Sturzo e Giordani - L'anima nella politica

 

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Sturzo e Giordani - L'anima nella politica

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sturzo e giordani l anima nella politica intervento del prof tommaso sorgi presidente del centro igino giordani al convegno organizzato dall associazione impegno civico di marino sul tema il pensiero di don luigi sturzo come fondamento di una politica moderna marino 7 dicembre 1995 l

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sturzo si è rivelato il più grande genio politico italiano di questo secolo igino giordani 2

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sturzo e giordani l sturzo era giunto a fondare il p.p.i al culmine di vicende cruciali della chiesa italiana e del suo difficile tentativo di rapportarsi con lo stato di cui era scomodissimo ospite l attenuarsi e fine del non-expedit opera dei congressi e suo scioglimento 1906 leone xiii e pio x toniolo murri don davide albertario il nuovo strutturarsi di unioni di comitati e giunte dell a.c il patto gentiloni 1913 sono solo nomi e titoli che possiamo accennare per dare un idea delle intense esperienze che sturzo 1871-1959 aveva già vissuto e le aveva vissute personalmente anche a livello di strutture ecclesiali centrali a tutto ciò va aggiunto il suo originale e vivacissimo impegno come amministratore comunale anche qui con risonanze nazionali giordani 1894-1980 nato quasi un quarto di secolo dopo queste realtà poteva conoscerle solo dai libri o da racconti di testimoni delle più recenti di esse poteva avere qualche eco mentre attendeva ai suoi studi liceali anche per impostazioni culturali e di vita molto diverse alle quali il prof de rosa invita a riservare attenta considerazione l e per temperamenti e strutture mentali di personalità dalla forte caratterizzazione erano proprio di due generazioni eppure appena s incontrarono si scoprirono reciprocamente di una profonda consonanza di idee e di ideali fondamentali come mai ardeva in ambedue la stessa profondità di fede religiosa nel pieno del loro agire politico li guidava un identica cristallina purezza di spirito con più razionale laicità nel prete con più calda sacralità nel laico 2 sturzo scopre giordani il neonato pmtito popolare aveva una classe dirigente formatasi in gran parte nella già lunga esperienza del cattolicesimo italiano densa e proficua nel sociale travagliata nel politico n o n tutti i collaboratori del fondatore erano proprio adatti a comprendere fino in fondo la natura popolare e aconfessionale del fatto storico sturziano e a fronteggiare il nuovo che stava accadendo il prete siciliano che aveva grandi qualità di educatore era alla ricerca di giovani talenti l g de rosa il personaggio giordani in t sorgi ed igino giordani politica e morale roma 1995 pp 13-20 3

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nei brevi anni in cui stette al vertice del partito volle tra i suoi più stretti collaboratori giovani come cingolani scelba spatm·o e appunto giordani affidando loro compiti molto delicati il fondatore del p.p.l conobbe giordani nell autunno del 1920 tramite giuseppe petrocchi 2 anch egli di tivoli funzionario al ministero della pubblica istruzione collaboratore per la politica culturale e scolastica del nuovo partito di giordani intuì subito le doti di intelligenza e d anima ed ebbe modo di confermarsi in seguito nel suo giudizio tanto da affermare che per lui era stato una vera scoperta così racconta lo stesso petrocchi nella sua biografia del politico siciliano 3 la cui soddisfazione per tale scoperta viene confermata da ferdinando d ambrosia 4 intimo di don luigi nel suo ritorno dall esilio sturzo capì che giordani non era un uomo da strutture partitiche ma piuttosto da cultura politica perciò cominciò con l invitarlo a collaborare sul quindicinale il popolo nuovo organo ufficiale del p.p.l dove nell ottobre 1920 comparivano i primi due articoli del giovane scrittore e poi subito altri cultura letteraria soprattutto storica filosofica conoscenze patristiche lingua vivace e limpida per dotti e per il popolo penna tagliente anche per le vie dell ironia coraggio da trincea era medaglia d argento al valor militare lui pacifista in un epoca di assalti concentrici e brutali istituzioni stampa bastonate da parte di liberali socialisti fascisti giordani dava del tu a giolitti e mussolini leggendolo sturzo passò dalla intuizione alla misurazione dello spessore del tiburtino del quale constatava quel condurre una battaglia che era si politica ma nutrita di grandi idealità e svolta sul piano di intensa operazione culturale era quel che sturzo voleva nel suo disegno di dare alle masse cattoliche nuove alla politica una formazione ben nutrita di studi e maturata di convinzioni 5 3 la stima di sturzo per giordani della stima di sturzo per giordani fanno fede certamente le già riportate testimonianze di petrocchi e d ambrosia ma ancora più parlano fatti specifici -lo chiamò nell ufficio stampa del partito a fianco di don 2 lo racconta giordani in memorie di 1111 cristiano ingenuo roma 1981 p 62 mentre la data si ricava ragionando sui tempi dei suoi primi articoli su il popolo nuovo 3 g petrocchi don luigi sturzo roma 1945 p 71 4 f d ambrosia igino giordani un protagonista politico del p.p.i e della d.c cultura popolare n 205 1985 p 2 5 l sturzo prefazione in igino giordani la politica estera del p.p.i 1924 p vii 4

