Vita pensata -Anno I- N°2 - Agosto 2010

 

Embed or link this publication

Description

Rivista mensile on line di filosofia-Registrata presso il Tribunale di Milano, N° 378 del 23/06/2010, ISSN 2038-4386

Popular Pages


p. 1

vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 2 agosto 2010 issn 2038-4386 vita pensata la filosofia come vita pensata 2 che poi essa non tenda a realizzare qualcosa risulta chiaramente anche dalle affermazioni di coloro che per primi hanno coltivato filosofia infatti gli uomini hanno cominciato a filosofare ora come in origine a causa della meraviglia tutte le altre scienze saranno più necessarie di questa ma nessuna sarà superiore aristotele metafisica a 982b-983a

[close]

p. 2

vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 2 agosto 2010 direttore responsabile augusto cavadi direttori scientifici alberto giovanni biuso giuseppina randazzo rivista mensile on line registrata presso il tribunale di milano n° 378 del 23/06/2010 issn 2038-4386 2

[close]

p. 3

vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 2 agosto 2010 indice editoriale agb gr pensare uno stile di vita temi augusto cavadi insegnare le filosofie e a filosofare paola filadelli la gioventÙ della vecchiaia dario generali la nuova scienza in italia nel primo settecento giuseppe raciti wende mich nicht um 5 10 13 18 4 anno i n 2 ­ agosto 2010mensile di filosofia issn 2038-4386 autori alberto giovanni biuso elias canetti il nemico della morte giancarlo magnano san lio lo storicismo di wilhelm dilthey giusy randazzo gilbert ryle visioni agb gr baaria frammenti di sicilia dario carere tosca ieri e oggi alberto giovanni biuso bonaparte gli abiti le lampade bruno coli riflessioni sulla musica contemporanea recensioni giusy randazzo q l orgasmo del male alberto giovanni biuso husserl lezioni sulla sintesi attiva giusy randazzo lezioni di politica una proposta didattica e non solo un comportamentista 25 29 33 38 41 45 47 sito internet www.vitapensata.eu 49 54 56 nees in copertina a volte la sicilia fotografia di diego randazzo dario carere aiace il piÙ umano degli eroi eleonora carpi leggerezza un volo per non sprofondare alessandro generali la tradizione del rubicone scrittura creativa andrea ferroni intervista a jung ii parte 59 62 64 66 3

[close]

p. 4

vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 2 agosto 2010 agb gr editoriale pensare uno stile di vita g uardare filosoficamente alle cose stesse è proprio di chi ben lungi dal voler rimanere arenato nelle sabbie mobili fameliche dell ovvio vuole osservare onestamente e riflettere criticamente mettendo in discussione saperi appresi e conoscenza acquisita al di là di titoli e ruoli il filosofare è uno stile di pensiero che va sempre salvaguardato e costruito in questo tempo omologante anche come difesa dell irriducibilità del singolo al conformismo delle masse da cui emerge come forma libera col suo stile di vita È questo che filosofi e non nel numero agostano di vita pensata hanno voluto mostrare ai lettori augusto cavadi nostro direttore responsabile riflette sull interrogativo kantiano -insegnare le filosofie o a filosofare e argomenta la sua risposta nella direzione di una pratica filosofica -di cui vita pensata vuol essere espressione che allontani da sé la minaccia dell autoreferenzialità evitare una tale deriva non implica di certo né il saccheggio delle filosofie né tantomeno la superficialità nell approccio il rigore scientifico la ricerca documentata l argomentazione sensata sono pilastri ineludibili per qualunque riflessione che voglia aver la pretesa di parlar ai molti con coscienza critica e onestà intellettuale anche delle volte rinunciando alla semplicità quando l argomento ha bisogno di una competenza imprescindibile i molti d altronde a cui ci rivolgiamo non sono per noi fagocitati in un unità indistinguibile ma pur se anonimi rimangono il ciascuno di cui vorremmo soddisfare gli interessi che ha già con l intento però di promuoverne di nuovi e quest onda che è filosofia nel senso più immaginifico e vero trasporta così sulla sua cresta la riflessione di raciti su hegel cullandoci poi musicalmente con l argomentazione di filadelli sulla vecchiaia 4 e rotolando increspata sulla distesa dell umano sapere ci spinge a un osservazione più particolare con dario generali che del seicento analizza l esordio della nuova scienza e per ultimo trova nuovo vigore energia e spunti attingendo da filosofi che alla vita e alla storia hanno dedicato un attenzione profonda come ad esempio wilhelm dilthey presentato da giancarlo magnano san lio a gilbert ryle e a elias canetti sono dedicati infine due nostri contributi l interesse dei giovani inoltre nel godere della propria scrittura e nella volontà di perfezionarsi attraverso la ricerca ci dà speranza e ci permette di dimostrare con una certezza che invero già avevamo che tra questa gioventù spesso criticata ci sono invece molti che considerano la lettura la scrittura la ricerca l analisi attività coinvolgenti e gioiose come un gioco serissimo nelle regole e nella dedizione e in quanto tale per nulla noioso levità e solidità teoretica questo emerge dalla lettura di dario carere eleonora carpi alessandro generali per finire andrea ferroni ci fa viaggiare sul suo orient-express permettendoci di ascoltare l inascoltabile e bruno coli sempre musicale anche quando scrive ci sollecita con la sua riflessione sulla musica contemporanea altre note e recensioni si occupano di baaria di tosca della moda napoleonica di husserl del romanzo q di alcune lezioni di politica presentiamo dunque questo nuovo numero grati ai tanti che hanno inviato i loro contributi alla redazione pur se non tutti abbiamo potuto pubblicare certo è questa una dimostrazione dell interesse che vita pensata ha suscitato e ci auguriamo anche del merito della rivista stessa senza autori e lettori però non ci sarebbe alcuna vita pensata a loro va il nostro più vivo ringraziamento.

