Una lettera per noi - capitolo 1. ABA Associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia, la bulimia e i disordini alimentari.

 

Embed or link this publication

Description

Raccolta di emozioni, pensieri e racconti scritti da noi durante questo viaggio difficile e doloroso. Per maggiori informazioni: www.bulimianoressia.it

Popular Pages


p. 1



[close]

p. 2

unaletterapernoi@gmail.com molte persone in questi mesi hanno accolto l invito di sofia inviandoci scritti che raccontano le loro fatiche e paure ma anche le speranze che vivono quotidianamente l aba ha deciso di pubblicare online ogni mese parte di questi scritti cercando di dare voce a quante più persone possibile.

[close]

p. 3

come sostenerci l aba svolge attività di assistenza prevenzione ricerca e formazione professionale nel campo dei disordini alimentari esclusivamente grazie all aiuto dei propri soci e sostenitori si può scegliere tra due modalità socio ordinario donazione libera per chi desidera sostenere l aba e/o la frequenta per ricerche universitarie per le quali è possibile accedere alla biblioteca socio aderente donazione libera a partire da 100 euro per chi desidera sostenere l aba in quanto paziente che ha intrapreso o vuole intraprendere un percorso di cura le donazioni possono essere effettuate tramite versamento su c/c postale n.23522204 intestato ad aba associazione per lo studio e la ricerca sull anoressia la bulimia e i disordini alimentari versamento su c/c bancario n.10090 banca popolare di milano agenzia 10 via turati milano iban it 03r0 5584 01610 0000000 10090 donazione on-line sul sito internet www.bulimianoressia.it anche il contributo più piccolo è per noi un grande dono grazie.

[close]

p. 4

introduzione a cura della redazione dell aba una lettera per noi è un progetto che nasce per offrire uno spazio di riflessione e di scambio in cui condividere esperienze storie ed emozioni di chi in qualche modo ha avuto a che fare con la sofferenza e il disagio che si nasconde dietro ad un disturbo alimentare si tratta di una nuova occasione per dar voce alle testimonianze che nel modo più autentico permettono a chi attraversa questa sofferenza di farsene qualcosa e accorgersi che la condivisione diviene una strada percorribile per promuovere un cambiamento a chi invece si trova in modo indiretto a dover fare esperienza del malessere di familiari amici e persone care questa si rivela una preziosa opportunità per comprendere e riconoscere una richiesta d aiuto troppo spesso camuffata dietro un corpo maltrattato l aba promuove iniziative come questa credendo fermamente che l incontro tra vissuti emozioni e sguardi metta in moto un discorso molto spesso infatti è proprio il non poter mettere in parola che costringe a ricercare modi distruttivi per esprimere il proprio dolore l aba parte da qui dare valore alle parole di chi ha trovato il coraggio e la forza di scrivere alcuni di voi avranno già avuto modo di leggere la lettera di sofia se non avete ancora avuto modo di aderire a questo progetto ma desiderate prenderne parte potete scrivere a unaletterapernoi@gmail.com aba e sofia ringraziano tutti coloro che hanno voluto o vorranno regalarci parte delle loro storie e dei loro vissuti e i professionisti che hanno preso a cuore questa iniziativa sostenendola fin da subito un particolare grazie a ginevra boz valentina calabrò e ilaria stefanelli il cui aiuto ed entusiasmo sono stati fondamentali nella raccolta del materiale 4

[close]

p. 5

ciao ragazze mi chiamo sofia e sono una ragazza come voi insomma faccio parte della grande famiglia dell aba vi scrivo perchè insieme a fabiola ho ideato un progetto il cui scopo è quello di raccontare il nostro disagio e il nostro dolore e al tempo stesso aiutare l aba nella raccolta fondi l idea è molto semplice un libro una raccolta di lettere pensieri racconti emozioni testi da noi scritti durante questo viaggio difficile e doloroso quindi chiediamo a chi se la sente di poterci donare una piccola parte della propria storia personale per dar vita a questo progetto fondamentale per l aba insieme a noi ci sono tanti amici che ci aiuteranno a promuovere diffondere e vendere il libro e perchè no a organizzare un evento di presentazione fabiola come me crede molto in questo progetto perchè è un ulteriore strumento per accrescere la consapevolezza nei riguardi del nostro mondo ecco alcune semplici raccomandazioni ogni testo non deve superare le 600 battute più o meno a tre pagine potranno essere pubblicati anche più testi di ogni singolo autore a patto che non superino complessivamente 600 battute chi lo desidera può pubblicare i testi in forma anonima non sappiamo ancora quanti racconti potranno essere accolti nella pubblicazione per cui i testi da pubblicare verranno selezionati per ulteriori informazioni o per inviare i file elettronici in formato word o pdf potete scrivere a unaletterapernoi@gmail.com con il seguente subject libro racconti spero di avere l occasione di conoscervi vi abbraccio tutte con grande affetto sofi 5 una lettera per noi