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giulio de rossi e poi lo fece includere da donati nella redazione de il popolo nella primavera del 1923 gli affidò il delicato incarico di pubblicare la documentazione sulla politica estera del p p.i marzo 1924 uno dei punti del programma che sturzo riteneva più qualificante del suo partito -lo candidò alle elezioni dell aprile 1924 lo sceglieva per frequente compagno delle sue quotidiane passeggiate sul lungotevere 6 si affidò a lui per avviarsi alla conoscenza della lingua inglese pochi giorni prima della partenza per londra 7 -lo tenne come uno dei punti privilegiati di riferimento durante quegli anni d esilio 8 di qui nell eclissarsi di molti anche se rimasti oppositori ma silenziosi si trovò a contare particolarmente sulla capacità e fedeltà di giordani affidandogli la cura di due sue creature quali la editrice s.e.l.i e il bollettino bibliografico di scienze sociali e politiche 9 due segni forti molto forti del far politica di sturzo col ritorno della democrazia nel dopoguerra il sacerdote siciliano trovò ancora nel suo fedele amico colui che gli diede occasione di far sentire la sua voce all italia democratica poté infatti pubblicare articoli e messaggi su giornali o periodici diretti da giordani su il quotidiano 1944-1946 dell a.c dall esilio newyorkese e poi tornato in italia su il popolo della d .c 1946-1947 ed infine su la via 1949-1953 settimanale fondato e diretto dal tiburtino allora deputato si può dire che tornato in italia sturzo fu ospitato non dalla d .c né dall a.c ma da giordani e dall altro amico d ambrosia con la sua editrice la nuova cultura di napoli oltre che da ti giornale d italia 4 la stima di giordani per sturzo negli anni 20 l adesione di giordani alla politica di sturzo fu convinta e profonda egli fece sue le idee che stavano alla radice dei fatti nei quali si concretava la linea sturziana ne accettò soprattutto la impostazione teorica e pratica dell ineludibile legame tra morale e politica 6 igino giordani m emorie di un cristiano ingenuo cit p 63 7 !b p 65 8 giordani fu con de gasperi spataro scelba ]acini e ruffo della scaletta tra quelli che più curarono i collegamenti del p p.l con il fondato re esule 9 giordan i sturzo un ponte fra due generazioni carteggio 1924-1958 a cura di p piccoli bari 1987 v in part.le loro lettere tra aprile e agosto del 1926 ib pp 85-97 5