[close]

p. 5

vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 2 agosto 2010 di augusto cavadi l eredità hegeliana nel sistema italiano n italia torna puntuale come la primavera il dilemma suggerito da una celebre frase di kant bisogna insegnare le filosofie oppure a filosofare nelle scuole medie superiori dove esiste anzi resiste non per molto temo data l egemonia del modello didattico anglosassone che ama privilegiare le discipline utili l attuale capo del governo silvio berlusconi ha spiegato una volta che la sua scuola ideale è imperniata sulle tre i di inglese internet impresa questa materia viene insegnata sostanzialmente secondo il taglio della riforma gentile i programmi e i manuali scolastici la presentano come storia della filosofia la convinzione sottintesa è che la filosofia sia identica alla storia della filosofia che la filosofia si svolga si squaderni con una logica propria nella storia e solo nella storia insomma la filosofia che fonda e ispira l attuale impianto pedagogico-didattico della filosofia come di tutte le altre discipline umanistiche è lo storicismo lo stesso terremoto culturale del 1968 -da cui a mio avviso il sistema dell istruzione è riemerso con molti danni ma anche con almeno altrettanti vantaggi ha messo in discussione non il sostantivo storicismo bensì l aggettivo che da hegeliano è diventato piuttosto marxista tuttavia -per ragioni complesse ma in larga parte facilmente intuibili anche il materialismo storico-dialettico che aveva messo in ombra l idealismo negli ultimi venticinque anni si è eclissato e sempre più frequentemente gli insegnanti si chiedono se la prospettiva diacronica sia davvero l unica raccomandabile anch io devo confessare che in una certa fase della mia carriera docente avevo ritenuto di sostituire il taglio 5 storico-diacronico con una sperimentazione teoretico-sincronica incoraggiato dalla proposta ministeriale di due programmi di studio facoltativi a e b ho anche fondato e co-diretto una collana editoriale di volumi redatti proprio in vista di una possibile adozione nelle scuole che avessero voluto transitare dal programma tradizionale storia della filosofia al programma nuovo filosofia per problemi quando però ho sperimentato nelle mie classi gli strumenti predisposti ero anche co-autore di tre dei sette volumi mi sono accorto che l operazione non funzionava bene senza una informazione elementare di storia del pensiero occidentale gli alunni non erano in grado di affrontare con sufficiente consapevolezza la discussione sui problemi filosofici fondamentali d altronde non era immaginabile che tornassi come se nulla fosse accaduto all impostazione didattica precedente costretto dalla scomoda posizione di chi non è più su una sponda e non è ancora sulla riva opposta ho provato a uscire dalla metà del guado con varie sperimentazioni ormai alle soglie del pensionamento posso provare a rappresentare il quadro attuale della ratio della mia pratica didattica di cui sarei insincero se mi dichiarassi del tutto insoddisfatto intreccio fra prospettiva prospettiva tematica diacronica e i l attuale ordinamento nazionale prevede per ogni cattedra come la mia nei licei a indirizzo classico-umanistico sei ore di lezioni settimanali per ciascuna classe del triennio terminale terza quarta e quinta prima dell ingresso in una facoltà universitaria nei licei a indirizzo scientifico o linguistico o psico-pedagogico et cetera le temi insegnare le filosofie e a filosofare

[close]

