Etica, economia. e politica nel pensiero sturziano e nella 'caritas in veritate'

 

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Etica, economia. e politica nel pensiero sturziano e nella 'caritas in veritate'

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giovanni palladino etica economia epoutica nel pensiero sturziano e nella caritas in veritate ~

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giov ipalladi o a etica economia epolitica nel pen sturziano siero e nella caritas in veritate c entro i nternazionale s tudi luigi s turzo www.centrosturzo.it

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indice l inveritÀ,inveritÀ vi dico pag 4 2 l urlo di marx contro i potenti del mondo e il saggio consiglio di leone xiii per conseguire il bene comune pag 5 3 senza etica non esiste ragione politica nÉ ragione economica perchÉ ragioni prive di razionalitÀ pag 6 4 la politica corrompe e si corrompe se si immerge nell economia pag 8 5 la globalizzazione deve essere illuminata e sorretta da un alta coscienza morale dei suoi protagonisti pag 9 6 il capitalismo popolare nel pensiero di luigi sturzo pag 11 7 democrazia politica e democrazia economica pag 13 8 pericoli del capitalismo anonimo e irresponsabile pag 15 giovanni palladino 1941 figlio del prof giuseppe 1908-1994 che fu uno dei tre esecutori testamentari di don luigi sturzo 1871-1959 è dal 1996 presidente del c.i.s.s È stato amministratore delegato di studi finanziari spa gruppo imi-fideuram e direttore dell area finanza e diritto d impresa della confmdustria dal 1999 è amministratore unico di motivazione sas una società di consulenza per il settore dei servizi finanziari e previdenziali È autore di fondi comuni mobiliari 1983 -ed buffetti i fondi pensione verso il 2000 1989 ed sole 24 ore non vivrai di solo inps 2000 ed sole 24 ore le pensioni domani si salvi chi può 2004 ed rubbettino la vera verità sulle pensioni 2006 ed rubbettino 3-

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etica economia e politica nel pensiero sturziano e nella caritas in veritate l in veritÀ in veritÀ vi dico don luigi sturzo nacque nel 1871 ossia 56 anni prima di benedetto xvi ma fra i due questa distanza temporale si annulla quando si analizza il loro pensiero il motivo è semplice entrambi hanno capito e assimilato molto bene le tante verità del vangelo e le hanno sapute coniugare in modo mirabile per mostrarci quanto sia importante per tutti il libro più famoso del mondo ma la storia degli ultimi 20 secoli purtroppo ci dice anche che il vangelo è forse il libro meno compreso dal mondo soprattutto nei piani alti della società di qui la necessità di ascoltare e approfondire la testimonianza di fede di personaggi come joseph ratzinger e luigi sturzo nel vangelo spesso gesù inizia una parabola o un affermazione con queste parole in verità in verità vi dico come se volesse dirci attenti ascoltatemi bene ben sapendo che le sue verità avrebbero trovato molti ostacoli nell essere capite e acquisite dagli uomini il che può sembrare paradossale perchè le verità rivelate nel vangelo hanno come obiettivo il miglioramento della nostra salute fisica e spirituale benedetto xvi e don sturzo come tanti altri cristiani che amano sinceramente dio e il loro prossimo hanno capito l importanza di rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena comprensione del vangelo cosicchè un numero crescente di persone possa vivere in maniera umana e non disumana la vita dovrebbe essere un dono non una condanna eppure è tragico constatare quanti condannati alla vita vi sono stati negli ultimi 20 secoli nonostante le tante verità a difesa della vita umana contenute nel vangelo e una tragedia causata da un difetto di amore verso dio e verso il nostro prossimo è una tragedia che ha origine nei piani alti del mondo politico ed economico popolato spesso da persone incapaci di testimoniare la grande validità e funzionalità delle verità evangeliche questa è una testimonianza che richiede grandi doti di servizio nell esercizio del potere invece attraverso i secoli dal vertice giù per li rami è spesso scesa più testimonianza di male che non di bene con le pessime conseguenze che i libri di storia ci raccontano d altronde gesù ci aveva messi in guardia dai comportamenti di coloro che stanno al vertice della società e che si autodefiniscono benefattori infatti nel corso dell ultima cena egli avvertì gli apostoli e quindi tutti noi dicendo l re delle nazioni le governano e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori per voi però non sia così chi è il più grande fra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve infatti chi 4-

