IL PETILINO - MAGGIO 2010

 

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il petilino direzione e amm onlus t.a.t cal via paternise 2 88837 petilia policastro tel 339/8129868 poste italiane spedizione in a.p tabella d aut.ne dco/dc cz/224/2002 valida dal 07/05/2002 1,50 a pag 9 a pag 9 di michele belcastro a pag 5 a pag 3 attenzione e cambiato il numero del conto corrente postale nuovo numero iban a pag 13 96272752 it 42 b 07601 04400 000096272752

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nel mondo caotico in cui viviamo ogni persona di buon senso si sarà posta almeno una volta una delle due domande se non tutte e due ma in che mondo viviamo ma dove sta andando l umanità purtroppo il mondo sembra andare in rovina precipitare in un baratro dal quale sarà difficile venirne fuori vanno sempre più perdendosi quei valori che erano a fondamento della nostra vita nei rapporti sociali nella solidarietà umana nella pacifica convivenza nel rispetto dei più deboli si ha l impressione di assistere impotenti alla distruzione di tanti nobili sentimenti e che ad essi vada sostituendosi un sistema di convivenza senza regole ispirato alla legge spietata del più forte e diffuso a qualsiasi livello di appartenenza sociale e di fascia di età basti pensare al fenomeno del bullismo dilagante tra ragazzi di età scolare non di rado appartenenti a famiglie di medio e alto ceto sociale il branco come giustamente viene definito manifesta la sua forza e la sua prepotenza nei confronti dei più deboli o ancora peggio nei confronti dei disabili che presi di mira diventano oggetto di scherno di abusi di violenze i loro comportamenti deplorevoli sotto tutti i punti di vista rappresentano il migliore esercizio di preparazione a quella che poi potrà essere la loro vita futura dal mondo degli adulti pervaso da un malcostume inarrestabile praticato su larga scala con lucida volontà e fredda determinazione per interessi personali e in combutta con compagni di merenda arrivano i peggiori esempi per l apprendimento dell arte del malaffare alle giovani generazioni già avviate su percorsi sbagliati le risate degli imprenditori nel cuore della notte mentre l aquila era colpita dal terremoto e centinaia di persone erano morte o stavano per morire sotto le macerie ci dicono quanto grande sia il disprezzo della vita umana di fronte alla prospettiva di guadagni milionari che avrebbero potuto realizzare da quell ingente disastro non pietà per le vittime ma occasione propizia per arricchimenti leciti o illeciti e una realtà sconcertante che genera solo pessimismo forse anche perché le notizie che ci provengono da stampa e televisione tendono a mostrarci più gli aspetti negativi che non quelli positivi di questo strano mondo il bene si sa non fa sempre rumore é il male con i suoi effetti deleteri ad avere risonanza a diffon dere il panico a produrre un clima di incertezze di preoccupazioni eppure bisogna trovare il coraggio di reagire a qualsiasi avversità bisogna aver fiducia se é vero come é vero che la speranza é l ultima a morire comunque tra la malerba che affligge il mondo si nascondono germogli vitali che al momento opportuno si manifestano in tutto il loro vigore diffondendo a piene mani frutti copiosi di amore e solidarietà scuola di tommaso so per certo che presta o ha prerstato servizio in qualità di medico presso la guardia medica di crotone le parole da loro usate esprimono il senso di umanità di abnegazione e di partecipazione alla sofferenza umana che cercano di lenire nella quotidianità del loro esercizio professionale inteso come missione da svolgere verso chi ha bisogno di essere curato e viva nella mia memoria esempi di figure nobili per fortuna non mancano e tra esse possiamo annoverare anche quelle dei due professionisti di cui abbiamo letto nell ultimo numero de il petilino l intervista fatta da masino medaglia al dott tommaso saporito e la lettera del dott pietro ierardi inviata al giornale sulla paventata chiusura di strutture sanitarie esistenti sul territorio verso il prossimo di onestà di disponibilità alle altrui necessità esempi di figure nobili per fortuna non mancano e tra esse possiamo annoverare anche quelle dei due professionisti di cui abbiamo letto nell ultimo numero de il petilino l intervista fatta da masino medaglia al dott tommaso saporito e la lettera del dott pietro ierardi inviata al giornale sulla paventata chiusura di strutture sanitarie esistenti sul territorio ho avuto modo di rivedere sia pure in fotografia attraverso il giornale l aspetto di persona matura di tommaso saporito tanto diverso da quel bambino dai capelli rossi e dal viso lentigginoso qual era in quel lontano 1964 allorché per la prima volta varcava la soglia della scuola elementare il dott pietro ierardi penso che non sia un omonimo di quello al quale io mi riferisco compagno di così dice tommaso saporito le molte difficoltà che hanno segnato la mia carriera da giovane universitario per questo mi rendo spontaneamente disponibile ad aiutare chiunque del mio paese avesse bisogno delle mie competenze ospedaliere noi medici siamo orgogliosi di lavorare in questa realtà per questa gente onesta e laboriosa e lo facciamo con abnegazione e svolgendo non solo il lavoro di medico ma anche di assistente sociale di assistente ai malati oncologici assistenza domiciliare alle persone allettate e non deambulanti ed ancora nella postazione noi mca svolgiamo anche il lavoro di idraulici imbianchini impresa pulizie ecc questi due ultimi virgolettati sono stati estrapolati dal contesto della lettera del dott pietro ierardi bravi bravissimi senza voler lo nello stesso momento e sulle pagine dello stesso giornale hanno manifestato gli stessi sentimenti nell adempimento del loro dovere professionale forse se ci fosse stata un intesa non sarebbero riusciti ad essere schietti e univoci come sono stati un linguaggio chiaro inequivocabile che nobilita due figure di medici e li onora più di qualsiasi altra ricompensa perché non c é moneta che possa ripagare più della riconoscenza di chi ha ricevuto aiuto sostegno fisico e morale da parte di un medico con disinteressata attenzione il bene che si fa non é mai perduto arriva il momento che si riceve raddoppiato basta anche un sorriso di gratitudine un grazie di cuore dottore per avermi dato la gioia di vivere ancora altri giorni di godere dell affetto dei miei familiari le parole di saporito e ierardi ci fanno veramente sentire risollevati da uno stato di tristezza di sfiducia verso una società dominata dall indifferenza dalla cupidigia di denaro dalla sopraffazione del più debole dalla mancanza di solidarietà e di qualsiasi forma di umanità e di rispetto della dignità della persona i casi recenti dei bambini privati del pasto alla mensa scolastica o lasciati appiedati dallo scuolabus per non aver pagato la retta ci devono far riflettere ma ci deve pure confortare la pronta disponibilità di quel benefattore che non ha esitato a sanare la posizione debitoria dei genitori inadempienti nel versamento delle quote dovute fino a quando potremo contare su persone con le qualità di saporito e ierardi o del benefattore appena citato potremo dire che il mondo non é finito ancora e che ci sono forti speranze perché il male sia debellato ed il bene prevalga su tutto e su tutti.

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la morte del piccolo francesco pio foglia avvenuta lo scorso mese di febbraio a causa del terribile marinella bruno giorno 28/04/2010 presso la facoltà di scienze giuridiche dell università magna graecia di catanzaro è stata proclamata dott.ssa in scienze giuridiche discutendo la tesi dal titolo un approccio teorico e pratico alle cause di giustificazioni nel diritto congratulazioni e auguri di un futuro ricco di soddisfazioni e fortuna alla neodottoressa marinella dalla mamma santina papà franco pino monica lucia gianni miriam e dal fidanzato fabio male del secolo è stata la molla che ha fatto scattare nel papà giovanni e in un gruppo di amici che l hanno supportato durante la malattia e dopo la morte del figlioletto l idea di creare a petilia policastro una fondazione che abbia come obiettivo l assistenza dei malato di cancro e dei loro familiari in ogni aspetto delle varie problematiche che inesorabilmente sorgono in questi casi in una affollata riunione organizzata nei locali dell hotelristorante la favola antica da giovanni foglia e dai suoi amici sono stati spiegati i motivi dell iniziativa gli obiettivi che la stessa deve porsi e l iter da percorrere per la sua realizzazione tra gli altri erano presenti il sindaco fera con alcuni membri della giunta comunale alcuni medici e tanti altri cittadini a moderare la discussione i promotori dell iniziativa hanno chiamato il vicesindaco francesco ierardi il quale seguendo una scaletta all uopo preparata ha introdotto i lavori chiamando a testimoniare una sua personale esperienza la signora vittoria grano la quale con grande coraggio e passione ha raccontato di come e quando è venuta a conoscenza di un tumore alla mammella che per fortuna è stato operato perché preso nella sua fase iniziale e di quanto molto impor tante sia la prevenzione e l assistenza psicologica e morale per un malato di cancro e per la sua famiglia subito dopo è stato invitato giovanni foglia a spiegare le motivazioni dell idea di costituire la fondazione in questione con la voce rotta dall emozione giovanni è solo riuscito a dire che egli ha vissuto la terribile esperienza della malattia e della scomparsa del figlioletto avendo avuto a fianco la sua splendida famiglia e molti amici ma secondo giovanni non tutti possono avere la vicinanza di qualcuno che supporti il malato e i suoi familiari per cui desidererebbe che in nale della malattia per ricevere le cosi dette cure palliative e far migliorare la qualità della loro vita sono quindi intervenuti nella discussione il medico salvatore vona santino scalise carmine parente mario saporito romolo rizzuti carmine mangano e il sindaco dionigi fera a conclusione della riunione è intervenuto don pasquale marrazzo forte della sua esperienza nel campo per aver assistito nella sua qualità di sacerdote numerosi malati di cancro terminali don pasquale ha affermato la necessità di costituire al più presto una fondazione di assistenza per questi ammalati e ha futuro chi dovesse trovarsi nelle sue stesse condizioni possa ricevere aiuto da un apposita organizzazione nata dalla terribile esperienza della morte del figlio gaetano castagnino ha illustrato le tappe per la costituzione della fondazione mentre l avv giovambattista scordamaglia ne ha tracciato gli aspetti giuridici sugli obiettivi che la fondazione deve prefiggersi ha relazionato il dr g bubba il quale dopo aver affermato che per la diagnosi e la cura dei malati di cancro vi sono i vari presidi istituzionali ha messo in evidenza la mancanza di strutture nella nostra zona che possano accogliere i malati nella fase termi voluto lanciare una proposta desidererei che a petilia policastro fosse realizzata tramite la fondazione che andremo a costituire la

