Cronache di Cammini n° 2 ottobre 2012

 

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cronache di cammini n° 2 cronache di cammini percorsi soste storie nel camminare pubblicazione semestrale del dott luciano mazzucco direttore responsabile dott niccolò mazzucco numero 2 ­ ottobre 2012 sorella strada fratello cammino il nostro progetto di un cammino un piccolo pellegrinaggio da firenze al santuario de la verna è stato realizzato con successo nei primi giorni del luglio 2012 in cinque giorni abbiamo percorso 100 chilometri siamo partiti dalla basilica di santa croce e attraversando il valico di terzano abbiamo concluso la prima tappa a rignano sull arno la pieve di pitiana ci ha accolto sulla salita di vallombrosa le tappe successive sono state cetica e poppi arrivando al santuario de la verna il pomeriggio del quinto giorno la maggior parte del percorso si è svolta su sentieri e strade bianche la cui bellezza è stata il sostegno a questo cammino reso arduo anche dalla stagione particolarmente calda un ulteriore successo è stato il recupero di un tratto di antico sentiero con una sua propria segnaletica effettuata dal cai di arezzo che ha diminuito il percorso su asfalto abbiamo chiamato l itinerario sorella strada fratello cammino e siamo felici di aver reso firenze e la verna più vicine 1

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cronache di cammini n° 2 santa lucia de magnoli e san gallo di lucia mazzucco la chiesa di santa lucia de magnoli si trova a firenze in via de bardi era stata fondata nel 1078 dal cavalier uguccione della pressa che in quel punto del fiume arno aveva dei mulini il nome viene dal figlio magnolo che continuò la costruzione e ne seguì l amministrazione e una delle chiese più antiche della città e si trova in una zona che a quel tempo era particolarmente misera e sporca tanto da avere l appellativo di borgo pitiglioso in un punto dove adesso c è un giardino si trovava nell anno 1211 un piccolo ospitale per pellegrini un tabernacolo posto di fronte alla facciata della chiesa ricorda che in quell ospitale si fermò francesco per la sua prima visita a firenze il tabernacolo è stato posto su un muro che chiude e protegge quel terreno con una delibera del comitato per l estetica cittadina nel 1956 la terracotta del tabernacolo è opera dello scultore prosperi d assisi e la lapide sottostante porta questa dicitura qui giunse nel 1211 per la prima volta a firenze san francesco d assisi l ospedale era gestito dalla congregazione ecclesiastica di cluny ma non ebbe lunga vita perché il terreno collinare retrostante era franoso come dimostra una lapide marmorea del 1565 posta poco più avanti che espone un divieto fatto da cosimo i de medici di costruire su quel terreno che già in precedenza aveva ripetutamente causato il crollo di molte case non a caso la chiesa è nota anche come santa lucia fra le rovine non ci sono notizie certe che l ospitale 2 sia stato anche il luogo d incontro di francesco con giovanni parenti uno dei primi seguaci fiorentini del poverello d assisi che diventò in seguito il fondatore del primo convento dell ordine a zaragoza in spagna sarà anche il primo successore del santo a lui viene attribuita l opera allegorica sacrum commercium sancti francisci cum domina paupertate le mistiche nozze di san francesco con madonna povertà ma si adoperò molto perché il rispetto della regola francescana non portasse a dissidi interni e ottenne da gregorio ix nel 1230 la bolla quo elongati san francesco arrivò a firenze passando da cortona arezzo ganghereto san giovanni e figline valdarno e attraversando il ponte della via cassia sull arno l itinerario è segnato da leggende e da documenti biografici.

