 «padroneggiare pienamente la lingua italiana»12 «conoscere i presupposti culturali e la natura delle istituzioni politiche giuridiche sociali ed economiche con riferimento particolare all italia e all europa e comprendere i diritti e i doveri che caratterizzano l essere 13 cittadini» «conoscere gli aspetti della cultura e della tradizione letteraria artistica filosofia religiosa italiana ed europea attraverso lo studio delle opere degli autori e delle correnti di pensiero più significativi e acquisire gli strumenti necessari per confrontarli con altre tradizioni e culture fondamentali»14 temi percorsi del previgente ordinamento indicati nelle tabelle di confluenza nei nuovi percorsi d istruzione nel profilo culturale educativo dei licei si afferma la necessità di valorizzare in particolare i seguenti aspetti del lavoro scolastico «lo studio delle discipline in una prospettiva sistematica storica e critica la pratica dei metodi di indagine propri dei diversi ambiti disciplinari l esercizio di lettura analisi traduzione dei testi letterari filosofici storici la pratica dell argomentazione e del confronto la cura di una modalità espositiva scritta ed orale corretta pertinente efficace e personale l uso degli strumenti multimediali a supporto dello studio e della ricerca»2 il documento successivamente alla «libertà dell insegnante»3 ma non si parla nella costituzione di «libertà d insegnamento» e ­ cosa a mio parere più grave ­ non si parla di collegialità nell insegnamento esercitata in primis dal consiglio di classe e dagli altri organi collegiali denotando in tal modo una tendenza individualistica nel concepire la funzione docente che già il ministro gelmini aveva da tempo evidenziato in riferimento agli altri gradi scolastici basta ed avanza per il ministro il richiamo al pof alla «comunità educante»4 cara alla pedagogia cattolica ed a svariate altre parole d ordine innocue ed ormai presenti dappertutto come il prezzemolo quando si parla di scuola come il territorio ed altre espressioni connesse suppongo senza oneri per lo stato sintetizzando per i punti che più interessano in rapporto all insegnamento/apprendimento filosofico si nota che i «risultati di apprendimento» vanno conseguiti consentendo «di approfondire e sviluppare conoscenze e abilità maturare competenze nelle aree metodologica logico argomentativa 12

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 3 settembre 2010 «collocare il pensiero scientifico la storia delle sue scoperte e lo sviluppo delle invenzioni tecnologiche nell ambito più vasto della storia delle idee»15 «essere in grado di utilizzare criticamente strumenti informatici e telematici nelle attvità di studio e di approfondimento»16 non si può non notare in negativo in questo profilo un certo italo/eurocentrismo che si riscontra qua e là e si evidenzia soprattutto attraverso adeguati riferimenti alla dimensione extraitaliana o extraeuropea e soprattutto per l assenza di riferimenti inter/multi-culturali in quest epoca di una globalizzazione che molti vivono sulla propria pelle e che sul piano sia cognitivo che educativo comporterebbe adeguati riferimenti al rispetto ed all apprezzamento del pluralismo della diversità del meticciato culturale per quanto riguarda l insegnamento specifico della filosofia17 pare si possa rilevare che nel profilo sopra in parte delineato per i diversi indirizzi liceali viene ­pur brevemente­ evidenziato lo specifico anche per alcuni aspetti che toccano la dimensione filosofica le problematiche estetiche nel liceo artistico la cultura classica e la dimensione interpretativa della realtà per il classico il confronto con le altre culture nel linguistico l emotività e le scienze cognitive nel musicale e coreutico il rapporto tra cultura umanistica e scientifica e tra filosofia scienza e tecnologia nei due indirizzi dello scientifico il riferimento alle scienze umane e sociali con attenzione rivolta per una delle due varianti ai problemi della formazione come nel vecchio istituto magistrale nel liceo delle scienze umane in quello che ­detto senza infingimenti­ non è altro che il tradizionale programma di filosofia sebbene detto profilo esso è unico per tutti gli indirizzi e vi è solo debolmente e cursoriamente fatto cenno a quella curvatura sul piano dei modi e dei contenuti che sarebbe auspicabile per ciascun indirizzo liceale dunque poco delineate appaiono le curvature dell insegnamento filosofico in relazione ai diversi indirizzi non so se questo sia un bene o un male molto dipenderà ­e molto dovranno lavorarci sopra da cosa faranno gli insegnanti i didatti della filosofia e gli editori e molto dipenderà dal clima che si svilupperà all interno delle istituzioni scolastiche in questo periodo di idee vecchie e di vacche magre per esempio in relazione al liceo delle scienze umane nel primo modello del quale prevale nettamente la pedagogia non si riscontra un filo rosso che potrebbe in via d ipotesi collegare la filosofia la pedagogia o anche un approccio integrato di scienze umane e sociali con opportune scelte di temi e autori rilevanti per discipline diverse a causa di ciò si potrebbe ad esempio verificare un distacco esagerato tra filosofia e pedagogia considerato anche il fatto che in base alle classi di concorso gli insegnanti delle due discipline si presume saranno diversi con la conseguenza possibile -anzi topica che di dewey parlerà l insegnante di pedagogia e non quello di filosofia e magari di gentile quello di filosofia e non quello di pedagogia o ciascuno affronterà entrambi gli autori per 13 foto di paola filadelli temi