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l artista petilino francesco lucà meglio conosciuto nel crotonese come peppe lucà è nato a petilia policastro nel maggio del 1953 fin dall infanzia si distingue per le sue naturali doti dapprima nel disegno e poi nella pittura perfezionata con dedizione a livello di autodidatta dedicando molti anni al lavoro e alla famiglia non ha mai trascurato l attività artistica pittore figurativo e paesaggista nella tecnica ad olio affianca all espressione artistica figurativa anche opere in acrilico e a spatola il pittore si diletta in ogni stile dipinge in diverse tecniche e lavora con molti soggetti per esaltare il valore della vita con la sua ricchezza di colori sfumature e sentimenti.i suoi dipinti sono caratterizzati dagli stili più svariati variano dalla tecnica ad olio all acquerello dal carboncino alla matita negli anni ha partecipato a numerose mostre collettive e personali in tutta italia nelle opere emergono colori vivaci che si perdono in un realismo e in una sensibilità abilmente resi dalla mano dell artista appartengono alla sua produzione artistica ritratti nature morte e paesaggi nei ritratti possiamo cogliere la profondità dell animo dei personaggi,che l artista riproduce sulla tela attraverso il suo abile lavoro cromatico espressioni verosimili ed atteggiamenti umili ma significativi se poi ci addentriamo nel repertorio delle nature morte possiamo ammirare una ricca varietà di frutti fiori disposti diversamente in piccole ceste ornamentali dove l artista con la sua tecnica riesce a coglierne la loro naturalezza ma è soprattutto nei paesaggi che possiamo individuare tutto il suo talento artistico i suoi paesaggi raccontano scenari verosimili che lasciano trasparire la bellezza di questi luoghi e l abilità artistica del pittore che riesce a ritrarre anche i più piccoli particolari regalandoci nitidi paesaggi anche in queste opere padroneggia un cromatismo vivace a tratti tenui il tutto si perde nella lucentezza delle acque dove si riflettono case e dintorni e nell azzurro dei cieli velati talvolta da vaporose nubi bianche luci ed ombre sovrastano gli scenari nella minuziosità dei particolari e nel tratto deciso delle sue pennellate emerge la sua bravura ha ottenuto grande soddisfazione grazie alla sua pittura che è sempre più richiesta soprattutto nel crotonese il 16 maggio peppe lucà compie gli anni e la famiglia approfitta di questa occasione per porgergli tanti cari auguri ai quali si associa la redazione del nostro giornale ad maiora semper presso l università della calabria lo scorso 23 aprile antonio gumari È stato proclamato dott in ingegneria elettronica discutendo la tesi di laurea dal titolo audit dei consumi elettrici del comune di petilia policastro ricorda ciò che hai studiato approfondisci ciò che ricordi fà conoscere ciò che approfondisci antonio stalfieri valentina pangallo francesco lucà rita ceraudo pino stumpo azzurra calaminici formulano i più fervidi auspici di un fecondo inserimento nel mondo del lavoro ad maiora semper si associa agli auguri la redazione de il petilino il 22 aprile 2010 è venuto alla luce a catanzaro per la gioia di mamma felicia carvelli e papà antonio il piccolo vito ferraro gli augurano un mondo di bene i nonni e gli zii si associa agli auguri la redazione de il petilino.

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la conca è immensa e le pendici spaziano in lontananza dalle rive del lago così come pure la strada che lo circonda la diga e del tipo muraria ad arco-gravita con una altezza di 50 metri il coronamento e lungo 166 metri e largo 3,5 nel 1951 finirono i lavori di costruzione e a novembre del 1956 vi fù il collaudo un opera colossale costruita dalla s.m.e società meridionale elettrica quasi tutta la zona del bacino sotteso è paludosa solo a ridosso della diga di sbarramento il contorno del lago acquista la bellezza naturale e un po selvaggia tipica dei laghi silani con i suoi 108 milioni di mc d acqua è il più grande dei laghi che impreziosiscono l altopiano silano l altezza sul livello del mare è di 1143 metri 120 metri inferiore sia all arvo che all ampollino oltre ad accogliere le acque ricadenti nel suo bacino imbrifero naturale è alimentato dal fiume mucone dal cui prosieguo prenderanno nome le centrali dall omonimo fiume cecita e dall importante afflusso proveniente dalla restituzione della centralina elettrica di vaccarizzo che a sua volta sfrutta le acque provenienti tramite condotta forzata dal laghetto di ariamacina il laghetto di ariamacina sito nel comune di spezzano piccolo geograficamente e il più alto di tutti i laghi della sila escluso il votturino che però quando è in esercizio viene sfruttato solo per irrigazione trovasi a 1321 metri s.l.m ed è alimentato dalle acque del fiume neto che nasce dalla valle dell inferno sotto le pendici del monte botte donato il bacino ha una capienza di un milione e 800.000 mila mc d acqua ed ha la struttura della diga in cemento del tipo a gravità con un altezza di 14 metri venne ultimato nel 1960 dal laghetto parte una galleria con una portata max di 6 mc/sec la quale si allaccia ad una condotta forzata che alimenta con un salto di circa 135 m la centralina di vaccarizzo equipaggiata con una turbina francis da 6 mw di potenza restituendo le acque con scorrimento naturale nel lago cecita a valle di questa piccola diga il fiume neto continua il suo corso ingrossandosi man mano che incontra altri affluenti come quelli provenienti dal germano e dai serrisi fino ad incrociare il fiume arvo sotto il paese di san giovanni in fiore nella località juntura per poi proseguire ancora ed assorbire altri fiumi importanti come il lese e l ampollino e finire la sua corsa sfociando a nord di crotone nel mare ionio ironia della sorte in questo caso dobbiamo dire volontà dell uomo creando il laghetto artificiale di ariamacina le acque alte lago cecita un altra strada gli abbiamo spianato più lunga e tortuosa ma con sbocco finale sempre nel mare ionio il lago cecita alimenta due grosse centrali la prima è in caverna ricade nel comune di acri e trovandosi sulle sponde del prosieguo del fiume mucone né prende il nome mucone 1 per accedere alla sala macchine ed alla sala comandi bisogna addentrarsi nelle visceri della montagna e percorrere una galleria lunga 800m in cima alla montagna un gigantesco pozzo piezometrico alto 110 metri di cui 40 fuori terra e collegato a mezzo galleria forzata con il lago cecita la portata max e di 20 mc /s alla base del pozzo si innesta la condotta forzata in acciaio che con un salto di 635 metri va ad alimentare due gruppi del tipo del neto anziché seguire il corso naturale del fiume dirottandole nel pelton ad asse orizzontale con una potenza complessiva di 100 mw le acque rilasciate con l aggiunta di altre acque sussidiarie vengono convogliate in una condotta forzata e vanno ad alimentare la 2° centrale posta in successione mucone 2 sita nel comune di luzzi ha un salto di 307 m e due gruppi del tipo francis con una potenza di 54 mw infine le acque rilasciate seguendo il corso del fiume mucone si riversano nel crati nei pressi di tarsia per essere utilizzate a scopo irriguo e finiscono la loro corsa sfociando sempre nel mare ionio dieci km più a nord di marina di schiavonea nelle foto due splendide foto del lago cecita

