Fuecu nesciu 22

 

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Il numero 22

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l afede È ilsensoverodellavi ta come ogni anno dopo le riposanti vacanze estive diamo inizio al nuovo anno pastorale l itinerario del percorso che ci attende lo traccia il santo padre benedetto xvi ho deciso di indire un anno della fede esso avrà inizio l 11 ottobre 2012 nel cinquantesimo anniversario dell apertura del concilio vaticano ii e terminerà nella solennità di nostro signore gesù cristo re dell universo il 24 novembre 2013 fin dall inizio del mio ministero come successore di pietro ho ricordato l esigenza di riscoprire il cammino della fede per mettere in luce con sempre maggiore evidenza la gioia ed il rinnovato entusiasmo dell incontro con cristo la scelta di questo tema la porta della fede nasce dalla preoccupazione di una crisi religiosa in quanto nel passato era possibile riconoscere un tessuto culturale unitario largamente accolto nel suo richiamo ai contenuti della fede e ai valori da essa ispirati oggi non sembra più essere così in grandi settori della società a motivo di una profonda crisi di fede che ha toccato molte persone la fede diceva il grande filosofo danese søren kierkegaard è una «faccenda seria che disturba la tranquillità» non può essere considerato un presupposto ovvio perché spesso viene perfino negato essa va ricercata attraverso una quotidiana riscoperta e un autentica rinnovata conversione ci ricorda ancora il papa solo credendo la fede cresce e si rafforza non c è altra possibilità per possedere certezza sulla propria vita se non abbandonarsi in un crescendo continuo nelle mani di un amore che si sperimenta sempre più grande perché ha la sua origine in dio per questo il suggerimento che ci viene dato per accedere ad una conoscenza sistematica e organica dei contenuti fondamentali della fede è quello di scoprire come sussidio prezioso ed indispensabile il catechismo della chiesa cattolica il quale ci offre una memoria permanente dei tanti modi in cui la chiesa ha meditato sulla fede e prodotto progresso nella dottrina per dare certezza ai credenti nella loro vita di fede la storia del cristianesimo ci insegna che nei primi secoli i cristiani erano tenuti ad imparare a memoria il credo che serviva loro come preghiera quotidiana per non dimenticare l impegno assunto con il battesimo proposta da non sottovalutare nemmeno oggi perché sarà un occasione propizia anche per intensificare la celebrazione della fede nella liturgia e in particolare nell eucaristia che è il culmine verso cui tende l azione della chiesa e insieme la fonte da cui promana tutta la sua energia la fede è decidere di stare con il signore per vivere con lui forse è per questo che il vangelo inizia e termina con due «beatitudini» legate alla fede «beata te che hai creduto» lc 1,45 e «beati quelli che crederanno» gv 20,29 desidero nell augurarci un buon cammino di fede far mie le parole di aldo moro quel che conta soprattutto è il senso che ha per il cristiano ogni attività il suo costruire dovunque e comunque per l eterno contribuire con la carità e la verità a quei mutamenti di struttura sociale che solo il cristiano può produrre con strumenti di pacifico progresso don michele periodico della parrocchia san bernardino realino in lecce n° ottobre 2012 in questo numero 7 22 50 anni concilio vaticano ii la fede varie

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convegno pastorale la famiglia il lavoro e la festa È il tema del convegno pastorale diocesano svoltosi nei giorni 24-25-26 settembre scorsi presso l aula magna della facoltà di ingegneria dell università del salento il nostro arcivescovo mons domenico umberto d ambrosio ha aperto il convegno dando il benvenuto a tutti i partecipanti e sottolineando l importanza del tema la famiglia il lavoro e la festa poiché sono tre doni di dio tre dimensioni della nostra esistenza che devono trovare un armonioso equilibrio per costruire società dal volto umano nel corso dei tre pomeriggi si sono avvicendati vari relatori che hanno esposto le loro relazioni