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fge s.r.l reg san giovanni 40 14053 canelli at trimestrale anno 35 n° 136

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im vviso a a ante port in ri etto il ostr un contributo per mantenere viva una voce cari lettori la rivista le colline di pavese è diventata negli anni la voce di questo territorio di cui sottolinea le peculiarità e le problematiche costituisce nel contempo un ponte ideale con i santostefanesi lontani e con i sempre più numerosi cultori pavesiani italiani e stranieri il legame indissolubile con questi ultimi è comprovato dalla rilevanza raggiunta dalle varie iniziative in memoria del grande scrittore e dall osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo il mantenimento e l ulteriore incremento delle attività in particolare la pubblicazione della rivista dipendono però dalle risorse sempre più ridotte a disposizione facciamo pertanto appello ad aderire al sodalizio mediante il versamento di una delle quote associative a fianco indicate o in alternativa di un piccolo contributo nella convinzione che tante piccole gocce fanno un grande fiume per continuare pertanto a ricevere la nostra testata chiediamo la cortesia di esprimere il consenso compilando la seguente scheda il cepam ringrazia per l attenzione e augura buona lettura il presidente luigi gatti restituire a mezzo posta oppure e-mail info@centropavesiano-cepam.it sì desidero ricevere le colline di pavese per l anno 2012 prego indirizzare la rivista a cognome indirizzo cap tel p.iva o cod fisc verso la quota di a mezzo 100 socio benemerito 50 socio sostenitore 30 socio ordinario altro città fax mail prov nome vaglia postale assegno circolare o bancario intestato a cepam versamento c/c postale nr 10614121 bonifico bancario presso ubi banca regionale europea iban it32y0690646840000000004317 acconsento al trattamento dei miei dati personali ai fini sopra indicati firma fabiano group srl via cesare battisti 19 12058 s stefano belbo cn trimestrale anno 35 n° 134

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anno 35 n 136 ottobre 2012 a che cosa serve passare dei giorni se non si ricordano di mario tettamanti tesseramento 2013 iscriviti o rinnova la tua adesione per sostenere le varie iniziative del sodalizio e per contribuire a mantenere in vita la voce de le colline di pavese modalità versamento sul c/c n 10614121 o con vaglia postale intestato a cepam via cesare pavese 20 12058 s stefano belbo socio ordinario sostenitore benemerito u 30 u 50 u 100 via pavese 20 12058 s stefano belbo cn tel 0141/844942 aut trib alba n 376 del 29/4/78 direttore luigi gatti responsabile luigi sugliano redazione l bussetti calzato g brandone f penna f zampicinini foto lidia olivieri scaletta blasich tassa pagata taxe perçue abbonamento postale abbonement postel 14053 canelli fge s.r.l concessionaria esclusiva per la pubblicità su questa rivista image advertising di piero carosso tel 0141 843908 fax 0141 840794 santo stefano belbo cn sommario 2 osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo usciti gli atti di un iimportante convegno pavese informatizzato di antonio catalfamo 4 7 8 10 15 padrino il valino il cavaliere sor matteo emblemi di una paternità incompiuta la figura del padre nella luna e i falò di franco lorizio il periodo della stesura del romanzo coincide con l amore di pavese per la pivano oltre la tenda significati nascosti ne la bella estate di deborah bertone nella prosa dello scrittore la forza creativa della parola poetica feria d agosto di cesare pavese di franca maria ferraris la due giorni nella casa natale dello scrittore la 29a edizione del premio cesare pavese un grande successo di paola galletto osservazioni sul catalogo una guglia nel cielo a cura di gian giorgio massara torino e la sua mole rassegna artistica per i 150 anni della mole antonelliana di giovanna romanelli 16 18 22 24 26 nella chiesa di san domenico ad alba una retrospettiva dell artista ricordo di pinot gallizio di beppino costa eventi a casa pavese a piero mega il premio pavese di pittura di angelo mistrangelo ha realizzato oltre quattromila disegni di 900 luoghi piemontesi e liguri clemente rovere un fotoreporter dell 800 di gian giorgio massara l angolo del racconto amicizie del tempo di guerra di luciana bussetti calzato la torino dei misteri e l affascinante monferrato dalla penna di un maestro dalla guida letteraria di toriino ai racconti di un altro inverno una chiaccherata con lo scrittore pier massimo prosio di patrizia deabate 28 33 34 40 41 43 rivisitazione di un paese delle colline alfieri tra passato presente e futuro nel mezzo del cammin di nostre vigne di michelangelo massano già diretttore di piemonte vivo la scomparsa del padre del sindaco di santo stefano belbo nel ricordo dell amico luciano icardi di luigi ciriotti storia della meccanizzazione agricola l evoluzione dell aratro fra otto e novecento di franco zampicinini piante medicinali ed alimentari il cappero di luciana bussetti calzato palazzo capris di cigliè maria rosa benso alla fondazione fulvio croce di torino di angelo mistrangelo arte&lavoro cinquanta opere tra pittura e scultura salvatore vitale al centro incontri della regione piemonte di angelo mistrangelo 43 i racconti di adriana assini di maria rees ferrer 45 46 occasioni di lettura l italia s è ridesta di irene bottero non per odiare ma per non dimenticare i ciliegi della speranza da una memoria del dott balbi e dell infermiere carlo di nani ponti