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ne condivise la gelosa difesa della identità del popolarismo e la diffidenza verso facili alleanze e collaborazionismi che potessero sapere di compromissione e cedimento ideale lo fece con numerosi articoli specialmente su il popolo nuovo appoggiando quella che sturzo chiamò intransigenza elettorale si schierava con lui in tutte le vicende sulla formazione dei governi liberali quando i dirigenti del partito venivano a trovarsi in disaccordo con i propli deputati talvolta inclini a svendere la proplia collaborazione lo appoggiò ancora e forse con atteggiamenti anche più netti dei suoi nel negare ogni possibilità di collaborazione con il governo fascista e quando diversità di opinioni insorsero tra sturzo e de gasperi giordani sceglieva di stare ancora decisamente col primo era un comportamento che dava fastidio a qualcuno tanto che in una delle lettere dell amico esule igino lo informa di qualche emarginazione subita per il mio sturzismo ad oltranza 10 ma uno dei segni più vivi della stima enorme che il tiburtino nutriva per il politico sturzo è dato dalle valutazioni espresse a suo riguardo nel saggio su il centro germanico e il partito popolare 1924 una valutazione riguarda il suo pensiero politico in cui vede una propria dottrina dello stato l altra concerne piuttosto il concreto agire politico per cui alla personalità fiammeggiante di windthorst il quale aveva fronteggiato e sconfitto quel gigante della politica tedesca che fu bismark egli non trova da paragonare altro nell italia degli anni 20 se non l intelligenza politica del fondatore del p.p.i non possiamo qui esaminare neppure per brevi cenni le numerose manifestazioni di stima di affetto di fiducia che risultano dalle lettere che giordani scrive all amico e maestro in esilio dirò un solo concetto nel cedimento generale e nel disorientamento del mondo cattolico per una speranza che animi alcuni cattolici a durare nella resistenza già iniziata per un riscatto del popolarismo e per una rinascita che plima o dopo dovrà venire egli non vede che un nome solo da innalzare di fronte all italia intera quello di sturzo lei salva da solo l onore di una categoria di cittadini che ha il disonore d aver espresso dal proprio seno i libellisti del clericofascismo scriveva al maestro che dall esilio continuava sulla stampa internazionale la critica al regime e ancora domani gitteremo in faccia alla folla il suo nome che peserà assai mentre 10 lellera di igino giordani a sturzo 2 marzo 1925 ibidem p 37 6

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attorno c è uno spettacolo di infrollimento 11 negli anni difficili della nuova democrazia post-bellica sono ancora numerose le attestazioni di stima e le adesioni concrete di giordani alla linea di sturzo sia nel tentar di definire ancora il problematico rapporto tra fede e politica sia in qualche vicenda strettamente politica come fu quella della ratifica del trattato di pace giordani allora direttore de il popolo organo della d.c fece sue le riserve che sturzo avanzava contro alcune ingiustizie o durezze perpetrate a danno dell italia ed anche questo fu tra i motivi dei suoi dissapori con la segreteria della d .c per cui scrisse di non voler essere un direttore diretto da altri e si dimise 12 5 giordani spirito indipendente il 1925 è anno che io indicherei come quello della piena maturazione di giordani come politico è l anno di rivolta cattolica oltre che come studioso in vari campi in tale anno si verificava un episodio che merita di essere richiamato alla memoria la sua adesione intellettuale ed affettiva all amatissimo o stimatissimo professore come risulta anche esplicitamente dichiarato n eli appassionato e talora drammatico carteggio curato con preziosa documentazione da paolo piccoli 13 e il suo sturzismo a oltranza già ricordato non gli impedivano di esprimersi con la propria indipendenza nella valutazione di situazioni avvenimenti e persone né di assumere sue personalissime iniziative nell agire politico culturale religioso come avvenne ad esempio con parte guelfa non gli impedirono neppure di esporre una sua personale prospettiva sul futuro dell europa e di ribadirla addirittura in dissonanza dal maestro si sviluppò infatti fra i due una breve garbata ma chiara polemica sull idea che gli stati europei potessero unificarsi con moderatore il papa era una clausola specifica di giordani come egli stesso precisava e che sturzo giudicò decisamente irreale subito dopo il primo numero di parte guelfa in cui si esponeva quell idea come uno dei punti programmatici della rivista l esule fece pervenire a giordani una lettera in cui indicava le motivazioni storiche politiche e religiose del proprio dissenso e gli sugl jl lettere di igin o giordani a sturzo del febbraio e 2 marzo 1926 in giordani-sturzo carteggio cit p 83 12 igino giorda ni memorie ci t pp l 3-ll 4 l 13 sulla lunga am icizia f ra i du e v p piccoli introduzione in carteggio pp 16-29 e sturzo e giordani in t sorgi l ed giordani politica e morale cit pp 29-44 7

