La carta di Prosdocimo, di Claudio Cerruti

 

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edu edizioni drawup www.edizionidrawup.it collana sentieri

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collana sentieri la carta di prosdocimo di claudio cerruti proprietà letteraria riservata ©2012 edizioni drawup latina lt viale le corbusier 421 email redazione@edizionidrawup.it sito www.edizionidrawup.it progetto editoriale edizioni drawup direttore editoriale alessandro vizzino grafica di copertina rdm per edizioni drawup i diritti di riproduzione e traduzione sono riservati nessuna parte di questo libro può essere utilizzata riprodotta o diffusa con qualsiasi mezzo senza alcuna autorizzazione scritta i nomi delle persone e le vicende narrate non hanno alcun riferimento con la realtà isbn 978-88-98017-11-9

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claudio cerruti la carta di prosdocimo ventisei giorni al bar

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a carla

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prologo questo diario di un anonimo barista milanese riporta tracce vere della vita di un nessuno come tanti un campione della gente comune il diario scritto a mano è stato trovato in un cassonetto delle immondizie che per una manovra errata dell autista si era rovesciato mentre stava per essere scaricato nel cassone del camion della raccolta differenziata della carta nell ammasso di carta sparso sul marciapiede tra quotidiani riviste pezzi di cartone apparve un grosso quaderno nero bordato di rosso sulla costa scritto in tutte le sue pagine con grafia minuta ordinata fittissima lo spazzino a terra mentre sacramentava con l autista per tutte quelle carte da raccogliere in giro per la strada si trovò a fissare incuriosito quel quaderno nero con tante parole scritte un esagerazione di parole pensò restò affascinato dalla bella grafia ordinata precisa senza cancellature o sgorbi sul frontespizio del quaderno a mo di titolo provvisorio c era scritto diario scritto al bar perché mai uno dovrebbe fare tutta questa fatica per scrivere tante parole e poi buttare tutto si domandò e d impulso si mise in tasca il quaderno riservandosi di guardarlo meglio più tardi durante una pausa di lavoro o magari durante uno sciopero lungo ma si sa com è la vita degli spazzini È piena di diversioni di contrattempi di riunioni sindacali non c è tempo per la letteratura bisogna sempre essere da qualche altra parte a portar via qualche altra cosa o per polemica a lasciarla dove sta così prosdocimo il nostro spazzino non riuscì mai a leggere il diario il quaderno fu trovato qualche anno più tardi da sua moglie nel suo armadietto dello spogliatoio sua moglie angelina era ormai vedova da alcune ore quando per telefono la chiamarono per comunicarle che suo marito era rimasto vittima del lavoro lei prima di andare alla ditta aveva telefonato a sua mamma 7

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la carta di prosdocimo mamma il direttore della spazzatura mi ha chiamato per dirmi che prosdocimo è finito nell inceneritore che doveva essere spento e invece era acceso e lui non l ha capito in tempo sbadato com era poi trepidante intimorita aveva preso il primo tram ed era andata alla ditta per farsi dire cosa doveva fare l avevano portata dal direttore della spazzatura che l aveva fatta sedere davanti a una grande scrivania vuota era un tipo tutto vestito con cravatta camicia giacca e tutto il resto con aria triste di circostanza le aveva detto signora mi spiace molto ma suo marito se l è proprio andata a cercare passava sempre nel forno fuori uso per abbreviare la strada per andare in mensa e non si è accorto che stavano facendo le prove di collaudo che era acceso insomma non ha sofferto però non si è accorto di niente aveva la cuffie della musica sulle orecchie forse cantava come faceva tutti i giorni ha aperto il portello del forno ed è saltato dentro sicuro che fosse spento e invece stavolta era acceso e anche acceso di brutto lo hanno solo sentito urlare porcamadd poi più niente di lui adesso c è solo cenere perché non è stato possibile fermare il forno prima che sì insomma prima della combustione completa angelina ascoltava in silenzio non aveva mai visto il direttore della spazzatura se l era immaginato diverso era uno tutto profumato con un profumo simile al gelsomino È stato cremato aveva aggiunto sottovoce il direttore della spazzatura imbarazzato dallo sguardo muto fisso e inespressivo dell angelina se vuole possiamo recuperare le ceneri ma sono leggermente come dire sono un po miste con altre cose capisce signora c era del materiale oltre al signor prosdocimo dell altra roba sa com è nel forno insomma non le posso garantire ceneri tutte originate solo da suo marito ecco angelina non sapeva cosa dire e si era limitata a bofonchiare non importa non si disturbi il direttore della spazzatura era sembrato sollevato si era alzato le aveva stretto la mano e l aveva accompagnata alla porta dovere 8

