Inconciliabilità tra cristianesimo e marxismo nelle riflessioni del giovane Luigi Sturzo

 

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Inconciliabilità tra cristianesimo e marxismo nelle riflessioni del giovane Luigi Sturzo

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eugenio guccione inconciliabilitÀ tra cristianesimo emarxismo nelle riflessioni del giovane luigi sturzo c entro i nternazionale s tudi luigi s turzo www.centrosturzo.it

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indice l reazione all emergente socialismo pag 3 2 in applicazione del magistero pontificio pag 6 3 senza complessi di inferioritÀ pag 9 eugenio guccione è ordinario di storia delle dottrine politiche nell università di palermo e direttore scientifico della nuova serie della rivista quadrimestrale storia e politica edita dal dipartimento di studi europei dello stesso ateneo si è occupato del pensiero politico italiano e francese del xix e xx secolo con ricerche sul cristianesimo sociale sul cooperativismo sul federalismo e sul rapporto tra la cultura laica e il movimento cattolico nella sua produzione sono numerosi gli scritti dedicati a luigi sturzo e alle problematiche sturziane tra tutti vanno menzionati ideologia e politica dei cattolici siciliani da vito d ondes reggio a luigi sturzo palermo sao paulo 1974 la diarchia chiesa-stato in luigi sturzo milano 1981 scuola e libertà d insegnamento nel pensiero politico e sociale di luigi sturzo palermo 1985 luigi sturzo tra società civile e stato palermo 1987 cattolici e democrazia ventura murri sturzo e le critiche di gobetti palermo-sao paulo 1988 municipalismo e federalismo in luigi sturzo torino 1994 luigi sturzo in exile in the united states columbia university new york 1995 the concept of revolution in luigi sturzo florida state university 1995 le autonomie locali secondo luigi sturzo roma ciss 1997 da/federalismo mancato al regionalismo tradito torino 1998 politica e diritto tra fede e ragione torino 2001 luigi sturzo e la democrazia nella prospettiva del terzo millennio erice firenze 2000-2004

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inconciliabilitÀ tra cristianesimo e marxismo nelle riflessioni del giovane luigi sturzo l reazione all emergente socialismo la reazione all emergente socialismo il quale tra la fine del secolo xix e l inizio del xx si identificava sempre di più con l ideologia marxista fu immediata in seno al movimento cattolico italiano si trattò di una controffensiva con un duplice obiettivo evidenziare e contestare la fallacia di una dottrina carente di valori religiosi e morali e in pari tempo lanciare una sfida in campo pratico e offrire alla classe lavoratrice e ai meno abbienti in genere adeguate soluzioni ai loro problemi luigi sturzo assieme a romolo murri e a ignazio torregrossa fu certamente tra i più sensibili nel comprendere la gravità del nuovo pericolo per la chiesa e per la società egli sin dai primi anni della sua attività sociale volta a creare una coscienza cooperativistica tra i contadini tra gli artigiani e tra gli operai e ad assicurare una corretta gestione della civica amministrazione di caltagirone non trascurò mai di mettere in evidenza anche per scongiurare possibili cedimenti l antitesi esistente tra il cristianesimo e il marxismo non si lasciò sfuggire occasioni per insistere sulla necessità di una più coerente e incisiva azione dei cattolici nella vita pubblica italiana sia per rispondere al nuovo orientamento della santa sede sancito dalla rerum novarum di leone xiii sia per bloccare l avanzata dei socialisti che nel settentrione d italia così come nel meridione cominciavano a conseguire i primi successi tra i lavoratori delle fabbriche e delle campagne il giovane sacerdote siciliano d intesa con romolo murri avrebbe voluto dal pontefice «via libera» per organizzare un vero e proprio partito politico da contrapporre al socialismo e alliberalismo ma ripetutamente deluso a causa della permanenza in vigore del «non expedit» riuscì a superare i momenti difficili e ad attendere tempi migliori che come è noto giungeranno soltanto nel lontano inverno dell919 allorquando egli potrà dare vita al partito popolare italiano nelle sue crisi e nei suoi travagli provocati dalle incomprensioni degli amici e dalla ri 3-