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cronache di cammini n° 2 dagli annales minorum di lucas wadding edito dai frati minori di quaracchi nel 1934 abbiamo questa testimonianza anno 1211 beatus franciscus pervenit frorentiam ubi extra civitatem accepit a devotis civibus hospitiolum jiuxta aedem sancti galli ubi multos ad suum sodalitium admisit quorun praecipuus fuit johannes parens ex oppido carmignani il testo dimostra che francesco operò nell ospizio di san gallo e non nomina quello che si trovava all altro capo della città ma poiché la tappa successiva del santo fu prato e pistoia la città ha una targa commemorativa del suo passaggio è probabile che ci siano state soste in ambedue gli ospedali dell ospitale di san gallo non sono rimaste altre menzioni nella chiesa di santa lucia de magnoli rimane anche la celebrazione in cui domenico vene ziano ricorda san francesco in una pala eseguita nel 1445 oggi conservata agli uffizi la pala rappresenta la madonna al centro con ai lati san francesco san giovanni san zanobi e santa lucia la predella di questa pala oggi è divisa nei musei di washington berlino e cambridge la parte che rappresenta il miracolo delle stimmate di san francesco si trova a washington da i promessi sposi di alessandro manzoni capitolo 8 cronache di cammini pubblicazione culturale di percorsi soste storie nel camminare diffusione semestrale a stampa anno 2° numero 2 ottobre 2012 direttore responsabile niccolò mazzucco redazione lucia mazzucco giovanna palagi lucia gallori vera biagioni direzione redazione via v da filicaia 22 50135 firenze tel e fax 055-679925 e-mail cronachedicammini@gmail.com sito web http www.cronachedicammini.com registrazione tribunale di firenze n° 4157 del 3.8.2011 stampa officine grafiche elettra via b dei 70 firenze tel 055-473.809 proprietario/editore dott luciano mazzucco codice fiscale mzzlcn53d10d612o partita iva 03843620489 e-mail lucimak@tin.it sito web http www.ortopediamazzucco.com conto corrente postale n° 74677162 iban it56 n076 0102 8000 0007 4677 162 intestato a dott luciano mazzucco specialista in ortopedia e traumatologia via v da filicaia 22 50135 firenze tel/fax 055-679925 studio via della rondinella 66/1 50135 firenze subito questo si mise in testa un cappellaccio sulle spalle un sanrocchino di tela incerata sparso di conchiglie prese un bordone da pellegrino disse andiamo da bravi zitti e attenti agli ordini s incamminò il primo gli altri dietro e in un momento arrivarono alla casetta per una strada opposta a quella per cui se n era allontanata la nostra brigatella andando anch essa alla sua spedizione ciò fatto picchiò pian piano con intenzione di dirsi un pellegrino smarrito che chiedeva ricovero fino a giorno 3

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cronache di cammini n° 2 valpromaro 15 giugn0 2012 di loredana falcinelli li sto aspettando sono le 17.30 circa hanno avvisato del loro arrivo ma quando sento gli zoccoli di ottavio l asino pellegrino il cuore sobbalza mi affaccio alla finestra mi sembra di assistere alla scena di un film la famiglia cortes è condotta da edouard che cammina davanti al carretto tenendo le redini di ottavio nel carretto ci sono giovanna 3 anni maria 2 anni e emmanuelle 8 mesi dietro al carretto cammina mathilde la mia vita a valpromaro come ospitalera è una perla nel cammino della mia vita quella sera l ostello in un attimo da vuoto si è riempito ottavio in giardino il carretto davanti alla porta le bimbe che giocavano mathilde che allatta emmanuelle edouard che gestisce ottavio i panni stesi quanta vita hanno portato con la loro famiglia valpromaro è un piccolo paese sulla via francigena gli abitanti sono abituati a vedere il passaggio dei pellegrini e qualche volta anche con gli asini per i bimbi di valpromaro è festa giocano con ottavio e la gente si ferma a guardare quella scena la famiglia cortes è partita a metà marzo da le puy en velay passando per il monginevro con il progetto di percorrere 1400 km per arrivare a roma al loro arrivo nella nostra accoglienza mi consegnano una statuetta della madonna che durante il cammino sta avvitata sulla sella di ottavio ogni sera la porgono a chi li ospita in segno di benedizione oltre a loro questa sera nella casa ci sono altri due pellegrini paolo e maria marito e moglie in pensione che sono partiti dalla francia dove vivono per andare a roma il loro sogno sarebbe di arrivare in sicilia che è la loro terra di origine ci arriveranno ci sono anche i genitori di edouard e una coppia di 4 amici che li hanno raggiunti per camminare una settimana con loro e così ci ritroviamo tutti attorno al tavolo mentre le bimbe sono a dormire io sento un emozione fortissima ringrazio di essere lì in quel momento si fa buio il tavolo è illuminato dalla loro lampada a petrolio ed io sto parlando da un po con mathilde di loro di me lei ha una luce ci accorgiamo di tenerci per mano di vivere la stessa emozione e io non posso fare a meno di chiedere a mathilde perché il mondo non capisce che ci vuole così poco la notte non riuscirò a dormire per le troppe emozioni la mattina successiva salutiamo paolo e maria che partono presto poi mi trattengo con edouard che prepara ottavio parliamo e lui mi dice che stanno realizzando il loro sogno ma che è duro poi aiuto mathilde tenendo in braccio emmanuelle mentre lei prepara tutto il necessario per i bambini don renzo passa a salutarli e arriva il momento di lasciarci mi chiedono se dico una preghiera con loro così intorno al carretto con il paese attorno che ci guarda preghiamo li guardo come guardo ogni pellegrino che se ne va fino a quando scompaiono non li vedo più ma sento gli zoccoli di ottavio.

