Una lettera per noi - capitolo 2. ABA Associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia, la bulimia e i disordini alimentari.

 

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Raccolta di emozioni, pensieri e racconti scritti da noi durante questo viaggio difficile e doloroso. Per maggiori informazioni: www.bulimianoressia.it

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unaletterapernoi@gmail.com capitolo 2 gli occhi di chi ha esplorato i grigi abissi della malinconia della depressione dell anoressia e della bulimia sapranno vedere e godere di tutti i colori del mondo fabiola de clercq fame d amore rizzoli milano 2002 2

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21 primavera di donia sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle aprire le zolle potesse scatenar tempesta alda merini mio padre è entrato e uscito da casa da che ne ho memoria mi ricordo che restavo a guardarlo mentre si preparava riflessa nello specchio la sua immagine era un uomo bellissimo si pettinava i capelli con un attenzione quasi maniacale e se alla fine non si piaceva sputava sputava contro lo specchio con quel gesto primitivo dimostrava tutto il disprezzo verso se stesso penso non si sia mai accorto di me eppure io ero lì sono sempre stata lì vicino a me mia madre arrabbiata e stanca non vedeva neanche lei ho tredici anni mia madre ha tentato il suicidio me lo ha detto una sua amica sono in sala rianimazione la vedo intubata le labbra violacee gli occhi chiusi mio padre mi è accanto finalmente leggo una lettera che è stata ritrovata nella sua tasca è il suo ultimo saluto per me mia madre è ricoverata da settimane in un reparto di psichiatria il primo giorno in cui sono andata a trovarla mentre mi guardava negli occhi mi ha chiesto chi fossi le ho risposto tua figlia mi ha guardato perplessa la sua compagna di stanza mi chiede sempre duecento lire deve fare una telefonata dice 3 una lettera per noi

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di donia 21 primavera mia madre è stata dimessa da pochi giorni la sento gridare al telefono mio padre è sparito lo ritroveranno due giorni dopo vagava nelle campagne pavesi aveva perso la memoria un cocktail di psicofarmaci e stupefacenti probabilmente È passato un anno viviamo in una casa popolare della periferia milanese mio padre quando torna a casa dorme in cantina perché dice mia madre è da qualche tempo innamorato di un altra donna lei lo chiama a casa racconta che lui l accompagna perfino a comprare le mutandine ogni volta che squilla il telefono ho paura che mia madre risponda mio padre dice di essersi laureato ad agraria in egitto e di essere nato a rosetta paese in cui fu ritrovata la stele chiave per la traduzione dei geroglifici anni dopo scoprirò che i suoi studi si sono risolti nelle medie inferiori e che è nato in un villaggio-discarica nella periferia di alessandria ho vissuto la mia infanzia tra inganni e tradimenti ancora oggi faccio fatica a ricostruire la storia dei miei genitori e la mia frequento le elementari mia madre tutte le mattine mi porta in braccio all automobile dove ho il mio cuscino e la mia copertina dormo durante tutto il tragitto sono triste da sempre depressa dall età di tredici anni poi bulimia 4

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rubrica a cura della redazione dell aba la sequenza di colori di suoni di innumerevoli accadimenti dai quali il malessere ci ha distolti per così a lungo ora ci sorprende e ci incanta fabiola de clercq fame d amore rizzoli milano 2002 due righe a proposito di imparare a convivere con un passato difficile e spesso incomprensibile può essere un percorso lungo e faticoso i ricordi più lontani rimangono sepolti per anni finché non si trova il coraggio di intraprendere un percorso che permetta di liberarsi da quella sofferenza che per lungo tempo ha logorato perseguitato indebolito la terapia rappresenta un passaggio dal quale non si può prescindere per riprendere in mano la propria vita essa permette di entrare in contatto con i propri vissuti poterli chiamare per nome e cominciare a percorrere la strada che porta al cambiamento e alla guarigione donia ha avuto la forza e il coraggio di prendere questa strada 5 una lettera per noi

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vestiti nuovi e aria dalle finestre di francesca mosca se un mattino di primavera ti viene una voglia matta di un vestito che sappia di nuovo come l aria che c è fuori e quello che trovi spalancando l armadio è una fila ordinata di abitini alla moda impeccabili beh sappi che non esistono fabbriche di vestiti belli fuori moda che ti sorridano addosso esistono però da qualche parte artisti in grado di capire il disegno che hai in mente e guidarti con ago e filo verso la creazione in aba non a caso una delle metafore più dette e più vissute è quella della cura come vestito cucito su misura per la persona È anche una delle mie preferite ho conosciuto via solferino 14 in un giorno d estate trincerata dietro un sorriso camminando veloce e leggera nel mio corpo da maratoneta e faticatrice incrollabile firmo un contratto a termine con tutto e tutti da tanto e tanto tempo anche di questa esperienza che non è ancora iniziata già posso scorgere la fine e metto a punto dettagli nella mia mente firmo clausole con me stessa ho una laurea in tasca che è anche il mio lasciapassare il mio cavallo di troia da subito sono spiazzata trovo sguardi e parole che non fanno parte di quanto avevo programmato e che sento l impulso di allontanare da me frugo nel mio armadio e scelgo corazze più che vestiti inizio a sentire sul collo aria da finestre che non ricordo di aver aperto questi pensieri inaspettati sono tinte forti sono scarabocchi sul mio bel foglio bianco tento di trincerarmi di nuovo dietro il sorriso che mi viene bene e mimetizzarmi tra gli altri tirocinanti 6