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gidezza della gerarchia ecclesiastica nei confronti delle istanze dei primi democratici cristiani sturzo trovò di certo un freno nella sua naturale predisposizione al realismo ma ebbe una sicura guida nel fratello mario questi più anziano di lui di dieci anni e sin dal1903 ,vescovo di piazza armerina evitandogli di commettere qualche imprudenza alla maniera di murri influì molto nella sua formazione esisteva una simbiosi intellettuale tra mario e luigi era molto di più del comune naturale rapporto tra due fratelli a chi ha cercato di fare luce sulla figura e l opera dell uno e dell altro non è sfuggito il reciproco tentativo di integrazione culturale che successivamente si svilupperà attraverso una fitta e varia corrispondenza scambiata dal1924 al1940 È un carteggio che oltre a offrirei originali riflession di filosofia di storia di politica di letteratura e di vita quotidiana ci consente di scoprire nell intimità delle righe l affascinante dialogo di due anime protese ognuna nel proprio ruolo e nel proprio campo alla ricerca della verità e alla realizzazione del bene comune cfr l.sturzo-m.sturzo 1985 luigi sturzo tuttavia non rinunciò a partecipare tramite la sua attività pubblicistica al dibattito dell epoca sul problema della democrazia sulla relazione tra chiesa e politica e soprattutto sul rapporto tra cristianesimo e marxismo egli verificando alla luce della sua fede la validità dei principi cristiani attraverso la diretta esperienza di studioso di problemi sociali di cooperatore e di amministratore comunale elaborava soluzioni e teorie che riguardavano il vasto campo della vita pubblica su questa linea scopriva un essenza tipicamente cristiana nel concetto moderno di democrazia e nonostante qualche divergenza di tipo generazionale finiva per trovarsi d accordo con giuseppe toniolo nell affermare che una democrazia o è cristiana o non è vera democrazia» toniolo 1897 pp 325-369 a sturzo appena ventinovenne la democrazia cristiana appariva come un «sistema popolare di tutto l ordinamento della società riguardi esso la politica le leggi la economia la finanza» nel quale i diritti la libertà gli interessi del popolo debbono essere garantiti e tutelati dal popolo stesso «perché ognuno nella società deve avere il posto che gli compete in forza dei suoi diritti affinché si possa ottenere il benessere comune» l sturzo 1900 queste prime riflessioni rimaste alla base di tutta la successiva produzione scientifica consentiranno ad antonio palazzo giurista e attento studioso di sturzo di individuare un concetto di «democrazia industriale» nello statista cattolico a giudizio del quale «una democrazia moderna egli scrive deve considerare secondo il principio dell organicità sociale la rappresentanza dei portatori di interessi economici e come in politica il sistema democratico non può non essere che rappresentativo altrettanto va detto del sistema economico sanamente corporativo che deve essere anch esso libero e rappresentativo» a tal riguardo palazzo pone opportunamente l attenzione sulla «valenza» del termine «corporativo» precisando che «per sturzo la corporazione non è il semplice 4-