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pagina 6 anno xiii maggio 2010 nicola comberiati classe1947 un altro petilino forestiero doc che tutt ora contribuisce a consegnare alla nostra p policastro i meritati attestati di città degli intellettuali nato sotto la chiesa matrice ha passato la sua infanzia al castello vive a roma dagli anni 60 dopo aver terminato gli studi classici nel collegio di paola laureato in teologia filosofia psicologia ha svolto varie attività in campo sociale impegnato in una scuola popolare in una borgata della periferia della capitale ai tempi dei mali di roma ha lavorato al comune di roma nei servizi per l handicap ha insegnato storia e filosofia in vari licei della capitale ora è dirigente scolastico di una grande 1 nicola quando e perché sei andato via da petilia policastro ma soprattutto con quale animo hai lasciato il tuo paese faccio parte di quella generazione che a flotte da bambini si è staccata dal grembo povero di petilia avevo finito la quinta elementare e si prospettava con l interessamento del frate padre adeodato la possibilità di dare un futuro diverso a molti ragazzi di petilia come il mare che ti porta a riva sono stato catapultato nel collegio di paola come molti altri petilini per studiare imparai da grande ad apprezzare il fato e la grecità delle nostre origini quando ulisse m insegnò che il viaggio è la radice stessa della costruzione di una vita diversa originale e realizzata ma nel viaggio ho lasciato dietro la sofferenza della separazione a volte la solitudine la nostalgia delle radici o come spesso dice mia madre u scilu ricordo ancora oggi l ultima serata in piazza filottete e qualche amico che mi apostrofava ma come farai senza focolare lì farà molto freddo ma io dovevo partire e come ultimo segno agli amici d infanzia regalai tutta la collezione di fumetti che compravo usati da tex a capitan miky blek poi il freddo ci fu la separazione non fu facile e il focolare divenne per me un attesa di un calore ancestrale e ricordo ancora la macchina che mi portò lontano e mi depositò su un altra spiaggia soffocavo le emozioni e le lacrime poi gli studi classici e la maturità colmarono il distacco e i ricordi dell infanzia del paese natio rappresentarono sempre più un baluardo interiore e una riserva di ricchezza 2 come descrivi il tuo paese scuola del quartiere di cinecittà itc lucio lombardo radice con indirizzo commerciale e liceo linguistico e vicepresidente dell apef un associazione per la formazione degli insegnanti e collabora con varie riviste sui problemi dell insegnamento-apprendimento tutti traguardi raggiunti e meritati grazie alla determinazione e alla non comune nobiltà d animo che nicola manifesta con esemplare spontaneità nicola comberiati è un petilino dell epoca quelli che i fraticelli di paola da tutti noi nicola l augurio di una continua fiorente attività umanistica masino medaglia rir si vede ecco petilia apparir si sente ecco da mille voci unitamente petilia apparir si ode ci sono emozioni forti ogni volta che ritorno anche se contrastanti come li ho provate la prima volta che sono tornato dal collegio dopo quattro anni il tempo e lo spazio in questo paese hanno dimensioni affettive ritrovo volti giovani che riproducono i ritratti degli antichi un senso di commozione e di accoglienza istintiva l incontro con i miei affetti primordiali anche le persone care che non ci sono più dopo qualche ora scopro ogni volta che nonostante il lungo distacco nessuno mi ha dimenticato e io sono uno di loro 4 quali sono le cose che detesti e quali le cose che ti piacciono di petilia policastro detesto come dappertutto la corsa all accumulo individualista della robba di verghiana memoria una curvatura consumista che esalta l apparire anziché l essere una certa piaggeria vittimista che poi si tramuta in rassegnazione in assistenzialismo parassitario o in ribellione malavitosa paralizzando le possibilità che pure sono concrete di costruire un futuro senza attendere soluzioni miracolistiche da fallaci seduttori mi piace l attaccamento alla terra ai suoi prodotti ad una longeva tradizione che ha prodotto una cultura agricola e culinaria che se sviluppata potrebbe costituire un rilancio dell economia locale l arte di ammazzare il maiale e la serata di festa che ne segue credo che sia davvero unica come u venneri `e marzu ma anche alcune raccolte di racconti popolari e di musiche di cui si trova eco nei dischi degli hantura 5 quali sono i piatti tipici le abitudini le tradizioni le amicizie che ti tengono legato al tuo paese e che non saresti mai disposto a rinnegare piatti tipici sono il capolavoro della creatività della gente umile contadina povera quali erano i nostri avi in questo senso è storia che mi apre spiragli nuovi a pasta e casa a pitta ccù passule e sazizze e suppressate capicollo sardella il baccalà con le noci euva passa patate e peperoni friuti olive ariganate pasta ai taddri pasta e ceci del 19 marzo pasta ara vurraina per me sono ricordi dell infanzia ma anche il lasciapassare nel grembo della terra madre ora che ho viaggiato sono ancora fermamente convinto che petilia è la capitale dell intercultura dei sapori delle tradizioni dell accoglienza le amicizie si sono perse col tempo ma altre ne sono nate per una serata una stagione ho conosciuto persone che sono rimaste che a volte invidio e che rappresentano la speranza di un futuro così come mi piacciono molto gli amici della diaspora petilina a roma l identità di un popolo ha scritto qualcuno non si misura dal luogo dove si abita ma dai valori che si condividono e noi condividiamo e amiamo molte cose di petilia 6 qual è la storiella o il personaggio di petilia policastro più gettonato quando vi incontrate tra petilini segue a pag 11 ai tuoi figli o agli amici che non ci sono mai stati e in quali termini ne parlate quando vi incontrate tra petilini con mio figlio e gli amici petilini ho qualche pudore a parlare di petilia come se nel racconto qualcosa si perdesse della genuinità delle esperienze vissute allora il ricordo diventa complicità cadenza dialettale intuizione sui sapori gli odori i colori le feste le atmosfere a volte anche rabbia o rifiuto delle dimensioni negative del nostro paese ma con gli amici non di petilia senza accorgermene mi riscaldo a descrivere la bellezza della nostra terra i suoi usi e costumi e mentre ne parlo rivedo attraverso le curve delle nostre strade gli aranceti gli uliveti secolari m appare immensa la rupe e la chiesa di s francesco e poi mi dilungo su quelle medine antiche capolavori di architetture locali che sono i quartieri di s francesco della rupa le passeggiate al castello e m immergo come da bambino nel fiume soleo che mi guida su in alto verso panorami straordinari e raggiungo principe e la sila e assaporo il profumo della terra rivangata l aroma del muschio silano e dei suoi funghi dinanzi ad una pitta ccù passule ho conquistato animi ammaliato persone condotto scrutini difficili molti amici si sono convertiti alla sardella alla soppressata alle frese al pane petilino 3 qual è la prima istintiva impressione che ricevi dal tuo paese ogni volta che ci ritorni parodiando l entrata dei crociati a gerusalemme ecco petilia appa-

