FuoriAsse n.4

 

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L'Officina della Cultura

Popular Pages


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fuor cultura asse officina della numero 4 [novembre 2012]

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editor ale da dove arriviamo dove vogliamo andare e passato poco più di un anno dalla nascita di cooperativa letteraria sebbene il pensiero di costituirci in associazione aleggiasse già da qualche mese antecedente la fondazione da quando l idea di fare cultura muovendo il nostro sentire attraverso due semplici parole aggregazione e comunità è diventata patrimonio collettivo nostra unica e primaria percezione pensiamo sia giusto a questo punto provare a fare un bilancio non certo per rinfrancarci e tirare i remi in barca gonfi e tronfi di un successo che a noi non appartiene e nemmeno interessa quanto provare a tirare una linea a segnare un punto di sosta e meditazione per ripartire nuovamente consci di quanto è stato fatto e su questo solco di semina che abbiamo voluto fortemente dare vita a letture di traverso gruppo di incontro che ha visto appuntamento dopo appuntamento una sempre maggiore affluenza e convinta partecipazione durante tale ciclo abbiamo letto discusso ed incontrato scrittori come gianluigi ricuperati ernesto aloia demetrio paolin fabio geda enrico remmert giorgio vasta abbiamo voluto dare sguardo al futuro delle nuove generazioni creando un progetto per le scuole primarie e secondarie scuole intorno con l intento di far crescere negli studenti l interesse per la cultura ed il sapere in genere i nostri eventi le nostre iniziative hanno raccolto l interesse della collettività anche grazie agli interventi ed ai contributi di critici e personalità come giorgio ficara e massimo raffaeli giovanni tesio e luca negro di attori come lucia vasini e diego bragonzi bignami di scrittori e poeti come tiziano fratus di fotografi come stefano de francisci di associazioni come quella degli amici romani della cricca 33 ed è con questo spirito che vogliamo cominciare l anno nuovo dando forma definitiva al punto lettura da noi realizzato grazie alla collaborazione di diverse ed importanti case editrici e al sostegno della circoscrizione stessa presso i locali della circoscrizione 5 del comune di torino vogliamo sperimentare nuove forme di aggregazione ed organizzare tutti quegli eventi che ci permetteranno di dare coerenza ai nostri valori al nostro modo di intendere e fare cultura vogliamo infine ringraziare i nostri soci la nostra linfa vitale e tutti coloro che hanno collaborato con noi e continueranno a farlo così come il nostro grazie va a marco annicchiarico che da fine settembre per motivi personali non prosegue più questa esperienza con noi comitato direttivo di cooperativa letteraria fuor asse

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officina della cultura fuor asse dopo l editoriale non ci resta che introdurvi nel nuovo progetto che prende il nome di fuoriasse volontà nostra è fornire il giusto complemento allo spessore culturale che scorre tra le righe di questa rivista siamo infatti giunti al numero quattro di fuoriasse e come potete constatare dal logo e dalla copertina la veste grafica assume un aspetto del tutto nuovo ma la vera rivoluzione di fuoriasse avviene nella sua intrinseca accezione di rinnovamento e innovazione che ripercorrendo il titolo dell editoriale da dove arriviamo dove vogliamo andare s innesta in un progetto le cui fondamenta sono state consolidate nei numeri precedenti fondamenta che poggiano sul contributo e lavoro di poeti scrittori critici artisti autorevoli come nando vitale con la rubrica riflessi metropolitani andrea caterini con la rubrica patna irene ester leo con marion silvio valpreda con la fotografia non è un telefono e con tutti coloro che seppur non ritrovandoli con cadenze fisse grazie al loro attento e prezioso contributo diventano comunque parte integrante di un complesso e importante disegno pensiamo a sara calderoni elio grasso marco lupo anna toscano carlo tenuta e tanti altri rinnovamento grafico che apporta un importante mutamento poiché la nuova copertina di fuoriasse va a racchiudere nel complesso tutto ciò che progetto babel ­sulle tracce di una radice comune rappresenta una copertina che diventa finestra sul mondo fattore di conoscenza e quindi espressione di cultura fuoriasse l officina della cultura si apre all arte e lo fa nel rispetto di un principio guida e cardine di cooperativa letteraria dare vitalità e spessore al manifestarsi di un talento artistico tenendo conto dei vari fattori che condizionano le logiche di mercato si tenta lo stesso di dare risalto anche a chi faticherebbe a trovare seppur minino -sappiamo bene spazio nel mondo dell arte e della cultura mantenendo lo stesso spirito accogliamo in questo numero la collaborazione di un artista ventunenne isabella usuelli mac angus l idea base è quella di mettere in risalto tramite una sempre nuova copertina di fuoriasse le doti di un artista vi ricordiamo che all interno di fuoriasse troverete tutte le indicazioni per associarvi a cooperativa letteraria le iscrizioni per l anno 2013 sono già aperte e solo grazie a voi tutti che la nostra associazione e fuoriasse potranno continuare nel loro progetto redazione fuoriasse fuor asse