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corpo artigianale di medievale memoria ma «una rappresentanza organica di interessi assai complicati» e intende «per organizzazione corporativa l insieme di tutte le corporazioni nel loro reciproco influsso e nell organismo superiore che li rappresenta come un consiglio superiore dell economia» a palazzo 2004 p 748 il giovane sacerdote siciliano contestando il mito di una «società egualitaria» prospettato dai socialismi di ogni tempo rilevava una sostanziale differenza di base tra il progetto sociale in senso cristiano e quello socialista «l democratici cristiani egli annotava non fanno come i socialisti che promettono quasi il paradiso in terra lusingando il popolo essi riconoscono quel che si può e quel che si deve fare perché nonostante le disuguaglianze di ciascuno siano rispettati i diritti e i doveri che la natura e la civiltà elargiscono a tutti» l sturzo 1900 per sturzo è evidente che nella società esistono eguaglianze e disuguaglianze che sono determinate dalla natura e precisa che come uomini siamo tutti uguali tutti della stessa natura tutti con lo stesso fme tutti cogli stessi diritti e doveri che possiamo chiamare assoluti cioè indipendenti da qualsiasi diversità di condizioni tali sono per esempio il diritto a vivere il dovere di amarci scambievolmente» ma ciò non ci consente di andare oltre e di sostenere che gli uomini possano essere o diventare uguali per il resto perché egli continua «siamo disuguali in tutto ciò che chiamiamo relativo da cui nascono diversi diritti e doveri cioè l età l ingegno le forze le relazioni ecc onde in una famiglia il padre ha dei diritti e dei doveri diversi da quelli dei figli e così i governanti e i governati i maestri e gli scolari ecc » si deve a tali disuguaglianze a tali diversità se si raggiunge una certa armonia di rapporti nella società «che non potrebbe sussistere se tutti fossimo sotto ogni rispetto uguali e con uguali diritti» lvi ammesse la «uguaglianza assoluta» e le «disuguaglianze relative degli uomini» sturzo sostiene che la «società si basa sul principio che chi ha deve dare a chi non ha e chi può deve aiutare chi non può secondo la norma dei diritti e dei doveri di ciascuno e secondo il principio dell amore scambievole» lvi si ha con ciò il trasferimento o meglio la legittimazione in campo giuridico di un basilare principio evangelico quello del «quod superest date pauperibus» luca 11 41 che nell interpretazione sturziana non si traduce nel dare il superfluo a chi non ha ossia nel fare l elemosina ai poveri bensì nella condivisione dei beni quale esplicito dovere di ciascuno e ciò anche nel senso che il potere pubblico nel rispetto della libertà dell individuo altro fondamentale diritto da tenere in conto può e deve intervenire per un equa distribuzione della ricchezza cfr a palazzo 1982 pp 134-162 È questa agli occhi di sturzo l unica soluzione possibile della questione sociale al di fuori della quale si sconfina nell utopia ecco perché denuncia l inganno dei socialisti che promettono «il paradiso in terra» 5-

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si avverte in tale sua critica il riecheggiamento di talune teorie di antonio rosmini che aveva trovato «marcate venature di utopismo e di perfettismo nel socialismo e nel comunismo del suo tempo» u muratore 2002 p 139 il filosofo roveretano aveva messo in guardia sul rischio che quelle dottrine sebbene rivendicassero la libertà dei popoli e i diritti dell uomo lasciavano correre perché se messe in pratica finivano inevitabilmente per generare assolutismo e tirannide cfr a rosmini 1978 pp 89-116 l influenza rosminiana sembrerebbe palese su luigi sturzo ma a tutt oggi non è stato possibile accertarla per mancanza di sicure tracce documentarie molto probabilmente da lui mai lasciate poiché allora negli ambienti ecclesiastici intransigenti erano guardati con sospetto coloro che si accostavano o semplicemente si limitavano a leggere rosmini delle cui opere il sant uffizio nel dicembre del 1887 aveva condannato ben quaranta proposizioni michele pennisi oggi tra i vescovi italiani uno dei più impegnati nello studio e nella propagazione delle teorie sturziane senza escludere una possibile influenza del filosofo roveretano sul giovane studioso calatino ne rileva piuttosto gli interessi per la dottrina scolastica e aggiunge che il «neotomismo in quegli anni costituì la base ideologica a cui fecero riferimento i promotori del movimento cattolico sociale siciliano da mons blandini ai fratelli sturzo da mangano a torregrossa da lo cascio ad altri esponenti del cosiddetto gruppo palermitano » m pennisi 1982 p 47 2 in applicazione del magistero pontificio a scanso di equivoci e nel fondato timore che il termine «cristiana» accoppiato a «democrazia» possa creare confusione magari con anacronistici risvegli clericali sturzo è solito insistere sulla netta distinzione tra la chiesa quale «società soprannaturale» e la democrazia cristiana quale corrente di opinione o quale eventuale partito di cattolici la democrazia cristiana insomma in nessun modo si identifica con la chiesa «è questo che ha voluto chiaramente far conoscere precisa sturzo la santa sede negli ultimi suoi documenti» l sturzo 1961 pp 21 tra tali documenti va tenuto in massimo conto la graves de communi re promulgata il 18 gennaio 190 l con l esplicita denominazione lettera enciclica sulla democrazia cristiana tramite la quale leone xiii seppure non contrario all uso di quei termini per segnare l azione popolare dei cattolici si preoccupava di precisare che «non sia lecito di dare un senso politico alla democrazia cristiana» e di conseguenza di fame un partito e ne spiegava la ragione «perché sebbene la parola democrazia chi guardi alla etimologia e all uso dei filosofi serva a indicare una forma di governo popolare tuttavia nel caso nostro smesso ogni senso politico non deve significare se non una benefica azione cristiana a favore del popolo» 6-