p. 6

vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 2 agosto 2010 temi ore sono solitamente un po di meno dedico due ore alla storia economica sociale politica militare culturale un ora all educazione civica1 due ore alla storia della filosofia e un ora alla filosofia negli anni immediatamente precedenti al 68 circolavano testi di storia della filosofia poco appetibili schematici nozionistici privi di brani antologici tratti da classici da una ventina d anni in qua invece circolano in italia dei libri davvero ben fatti che offrono a docenti e discenti percorsi di studio nutriti da personalizzare 2 testi che con dosaggi diversi provano a mantenere la tradizionale prospettiva storico-diacronica senza rinunziare ad aprire delle finestre tematiche sul problema dell essere della conoscenza del linguaggio della storia della religione del diritto dell arte qualche manuale scolastico aggiunge in coda agli autori contemporanei una parte tematica la questione teologica le domande politiche gli interrogativi bio-etici et cetera altri autori addirittura hanno provato a organizzare l esposizione storica dei filosofi del passato secondo blocchi tematici il problema dell essere parmenide eraclito platone aristotele il problema dell uomo sofisti socrate scuole ellenistiche il problema di dio agostino tommaso d aquino giordano bruno il problema della conoscenza cartesio hobbes locke hume kant e così via l esigenza di base è chiara evitare che i ragazzi escano dai licei con la convinzione che la storia della filosofia sia una filastrocca di bizzarrie paradossali raccontata da un ubriaco in vena di umorismo qualche precisazione sulla dimensione storico-diacronica ma per rappresentare meno imperfettamente la situazione è opportuno che si spenda qualche parola di chiarimento su queste due dimensioni la storica e la teoretica non basta infatti dire che si studia la storia del pensiero occidentale vanno anche specificate le soluzioni a una serie nutrita di quesiti quando inizia il pensiero occidentale con socrate o prima con i sapienti come talete o ancora prima con le teogonie e cosmogonie poetiche si possono ignorare del tutto le dottrine diffuse in oriente prima e durante il v secolo a.c e si può passare dai classici greci ed ellenistici ai padri e dottori del medioevo senza sfiorare neppure en passant le linee essenziali delle scritture sacre ebraiche cristiane e islamiche e quando ci si avvicina ai nostri giorni ci si può limitare ai filosofi in senso stretto o si devono trattare anche pensatori come leopardi marx kierkegaard leone xiii darwin lenin freud adler jung de saussure barth gandhi einstein che si sono autointerpretati come poeti scienziati scrittori religiosi dirigenti di organizzazioni politiche o confessionali la libertà d insegnamento garantita dalla costituzione italiana permette a ogni docente di dare a ciascuna di queste domande una risposta personale trovo la situazione auspicabile e in ogni caso inevitabile nessuna didattica mediamente seria consente infatti di affrontare tutti gli autori elencati nell indice di un manuale tagli rinunzie salti sono necessari anche quando li si considera dolorosi come se le domande sui contenuti non fossero abbastanza scottanti se ne impongono altre di tipo metodologico bisogna limitarsi alla trattazione sintetica selettiva ma chiara e ordinata del manuale o è opportuno che gli studenti abbiano un contatto diretto con i testi originali dei filosofi e nei casi -ormai maggioritari in cui 6

[close]

p. 7

vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 2 agosto 2010 si propendesse per la lettura dei classici si deve partire dalle pagine del filosofo per poi tentarne di ricostruire il profilo o conviene piuttosto partire dalla presentazione manualistica delle sue opere e solo in un secondo momento sondare questo o quel brano addirittura questa o quell opera scritti di suo pugno insomma sono i testi che devono fare da chiave per entrare nella prospettiva complessiva di un pensatore o al contrario deve essere una presentazione generale e sommaria di un pensatore a fare da chiave per entrare nelle sue pagine neppure a queste domande sono date nel sistema scolastico italiano delle risposte univoche né di diritto né ancor meno di fatto certo non mancano circolari ministeriali saggi di studiosi documenti di associazioni di docenti di filosofia ma in pratica ognuno fa quel che vuole o per lo meno quel che può sia in relazione alla propria preparazione non dimentichiamo che molti insegnanti sono filosofi costretti dall ordinamento a insegnare anche storia ed educazione civica ma non mancano certo insegnanti appassionati di storia costretti a insegnare anche filosofia sia in relazione alle classi alcune delle quali si entusiasmano alla lettura di un dialogo di platone o di una lettera di voltaire mentre altre si annoiano palesemente anch io navigo a vista e decido di classe in classe talora di ora in ora in genere preferisco di gran lunga assicurare a tutti gli alunni una presentazione sommaria del pensiero di un autore e affidare alla libera iniziativa dei singoli la lettura di qualche brano o di qualche opera intera tuttavia non appena intravedo qualche spiraglio di disponibilità almeno temporanea non resisto alla tentazione di proporre come elemento costitutivo del programma obbligatorio qualche capitolo del discorso sul metodo o qualche sezione della fenomenologia dello spirito nella mal celata speranza che l aperitivo possa stuzzicare un più esigente appetito intellettuale qualche precisazione sulla dimensione problematico-tematica ho voluto richiamare alcuni dilemmi pedagogico-didattici riguardanti la dimensione storico-diacronica dell insegnamento della filosofia per dare un idea della complessità della questione almeno nel dibattito fra insegnanti italiani non certo più semplici si delineano i dilemmi pedagogico-didattici se non addirittura già sostanzialmente filosofici che riguardano l altra dimensione dell insegnamento l ambito problematicotematico o con un termine un po più impegnativo teoretico ho già accennato sopra alle ragioni di questo asse d interesse la perdita di consensi da parte dello storicismo hegeliano e poi anche marxista ha moltiplicato nel mondo dei docenti il desiderio di non limitarsi a raccontare ai ragazzi la storia della filosofia ma di provare anche a fare filosofia riprendendo e correggendo leggermente kant in molti di noi si è manifestato il proposito di insegnare le filosofie per sollecitare l attitudine a filosofare ma che significato si può attribuire al verbo filosofare quando i soggetti in questione non sono degli adulti specializzati bensì degli adolescenti se in questi casi si parla di co-filosofare non si sta cedendo alla tentazione della demagogia in effetti l impostazione universitaria almeno in italia non lascia molto spazio fra due corni dell alternativa secca se non fai storia della filosofia allora fai filosofia teoretica produci nuovi sistemi o almeno re-interpreti in 7 temi

