La tortura

 

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la tortura nei secoli bui dell umanità i fabbri erano chiamati dalla caritatevole chiesa santa inquisizione o dai potenti di turno che erano anche custodi delle leggi a inventare macchinari atti a redime o a punire i malcapitati ,per motivi che definire aberranti ,risulta un termine riduttivo ma la storia è e resterà la narrazione di fatti realmente accaduti e documentati in tempi lontani ma leggendo queste righe tutti devono ricordare e comprendere che barbarie sono state commesse dalla chiesa ,dalla legge o da medici molto colti ma ovviamente oggi ricordare a queste persone cosa sono stati capaci di fare in secoli e secoli di brutali e totalmente inumane pratiche di redenzione le immagini che vedrete sono storiche e documentate ,ma oggi diremmo leggermente forti se non ve la sentite di continuare la lettura posso capirlo probabilmente si tratta della tortura prediletta da infliggere agli eretici durante il medioevo e centinaia di presunte streghe e stregoni la subirono.

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il martire veniva appeso molto in alto in modo che al suo orribile spettacolo tutta la popolazione venisse colpita dal terrore e nel frattempo gli si straziavano i fianchi e le costole con dei pettini e degli uncini sino a renderlo una massa deforme che veniva incenerita alcune vittime patirono terribili sofferenze come risulta dal resoconto di un rogo scritto da un reverendo nel xvi sec poiché il fuoco si legge era stato appicato senz arte e poiché il vento era contrario la strega soffrì una tortura indicibile in seguito divenne normale strangolare il prigioniero prima di affidarlo alle fiamme ma spesso succedeva che l operazione non riuscisse in tempo e che la vittima subisse ugualmente l orripilante fuoco sul suo corpo liquidi bollenti la bollitura e la friggitura dei prigionieri rappresentavano due torture dal modus operandi molto semplice si riscaldava un enorme calderone pieno

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d acqua o preferibilmente olio fino alla bollitura dopodiché vi si immergeva la vittima molto spesso inserendo prima la testa un altra modalità d esecuzione era friggere in una vasca o su una griglia il condannato ancora quando i carnefici desideravano prolungare l agonia del prigioniero lo legavano e lo immergevano in una vasca colma d acqua od olio cosicché rimanesse fuori la testa dopodiché si accendeva un fuoco il toro di bronzo altre modalità di tortura per mezzo del fuoco la vittima viene amputata ed infine i carnefici ne friggono le membra arrostiti vivi nel toro di bronzo l ingegno di questa macchina da tortura consisteva nella predisposizione ad arte di alcuni flauti cosicché quando la vittima inserita nel congegno che si scaldava a dismisura gridava dal dolore

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per mezzo di questi condotti sapientemente studiati il toro emetteva un musicale muggito la leggenda vuole che il suo inventore il greco perillo alla presentazione del diabolico marchingegno al suo sovrano fu costretto dal sovrano stesso a venir arrostito nel toro fornendo citando ovidio la prima prova del suo crudele mestiere torture mistiche a le mani vengono riempite d incenso e carboni vivi costringendo il condannato a liberarsi dell incenso si tratta di un sacrificio all idolo b la vittima indossa una tunica di ferro rovente e calzature bollenti che ne consumano la carne fino all osso c seduto sulla sedia metallica mentre un elmo rovente viene posto sulla testa.

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sull uso del fuoco in una terribile esecuzione avvenuta in francia nel 1757 il prigioniero accusato di parricidio subi le seguenti torture fu portato su un impalcatura eretta per l occasione e gli vennero bruciate con delle tenaglie roventi il petto le braccia e i polpacci la mano destra con la quale commise il delitto di parricidio gli fu bruciata nello zolfo dell olio bollente del piombo fuso e della resina e della cera mischiata allo zolfo gli furono versati nelle ferite dopo tutto cio il corpo venne lacerato da quattro cavalli e le sue membra e il suo corpo arsi vivi furono sparsi al vento

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altre modalità d uso del fuoco a gettati in una fornace ardente b bruciati vivi in botti o barili c bruciati in una stanza infuocata d mani e piedi posti su un mucchietto arroventato e costretti fermi da quattro spine fissate nella terra con un fuoco che arde sotto di essi f bloccati con delle corde bagnati da olio e consumati vivi dal fuoco che viene loro piccato g gettati in un pozzo di carboni ardenti h pale di ferro per distribuire il fuoco.