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osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo usciti gli atti di un importante convegno pavese informatizzato di antonio catalfamo chissà che cosa avrebbe pensato cesare pavese lui che si spostava raramente dalla sua terra d origine che non fece mai grandi viaggi che solcava le vie di torino in bicicletta se avesse potuto prevedere che le sue opere avrebbero fatto il giro del mondo scavalcando meridiani e paralleli in tempi rapidissimi attraverso uno strumento che ai suoi tempi era molto di là da venire vale a dire internet ma la scienza avanza e bisogna servirsene un grande poeta morto recentemente roberto roversi insisteva sulla persistente validità nei secoli del libro che ha resistito all usura del tempo ed al tarlo inimico ma non rifiutava il sapere intubato nei dischetti e veicolato dalle autostrade informatiche purché ognuno di noi usi questi strumenti ma non si lasci usare da essi così è successo che il centro interuniversitario per gli studi di letteratura italiana in piemonte guido gozzano ­ cesare pavese sorto per iniziativa congiunta delle università di torino e del piemonte orientale ha proceduto ad una grandiosa operazione di informatizzazione delle opere pavesiane di essa è stato dato conto nell ambito di una giornata di studi dedicata proprio a cesare pavese in occasione del sessantennale della sua morte organizzata dal suddetto centro e svoltasi il 14 aprile 2010 presso l archivio di stato di torino di questo convegno grazie al lavoro infaticabile di mariarosa masoero docente di letteratura italiana all università di torino che come filologa e come pavesista non ha bisogno di presentazioni escono ora gli atti in un volume intitolato officina pavese carte libri nuovi studi1 il convegno si è articolato in due sezioni la prima intitolata significativamente pavese on line dopo aver fornito notizie generali sulla biblioteca digitale italiana e sugli archivi letterari digitalizzati del novecento italiano ha dato specificatamente conto dello stato dei lavori di digitalizzazione delle carte pavesiane custodite proprio presso il centro guido gozzano ­ cesare pavese nonché di quelli di catalogazione dei libri appartenuti allo scrittore langarolo nel pomeriggio nell ambito della seconda sezione i lavori si sono incentrati su ultimi studi italiani ed americani i quali sulla base di materiali già noti e di altri editi di recente hanno suggerito nuovi approcci critici a pavese americanista e traduttore oltre che a pavese poeta ed editore grazie all operazione di informatizzazione le carte pavesiane costituiscono in piemonte ­ ma non solo ­ l esempio più rappresentativo di un progetto che ha portato al trattamento integrale di tutti gli elementi che compongono la raccolta i documenti sono stati descritti analiticamente studiati in modo approfondito digitalizzati in ogni parte e messi a disposizione di chi ne abbia interesse presso la sala consultazione del centro studi guido gozzano ­ cesare pavese grazie a mariarosa masoero e dell équipe da lei magistralmente guidata gli studiosi di pavese possono accedere senza particolari difficoltà all intera opera dello scrittore langarolo partendo dai manoscritti nella prima sezione del volume degli atti la stessa masoero in un suo saggio2 ci dà notizie interessanti anzi suggestive sulla biblioteca di cesare pavese ci informa che lo scrittore negli anni giovanili e poi durante il lungo periodo della sua collaborazione con la casa editrice einaudi frequentava le biblioteche pubbliche torinesi la nazionale e la civica di conseguenza non stupisce più di tanto il fatto che i volumi di sua proprietà ammontino a un migliaio soltanto non sono pochi ma neppure molti se si considerano l importanza e il ruolo che i libri hanno esercitato nella sua attività di lettore di traduttore di scrittore e se si constata che circa 130 edizioni e traduzioni postume delle sue opere furono aggiunti al precedente nucleo dopo il 1950 inviati da editori e curatori all einaudi spesso nella persona di italo calvino 3 tra questi volumi troviamo delle vere e proprie chicche l antologia kantiana di piero martinetti firmata nella prima pagina bianca da leone ginzburg il ciclope di euripide e le prose di giacomo leopardi con le notizie della sua vita con ex libris di leone ginzburg ed episodiche sottolineature la vita e l arte del popolo siciliano nel museo pitrè e genesi di leggende di giuseppe cocchiara con affettuose dediche mario untersteiner nell inviare a pavese il commento al libro xi dell odissea scrive nella dedica all amico cesare pavese che tanto profondamente comprende il mondo antico marzo 1948 si tratta di un riconoscimento lusinghiero all autore dei dialoghi con leucò che il filologo trentino apprezzò moltissimo e recensì pavese a sua volta fu fortemente influenzato per sua stessa ammissione da la fisiologia del mito di untersteiner mariarosa masoero ci fornisce anche notizie su stranezze pavesiane un certo stupore suscita invece il fatto 2

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osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo che i libri dei romanzieri nordamericani procurati dall amico anthony chiuminatto e fatti oggetto nel decennio 1930-1940 di saggi critici prima e di traduzione poi siano presenti nella sua biblioteca ma non contengano segni di alcun tipo solo sui testi di william faulkner sono indicate le date di lettura comprese tra il 1937 e il 1940 4 per quanto riguarda la seconda sezione del volume degli atti citiamo un saggio di mark pietralunga5 sullo scambio epistolare che cesare pavese intrattenne con antonio chiuminatto giovane musicologo italoamericano venuto in italia per approfondire lo studio del violino presso il liceo musicale giuseppe verdi di torino dal quale lo scrittore langarolo alle prime armi nello studio della letteratura nordamericana ebbe notizie preziose sullo slang che gli furono utili per le sue originali traduzioni merita inoltre una particolare menzione il saggio di gianni venturi 6 che specificatamente si occupa della poesia pavesiana lo steddazzu ma rappresenta anche l occasione per contestare il revisionismo storico-letterario che ha investito pure lo scrittore langarolo scrive l autorevole critico risulta allora privo di respiro e grettamente allineato a moduli e modelli obsoleti e superficiali il tentativo in atto di sottoporre l autore e l opera a un `revisionismo che sta se non rovesciando certo limitando la sua funzione e il suo ruolo 7 note 1aa vv officina pavese carte libri nuovi studi a cura di mariarosa masoero e silvia savioli edizioni dell orso alessandria 2012 pp 177 euro 20,00 2mariarosa masoero la biblioteca dello scrittore ivi pp 51-59 3ivi pp 51-52 4ivi p 58 5mark pietralunga riflessioni sul carteggio pavese-chiuminatto pavese americanista e traduttore ivi pp 89-99 6gianni venturi l inutilità del vivere per un commento a «lo steddazzu» di cesare pavese ivi pp 135-155 7ivi p 136 la redazione de le colline di pavese si scusa con il prof a catalfamo per l involontaria omissione della sua firma sul precedente numero della rivista in riferimento all articolo cesare pavese un greco del nostro tempo ho dipinto il tuo profilo a pavese ho dipinto il tuo profilo su un calice di cristallo erano giorni d autunno e le foglie si preparavano ai colori giallo-rossastri offrendosi ai viali nude e senza vita la nostalgia ricolmava i pensieri e li stupiva con un vai e vieni di ricordi che si assopivano sulla pagina bianca si mescolavano nell aria fragranze bluastre d uva e mele mentre le rondini si preparavano a spiccare il volo verso terre lontane arse dal sole dove giungeva stanca l eco delle tue parole che sfavillano d assoluto mi riempivo d autunno un tuffo tra le colline ed è un ritrovarti tra le zolle della tua langa ho dipinto il tuo profilo su un calice di cristallo era d autunno e nel mio cuore c era un esplosione di vita elena bertone centro pavesiano museo casa natale il ce.pa.m è una associazione senza fini di lucro con sede nella casa natale dello scrittore cesare pavese costituito nel 1976 ha tra i suoi compiti statutari prioritari la promozione e lo sviluppo culturale e socio-economico del territorio le attivitÀ · · · · · · · pubblica la rivista le colline di pavese organizza il premio pavese letterario di pittura e di scultura promuove losservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo cura lallestimento di mostre personali e collettive di pittura scultura e fotografia pubblica i quaderni del ce.pa.m ad integrazione delle tematiche trattate su le colline di pavese organizza il premio letterario il vino nella letteratura nellarte nella musica e nel cinema e la collettiva darte dioniso a zonzo tra vigne e cantine organizza il moscato dasti nuovo in festa 8 dicembre una manifestazione legata strettamente alleconomia del territorio ce.pa.m · via c pavese 20 · 12058 s stefano belbo cn telefax 0141 84.49.42 www.centropavesiano-cepam.it e mail info@centropavesiano-cepam.it 3