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geriva di pubblicarla sulla rivista stessa ma a firma di un lettore anonimo 14 giordani avrebbe potuto anche non pubblicarla sia per non indebolire la propria tesi in pubblico sia per non entrare in conflitto usiamo questo termine con il maestro invece proprio dimostrando di essere un uomo libero di libertà interiore e con fede pura nelle idee la pubblicò ribadendo e approfondendo la sua proposta con argomenti che ribattevano punto per punto le critiche di sturzo in sostanza egli si mostrava più attento del maestro alle aspirazioni europeistiche di varia provenienza più convinto di lui della necessità di unificazione per motivi economici meno preoccupato di lui per le divisioni fra cristiani mentre sturzo vedeva queste ultime come ostacolo insormontabile per una utile funzione del papa giordani esprimeva fiducia nei fermenti di ecumenismo allora in atto come sintomi di una nuova coscienza e si appellava al precedente significativo del protestante bismark il quale aveva chiamato come arbitro in una contesa internazionale proprio il papa 15 e spiegava come la sua proposta di affidare al papa una funzione in tale direzione non fosse affatto di sapore medioevale come temeva sturzo giordani aveva ben chiara la concezione della distinzione tra chiesa e stato era una distinzione che comportava da un lato l accettazione dell autorità morale ma non politica del papa e dei vescovi e dall altro la piena autonomia politica dei cattolici di fronte alla gerarchia come del resto aveva appreso nello stesso popolarismo tale distinzione l aveva anche teorizzata per conto suo in rivolta cattolica e in un articolo del 1925 di netta critica all idea di giuliotti di un impero teocratico mondiale 16 l aveva analizzata rifiutando il papato politicizzato nel neo-guelfismo di gioberti nel quadro di uno studio sui pionieri della democrazia cristiana elaborato nel 1924-1926 ma per la defunta libertà di stampa pubblicato solo vent anni dopo e la chiarirà ulteriormente nel1933 in segno di contraddizione 17 dal 1925 l anno di parte guelfa ad oggi si sono verificati vari 14 leuera di luigi sturzo a igino giordani de/28 giugno 1925 in carteggio pp 45-46 15 igino giordani gli stati uniti d europa e il papato in parte guelfa 1925 n 2 p 2 e n 4 p 3 si tratta della contesa tra germania e spagna sulle isole caroline risolta con l arbitrato di leone xlii 1885 16 l giordani giuliotti imperialista cauolico il popolo 15 marzo 1925 17 ho analizzato i vari risvolti di questo delicato problema nel mio dalla rivolta cattolica alla rivoluzione cristiana in t so rgi giordani politica e morale cit pp 22 1-253 si veda in particolare il par con gioberti no pp 240-245 8

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eventi e sono oggi in atto interventi e tendenze di fronte ai quali gli atteggiamenti e le intuizioni di quegli anni di un giordani politico idealista e profeta della politica si dimostrano sorprendentemente anticipatori e annunziatori di sviluppi storici che un politico troppo razionale e realista come sturzo giustamente allora era tenuto ad escludere la diversità di opinioni su tale problema non turbò minimamente l amicizia profonda fra i due il rispetto di giordani per sturzo e la stima di questi per lui ambedue uomini liberi di libertà interiore nella quale la purezza delle idee alimentava il calore dei rapporti 6 dopo la morte di sturzo dopo la partenza di don luigi per la sede eterna il ricordo e la venerazione di giordani per lui sono rimasti costanti anzi affinati in una rimeditazione quale risulta da molti suoi scritti da essi mi sembra opportuno richiamare tre momenti significativi per comprendere meglio le molteplici dimensioni della sua valutazione verso la nobile e grande figura del maestro ed amico a un primo momento primo non per ordine cronologico lo trovo in un articolo del 1972 in cui giordani rievoca la conoscenza da lui fatta di tre sacerdoti tutti di elevata intelligenza ma con uno sviluppo di idee e di vita tanto diverse sturzo murri buonaiuti li ho conosciuti così 18 prendo solo un brano che contiene un giudizio esaltante per don luigi e poi un rapido essenziale confronto con il suo coetaneo ed amico murri sturzo s è rivelato il più grande genio politico italiano di questo secolo murri annullò la sua opera ribellandosi alla chiesa sturzo salvò l ideale e le realizzazioni iniziate con la sua condotta che ridiede ai cittadini cattolici italiani un posto di prim ordine nella sfera politica a pochi anni di distanza b trovo un altro momento in quest altro articolo scritto poco dopo la morte di sturzo come cittadino era puro e colto povero e dritto dalla coscienza libera per essa si guadagnò la stima anche degli avversari vero prete solo prete tuttavia nessuno quanto lui che 18 articolo pubblicato in città nuova 1972 ,23 p 18 9