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sturzo in piena sintonia con la parola del pontefice sostiene che la democrazia cristiana se non coincide con la chiesa «invece è un effetto degli insegnamenti sociali della chiesa effetto il cui campo di operazioni diretto è la vita sociale il cui obiettivo specifico è la lotta contro gli altri partiti sociali per il trionfo della vera giustizia i cui caratteri generali sono indicati dalla chiesa docente per la pacificazione delle classi sociali i cui mezzi sono le attività di vita pubblica nell ambito delle libertà civili nello sviluppo del pensiero naturale illuminato dalla fede nello svolgimento dei criteri economici amministrativi legislativi sociali in tutte le appartenenze della vita umana» sturzo 1961 p 21 il sacerdote calatino molto tempo dopo nel ricordare l intervento del papa scriverà «sembrò a molti un brusco cambiamento da parte dello stesso pontefice la pubblicazione dell enciclica graves de communi con la quale pur permettendo che certe organizzazioni cattoliche mettessero per titolo e per programma la democrazia cristiana ne toglieva ogni significato politico il nuovo intervento mirava ad impedire che l azione cattolico-sociale divenisse un movimento politico in nome della chiesa democrazia volere o no significa governo di popolo tanto più che in quel momento non solo gli stati europei non erano democratici ma la classe politica dirigente era contraria alla democrazia» sturzo 1948 pp 10-11 il magistero della chiesa sui problemi sociali è appreso e praticato da sturzo in senso strettamente leoniano così come il pontefice lo aveva esplicato nella rerum novarum e in altri suoi interventi tanto da essere considerato come una sicura salvaguardia a vantaggio dei fini della democrazia cristiana e contro le insidie delliberalismo e soprattutto contro gli irreparabili errori del socialismo che ormai si presentava e si propagava nella sua più temibile forma di «socialismo scientifico» il male del marxismo secondo il sociologo cattolico «non consiste nelle giuste rivendicazioni popolari sia nel campo economico sia nel sociale e politico» siffatte rivendicazioni fra l altro sono pienamente condivise dal cristianesimo il male invece è in quei fini utopistici «a cui il materialismo economico e sociale e la lotta di classe cardini del socialismo porteranno tutta la classe operaia» il sospetto di un possibile inganno perpetrato dai socialisti a scapito dei lavoratori è manifesto nelle parole del giovane sturzo il quale con sorprendente preveggenza così amaramente prosegue la classe operaia «non solo arriverà alla giusta intiera razionale e organica rivendicazione dei suoi diritti ma nella demoralizzazione crescente segnerà un nuovo e peggiore decadimento una nuova e più profonda crisi dei rapporti etico-sociali-economici dell umanità intiera» sturzo 1961 pp 139-140 egli è convinto che si andrà oltre perché il disordine intaccherà anche la sfera dello spirito a grave detrimento dell umanità «e la vita religiosa dei popoli 7-