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padrino il valino il cavaliere sor matteo emblemi di una paternità incompiuta la figura del padre nella luna e i falò di franco lorizio la paternità è un tema ricorrente in pavese rimasto orfano a soli sei anni a riprova di un desiderio profondo e inappagato in lavorare stanca vi è una poesia del 1935 intitolata proprio paternità il cui incipit è molto significativo uomo solo dinanzi all inutile mare attendendo la sera attendendo il mattino i bambini vi giocano ma quest uomo vorrebbe lui averlo un bambino e guardarlo giocare.1 in una lettera a fernanda pivano del 13 febbraio 1943 pavese affermava mi sento padre di che cosa e di chi non so bene ma mi sento padre.2 il motivo è presente nella casa in collina corrado il protagonista sospetta che dino nato da cate sia il proprio figlio si chiama corrado le dissi mi guardò interdetta ­ È il mio nome ­ le dissi lei volse il capo in quel suo modo baldanzoso s incamminò e disse scherzando non lo sapevi ch è il suo nome ­ perché glielo hai messo alzò le spalle e non rispose ­ quanti anni ha dino ­ e la fermai mi strinse il braccio e disse dopo sii buono.3 il professore rifugiato in un collegio di chieri soffre nell apprendere che dino lo ha abbandonato per unirsi ai partigiani adesso dino era stato con me in quel cortile sua madre me l aveva mandato dino era un grumo di ricordi che accettavo che volevo lui solo poteva salvarmi e non gli ero bastato non ero nemmeno sicuro che incontrandolo mi avrebbe fatto caso se fossi sparito coi suoi non mi avrebbe degnato di un ricordo di più veramente la guerra non doveva finire se non dopo aver distrutto ogni ricordo e ogni speranza.4 anche i racconti l eremita e insonnia compresi in feria d agosto sono incentrati sul tema della paternità altresì ricorrente in paesi tuoi l assunto è sviluppato ampiamente nella luna e i falò5 dove la figura del padre ha in genere una connotazione negativa il cavaliere e sor matteo patiscono lo scacco della loro inadeguatezza padrino e il valino soccombono schiacciati dalle miserevoli condizioni in cui versano padrino è il genitore adottivo di anguilla il povero contadino prende in casa il trovatello per beneficiare di un sussidio pubblico se sono cresciuto in questo paese devo dir grazie alla virgilia a padrino tutta gente che non c è più anche se loro mi hanno preso e allevato soltanto perché l ospedale di alessandria gli passava la mesata.6 anguilla rimane con la famiglia adottiva finché padrino spinto dagli stenti non decide di trasferirsi il ragazzo allora è accolto come servo presso la cascina della mora il destino di padrino è contrassegnato da una progressiva decadenza la morte della moglie il distacco dal casotto di gaminella l abbandono da parte dei familiari e infine la riduzione all indigenza più nera preludio della morte a cossano dov erano andati a finire coi quattro soldi del casotto padrino era morto vecchio vecchissimo ­ pochi anni fa ­ su una strada dove i mariti delle figlie l avevano buttato.7 la figura del cavaliere è delineata da pavese con pochi efficaci tratti benché in ristrettezze economiche egli mantiene qualcosa dell antica dignità adesso il vecchio era morto e il cavaliere era un piccolo avvocato calvo che non faceva l avvocato le terre i cavalli i mulini se li era consumati da scapolo in città la gran famiglia del castello era scomparsa gli era rimasta una piccola vigna degli abiti frusti e girava il paese con un bastone dal pomo d argento8 a dispetto della derisione riservatagli dagli sfaccendati tiene alla propria onorabilità era sempre cortese sempre in ordine sempre signore e incontrandomi ogni volta si toglieva il cappello9 tormentato dal rimorso per non aver salvato il figlio dal suicidio confessa ad anguilla la propria tragedia lui purtroppo aveva un morto recente al cimitero del paese da dodici anni e gli sembrava ieri non un morto com è umano averne un morto che ci si rassegna che ci si pensa con fiducia `ho fatto molti stupidi errori mi disse `se ne fanno nella vita i veri acciacchi dell età sono i rimorsi ma una cosa non mi perdono quel ragazzo10 l amore e la disperazione sono racchiusi in un gerbido creato con pascoliana tenerezza `ho piantato questi alberi disse dietro le canne si vedeva un pino `ho voluto che qui in cima alla collina la terra fosse sua come piaceva a lui libera e selvatica come il parco dov era stato ragazzo11 la fragile individualità del cavaliere è in contrasto con il carattere sanguigno del sor matteo dominus della mora il sor matteo non aveva mai lavorato la terra era un signore il sor matteo ma neanche aveva studiato o viaggiato salvo quella volta dell africa non era mai andato più in là di acqui aveva avuto la mania delle donne ­ lo diceva anche cirino ­ come suo nonno e suo padre avevano avuto la mania della roba e messo insieme le cascine erano un sangue così fatto di terra e di voglie sostanziose gli piaceva l abbondanza a chi il vino il grano la carne a chi le donne e i marenghi mentre il nonno era stato uno che zappava le sue terre già i figli eran cambiati e preferivano godersela ma ancora adesso il sor matteo a un occhiata sapeva dire quanti miria doveva fare 4