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rubrica a cura di 13 andrea caterini patna marion rubrica a cura di 23 irene ester leo riflessi metropolitani rubrica a cura di nando vitale 6 fuor asse 28 19 13 officina della cultura 25 gli anni delle donne tre poesie di andrea lucheroni marion bonolis brancati e l ibernazione di giuseppe giglio febbrili transiti patna di sara calderoni poesie di paolo polvani di marco righetti 16 montale sentimentale giorgio ficara di domenico calcaterra 21 29 la fotografia non è reinard kleist 8 rubrica a cura di silvio valpreda di maria borio un telefono metropoli e pensiero tragico un analisi dell opera di milo de angelis riflessi metropolitani 45 5 42 milano fin qui tutto bene di caterina arcangelo dei settantaquattro modi di chiamarti di salvatore sblando la copertina di 34 fuor asse 41 segnala gli eventi di 52 le novità editoriali fuor asse

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la copertina di fuor asse cali isabella usuelli mac angus isabella usuelli macangus ha 21 anni e studia pittura presso l accademia di belle arti di brera metà scozzese è nata a londra in un quartiere coloratissimo e da lì è nato il suo amore per il viaggiare vedere posti nuovi e persone diverse per lei fonte principale di cultura i colori e i sorrisi ravvivano il mondo e sono perciò fondamentali nei miei lavori soprattutto nelle foto prediligo quasi sempre i volti e cerco di catturare l espressività altrimenti amo rendere interessanti particolari che a prima vista sembrano banali nella pittura invece tendo a rappresentare più spesso i corpi dando più importanza però ai colori tra gli artisti che amo ci sono monet matisse hundertvasser e persone che come loro celebrano la vita con luce e colore e riescono a trovare bellezza ovunque isabella usuelli mac angus fuor asse 5

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riflessi metropolitani teorie immagini testi della mutazione rubrica a cura di nando vitale ©isabella usuelli mac angus esercizi di visione di nando vitale per la liberazione del tempo e dei luoghi immaginiamo un modo di attraversare la metropoli come una pratica poetico/filosofica che contenga i germogli di un programma politico finalizzato alla liberazione del tempo e dei luoghi il reticolo inestricabile metropoli/informazione/produzione appare oggi come un organismo regolato da automatismi sempre meno modificabili e la politica si presenta ovunque come interprete di un era finalmente post-ideologica nella quale il conflitto non avrebbe più bisogno di essere rappresentato la democrazia è così diventata sinonimo di una gestione razionale degli uomini e delle cose cioè di una oikonomia le guerre diventano operazioni di polizia la volontà popolare un sondaggio di opinione le scelte politiche una questione di management d impresa fuor asse la posta in gioco del potere è evidentemente la gestione della vita biologica dei cittadini È un errore credere che la nuda vita significhi soltanto auschwitz ­ ricorda giorgio agamben e molto più importante capire che essa diventi oggi un esperienza e un economia quotidiana e che una dimensione politica debba essere riguadagnata anche attraverso un corpo a corpo con essa cit la nostra ipotesi si fonda sull osservazione che la metropoli oggi contenga sia la tendenza apparentemente inarrestabile di una macchina governamentale post-ideologica sia i germogli di una rimodellazione delle pratiche di resistenza e di antagonismo alla macchina biopolitica finalizzata alla produzione dei corpi e delle anime riflessi metropolitani 6