[close]

p. 8

vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 2 agosto 2010 culturale -perché la filosofia se rimane pura memoria della tradizione storiografica non attua la sua pluridimensionalità costitutivae dal punto di vista dei bisogni sociali perché nessuna democrazia può sopravvivere se la stragrande maggioranza dei cittadini rinunzia a pensare con la propria testa resta da chiarire a questo punto il risvolto materiale della questione quale spazio prevedere per il filosofare quale luogo predisporre per dare ai giovani l occasione di andare grazie alla storia della filosofia oltre le filosofie degli altri quali segmenti del tempo didattico riservare alla loro elaborazione di teorie personali e di confronto con le teorie dei compagni e se del caso con prudente moderazione del docente la mia risposta pratica muta di anno in anno anzi di classe in classe come ho ricordato sopra l attuale ordinamento degli studi in italia prevede per ciascuna delle tre classi terminali del liceo classico tre ore settimanali per l ambito filosofico e tre per l ambito storico-sociale in alcune classi ci sono abbastanza allievi così svegli così interessati e creativi che prendono spunto da qualsiasi trattazione storicofilosofica per avanzare obiezioni e proporre alternative teoriche non puoi cominciare a raccontare la proposta filosofica di un socrate o di uno spinoza o di un popper senza essere ­felicemente interrotto da interventi critici in questi casi preferisco dedicare tutte e tre le ore alla storia delle filosofie contando sul fatto che nel corso delle lezioni germinerà spontaneamente il filosofare ci sono dei casi però in cui la classe è troppo esigente o troppo poco interattiva per mantenere questa opzione didattica mi spiego meglio talora eccezionalmente può capitare una classe in cui -se non proprio tutti molti alunni esprimano l esigenza di temi maniera originale uno dei sistemi classici che si sono guadagnati un posto d onore nella galleria dei modelli È evidente che in una visione del genere risulta semplicemente ridicolo ipotizzare uno studio della storia della filosofia in funzione di un elaborazione filosofica personale da parte degli alunni ma forse filosofare è un attività che si può svolgere a diversi livelli di profondità forse come sostiene il mio amico alessandro volpone è un po come la musica o il football la si può praticare pur non chiamandosi schelling o wittgenstein come si può comporre musica anche senza chiamarsi bach o mozart o giocare a pallone con gli amici anche senza essere pelé o maradona3 forse imparare a filosofare significa in senso incipiente e propedeutico imparare a ragionare e ancor più a coordinare almeno intenzionalmente la sfera delle proprie idee con lo stile di vita abituale se questa accezione debole o direi meglio analoga di filosofare è legittima perché non si potrebbe applicare al caso dei nostri alunni l esperienza ormai più che ventennale di varie iniziative di filosofia per non filosofi 4 esperienza che si è felicemente intrecciata con la philosphische praxis di gerd achenbach e dei suoi ammiratori e seguaci sparsi un po in tutto il mondo5 mi conferma nell idea che ogni uomo ha una propria weltanschauung e che può scegliere di conservarla acriticamente e passivamente oppure di metterla in discussione riappropriandosene criticamente e liberamente lo dico con franchezza un sistema scolastico che non dia allo studente gli strumenti -e le motivazioni per maturare una propria visione dell uomo della società del mondo fallisce uno dei suoi compiti educativi centrali ed è un fallimento duplice dal punto di vista dell offerta 8

[close]