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padrino il valino il cavaliere sor matteo emblemi di una paternità incompiuta una vigna quanti sacchi quel campo quanto concime ci voleva per quel prato.12 l uomo ha tre figlie irene silvia e la piccola santa nata dal secondo matrimonio egli ha un debole per quest ultima l hanno viziata il sor matteo non vedeva più che lei.13 fatica a imporre la propria autorità in famiglia per tutta l estate dal cortile e dai beni era bastato levar gli occhi e vedere il terrazzo la vetrata i coppi per ricordarsi che le padrone eran loro loro e la matrigna e la piccola e che perfino il sor matteo non poteva entrare nella stanza senza pulirsi i piedi sul tappeto14 le tre donne non lasciavano più pace al sor matteo.15 l affetto paterno traspare nella preoccupazione per le figlie in gita ad agliano sorprese da un violento temporale il sor matteo venne a svegliarci con la lanterna e il mantello sulla faccia ci disse se sentivamo il biroccio arrivare non era tranquillo.16 È altresì in pena per irene che frequenta l inaffidabile arturo il sor matteo brontolava soltanto su irene e il figlio del medico e diceva che un giorno o l altro voleva dirgliene quattro17 andò che il sor matteo prese di petto quell arturo e gli disse che le donne sono donne e gli uomini sono uomini no `ciò nulla di meno continuò il sor matteo `quando siano ben allevate le donne conoscono chi fa per loro e tu gli disse `non ti vogliono capito non sei un uomo aveva detto il sor matteo `sei uno sporcaccione18 nonostante tutto il ruolo di padre ha per lui una valenza appena formale rimane sostanzialmente ignaro delle drammatiche vicende che avviluppano silvia né la giovane amante dell ozioso matteo di crevalcuore lascia trapelare alcunché il sor matteo non sapeva niente19 il sor matteo borbottava non sapeva niente20 silvia infine intreccia una relazione con un certo lugli equivoco cinquantenne con figli grandi sfuggitagli di mano la situazione il pater familias ha un vano sussulto autoritario venne il giorno che il sor matteo piantò una sfuriata alla moglie e alle figlie gridò che era stufo di musi lunghi e di ore piccole stufo dei mosconi là intorno di non sapere mai la sera a chi dir grazie la mattina d incontrare dei conoscenti che gli tiravano satire diede la colpa alla matrigna ai fannulloni alla razza puttana delle donne disse che almeno la sua santa la voleva allevare lui che si sposassero pure se qualcuno le prendeva ma che gli uscissero dai piedi tornassero in alba pover uomo era vecchio e non sapeva più dominarsi né comandare21 silvia paga a caro prezzo la pro5 pria ostinazione scaricata dal lugli nel vano tentativo di rintracciarlo a genova si riduce alla fame ecco rinascere l affetto nell anziano padre il sor matteo la calmò le disse ch era stata una malattia una disgrazia come il tifo di sua sorella e che tutti l aspettavano alla mora22 ma la malattia ha lasciato il segno tornarono ma stavolta silvia era incinta davvero23 l evento segna la lenta fine del vecchio e quella repentina della figlia la sera che il sor matteo ebbe la nuova ­ glielo dissero irene e la signora elvira ­ invece di gridare si mise a ridere con un aria maligna e si portò la mano sulla bocca `adesso ghignò tra le dita `trovategli un padre ma quando fece per alzarsi e entrare nella stanza di silvia gli girò la testa e andò giù da quel giorno restò mezzo secco con la bocca storta quando il sor matteo uscì dal letto e poté fare qualche passo silvia aveva già provveduto era andata da una levatrice a costigliole e s era fatta ripulire non disse niente a nessuno tornò con gli occhi cerchiati e con la faccia di una morta ­ si mise a letto e lo riempì di sangue24 l ultimo mormorio di silvia è una struggente invocazione del padre morì senza dire una parola né al prete né agli altri chiamava soltanto `papà a voce bassa25 È la fine della mora la malattia del sor matteo si aggrava non parlava quasi più arturo sposata irene e divenuto il nuovo padrone dilapida il patrimonio avuto in dote infliggendo alla giovane moglie privazioni ignominie e percosse ancor più disperata è la parabola del valino emblema dell abbruttimento egli è un uomo secco e nero con gli occhi da talpa26 segnato da un esistenza miserevole pensavo alla vita che poteva aver fatto il valino in tanti anni ­ sessanta forse nemmeno ­ che lavorava come mezzadro da quante case era uscito da quante terre dopo averci dormito mangiato zappato col sole e col freddo caricando i mobili su un carretto non suo per delle strade dove non sarebbe ripassato sapevo ch era vedovo gli era morta la moglie nella cascina prima di questa e dei figli i più vecchi erano morti in guerra ­ non gli restava che un ragazzo e delle donne che altro faceva in questo mondo27 i rapporti familiari sono contrassegnati da cieca violenza raccolse il fastello dei salici e chiese a cinto se era andato a far l erba cinto scostandosi guardava a terra e non rispose allora il valino fece un passo e con la mano libera menò un salice a frustata28 nuto mi