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da un lato l economia dei corpi viventi che raggiunge i dettagli minuti dell esistenza orientandone il senso dall altro la possibilità di riscrivere segmenti di città e di modelli di vita che possano diffondersi come un contagio felice recuperare il respiro del cuore la visione profonda la giusta lentezza è il nostro programma poetico/filosofico ©laura petretta fuor asse riflessi metropolitani

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metropoli e pensiero tragico di maria borio un analisi dell opera di milo de angelis 1 la metropoli di de angelis è milano rappresentata soprattutto come una vasta oceanica periferia che si trasforma un vertiginoso teatro esistenziale dove ogni cosa è percepita per «innestare il mondo elegiaco in quello tragico» per «far sì che un paesaggio diventi un destino»1 nell opera di de angelis infatti la metropoli non è soltanto quell eterogeneo agglomerato dominato da un essenziale e drammatica disomogeneità che caratterizza l esistenza plurima multispaziale multicentrata e al tempo stesso monadica del vivere contemporaneo nella milano di de angelis c è soprattutto la radice figurativa dello sviluppo del pensiero tragico che è la molla di questa poesia ferita dal dolore della vita ma anche instancabile portatrice di domande che non concedono mai al nulla di esistere come un apriori assoluto e che non si sottomettono al nichilismo come fosse un destino predeterminato la metropoli è il paesaggio di un destino nella misura in cui il destino significa grundfrage la domanda fondamentale «che chiede perché c è qualche cosa e non piuttosto il nulla»2 se l opera di de angelis riesce a portare autenticamente con sé la nostra ciò accade perché ripropone in chiave contemporanea il pensierotragico porta con sé un indagine ermeneutica che assume l interrogazione tragica al di là delle sue implicazioni metafisico-teologiche come base per l analisi dell immanenza del problema ontologico del male del nulla dell enigma che emerge costantemente e paradossalmente nella nostra epoca del disincanto del mondo e della sua razionalizzazione tecnico-scientifica in cui manca un reale fondamento razionale metafisico o dialettico che possa dare senso ultimo a una vita multi-significante e conflittuale la milano di de angelis è una metropoli tragica perché incarna un incessante interrogazione del soggetto sull enigma una parola che `non parte dalla realtà ma che alla realtà cerca di arrivare 3 che non accetta nessuno stato di necessità come fondamento dell esistenza e affronta sempre il nulla come un problema che deve essere interrogato È la città dei mille volti e delle mille dimensioni delle periferie geometri che e labirintiche della precisione e del tormento delle 1 milo de angelis colloqui sulla poesia a cura di isabella vicentini milano la vita felice 2008 p 55 2 givone «una filosofia tragica e gioiosa ecco l antidoto contro ogni nichilismo» intervista a cura di silvia calandrelli «l unità» 30 giugno 1997 si veda inoltre milo de angelis tragedia novecentesca in id poesia e destino bologna cappelli 1982 pp 41-42 e sergio givone storia del nulla bari laterza 2006 3 cfr milo de angelis colloqui sulla poesia cit p 44 fuor asse 8 riflessi metropolitani