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visse solo di politica e in politica seppe tener distinte le mansioni della chiesa da quelle dello stato e a tal riguardo mi dava spesso opinioni e lezioni che mi facevano vedere la drammatica originalità del cristianesimo su questo punto era buono generoso con tutti e cordiale e comprensivo con noi giovani e pur ascoltando sulla mia bocca giudizi veementi e opinioni aggressive non pronunziò mai una parola di risentimento contro quegli antagonisti e si che l attacco dei fascisti e dei liberali e dei socialisti in certe occasioni era non di rado triviale offensivo egli sapeva compatire e sapeva perdonare contemplava la politica dall eterno vorrei dire dali altare mentre stava per concludersi il lungo esilio e s avvicinava il giorno del ritorno in italia mi scrisse da new york pregandomi di trovare un modesto alloggio a roma lo mi rivolsi alle canossiane e dissi loro la vostrafondatrice maddalena di canossa fu amica e in certo modo maestra ospitale e generosa di rosmini lei in qualche modo lo lanciò all apostolato rosmini era un grande sacerdote un grande filosofo e una grande mente politica don sturzo è il rosmini dei nostri tempi e dove meglio che in casa vostra potrebbe stare 19 qui c è forse l elogio più alto don sturzo è il rosmini dei nostri tempi c un terzo momento nel mio ordine non cronologico lo trovo in una pagina di città nuova del 1962 in un numero della rubrica che egli vi curava giorno per giorno riflette su due avvenimenti contemporanei l esecuzione capitale di eichmann il persecutore degli ebrei e la traslazione della salma di don sturzo da roma alla natia caltagirone e ne trae alcune considerazioni su due modi radicalmente diversi di concepire la vita e la politica parlando della concezione di sturzo sc1ive per lui la religione fu vita anche la politica per lui fu scala alla «vera vita» la vita soprannaturale intesa non come «una sovrapposizione accidentale alla vita di natura» 19 igino giordani don sturzo maestro e amico ci/là nuova 1959 n 15-16 p 3 10

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ma sono sue parole come «una vera trasformazione dell esistenza ed attività umana» per tal motivo studiando negli anni del lungo esilio la «sociologia del soprannaturale» egli aveva rilevato la «speciale vocazione » della politica negli stati dei paesi cristiani sturzo assegnava agli uomini moderni cristiani o no «tre grandi battaglie» superabili solo «con spirito profondamente cristiano» la prima contro lo stato totalitario lo stato di eichmann la seconda contro il capitalismo ateo «che perverte le funzioni del denaro a danno della comunità e delle classi disagiate » la terza «per una costruzione internazionale di giustizia e di pace che sia così forte da evitare ogni guerra» 20 7 conclusione il segreto della sua politica mi sembra opportuno riferire qualche altra valutazione di giordani sulla ricchissima figura di don luigi come uomo sacerdote politico teologo quasi nel tentativo di cogliere il punto centrale della visione che egli aveva dell amico e del maestro ancora nell articolo del 1962 continuando ad espone la concezione della religione come vita scriveva come riassumendo il frutto della sua esperienza a caltagirone a roma a londra e a new york,identificava la vita laforza del vivere con l amore e concludeva il cammino del cielo parte dall amore e arriva all amore l amore fa conoscere la realtà e la conoscenza di amore aumenta l amore stesso non c è altra via chi non ama rimane nella morte la vera vita è amore 21 ma l amore per sturzo come per giordani era ed è una realtà che tocca anche la politica e con l amore tutte le altre virtù connesse giordani di cui ho riportato poco fa una testimonianza sulla capacità sturziana di perdonare aveva già molti anni prima sottolineato la delicatezza e fortezza d animo di questo prete esposto alle dure prove della politica compresi i tradimenti e gli attacchi calunniosi delineandone un robusto ritratto in apposito capitolo di rivolta cattolica del 1925 dava questa testimonianza 20 igino giordani luigi sturzo ltll uomo per il quale la religione fu vita in giorno per giorno città nuol l 1962 12 p 13 i pensieri di don sturzo sono presi dalla sua opera la vera vita sociologia del soprannaturale new york 1943 tr it bologna 1960 pp 3 46 216-217 21 ibidem quesro pensiero di sturzo è in la vera vita cit p 24 1 11