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padrino il valino il cavaliere sor matteo emblemi di una paternità incompiuta disse che dalla piana del belbo si sentivano le donne urlare quando il valino si toglieva la cinta e le frustava come bestie e frustava anche cinto ­ non era il vino non ne aveva tanto era la miseria la rabbia di quella vita senza sfogo29 il valino non parlava con nessuno zappava potava legava sputava riparava prendeva il manzo a calci in faccia masticava la polenta alzava gli occhi nel cortile comandava con gli occhi le donne correvano cinto scappava la sera poi quand era l ora di andare a dormire ­ cinto cenava rosicchiando per le rive ­ il valino pigliava lui pigliava la donna pigliava chi gli capitava sull uscio sulla scala del fienile e gli menava staffilate con la cinghia30 tanta brutalità culmina nella follia allorché il valino subita l ennesima angheria dà libero sfogo agli impulsi distruttivi dopo aver ucciso a calci la rosina si volge contro cinto che fugge dà fuoco al casotto incendia la stalla infine s impicca cinto sotto la volta del noce aveva visto nel riverbero pendere i piedi di suo padre e la scaletta per terra31 se anguilla è un venturino privo di vincoli parentali nuto è molto legato alla figura del padre falegname questi benché di umile condizione leggeva il giornale e trasmetteva al figlio e ad anguilla la passione per la politica ti ricordi i discorsi che facevamo con tuo padre nella bottega lui diceva già allora che gli ignoranti saranno sempre ignoranti perché la forza è nelle mani di chi ha interesse che la gente non capisca nelle mani del governo dei neri dei capitalisti vedi com è disse lui alle volte basta una parola sentita quando si è ragazzi anche da un vecchio da un povero meschino come mio padre per aprirti gli occhi alla morte del genitore nuto smette di suonare e non riprende più è come nel fumare quando si smetnote 1cesare pavese paternità in lavorare stanca torino einaudi nuovi coralli 1973 p 118 2cesare pavese vita attraverso le lettere a cura di lorenzo mondo torino einaudi p.183 3cesare pavese la casa in collina in romanzi roma l espresso grandi opere vol 8 2005 p 506 4ivi pp 580-581 5nel romanzo il vocabolo `padre ricorre cinquantasei volte il sostantivo `figlio compare settantuno volte 31 al singolare maschile 5 al singolare femminile 13 al plurale maschile 20 al plurale femminile appaiono una volta `figliola e `figliole per contro `madre è presente con sedici occorrenze 6cesare pavese la luna e i falò milano mondadori 1970 p 3 7ivi p 54 8ivi p 42 9ibidem 10ivi p.44 11ibidem 12ivi p 84 13ivi p 74 14ivi pp 118-119 15ivi p 120 16ivi p 123 17ivi p 126 te bisogna smettere davvero33 il tema della paternità ricorre spesso in tono allusivo nei dialoghi fra i due amici riguardo alle ignote origini di anguilla nuto taglia corto tuo padre mi disse ­ sei tu34 anguilla ribatte `non hai fornito l ospedale di alessandria `spero di no disse lui `per uno come te quanti meschini35 nel falegname del salto è vivo il senso della paternità da un accenno la moglie in casa dava il latte al bambino36 sappiamo che ha un figlio in tenera età dopo il rogo di gaminella accoglie presso di sé cinto nonostante le resistenze della consorte cinto se lo prese in casa nuto per fargli fare il falegname e insegnargli a suonare la moglie di nuto protestò ch erano già in troppi nella casa del salto tra garzoni e banchi a morsa e poi non poteva stargli dietro37 nell accomiatarsi dall amico anguilla afferma ti ho persino trovato un altro figlio38 ben sapendo che nuto non tratterà cinto da inserviente ma ne avrà cura paterna nella luna e i falò la paternità è rappresentata prevalentemente nella sua incompiutezza il cavaliere non riesce a cogliere il malessere esistenziale del figlio né a impedirne il gesto suicida il sor matteo si lascia travolgere dai tragici eventi che si abbattono sulle figlie il valino incapace di affetto sprofonda nella bestialità il romanzo demarca una netta distinzione tra paternità naturale e spirituale pavese stesso ebbe a dire quando mi si vieta di essere padre di figli io divento padre spirituale e non si scappa39 la paternità non può ridursi a un fatto biologico in tal caso essa si traduce in dispotismo violenza indifferenza solidità generosità fermezza affetto comprensione sono queste le doti essenziali che fanno di un genitore una guida sicura per i propri figli 18ivi p 127 19ivi p 132 20ivi p 136 21ivi p 154 22ibidem 23ibidem 24ivi p 158 25ibidem 26ivi p 25 27ivi p 26 28ivi p 37 29ivi p 54 30ivi p 87 31ivi p 148 32ivi pp 141-142 33ivi p 19 34ivi p 10 35ivi p 12 36ivi p 69 37ivi p 167 38ibidem 39 lettera a bianca garufi del 26 febbraio 1946 in cesare pavese vita attraverso le lettere cit p 200 6

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il periodo della stesura del romanzo coincide con l amore di pavese per la pivano oltre la tenda significati nascosti ne la bella estate di deborah bertone leggendo la bella estate ci si trova di fronte per tutto il romanzo al ripetersi della parola tenda primo titolo che pavese aveva scelto per quest opera successivamente verrà mutato proprio ne la bella estate facendo sì che il lettore si interroghi sui motivi di tale cambiamento all apparenza ingiustificato il primo titolo sarebbe stato infatti più adatto in quanto la tenda rappresenta non solo il simbolo il vessillo di uno spaccato della società che pavese intende ritrarre ma anche il perno su cui si incentra tutta la trama del racconto la vicenda contiene in sé tutti i luoghi comuni dell esistenza bohèmienne la squallida soffitta del pittore guido dove però la sartina ginia innamorata e ingenua vorrebbe vivere insieme a lui tuttavia questa patina dolciastra e patetica scompare immediatamente al di là della tenda rossa dove la protagonista verrà condotta per essere simbolicamente sacrificata e iniziare così il tanto sospirato viaggio nell età adulta compiutosi e terminato nel letto di guido e nella consapevolezza dell amore vissuto nella triste accezione dell essere usati il colore rosso della tenda rappresenta proprio il sacrificio di sangue al quale ginia deciderà di sottoporsi volontariamente per conoscere quel mondo dapprima idealmente sognato poi brutalmente svelato dal sollevarsi di quel sipario che svela lo squallore di un ambiente cinico una volta varcata la soglia del quale non è più possibile far ritorno la sacerdotessa incaricata di compiere questo rito di iniziazione è amelia l ambigua amica di ginia che rimarrà al di là della tenda rossa orchestrando però il rituale mai espressamente nominato ma sempre suggerito già precedentemente dal disprezzo della verginità cominciò a chiederle cosa si credeva di avere sotto i vestiti da conservare come il santissimo1 dopo tale scoperta alla protagonista non rimarrà che l amarezza per quanto le si è svelato ma anche l accettazione di quella parte che ora deve recitare la fine inesorabile della bella estate coincide con la consapevolezza del baratro che si apre al di là della tenda rossa il quale farà sì che ginia si allontani insieme ad amelia incontro ad un futuro non ben definito comunque ormai dominato totalmente dall asservimento all a mica andiamo dove vuoi conducimi tu 2 .a questo punto entra però in gioco l ambiguità del mutamento del titolo l estate infatti è appena accennata all inizio dell opera mentre la tenda è presente durante tutto il romanzo che si svolge tra l altro prevalentemente in autunno e inverno l estate rimane dunque qualcosa di vagheggiato e chissà forse denso di accenti autobiografici sappiamo infatti che il periodo della stesura del breve romanzo coincide con la frequentazione di fernanda pivano sua ex-allieva del liceo d azeglio ritrovata per caso proprio nell estate del 1940 in piscina insieme all amico norberto bobbio da quel momento in poi inizierà un rapporto d amicizia che porterà pavese a chiedere a fernanda di sposarlo per ben due volte ricevendone altrettanti rifiuti l amicizia tuttavia continuerà e sarà feconda da un punto di vista artistico in quanto egli la introdurrà alla letteratura americana facendole tradurre l antologia dello spoon river e da quel momento in poi diverrà la più grande traduttrice e introduttrice dell america in italia durante le passeggiate in bicicletta sulle colline piemontesi si possono immaginare le confidenze tra i due lo stesso pavese innamorato della sua allieva che voleva essere per lei un mentore nella sua educazione sentimentale vista anche la differenza d età ecco allora che la tenda avrebbe rappresentato il varco che la giovane donna doveva oltrepassare per giungere alla piena maturità cosa che non avverrà con cesare considerati i rifiuti di fernanda ricordati ancora nella funerea dedica di feria d agosto in memoria 26-7-1940 10-7-1940 allora perché non spostare l accento su quanto di meraviglioso pavese aveva vissuto insieme a fernanda quando durante la bella estate si era ritrovato innamorato e felice a cullare il sogno di mutare il proprio destino un illusione che seppur fugace aveva regalato a pavese uno spiraglio al di là della propria solitudine esistenziale e andava perciò celebrata come un amore passato ma con un riverbero sempre vivo nella memoria 1cesare pavese la bella estate pag 524 2cesare pavese la bella estate pag 542 note 7