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continue distruzioni e risurrezioni un «ciclo perpetuo di metamorfosi» tra la «nettezza» il «rigore economico» e il baratro imperituro «dell ultima volta dell ultima cena dell ultima vita»4 e proprio questa insolvibile compresenza di opposti questa vertiginosa «capacità di stare nel nodo»5 senza scioglierlo la rende teatro d elezione per l interrogazione tragica che «pensa la lacerazione della verità e del mondo nella sua possibilità nella sua realtà e nelle sue conseguenze e tiene ferma questa lacerazione senza mediarla razionalmente o esteticamente»6 milano ha la forza plastica di un oceano biografia sommaria è lo spazio multidimensionale dell incontro e del conflitto tra la potenza di una sensibilità che interroga e quella delle logiche metropolitane il paesaggio acquista una corposità magica e spesso irreale le diagonali inflessibili degli edifici e le rovine sono tutt uno così come la superficie dura impenetrabile delle tangenziali e l asfalto rovente che risucchia le energie dell io fino alle ossa come in certi quadri di sironi ogni cosa nelle periferie milanesi è enigmatica perché porta con sé un gesto che ha un carattere implosivo che fa intravedere il fondo ignoto della sua presenza dall essenza tragica di milano la poesia irrompe con un «impatto tra telos e contingenza»7 in cui l io riconosce che l incontro tra le sue domande e il fondamento enigmatico si realizza dentro a un presente temporale che ingloba tutti gli altri tempi questo presente attraversa l individuo come fosse una continua «certezza» e un continuo «urto» immagini che richiamano lo scontro tragico archetipico tra le figure di apollo e dioniso una certezza perché «il tragico è dove è la certezza dove c è una risposta definitiva e incessante»8 un urto perché la nettezza e le rovine la continua distruzione e resurrezione delle zone di milano che il poeta attraversa in una quête affannosa si succedono in un ritmo folgorante scivoloso imprendibile imprevedibile che sembra non esaurirsi mai può sembrare una sospensione dal tempo come in bigongiari che de angelis scelse di studiare per la sua tesi di laurea ma in realtà l io è sempre di fronte a un tempo assoluto che preme contro di lui senza tregua con le domande estenuanti che dai suoi occhi corrono alla realtà e che dalle realtà gli rimbalzano addosso con lo spettro del nulla da interrogare e con il rovello del «punto di vista di una totalità da introiettare in una forma»9 per cantare «l assoluto stretto a un momento solo» trovare la vena ix vv 6-7 in tema dell addio come avviene in fortini anche nell accezione di impegno politico possono valere allora anche per de angelis e per la sua milano delle periferie delle tangenziali dell asfalto bollente queste parole «mi rendo conto» ha detto fortini 4 ivi un nome della via in id colloqui sulla poesia dvd video a cura di viviana nicodemo e stefano massari milano book time 2009 5 nicoletta salomon intelligenza tragica in ermeneutica e pensiero tragico studi in onore di sergio givone a cura di claudio ciancio fabrizio desideri carlo gentili raffaele milani gianpiero moretti federico vercellone genova il melangolo 2004 p 138 6 claudio ciancio il paradosso della verità torino rosenberg sellier 1999 p 37 7 milo de angelis colloqui sulla poesia cit p 38 8 ivi secolo zero in colloqui sulla poesia dvd video cit 9 guido mazzoni fortini la legittimazione della poesia in id forma e solitudine un idea della poesia contemporanea milano marcos y marcos 2002 p 195 fuor asse riflessi metropolitani

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«che quello che vivo e scrivo ­ la realtà ­ è una frazione di cui vediamo o il numeratore o il denominatore ma non le due facce insieme ricordo sempre ciò che mi disse da adolescente un mio amico più anziano senti quell uccello che canta sul ramo non ci sarebbe se non ci fosse il nulla »10 2 il tema di milano come spazio contemporaneo in cui si irradia il pensiero tragico è decisivo soprattutto nelle raccolte somiglianze 1976 e biografia sommaria 1999 questi libri si formano di pari passo con la milano degli anni di piombo e con il mito della `milano da bere postmoderna e finanziaria benchè la ricerca poetica di de angelis non preveda riferimenti sociologici alla contingenza storica viene proiettata su un piano esistenziale in cui la contingenza storica è trascesa da un lirismo tragico che la rappresenta con un sentimento d assoluto che può essere interpretato anche attraverso una chiave orfica considerando ­ però ­ che questa scrittura è distante dall orfismo storico e propone invece tracce di un «orfismo metropolitano sfregiato dai linguaggi contemporanei e lontano da una poesia di archetipi»11 in somiglianze il tragico è percepito attraverso la rete di congiunzioni tra gli oggetti e tra le esperienze che assomigliano a trame in cui come scriveva jabès «l ignoto non annienta il vuoto.lo abbaglia»12 e in cui gli interrogativi si moltiplicano cercando di raggiungere un significato «le luci tremano nella vetrina e vorrebbero entrare in un significato» la frazione vv 2-313 l essenza tragica delle somiglianze è una proiezione intempestiva dalla «fisicità» alla «vertigine»14 che crea un «arduo equilibrio tra figuratività e il suo contrario»15 così avviene nelle poesie t s e dove tutto è in relazione t s è costruita attraverso una serie di flashes che dal mondo esterno attraversano i «vetri zigrinati dell autoambulanza» e fanno sobbalzare i sensi dell io che ha appena tentato il suicidio « appare il davanzale di un piano il tempo che sprigiona i vivi e li fa correre con la corrente nelle pupille» t s i vv 11-15 nelle due strofe iniziali di dove tutto è in relazione vv 1-15 e 16-25 invece la metropoli delle somiglianze è dominata dalla ripetizione dell esistere che si insinua tra le cose attraverso «forze vischiose» v 16 mentre il distico conclusivo introduce il riferimento alla toponomastica e una prosaicità che può richiamare quella di moretti «via pacini piove sempre di più qualcuno mi ha chiesto l ora» vv 26-27 quando la toponomastica che sarà caratteristica di biografia sommaria compare in testi ricchi di frammenti dialogici prende forma una sorta di `scena del tragico giocata sull incontro tra fisicità e vertigine tra nettezza e sfocato nel testo guido la tua trovata è barocca ad 10 franco fortini rabbie e speranze in renato minore la promessa della notte conversazioni con i poeti italiani roma donzelli 2011 p 62 11 il mandato poetico scaturisce da un imperativo di cui si ignora l origine colloquio con milo de angelis 2010 a cura di claudia crocco www.pordenonelegge.it poi su www.quattrocentoquattro.com 12 edmond jabès il libro delle somiglianze trad it di alberto folin milano moretti e vitali 2011 p 59 13 cfr milo de angelis poesie cit p 18 14 ivi metafisica parlata in id poesia e destino cit p 118 15 andrea cortellessa la fisica del senso saggi e interventi sui poeti italiani dal 1940 a oggi roma fazi 2006 p 391 fuor asse riflessi metropolitani