approfondendo le tre dimensioni che non sono separabili l una dall altra ma strettamente connesse al primo posto c è la famiglia hanno affermato i coniugi danese docenti di sociologia della famiglia presso l università di chieti sottolineando che oggi più che mai la famiglia è al centro di varie problematiche perché insidiata da più parti i relatori hanno fornito alcuni dati dicendo che in italia fallisce un matrimonio su quattro e in alcune regioni uno su tre la crisi di oggi purtroppo è anche crisi valoriale perché vengono meno quei valori che sono importanti per la famiglia e per lo sviluppo della società di cui la famiglia ne è l anima occorre incoraggiare i giovani a scoprire la bellezza del sacramento del matrimonio e della famiglia che è chiamata ad essere santuario della vita piccola chiesa domestica cellula della società a fondamento della vita familiare vi è il lavoro seconda dimensione che è fondamentale come ha sostenuto il relatore olivero presidente nazionale acli il lavoro è la grande risorsa che apre alla speranza di una vita buona nelle nostre case e alla realizzazione umana dei singoli membri della famiglia la crisi del lavoro e la sua precarietà mettono a rischio la serenità di tutta la famiglia il lavoro è un diritto naturale è una vocazione dell uomo la terza dimensione infine è la festa sulla quale si è soffermato lungo nella sua relazione il cardinale ennio antonelli presidente emerito del pontificio consiglio per la famiglia la festa è il dono che dio fa all umanità perché la nostra gioia sia piena per noi cristiani il giorno di festa è la domenica giorno del signore al centro della festa c è l incontro eucaristico con il signore risorto la domenica è il giorno in cui siamo invitati ad interrompere le nostre occupazioni ordinarie per dare spazio alla dimensione spirituale la messa è il centro della vita cristiana ha sottolineato in modo forte il cardinale antonelli il signore gesù ci convoca ci aspetta per rivolgerci la sua parola e si offre con tutto quell amore donandosi attraverso la santa eucarestia accostandosi all eucarestia i coniugi rafforzano l unità nuziale rafforzando così anche l unità familiare per affrontare e superare le tante difficoltà della vita quotidiana concetta baglivo È ora di rimetterci in gioco dopo la pausa estiva con entusiasmo e gioia ci ritroviamo nella casa del signore che ci da l appuntamento e ci convoca stimolandoci con la sua parola a rimetterci in gioco ciascuno con le proprie qualità insieme alla nostra comunità che con la preghiera e l impegno di seguire fino in fondo il signore ci sostiene in questo nostro cammino di fede durante questo periodo di formazione e attività pastorale proclamato da benedetto xvi anno della fede dovremmo scoprire meglio la nostra fede e renderci capaci di testimoniarla con pienezza e rinnovata convinzione l obiettivo di questo nuovo anno sarà conoscere sempre meglio gesù e seguirlo noi catechiste vi guideremo con la nostra testimonianza a comprendere la sua parola questo vi aiuterà a capire meglio il mondo e voi stessi i vostri progetti talenti e le vostre passioni il nostro impegno sarà insieme a voi di portare delle pietre vive per la costruzione del regno di dio nella nostra comunità nelle nostre famiglie nel mondo buon inizio allora perché sia un anno di crescita nella fede e nell intimità con il padre nostro che è nei cieli marinella serafini fuecu nesciu 22 pg 2

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il bene comune ogni cosa va fatta nell interesse di tutti guardandomi intorno noto sempre di più che ciò che è di tutti è come se invece non fosse di nessuno abbandonato a se stesso o ancor peggio oggetto di sfregio o di distruzione ad esempio i beni pubblici delle nostre città o paesi piazze parchi scuole e non solo mi chiedo ma se un qualcosa è di tutti non dovrebbe avere maggior tutela proprio perché dovrebbero esserci più occhi a controllarlo e più persone a difenderlo evidentemente no la causa forse il vandalismo di alcuni ragazzini maleducati forse a mio parere c è in realtà un menefreghismo generale riguardo a ciò che è di tutti non