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egli scrive sarà contrastata e turbata da un nuovo e più intenso pervertimento delle anime e da una apostasia sociale della religione da parte del nuovo elemento ricostituivo della società il proletariato universale» in lui date le premesse c è la consapevolezza di trovarsi di fronte a un evento ineluttabile tanto da dovere annotare che «tali effetti perniciosi non sono sogni di pessimista o di febbricitante ma deduzioni positive dai fenomeni della vita sociale d oggi e dal continuo decadimento della vita cristiana dell operaio che spinto da necessità o da ambiente si ascrive al partito socialista» lvi p 140 sturzo faceva queste considerazioni nel1901 allorquando si era ben lontani dall immaginare le funeste conseguenze che sarebbero scaturite dall instaurazione dei regimi comunisti in alcune parti del mondo in cui la classe operaia diventata preda dei partiti marx.isti sarebbe stata malgrado tutto falsamente ritenuta per alcuni decenni all avanguardia del progresso economico e dell emancipazione sociale la maggior parte dei cattolici a giudizio del sacerdote calatino a causa del perdurare dell «inerzia» e della «fiacchezza dei sentimenti cristiani» non sarebbe stata capace di ostacolare l ondata comunista i risultati di un trentennio di attività del movimento cattolico appaiono deludenti a sturzo «poco popolari nella rigenerazione della vita religiosa privata e pubblica e abbastanza empirici o limitati nello svolgimento economico-sociale» sicché è facile constatare che il popolo «immiserito insidiato ingannato corre verso il socialismo il quale lo attira nelle sue spire vorticose per mezzo di una organizzazione sociale-popolare o di classe» la preoccupante realtà porta il giovane prete «all evidente conclusione che bisogna risolvere urgentemente e con larghezza di vedute la questione di una organizzazione cattolica la quale valga a porre l azione nostra per una via popolare e sociale e sia atta ad attirare intieramente il popolo nella vita religiosa individuale e sociale e a risolvere i problemi che agitano tutta la vita della civiltà dell epoca» ibidem È siffatto stato di cose che spinge sturzo a «uscire dalla sacrestia» acco gliendo l invito di leone xiii e a scendere in campo prodigandosi a favore dei meno abbienti egli nel rivolgersi al popolo dà priorità al fattore religioso e morale ritenendo l uno e l altro fondamentali ai fini di una vera emancipazione sociale ma contemporaneamente insiste sulla necessità e sull urgenza che il movimento cattolico «pur tenendo a base o come fme ultimo la religione dovrebbe mirare come a suo oggetto immediato a tutte le condizioni economiche sociali e politiche della classe operaia» occorre infatti che «da una parte si rivendichino i giusti diritti si tutelino gli interessi si promuovano i miglioramenti degli operai e dall altra si preservino le classi popolari dalle insidie morali religiose ed anche economiche del socialismo» un attività da mettere subito in moto con un fine ben preciso «per potere in un futuro avvenire avviare la questione sociale alla sua naturale e cristiana soluzione» lvi pp 140-141 8-

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3 senza complessi di inferioritÀ il socialismo a giudizio di sturzo deve essere valutato sotto il duplice aspetto storico e logico dal punto di vista storico «esso servirà a dare i più fieri colpi all attuale società liberale fondata sull ingiustizia per farla precipitare dal falso trono dove è stata posta» il suo «quarto d ora durerà poco o molto lascerà tracce più o meno durevoli secondo la preparazione e la resistenza dei cattolici» a questo punto il giovane sacerdote sente il bisogno di specificare il concreto significato che egli intende dare al termine resistenza e così immediatamente prosegue «e quando dico resistenza non intendo parlare di qualsiasi resistenza ma di quella che si attua nel campo sociale e politico ]» dunque resistenza piena a trecentosessanta gradi e c è una sostanziale motivazione in tale decisa presa di posizione calcolata dal punto di vista logico «perché sturzo scrive esplicitamente il socialismo è l opposto e l antitesi del cattolicesimo sociale o democrazia cristiana» lvi p 173 egli non ha dubbi di sorta cristianesimo e marxismo sono inconciliabili si rinnegano a vicenda come dire che logicamente non esiste una possibilità di sintesi tra l uno e l altro un loro incontro «si esclude senza discussione» l sturzo 1902 sarebbe in effetti contro lo stesso spirito e la stessa finalità delle loro dottrine e nessuno dei due potrebbe essere utilitaristicamente interessato a sollecitarlo esiste netta e totale divergenza nella loro rispettiva visione della realtà per sturzo il «problema sociale posto avanti dalla logica inesorabile dei due fatti storici è questo se la società debba essere organica o disorganica libera o schiava secondo natura o contro natura» in tutto il resto al di fuori di ciò «vi possono essere transazioni coincidenze ripercussioni accordi non mai in questo punto cardinale onde il cozzo formidabile e necessario tra le due formule sarà il fenomeno della società avvenire» sturzo 1961 pp 173-174 da qui l esigenza avvertita dal giovane sturzo di organizzare le classi lavoratrici per la realizzazione di un ordine sociale autenticamente cristiano un partito di cattolici potrebbe costituire il mezzo più idoneo per raggiungere l agognata meta ma le circostanze politiche causate dalla tensione tra la chiesa e lo stato non gli consentono ancora di creare una forza parlamentare ciò comunque non significa che egli sin dai primi anni della sua attività in seno all opera dei congressi e ai circoli democratici cristiani non abbia una chiara visione ideologica e organizzativa di quello che dovrebbe essere un partito di cattolici anche perché l esperienza calatina gli dà occasione di dare vita e struttura a un efficace apparato politico e di partecipare alle elezioni amministrative cfr e guccione 20 l 0 pp 32-44 i lineamenti del futuro partito così come va maturando nel pensiero politico di sturzo si trovano in un suo articolo apparso l 8 febbraio 1902 con lo pseudonimo «il crociato» su «la croce di costantino» e relativo alla situazione 9-