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esempio la `scena si sviluppa attraverso una duplicità prospettica tra la fisicità iperrealistica del nome della strada via garigliano e del cinema lo zara vv 2-4 e 14-16 e la vertigine dei frammenti di dialogo che proiettano l hic et nunc verso l enigma delle esperienze che si stanno vivendo o che si ricordano il tragico in somiglianze è avvertito sotto forma di proiezioni e la grundfrage può essere identificata con un irradiamento di movimenti prospettici che caratterizzano le esperienze sensibili e intellettuali del giovane de angelis in biografia sommaria invece conquista il tempo della cronaca biografica e del paesaggio coincide con quel ciclo di distruzione e risurrezione che è avvertito come consustanziale all esserci e all interrogarsi sull esserci milano appare la città di un viaggio quotidiano attraverso una cronaca di distruzioni e risurrezioni in cui il poeta cerca di trovare la «giusta parola» per i luoghi l aggettivo depositato nella [loro essenza 16 di nominarli nell atto della nominazione la vertigine generata dalle somiglianze si stempera spesso in una verticalità la vertigine infatti consente di avvicinare l enigma non di riconoscere in esso un destino che è invece aperto e scavato dall interrogazione di biografia sommaria simile a un iterazione di forme verticali nel magma della città nei quindici componimenti della suite l oceano intorno a milano oim che raccontano una traversata per frammenti lirici delle periferie milanesi molte sono le immagini che fanno riferimento a una verticalità ©isabella usuelli mac angus 16 milo de angelis secolo zero in colloqui sulla poesia dvd video cit fuor asse riflessi metropolitani