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claudio cerruti signora la faccio accompagnare nello spogliatoio per ritirare gli effetti personali di suo marito coraggio si faccia coraggio adesso le arriva la pensione la liquidazione il rimborso dell assicurazione una bella cifretta vedrà che la aiuterà a riprendersi se ha bisogno di qualche cosa non esiti a chiamarci magari lasci anche detto alla segreteria telefonica che noi la richiameremo al più presto rivolgendosi a un tipo che era rimasto in piedi vicino alla porta il direttore della spazzatura aveva detto con evidente sollievo mauro accompagni la signora agli spogliatoi per ritirare gli effetti del prosdocimo fu proprio negli spogliatoi davanti all armadietto di suo marito che l angelina si avvide per la prima volta del quaderno nero intitolato diario scritto al bar a tutta prima scorrendo con la mano tutte quelle pagine a quadretti scritte fitte fitte l angelina si era detta oh bella da ridere sta a vedere che prosdocimo teneva un diario e si portò a casa il quaderno con la tuta le scarpe da lavoro qualche giornaletto di donne con le tette fuori e nient altro perché l orologio il portafoglio e tutte le cose di valore prosdocimo se le era messe addosso per andare in mensa l angelina non impiegò molto a rendersi conto che prosdocimo non poteva aver scritto quella roba neppure ricordava d averlo mai visto scrivere qualcosa di diverso da 1 2 x della schedina del totocalcio poi c era il fatto che il diario era stato scritto da uno che sapeva fare i caffè e che di caffè ne faceva a ripetizione prosdocimo non aveva mai fatto un caffè in vita sua addirittura al mattino appena sveglio se il caffè non era pronto sul tavolo di cucina prosdocimo si abbandonava a una sequenza fitta di porco qui porco là ma di mettere mano alla caffettiera in tanti anni non ci aveva mai neppure pensato e poi quando mai avrebbe potuto scrivere tutte queste parole si era anche domandata l angelina sapendo che prosdocimo di notte era sempre in turno alla raccolta dei rifiuti per fare gli straordinari e di giorno dormiva davanti al televisore acceso alla fine angelina si convinse che quel quaderno non l aveva 9

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la carta di prosdocimo scritto prosdocimo se l ha tenuto vuol dire che ci piaceva e magari posso farci anche quacchecosa di soldi aveva pensato in dialetto infilando il manoscritto nel cassetto del tavolo della cucina pochi giorni dopo l angelina si era rivolta a un tipografo parente di una sua cugina per parte di mamma che non vedeva da tempo gli aveva detto ti lascio questo scritto che tu certo sai cosa farci era della buonanima del mio prosdocimo è scritto proprio bene tutto bello ordinato e non manca neppure una pagina È tutto pulito tenuto bene solo due macchie di caffè ma se proprio non le vuoi vedere puoi strappare le due pagine e torna come nuovo se magari mi dai quacchecosa di soldi giusto per il disturbo anche dopo solo se interessa quelli che leggono i libri il quaderno finì in uno scantinato e molte delle sue pagine sono andate perdute perché ogni tanto qualcuno ne approfittava per usi igienici nella toilette veniva indicato comunemente dal personale della tipografia come la carta di prosdocimo poi prima che le sue pagine si esaurissero l ho trovato io ero entrato nella bottega di quel tipografo direttamente dalla strada in preda di un attacco improvviso inarrestabile di dissenteria la sera prima mi ero lasciato andare a una vera abbuffata di frutti di mare in una trattoria di peschiera borromeo la prego mi indichi il bagno avevo implorato tenendo già una mano sulla cinta dei calzoni il tipografo un ometto molto magro con un camice bianco simile a quello dei parrucchieri mi aveva indicato in silenzio le scale che conducevano al seminterrato dove c era un piccolo bagno cieco trovai il quaderno dopo essermi liberato avendo constatato che non c era altra carta utile per la mia pulizia presi a sfogliare il quaderno seduto sul water mentre rilassato attendevo prudentemente una possibile successiva nuova scarica si sa che la dissenteria non si ferma quasi mai a un solo primo episodio mancavano molte pagine soprattutto alla fine del quaderno perché si trovava appoggiato a rovescio sul basso di un piccolo scaffale bianco proprio davanti al water chi ne aveva approfittato l aveva 10