solo per i beni pubblici materiali ma anche per ciò che non è percepibile con gli occhi i ragazzini dei quali molto spesso ci scandalizziamo potrebbero essere anche i nostri figli gli occhi che si girano dall altra parte quando vediamo qualcosa che non va forse sono anche i nostri le parole di giudizio e di condanna nei confronti di chi si sforza di fare qualcosa di utile per tutti probabilmente escono anche dalle nostre bocche purtroppo è così in questo particolare periodo storico nel quale le difficoltà e i disagi sono sempre maggiori e la sfiducia nelle istituzioni aumenta ci sentiamo giustificati a prendercela con tutti ed a disinteressarci di ciò che è nell interesse comune si sente dire molto spesso si faccia o no quella cosa a me la vita non cambia È vero probabilmente molte cose non migliorano la vita personale di ognuno ma dovremmo sforzarci di pensare che sicuramente potrebbero migliorare la vita di tutti come sarebbe bella una felicità comunitaria un unico grande interesse a scapito di tanti piccoli interessi individuali a volte in contrasto tra loro e per questo inconciliabili il santo padre qualche settimana fa ha invitato i cristiani ad impegnarsi in politica senza flessioni e ripiegamenti e si è soffermato sulla crisi economica una sfida da affrontare mettendo al centro come valore imprescindibile la ricerca del bene comune come ci dice la dottrina sociale della chiesa il bene comune non consiste nella semplice somma dei beni particolari di ciascun soggetto del corpo sociale essendo di tutti e di ciascuno è e rimane comune perché indivisibile e perché soltanto insieme è possibile raggiungerlo accrescerlo e custodirlo anche in vista del futuro una società che a tutti i livelli vuole intenzionalmente rimanere al servizio dell essere umano è quella che si propone come meta prioritaria il bene comune in quanto bene di tutti gli uomini e di tutto l uomo la persona non può trovare compimento solo in se stessa a prescindere cioè dal suo essere « con » e « per » gli altri ebbene io credo che non spetti solo alle istituzioni civili ed ecclesiastiche questo fondamentale obiettivo tutti noi dobbiamo essere artefici della nostra crescita della nostra qualità della vita dello sviluppo del nostro territorio e della nostra comunità a maggior ragione in ambito parrocchiale tutto ciò che facciamo lo dobbiamo fare nell interesse di tutti principalmente dei nostri bambini e ragazzi che sono le generazioni future non dobbiamo permettere che crescano in un clima di individualismo e di ribellione nei confronti di ciò che fa l altro altrimenti la società della quale tutti ci lamentiamo non cambierà mai nessuno ha in mano la verità rispetto all altro la verità è solo una la parola di dio che come cristiani abbiamo deciso di mettere a fondamento della nostra vita lavoriamo tutti insieme per la nostra crescita spirituale e materiale affinché qualsiasi cosa sia fatta nel solo e unico interesse della nostra comunità sicuramente è difficile ma sono certa che non sia impossibile basta volerlo il papa benedetto xvi afferma se mettiamo in pratica l amore per il nostro prossimo secondo il messaggio evangelico allora facciamo spazio alla signoria di dio e il suo regno si realizza in mezzo a noi se invece ciascuno pensa solo ai propri interessi il mondo non può che andare in rovina gabriella licheri fuecu nesciu 22 pg 3

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ciao estate È già arrivato l autunno e riprendono con fervore le attività parrocchiali forse qualcuno non vedeva l ora che si ricominciasse anche perché diciamolo pure la parrocchia senza la presenza dei fanciulli e dei ragazzi a messa e a catechismo è veramente malinconica ritengo che il periodo estivo richiami tutti alla calma e alla riflessione anche il tempo sembra che scorra lentamente sarà forse il caldo eccessivo che mette a dura prova le nostre energie fisiche saranno i tempi di luce più lunghi che ci regalano i giorni dell estate il fatto è che sentiamo il bisogno di svuotarci dentro per riprogrammarci in maniera più viva e gratificante settembre comunque si lascia dietro i bei mesi estivi