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amputazioni presso gli antichi popoli dove non vigeva la pena di morte la mutilazione rappresentava la punizione a cui si ricorreva con più frequenza nella stragrande maggioranza dei casi si trattava di castrazioni o di amputazioni con moventi religiosi ma non penali col passare dei secoli la pratica della castrazione come punizione per un reato si è perduta specie nei paesi civilizzati se non altro è resistita come forma di vendetta personale nel medioevo l amputazione ha invece dominato i codici penali di quasi tutti gli stati europei ad esempio in inghilterra per molti reati si metteva il colpevole alla gogna e gli s infliggeva una qualche mutilazione nell anno 1560 una cameriera fu messa alla gogna per aver somministrato del veleno alla sua padrona oltre a dover subire l umiliazione della gogna le fu tagliato un orecchio e fu bruciato un sopracciglio due giorni dopo fu messa di nuovo alla gogna e le fu reciso l altro orecchio non era raro infine che subita l amputazione dovesse accorrere un chirurgo per fermare il dissanguamento tanto rozze erano le tecniche di mutilazione segati e lacerati vivi segare un condannato era una tecnica di tortura facile da eseguire e che necessitava di uno strumento reperibile in qualsiasi casa si ricorreva alla sega si tagliavano prigionieri vivi per reati di disobbedienza militare o ribellione il condannato viene lacerato per mezzo di una sega al livello dell addome ma ben presto questa metodologia venne abbandonata per lasciar spazio alla segatura del condannato posto a testa in giù iniziando a squarciare con la sega al livello dell inguine e procedendo verso l addome in questo modo si aumentava la quantità di ossigeno apportata al cervello e si diminuiva la possibilità che il condannato svenisse o perdesse conoscenza in modo tale da prolungarne la folle agonia i nervi si scorticavano immediatamente le ossa si fracassavano schiantandosi e le arterie lacerate zampillavano sangue una bizzarra tortura di cui si avvalsero gli ugonotti durante le loro persecuzioni nei confronti dei cattolici consisteva nel segare il corpo del prigioniero con una corda la vittima ignuda veniva tirata avanti e indietro col movimento che ricorda proprio quello di una sega lungo una corda tesa di fibra dura o un cavo metallico la sofferenza patita era terribile poiché la corda lacerava la carne penetrando fino all osso.

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sospensioni diverse erano le modalità con cui un condannato poteva patire la sospensione nella figura ne vengono illustrate tre al condannato appeso per i piedi viene agganciato un pesante masso al collo la vittima viene strangolata e tormentata finché la colonna vertebrale non si schianta e va a pezzi il prigioniero viene cosparso di miele ed altre sostanze dolci e viene lasciato in balia di molesti insetti come api vespe e calabroni il condannato sospeso per un piede ha una gamba legata al ginocchio dell altra mentre l altra è appesantita da un oggetto metallico non raro era assistere a queste esecuzioni durante l epoca medievale col passare del tempo le tecniche si affinarono ed in germania venne eseguita una tortura estremamente diabolica:

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vicino a lindau un malfattore fu appeso al patibolo con delle catene di ferro e con ai piedi due grossi cani che essendo tenuti senza cibo se lo divoravano prima che egli stesso morisse di fame squartamenti e spellamenti lo squartamento fu una pratica che durò a lungo essa consisteva nell aprire l addome e strappare con violenza le viscere del condannato prima che il corpo venisse fatto a pezzi a volte la richiesta di giustizia veniva soddisfatta facendo ingoiare al prigioniero le sue stesse viscere appena estirpate dal ventre l esecuzione più in voga nel medioevo consisteva però nel seguente procedimento il prigioniero veniva legato con una grossa fune sia all altezza delle braccia che delle gambe le funi erano poi assicurate a una grossa sbarra di legno o di metallo che a sua volta veniva legata a dei cavalli uno per ogni estremità della vittima poi li si costringeva a dare dei piccoli strattoni che l obbligavano ad implorare pietà quando i carnefici si ritenevano infine soddisfatti frustavano le bestie contemporaneamente incitandoli in direzioni opposte in modo da fare a brandelli le membra spesso e volentieri il corpo della vittima opponeva resistenza cosicché i boia lo facevano a pezzi con delle accette come fa un macellaio con la carne fino a quando le membra si staccavano dal busto del prigioniero ancora vivo alberi canne gogna la gogna consisteva nell esporre il prigioniero all umiliazione pubblica alla mercé di chiunque il prigionero veniva bloccato alla gogna per il collo e per le mani ma poteva venire torturato da chiunque desiderasse fargli del male e umiliarlo era una punizione particolarmente in voga nel 1500 e veniva applicato anche per reati di piccola entita una donna fu sottoposta a gogna nel 1555 per aver picchiato il figlio e nel 1566 una donna fu posta alla gogna per aver procurato prostitute ai cittadini un tipo di gogna di moda nei paesi anglosassoni consisteva nel legare il prigioniero a due legni flessibili possibilmente degli alberi mentre il prigioniero si trovava così bloccato veniva frustato con uno scudiscio a tre corde o con un gatto a nove code in alcuni casi venivano tagliate le corde degli alberi cosicché il condannato dovesse soffrire un dolore estremo mentre si lacerava praticamente ogni città nel basso medioevo era provvista di questo dispositivo che di rado rimaneva libero essendo utilizzato per punire qualsiasi reato considerato minore