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cronache di cammini n° 2 badia a settimo di vera biagioni possedimenti del monastero si allargarono sempre di più e grazie a cospicue donazioni la badia entrò in possesso di territori che comprendevano quasi tutto l appennino dalla futa al giogo nonché terreni verso la pianura anche l imperatore guglielmo ii accordò ricchi privilegi con l arrivo del vallombrosano giovan gualberto chiamato alla direzione del monastero giunse un nuovo rigoroso spirito riformista che si oppose alle dilaganti forme di simonia presenti nel clero fiorentino simonia commercio di beni e titoli ecclesiastici indulgenze assoluzione dei peccati cariche ecclesiastiche solo dopo molti anni di contrasti si giunse alla risoluzione definitiva conclusasi con la famosa prova del fuoco del 13 febbraio 1068 una ordalia in cui la purezza dell animo sarebbe stata giudicata dalle fiamme la prova decretò la sconfitta della simonia e il vescovo pietro mezzabarba dovette lasciare firenze alla badia con la carica di procuratore prestò servizio ser petracco di san parenzo dell incisa padre di francesco petrarca.verso la metà del xiii secolo papa gregorio ix affidò la badia ai cistercensi provenienti da san galgano di siena l arrivo dei monaci segnò una svolta nella vita del monastero i cistercensi portarono quella attività vigorosa che era nella costituzione del loro ordine riaffermando i punti fondamentali della regola di san benedetto preghiera e lavoro da settimo essi diffusero in tutta l area fiorentina la loro conoscenza in ogni campo del sapere e dell attività umana promossero le arti e i mestieri intrecciando importanti legami religiosi ed economici con la repubblica fiorentina e in ambito europeo a partire dal 1300 la badia aveva acquisito un grande prestigio e per secoli da 5 l abbazia dei santi salvatore e lorenzo chiamata anche badia a settimo è uno dei monumenti più importanti del patrimonio nazionale e situata nei pressi di firenze nel comune di scandicci sulla riva sinistra del fiume arno l abbazia è composta da una serie di edifici realizzati in varie epoche il nucleo più antico che risale al x secolo sorse su iniziativa della famiglia feudale dei conti cadolingi signori di borgonuovo l odierna fucecchio in un luogo dove esisteva già una presenza monastica fin dalla tarda epoca longobarda un tempo sede di un culto pagano badia a settimo si trovava in un punto viario strategico interessato da vie di comunicazione che si collegavano alla via francigena badia a settimo insieme ad altre abbazie di famiglia svolse un ruolo importante per la strutturazione della via francigena che divenne in seguito il percorso privilegiato per roma nel 1004 il conte cadolingio lotario introdusse i monaci benedettini cluniacensi di grande esperienza nell attività ospitaliera il conte lotario dispose l ampliamento dell oratorio trasformandolo in monastero e offrì alcuni possessi che consentirono una vita dignitosa ai religiosi secondo la regola il monastero era molto attento ai poveri e ai pellegrini dando loro ristoro ed un giaciglio successivamente fu costruita la chiesa a croce latina e ristrutturato il campanile che già esisteva come torre di vedetta e difesa e che probabilmente fungeva anche da torre campanaria nel tempo i