che hanno visto tanti di noi godersi beatamente la meritata vacanza alcuni invece non hanno potuto trascorrere il periodo estivo in modo diverso dal solito tran-tran perché lavoravano o perché c era in famiglia qualcuno che non poteva essere lasciato solo altri inoltre si sono ritrovati in una situazione difficile sia per malattia sia per problemi economici visto i tempi che corrono ma quello che ci accade nella vita non sempre ce lo scegliamo succede e basta a noi spetta la capacità di trarre anche dalle esperienze negative quell insegnamento positivo che ci permette di apprezzare l esistenza e in particolare la nostra così come ci è data da vivere questa riflessione scaturisce da una mia esperienza accanto ad un letto di ospedale che mi ha dilatato l anima dandomi ristoro come nessuna vacanza neanche la più esclusiva avrebbe potuto darmi eravamo nella seconda decade di luglio quando seppi che ilir era in ospedale per un serio intervento chirurgico ad un rene mossa dallo spirito di carità cristiana o forse solo per essere a posto con la mia coscienza di persona che percorre un cammino di fede decisi di andarlo a trovare vincendo la calura estiva che invitava invece a starsene a casa di giorno e uscire solo la mattina presto o la sera tardi ilir è un giovane di 39 anni sulla sedia a rotelle da 20 anni a causa di un tuffo in mare e di origine albanese giunto in italia ancora ragazzino intrufolato fra gli immigrati clandestini su di una delle prime carrette del mare spinto da un desiderio di libertà si adattò ad eseguire per diversi anni vari tipi di lavoro anche molto umili il lavoro gli fuecu nesciu 22 pg 4 permetteva di sostenersi e di continuare a rincorrere il sogno di un avvenire decoroso ma nell estate di 20 anni fa decise di tornare in albania per una vacanza di incontrare i suoi vecchi amici e con loro andare sulla scogliera per tuffarsi in mare come ai vecchi tempi non si era accorto della bassa marea e primo fra tutti a tuffarsi toccò il fondo causandosi la frattura che lo ha costretto sulla sedia a rotelle l ultimo datore di lavoro appresa la notizia dell incidente lo riportò in italia per curarlo ma poi morì venne accolto nella comunità emmanuel dove è ormai ospite permanente È affidato ad antonio de nigris un volontario che si prende totalmente cura di lui la cosa sorprendente è che antonio ama ilir di un amore così grande che ricompensa largamente questo ragazzo di quell amore che il padre naturale non ha saputo dargli ilir in una delle mie visite mi ha raccontato della sua infanzia e di come dall età di tre anni cioè da quando i genitori si separarono avesse ricevuto dal padre più botte che pane e che il genitore mentre lo bastonava gli prometteva addirittura che gliene avrebbe date tante da farlo diventare pazzo mi disse che ricordava tristemente tutto questo come se un nastro registrato non finisse mai di ripetere dentro di lui queste parole nonostante tutto secondo l insegnamento evangelico ilir ha completamente perdonato quell uomo che aveva soltanto saputo esercitare sul figlio il diritto di appartenenza ma non quello di genitore che ama la sua creatura il regime comunista aveva affidato al padre la cura dei figli erano due solo perché uomo e secondo la dittatura era fra i coniugi la persona più capace di farli crescere bene ilir che non aveva potuto incontrare la sua mamma per lunghi anni dopo la separazione parlava di lei con nostalgia compiangendola per non aver potuto prendersi cura dei figli che gli erano stati strappati da una legge ingiusta mi raccontava come egli da bambino osservasse attentamente gli animali e riflettesse come in ogni specie fosse la madre ad assumere verso i figli le maggiori cure allora mestamente pensava come sarebbe stata diversa la sua vita se solo avesse avuto accanto la sua mamma e nelle notti insonni piangendo si consolava immaginandosela vicino ho provato una emozione bellissima quando ho