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si può parlare di girantuoni come del bandito panegrano il personaggio che però ricordo di più è il maestro mazzuca che da ragazzi facevamo arrabbiare chiamandolo gattarella 7 per migliorare la vivibilità di petilia policastro hai un suggerimento da dare a noialtri che siamo rimasti ristrutturare i quartieri storici della petilia antica rilanciarli come luoghi di artigianato di mostre di piccole biblioteche di servizi al territorio puntare quindi su un turismo intelligente che affidi a cooperative di giovani la diffusione delle tradizioni della storia dei prodotti nostrani petilia è un luogo carico di storia dai greci ai bizantini agli arabi ha una lingua ricca ha una terra ricca di bellezza e di prodotti nascerci è un privilegio estetico ma la vivibilità implica oggi delle scelte il cooperativismo agricolo come in emilia romagna abbandonando l ottica dell accumulazione originaria della robba un rilancio dell artigianato nostrano e la nascita di musei dell arte parchi della fruizione estetica valorizzazione di autori calabresi e investimento su giovani creativi architetti pittori ma anche artigiani commercianti economisti che aprino piste nuove di commercio e letterati che sappiano comunicare questo rilancio 8 come lo immagini il futuro del tuo paese il futuro non si prospetta roseo in questo periodo per nessun popolo sono entrati in crisi i punti di riferimento economici giuridici partitici ma questo non significa che dobbiamo smettere di lottare bobbio diceva si interrogano sul loro futuro e non capiscono che il futuro sta nell identità petilia così avrà un futuro se riscopre la propria identità se non dimentica il senso dell avventura del viaggio dell attesa della solidarietà del sacrificio delle lotte contadine per l eguaglianza della distribuzione della ricchezza e per la costruzione di pari opportunità nel lavoro tutti valori che hanno segnato il carattere forte orgoglioso testardo cromigno capace di sopportare il dolore e le lunghe emigrazioni di tanti petilini sconosciuti il mio sogno naturalmente come petilino è quello che si auspica la costruzione di un paese che attraverso la scuola le iniziative culturali mostre musica teatro scelte politiche oculate iniziative commerciali e turistiche sappia far crescere le nuove generazioni ai valori della legalità della giustizia della cittadinanza italiana e petilina 9 hai mai sentito parlare dei palazzi trasparenti di petilia policastro immagino si riferisca ai pilastri eterni che sovrastano ormai l affastellarsi delle palazzine di petilia l abusivismo edilizio che ha rovinato molti angoli naturali straordinari il mal di pietra è sicuramente comprensibile per una popolazione che dall 800 auspicava come sogno di generazioni una casa ma ora penso che bisognerebbe fare scelte radicali attraverso un piano regolatore che tuteli l ambiente 10 quali ricordi hai del cinema all aperto arena diana di petilia policastro ci puoi descrivere un episodio personale legato a questo cinema all aperto e uno dei ricordi più belli della mia vita d infanzia zio vestianu u pitture passava dal castello abitavamo come sfollati nel palazzo di don ciccio fico e mi portava al cinema e mi comprava il gelato e quando non veniva con gli amici scavalcavamo e andavamo o nella sala di regia o nei banchi a nasconderci perché il bigliettaio era un signore severo squarci di nuovo cinema paradiso insomma ogni sera stavamo al cinema senza biglietto a vederci ben hur i dieci comandam enti to t ò i we stern dell epoca lì sono nati per me e per molti altri i sogni di un futuro diverso ma lì si sono strutturate nuove rappresentazioni mentali al di là di quelle montagne pensavo si nascondono magici castelli forse le magie non c erano ma era così bello sognare a cielo aperto nell arena diana e sarebbe ora una grande gioia partecipare alla sua riapertura 2 parte ma tornando ai miei ricordi di quel 10 giugno mi sovviene che noi ragazzi interrompemmo i nostri giochi richiamati dal grave e pensoso atteggiamento dei nostri genitori e degli zii per cui anche senza comprenderne appieno la drammaticità ci rendemmo subito conto che l evento era da ritenersi eccezionale ed apportatore di imprevedibili novità io e mio fratello ercole di due anni pili grande di me eravamo in compagnia delle nostre cuginette vittoria e rosetta nostre coetanee con ie quali avevamo intrapreso qualche gioco spensierato lungi dal pensare che proprio quel giorno sarebbe stata una data fatale che avrebbe inciso profondamente sulla nostra vita futura e sulle sorti del nostro popolo ascoltavamo i discorsi e le conversazioni dei nostri familiari ma non riuscivamo ad apprezzarne pienamente il significato pensando che qualche nota polemica e qualche atteggiamento di contrarietà che la zia maria era solita manifestare fossero da attribuire al suo prevedibile comportamento notammo poi il pianto di mamma e allora comprendemmo che la cosa doveva essere proprio seria e di notevole importanza nei giorni successivi non accadde nulla di speciale o di diverso rispetto al passato ma la cosa durò poco tempo allorché intervennero i primi allarmi antiaerei che ci svegliavano nel cuore della notte e ci costringevano a scendere negli scantinati del palazzo dove erano stati allestiti i ricoveri antiaerei mi colpiva il buio che regnava in quegli ambienti rischiati appena dalla fioca luce di qualche candela e l odore di muffa e di umidità che impregnavano l aria di quei piani del sottosuolo vi erano state sistemate alcune panche e qualche sedia per ie persone anziane e per gli adulti noi ragazzi ancora insonnoliti coglievamo l occasione per improvvisare qualche gioco poco rumoroso fra gli adulti iniziavano conversari di varia natura avendo cura di evitare allusioni politiche o inerenti agli avvenimenti del momento per la preoccupazione di possibili eventuali delazioni mio padre molto amante della buona conversazione intavolava lunghi colloqui con la signora baronessa del terzo piano la signora formosa una nobildonna napoletana di considerevole statura fisica formosa di nome e di fatto che incuteva in noi ragazzi timore misto a rispetto vuoi per la sua mole che per il titolo nobiliare gli argomenti su cui vertevano le loro conversazioni erano riferiti prevalentemente all ambiente partenopeo che mio padre conosceva molto bene per avere vissuto lungamente a napoli nei suoi anni di vita universitaria le prime incursioni aeree compiute dai francesi si limitarono al lancio di manifestini in cui invitavano la popolazione romana a manifestare ia propria contrarietà alla guerra appellandosi al sentimento di fratellanza che intercorreva fra i due popoli la mattina successiva raccoglievamo quei manifesti caduti dal cielo e nel leggerli ci accorgevamo di alcuni loro errori linguistici per eccesso o per carenze di accenti e sui quali si appuntavano i nostri commenti allorché nelle sere successive ci ritrovavamo negli stessi scantinati per le nuove incursioni notturne queste erano sempre precedute dal suono delle sirene che nel cuore della notte lanciavano nell aria il loro squillante e acuto segnale acustico che all inizio ci intimoriva ed al quale in prosieguo di tempo ci eravamo assuefatti in occasione di una di queste incursioni si verifica un episodio che suscita l ilarità dei presenti e che servì a sdrammatizzare la loro tensione e la loro ansia in quel momento si udiva un mormorio lento e monotono delle preghiere che alcune signore recitavano a bassa voce la cui cadenza quasi lamentosa accentuava l atmosfera di tristezza improvvisamente si levò un urlo che ci fece sobbalzare accentuando ancora di più quel senso di paura e di angoscia connesso alla circostanza l urlo proveniva da una giovine signora ed era stato causato dalla presenza di un topolino che nell insolito trambusto dovuto a tutte quelle presenze si era intrufolato fra le gambe della impaurita donna che terrorizzata era in preda ad una vera e propria crisi nevrotica diagnosticata la causa e raggiunta una relativa calma si udì nel recuperato silenzio la voce di un bambino che con pacata sicurezza disse e meglio un topo che una bomba un altro ricordo connesso sempre alle incursioni aeree era l oscuramento della città per cui al subentrare della penombra serale tutte le luci delle case dovevano essere oscurate per non emanare luce all esterno.

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mrezzogiorno in famiglia i tempi televisivi sono brevissimi e se per commentare la storia di petilia mi furono concessi 30 secondi per esplicitare il significato della danza della tarantella i secondi furono ancor meno rimanendo con la frase incompleta in bocca però la danza che allietò i nostri giovani operai per secoli merita essere commentata adeguatamente ed utilizzo le pagine de il petilino per fare la storia di una eccellente tradizione di cui andar veramente fieri la tarantella nelle nostre contrade rappresenta la storia completa di una passione d amore di tipo meridionale che va dal corteggiamento maschile al consenso femminile esprime allegoricamente quel comportamento soprattutto giovanile che nella realtà andava una volta dal corteggiamento dei giovani sull aia verso le ragazze di fatica fino alla nascita di un amore che si concludeva molto spesso con la classica fujitina nella tarantella viene espressa in modo velato ma fascinoso la passione di un amore dapprima silenzioso ma manmano che si danza la potenza dell anima si eleva spiritualmente alimentata dalla frenesia del ritmo e dall atmosfera trasgressiva della festa per cui si passa dalla timidezza all audacia ed il gioco d amore anche se figurato diventa inebriante e coinvolgente dalla mimica del corteggiamenti a quello erotico dell atto d amore e per questo che la taran tella sull aia al chiaro di luna il sabato sera durava l intera notte per molto tempo e fino ad epoca recente la tarantella in calabria si è affermata come la più diffusa danza popolare ma diciamo subito non esiste una tarantella calabrese ma più tarantelle perché dai confini con la basilicata e fino a reggio calabria la danza presenta diversificazioni nel ritmo negli strumenti nella scenografia la tarantella calabrese è danzata a coppie omogenee o miste si avvale di nastri e fazzoletti che rappresentano i mezzi di coinvolgimento dei partecipanti e sono oggetti preziosi per la loro utilità nella mimica si riporta quanto ha saputo ricostruire la prof.ssa clausi abile ricercatrice nella realtà territorialale del marchesato e che a parte la faccia artistica della tarantella ne precisa l alto valore sociale un gioco amoroso la danza mista si basa su un gioco di sguardi sottintesi ammiccamenti che esprimono il consenso in modo velato l uomo e la donna l uno di fronte all altra si sfidano ballando lungo i bordi del cerchio la donna mette le braccia lungo i fianchi assumendo un atteggiamento provocatorio nei confronti dell uomo che battendo il ritmo con le mani le gira intorno qui si esprime la mimica del corteggiamento lei cerca di sfuggire facendo il tagliapasso o compiendo un giro su se stessa¸ ma ella stessa prosegue il gioco della seduzione muovendo il fuolard u maccaturu che porta dietro il collo o agitandolo davanti al viso dell uomo questi risponde con gesti che richiamano antichi rituali della dichiarazione d amore a nzinghätail segno è il gesto con cui l uomo tocca il viso della donna la scapigghjata consiste nello spettinarla la scapigliata secondo ricerche fatte da lombardi satriani pubblicate dalla liguori proto in cirò indicava una particolare dichiarazione d amore l onta simbolica del gesto compromissore a cui doveva seguire il matrimonio riparatore il significato erotico della danza cioè il consenso femminile che rappresenta il clu della espressione artistica della tarantella si esprime con il passo in cui la coppia danza spalla con spalla quindi attraverso il contatto diretto dei due dopo di ché si riallontanano la danza prosegue più frenetica e ricomincia il gioco del corteggiamento a differenza della tarantella campana e sicula quella calabrese è accompagnata da brevi strofe rivolte dagli spettatori alla coppia per incoraggiarla bene chi balla ballanu a palumma e ru palummu chissu é lu juocu de lu megghju amure ed altri versi per lo più endecasillabi inventati lì per lì o presi da un inventario inesauribile gli strumenti musicali nella calabria meridionale e nel pollino la tarantella è danza ritmica ed aggraziata in quella centrale cioè nella nostra è più selvaggia ciò perché in questa zona manca l accompagnamento del tamburello strumento ivi sconosciuto senza il suo ritmo bisogna sopperire a segnare il tempo con il frenetico battito dei piedi o delle mani assistendo ad una originaria tarantella si nota questo battito a terra assordante se la danza avviene sul tavolato gli strumenti musicali sono la zampogna strumento orientale tradizionalmente pastorale introdotto quasi certamente dall oriente bizantino il termine deriva dal greco synphonia spesso la chitarra battente lo zufolo e l organetto fatto a forma di minuscola fisarmonica con il quale si raggiungono virtuosismi e perfezione solo più recentemente anche da noi vi è l uso del tamburello francesco cosco questo è il forte l appello che lanciamo ai nostri lettori alla fine del dodicesimo anno dalla nostra prima uscita la sopravvivenza del nostro giornale è stata finora assicurata all insegna della precarietà sia in termini di risorse umane e sia in termini economici se da una parte a volte si stenta a far uscire il giornale per la mancanza di articoli dall altra ogni fine anno bisogna fare i conti con la mancanza di fondi per pagare le spese delle pubblicazioni alle quali spesso si fa fronte con risorse personali a volte forte è la tentazione di gettare la spugna ci fa desistere solo il grande affetto che tanti nostri emigrati ci dimostrano telefonandoci e incoraggiandoci da circa dieci anni il prezzo del giornale è fermo ad un euro nonostante l aumento dei costi tipografici e di spedizione dal prossimo gennaio pertanto ci vediamo costretti d aumentare il costo del giornale ad 1,50 e a ritoccare il contributo per la spedizione il nostro ringraziamento comunque va alle poche aziende che ci sostengono con la pubblicità e ai pochi sostenitori che ci inviano un contributo più sostanzioso senza di loro sarebbe proprio impossibile continuare la pubblicazione del giornale per questo vi diciamo sosteneteci la redazione ordinario 40,00 sostenitore 100,00 benemerito 200,00 l abbonamento si può sottoscrivere effettuando il versamento sul conto corrente postale sotto riportato oppure in contanti presso le edicole di petilia policastro o inviando assegno non trasferibile all indirizzo sotto riportato per i paesi europei si può utilizzare il circuito eurogiro delle poste per evitare disguidi o ritardi nella spedizione si prega di voler comunicare per posta mail o telefono gli estremi del versamento.