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 3 settembre 2010 problematiche e sulla pluralità di verità relative parziali e colte in un ottica pluriprospettica valido è certamente il riferimento al contesto storico-culturale ma -come si è detto controbilanciato da affermazioni che appaiono dogmatiche non manca il riferimento alla lettura di testi ma sarebbe stata forse opportuna la previsione di una scelta accessibile di testi non troppo lunghi leggibili e accessibili l attenzione alla dimensione esistenziale della filosofia mi sembra che possa cogliere nel segno purché come alcuni riferimenti agli autori paiono suggerire tale esistenzialità non sia intesa connessa solo alla dimensione religiosa l approccio programmatico appare tradizionalmente storicistico ritengo invece che sia meglio lavorare contemporaneamente per autori e correnti e per temi/problemi nonostante alcuni spunti in direzione diversa appare complessivamente l idea di una filosofia troppo poco ricercante e forse troppo conoscente credo che alcune osservazioni vadano fatte sul piano dei contenuti e dell organizzazione delle indicazioni nazionali per la disciplina di cui sto qui ragionando a differenza di quanto dovrebbe accadere in un ottica curricolare non storicistica e senza la pretesa di completezza di fare tutto il programma si prefigura un canone rigido e obbligatorio di tipo storicistico in rigida sequenza cronologica tra l altro avendo il quinto anno un impostazione legata all orientamento non sarebbe opportuno fosse limitato al solo novecento anticipando l ottocento almeno in parte alla quarta classe e poi è proprio necessario mettere in fila l uno dietro l altro la sequenza dei temi proprio conto senza alcun coordinamento tra le due discipline e i due docenti e la mano destra non saprà quello che farà la sinistra il testo nel suo complesso è chiaro pulito e attento alla leggibilità stilisticamente si è posta attenzione all equilibrio e alla cura un po circospetta delle parole dando un senso di pacatezza e sembrando procedere in maniera quasi scontata politicamente corretta ma senza alcun guizzo di originalità prevedibilmente in coerenza con la politica scolastica -meritocratica ed economicamente eterodiretta dal collega tremonti di mamma maria stella così come aveva proposto in precedenza donna letizia non c è l idea di un insegnamento filosofico per tutti -di una diffusione democratica della filosofia come ai tempi del progetto brocca ma di una filosofia patrimonio soltanto della classe dirigente sulle orme di giovanni gentile anche se in una scuola un po meno elitaria di quella pensata dal filosofo neoidealista in questo progetto c è scarsa attenzione alla problematicità del reale e dell irreale del possibile e dell impossibile dell esistente e del non esistente così del tutto fuori luogo e discutibile mi sembra il richiamo alla «portata universalistica che ogni filosofia possiede» in un tempo in cui più che mai il sapere si è configurato così debole e frammentato e poco plausibili -a mio avvisoappaiono la critica al relativismo e la difesa dell unità del sapere su cui la comunità filosofica appare assai disunita e discorde il riferimento a un «quadro sistematico» e ai «sistemi di pensiero»18 corrisponde a un idea della filosofia e a una storia della filosofia che certamente sono esistite ed esistono ma sono incentrate più sugli esiti assolutizzati di un pensiero universalistico oggettivante e dogmatico che sulle sue scaturigini 14

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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 3 settembre 2010 agostino per quanto concerne la metodologia didattica mi sembra dovrebbe essere esplicitato che l analisi testuale deve essere resa accessibile agli allievi ciò comporta che si utilizzino percorsi leggibili in relazione alla classe frequentata e all età degli alunni eventualmente ricorrendo a delle semplificazioni condensazioni o riduzioni dei testi dei quali si dovrebbe trovare una gradualità nell affrontare le loro difficoltà così trovo didatticamente assurdo che all inizio dello studio della filosofia si facciano leggere testi dei presocratici accoppiati in posizione marginale con i sofisti la cui interpretazione è problematica per gli stessi studiosi e difficile e demotivante rispetto alla disciplina per gli studenti che la avvicinano per la prima volta il discorso va approfondito certamente conto di farlo nei prossimi numeri di questa rivista foto di mario micciancio medaglioni rappresentanti gli auctores tradizionalmente considerati più importanti e imprescindibili nella logica di un vero e proprio canone per esempio è assolutamente imprescindibile studiare hegel e tutte le parti del suo pensiero come punctum crucis inderogabile nella storia della filosofia un altro problema si deve studiare sempre la sequenza di autori e correnti e non piuttosto la sequenza storica dei problemi come si presentano negli autori e nelle correnti la storia del problema religioso del problema politico del problema etico epistemologico e della conoscenza et cetera e ancora non sarebbe possibile con la competenza di un docente preparato trattare della filosofia orientale oltre che di quella occidentale pensando anche ai rapporti tra le due dai gimnosofisti con i filosofi greci classici a schopenhauer e nietzsche a maggior ragione questo varrebbe se si ipotizza una portata universalistica della filosofia il riferimento obbligatorio a hegel e ad altri autori fa pensare che si rischi di ritornare al vecchio metodo dei medaglioni e a un canone filosofico consolidato o da consolidare dando meno spazio ai problemi che agli autori in un programma che sembra tendere alla completezza la sofistica dovrebbe avere un suo posto di rilevo insieme a socrate platone e aristotele perché non scindibile da socrate e perché rappresenta nella filosofia antica un filone di pensiero laico-relativisticocritico in cui inserirei epicureismo e scetticismo che anche nel medio evo e nel rinascimento si prolunga in un filone laico averroismo neoaverroismo neoepicureismo su una linea ideale sino all illuminismo scettico problematicista di david hume attribuirei il debito spazio al cristianesimo dei primi secoli non solo ad note miur regolamento recante revisione dell assetto ordinamentale organizzativo e didattico dei licei ai sensi dell articolo 64 comma 4 del decreto legge 25 1 15 temi

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