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tento di esibire il mio lasciapassare senza accorgermene forse lo sventolo lo sistemo a mo di scudo un giorno fabiola con due parole occhi negli occhi mi disarma È come se quel giorno si fossero rotti gli argini di un fiume di nuove possibilità che già iniziavo a riconoscere ma che non sentivo ancora mie che fino ad allora osservavo soltanto scorrere accanto a me la decisione di iniziare con l alibi della futura psicologa-psicoterapeuta quell analisi didattica l aver afferrato in extremis la possibilità di un tirocinio milanese per me che avevo studiato a torino si spogliano di qualsiasi alone di casualità e si rivelano ora come dei passi delle scelte sos lanciati da una parte di me che avevo seppellito ma non aveva intenzione di lasciarmi affondare È la fine ed è l inizio l aba mi ha dato dei nomi queste anoressie quelle depressioni non erano marchi a fuoco spade di damocle ma nomi di un qualcosa che sentivo così lontano perché proprio perchè mi apparteneva più di quanto pensassi pervadendo ogni aspetto della mia vita da tempo solo dopo aver riconosciuto e dato un nome a questa parte di me stessa è stato possibile disporsi piano piano a lasciarsi essere francesca per sé e per gli altri È stato possibile accettare a pieno il lavoro terapeutico paziente ed impegnativo che sto portando avanti perché quando sai che dei nomi ti riguardano e ti raccontano almeno in parte inizi a volerli sentir risuonare qualunque sia il prezzo non esistono fabbriche che sfornino stock di abiti tutti uguali ma il disegno del tuo abito ben definito nella mente quello si smette di essere un utopia nel momento in cui accetti di pensare e creare un abito 7 una lettera per noi

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di francesca mosca vestiti nuovi e aria dalle finestre così fuori moda ed unico da non poter essere che tuo insieme a chi magari avevi cercato perché ti prestasse solo ago e filo e qualche segreto del mestiere la speranza finalmente prende la forma precisa di una domanda una richiesta di aiuto il desiderio di una relazione e di un cammino personale ma non solitario ho sottoscritto un contratto di psicoterapia anche questa volta ma per una volta fissare un termine non è più un esigenza così impellente forse perché l infinita conoscenza di sé non si può rinchiudere in una trafila di clausole forse perché le relazioni non sono campi da arare secondo il proprio gusto né una tabella di marcia cerco ancora maschere variopinte da indossare la mattina appena sveglia ma mi fermo ogni tanto a guardare come in fondo sia bella senza seguo ancora percorsi lunghi e intricati e ci sono giorni in cui mi voglio sfiancare di fatica forse per farla pagare alla parte di me che si è opposta a farmi precipitare ma oggi al di là di dove sono a che punto della vita sia che mi trovi lungo i binari della metro per una strada di città sulla soglia di un portone arrancante sui gradini di una scala o in una sala d attesa mi sorprendo in qualche specchio con quell aria da lavori in corso che mi rende così imperfetta e instabile e mi piace così tanto ma così tanto che non posso non ricordare con un infinita gratitudine l aba e le persone che mi hanno dato l idea di dimenticare aperte le finestre 8

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rubrica a cura della redazione dell aba l analisi non dà una risposta immediata a un disagio ma col tempo mette ognuno nella condizione di comprenderlo fabiola de clercq,donne invisibili bompiani milano 2004 due righe a proposito di parole dense di significato in grado di toccare emotivamente chi ha conosciuto francesca e condiviso con lei in aba un percorso di tirocinio e di crescita personale chi l aveva definita ironicamente spigolosa percependo quella corazza difensiva che la allontanava dall altro strada facendo ne ha scoperto un volto nuovo rinfrescato da quell aria di primavera era la fine ed era l inizio un incontro in aba che segna allo stesso tempo la fine di una vita corazzata in trincea e l inizio di un apertura all altro di un viaggio di ricerca di se stessi grazie ad un percorso di terapia una testimonianza di come sia possibile imparare a leggere le nostre azioni in apparenza casuali come scelte soggettive per incamminarci verso la costruzione di nuove possibilità di vivere una testimonianza di come sia possibile imparare a guardare alle nostre vite in modo diverso non credendole più come segnate dal caso ma frutto di scelte soggettive capaci di costruire nuove possibilità di esistere 9 una lettera per noi

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