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l angolo della casa salerno casa da benedetta che era quasi di fronte al campanile della chiesa matrice è stato demolito per rendere più agevole il passaggio delle auto l intervento è stato reso possibile dopo che la stessa casa e stata acquistata dal confinante sig antonio scordamaglia il quale ha donato al comune l angolo del piano terra della stessa richiedendo come contropartita la realizzazione di un piccolo terrazzino al primo e secondo piano dopo l approvazione del progetto da parte del consiglio comunale i lavori sono stati affidati alla ditta garofalo di pagliarelle e oggi 14 aprile 2010 si è proceduto alla demolizione dell angolo in questione in un precedente intervento di qualche anno fa l amministrazione comunale di allora aveva solo arrotondato lo spigolo della stessa casa non risolvendo completamente il problema perché le auto a stento riuscivano a passare il lavoro attuale si inserisce nel quadro della riqualificazione dell intera zona che vede anche la realizzazione dell allargamento di corso roma parallelo alla via san sebastiano e compatibilmente con i fondi di bilancio l amministrazione comunale ha intenzione di intervenire anche sul largo prospiciente la chiesa matrice per realizzarvi la pavimentazione in pietra la palazzina comunale di via assunta restaurata sono in fase di completamento i lavori per la ristrutturazione della palazzina comunale di via assunta il finanziamento che era stato concesso circa 15 ani fa dalla regione calabria e nel 2007 revocato per decorrenza dei termini è stato recuperato dall attuale amministrazione comunale e ha consentito di rendere più agibile e funzionale la struttura che era stata costruita negli anni 950 oltre alla ristrutturazione esterna il rifacimento del tetto l cambio degli infissi e l esecuzione di importanti lavori negli appartamenti al primo piano sono stati ricavati ampi locali che ospiteranno i bambini della scuola materna che attualmente sono ospitati in un piccolo e poco idoneo appartamento delle palazzine popolari l intero quartiere sta assumendo un aspetto più bello e ordinato in quanto quasi tutte le facciate delle costruzioni che affacciano su via assunta e piazza san francesco sono state o stanno per essere restaurate tutto ciò aggiunto ai lavori di restauro dell edificio della scuola media e a quelli del cinema restituirà il giusto decoro ad un quartiere che si prepara ad essere uno dei più interessanti del paese.

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pagina 10 anno xiii maggio 2010 dopo i primi insuccessi elettorali camillo cavour fece il suo ingresso nel parlamento subalpino nel dicembre 1849 membro della commissione finanze del governo presieduto da massimo d azeglio il d azeglio era l ottavo presidente del consiglio da quando era stata concessa la costituzione marzo 1848 il nuovo governo muoveva i primi passi con difficoltà nell ottobre del 1850 fu nominato ministro di agricoltura e commercio e nell aprile del 1851 divenne ministro delle finanze il 4 novembre 1852 su indicazione del d azeglio dimissionario al cavour venne affidata la presidenza del consiglio i due dalle personalità differenti concordavano però su alcuni punti espressi dallo stesso d azeglio 1 l auspicio che il piemonte estendesse i suoi domini verso est con l acquisizione della lombardia e del veneto a spese dell austria 2 la necessità di appoggiarsi per questo obiettivo ad uno stato forte poiché come aveva dimostrato la disfatta di novara il piemonte da solo non aveva le forze sufficienti queste idee divennero il chiodo fisso di cavour al punto che tutta la sua politica ad iniziare dal suo primo ministero agricoltura e commercio fu finalizzata alla loro realizzazione a qualunque costo adoperandosi anzi tutto per creare favorevoli condizioni economiche senza denaro non si va da nessuna parte e politiche possibili alleanze con francia e inghilterra già quando era ministro delle finanze aveva ideato il connubio con urbano rattazzi un accordo fra centrodestra e centro-sinistra ufficializzato nel febbraio 1852 che garantiva una maggioranza sicura per l attuazione del suo programma con il connubio cioè la prostituzione della politica vendita e acquisto di voti a seconda delle convenienze fu soppressa la sana dialettica parlamentare fu allontanato dalle istituzioni il popolo che fu trascurato e di fatto fu dato il via al potere che il cavour esercitò in modo dittatoriale senza fastidiosi intralci sicuro dell appoggio di rattazzi per circa dieci anni egli poté tranquillamente tessere ordire trame calpestando principi e regole della normale convivenza l ingrandimento del regno di sardegna era tra i suoi obiettivi non pensava per niente all unità d italia anzi quest idea era da lui considerata una sciocchezza come si espresse nel febbraio del 1856 a parigi riferendosi a daniele manin vuole l unità d italia e altre corbellerie anche il volubile abate vincenzo gioberti aveva già espresso la stessa idea bollando l unità d italia come demenza un altro obiettivo del cavour era l arricchimento personale che ben si combinava con la politica finalizzata all ampliamento del regno di sardegna ma l ingrandimento del regno era possibile solo con una guerra contro l austria e il piemonte non era in grado di sostenere da solo un conflitto con vienna nelle precarie condizioni in cui si trovava era quindi necessario chiedere aiuto ad uno stato potente francia o inghilterra e rimanere in attesa delle occasioni propizie un primo spiraglio si aprì nel dicembre 1852 quando in francia luigi napoleone bonaparte in seguito a un colpo di stato divenne napoleone iii imperatore dei francesi il bonaparte era giunto a questa soluzione poiché il paese non era più in grado di reggersi come repubblica forma di governo introdotta il 10 dicembre 1848 proprio con luigi napoleone divenuto presidente e per potere consolidare la sua posizione agli occhi dei francesi napoleone in quell occasione aveva ventilato segretamente l ipotesi che la francia acquisisse nizza e la savoia come territori naturali francesi in cambio il piemonte avrebbe ottenuto la lombardia e il veneto due regioni ben amministrate da sottrarre all austria questa ipotesi allettò il cavour che nella presunzione di un imminente conflitto con l austria subito e senza l autorizzazione del parlamento ordinò la fortificazione di casale in tutta segretezza continuò poi nei preparativi di altre fortificazioni il piemonte però non aveva il denaro necessario per la guerra e non solo per molte necessità il governo di torino era stato già costretto a chiedere prestiti all inghilterra o alla francia banche laffitte rothschild hambro pereire ecc dato lo stato di bisogno come ministro dell agricoltura e delle finanze il cavour si era dato da fare per cercare di realizzare i finanziamenti necessari aveva infatti avviato una serie di riforme economiche grazie alle conoscenze che aveva acquisito nel corso dei suoi viaggi aveva introdotto innovazioni in campo agricolo aveva concluso trattati commerciali con altri stati incoraggiato l iniziativa privata lui stesso era un imprenditore e costruito strade e ferrovie aveva inoltre favorito la creazione delle industrie che non esistevano nel regno di sardegna essendo state osteggiate negli anni precedenti perché ritenute manifestazioni di liberalismo impianti industriali comunque erano stati realizzati in italia già nella seconda metà del settecento nel regno delle due sicilie questo fermento nell economia piemontese era finalizzato ad un obiettivo prioritario l acquisizione di capitali e strutture necessarie alla guerra contro l austria per esempio le ferrovie che vennero costruite in piemonte con molto ritardo rispetto agli altri stati della penisola avevano lo scopo non di rendere la vita più comoda alla popolazione che cavour sostanzialmente trascurò ma di assicurare un valido mezzo per lo spostamento rapido delle truppe in previsione delle operazioni militari non deve quindi meravigliare se negli altri stati ci fu un più lento sviluppo delle linee ferroviarie rispetto al piemonte qui c era l emergenza di una guerra imminente in quest ottica è anche da intendere il comportamento del cavour nel corso della crisi economica del 1853 anno di carestia il grano accumulato non doveva ser vire per alleviare i disagi della popolazione ma per arricchirsi e favorire l arricchimento del regno infatti egli aprì le frontiere per la libera vendita all estero del prodotto anche a prezzi più alti allo scopo di accelerare la formazione dei capitali necessari alla guerra gli altri stati italiani che vivevano in pace adottarono al contrario provvedimenti opportuni per limitare i sacrifici della gente ma le guerre costano parecchio e il denaro già accumulato non era ancora sufficiente ed ecco che altre entrate cominciarono a intravedersi l anno successivo nel 1854 quando in parlamento iniziò la discussione della legge che prevedeva la soppressione degli ordini religiosi confiscarne i beni venderli in parte e realizzare altra ricchezza la legge naturalmente venne approvata ma dopo lunghe e snervanti discussioni nel 1855 questo metodo era stato già sperimentato nel 1848 allorché venne approvata la legge per la soppressione dell ordine dei gesuiti e l incameramento dei loro beni ma perché questo accanimento proprio contro gli ordini religiosi perché non si tentava di percorrere altre strade i liberali rispondevano che quelle leggi servivano per sopprimere i privilegi eccessivi di cui godeva la chiesa nella realtà la classe dirigente piemontese aveva individuato un modo facile per conseguire due obiettivi oltre al motivo urgente di procurare i mezzi per la guerra c era un altro motivo cercare di guadagnarsi ancora di più la benevolenza della francia e soprattutto dell inghilterra i due stati possibili futuri soccorritori del piemonte per cercare di capire bene le cose bisogna fare dei passi indietro segue