[close]

p. 6

in viaggio verso te di roberta yasmine catalano non c era verso con mia madre marrakech era l unico luogo possibile per le nostre vacanze brevi o lunghe che fossero vivevamo in marocco una terra generosa di luoghi e colori più disparati da godere tutti uno per uno invece appena avevamo un ponte si partiva per marrakech non che mi dispiacesse intendiamoci ma avrei voluto conoscere meglio quella terra che consideravo mia si scendeva nell albergo di lusso mia madre si metteva a rosolare al sole sul bordo piscina sino alle ore buie fino ad assumere le sembianze di una bistecca alla piastra i camerieri le ronzavano intorno carichi di whisky e posacenere da svuotare e io sgattaiolavo fuori a respirare la città le gente il profumo conturbante delle zagare la piazza con il tè alla menta le montagne di arance da spremere il profumo della vita e tiravo dritto la sera ogni sera si andava a mangiare al ristorante italiano donna rosa essere in marocco e mangiare italiano solo mia madre poteva tanto ma a me faceva piacere rivedere la proprietaria clelia a dire il vero un po mi spaventava ogni volta che si avvicinava al nostro tavolo trattenevo il fiato in attesa delle urla che sapevo avrebbe rivolto ai camerieri tutti senza distinzione per un nonnulla a volte per nulla era così mordeva e strigliava loro sembravano abituati ma io non sapevo se essere più imbarazzata o più impaurita già il volto faceva pensare a un bulldog e prima o poi ne ero certa avrebbe sbranato anche me questo pensavo fino a quel giorno quel giorno in cui in una delle mie peregrinazioni alla toilette del ristorante me la ritrovai davanti fuori dalla porta ad aspettarmi aveva un espressione dolcissima aveva cambiato aspetto nessuno si era mai accorto dei miei su e giù col bagno meno che mai mia madre ovviamente troppo impegnata a spettegolare sui tavoli dei vip accanto 6

[close]

p. 7

e invece lei era lì e mi guardava e sorrideva e aveva in mano un libro ­ ho capito tutto ero ammutolita ­ non preoccuparti non ne farò parola capisco benissimo vorrei che tu prendessi questo libro e lo leggessi poi però per favore riportamelo ci tengo molto sai l ha scritto fabiola mia nipote guardalo con calma sono sicura che ti farà bene buona lettura tesoro mio non ho mai saputo se ne avesse parlato con mia madre se l avesse allertata sulla sua scoperta mandai giù tutto il pane del mondo in un boccone ma non lo vomitai mi si infilò dentro tra la pelle e la carne dalla retina degli occhi alle arterie avvolgendosi su muscoli e ossa riempiendo vuoti e abissi pensai che chi l aveva scritto doveva essere una persona meravigliosa e che un giorno da grande mi sarebbe piaciuto conoscerla e ringraziarla fantasie di bambina seguirono anni molto difficili la malattia si impossessò di me in modo capillare lentamente e sempre più profonda ma più si radicava e più sembrava avvolgermi in un manto di invisibilità avrei potuto fare qualunque cosa mia madre non mi avrebbe vista il suo lavoro i suoi uomini la vita sociale le indiscrezioni sugli aspetti più privati delle esistenze degli altri tutto questo era la sua vita non c era posto per altro finché un giorno fui ricoverata in una clinica di casablanca dove non sapevano nulla della mia malattia e mi alimentarono a forza con sonde e aghi mia madre era in italia in quel momento fu avvisata e ricordo la mia gioia nel vederla entrare nella mia stanza la n° 309 e sedersi accanto al mio letto ora mi chiederà perché e finalmente mi chiederà come sto ­ io non posso restare devo ripartire non puoi tenermi qui sai bene quanto siano 7 una lettera per noi