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amministrativa di caltagirone per lui un partito di cattolici deve essere un partito essenzialmente di centro e per «rendere al paese i servizi più segnalati» deve impegnarsi nella sua «triplice funzione di controllo di opposizione e di coesione equilibrando le forze divergenti» e senza ricorrere a «volgari pretese né bassi compromessi né astiosa lotta personale» esso «non anela al potere come a un fine» perché il potere deve «poggiare sulla coscienza popolare» senza la quale diventa «termine di ambizione mezzo di disoneste speculazioni predominio di parte egemonia faziosa» il sacerdote calatino intendeva portare avanti una struttura organizzati va di tipo politico-amministrativo capace di contrastare e di spezzare i vecchi equilibri feudali fondati sugli abusi e sui soprusi dei gabellati e sull avidità degli intermediari tra braccianti e datori di lavoro egli riteneva indispensabile una forza di competizione con un programma chiaro ed energico pronta a sfidare scendendo nello stesso campo d azione le nuove associazioni di matrice marxista e le vecchie consorterie liberali essa all insegna della democrazia cristiana avrebbe dovuto sostanzialmente svolgere un ruolo di carattere pedagogico-sociale con il proposito di educare le masse contadine e operaie allo spirito solidaristico e associazionistico e a un attiva partecipazione alla vita amministrativa dei municipi «noi democratici cristiani scrive sturzo senza complessi di inferiorità nei confronti delle altre forze politiche non siamo dei settari non crediamo solamente buona la nostra merce non crediamo di avere il monopolio dell onestà dell amore alla patria e al popolo come altri fanno noi accettiamo il bene da qualunque parte venga però scendiamo in campo soli perché la nostra bandiera non si piega né a destra né a manca perché abbiamo un patrimonio di idee che non vendiamo a nessuno perché abbiamo un programma vasto di ricostituzione sociale in tutti i campi dal religioso all economico che è nostro e non lo barattiamo a qualsiasi prezzo perché non vogliamo servire a nessuno come base politica elettorale che sfrutta le amministrazioni cittadine e le energie comunali perché vogliamo restar liberi nella nostra azione di centro favorendo e propugnando il bene contrastando il male» egli ribadisce e sviluppa tali concetti nel famoso discorso di caltagirone del24 dicembre 1905 che certamente rimane tra i suoi testi politici più rilevanti e oggi più noti il titolo è assai significativo i problemi della vita nazionale dei cattolici fu scritto da sturzo pochi mesi dopo la sua elezione a pro-sindaco e a consigliere provinciale di catania due episodi dai quali nonostante la situazione nazionale ipotecata dal «non expedit» e dalla conseguente mancata partecipazione dei cattolici alla vita politica del paese dovette trarre molta fiducia per il futuro nel testo si riscontra in maniera esplicita l intenzione sturziana di dare vita in campo nazionale a un partito di ispirazione cristiana ma responsabilmente aconfessionale laico rispettoso della linea politica della chiesa e autonomo da essa 10-