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constatato che antonio e ilir si chiamano figlio mio e papà mio il primo esterna amore come verso un bambino e l altro accetta quelle coccole beandosi e sorridendo felicemente l handicap è stato per ilir il punto d incontro con dio lui che era vissuto ateo perché il regime comunista non permetteva che si praticasse in albania nessuna religione quando ha conosciuto gesù anche il suo handicap ha assunto un significato religioso egli ritiene che il signore lo abbia voluto fermare nel suo libero agire perché non diventasse un delinquente in quanto lui dice era una testa calda ormai ilir sa che c è un padre che lo ama di un amore infinito essendo egli stesso la sorgente dell amore sa che gesù è al suo fianco per sostenerlo e aiutarlo in ogni circostanza conosce lo spirito santo e quale potere ha nella sua vita è convinto che la vergine santa intercede per lui È per questo che anche nel letto d ospedale ilir era tranquillo e sereno sorridente e disteso e quando qualcuno gli chiedeva come stava rispondeva convinto grazie a dio sto bene nonostante la sua reale situazione di salute e le sue sofferenze si preoccupava invece per gli altri malati pregando per chi sapeva in difficoltà e ringraziando dio per coloro che miglioravano clinicamente o che lasciavano l ospedale perché guariti molte persone sono andate a trovarlo in quanto sono molte le persone che gli vogliono bene intorno al suo letto c era quasi sempre un clima come di festa di gioia vera che scaturisce da cuori sinceri che ascoltando e assimilando la parola la traducono in atteggiamenti di vita avviene così che l altro è tuo fratello e in lui vedi il tuo signore non è questo uno scorcio del regno dei cieli che gesù è venuto a portare sulla terra non è forse questo un esempio di quella chiesa voluta da gesù e non è la parrocchia una cellula della chiesa universale da queste domande ne scaturiscono altre e per ognuna mi piacerebbe conoscere la risposta giusta buon anno pastorale a tutti mirella spedito ritorno al futuro in molti pensano che la crisi economica di questi anni e la difficoltà a trovare una via d uscita porteranno presto ad un autentico ritorno al passato nel mondo del lavoro un segnale in tal senso arriva da un indagine condotta dall osservatorio dell agenzia per il lavoro i dati registrati nel corso di questi mesi estivi registrano infatti una significativa inversione di tendenza verso le professioni più tradizionali con una richiesta crescente di quelle antiche professioni artigianali tramandate di padre in figlio che sono sempre stata un punto di eccellenza del nostro paese e negli ultimi anni erano state un po accantonate era il famoso sistema italia grazie al quale c è stata una significativa spinta durante il boom degli anni sessanta e che aveva già retto in maniera vigorosa durante lo choc della crisi petrolifera adesso la storia sembra tornare al suo punto di partenza sicuramente la crisi economica ed occupazionale ha un suo peso su questa situazione ma le cause della sorprendente situazione sono molteplici il mondo del lavoro è tutt altro che saturo nella tradizione manifatturiera e produttiva italiana accanto ai profili più tecnici sempre molto ambiti dalle aziende nostrane come tornitori fresatori e saldatori si sta registrando anche una crescente richiesta di macellai figure come pasticceri salumieri barman camerieri cuochi mestieri questi che le generazioni più giovani raramente decidono di approcciare ma che oggi offrono maggiori opportunità rispetto al recente passato il cambiamento è tanto significativo da indurre importanti riflessioni forse stiamo assistendo a un cambio di mentalità ad una riscoperta delle nostre radici quello che è indubbio è che in un contesto economico come quello attuale emergono prima di tutto le eccellenze per questo sono i profili specializzati ad avere maggiori chance di trovare un posto di lavoro questo ritorno al passato si conferma con la richiesta di alcune professioni estremamente specializzate che non hanno più di tanto sofferto il momento di grande crisi economica tra i profili più richiesti negli ultimi mesi vengono infatti segnalati anche ingegneri meccanici ed elettronici e periti tecnici tutti rigorosamente con voto di laurea alto e nel caso dei periti un elevata specializzazione quest ultima forse è la caratteristica più importante che abbraccia sia le nuove professioni quanto i vecchi mestieri le imprese richiedono infatti quasi esclusivamente profili estremamente specializzati a dimostrare che la qualità negli studi e l esperienza professionale sono qualità che si devono fondere per rispondere sempre meglio alle esigenze del mercato ed essere sempre più forti e propositivi nella progettualità del futuro giacomo giannotta fuecu nesciu 226 pg 5