p. 9

vita pensata rivista mensile di filosofia affrontare una tematica la giustizia sociale o la ricerca religiosa o l epistemologia o l etica sessuale in maniera organica approfondita in questi casi perché non dedicare un ora esclusivamente a quella determinata tematica perché non trasformare la lezione frontale in un seminario in un laboratorio in una sessione di comunità di ricerca 6 di volta in volta ho utilizzato come base e traccia testi diversi per fare due esempi fra i più riusciti È possibile essere felici interrogare il passato senza restarne prigionieri di elio rindone7 e etica per un figlio di fernando savater8 non escluderei -almeno come ipotesi che il ricorso a una scansione materiale più netta fra due ore di storia della filosofia e un ora di filosofia possa essere suggerita nei casi in cui una classe sia talmente poco vivace da non lasciarsi stimolare provocare dall esposizione dei sistemi filosofici altrui forse per degli alunni poco propensi a valorizzare gli aspetti attuali dello studio della filosofia potrebbe rivelarsi istruttivo anche per così dire dal punto di vista simbolico sapere che un ora la settimana si sospende la metodologia tradizionale per regalarsi un intervallo di silenzio meditativo e di scambio dialettico note 1 anno i n 2 agosto 2010 di storia trovo invece molto interessante per gli studenti non limitarmi a cenni rapsodici occasionati da episodi storici o da fatti di cronaca ma svolgere una trattazione organica di avviamento alla politica o se si preferisce alla cittadinanza critica e responsabile illustrando gli elementi di diritto costituzionale i lineamenti essenziali delle principali ideologie politiche del novecento cfr a cavadi ideologie del novecento cosa sono state come possono rifondarsi rubbettino soveria mannelli cz 2002 le informazioni basilari sul sistema mafioso e sulle possibili strategie anti-mafia cfr id la mafia spiegata ai turisti di girolamo trapani 2008 id strappare una generazione alla mafia lineamenti di pedagogia alternativa di girolamo trapani 2004 id a cura di a scuola di antimafia di girolamo trapani 2005 2 tra gli esempi più significativi il testo modulato in diverse edizioni di nicola abbagnano e giovanni fornero edito dalla paravia di torino e il più recente a cura di vegetti fonnesu e altri edito dalla le monnier 3 cfr a volpone dall epistemologia della pratica alla filosofia in quanto pratica in discipline filosofiche anno xv 1 pp 23 54 4 cfr a cavadi quando ha problemi chi è sano di mente breve introduzione al philosophical counseling rubbettino soveria mannelli cz 2003 5 per una prima panoramica cfr il volume a più mani filosofia praticata su consulenza filosofica e dintorni di girolamo trapani 2008 presso lo stesso editore è reperibile la traduzione in inglese più impegnativa la lettura del mio filosofia di strada la filosofia-in-pratica e le sue pratiche presso il medesimo editore 2010 6 da queste discussioni è emerso il mio e per passione la filosofia breve introduzione alla più inutile di tutte le scienze di girolamo trapani 2007 7 edito da il pozzo di giacobbe di trapani 8 laterza roma-bari 2006 una materia che di solito i miei colleghi trattano da cenerentola evitando persino di far acquistare un testo apposito ormai da anni mi trovo molto bene con le successive riedizioni di aa.vv stato e società dizionario di educazione civica la nuova italia firenze 2009 si veda anche l articolo lezioni di politica una proposta didattica e non solo in questo stesso numero della rivista di tenere lezioni ad hoc di verificare il processo di apprendimento specifico di valutare la preparazione degli alunni con il pretesto di inglobarne l insegnamento nel corso 9 temi

[close]

p. 10

vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 2 agosto 2010 di paola filadelli temi la gioventÙ della vecchiaia l a nostra epoca è implacabile con gli anziani l aggettivo vecchio in tutte le sue accezioni aggiunge una connotazione negativa al sostantivo cui si accompagna potremmo provare a riflettere su questa nostra distorsione cognitiva e a ribaltare valori e significati pensiamo al tema dell identità io cambio continuamente le vicende della mia vita le ferite le gioie i traumi fisici ed emotivi mi cambiano ma io rimango sempre io sono diversa e identica le nostre cellule subiscono cambiamenti ricambi tuttavia anche se la materia del nostro corpo cambia il nostro carattere ciò che ci contraddistingue che si avvicina all idea di forma immutabile rimane e persiste la nostra vita è un mantello pieno di rattoppi che ci avvolge epperò noi sotto il mantello conserviamo il fanciullo con il suo carattere in nuce ma già così evidente che fatica a esprimersi per la sua dipendenza per la debolezza fisica e sociale che lo impedisce il vecchio attualizza il fanciullo col suo carattere immutato e indomito ne condensa la storia e a un tempo conoscendone lo snodarsi fa dei rattoppi un puzzle variopinto il fanciullo non ha rattoppi è nuovo il vecchio circondato dal suo mantello porta con sé il vecchio e il nuovo quel nuovo e vecchio fanciullo che non muore mai il vecchio è stato giovane dunque sa della giovinezza il giovane non è ancora vecchio dunque non sa della vecchiaia l invecchiamento rivela la saggezza del corpo dice james hillman il corpo conosce se stesso attraverso il tempo ciclico delle stagioni il susseguirsi di caldo e di freddo di luce e di oscurità la vecchiaia scopre il valore del tempo ciclico il suo prevalere sul tempo lineare perché a ogni inverno il vecchio sa bene che seguirà un altra primavera a rinnovare la sua fanciullezza mai dimenticata il vecchio non cresce si è liberato di questa illusione sa che possiamo solo essere noi stessi e diventarlo sempre più esprimendo e confermando quel carattere bambino che forma immutabile rimanda all anima e alle sue i-stanze stanze luoghi spazi mentali ed emotivi di cui -forse solo nella vecchiaia libera da doveri sociali da pregiudizi da timori l anima si appropria come in un ri-congiungimento un ri-torno si dice comunemente infatti che il vecchio torni bambino questa affermazione porta con sé molta verità va oltre la semplice constatazione di un ritorno alla dipendenza fisica alla debolezza delle membra alla semplicità di pensiero il vecchio ri-torna bambino perché recupera la circolarità che in altre età si smarrisce il senso del tempo per colui/colei che ha vissuto molte stagioni non può più avere una forma lineare in fondo statica nella sua rigidità ma acquista quell elasticità che viene meno alle articolazioni in una sorta di compensazione di equilibrio il carattere quale forma immutabile è l espressione visibile dell anima ne agisce le qualità più o meno buone e virtuose quali che siano se col passare degli anni il carattere si rinforza e si consolida così anche l anima trova maggiore spazio espressivo dilaga e si raccoglie in se stessa alternando azione e riflessione così come il tempo ciclico consente e impone il vecchio non ha fretta sa che il tempo ha 10