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l inghilterra era allora come oggi un stato di religione anglicana questa religione contrasta per certi aspetti con la religione cattolica il motivo del distacco degli inglesi da roma risale al secolo xvi quando il re enrico viii non avendo ottenuto dal papa clemente vii l autorizzazione di divorziare dalla moglie caterina d aragona per sposare la damigella anna bolena non riconobbe più il papa come capo della chiesa nel suo regno egli stesso si proclamò capo della chiesa inglese 1534 dopo di che ormai senza alcun ostacolo poté avere altre quattro mogli ne fece decapitare due anna bolena e caterina howard da allora in quel paese nacque una sorta di intolleranza per il mondo cattolico questa situazione è rimasta così nel tempo oggi la regina elisabetta è a capo della religione anglicana pertanto con le leggi che vennero approvate nel 1855 in piemonte contro gli ordini religiosi si raggiunsero due obiettivi 1 i beni ecclesiastici espropriati furono venduti e fruttarono della liquidità per le casse bisognose del regno in alcuni testi scolastici si legge che gli immobili e le terre espropriate vennero date ai contadini ma ciò non è vero perché questi che spesso erano in situazioni economiche molto disagiate non potevano ovviamente permetterselo furono invece acquistati dalle famiglie nobili e facoltose che accrebbero così i loro patrimoni tramandati poi di padre in figlio come già ricordato la tenuta di leri che era appartenuta per molti secoli all ordine dei cistercensi era stata acquisita allo stesso modo dal marchese michele cavour dopo l espropriazione napoleonica e divenne poi proprietà dei figli gustavo e camillo 2 con la soppressione degli ordini religiosi i piemontesi vollero dimostrare di essere in linea con la mentalità anticattolica degli inglesi i quali naturalmente ricambiarono rendendosi ancora più disponibili verso la compagine governativa di torino il fatto che nel regno di sardegna la popolazione era quasi tutta cattolica e lo statuto riconosceva all art 1 la cattolica come religione ufficiale dello stato non contava nulla era stato deciso così per i motivi già esposti bisognava operare anche contro la volontà popolare e contro la legge ma c è pure un altro fattore da considerare la massoneria molti tra i parlamentari liberali piemontesi erano massoni legati con la potente associazione inglese quindi le leggi contro la chiesa di roma andavano nella giusta direzione si ritiene utile riportare in estrema sintesi qualche notizia sulla massoneria l ordine massonico ha origini molto antiche in passato era una associazione di artigiani muratori e operai che si trasmettevano i segreti del mestiere successivamente assunse un carattere speculativo teso al progresso alla fratellanza all elevazione materiale e morale dell uomo caratteristiche della massoneria sono la segretezza e il rituale fatto di gesti e segni alquanto misteriosi nell 800 fu confusa anche con la carboneria per la scarsa chiarezza e l alone di mistero che da essa promana è stata più volte scomunicata dalla chiesa nel passato è stata riconosciuta o vietata o tollerata dai vari governi più recentemente durante l epoca fascista è stata dichiarata fuori legge e quindi soppressa con la fine del fascismo essa è rinata negli anni ottanta del secolo appena trascorso in italia è stata al centro di polemiche con la discussa figura di licio gelli scandalo della p2 propaganda2 che ne ha danneggiato l immagine molti patrioti del risorgimento erano massoni o simpatizzanti massoni vittorio emanuele camillo cavour giuseppe garibaldi francesco crispi giuseppe zanardelli costantino nigra giuseppe la farina giuseppe mazzini pier carlo boggio nino bixio ecc 17-continua attraverso la voce dei suoi dirigenti ma non solo la scuola calcio silaregia esprime la sua viva e sincera gioia per la promozione del pagliarelle in prima categoria e una festa collettiva di tutta una comunità alla quale partecipiamo anche noi dice il d.s della silaregia salvatore calaminici che così prosegue quando è lo sport a trionfare non possiamo non esprimere felicità ed esultanza la s.c silaregia è l espressione ormai consolidata di una realtà territoriale non solo sportiva e calcistica che nel comprensorio è riuscita a portare avanti e coniugare l aspetto tecnico-calcistico con i valori della nei giorni scorsi nel quartielealtà della correttezza dentro e fuori dal campo e della socializzazio re san francesco è apparso un ne in un contesto in cui c è eramente cartello su cui c è scritto finalgran bisogno anche di questi ingre mente piazza san francesco dienti e con tutto il cuore conti accessibile a tutti grazie amminua calaminici che vogliamo unir nistratori così alcuni cittadini che abici a questa grande festa di sport tra l altro la quasi totalità della tano nello storico quartiere petirosa proviene proprio dalle nostre lino hanno inteso ringraziare giovanili penso per esempio a ven l amministrazione comunale per neri fabio e pasquale garofalo solo i recenti lavori avviati per riquaper citare due tra i pilastri della squa lificare e rendere più accessibile dra che fecero benissimo nella una zona del paese per tanto nostra scuola calcio nel campionato tempo abbandonata da oggi infatti piazza san allievi o a danilo garofalo destinato a diventare un gran bel difensore francesco è più facilmente ragl augurio che faccio al pagliarelle giungibile da tutti i mezzi di conclude il d.s è quello di riuscire a locomozione grazie all allargamantenere negli anni il traguardo rag mento della sede stradale di giunto affinchè anche noi come scu corso roma con l abbattimento ola calcio si possa contribuire con i di alcuni edifici nella zona adianostri giovani a raggiungere impor cente a piazza filottete e grazie anche all abbattimento di parte tanti traguardi della casa salerno nei pressi del enzo vigo campanile della chiesa matrice che consente un più agevole passaggio degli autoveicoli da sotto il campanile stesso soddisfazione è stata espressa dal sindaco fera che interpretando anche i sentimenti di tutti gli amministratori si è detto contento per la gratitudine dimostrata dagli abitanti della zona di san francesco ed ha affermato che queste manifestazioni di riconoscenza sono di stimolo per fare sempre di più per risollevare le condizioni del nostro paese.