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concilio vaticano ii un giovane di 50 anni l 11 ottobre 1962 l indimenticato e indimenticabile pontefice giovanni xxiii avviò i lavori del concilio vaticano ii un assise da lui fortemente voluta con profetica intuizione per procedere ad un efficace e non più rinviabile adeguamento generale del magistero della chiesa e degli strumenti pastorali alle dirompenti trasformazioni della società contemporanea questo evento annunciato a sorpresa nel gennaio 1959 e preceduto da un ampia fase preparatoria che coinvolse l intera struttura ecclesiale in tutte le parti del mondo proseguì per oltre tre anni nell attività di studio di discussione e di elaborazione dei documenti ufficiali con la partecipazione di tutte le personalità più prestigiose del cattolicesimo concludendosi solennemente l 8 dicembre 1965 segnando una tappa fondamentale nella storia non solo religiosa dell umanità la scelta coraggiosa e per certi versi obbligata della chiesa di rimettere sostanzialmente in discussione la propria presenza nel mondo consentì senza dubbio al cattolicesimo già da tempo sottoposto alle pesanti e ostili pressioni derivanti dall intenso fenomeno della secolarizzazione e dal materialismo presenti in larghi settori della società di confrontarsi apertamente con tutti gli aspetti della vita contemporanea senza mai abbandonare però l ispirazione evangelica di fondo ad un amorevole e caritatevole comprensione dei bisogni dell uomo ed al rispetto assoluto della sua dignità personale anche sotto la guida illuminata e accorta di papa paolovi i padri conciliari seppero evitare qualsiasi pregiudiziale atteggiamento di diffidenza e di rigida condanna per i fenomeni e le problematiche sociali non inquadrabili nella tradizione ecclesiale e riuscirono ad esprimere con chiarezza ed efficacia la volontà della chiesa di porsi umilmente a disposizione dell umanità e di contribuire a promuovere un costante ed irreversibile progresso globale della vita sulla terra in tal modo il concilio vaticano ii riuscì ad essere la prima assemblea ecclesiale che non scagliò anatemi forieri di ulteriori divisioni nella comunità dei credenti e promosse invece un cammino lento ma irreversibile di maturazione e sensibilizzazione delle strutture ecclesiali verso la concordia ecumenica la fratellanza e la giustizia sociale al di là dei particolarismi religiosi e geografici a distanza oramai di cinquant anni è sorprendente la ancora perdurante attualità delle riflessioni delle analisi delle indicazioni operative contenute nell imponente mole dei documenti conciliari la genuinità dell ispirazione ideale e spirituale la meticolosa organizzazione delle varie commissioni di studio aperte anche a telune eminenti figure di teologi e intellettuali in precedenza messe all indice o guardate con sospetto dalle autorità ecclesiastiche la consapevolezza di svolgere un compito decisivo per la stessa credibilità della funzione salvifica e il rafforzamento del prestigio morale del cattolicesifuecu nesciu 22 pg 6 mo consentirono l elaborazione di costituzioni decreti e dichiarazioni che testimoniano inequivocabilmente la volontà di rinnovamento e il nuovo spirito di servizio che doveva animare la vita e l opera di tutta la chiesa in particolare le prese di posizione di rilevante portata profetica e in senso lato politico-sociale che caratterizzano documenti come la fondamentale costituzione pastorale gaudium et spes sulla chiesa nel mondo contemporaneo o il decreto inter mirifica sugli strumenti della comunicazione sociale o la dichiarazione dignitatis humanae sulla libertà religiosa si affiancano