[close]

p. 11

vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 2 agosto 2010 le sue regole il kairòs fanciullo passerà al tempo giusto perché guardando indietro tra i ricordi-conoscenza scorgerà il senso degli accadimenti saprà che ogni tassello anche il più piccolo aveva una sua collocazione un suo senso proprio nel tempo che ha costruito la sua storia la storia intesa come vissuto su una strada un percorso viene letta nel doppio senso lineare e circolare gli anni della scuola sono lontani prima seconda terza e così via l idea di crescita lineare che in quell età era dominante ora è accantonata come scolorita date ricorrenze ripetizioni e ritorni hanno segnato le rughe sul corpo del vecchio le opere e i giorni di esiodo rendono bene il senso di un vissuto che accetta il lavoro come necessità come osservanza delle leggi cicliche delle stagioni come obbedienza agli dèi un vissuto-narrazione che non si smarrisce mai ma resta come mantello variopinto come tessitura di fili multicolori geografia in carne e ossa composizione di suoni armonie che assorbono anche i disaccordi trovandone un senso il vecchio può attraverso la narrazione della sua storia -peripezie odisseiane di partenze e ritorni tracciare e rin-tracciare percorsi di senso e sensi nei percorsi avventurosi di ricerca negli errori dell errare che riconducono all unica finalità di trovare e realizzare se stessi quel demone-carattere che lo ha guidato si è fatto strada sgomitando soffrendo andando e ritornando sempre «il carattere dell uomo è il suo demone» dice eraclito dk b 119 [121 il demone del vecchio si realizza esce allo scoperto non più imbrigliato trova il coraggio e per dirla con hillman la forza di dire e agire ciò che pensa non avendo nulla da perdere non avendo timore di essere giudicato di essere in minoranza di perdere la faccia non obbedirà più a pregiudizi sociali a convenzioni e regole che non condivide obbedirà solo alle istanze dell anima l anima desidera bellezza lealtà rispetto delle persone e dei valori storico-culturali l anima così darà forma al vecchio lo renderà in forma oltre gli allenamenti in palestra oltre una sana alimentazione e le cure mediche la faccia del vecchio se non si sottopone a chirurgie estetiche mortificanti si impone con autorevolezza il suo solo esistere sarà garanzia di riconoscimento di legittimazione di identità realizzata È in costruzione una faccia spesso contro la nostra volontà a testimoniare il nostro carattere È work in progress costruzione dell immagine preparazione di una faccia che ha poco da spartire con le facce da incontrare il vecchio deve usare la sua faccia abbiamo troppo poche immagini dell irresistibile intensità dell anima1 l intensità si esprime originariamente come pregnanza di costellazioni e immagini significanti l esistente e anche come pesi e misure di conoscenze sentimenti stati emozionali tutto quello che nella vecchiaia odiamo anche la gioventù conosce anche i giovani soffrono la solitudine l abbandono il rifiuto l invisibilità l impotenza il parlare senza essere compresi la differenza sta nella misura il vecchio si trova di fronte alla sofferenza con drammatica necessità sia per l indebolimento del suo corpo sia per le difficoltà di ordine sociale sempre più spesso prova quei sentimenti che per tutta la vita lo hanno accompagnato ma poteva eluderli compensarli misconoscerli con l autoinganno 11 temi

[close]

p. 12

vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 2 agosto 2010 penso che il tragico quando è riconosciuto nella consapevolezza accettato e accolto qui e ora scivoli senza forzatura verso il comico che conduce al sorriso all innocenza del fanciullo dimori nella ciclicità che non rimanda ad altro tempo ad altro luogo ma a un ulteriorità presente e trascendente insieme che ci fa dire io invecchio io muoio note 1 temi la vecchiaia dunque è il disvelamento della tragicità della vita l incalzare del tall dark stranger il senex solo e saggio che può in quanto deve guardare con più lucidità il mondo e il riflesso di se stesso nel mondo la tragicità della vita viene da giovani rifiutata ricacciata nella dimensione spaziotemporale del ci penserò domani in un rimando di tempo e di luogo che rinuncia al coraggio della consapevolezza si ferma al si invecchia si muore che non riguarda me o almeno non ora ma ditemi fratelli che cosa sa fare il fanciullo che neppure il leone era in grado di fare perché il leone rapace deve anche diventare un fanciullo innocenza è il fanciullo e oblio un nuovo inizio un giuoco una ruota ruotante da sola un primo moto un sacro dire di sì sì per il giuoco della creazione fratelli occorre un sacro dire di sì ora lo spirito vuole la sua volontà il perduto per il mondo conquista per sé il suo mondo tre metamorfosi vi ho nominato dello spirito come lo spirito divenne cammello leone il cammello e infine il leone fanciullo2 j hillman la forza del carattere adelphi milano 2000 p 210 2 f nietzsche così parlò zarathustra adelphi milano 200829 pp 24-25 bibliografia j hillman la forza del carattere esiodo le opere e i giorni friedrich nietzsche al di là del bene e del male così parlò zarathustra eraclito frammenti cornelio nepote de viris illustribus woody allen you ll meet a tall dark stranger 12 foto di paola filadelli