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nella prosa dello scrittore la forza creativa della parola poetica feria d agosto di cesare pavese di franca maria ferraris fuori c era la campagna c eran le strade deserte l indomani col sole sarebbe stata un altra cosa ma intanto la smania di finirla di prendere un treno di andare in città a fare una vita più da uomo non mi lasciava dormire 1 si tratta come molti avranno notato di uno stralcio dal racconto insonnia nel libro feria d agosto in cui pavese esprime accoratamente il desiderio di lasciare la solita vita e il proprio paese dove in fondo alle vie scompare e riappare la collina 2 assurta a simbolo di staticità la collina rappresenta qui il limite l imprigionamento nelle abitudini trasmesse dal padre desideroso che i figli fossero non tanto chinati a faticare quanto che gli fossero intorno e girassero sull aia a fargli credere che c era lavoro per tutti 3 ha spesso sogni che vanno oltre la cerchia dei crinali chi ha vissuto l infanzia in un paese di collina e sente a un tratto crescergli dentro la voglia di evadere ma come per pavese sono proprio le colline e il dialetto che nitidi nel cervello come le punte emergenti di iceberg imbrigliano la sua idea di evasione poco dopo infatti quasi a discolpa nel racconto la langa lo scrittore specifica ero io stesso il mio paese il mio sangue le mie ossa il mio respiro tutto era fatto di quella sostanza e oltre me e quella terra non esisteva nulla 4 affermazione assiomatica priva di preziosismi retorici e perciò essenziale per dichiarare con fermezza la simbiosi esistente tra sé e la propria terra quasi una corrispondenza di amorosi sensi foscoliana somigliante ma solo per certi versi all amore vulnerabile e sofferto e ansioso che egli nutre per le donne amate da cui invece si sente troppe volte ferito e umiliato dalle sue descrizioni il paesaggio natale viene proiettato in una luce particolare che lo isola da ogni altro luogo inscrivendolo nella cerchia di un irripetibile unicità ovvero immerso in quella atmosfera particolare in cui la colloca l incisività della sua scrittura capace di metterne in risalto senza ridondanze i lati estetici ed etici e di suscitare al riguardo una quantità di emozioni percepite dall inconscio in modo subliminale ogni aggettivo ogni locuzione gergale ogni periodo volto all autobiografismo o alla rappresentazione del paesaggio o alle trame di una vicenda esistenziale vi sembrano appositamente coniati per portare in superficie dalla profondità dell inconscio i suoi contrastanti sentimenti per gettare un raggio di luce sul mistero dell esistere per mostrare insomma almeno un lembo dell invisibile attraverso il visibile se a tratti pavese si pone a osservare dall alto con uno sguardo distaccato i luoghi d origine e le persone che lo abitano con le loro virtù e le loro pecche al contempo lascia che trapeli la vampa del desiderio di restare nella sua terra e tra la sua gente se poi in realtà un allontanamento avvenne questo lo fu solo di nome poiché di fatto con lo spirito mai si mosse dalle sue colline l interiore dissidio è magistralmente espresso dalla sua scrittura asciutta ed essenziale ascetica insomma che anticipa il rapporto tra poesia e saggistica cui fa riferimento matteo marchesini nel suo pamphlet una scrittura poetica mirabilmente capace di esprimere in assoluto la quotidiana verità della vita con le parole della poesia il cui linguaggio come afferma heidegger è `la dimora dell essere citiamo dal racconto l estate era l ultima pioggia d estate e cambiò il colore della città avrei potuto attendere al riparo ma discesi sotto la pioggia e percorsi altre strade pensavo intensamente alla nostra finestra ci pensavo e me ne allontanavo la collina era in fondo alle strade oscurata e avvicinata dall ombra accresciuta 5 parole poetiche di straordinaria magia icastica È di coloro che tornano a `itaca come lo fu per l archetipo ulisse il desiderio nascosto nel cuore che i luoghi lasciati restino nell immobilità che il tempo in essi sia fermo essendo consolante anche se egoistico pensare che mentre nella lontananza per noi gli anni sono variamente trascorsi quel punto del mondo a noi caro è là sempre in attesa del tutto invariato dove niente cambia si può ritrovare intatto il passato i giovani anni la gioia di attingervi sorsi di fresca vita di immergersi in quell aria pura filtrata dalle foglie di alberi noti le cui radici stanno ben fisse nelle viscere della terra accanto alla nostra radice che malgrado l assenza fisica vi si è così profondamente radicata da non poter essere sradicata mai più l unica differenza è che allora usavo gesti bruschi penetravo nel campo gettando un grido alle colline familiari che mi pareva mi attendessero allora ero un bambino e tutto è morto di quel bambino tranne questo grido 6 e questo un grido d amore immenso e profondo com è l amore che si nutre per la madre poiché nella terra pavese sente la mater tellus dove tutto quello che nasce è fatto di terra acqua e radici sono di terra dentro il grano che mangi e il vino d uva c è tutto il buono della terra 7 così suonano le parole che lo scrittore fa dire alla sandiana nel racconto la vigna attestando una forma alta di sensibilità sublimata dall intensità del tono narrativo più avanti nel medesimo racconto specialmente le prugnole mi facevano gola ancora adesso lascio tutto per le prugnole le sento a distanza 8 qui ogni parola è un concentrato di poesia poiché con ciascuna pavese costruisce un momento creativo del vivere È poesia `sentire a 8