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è più grande chi sta a tavola o chi serve non è forse colui che sta a tavola eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve luca 24-27 questo avvertimento sul cattivo uso del potere da parte dei cosiddetti benefattori cattivo uso del potere dovuto a mancanza di spirito di servizio ha spinto uomini di vera fede come benedetto xvi e don sturzo a sostenere che la caritas in veritate rappresenta l ossigeno più vitale che possa respirare un essere umano e quindi un ossigeno con qualità che vanno spiegate e chiarite di continuo per essere utilizzate con convinzione dagli esseri umani leggete cosa ha scritto don sturzo nel suo libro più bello per altezza spirituale la vera vita sociologia del soprannaturale la verità libera dall errore dal male dalle deviazioni l amore ci eleva sopra noi stessi nella comprensione degli altri come potrebbe il nostro spirito vivere della verità e dell amore senza libertà interiore come senza libertà potrebbe il tesoro di verità e di amore essere riversato nella società per don sturzo la verità e l amore vanno quindi cercati e conquistati se mancasse la libertà egli ci ricorda non ci sarebbe nè la ricerca della verità nè la congiunzione per amore non ci sarebbe vita una forza deterministica fatale che si esercitasse su di noi non sarebbe un contatto di spirito fra noi e la divinità ma una volta realizzato questo contatto con dio il dovere di ogni cristiano è di collaborare alla testimonianza della verità tale testimonianza si incentra in cristo posto al centro della storia umana 2 l urlo di marx contro i potenti del mondo e il saggio consiglio di leone xiii per conseguire il bene comune purtroppo negli ultimi 20 secoli al centro della storia umana abbiamo visto soprattutto i benefattori ossia i re gli imperatori i principi i baroni i duchi i conti i marchesi tanto è vero che la carta geografica per lungo tempo era suddivisa in regni imperi principati baronati ducati contee marchesati era cioè dominata dai riferimenti alle cariche politiche dei potenti di turno e il mondo era popolato da sudditi piuttosto che da persone libere le guerre ricorrenti non avevano alcuna funzione sociale positiva ma solo la funzione privata negativa di aumentare il potere dei governanti più forti e della loro ristretta corte in tale contesto storico dove la povertà diffusa e la conseguente ingiustizia sociale erano l evidente segnale della mancanza di amore verso dio e verso il prossimo era obiettivamente difficile testimoniare le verità evangeliche tanto che a un certo punto carlo marx urlò contro i potenti del mondo ma la sua proposta risanatrice fu giudicata da leone xiii come peggiore del male che voleva curare perchè avrebbe portato a un inasprimento del 5-

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conflitto fra le classi e a un peggioramento delle condizioni economiche dei sudditi di uno stato onnipotente fu proprio con la rerum novarum nel1891 che iniziò l interesse della chiesa per la questione operaia più tardi chiamata questione sociale leone xiii nel lanciare il famoso auspicio tutti proprietari non tutti proletari era convinto che solo con la stretta alleanza fra capitale e lavoro si sarebbe un giorno arrivati a una maggiore giustizia sociale riporto un passo importante di quell enciclica la concordia fa la bellezza e l ordine delle cose mentre un perpetuo conflitto fra capitale e lavoro non può che dare confusione e barbarie ora a pacificare il dissidio anzi a svellerne le stesse radici il cristianesimo ha dovizia di forza meravigliosa mai nel passato la chiesa si era occupata di un simile problema anche perchè il papato fu distratto per secoli dal potere temporale e per secoli il problema della povertà diffusa fu considerato come irrisolvibile così va il mondo si diceva chi nasce povero morirà povero e chi nasce ricco morirà ricco peccato che i poveri erano da sempre la massa mentre i ricchi erano da sempre una ristretta minoranza era allora inconcepibile un discorso sull etica in economia o sull etica in politica a fare scuola era da sempre il cinico esempio del principe di machiavelli anche se dal xiii secolo la scuola dei canonisti cercò di far capire quanto fosse importante per il bene comune l uso produttivo del capitale forse dovremmo ringraziare marx perchè con la sua disastrosa utopia ha finalmente stimolato la chiesa a reagire e la reazione fu soprattutto dei giovani sacerdoti come luigi sturzo che compresero gli effetti benefici della rivoluzione pacifica proposta da leone xiii che fra l altro invitava il clero a uscire dal chiuso delle sacrestie per portare all aria aperta nel vivo della società il messaggio di cooperazione e di collaborazione fra i ricchi e i proletari cioè fra il capitale e il lavoro 3 senza etica non esiste ragione politica nÉ ragione economica perchÉ ragioni prive di razionalitÀ fu in quel momento nell ultimo decennio del xix secolo che si iniziò a capire che si stava avvicinando la fine della lunga epoca delle monarchie delle aristocrazie delle oligarchie ossia del governo dei pochi a vantaggio di pochi e che il futuro sarebbe stato del popolo e della democrazia nacque in quegli anni il movimento della democrazia cristiana e nel1899 leone xiii espresse una speranza se la democrazia cristiana sarà veramente cristiana essa farà molto bene all italia e al mondo 6-