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le accuse più villane hanno avuto la potenza di commuoverlo sino alle lagrime al pensiero di quanto sia capace l umanità degradandosi ma ha ringraziato dio che lo abbia fatto degno di soffrire per lui dalla sua educazione sacerdotale trae la forza per resistere e sorridere non reagisce mai non rileva mai una calunnia dei tradimenti dei molti amici candidati ai trenta denari si riconfortava nello studio della fede 22 il fatto centrale che a giordani interessava mettere in assoluto rilievo era l aver colto in sturzo il principio di base per il rinnovamento della politica il suo ricongiungimento con i valori spirituali e di questi egli lo vedeva non solo assertore ma primo e coerente testimone per sturzo l azione politica è in funzione dell elevamento morale si vale della politica per ricostruire i valori dello spirito sotto il cervello freddo dello statista è sempre il cuore appassionato del sacerdote 23 la continua frequentazione fra i due nella breve ma intensissima esperienza popolare dei primi anni 20 permetteva al giovane giordani più che ad altri di leggere in profondità nell animo di don luigi si da prepararlo a giungere con gli anni a comprendere finalmente il segreto della sua politica questo ce lo dirà nello scritto dell959 scoprivo in sturzo a un tempo lo statista e il prete lo statista più acuto dell epoca nostra e il sacerdote il quale pur donatosi alla politica per servire il popolo in questo settore desolato restava sacerdote solamente sacerdote che mirava alla meta del bene comune con la democrazia la libertà e la giustizia e insieme con la verità l onestà e l amor di dio più tardi doveva scrivere una sociologia del soprannaturale in cui è scoperto il segreto della sua politica incarnazione della sua teologia 24 a questo punto mi permetto proporre una spiegazione di questa lettura che giordani dà del segreto della politica di sturzo politi 22 igino giordani rivolta cattolica torino 1925 pp.l84-i86 23 ibidem pp 18i e 183 24 id don sturzo maestro e amico cit 12

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ca come incarnazione della sua teologia la mia lettura è questa egli ha ben colto il segreto dell amico perché quel segreto era anche il suo anche la sua politica ha avuto fin dall inizio una fondazione che pur con caratteristiche del tutto diverse e personali era decisamente teologica la cogliamo questa ispirazione teologica già nel suo leggere la maledizione della guerra come un tremendo ammonimento con cui dio vuoi farci scoprire il bisogno d amore tra le genti 25 e nel trovare fin dalle sue prime osservazioni sulla socialità la fondazione di ogni rapporto interumano in uno dei logia jesou vedesti il fratello vedesti il signore 26 cominciando con l applicarlo nella sua personale esperienza di trincea anche al cosiddetto nemico 27 e la pratica della politica nella rovenza delle dure lotte per la libertà gli si illuminava appunto per quel patire come un preludio di purgatorio e si domandava non sono forse i partiti la politica il nostro cilicio 28 con l andare degli anni la stessa concezione della politica gli si chiariva come carità in atto e la indicava certo come strumento del bene comune ma ancora di più per il cristiano come mezzo umano per arrivare a un fine divino e contribuire ad instaurare le cose anche terrestri in cristo 29 e poiché constatava quanto la realtà fosse desolatamente lontana da un ideale modello esortava i politici a prendere in considerazione anch essi i tre voti di povertà castità e obbedienza che caterina da siena consigliava a tutti i laici di osservare se non attualmente almeno nel santo desiderio 30 solo così avrebbero potuto redimere quell attività più di altre esposta alla corruzione e farne uno strumento di santità per sé e per il popolo 31 tutto questo non era una fuga dalla problematica concreta economica politica sociale ma la via per dare una anima alla democrazia 32 per infonderle quella intelligenza luminosa della carità 33 che per giordani coincideva con la razionalità 34 la 25 2 6 27 28 29 30 3 1 32 33 34 i volti dei morti ti voli 1919 pp 10-11 i detti di gesù in rivista di cultura letteraria scientifica economica roma 1922 p 201 rivolta cattolica 1925 p .2 ibidem pp 63-64 cristianizzare la politica pp 21 e 29 ibidem p 24 ib p 19 dare un anima alla democrazia la via 15 novemb re 1952 cristianizzare la politica ci t p 21 la via della ragione la via 29 gennaio 1949 n l 13

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