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materiale o figurata richiamando l esattezza delle tattiche e della disciplina dell aikido milano è «un idea a perpendicolo» oim i vv 1-2 «un pendio della memoria» che inghiotte le peregrinazioni dell io oim ii vv 4-7 è «un silenzio che chiama le cose la stessa sensazione degli occhi che cercano un orbita finchè un passaggio obbligato tra le macerie porta il battito oltre l idroscalo» oim v vv 1-6 ma milano è anche depositaria di un arcano «una parabola tra le macerie» oim viii v 4 che congiunge il rumore stridente dei treni a «un antica rima» innestando il tecnicismo e il meccanicismo urbano in una verticalità quasi mitica «nello stridere delle lenzuola abbiamo chiesto un luogo intero un corpo iniziale un gesto per unire i treni di lambrate a un antica rima» oim xiii vv 1-4 fino ad aprire nel presente voragini percettive di un sentimento arcaico «era lo stesso battere di denti nella brina battito arcaico delle stesse mani dentro la corriera ed era giusto che ogni cosa tacesse» una pagina del passaporto vv 7-15 «riposa nell unica durata nel battito delle tangenziali e della mente nel centro del buio un antica rima mescolata alla vita un calice sparso sul catrame» l ago del ritorno vv 4-8 c è poi la verticalità delle tangenziali che si estendono seguendo linee rette interminabili come fossero infiniti prolungamenti verticali «nel capogiro delle tangenziali» oim xiv v 1 la verticalità architettonica e vertiginosa degli altiforni « il giorno è questo taxi che va tra gli altiforni e il capogiro» oim viii vv 6-7 «arrivammo a piccoli gruppi in una periferia di autocarri e brina per dare la parola alle ossa in un silenzio di altiforni suoni disadorni» la buona notte vv 1-7 la verticalità spirituale del silenzio notturno in cui l io invoca la metropoli come una divinità «nostra signora degli insonni custodisci queste vene che furono marea» oim vi vv 1-2 la verticalità si fonde con la cronaca e il tragico con la vita quotidiana in biografia sommaria l io cammina lungo un era di chioschi e di metano analisi del periodo v 2 in cui il ciclo di distruzione e rigenerazione si manifesta come un «minuetto di macerie e di boutiques» l unica data v 26 la forza della nominazione sta nella capacità di saper dire i nomi degli oggetti delle strade dei luoghi «chioschi» «metano» «macerie» «boutique» lambrate la certosa rho bresso sesto via stradella via rosales il fossati il pirelli il nephenta come componenti reali dell enigma che incontriamo l «era» metropolitana e suburbana della cronaca in cui si vive fine prima parte fuor asse riflessi metropolitani

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patna rubrica a cura di andrea caterini ©isabella usuelli mac angus patna il nome della nave del capolavoro di conrad lord jim è l emblema di un dubbio ultimo che rende nuda ­ e vera ­ la vita È il dubbio che la letteratura tenta da secoli di ripetere come facendosi carico dell esistenza di ognuno scoprendola e svelandola in tutta la sua complessità esprimendola nel bene e nel male per quello che realmente è andrea caterini febbrili transiti frammenti di etica arnaldo colasanti di sara calderoni il libro di arnaldo colasanti febbrili transiti frammenti di etica mimesis edizioni 2012 è una raccolta di brevi saggi che transitano per luoghi assai diversi della letteratura dell arte del cinema della filosofia della teologia ma mai sono quell unica cosa di cui si va parlando passaggi tocco di accese visioni poetiche che si aprono senza mai stringersi alla bellezza del pensiero come tempo di sospensione libera dello sguardo che incontra le cose per svuotarle e ricondurle attraverso la fuor asse pienezza della parola al loro eloquente silenzio di verità spirituale pensiero critico che sa farsi storia da raccontare come in un romanzo pensiero-dono da restituire come «una sfinita e struggente carezza di misericordia» pensiero dedica a pietro l amico scomparso cui colasanti consegna in un «ritardo» che è «compimento» di «una ricerca tentata sofferta e affidata all amore» il suo personalissimo «orazio lirico» il libro fra una speculazione sulla filologia di ernst robert curtius patna 13

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una riflessione sulla straordinaria inadeguatezza dello sguardo felliniano una allegoria tutta manzoniana e molti altri studi o ritratti su autori diversi ­ da leopardi a rebora moravia kafka saramago rocco carbone ­ ma anche pittori come renoir chardin gentile da fabriano per citarne solo alcuni ­ presenta la non casuale disposizione di una partitura musicale in tre tempi fra il primo e il secondo un intermezzo con cadenza e finale dove i diversi strumenti dialogando fra loro come in un gioco di specchi si accordano perfettamente sulla centralità di un unico motivo la musica del resto ci ricorda colasanti è «il nostro più grande sogno ­ mai sognato di uomini» e questo è un sogno di felicità un richiamo più forte rispetto ad una possibile scelta morale fra bene e male una febbre riconoscibile invisibile un assoluto accolto e distribuito in piccole dosi che rivelano l essere in un tempo ateo di «ateo materialismo degli istanti» che uccide vilmente la cultura e la profondità della solitudine come gioia creativa che semplifica meccanicamente e chiede assenso inespressivo colasanti ci parla di un tempo che non si può dominare né «fondare» ma è di per sé fondante un tempo che come nell antica storia di guglielmo di malsbury non si può nemmeno mai ripetere in una mimesi plastica il giovane sposo che dopo il pasto nuziale dimentica l anello al dito di una statua di bronzo assecondando il proprio desiderio di giocare con gli amici di sempre comprenderà infatti che l aver legato il tempo alla ripetizione il non essersi esposto all incertezza del divenire l aver scelto la sua identità sicura fuor asse è atto sacrilego contro la vita contro la creazione egli è diventato ora soltanto padrone dell irrealtà il tempo «narra la discontinuità la mortalità la ferita della vita» ci rammenta colasanti e rifiutare la dissimilitudine il sé che si rinnova differente vuol dire scegliere di vivere senza forza e senza fede nell ora creativa una storia di fede «intelligente» è invece quella di rebecca figura fondamentale della bibbia rebecca lascia la propria famiglia con coraggio senza sapere parte per andare in sposa ad isacco non si nega alla nuova vita scenderà dal cammello e incontrerà isacco in uno sguardo perfetto unione totale di carne e spirito questo incontro è soprattutto un «inclinarsi» una sospensione a «mezz aria» una poesia una preghiera una fiaba ascoltata in silenzio alla luce della sera itrekinat dice il targum ­ « si inclinò verso il suolo senza però toccare il suolo » e lì in quella sospensione «fra cielo e terra» in quello «stupore» il senso della promessa «un tempo pieno a disposizione» tempo della creazione patna