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pagina 12 anno xiii maggio 2010 salve redazione de il petilino mi chiamo piera sono la moglie di un vostro lettore e concittadino vorrei visionaste la poesie che da poco ho scritto sulla calabria e su petilia qualora ci fosse la possibilita anche di pubblicarle sul vostro giornale ve ne sarei molto grata la mamma è un albero maestoso sempre pronta a darti il fiore il frutto la foglia sempre che tu lo voglia e un arteria afferente pronta a dissetarti come una sorgente e un pozzo senza fondo uno scrigno robusto contente amore la chiave è installata nel tuo cuore la mamma è lo specchio in cui tu stesso sei riflesso il tuo volto sereno la illumina il tuo sorriso la inebria la tua giovialità la esalta la tua rettitudine la inorgoglisce la tua tristezza l angoscia il tuo turbamento la fascia di malinconia il tuo dolore la tormenta vive con te la sua vita in tutte le stagioni c è qualcosa di divino in lei un lembo di mistero sin dal momento del concepimento tutto di te comprende tutto perdona se tu la dimentichi solo allora chiusa nel suo segreto antro pian piano muore dentro petilia petilia ti vidi su di una rupe appoggiata su una grande roccia dominando la natura circostante siede vicino a te una punta rocciosa petilia di certo non sei un paese arrivista ma incanti la nostra vista i tuoi dintorni sono verdeggianti lo scrosciare delle tue cascate i tuoi ruscelli il fiume molti dei tuoi abitanti non li hanno ancora veduti la tua natura non trascuri inebriadoci con i tuoi profumi alberi di frutta ulivi con i loro colori arricchiscono il terreno per la gioia dell emigrante che torna al suo paese tanti ricordi non son sbiaditi per chi li ha vissuti vicini vivesti il tremore più forte e ti sconvolse i racconti della tua gente tornano al passato ricordando petilia senza perderla di vista in primavera sei come un fiore appena sbocciato rendendo il tuo paese incantato tanti anni fa arrivai da forestiera conquistasti subito il mio giovane cuore insieme al mio grande amore grazie petilia piera maietti calabria calabria bella calabria mia così lontana e mai si arriva quando arrivo tu mi saluti inebriata dai tuoi profumi mare e montagna non ti fai mancare per un po di tempo ci fai sognare la dolce brezza della sera così speciale così vera i tuoi paesaggi sconfinati per i nostri occhi così incantati l omertà della tua gente non ti rende convincente tante cose ci sono da fare presto presto da valorizzare dai la forma alla nostra italia con fiducia e con speranza la tua gente ti ringrazia per la tua bellezza così compatta piera maietti buonanotte sussurra petilia alle strade che ormai son deserte a chi dorme e forse già sogna piazza filottete di neve coperta buonanotte petilia ai vicoli stretti ai petilini che girano lenti due gatti che saltano sui tetti quattro note che sembrano lamenti buonanotte petilia paese perduto al castello ruscello che non c è più porta judaica che guarda muta il fiume soleo sara carvelli alla mamma la redazione de il petilino ha il piacere di pubblicare in occasione della festa della mamma una poesia tratta dalla sillo ge pensieri in libertà della compianta signora medaglia pietropaolo marianna mamma sei la persona che amo di più su ogni cosa al mondo senza di te non sarei felice allegro e giocondo io ti penso anche quando non ci sei per me sei un tesoro che rimarrà per sempre nei sogni miei ogni volta che mi hai sgridato felicità mi hai portato so che fai ciò per il mio bene e farmi diventare un bambino perbene nella mia mente la tua immagine è impressa sono sicuro che nel mondo non ci sia altra madre che in bravura sia la stessa per l eternità bene ti vorrò per quello che fai riconoscente ne sarò c è un amore che non ha rivali che non puoi perdere mai un amore che dona ma non chiede che scorda le parole amare per ricordare solo i baci e le carezze di un bambino vorrebbe poterti donare i giorni suoi perchè tu possa viverli coi tuoi vorrebbe rubare il sole al cielo e darlo a te perchè la vita fosse sempre luce e quando quel cuore morirà non morirà l amore se nei giorni bui ti sentirai smarrito il cuore che ti ha donato amore ti prenderà per mano per condurti nel sole se talvolta la notte un alito leggero sentirai non avere paura e la tua mamma che vorrebbe abbracciarti come da bambino ma può soltanto senza voce alitarti il suo amore!

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anche per il 25 aprile 2010 giornata dedicata in tutta italia alla liberazione i cittadini di petilia che di buon mattino frequentano piazza filottete l hanno trovata colorata di festa.ragazze e ragazzi dei vari ordini di scuola ma anche adulti con i colori sgargianti delle divise sportive per partecipare alla corsa di primavera e della liberazione.all inizio della manifestazione podistica patrocinata dall amministrazione comunale e dalla comunità montana alto crotonese abbiamo ritenuto doveroso ricordare brevemente il significato della celebrazione alle nuove generazioni mentre contemporaneamente davanti al monumento ai caduti era posta una corona di alloro dai vigili urbani alla presenza del sindaco dionigi fera degli assessori francesco ierardi luigi carvelli aurelio berardi e dai consiglieri domenico camigliano giovanbattista scordamaglia salvatore carvelli e amedeo nicolazzi alle ultime generazioni dimentichi spesso non per colpa loro si ricorda la liberazione dell italia dopo ben sei anni di guerra che ha portato lutti e rovine ed ha visti coinvolti anche molti nostri nonni e genitori e di cui portano anche indirettamente i segni anche coloro che non hanno partecipato in armi al tragico conflitto approfittando di questa ricorrenza si facciano allora raccontare dai loro parenti più avanti in età di quando anche nei cieli di petilia in quei tristi giorni sentivano spesso il rombo sinistro e l apparire delle squadriglie di bombardieri blenheim della raf che decollavano da malta e vero che a petilia non ci furono vittime dirette una sola bomba fu sganciata sugli stabilimenti della sofome ma a crotone bersaglio diretto per via della pre senza della montecatini i morti delle varie incursioni furono diversi fra quali un nostro compaesano la celebrazione della liberazione alla quale seguirono con la proclamazione della repubblica del referendum del 2 giuno 1946 e la costituzioneuna delle più avanzate del mondo e con essa il ritorno alla democrazia la libertà di pensiero e di associazione ecc.infatti l articolo 18 recita i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente e l articolo 4 ogni cittadino ha il dovere di svolgere secondo le proprie possibilità e la propria scelta un attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società di queste eredità c è ne siamo ricordati proprio un mese fà in occasione della conferenza stampa di presentazione dello statuto dell associazione onlus gruppo podistico le aquile nella biblioteca comunale hanno presenziato alla premiazione dei vincitori delle varie categorie con coppe ,targhe attestati cappellini il sindaco avvocato dionigi fera il vicesindaco prof francesco ierardi l assessore allo sport luigi carvelli l assessore allo sport del comune di mesoraca falbo ed i dirigenti giovanni parente ,salvatore giordano,domenico manfreda gabriele persico salvatore lechiara ed i soci giuseppe giordano francesco ierardi silvano giordano luigi bianco salvatore fico antonio miletta francesco comberiati antonio mazzone mascaro carlo il servizio medico è stato garantito dai medici sociali dott francesco comberiati e dott salvatore fico e dall ambulanza della croce blu organizzata da luigi daniele il servizio di vigilanza è stato garantito dall arma dei carabinieri e dal corpodeivigiliurba ni.l organizzazione della piazza e dei 5 percorsi disegnati all interno del centro abitato è stato gestito dai dirigenti dell associazione e dai soci ierardi francesco miletta antonio mascaro carlo bianco giuseppe giordano giuseppe giordano silvano mazzone antonio miletta bruno giordano antonio falbo antonio dal dirigente della proloco piero mazzone e da mimmo rizzuti di petilia in web il servizio di ristoro è stato garantito ai partecipanti con i prodotti offerti dagli sponsor supermercato crai vini saporito e frutta e verdura riolo all inizio della manifestazione è stato suonato l inno di mameli fratelli d italia e brevemente ricordata anche la nascita dell inno scritto da goffredo mameli genovese morto a soli 22 anni durante la partecipazione alla difesa della repubblica romana nel 1849 l inno era stato musicato da michele novaro è doveroso ricordare pure il nome di questo umile artista ed a proposito di risorgimento italiano abbiamo informato che per l anno prossimo il gruppo podistico le aquile si farà promotore di una manifestazione podistica con il coinvolgimento dei paesi del territorio in occasione del 150mo anniversario dell unità d italia essendo stato scelto fra gli undici siti commemorativi nazionali anche crotone con il monumento sulla ss 106 dedicato ai fratelli attilio ed emilio bandiera veneziani martiri della causa italiana sbarcati in calabria nel 1844 catturati alla stragola nei pressi di s.giovanni in fiore e fucilati nel vallone di rovito presso cosenza chi è interessato a partecipare può contattare l associazione nell occasione abbiamo voluto dare come nella precedente edizione anche un segnale ed uno stimolo a cittadini e istituzioni di carattere ecologico centrato sulla necessaria ed urgente questione della raccolta differenziata.per evitare di sporcare la piazza abbiamo organizzato all insegna del motto corriamo e promuoviamo la raccolta differenziata alcuni contenitori dedicati alla carta plastica vetro lattine e ricordato il decreto edo ronchi 5/02/97 n.22 che risale a più di dieci anni fà con le 4r raccolta differenziata riutilizzo riciclo e recupero energetico elenco partecipanti e classifiche vincitori giordano salvatore parente giovanni comberiati francesco fico salvatore persico gabriele lechiara salvatore ierardi francesco miletta antonio mascaro carlo bianco giuseppe manfreda domenico giordano giuseppe giordano silvano mazzone antonio miletta bruno giordano antonio falbo antonio,giordano sveva aiello giuseppe rizzuti piero gorgona federico comberiati francesca cavallo ilaria lechiara pietropaolo ierardi francesca pollinzi gaetano carvelli lara scalise sara carvelli francesco fico valentina scordio marcello fico francesco lazzaro pasquale pace rosanna sisca chiara miletta cristian scandale giuseppe giordano giorgia lechiara antonio ierardi giuseppina fico michela miletta luigi criniti luigi gumari emanuel locanto francesco pace giovanni cavarretta pasquale ceraudo donato ceraudo maikol mirabelli francesco carvelli vladimiro lazzaro vincenzo barbuto sandro bianco simone scalise emilio comberiati gerardo carvelli giusi cavallo salvatore venturino emanuele rizza giuseppe mazzone antonio bruno francesco rizza vincenzo rotella rosa castagnino santina provveduto filomena significativa la partecipazione delle donne classificati nelle varie categorie categoria pulcini 1° ceraudo maikol 2° mirabelli francesco 3° carvelli vladimiro donne 1° giordano sveva la mascotte della manifestazione aquilotti 1° lazzaro vincenzo 2° barbuto sandro 3° bianco simone piccole aquile 1° ceraudo donato 2° scalise emilio 3° comberiati gerardo donne 1° carvelli giusi aquile 1° cavallo salvatore 2° venturino emanuele 3° rizza giuseppe aquile reali 1° mazzone antonio 2° bruno francesco 3° rizza vincenzo donne 1° rotella rosa 2° castagnino santina 3° provveduto filomena giovanni parente nella foto alcuni momenti della manifestazione