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tanto che nella sua denominazione non avrebbe dovuto neanche fregiarsi della qualifica di «cattolico» quello che insomma dovrà essere nell919 il partito popolare italiano anch esso con un preciso programma a tal riguardo mario d addio il più autorevole e fedele interprete del pensiero politico dello statista siciliano anche per essere stato suo collaboratore nella direzione del «bollettino di sociologia» rileva che nella visione sturziana il partito «non è più basato sugli individui associati da un comune orientamento politico ma è fondato sul programma organico di cui sono chiari i principi ispiratori di una concezione sistematica della società dello stato delle sue fondamentali istituzioni per potere garantire una coerenza ai provvedimenti che propone» m d addio 2009 p 15 non sono ovviamente esclusi gli interessi dei singoli dei gruppi delle classi sociali ma debbono convergere in programma condiviso e tendente nella sua realizzazione al bene comune sturzo resterà fedele a questa sua prima visione del partito di cattolici allorquando potrà realizzarlo anche in campo nazionale cercherà di perfezioname la fisionomia e di adeguarla alle nuove dimensioni ma quegli aspetti etico-politici sopra accennati e la stessa posizione di centro rimarranno come i punti fermi del futuro partito quasi a volere sancire una precisa continuità di indirizzo tra la prima democrazia cristiana destinata a rimanere un movimento di opinione e il partito popolare il nuovo partito in quanto schieramento di centro e in quanto ispirato al cristianesimo si presenterà anche come partito interclassista caratteristica questa che starà molto a cuore al sociologo siciliano che nei suoi ultimi anni di vita cogliendo nel mondo cattolico i sintomi di un pericoloso sbandamento non si stancherà di ricordare ai leader della risorta democrazia cristiana ma un più severo monito da parte del giovane sturzo alle future generazioni democristiane mi pare si possa ricavare da un altro suo articolo dal significativo titolo cultura e azione pubblicato il 3 aprile sempre del 1902 e su «la croce di costantino» egli ammettendo l intima connessione e la reciproca integrazione di questi due termini afferma che «il dilettantismo il superficialismo l empirismo» ammazzano i democratici cristiani e aggiunge che la «fonte principale di vita per gli uomini sono le idee» e che l «atto sintetico di tutto l uomo è il pensiero che è amore attività esterna movente guida di opere e di arte» in questa coerenza tra cultura e azione tra ideale e prassi consiste a suo parere il segreto del successo delle correnti di pensiero moderno su cui l influenza dei democratici cristiani è ben «poca molto poca» e la pressione da essi esercitata «sulle menti delle classi colte e delle classi incolte non neutralizza le altre ben forti e contrarie pressioni» il rapporto cultura-azione è risolto da luigi sturzo in maniera tipicamente mazziniana nel senso che deve esistere uno stretto legame tra la maturazione concettuale e morale del problema politico e l attività pratica altrimenti si rischia di cadere nel vuoto astrattismo ovvero nell azione torbida e incoerente priva di si 11 -

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gnificato storico e lontana dalla realizzazione del bene comune ma in sturzo a differenza del mazzini quel concetto ha un contenuto etico più profondo poiché parte da una visione metafisica della vita e si sviluppa in seno ad essa pensiero e azione nel giovane prete calatino acquistano un valore universale e alla luce del magistero sociale della chiesa sono messi a servizio della società civile dello stato al fine di creare in contrapposizione all utopia marxiana una democrazia stabile partecipata eticamente sana basata sul principio cristiano di fratellanza quale presupposto del totale riscatto dell umanità attraverso il mistero della redenzione e solo in tale contesto riescono a innestarsi e a svilupparsi i valori della sussidiarietà e della solidarietà bibliografia mario o aomo 2009 democrazia e partiti in luigi sturzo lungro di cosenza marco editore eugenio guccione 2010 luigi sturzo palermo flaccovio editore muratore umberto 2002 conoscere rosmini vita pensiero spiritualità stresa edizioni rosminiane palazzo antonio 1982 l intervento dello stato nell economia secondo sturzo in aa.vv luigi sturzo e la «rerum novarum» a cura di alberto di giovanni e antonio palazzo milano massimo palazzo antonio 2004 la democrazia industriale secondo sturzo in aa.vv luigi sturzo e la democrazia nella prospettiva del terzo millennio atti del seminario internazionale erice 7-11 ottobre 2000 a cura di eugenio guccione ii firenze olschki pennisi michele 1982 fede e impegno politico in luigi sturzo roma città nuova editrice rosmini antonio 1978 saggio sul comunismo e socialismo in opuscoli politici a cura di gianfreda marconi roma città nuova sturzo luigi 1900 l sturzo il nostro programma -ai lavoratori italiani in «la croce di costantino» 16 dicembre sturzo luigi 1902 un problema di tattica in «la cultura sociale» n 10 sturzo luigi 1948 la democrazia cristiana dal1848 al1948 roma piccola biblioteca di cultura politica sturzo luigi 1961 sintesi sociali l organizzazione di classe e le unioni professionali bologna zanichelli editore sturzo luigi sturzo mario 1985 carteggio 1924-1940 voll 4 a cura di gabriele de rosa roma edizioni di storia e letteratura istituto luigi sturzo toni olo giuseppe 1897 il concetto cristiano di democrazia in «rivista internazionale di scienze sociali e discipline ausiliarie» roma luglio xiv 12-

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