all opera di chiarificazione e di sistemazione dottrinale e di riassetto della struttura ecclesiale condotta attraverso i testi più specificamente riguardanti il contenuto teologico del magistero e il senso dell esistenza della chiesa come realtà prettamente religiosa e liturgica le costituzioni sacrosantum concilium lumen gentium e dei verbum il concilio vaticano ii ha fornito perciò alla comunità ecclesiale validi strumenti per affrontare le sfide che si accentuarono drammaticamente soprattutto negli anni immediatamente successivi alla sua conclusione provenienti da una società umana apparentemente sempre più lontana dalla sensibilità cristiana consentendo al cattolicesimo di reggere meglio di ogni altra esperienza religiosa il terribile urto del materialismo e della secolarizzazione conservando i capisaldi della fede di fronte alla preziosa ricchezza profusa ai credenti attraverso l opera dei padri conciliari resta ancora oggi il dubbio se la nuova linfa vitale del vaticano ii sia davvero capillarmente penetrata in tutta la chiesa producendo quella rifioritura pastorale e quello slancio apostolico e missionario generati dall immenso valore del lavoro iniziato mezzo secolo fa anche se è indubbio il profondo rinnovamento generalmente vissuto dalla chiesa dopo il 1965 attestato soprattutto dai contenuti del magistero ufficiale non si può negare che molte aspirazioni conciliari siano ancora rimaste allo stadio teorico forse proprio perché molto avanzate rispetto alla capacità di determinati settori ecclesiali di superare schemi e mentalità non più adeguati alle esigenze della società contemporanea né possono tacersi le continue e pervicaci resistenze di ben identificati movimenti e tendenze ecclesiali verso ogni ipotesi di piena attuazione del rinnovamento conciliare specie in materia liturgica e anche socio-economica la completa conoscenza dei documenti conciliari presso il più ampio numero possibile di fedeli e lo sforzo incessante di attuarne i contenuti nella vita quotidiana della comunità ecclesiale a tutti i livelli costituisce ancora oggi una vera e propria emergenza pastorale da affrontare con profetica fermezza e amorevole impegno per concorrere alla realizzazione del progetto salvifico del messaggio evangelico in una società umana sempre più evoluta e travagliata giorgio serafino

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una testimonianza del cardinale martini con piacere pubblichiamo queste ultime parole del card martini 5 agosto 2012 che ha voluto lasciarci come suo testamento spirituale chiesa indietro di 200 anni l ultima intervista «perchè non si scuote perchè abbiamo paura?» padre sporschill il confratello gesuita che lo intervistò in conversazioni notturne a gerusalemme e federica radice hanno incontrato il cardinale martini l 8 agosto una sorta di testamento spirituale il cardinale martini ha letto e approvato il testo come vede lei la situazione della chiesa «la chiesa è stanca nell europa del benessere e in america la nostra cultura è invecchiata le nostre chiese sono grandi le nostre case religiose sono vuote e l apparato burocratico della chiesa lievita i nostri riti e i nostri abiti sono pomposi queste cose però esprimono quello che noi siamo oggi il benessere pesa noi ci troviamo lì come il giovane ricco che triste se ne andò via quando gesù lo chiamò per farlo diventare suo discepolo lo so che non possiamo lasciare tutto con facilità quanto meno però potremmo cercare uomini che siano liberi e più vicini al prossimo come lo sono stati il vescovo romero e i martiri gesuiti di el salvador dove sono da noi gli eroi a cui ispirarci per nessuna ragione dobbiamo limitarli con i vincoli dell istituzione chi può aiutare la chiesa oggi «padre karl rahner usava volentieri l immagine della brace che si nasconde sotto la cenere io vedo nella chiesa di oggi così tanta cenere sopra la brace che spesso mi assale un senso di impotenza come si può liberare la brace dalla cenere in modo da far rinvigorire la fiamma dell amore per prima cosa dobbiamo ricercare questa brace dove sono le singole persone piene di generosità come