[close]

p. 8

di roberta yasmine catalano in viaggio verso te importanti i miei appuntamenti a roma si alzò mi diede una carezza ruvida e se ne andò inutile dire che la psicoterapia obbligatoria non durò con un medico poi assolutamente incapace che per prima cosa chiamava gli infermieri e mi costringeva a pesarmi mi tiravano su stringendomi forte sulle braccia fino a farmi male mi dimenavo ma riuscivano sempre a sbattermi su una grande bilancia che sembrava quella di un enorme asfissiante fruttivendolo anzi no di un macellaio lo abbandonai presto e dire che me lo avevano affibbiato come fosse un mio grande privilegio il noto psichiatra dal cognome italiano che poco dopo finì sui giornali perché aveva rapito il figlio ed era sparito credo che lo cerchino ancora seguirono altri psicoterapeuti ma nessuno capiva come potevo curarmi da persone che ignoravano il mio malessere decisi di fare da sola e così fu molto lentamente appoggiandomi alla scrittura alla mia terra raccogliendo in me tutta la forza di quel sole e di quei colori cercai di uscirne ogni tanto un passetto avanti anche se poi bastava un niente ed era subito un ruzzolone indietro e si ripartiva come quei piccoli armadilli che colpiti si avvolgono su se stessi a formare una palla e rotolano indietro per poi lentamente riaprirsi e riprendere il cammino fino alla nascita della mia prima figlia io le ho dato la vita è vero ma lei ha salvato la mia lì ho capito che non ero più responsabile solo di me stessa che dovevo vivere per lei oggi ho due figlie sono tornata in italia sto bene anche se sento la mancanza di una cura adeguata che all epoca forse mi avrebbe evitato questa sensazione di vivere sul filo dell equilibrista questa malattia è una droga che a volte nei momenti difficili ti si presenta come l unica salvezza e ti tenta e ti ammalia e ti avvolge e ti 8

[close]

p. 9

corteggia molto molto dura dirle di no È avvenente e sensuale e sa come muoversi ci si accontenta di rassicurarla tranquilla non ci siamo mai totalmente separate nel tempo ho seguito costantemente le attività della signora che aveva scritto quel libro le ero grata per il suo sostegno e perché attraverso le sue pagine finalmente non mi ero più sentita sola poi un giorno ho raccolto il coraggio e le ho scritto con la scusa di un mio libro che indirettamente la riguardava mi ha risposto ho avuto qualche difficoltà a realizzare che la persona che avevo coccolato dentro me per vent anni fosse vera e che mi rispondeva mi sono detta che dovevo vederla assolutamente che faceva parte della mia terapia cosa le avrei detto non sapevo ma sapevo che dovevo incontrarla una scusa per un viaggio a milano si trova sempre ci sono già stata sei mesi fa ero passata due volte per via solferino senza avere il coraggio di andare al civico mi era bastato leggere il nome della via per avere una scossa di tachicardia e tirare avanti ma sta volta non scappo ci siamo scritte abbiamo un appuntamento prendo in braccio il mio libro e me lo porto dietro per la strada che ho studiato mille e una volta ossessivamente per non perdermi arrivo al portone cosa risponderò al citofono chi sono non so più nulla comincia a farsi buio dentro me non capisco più niente sto sudando per fortuna al citofono hanno la delicatezza di non chiedere c è una scala che mi aspetta e mi porta all aba sento subito odore di casa candele marocco tutto sembra accoglierti e dirti qui puoi deporre le armi qui puoi togliere ogni maschera la sala d attesa è tappezzata da storie di persone come me che hanno avuto però la fortuna di curarsi nel posto giusto le respiro tutte una per una le lascio entrarmi dentro lentamente come a darmi la forza per quest incontro tra pochi secondi finalmente avrò fabiola di fronte mio dio e che le dico la tentazione improvvisa di riprendere la scala e fuggire 9 una lettera per noi