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claudio cerruti aperto senza neppure rigirarlo per il dritto mi incuriosì la scrittura fitta accurata su linee diritte senza tentennamenti o correzioni presi a leggerlo dall inizio e mi sembrò di entrare subito in sintonia con l autore la soddisfazione corporale il senso di felice liberazione fisica che avevo provato svuotando l intestino mi indussero forse a sopravvalutare il contenuto di quel diario fatto sta che uscendo nel ringraziare il tipografo per l ospitalità gli chiesi se potevo tenere il quaderno mi dia quacchecosa di soldi mi disse con voce impersonale e poi l avverto che ci mancano un po di pagine che non si possono più recuperare aggiunse per amore di precisione bastarono poche migliaia di lire e mi portai a casa il quaderno l ho letto tutto fino alla fine oggi solo io e il barista che l ha scritto conosciamo questo testo È un testo che si dibatte fra due tempi c è il presente che riporta le ore passate al bar per i soli giorni nei quali il barista ha ritenuto di scrivere con gli incontri con clienti di varia estrazione le sue elucubrazioni collegate anche a fatti molto personali di amore e di quasi-sesso dietro il banco c è poi un passato fatto di ricordi ormai consolidati immutabili che non c entrano nulla con il presente o forse sì che c entrano ma solo di sguincio come il richiamo dell eco quando l urlo si affievolisce nel vuoto della valle nel manoscritto il presente era riportato con una scrittura minuscola leggermente scomposta come di chi scrive in varie situazioni in piedi al buio o con le mani bagnate il passato invece era scritto in stampatello con un corpo più grosso con una grafia che denota calma metodo e una pressione della punta della penna molto più marcata come a voler indicare il desiderio di segnare la carta in modo indelebile nel tempo ho mantenuto la diversità grafica fra presente e passato come unica modifica al manoscritto ho deciso di alternare il diario al presente con le storie del passato solo perché mi è sembrato così di renderne più accattivante la 11

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la carta di prosdocimo lettura ma forse mi sono sbagliato non saprei forse era meglio prima ma no boh forse era meglio non cambiare niente forse è meglio adesso non so 12

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claudio cerruti primo giorno sono qui in questo bar da circa due anni lavo tazzine dietro il banco e servo cappuccini caffè bianchini e altro a un mondo di fratelli che entrano ed escono in continuazione chiedono caffè freddi in tazza calda caffè caldi in tazza fredda caffè amari ma con un po di zucchero o dolci ma senza zucchero cappuccini con schiuma cappuccini senza schiuma cappuccini con poco latte latte con poco caffè io neppure li sento più penso che tra un caffè e l altro scriverò un diario mi va di scriverlo perché poi per dire le mie cose ad altri no io lo scrivo per me stesso certo se poi non lo legge nessuno tanto varrebbe lasciar perdere di scriverlo stando attento alla punteggiatura alla sintassi e a tutte quelle cose lì se invece nel subconscio lo scrivo per farlo leggere a qualcun altro va a finire che il diario non risulta del tutto sincero va a finire che le cose meno belle le taccio o magari addirittura mi rappresento più intelligente o più furbo di quello che sono la nonna bruna diceva che scrivere un diario era come andare al gabinetto per le cose della testa se uno mangia o prima o poi deve buttar via i rifiuti quello che non ha assimilato le scorie allo stesso modo se uno pensa o prima o poi deve buttar via un po dei pensieri usati che gli restano in testa altrimenti la testa resta troppo affollata e comincia a lavorare male nel disordine la nonna bruna non era mia nonna era una donna di servizio molto anziana che parlava moltissimo e che si era messa in testa di darmi i primi rudimenti di medicina quando io avevo sei o sette anni sai perché hai mal di testa mi spiegava assumendo un aria dottorale hai mal di testa perché nella testa il sangue circola vorticosamente in tondo come nel gorgo dello scarico di un lavandino e siccome la testa al suo interno è tutta piena di spigoli il sangue girando ci picchia contro e tu senti il bum bum a ogni passaggio allora sai cosa facciamo tu ti metti giù chiudi bene gli occhi stai 13

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