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cronache di cammini n° 2 parte della repubblica fiorentina furono affidati ai monaci importanti incarichi pubblici fondamentale fu l opera dei monaci per la regimazione ed il controllo delle acque e del loro sfruttamento economico per la bonifica e per la coltivazione della piana nonché per la forestazione di monte morello affidarono a terzi la coltivazione delle loro proprietà favorendo così l insediamento di numerose famiglie nel territorio per quanto riguarda la parte architettonica i monaci si dimostrarono molto rispettosi dei loro predecessori non distruggendo nulla delle parti essenziali ma solo trasformandole secondo le nuove esigenze la chiesa a tre navate tre absidi tetto a capriate è stata più volte adattata dai monaci e porta i segni delle evoluzioni di tutti gli stili romanico gotico rinascimentale barocco sia nelle strutture interne e sia nella facciata oltre alla chiesa altre importanti opere del complesso sono giunte fino a noi la torre campanaria chiostro dei melaranci refettorio dell abate chiostro maggiore la sala capitolare la grande sala dei conversi il grande granaio lo 6 scriptorium monastico i resti della distrutta torre del colombaione la cappella di s.jacopo la cappella di san quintino le fortificazioni che cingono il complesso edificate in epoca tre-quattrocentesca molti di questi ambienti sono impreziositi da opere pregiate di illustri artisti quali il ghirlandaio il buffalmacco domenico buti scuola del brunelleschi e molti altri per quanto riguarda l attività culturale i monaci si dedicarono allo studio e alla copia dei codici alla raccolta di testi liturgici teologici filosofici ecc che costituirono la biblioteca divenuta poi famosa il complesso di badia a settimo seppe affrontare invasioni alluvioni e periodi difficili ma dalla metà del xvi secolo inizia un lento inesorabile declino finché nel 1783 il granduca pietro leopoldo decretò la soppressione dell ordine l allontanamento dei monaci lo smembramento in due proprietà del complesso e la vendita ai privati di quasi due terzi del monastero e di tutte le terre la parte occidentale fu trasformata in fattoria mentre rimase in mano ecclesiastica l altra parte del monastero dove fu trasferita la sede e il titolo parrocchiale di san salvatore e

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cronache di cammini n° 2 san lorenzo nel settembre 2011 si è svolta una importante iniziativa per la valorizzazione e promozione della badia di san salvatore e san lorenzo a settimo il comune di scandicci in collaborazione con l arcidiocesi di firenze del parroco e di altri enti e grazie alla disponibilità degli attuali proprietari nei giorni 16 e 17 settembre con visita guidata sono stati aperti al pubblico anche gli spazi privati un tempo abitati dai monaci esclusi soltanto gli ambienti in stato di grave degrado e pericolanti all iniziati va che ha suscitato grande interesse hanno partecipato migliaia di persone da diversi anni amministratori ecclesiastici associazioni si impegnano per riacquisire la parte privata del monastero e procedere quindi al definitivo recupero di tutti gli ambienti e delle zone adiacenti la speranza di tutti è che in tempi non troppo lunghi questo progetto possa essere realizzato e che l abbazia torni ad essere un centro operoso di conoscenza e di cultura come lo fu in passato scelta o destino di giorgio zambaldi in questo periodo si parla molto di geni quello che si dice è quasi sempre corretto i geni sono determinanti sul nostro destino se una persona nasce con un determinato quadro genetico avrà l emofilia e il destino segnato da questa malattia se l informazione sui geni è quasi sempre corretta spesso è parziale infatti non si dice in modo sufficientemente chiaro che noi possiamo interferire con la espressione di alcuni geni che possiamo ritrovare nel nostro patrimonio esempio se una persona nasce in una famiglia di diabetici può essere portatore di geni che lo portano verso questa malattia in questo caso a differenza di quanto succede al soggetto che nasce con i geni della emofilia il soggetto in questione non è costretto ad abbandonarsi al proprio destino se infatti sceglie di alimentarsi in un modo corretto fa una attività fisica intensa e riduce il peso corporeo in eccesso interferisce con la espressione dei geni che lo portano verso il diabete rallentandone o bloccandone la espressione quindi questo soggetto può scegliere se abbandonarsi a un destino che sente ineluttabile o scegliere di modificarlo secondo i propri interessi tutto chiaro fin qui ma cosa c entrano 7 questi discorsi in un giornale che tratta di cammini c entrano perché una delle armi più potenti che abbiamo a disposizione per contrastare la espressione di molti geni che ci portano verso malattie è l attività fisica e fra le attività fisiche il camminare è una delle più utili e per molti delle più piacevoli ed è importante che l attività fisica sia piacevole perché solo in questa condizione avremo molte probabilità di proseguirla a me è sempre piaciuta molto l idea che almeno in parte possa fare delle scelte per il mio futuro e allora buone scelte e buone camminate.