[close]

p. 10

di roberta yasmine catalano in viaggio verso te mi assale alla gola posso farlo non mi sono presentata ancora posso sempre dire di aver perso il treno posso dire che ­ ciao puoi aspettarmi solo un attimo figurati ti ho aspettata per vent anni vorrei dirle e resto imbambolata lì come una cretina e quando torna che le dirò come lo dirò come potrò spiegare ­ vieni accomodati fabiola è una donna piccola e minuta ma gigante come la più alta delle montagne sembra quasi impossibile che una persona così importante sia anche fisicamente così fragile che verrebbe voglia di prenderla in braccio come una bambina il suo studio ha una luce soffusa con tanti libri intorno si siede e mi guarda ecco lo sapevo non riesco a dirle una parola eppure mi ero preparata tutto un discorso di quanto era stata importante di quanto mi avesse accompagnata in tutti questi anni senza saperlo di quanto ho sognato questo momento di quanto avrei voluto dirle grazie e invece tutto quello riesco a fare è sulla soglia stringerle le mani e ringraziarla e ripeterle che non riesco a dire altro ­ non preoccuparti ci siamo già dette tutto così tra libri e sguardi scambiati corro giù per le scale dell aba lasciando sui gradini le mie lacrime di bambina copiose inarrestabili fino in strada fino alla metro come se tutti quegli anni trattenuti dentro ora chiedessero voce come se questi vent anni fossero un lungo viaggio verso te forse la prossima volta riuscirò a dirti di più la prossima volta lo giuro ce la farò 10

[close]

p. 11

rubrica a cura della redazione dell aba È nell incontro negli incontri che diventiamo quello che siamo fabiola de clercq mamy-marrakesh rizzoli milano 2004 due righe a proposito di la storia di roberta è un esempio di come possa accadere che qualcuno si accorga di noi anche quando crediamo non sia possibile l inizio di un confronto con una persona che non si accontenta di vedere ma che ha il coraggio e l esperienza per guardare sia essa una persona inaspettata o qualcuno di molto lontano non importa ciò che conta è imparare a condividere quel dolore che frequentemente non trova un suo spazio possono essere necessari chilometri o anche solo pochi passi per raggiungere una tale consapevolezza per incontrare un sorriso uno sguardo o una stretta di mano capaci di segnare l inizio di un cambiamento 11 una lettera per noi

[close]

p. 12

maschere di maddalena ramolini se alzo lo sguardo nello specchio scorgo il mio viso con gli occhi rossi senza sorriso ho abbandonato la maschera sociale di là dove c è gente c è casino c è vita e sono venuta in questo bagno lurido per poter respirare un istante non mi piace quello che vedo in questo specchio non mi piace questo sguardo vuoto con l eco di un dolore silenzioso dentro l espressione di una persona che per l ennesima volta ha deluso se stessa la verità è che le cose mi stanno sfuggendo di mano lo ammetto mi viene da piangere pensando a tutto quello che succede senza che tu possa impedirlo a tutte le promesse fatte e non mantenute alle persone che ti voltano le spalle ad avere lo stomaco distrutto completamente sottosopra e tu sai il perché e rendersene conto è davvero strano io non avrei mai pensato che una cosa del genere potesse capitare anche a me no davvero invece è successa e ci sono dentro comincia a poco a poco è una voglia subdola che ti fa stare meglio per qualche minuto dopo averlo fatto poi ti senti di nuovo da schifo peggio di prima lentamente il tuo rapporto del tutto normale e sereno col cibo scompare io davvero non pensavo che potesse capitare a me e vorrei quasi sparire dissolvermi senza lasciare traccia silenziosamente sciogliermi sul pavimento come fa la gente quando si arrende quando pensa che non valga più la pena di impegnarsi per andare avanti però devo tornare di là come se niente fosse perché è cosi che si deve fare in mezzo alle luci che sono sempre troppo forti e riprendere a sorridere a parlare a scherzare con l ansia che mi lacera il cuore vorrei solo tornare a vivere vorrei solo guardarmi in uno specchio senza abbassare lo sguardo perchè non è l immagine che mi rimanda lui quella che conta È quello che ci vedo io dentro a quella figura che mi guarda di rimando con gli occhi spenti e pieni di punti interrogativi 12

[close]

p. 13

rubrica a cura della redazione dell aba ogni sconfitta deve diventare la spinta affinchè il futuro venga vissuto nel migliore dei modi fabiola de clercq,donne invisibili bompiani milano 2004 due righe a proposito di lo sguardo da un lato c è lo sguardo di chi ci costringe ad indossare maschere capaci di nascondere un dolore scomodo e poco accettabile dall altro c è lo sguardo che rivolgiamo a noi stessi e che ci costringe ad abbandonare ogni travestimento e a fare i conti con la nostra sofferenza esistono poi occhi capaci di vedere e accogliere il nostro dolore esistono parole capaci di dare un senso È attraverso questi occhi che si può tornare a vivere per essere finalmente liberi 13 una lettera per noi

[close]

p. 14



[close]

Comments

no comments yet