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bestie torturare i condannati con le bestie era un antico supplizio che nel medioevo andò via via a scomparire senza mai sparire però del tutto a imprigionati in una rete ed esposti a un toro selvatico b lanciati nudi a bestie selvagge c lasciati divorare ad animali selvatici d piedi fissati a una grande pietra e punteruoli bollenti attaccati sotto le unghie il condannato viene lasciato al suo destino divorato da cani affamati lanciati da un dirupo non c è dubbio che questo tipo di esecuzione fosse comune tra i popoli primitivi ed antichi che avevano a disposizione precipizi o rocce adatti allo scopo vittime illustri che subirono questo destino furono il matematico putuanio l imperatore zenone lo scrittore esopo perillo l inventore del toro di bronzo non si ahnno tracce di una sua inclusione nel codice penale in epoca più tarda anche se è stato detto che nelle persecuzioni del xvi sec in piemonte molte vittime andarono incontro a questa morte la tortura che spesso si associava a questo tipo di esecuzione consisteva nelle sofferenze che si dovevano sopportare prima di morire la vittima giaceva impotente con gli arti fracassati fino a quando moriva letteralmente di fame È stato detto che molte di queste vittime arrivavano a divorarsi la carne delle braccia in preda alla disperazione annegamento molti popoli antichi compivano sacrifici per ingraziarsi i demoni delle acque affogando degli uomini sembra che l annegamento fosse uno dei sistemi prediletti per sbarazzarsi di stregoni e streghe durante le persecuzioni medievali un altra tecnica la tortura delle barche può essere così descritta si prendevano due piccole barche esattamente della stessa misura e della stessa forma la vittima veniva fatta stendere dentro una delle due di schiena lasciando fuori la testa le mani e i piedi poi si capovolgeva la seconda barca sistemandola sulla prima in questo modo il corpo del condannato veniva rinchiuso nelle due barche mentre i piedi le mani e la testa rimanevano fuori poi gli si offriva del cibo e nel caso lo rifiutasse veniva torturato o punzecchiato in altro modo fin quando accettava l offerta il passo successivo consisteva nel riempirgli la bocca con una mistura di miele e di latte e nello splalmargliela sul volto poi lo si esponeva ai raggi cocenti del sole ed in breve tempo mosche ed insetti cominciavano a posarsi sul viso del prigioniero e a pungerlo fino a portarlo alla pazzia e nel frattempo poiché la natura proseguiva il suo corso all interno della barca il cumulo degli escrementi emanava un lezzo terribile ed iniziava a marcire quando sopraggiungeva la morte e si sollevava la barca superiore si trovava il cadavere divorato dai parassiti e si vedevano degli sciami di rumorose creature che gli divoravano la carne e così pareva crescevano dentro le sue viscere un altra forma di tortura consisteva nel rinchiudere in un sacco la vittima,

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assieme a delle bestie come un gatto un gallo una scimmia o un serpente ed annegarlo la grande ruota questo supplizio dalle antiche origini sembra che si rifacesse a dei significati religiosi era particolarmente di moda per punire criminali nel xviii secolo ed e difficile immaginare una pena capitale piu brutale e ripugnante della grande ruota il criminale veniva steso di schiena su una comune ruota di carro e veniva legato stretto ai raggi successivamente il boia gli fracassava le ossa una a una una variante illustrata in figura faceva si che il corpo della vittima legato ad una grande ruota venisse lanciato per un dirupo irto di rocce appuntite ruote a membra intrecciate ai raggi di una ruota sulla quale si rimaneva esposti fino alla morte b legati a una stretta ruota che veniva fatta scorrere su degli aculei cosicche il loro corpo venisse orribilmente trafitto.