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nella prosa dello scrittore la forza creativa della parola poetica distanza un pruno e tra le foglie le prugnole verdi e fragranti il verbo sentire le sento qui agisce non tanto come mezzo di comunicazione quanto soprattutto come collegamento semantico e tematico per attestare una realtà cosciente e rivelata quel tipo di `realtà vera che lo scrittore sa esprimere in molte forme anche ricorrendo al mito cioè a quelli che chiama i mitici simboli della nostra perenne assoluta realtà poiché ciò che ci permette di riconoscerli è lo sforzo conoscitivo che ci impongono il loro balenare dall inconscio alla luce 9 tale constatazione si trova nel racconto stato di grazia uno tra i più filosofici quasi un breviario di sapienza e anche quello in cui pavese viene a parlare dell influsso che ha la poesia sulla nostra vita interiore proclamando che per alcuni di tali `mitici simboli andiamo debitori ai poeti che ce ne hanno scavata nel cuore l impronta lo scrittore parla di poesia e non si accorge di scriverla è la forma che dà impulso alle azioni di cui pavese rende testimonianza ed è nella forma della parola poetica che la realtà ri accade magicamente eppure nella sua mera essenzialità storica fatta di una travolgente e misteriosa autenticità leggendo il racconto nudismo10 mi è venuto naturale scandire molte frasi secondo un ritmo poetico una per tutte intanto cade il sole anche qui sento l erba agitarsi e frusciare uccelli passano un ronzio più profondo assorda terra e cielo questa esemplarmente è la prova di quanta forza creativa pavese riversi nella prosa attraverso il valore fermo e pieno della parola poetica offrendo una conoscenza del reale non astratta ma viva e svelante cioè filtrata da quell energia panteistica che appartiene alla poesia e che nel libro feria d agosto diventa il filo conduttore per mezzo del quale il senso la trama e lo stile di ogni racconto procedono unitamente alla formazione di un unicum pervaso dall essenza di un forte realismo poetico ed è questo stesso filo conduttore che fungendo da tratto d unione per ogni `trance di vie arcanamente trasforma questo libro di racconti in una sorta di avvincente romanzo che possiede in filigrana la trama esistenziale della vita di pavese ogni racconto vi è come un tassello dove la fervente consonanza con i vissuti dello scrittore unendosi agli altri in una sorta di aerea sequenzialità fa del libro feria d agosto11 un mosaico cioè per uscir di metafora una sorta di biografia pavesiana ante litteram lontana da ogni tentazione enfatica per contro si può dire che in ogni pagina vi sia l intero libro nel quale proiettate in una luce nostalgica ma assolutamente luminosa e veritiera tutte le trame e le argomentazioni che alimentano il testo rifulgono per autenticità per fedeltà alla visione complessiva di una vicenda umana quanto mai tesa ed emozionante che va oltre il passato e il futuro per impiantarsi in tempo eternamente presente note franca maria ferraris agosto 2012 1 da insonnia pag 25 2 da l estate pag 100 3 da insonnia pag.24 4 da la langa pag.18 5 da l estate pagg 100-101 6 da il campo di granturco pag.16 7 da la vigna pag 175 8 da la vigna pag 176 9 da stato di grazia pag.146 10 da nudismo pag.165 11 feria d agosto c pavese einaudi 1974 a cesare pavese chiare nell infinito le colline chiare nell infinito le colline vegliano sulla casa silenziosa cui il fiume rimanda la sua canzone d acqua tra i pampini del pergolato i raggi a picco disegnano arabeschi sulla soglia di bianco granito È l ora meridiana della calura estiva quando i filari sul dorso del pendio si arroventano al sole quando gli alberi rimasti senz ombra soffrono il vuoto dell assenza e la casa che stagna nell oblio è una bianca colomba accovacciata poi lenta la luce trascolora il tramonto tinge di rosa la facciata e in quel bagliore estremo più forte profumano i fiori il fiume è un astro di smeraldi vivi una sottile falce di luna come la chiglia di una nave lucente fende il cielo e lascia sulle alture nel respiro della sera che scende fugace la magia di una voce dietro i crinali già s inabissa il sole si accendono i falò lungo i sentieri in una vampa di sterpi e di stelle arde quel velo di malinconia che avvolge l anima quando la luce muore franca maria ferraris 9

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la due giorni nella casa natale dello scrittore la 29a edizione del premio cesare pavese un grande successo di paola galletto vittorio sgarbi premiato da cinzia gotta gianna gancia e michele coppola nomi importanti della letteratura del giornalismo e del mondo intellettuale al premio cesare pavese 2012 il critico d arte vittorio sgarbi la scrittrice margaret mazzantini l autore alessandro baricco che non era presente per motivi famigliari il filologo luciano canfora e il romanziere alessandro iovinelli sono i stati i vincitori della 29a edizione del premio sezione opere edite il premio viene assegnato ogni anno a scrittori e intellettuali che meglio abbiano saputo trasmettere il legame con il territorio il valore dell impegno civile o fornire punti di vista stimolanti su tematiche attuali o storiche gli autori hanno ricevuto il riconoscimento domenica 26 agosto a santo stefano belbo cn presso la casa natale dello scrittore dove ha sede il cepam-centro pavesiano museo casa natale che organizza il premio È stata un occasione per conoscere da vicino gli autori le loro opere vincitrici e il loro rapporto con pavese in un incontro coordinato dal professore luigi gatti presidente del premio e dalla professoressa giovanna romanelli presidente della giuria tra le autorità presenti ricordiamo il presidente della regione piemonte roberto cota l assessore alla cultura della regione piemonte michele coppola la presidente della provincia di cuneo gianna gancia il sindaco di santo stefano belbo luigi genesio icardi e il presidente della fondazione per il libro la musica e la cultura rolando picchioni e l on massimo fiorio a margaret mazzantini e all assente alessandro baricco è andato il premio di narrativa margaret mazzantini ha ottenuto il riconoscimento per mare al mattino einaudi 2011 un romanzo dove le vite delle due protagoniste si specchiano l una nell altra in un destino che impone loro dure prove rinunce perdite e abbandoni un libro che sa «illuminare una parte della storia recente spesso rimossa o trascurata evidenziando come la guerra ogni guerra è un sale métier » alessandro baricco è stato vincitore con tre volte all alba feltrinelli 2012 tre racconti con due protagonisti e numerosi altri personaggi tutti costretti a lasciasi alle spalle qualcosa di importante del loro passato e a margaret mazzantini premiata da roberto cota luigi gatti margaret mazzantini e giovanna romanelli 10