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cronache di cammini n° 2 in nome di san colombano di luciano mazzucco nel cammino di santiago mi sono trovato talvolta a scegliere il percorso fra due alternative una bassa più breve e magari con un po di strada asfaltata ed una alta con salite forse più lunga e certamente più impegnativa nella speranza di una vista panoramica ma anche con il rischio di non vedere niente a causa delle nuvole e bello poter scegliere il cammino più adatto alle nostre gambe ma soprattutto al nostro spirito che è quello che muove i passi l importante è sapere a cosa si va incontro l informazione appunto cosa dice la guida oggi a pavia per il pellegrino che va a roma con il suo zaino si può ripetere la stessa cosa usciti dall abitato di pavia poco dopo la chiesa di san lazzaro chiesa dedicata ai pellegrini ed antico luogo di sosta e accoglienza ad un palo stradale troviamo scritto a pennarello per ora siamo a questo gw cioè green way inizio del percorso verde del parco del ticino e va via degli abati un cammino la via degli abati che da pavia passando per i vigneti dell oltrepo pavese per bobbio e le valli piacentine e parmensi percorse di taglio con continui saliscendi porta a pontremoli dalla cittadina lunigiana poi il percorso si identifica di nuovo con la via francigena il numero dei chilometri fra la via degli abati e la francigena [che passa per piacenza fidenza ed il passo della cisa è leggermente inferiore nella via di bobbio il percorso è definito anche di montagna e quindi può essere considerato più fresco in periodo estivo per contro si hanno dislivelli quotidiani non indifferenti 8 alloggi meno poveri in alberghi case piccoli agriturismi solo a bobbio ed in lunigiana si rivede il letto a castello ognuno deciderà il cammino più adatto a noi è piaciuto riscoprire questa via su stimolo degli amici dell associazione di san colombano di bobbio che hanno studiato dal punto di vista storico questo tracciato proponendolo per un suo uso attuale a noi sono occorsi circa tre anni di esplorazioni prove studio sulle carte per trovare questi percorsi segnalati talvolta per niente altre volte in modo perfetto per la concomitanza della corsa podistica che si svolge una volta l anno su quei sentieri impervi il tracciato della corsa prevedeva tappe anche molto lunghe 36 km ed è stato quindi necessario in alcuni casi studiare delle varianti più brevi per adattare la lunghezza del tracciato a chi non corre ma cammina con lo zaino per mete più lontane la ricerca è stata così stimolante per me e per guido mori che ha condiviso con me queste prove che abbiamo voluto elaborare una guida descrittiva di questo cammino dettagliata quanto possibile che possa aiutare il pellegrino nelle sue scelte il percorso è descritto sia da pavia a pontremoli in direzione roma sia in senso inverso per chi procede da roma verso pavia e anche santiago fino all anno scorso la guida trattava da pontremoli a bobbio poi ci siamo resi conto della necessità del collegamento fra bobbio e pavia e stimolati dalle indicazioni storiche di mario e giovanni dell associazione di san colombano lo scorso settembre con la compagnia di vera carlo e giovanna sostenuti da carte topografiche descrizioni storiche due auto da spostare ogni giorno armati di gps abbiamo rilevato l ultimo tratto,