[close]

p. 13

vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 2 agosto 2010 di dario generali ell italia di inizio settecento la nuova scienza non si impose in modo uniforme in tutta la penisola ed ebbe i suoi maggiori centri di diffusione limitandosi ai più noti nelle città di bologna padova firenze pisa roma e napoli alle quali se ne potevano aggiungere altre minori ma culturalmente vivaci come per esempio modena e livorno l ambiente bolognese aveva annoverato nella seconda metà del seicento personaggi come anton felice marsili geminiano montanari domenico guglielmini e marcello malpighi e poteva contare a inizio settecento sull opera di luigi ferdinando marsili anton maria valsalva giovanni battista morgagni eustachio e gabriele manfredi vittorio francesco stancari jacopo bartolomeo beccari matteo bazzani francesco maria zanotti e sulla straordinaria esperienza dell accademia degli inquieti successivamente trasformatasi grazie al progetto di marsili nella celebre accademia ed istituto delle scienze concepita nella prospettiva delle più avanzate accademie scientifiche del tempo con particolare riguardo alla royal society con la quale l ambiente bolognese intratteneva rapporti privilegiati legami che si aggiungevano a quelli in essere con l académie des sciences a partire dal 1669 quando colbert si garantì le competenze e il talento di giovanni domenico cassini nominandolo direttore del nuovo osservatorio astronomico di parigi dando così nel contempo avvio all instaurarsi di una dinastia di intellettuali della famiglia cassini ai vertici della scienza ufficiale francese la diffusione dei nuovi principi si realizzò in modo avvertito a bologna dopo il 1660 grazie soprattutto all opera di n malpighi giovanni domenico cassini e montanari e assunse prima la forma del richiamo ai metodi dell accademia del cimento e poi a quelli della royal society col passare del tempo il modello dell accademia inglese acquistò sempre maggior prestigio e il suo progetto baconiano di realizzazione di una storia naturale universale propagandato agli scienziati bolognesi da henry oldenburg venne fatto proprio e perseguito dai migliori di essi quali malpighi e luigi ferdinando marsili che tentò di organizzare l istituto delle scienze su quel modello un altro punto di riferimento fu come si è visto l académie des sciences e il suo concetto di utilità pratica e sociale della ricerca soprattutto dopo che giovanni domenico cassini assunse la direzione dell osservatorio astronomico di parigi i collegamenti con la scienza francese divennero assai intensi l influenza di cassini su montanari guglielmini ed eustachio manfredi fu profonda e l intero ambiente bolognese ottenne un grande giovamento dal rapporto con un centro come quello parigino all avanguardia nella ricerca scientifica notevole fu l ascendente esercitato da cassini anche su luigi ferdinando marsili che ne condivideva la concezione strumentale dell astronomia e che venne supportato tecnicamente da quello nel compito di attrezzare l osservatorio realizzato su palazzo marsili e successivamente sostenuto moralmente e scientificamente nel progetto e nella realizzazione dell istituto delle scienze l attività dell istituto costituì un elemento determinante nello stimolare la ricerca scientifica degli ambienti progressisti di bologna dove mantenne sempre un ruolo 13 temi la nuova scienza in italia nel primo settecento

[close]

p. 14

vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 2 agosto 2010 temi prioritario lo sperimentalismo di tradizione galileiana gassendista e baconiana cosicché a settecento avanzato la stessa concezione di razionalità rimandava ai modelli inglesi di carattere baconiano newtoniano e lockiano l attitudine sperimentale coltivata nell ambiente legato all istituto delle scienze portò bologna a divenire un centro di ricerca assai prestigioso al quale spesso si rivolgevano i giovani ricercatori per completare la loro formazione come anche le istituzioni della penisola e quelle straniere per trovare conferme ai loro dati d osservazione o per avviare progetti comuni di ricerca e di studio il collegamento europeo e il valore della ricerca bolognese possono essere compresi considerando il notevole livello di organizzazione e di riconoscimento ufficiale della scienza cittadina determinato dall opera svolta dall istituto delle scienze che raccolse l eredità delle accademie scientifiche nate a bologna nella seconda metà del seicento e in particolare dell accademia degli inquieti e che sorse con l esplicito intento ­ in buona parte andato però disatteso ­ di integrare sul piano sperimentale e osservativo la riflessione teorica e i compiti formativi dell università all università di padova la lungimiranza del governo veneto e dei riformatori dello studio si era impegnata in una politica di svecchiamento e di aggiornamento dell insegnamento che consentisse di superare l egemonia aristotelica attraverso l apertura a prestigiosi esponenti della nuova scienza garantendo all università un immagine di buon livello capace di attrarre studenti italiani e stranieri pur fra molte resistenze degli ambienti scientifici e professionali conservatori sulle cattedre di padova giunsero studiosi di fama internazionale che ne modificarono il clima culturale come stefano degli angeli 16631697 carlo rinaldini 1667-1698 geminaino montanari 1678-1687 domenico guglielmini 1698-1710 bernardino ramazzini 1700-1714 antonio vallisneri 1700-1730 jakob hermann 17071713 giovanni poleni 1709-1761 giovanni battista morgagni 1711-1771 nicolò i bernoulli 1716-1719 e carlo francesco cogrossi 1720-1738 dopo la condanna di galileo a firenze e pisa l apertura degli orizzonti della ricerca si ridimensionò drasticamente con il noto abbandono del terreno astronomico e fisicointerpretativo che divenne appannaggio dei paesi europei dove l azione della controriforma non poteva svolgersi e fu sostituito da un empirismo descrittivo o in presenza di modelli meccanicistici con una rilevante dimensione interpretativa da terreni di ricerca più neutri rispetto a quelli maggiormente passibili di conflitti con l ortodossia cattolica tale scelta fu esiziale per lo sviluppo di alcune discipline che rimasero pressoché bloccate e dipendenti nei decenni successivi dagli aggiornamenti che giungevano da oltralpe ma privilegiò altri ambiti e diede i propri migliori risultati nelle scienze naturalistiche e della vita dove la dimensione osservativa e descrittiva aveva ancora una funzione preponderante nonostante l evidente decadenza rispetto al periodo precedente gli ambienti scientifici di firenze e pisa continuavano tuttavia a rappresentare un punto fondamentale di riferimento della tradizione galileiana e sperimentalista la cui eredità rafforzata dall esperienza dell accademia del cimento continuava ad essere viva e operante ed era interpretata da autori come giovanni alfonso borelli francesco redi lorenzo bellini giuseppe del papa stefano lorenzini antonio francesco bertini 14