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questo sostegno del papa alla cristianizzazione della politica e dell economia infiammò l animo del giovane sturzo che iniziò subito ad aiutare i deboli non regalando a loro il pesce ma insegnando come usare la canna da pesca fuor di metafora iniziò a fonnare cooperative di lavoro cooperative di produzione cooperative di consumo e fondò persino una banca in funzione anti-usura per aiutare i braccianti e gli artigiani a diventare piccoli imprenditori e svolgendo da sacerdote questa funzione altamente sociale capì presto un principio che non lo abbandonò mai nel corso della sua lunga vita un regime politico o un sistema economico che non consideri come valore fondamentale essenziale l integrità morale dei suoi protagonisti prima o poi è destinato a crollare nessuna società o comunità o impresa può reggere a lungo al continuo urto dell irrazionalità e dell immoralità di chi la guida se la politica e l economia calpestano l etica non hanno alcun diritto di chiamarsi ragione politica e ragione economica in realtà si tratta di politica e di economia prive di ragione ossia prive di razionalità e prima o poi sono destinate a inciampare nella loro irrazionalità e immoralità ed è così che i mali della società si rinnovano e si perpetuano i mali della società diceva con convinzione don sturzo si correggono solo se è la ragione morale a condizionare e a guidare la ragione politica e la ragione economica entrambe devono servire la società e nori servirsi della società qui risuona alto l avvertimento di gesù nell ultima cena chi è il più grande fra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve in definitiva il più grande obiettivo di don sturzo è stato quello di far capire quanto sia importante per il bene della società innanzitutto l alleanza dell uomo con dio e poi l alleanza dell uomo con l uomo per raggiungere quella concordia che fa la bellezza e l ordine delle cose come auspicava leone xiii nella rerum novarum e quando don sturzo sulle ali del grande successo della sua azione sociale fu eletto a furor di popolo pro-sindaco di caltagirone carica che mantenne per ben 15 anni iniziò a curare anche l alleanza fra il capitale e il lavoro con una serie di iniziative che cointeressavano i lavoratori alla buona salute delle imprese e nella sua grande umiltà quando riceveva complimenti per l ottimo lavoro svolto alla guida amministrativa di caltagirone rispondeva non è farina del mio sacco devo tutto al vangelo e alla rerum novarum così dicendo egli considerava il vangelo e la dottrina sociale della chiesa come fattori fondamentali per lo sviluppo morale ed economico della società nel lavorare con questa preziosa farina egli toccava con mano che i principi e i valori cristiani calati e applicati nel concreto della società funzionavano ma fuori da questa esperienza positiva lontano da caltagirone il mondo stava impazzendo e si avviava verso l inutile strage della prima guerra mondiale alla 7-