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la vergine di ferro di norimberga chi veniva accusato di eresia o di atti blasfemi contro dio o i santi se si rifiutava ostinatamente di confessare la propria colpa veniva condotto in una cella il cui lato estremo ospitava numerose lampade posizionate intorno al recesso che gettavano una luce variegata sull aureola dorata sulla testa della figura e sul vessillo che questa teneva nella mano destra su un piccolo altare il prigioniero riceveva i sacramenti in seguito due ecclesiastici lo esortavano insistentemente a confessare in presenza della madre di dio vedi dicevano quanto amorosamente la vergine ti apre le braccia sul suo petto si scioglierà il tuo cuore duro lì confesserai tutto a un tratto la figura cominciava a tendergli le braccia il prigioniero sopraffatto dallo stupore veniva all abbraccio ed ella se lo portava sempre più vicino arrivando a stringerselo al petto finché i pungiglioni e gli aculei lo trafiggevano tenuto fermo in quella stretta dolorosa il prigioniero veniva interrogato e se si rifiutava di confessare le braccia della statua stringevano sempre più il suo corpo inesorabilmente e lentamente ammazzandolo la parte anteriore di questo marchineggno consisteva in due porte che si chiudevano c erano una gran quantità di pugnali inseriti sia nella parte interna del petto che dentro alla statua in modo da trafiggere con precisione il fegato i reni e gli occhi chi subiva l abbraccio della vergine di ferro dopo essere stata stritolato rimaneva attacato alle punte dei chiodi e delle lame quando la vergine riapriva le braccia.

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lo stivale lo stivale era considerata dai testimoni dell epoca la tortura piu violenta e crudele al mondo cosi spaventosa che quando qualcuno doveva essere infilato nello stivale tutti i membri del consiglio che lo ordinava chiedevano di andarsene consisteva in un contenitore di ferro a forma di stivale progettato per racchiudere l arto nudo dal piede al ginocchio tra la gamba e lo strumento venivano inseriti con un martello dei cunei di legno o di metallo la carne veniva cosi lacerata e spesso le ossa si schiantavano frantumandosi in modo spaventoso e disgustoso mentre il castigo proseguiva finche la vittima confessava era inoltre raro che chi sperimentava questa tortura non rimanesse storpio a vita.

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il pendolo tortura dell inquisizione di spagna che procura una lenta e tormentosa agonia la vittima veniva legata su un tavolo molto accuratamente in modo che potesse muovere solo gli occhi mentre incombeva su di lei un pendolo grande e pesante con il lato inferiore curvo e tagliente ma poi nell oscillare avanti e indietro gradualmente ma in manniera costante l asta del pendolo si allungava e il prigioniero in preda al terrore e costretto contro la sua volonta ad osservare i movimenti della lama che scendeva sopportava l orrore di vedere il tagli avvicinarsi sempre di piu al volto alla fine la lama affilata gli squarciava la pelle continuando inesorabilmente a tagliare fino ad ucciderlo ma nella maggior parte dei casi prima che la lama facesse uscire del sangue il prigionero cadeva in balia della pazzia.

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la culla di giuda si stringe una cintura all altezza dell addome della vittima le si legano piedi e mani e si pone una stecca all altezza della caviglia in modo che si possano muovere le gambe soltanto simultaneamente dopodiché si cala il prigioniero sul dispositivo piramidale appuntito posto al di sopra di un cavalletto e gli si tirano in avanti le gambe in modo che la piramide penetri l orifizio anale o la vagina il condannato rimane così in questa scomoda posizione con tutti i muscoli contratti finché non sviene la garrote il nome di questa tortura è di origine spagnola in quanto perfezionata in spagna dove divenne la tecnica ufficiale di tortura fino al 1975 questo strumento ha un origine molto antica rudimentali versioni consistevano in un palo conficcato nel suolo con una corda che cingeva il collo della vittima nella versione spagnola questo dispositivo era utilizzato non solo per la tortura ma anche per l esecuzione possedeva un collare metallico con un punteruolo che penetrava le vertebre cervicali utilizzato per asfissiare il prigioniero e per fracassargli la spina dorsale.

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