il buon samaritano che hanno fede come il centurione romano che sono entusiaste come giovanni battista che osano il nuovo come paolo che sono fedeli come maria di magdala io consiglio al papa e ai vescovi di cercare dodici persone fuori dalle righe per i posti direzionali uomini che siano vicini ai più poveri e che siano circondati da giovani e che sperimentino cose nuove abbiamo bisogno del confronto con uomini che ardono in modo che lo spirito possa diffondersi ovunque» da scuola di meditazione di francesco piras s.j l arte poetica eclissi son tutti i giorni dal cielo benedetti e sempre benedetto tutto il creato ma quando cresce un fiore nel giardino tra il verde rigoglioso sopra tutti cattura primo il sole tra i fratelli ognuno prende luce quanto basta ma chi si spinge in alto la ricerca con tanta forza che più l attira al cielo sopra le vette vicino alle stelle dove il vento soffia più impetuoso e s avvoltola tra nuvole in tumulto fiore di maggio durato intera vita vissuto da gigante nei suoi giorni ora è come un sole nascosto nell eclissi s perfetto in memoria di don cristoforo maggio sacerdote coraggioso pastore tra i migranti di cinquanta anni fa ai quali ha dispensato la grazia del signore condividendo le fatiche ed i sacrifici del vivere lontano dalle proprie origini fuecu nesciu 22 pg 7

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attivitÀ linee orientative del nuovo gruppo parrocchiale redazione di fuecu nesciu dopo cinque anni di intensa attività concentrata inizialmente sulla elaborazione e pubblicazione del nuovo giornalino parrocchiale e poi via via sviluppatasi in iniziative collegate di natura culturale ricreativa e formativa la redazione di fuecu nesciu può impostare una nuova fase della propria presenza nella parrocchia di san bernardino realino costituendosi in vero e proprio gruppo stabile con un proprio programma statuto e identità secondo un ottica più ampia della mera contingenza legata alla pubblicazione del periodico il nuovo gruppo redazionale del quale sono invitati a fare parte tutti coloro che hanno partecipato alle iniziative organizzate in questi anni giornale recital animazioni varie recitazioni filmate e altro avrà una struttura stabile imperniata ovviamente sulla guida del parroco con proprio organigramma interno e momenti fissi e frequenti di incontro e riunione con cadenza almeno quindicinale sia per l elaborazione e preparazione dei nuovi progetti recital audiovisivi spettacoli musicali e teatrali sia per portare avanti un cammino di formazione pastorale specialmente riferito al magistero inerente i mezzi di comunicazione sociale il nuovo gruppo intende così assumere su di sé la responsabilità di organizzare e gestire secondo il già collaudato metodo di cooperazione paritaria tra tutti i suoi componenti tutte le attività parrocchiali comunque riconducibili alla cultura alla formazione e alla animazione ricreativa ad eccezione ovviamente dell ambito proprio della scuola catechistica e del corso nubendi mettendo a frutto e sviluppando le esperienze fin qui maturate soprattutto con il giornalino e i recital in tale programma possono rientrare anche altre iniziative collaterali mirate a promuovere un più intenso rapporto della parrocchia con la comunità degli abitanti ad es servizio di sostegno scolastico per ragazzi e studenti corsi di avvicinamento alla musica al cinema e al teatro laboratori vari ecc il nuovo gruppo costiturà una risorsa di impegno e organizzazione disponibile a collaborare e coordinarsi fattivamente con tutte le altre componenti della parrocchia numeri utili parrocchia san bernardino realino via degli oropellai,10 73100 lecce tel 0832/359014 cellulare 3389769293 sito internet parrocchiale www.sanbernardinorealino.com collaboriamo orario delle sante messe domenica giorni feriali ore 8,30 10,30 18,30 ore 18,30 adorazione eucaristica ogni giovedi ore 19,00 email donmichele@sanbernardinorealino.com sanbernardinorealino@gmail.com fuecu nesciu 22 pg 8 si cercano persone per il coro prove martedi ore 19,00 composizione giovanni contino

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