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fine della guerra fra le macerie fisiche e morali di tanti ecco che l ottimismo cristiano di don sturzo puntò alla rinascita del paese con la fondazione del partito popolare italiano il famoso appello sturziano a tutti gli uomini liberi e forti mirava a riformare l organizzazione dello stato e dell economia dando meno poteri gestionali a roma più autonomia agli enti locali e maggiore importanza al settore privato riconosceva infatti la grande importanza della libertà d insegnamento e quindi l esistenza della scuola privata e il predominio in economia dell impresa privata tanto che nel1920 don sturzo ispirò la redazione di un disegno di legge per la partecipazione dei lavoratori agli utili e al capitale delle imprese ma il generoso sforzo riformatore del sacerdote di caltagirone trovò presto l opposizione delle forze conservatrici e la violenza fascista lo costrinse all esilio per ben 22 anni l esilio gli salvò la vita e gli offrì l opportunità di studiare meglio e approfondire i problemi del tempo pur continuando a combattere sempre con la sua penna in difesa degli ideali di giustizia e di libertà ossia in difesa degli ideali cristiani 4 la politica corrompe e si corrompe se si immerge nell economia tornato in italia nel 1946 egli riprese subito la sua battaglia per contribuire a realizzare l auspicio di leone xiii del1899 se la democrazia cristiana sarà veramente cristiana essa farà molto bene all italia e al mondo in uno dei suoi primi articoli nell ottobre del 1946 intitolato moralizziamo la vita pubblica egli scriveva quanto più accentrato è il potere e quanto più larghi sono gli afflussi del denaro nell amministrazione pubblica tanto più grandi sono le tentazioni di qui la grande avversione di don sturzo per lo stato imprenditore per lo stato banchiere per lo stato assicuratore egli era convinto che quanto più l economia finisce nelle mani dello stato tanto più la politica corrompe e si corrompe con gravi danni per le imprese private che per funzionare bene hanno bisogno di uno stato che faccia soprattutto l arbitro e non anche il giocatore se ricopre entrambi i ruoli lo stato fmisce per arbitrare male e giocare male non vi è dubbio che l origine dell attuale decadenza morale politica ed economica dell italia affondi le sue radici in quanto è avvenuto a partire dalla seconda metà degli anni 50 con l inizio della grande ascesa dello stato tuttofare la dura battaglia di don sturzo contro le tre malebestie lo statalismo la partitocrazia e lo sperpero del denaro pubblico è stata purtroppo perduta ma la maggioranza degli italiani si augura che in futuro la guerra possa essere vinta dopo aver constatato quanti danni le tre malebestie hanno prodotto negli ultimi 50 anni 8-

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alla conclusione di questa guerra ci incoraggia lo stesso don sturzo che scrisse il seguente ammonimento nel suo ultimo articolo intitolato guarda caso economia e moralità la colpa più grave degli individui e dei nuclei umani sarebbe quella di non avere fiducia di poter superare il male con il bene il che sarebbe l indice della mancanza di fiducia nella libertà dono di dio e della mancanza di fiducia in dio stesso donatore di ogni bene 5 la globalizzazione deve essere illuminata e sorretta da un alta coscienza morale dei suoi protagonisti a incoraggiarci in questa guerra è anche benedetto xvi che nella sua ultima enciclica ha modemizzato il tema etica ed economia tanto caro a don sturzo questi partiva dalla rerum novarum del1891 in un contesto di generale povertà mentre l attuale pontefice è partito dalla populorum progressio di paolo vi enciclica pubblicata nel1967 in un contesto storico migliorato sotto il profilo economico ma ancora con tanta strada da fare per vedere lo sviluppo diffuso fra tutti i popoli la caritas in veritate si può dire figlia della globalizzazione fenomeno che benedetto xvi giudica positivamente perchè esso è stato il principale motore per l uscita dal sottosviluppo di intere regioni e rappresenta per sè una grande opportunità ma allo stesso tempo il papa ci avverte che senza la guida della carità nella verità questa spinta planetaria può concorrere a creare rischi di danni sconosciuti finora e di nuove divisioni nella famiglia umana per questo la carità e la verità ci pongono davanti a un impegno inedito e creativo certamente molto vasto e complesso si tratta di dilatare la ragione e di renderla capace di conoscere e di orientare queste imponenti nuove dinamiche animandole nella prospettiva di quella civiltà dell amore il cui seme dio ha posto in ogni popolo in ogni cultura la globalizzazione ha quindi bisogno di essere illuminata e sorretta da un alta coscienza morale dei suoi protagonisti cioè deve essere ben gestita da uomini retti lo sviluppo diffuso e di lunga durata è impossibile secondo il santo padre senza uomini politici e operatori economici che vivano fortemente nelle loro coscienze l appello del bene comune qui risuona di nuovo l avvertimento di gesù nel corso dell ultima cena nonchè il pensiero sturziano sulla necessità di subordinare la ragione politica e la ragione economica alla ragione morale benedetto xvi sottolinea con forza che la sfera economica non è nè eticamente neutrale nè di sua natura disumana e antisociale ma ha un gran bisogno di essere assoggettata al giudizio dell etica per il suo corretto funzionamento 9-