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la due giorni nella casa natale dello scrittore alessandro iovinelli premiato da luigi icardi ricominciare un «pirandelliano gioco di costruzione e decostruzione di ruoli di spazi e di tempi l unico punto fermo nella corrente mai ferma della vita è la luce parola chiave del romanzo capace di riaccendere le cose e rimettere in movimento il tempo » vittorio sgarbi ha ritirato il premio di saggistica per piene di grazia i volti della donna nell arte bompiani 2011 saggio sulla figura femminile nella pittura in cui suggestioni letterarie affiancano le descrizioni dei quadri e la letteratura si fonde con la storia dell arte «un saggio ­ spiega la motivazione della giuria ­ capace di coniugare la curiosità scientifica della ricerca con una scrittura fluida e incisiva che cattura con un estrema sensibilità estetica l attenzione del lettore» a luciano canfora è stato consegnato il premio della giuria per il mondo di atene laterza 2011 documentati saggio che riporta la città alla sua realtà storica incrinando la sua immagine idealizzata e restituendola così come emerge dalla ricchezza delle fonti contemporanee un saggio «di grande valore e di originalità scientifica e culturale che riesce a catturare l attenzione del lettore e a coinvolgerlo nella narrazione e che apre nuovi orizzonti anche agli specialisti» un premio speciale è andato ad alessandro iovinelli per l uomo che amava kirsten dunst aracne editore 2011 romanzo su un ossessione cinefilo-amorosa che ha per oggetto una delle nuove muse di hollywood kirsten dunst la psicosi paranoide diventa «una meta fora che permette alla voce narrante di parlare d altro dell amicizia del tempo passato dei sogni e delle speranze naufragate inesorabilmente contro il muro della vita» premiata anche la bella tesi di laurea di iuri moscardi di milano per cesare pavese e la traduzione di spoon river di fernanda pivano laureatosi presso l università statale di milano facoltà di lettere e filosofia nell anno accademico 2010/2011 la sezione è promossa dall azienda agricola giacinto gallina di santo stefano belbo la sera precedente la premiazione sabato 25 agosto ha visto un folto pubblico radunarsi alla casa di pavese per una lunga veglia letteraria con interventi e contributi dei vincitori e di altri ospiti del premio vittorio luciano canfora premiato da antonio degiacomi e massimo fiorio luigi gatti vittorio sgarbi e giovanna romanelli 11

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la due giorni nella casa natale dello scrittore jean francois lopez premiato da marc magro ivano massardo premiato da pierluigi cavalli sgarbi ha parlato di pavese e la donna in un intervento dedicato alla figura femminile nelle opere dello scrittore e al rapporto con le donne che emerge dai romanzi ha fatto seguito l incontro cesare pavese riflessioni sulla figura femminile attraverso lettere e poesie con alessandro iovinelli giovanna romanelli presidente giuria premio pavese e jacqueline spaccini già vincitrice della sezione premio pavese 2010 sezione premio speciale sono state quindi lette commentate le lettere analisi amorosa di f e analisi amorosa di p dove lo scrittore traccia un ritratto di fernanda pivano e una dura autoanalisi di se stesso e alcune poesie dedicate a bianca garufi e a constance dowling il musicista beppe giampà con la sua chitarra ha proposto i mattini passano chiari poesie di pavese in musica tratte dal volume verrà la morte e avrà i tuoi occhi ha concluso la serata l intervento di luciano canfora dal titolo pavese e il mito una riflessione sulla ricerca del senso profondo del mito da quello del mondo classico a quello contemporaneo nell opera dello scrittore una sezione del premio pavese è inoltre dedicata alle opere inedite i cui autori sono stati premiati sabato 25 agosto sempre alla casa natale di pavese per questa sezione i vincitori di quest anno sono alfredo tocchi di milano per natale 2010 narrativa franca maria ferraris di savona per a cesare pavese chiare nell infinito le colline poesia guglielmo peralta di palermo per la morte il mito la solitudine nell opera di cesare pavese saggistica silvia angeli di garda vr attilio rossi premiato da giovanna negro per remo premio pavese giovani maria teresa cantamessa di ivrea to per un liber corm d arcord narrativa ­ lingua piemontese attilio rossi di carmagnola to per la lun-a poesia ­ lingua piemontese ivano massardo di masone ge per marco aurelio sull altopiano narrativa ­ medici scrittori mario malpetti di mantova per leopardi e l amor di sogno saggistica ­ medici scrittori corinne angelibesson per la violiniste narrativa ­ medici scrittori in lingua francese jean françois lopez per À portée de mots poesia ­ medici scrittori in lingua francese per la sezione opere edite medici scrittori hanno ricevuto il premio franco testore di canelli at per il bacialé narrativa giovanni rissone di torre pellice to per una vita da matto vestito da dottore edizioni l apericena a base di prodotti tipici piemontesi iuri moscati premiato da giacinto gallina 12

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la due giorni nella casa natale dello scrittore le poesie di pavese in musica tigullio-bacherontius narrativa alberto alberti di bra cn per conoscete quest uomo edito da scalpendi saggistica vincenzo iannuzzi di trento per l uomo e il determinismo cosmico edito da albatros saggistica per la sezione dedicata ai lavori scolastici il riconoscimento è andato a pietro maria piccaluga di pontestura al classe iiib del liceo classico balbo di casale monferrato per il testo oltre la collina riflessioni sull universo pavesiano tutti i vincitori sono stati scelti dalla giuria presieduta da giovanna romanelli già docente alla sorbona attualmente presso l università cattolica di milano e composta dal vicepresidente adriano icardi professore è stato senatore assessore alla cultura della provincia di alessandria e sindaco di acqui terme luigi gatti presidente del cepam il professor ugo volli e il professor pier giuseppe monateri docenti università torino pierluigi cavalli membro dell associazione medici scrittori italiani abraham de voogd membro dell union mondial médecins ecrivains giuseppe rosso professore e membro della sezione italiana dell union mondial médecins ecrivains camillo brero studioso e divulgatore della lingua piemontese autore del vocabolario della lingua piemontese e della grammatica della lingua piemontese luciana bussetti calzato professoressa e scrittrice di racconti tra gli autori insigniti del premio pavese nel corso delle passate edizioni lo scrittore e semiologo umberto alberto alberti premiato da adriano icardi franco testore premiato da luciana calzato e giuseppe rosso corinne angeli-besson premiata da giovanna romanelli e marc magro luigi gatti e vittorio sgarbi 13

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