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cronache di cammini n° 2 ed infine descritto completando la guida ora è un percorso omogeneo di 192 km percorribile in 8 tappe con discrete possibilità di accoglienza argomento che in futuro sarà migliorato il prossimo passo sarà anche disporre di una segnaletica razionale ed omogenea nei due sensi aspetto di cui si stanno occupando con i vari comuni interessati i nostri amici di bobbio ol tre ad una cartoguida completa la nostra guida della via degli abati è attualmente disponibile sul nostro sito [www.cronachedicammini.com consultabile in modalità sfogliabile link a youblisher.com o come speriamo anche edita a stampa chi è interessato potrà richiederci il tracciato gps in modo da percorrere con questo ausilio il cammino verso roma più agevolmente i giainisti di alida vanni se dio è morto in occidente in india ha ancora mille indirizzi dice tiziano terzani nel suo libro in asia e continua non c è posto in cui non ci s imbatta in fedeli di una qualche religione di una delle tante manifestazioni della stessa divinità in folle di pellegrini che a piedi o in bicicletta in autobus o in portantina non vadano verso qualche luogo di devozione ecco che di nuovo spunta dal cassettino dei ricordi un altra nuvoletta del mio viaggio in india dove tra tanti 9 templi e luoghi di culto si distingue un piccolo paese il cui nome non si trova sulle guide turistiche sonagiri anche su internet si trovano solo poche informazioni in inglese sonagiri è uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti per i giainisti digambar sonagiri è uno dei siti più popolari che vedono un enorme traffico di turisti ogni anno migliaia di pellegrini giainisti arrivano a questo sito per rendere omaggio ai santi

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cronache di cammini n° 2 ascetici io ricordo un piccolo paese immerso nel silenzio ma la nostra guida indù per tutto il viaggio ha avuto cura di portarci sempre in luoghi eccezionali perciò cerco sul web qualcosa sul giainismo per riaccendere le tracce lasciate da quel pomeriggio mi perdo in un elenco di concetti e principi che in qualcosa ricordano il buddismo ma in gran parte sottolineano la particolarità di questa che con i suoi 8-10 milioni di fedeli è una delle più piccole fra le maggiori religioni mondiali in realtà nei miei ricordi di quella giornata hanno preso spazio cose più semplici più immediate la prima la lontananza ricordo le ore di viaggio necessarie per raggiungere la collina in cui sorgono i templi lungo una strada più che secondaria in mezzo al nulla così mi viene da chiedermi ci sarà differenza cambia l intensità con cui un pellegrino si appresta a raggiungere un posto se questo è vicino e se invece è difficilmente raggiungibile pensieri da giocatrice di calcetto che ama correre e sudare e che chissà se imparerà mai a comprendere l intensità e la profondità del camminare scesi dal pulmino ci dirigiamo ignorati dagli abitanti del paese verso la zona dei templi ma poco prima di entrare un giovane indiano vestito all occidentale ci ferma dicendoci che dobbiamo farci accompagnare si offre come guida e come amico come in tutti i templi giainisti oltre alle scarpe anche qui bisogna togliere i calzini abbiamo dei copriscarpe di plastica di quelli che usano i chirurghi nelle sale operatorie la guida ci dà l ok per indossarli ma con un po di perplessità ci apprestiamo così a risalire la collina tempestata di templi e tempietti io dopo solo due passi mi fermo e decido di togliere il copri-piede il contatto della pelle con la plastica è tremendo mentre camminare scalza è meraviglioso il pavimento di piastrelle in cui spiccano qua e là frasi con preghiere e brani degli 10 scritti sacri è naturalmente pulitissimo ma purtroppo scotta così mi ritrovo a trotterellare alla ricerca di qualche spazio coperto dall ombra saltellando e correndo veloce come un bimbo da una piastrella all altra i templi si trovano sparsi tutti su una collina risaliamo seguendo la guida che cammina lentamente mentre in inglese ci spiega la storia di questo sito la prima cosa che mi colpisce sono i colori accesi con cui sono definiti i particolari dei primi edifici resi ancora più dolci dai raggi del sole che essendo pomeriggio inoltrato scivolano giù obliqui in modo pacifico e delicato il giallo l arancione il verde il blu ricordano le case di paesini delle isole greche il giovane giainista laico ci spiega che i templi sono tutti del 9° e 10° secolo ma sembrano così recenti perché ogni anno la parte esterna viene ridipinta di bianco questo colore simbolo di purezza e la forma della parte superiore di ogni tempio che non posso fare a meno di paragonare a uno spumino mi fanno