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la caritas in veritate fa capire con chiarezza che se nel mondo dovesse aumentare anzichè diminuire lo squilibrio tra paesi ricchi e paesi poveri svanirebbe il risultato virtuoso atteso dalla globalizzazione cioè l integrazione pacifica dell economia mondiale e l unificazione del mondo È nell interesse di tutti che si possa realizzare la profezia ut unum sint saremmo finalmente tutti uniti grazie a una più equa distribuzione dei beni della terra e alla creazione di strutture politiche ed economiche ispirate a giustizia per benedetto xvi l umanità potrà giungere al compimento di questo miracolo se lo sviluppo economico si accompagnerà allo sviluppo umano inteso come sviluppo delle menti dare a tutti buona istruzione e buona cultura e come sviluppo delle coscienze e della responsabilità personale far capire non solo che il crimine non paga ma anche che l etica conviene È chiaro che per il santo padre è vano puntare solo sullo sviluppo di tipo quantitativo se a questo non si accompagna anche uno sviluppo qualitativo dell uomo perchè alla resa dei conti è dall abbondanza di questa qualità che poi dipenderà la crescita di quella quantità e la sua stessa buona gestione in questa enciclica uno spazio notevole è dato dal papa all economia di comunione e al settore del non profit per far capire che il dio profitto non è affatto una divinità ma solo una bussola e un metro di valutazione dell attività imprenditoriale ma la società civile ha bisogno anche di una economia del dono ossia di una economia capace di dar vita a imprese ispirate al principio della solidarietà e capaci di creare socialità vinta la sfida con l economia marxista che annullava la dignità della persona umana privando la della sua libertà e quindi della sua capacità creativa l economia capitalista deve ora vincere la sfida con se stessa migliorando soprattutto la qualità dei suoi protagonisti ossia di chi ha avuto la responsabilità di operare ai piani alti per far questo disse leone xiii il cristianesimo ha dovizia di forza meravigliosa sono significativi a tal proposito un famoso invito-esortazione e un ammonimento di don sturzo che purtroppo non sono serviti a far riflettere tanti cattolici che hanno operato nei piani alti della società ma che mi auguro possa servire oggi e domani la missione del cattolico in ogni attività umana politica economica scientifica artistica tecnica è tutta impregnata di ideali superiori perchè in tutto ci si riflette il divino se questo senso del divino manca tutto si deturpa la politica diviene mezzo di arricchimento l economia arriva al furto e alla truffa la scienza si applica ai forni di dachau la filosofia al materialismo e al marxismo l arte decade nel meretricio non sembri strano anche in tali decadenze potrà mostrarsi qualche barlume di verità qualche sollecitazione alla speranza qualche soffio di amore perchè l uomo anche il più depravato o il più insensibile ai valori spirituali ha un anima che può rivelarsi tale se arriva in contatto con un altra anima che porta in sé il soffio della verità e dell amore io-

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da uomini di grande fede come benedetto xvi e don sturzo ci giunge non il soffio ma il benefico vento della verità e dell amore ma è vero che talvolta è sufficiente anche solo un soffio per fare del bene al prossimo tanto è potente quell ossigeno rigeneratore composto dall unione dell amore con la verità È una unione che non dovremmo mai stancarci di viverla e di promuoverla 6 il capitalismo popolare nel pensiero di luigi sturzo secondo il dizionario palazzi il capitalismo è un sistema politico-economico caratterizzato dalla separazione tra classe detentrice dei mezzi di produzione e classe lavoratrice a conferma di questa interpretazione lo stesso dizionario precisa che capitalista è chi detiene i mezzi di produzione chi appartiene alla borghesia imprenditoriale persona ricca e all estremo opposto della classe sociale pone il nullatenente il proletario con tali definizioni sembra che il tempo si sia fermato alla prima metà del xix secolo quando la tradizionale separazione tra capitale e lavoro determinò condizioni di vita talmente tragiche e ingiuste per la maggioranza dei lavoratori da motivare come prima abbiamo ricordato il famoso urlo di marx dapprima con il suo manifesto 1848 e poi con la sua opera più famosa il capitale 1867 in estrema sintesi egli sosteneva che il benessere per tutti e quindi la giustizia sociale si potevano realizzare solo con l abolizione della proprietà privata e con il passaggio di ogni potere politico ed economico allo stato a questa soluzione conflittuale si oppose la chiesa nel 1878 leone xiii condannò duramente l ideologia marxista con l enciclica quodapostolici muneris e poi nel 1891 confermò la condanna proponendo con la rerum novarum 1891 una soluzione non conflittuale e quindi cristiana per la questione operaia un passo fondamentale fu il seguente ultimi due paragrafi del n 9 dell enciclica nella presente questione operaia lo sconcio maggiore è questo supporre l una classe sociale nemica naturalmente all altra quasi che i ricchi e i proletari li abbia fatti natura a lottare con duello implacabile fra loro cosa tanto contraria alla ragione e alla verità che invece è verissimo che siccome nel corpo umano le varie membra si accordano insieme e formano quell armonico temperamento che chiamasi simmetria così volle la natura che nel civile consorzio armonizzassero fra loro quelle due classi e ne risultasse l equilibrio l una ha bisogno assoluto dell altra nè il capitale può stare senza il lavoro nè il lavoro senza il capitale la concordia fa la bellezza e l ordine delle cose mentre un perpetuo conflitto non può dare che confusione e barbarie ora a pacificare il dissidio anzi a svellerne le stesse radici il cristianesimo ha dovizia di forza meravigliosa e primieramente tutto l insegnamento cristiano di cui è interprete e custode la chiesa è potentissimo a conciliare e mettere in accordo fra loro i ricchi 11 -