[close]

p. 15

vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 2 agosto 2010 giuseppe zambeccari michelangelo tilli alessandro e angelo marchetti e guido grandi la connotazione curiale del governo e la sua forte influenza sulla vita sociale e culturale non impedirono all ambiente scientifico romano di presentare aspetti di notevole vitalità e di adesione ai modelli della nuova scienza sin dai tempi delle prime controversie galileiane un gruppo di ecclesiastici sposò le tesi sperimentaliste e antiaristoteliche del pisano e lavorò inizialmente senza successo per impedirne la condanna e poi con maggiori risultati per mantenerne vivo l insegnamento anche se in forme principalmente occulte e private le stesse precoci esperienze del giornalismo erudito con le due edizioni in parte contemporanee del «giornale de letterati di roma» 1668-1683 di francesco nazari e giustino ciampini favorirono la diffusione di una mentalità progressista e i collegamenti con le più evolute realtà europee come provano fra le altre cose le numerose traduzioni integrali di estratti del «journal des sçavans» e delle «philosophical transactions» pubblicate sui due periodici la pubblicazione nel 1680-1681 del de motu animalium di borelli e la chiamata nel 1691 di malpighi come medico di innocenzo xii diedero un notevole impulso alla diffusione della scienza galileiana e aprirono la città a una nuova prospettiva nelle scienze della vita che si sostanziò nei primi anni del settecento negli studi e nelle opere di giorgio baglivi e di giovanni maria lancisi sempre in quegli anni appaiono rilevanti gli studi scientifici coltivati da francesco bianchini e celestino galiani nella cui cella monastica si riunì tra il 1708 e il 1720 un nutrito gruppo di studiosi che rimase in contatto con la miglior cultura europea soprattutto inglese discutendola ad alti livelli pure alcune figure di aristotelici gesuiti come quelle di filippo buonanni e di athanasius kircher con l eccellenza delle ricerche microscopiche il primo con l originalità e la vastità dei suoi studi il secondo contribuirono a dare profondità e rilievo alla scienza romana postgalileiana la diffusione della nuova scienza a napoli aveva avuto un notevole incremento con l arrivo in città nel 1649 di tommaso cornelio che promosse la penetrazione delle tesi galileiane ma anche cartesiane e gassendiste cornelio fu uno dei fondatori dell accademia degli investiganti che negli anni della sua attività dal 1663 al 1670 fu al centro di accesi dibattiti e fu fatta oggetto di continue polemiche da parte dei tradizionalisti ai lavori dell accademia parteciparono i più noti intellettuali novatori della città quali leonardo di capua lucantonio porzio francesco d andrea sebastiano bartoli e luca tozzi che continuarono anche dopo la sua chiusura a sviluppare una riflessione molto articolata moderna ed antiaristotelica ma spesso diversificata dalle tesi galileiane il dibattito si presentava estremamente vario e complesso raccogliendo impostazioni di carattere essenzialmente meccanicistico quali quelle di borelli e di descartes a loro volta però non sovrapponibili senza riserve e di natura chimica vitalistica e metafisica che andavano da van helmont a thomas willis cornelio con descartes e contro galileo escludeva l esistenza del vuoto affermando quella dell etere e faceva dipendere la vita dalla presenza nel sangue di spiriti o aliti sottilissimi in perpetuo movimento bortoli identificava la vita con la luce elemento ai limiti tra il materiale e lo spirituale di capua la risolveva nel 15 temi

[close]

Comments

no comments yet

YOUBLISHER
About
What Others Say
Sitemap
Impressum

PUBLISHERS
Login
Signup
Tutorials
FAQ
Support

BUSINESS
Overview
Advertising
Support

DEVELOPERS
API

LEGAL
Report a Copyright Violation
Copyright FAQ
Terms of Use
Privacy Policy