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cronache di cammini n° 2 ripensare agli stupa buddisti della valle di kathmandu uno in particolare spicca sugli altri per la forma a fiore di loto arrivati a metà della collina possiamo finalmente ammirare gran parte del complesso degli 84 tempi che caratterizzano il sito su tutti si può osservare la bandiera gialla che simboleggia l appartenenza al giainismo mentre proseguiamo nella lenta ascesa verso la cima della collina la nostra guida continua in inglese a spiegarci i principi della sua fede le poche cose che comprendo i giainisti non hanno dei credono nel karma recitano sutra e mantra alimentano la mia convinzione che ci siano molte vicinanze con il buddismo ma subito vengo smentita dal giovane credente laico che sottolinea che si tratta di due religioni completamente differenti in modo semplice introduce i principi su cui si basano tutte le sue azioni utilizzando le lettere jain come acroni mo justice affection introspection non violence intanto arriviamo a una grande statua seduta come un budda ma non è un budda anche se a me sembra uguale non riesco proprio a vedere quelle differenze che sono invece così evidenti non solo ai giainisti ma anche a musulmani e indù a quanto pare i miei occhi occidentali sono ancora troppo chiusi mi avvicino comunque per farmi fare una foto da sola davanti alla statua del xxx che non ho ancora capito chi è la guida si raccomanda di non toccarla e nonostante la sua tranquilla non-violenta raccomandazione rimane immobile a controllare ogni nostro minimo movimento e gesto finché non ci allontaniamo dal quadrato nonostante il silenzio la calma e la pulizia che regnano tutt intorno e che rallentano il ritmo del cuore e dei pensieri il tempo scorre indifferente e dobbiamo accelerare la nostra visita rinunciando a raggiungere la cima della collina e accontentarci di la foto di guido nei pressi di reggello firenze durante una camminata guido ha colto e riconosciuto il medauroidea extradentatus detto lo stecco insetto della varietà bacillus ordine del fasmoidei molto difficile da individuare che si nutre di foglie e si mimetizza come un rametto piuttosto appassito 11

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cronache di cammini n° 2 una breve visita all interno di un tempio con due grandi statue di bianchi elefanti sorridenti all interno del tempio camminiamo seguendo il corridoio circolare in senso orario mentre la guida spiega come il lato destro rappresenti la parte più nobile del nostro corpo come per i buddisti vorrei domandare ma mi trattengo in fondo questo vale anche per gli indù al centro del tempio si trovano tantissime piccole e medie statuette di similbudda e foto di monaci così simili ai templi buddisti del laos e della cambogia che manifestano ancora una volta la mia ignoranza e cocciutaggine la guida ci offre di terminare il nostro giro visitando la dimora dei monaci giainisti che più di tutti possono testimoniare il modo di vivere quotidianamente gli insegnamenti e i principi di questa antica religione mentre ci accingiamo a ridiscendere verso l entrata passa proprio un monaco la guida ci chiede immediatamente di distogliere lo sguardo e girarci istintivamente obbedisco e mi volto dando le spalle al monaco che cammina in modo lento ma spedito e secondo la tradizione giainista completamente nudo e questa forse la particolarità che più contraddistin gue i monaci seguaci del giainismo vivono tutta la loro vita completamente nudi e non posseggono nulla se non uno scopino da passare su ogni superficie su cui si apprestano a sedersi naturalmente non è comune vedere una persona completamente nuda ci sentiamo un po imbarazzati perchè invece di voltar le spalle a un monaco avrei preferito abbassare il capo e lo sguardo con le mani giunte al petto in segno di rispetto la guida ci spiega il loro modo di osservare le rigorose pratiche ascetiche previste dagli stessi precetti seguiti in modo meno rigido anche dai credenti laici ad esempio i monaci mangiano e bevono una sola volta al giorno bevono una sola volta al giorno me lo ripeto perché devo mettere insieme questa informazione con il caldo che a noi sembra insopportabile la non-violenza poi non solo coinvolge l essere rigorosamente vegetariani ma prescrive ai monaci anche il fatto di pulire prima di sedersi o indossare maschere su bocca e naso per evitare ogni possibilità di uccidere anche minuscoli insetti un grande rigore che dovrebbe offrire una grande riflessione una delle tante che si riportano da questi viaggi forse troppo ricchi e intensi vista del santuario de la verna arrivando dal nuovo sentiero 12

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