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e i proletari ricordando agli uni e agli altri i mutui doveri incominciando da quelli che impone giustizia È probabile che questo sia stato uno dei passi della rerum novarum che il giovane luigi sturzo allora appena ventenne apprezzò maggiormente tanto da convincerlo che benessere e giustizia sociale si sarebbero potuti conseguire solo con la conversione del capitalismo ai valori e ai principi del cristianesimo una fede che si fonda sul duplice amore di dio verso gli esseri umani e di questi verso i loro simili non può che invitare alla massima concordia e intesa anche nel campo economico-sociale l etica cristiana dell economia si basa su questa santa alleanza fra capitale e lavoro senza la quale non può che prevalere l egoismo dei più forti e lo sfruttamento dei più deboli due mali contro i quali si scagliò marx purtroppo con la cura sbagliata leone xiii la definì una cura peggiore del male perché lo stato per voler fare giustizia avrebbe prodotto l ingiustizia dell abolizione del diritto di proprietà privata un diritto naturale che spetta a tutti gli uomini la sintetica e incisiva espressione di leone xiii in difesa e promozione dell iniziativa privata e quindi del diritto di proprietà privata non tutti proletari ma tutti proprietari rimase impressa nella mente del giovane sturzo che poi agì per tutta la sua vita in piena coerenza con questo principio-guida un principio espresso soltanto con sei parole ma che abbatteva d un colpo il monumentale impianto dottrinale di marx pertanto lo stimolo culturale e pedagogico della rerum novarum fu determinante nel motivare luigi sturzo all azione sociale avendo egli anche ottenuto il pieno appoggio del suo vescovo mons saverio gerbino che il 21 gennaio 1894 con la notificazione per la quaresima riaffermò la grande importanza dell enciclica leoniana infiammando nuovamente il giovane calatino ormai prossimo alla celebrazione della sua prima messa 19 maggio 1894 tutte le sue iniziative in campo sociale orientate all elevazione materiale e spirituale dei cittadini più deboli di caltagirone furono ispirate dai suggerimenti rivoluzionari di quell enciclica suggerimenti che invitavano anche il clero all azione diretta nella società res non verba era il motto preferito dal giovane sacerdote e in breve tempo egli si rivelò un efficiente promotore del principio che l unione fa la forza dando vita a cooperative di lavoro a cooperative di produzione a cooperative di consumo e addirittura alla costituzione di una cassa rurale in funzione anti-usura il capitalismo da sistema dominato dall egoismo dei potenti e dallo sfruttamento dei più deboli doveva trasformarsi in un sistema aperto a tutti partecipativo caratterizzato dalla stretta alleanza fra gli imprenditori e i lavoratori che finalmente non sarebbero più stati estranei ma cointeressati allo sviluppo e alla buona salute del capitale investito nelle imprese private prima del1891 il capitalismo non aveva bisogno di un aggettivo che lo qualificasse ossia che lo distinguesse dalla prassi del laissez faire laissez passer 12-

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