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la felicità della creazione allora non è mai risveglio completo senza sogno non è uno sguardo sbarrato che si fissa sulla conoscenza è piuttosto un pensiero in stato di veglia un «eros diffuso in un sentimento prima che in un idea intellettuale» come fu per leonardo da vinci ­ colasanti rileggendo i cahiers di paul valéry in riferimento a leonardo afferma «desidera e assapora umanisticamente la natura integra e infinita di tutte le cose» leonardo che innova problematizzando per il quale la «problematizzazione» non è una gabbia della ragione ma è nuda consegna al divenire trasformazione gioiosa del pensiero di passaggio in passaggio estensione di grazia l errore della nostra cultura è allora proprio quello di rimuovere il desiderio di non saper cedere allo stupore e di preferire ad un espressione individuale verticale una assuefatta rappresentazione di forme una natura sintetica una orizzontalità che nega «l occhio assoluto» la visione a volte si intrappola persino in una sorta di protettivo feticismo come quello che colasanti rileva nella pur straordinaria filologia di ernst robert curtius il quale in letteratura europea e medio evo latino cerca il valore della letteratura in un «continuum retorico» oggettivo nell emigrazione idolatrata dei topoi come elementi di categoria edificante e nega superstiziosamente lo sradicamento la profondità della voce cioè quella terza dimensione» che invece riesce a conferire alla letteratura «un carattere eversivo e intollerante rispetto allo stesso sistema letterario» ma è soltanto qui che resistono i poeti sembra dirci colasanti nel meraviglioso limite fuor asse della loro intolleranza il tempo di cui ancora ci parla colasanti è un tempo musicale che contempla l errore dove l errore anzi «ha un posto d onore perché a lui si deve se il movimento non cessa se la frazione non diventa uguale ad uno se la veridicità non diventa mai verità poiché conoscere la verità sarebbe difficilmente sopportabile» schönberg bellissima su queste note la lettura leggera stonazione di clemente rebora dove colasanti ascolta nella poesia lamento sommesso del cristiano rebora ­ anche attraverso la musicalità dei versi apparentemente distesi in un «ordine melodico» ma in profondità segnati da una dissonanza ­ lo stesso grido di dolore solitario e silenzioso di leopardi leopardi riconduce al limite ad un limite confine dove l errore è come per rebora la ferita antica che si apre alla colpa e chiude in gabbia tuttavia in questa gabbia colpa e innocenza diventano un suono unico morte e vita sono quello stesso suono segreto armonico e insieme stonato sia leopardi che rebora sebbene nell inconciliabilità di scetticismo e cristianesimo lasciano allora risuonare la ferita interiore naturale in uno scorrere morire dimenticare e tornare a vivere in «un arresa superiore» questo risveglio di fede non è ordine insomma quanto piuttosto un disordine passione non è un ripiegarsi ma un esporsi ad «un immaginazione intentata» come fece renoir con le sue baigneuses stanco vecchio le mani «due moncherini stretti da un fiocco di cotone su cui qualcuno ha infilzato il pennello» non volle morire patna

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