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scandale piccolo centro agricolo della provincia di crotone oltre a vantare una storia millena 1191 al 1198 venne eletto papa il 30 marzo del 1191 quando era solo un diacono ria nel suo territorio si sono insediate a partire dal xvi secolo famiglie nobiliari di alto rango e spessore culturale trattasi soprattutto di queste due famiglie gli orsini e a seguire i drammis gli orsini casata dalle nobili origini famiglia principesca romana le cui origini risalgono al xii secolo con orso di borbone nipote di celestino iii la casata al centro delle dispute tra guelfi e ghibellini fu tra le protagoniste nel lazio nel periodo feudale sono ricordate le lotte contro i ghibellini colonna e contro i borgia le sanguinose contese contro questi ultimi furono interrotte da papa giulio ii 1503-1513 nel 1511 che impose la pace tra le due casate appartengono agli orsini oltre ad una ottantina di cardinali tre pontefici celestino iii 11911198 niccolò iii 1277-1280 e benedetto xiii 1724-1730 celestino iii nato giacinto borbone orsini nel 1106-1198 fu papa dal giovanni gaetano orsini nato nel 1220 fu nominato pontefice dal 1277 al 1280 col nome di niccolò iii pietro francesco orsini nato a gravina di puglia nel 1649 morto a roma il 1730 era figlio della duchessa giovanna frangipane della tolfa e di ferdinando orsini iii duca di gravina e ii di solofra nel 1670 divenne cardinale e nel 1675 rifiutando il titolo di duca a soli ventitré anni divenne vescovo di manfredonia poi vescovo di cesena infine vescovo di benevento nel 1724 divenne papa benedetto xiii inizialmente si fece chiamare benedetto xiv a causa della superstizione secondo la quale il tredici portava sfortuna ma successivamente modificò il titolo ma in questa nobile famiglia non ci furono solo cardinali e pontefici ma anche conti marchesi/e duchi /esse principesse e principi un altro illustre personaggio del rinascimento fiorentino lorenzo i de medici detto il magnifico signore di firenze e poeta italiano nel giugno del 1469 sposò clarice orsini anche a scandale fu presente questa nobile famiglia a partire dal xvi secolo fino al xx secolo infatti l ultima erede è stata la nobildonna orsino elisabetta nata a scandale il 04.06.1861 atto n.19 deceduta l 08.11.1945 atto n.21 e stata registrata agli atti con orsino anziché orsini ma il cognome può aver subito variazioni dialettali forme contratte diminuitivi ed errori dovuti alla trascrizione questo cognome sembrerebbe derivare dal nome medievale orso abbastanza diffuso in italia e dal suo diminutivo orsino nobile famiglia di cui si hanno tracce dal 1100 e che per moltissimi secoli ha dato personaggi illustri che hanno segnato il loro tempo l imponente palazzo orsini è situato nel centro storico della cittadina risale al xvi-xvii secolo e si eleva su due piani l ingresso principale ha un arco a tutto sesto bella mostra di sé fanno gli stupendi balconi con ringhiere in ferro battuto e decorazioni con foglie e ghiande di querce e alcune stanze affrescate dell ultimo piano ma oltre a questa casata ve ne erano altre tra cui i nobili frangipane marangolo romano massa contestabile speziale greco e franco ormai estinte e infine la famiglia dei baroni drammis iscritta nell albo delle principali famiglie d europa la famiglia drammis discende dal meritorio della croce di cavaliere dell ordine dei ss maurizio e lazzaro e della medaglia d argento al valore militare il barone si occupò anche dell allevamento produsse anche dei cereali per i quali ottenne la medaglia di bronzo all e sposizione internazionale di londra e dal re vittorio emanuele ii una promozione all ordine dei ss maurizio e lazzaro il potere e l influenza sociale erano tali da meritale l appellativo di baroni della calabria e la concessione da parte del governo centrale di carta bianca per la lotta ai fuorilegge e ribelli allo stato toccando dunque il suo portone e battendone il battaglio si poteva avere il perdono dalla legge furono ospiti dei drammis illustri personaggi come garibaldi esiste ancora il tavolo dove egli sedette il giurista poerio e lo storico pietro colletta e negli anni 30 umberto ii colonnello salvatore drammis che venne in italia al tempo della calata degli spagnoli in questo paese egli vi si stabilì e prese in acquisto non solo le terre di fota ma pure la baronia che ne dipendeva nicola drammis sposò la nobildonna domenica orsini da questo matrimonio è nato il barone salvatore drammis quest ultimo nell anno 1832 che vide il terribile terremoto della calabria fece costruire a sue spese 40 case e li diede in proprietà ai poveri di scandale nel 1843 la carestia decimò la popolazione della calabria ma gli scandalesi furono esentati perché salvatore drammis procurò loro grano e farina nel 1860 egli fornì un gran numero di giovani al generale garibaldi e li equipaggiò a sue spese nel 1861 salvatore drammis preservò dalle invasioni non solo il suo paese ma anche altri villaggi a sua maestà sembrò che ciò fosse di savoia e negli anni 60 dimorò nel suo vetusto palazzo il regista roberto castellani per girare il suo film il brigante che durante la lavorazione del film l edificio funse da municipio l omonimo palazzo sorge in piazza san francesco si eleva su un solo piano stupisce per la sua architettura e per le lunette poste sulle finestre ha un portale in pietra con arco a tutto sesto splendide anche le ringhiere ma decisamente sontuosi gli interni soprattutto l ampia sala come viene chiamata ancora oggi dagli eredi che vi abitano la galleria oltre a essere grandiosa è spettacolare con soffitti ricoperti da tessuti in seta riccamente decorati unici nel suo genere e uno dei palazzi più belli e sontuosi della provincia di crotone luca vincenzo simbari

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dopo la fase invernale dedicata all organizzazione interna iniziano le attività di progetto giovani associazione nata all inizio dello scorso inverno e sorta con lo scopo di operare nei settori socio-culturale sportivo e ricreativo il presidente salvino lerose e i soci di progetto giovani hanno lavorato negli scorsi mesi per stilare un programma di eventi da organizzare nella bella stagione cercando di puntare sull entusiasmo e sulla creatività dei giovani petilini gli eventi programmati sono cinque il torneo pro evolution il cineforum il torneo di calcetto il trekking la visione dei mondiali in piazza due di questi programmi hanno preso il via il torneo pro evolution e il cineforum il torneo pro evolution è un torneo di play station è incominciato il 19 aprile e si tiene nella sede dell associazione il torneo virtuale è un modo di giocare dell ultima generazione attraverso il quale gli organizzatori vogliono riunire i giovani del paese è un momento ricreativo condiviso da molti ragazzi e per quelli di progetto giovani è un modo per fare gruppo e per far crescere l associazione altro progetto che è già partito è quello del cineforum la sera del 24 aprile nella biblioteca comunale è stato proiettato il primo film di una serie già stabilita il film presentato nella biblioteca grazie alla disponibilità dell amministrazione comunale è crash di paul haggis crash contatto fisico è un film del 2005 tratta il tema del razzismo in un paese plurietnico come gli stati uniti nel 2006 ha ricevuto sei nomination all oscar vincendone tre miglior film migliore sceneggiatura originale miglior montaggio un film che sottolinea la diffi denza e a volte la paura verso il diverso ma allo stesso tempo fa riflettere sul bisogno che ha l uomo di sentire l altro il bisogno di un contatto fisico che inevitabilmente per quanto si possa cercare di evitare lo si sperimenta ogni giorno durante la proiezione molti dei posti a sedere della sala comunale sono rimasti liberi forse per una maggiore pubblicità che doveva anticipare la visione del film o forse perché i destinatari della proiezione sono disabituati ad un evento come quello del cineforum di certo i ragazzi di progetto giovani non si scoraggiano accettano la sfida e insistono verso questa tipologia di eventi pensando ai prossimi film da proiettare gli altri progetti dell associazione si svilupperanno nel mese di maggio e giugno il 3 maggio si aprirà il torneo di calcetto che si terrà nel campo sportivo del pantano mentre il 9 maggio si proporrà una giornata di trekking ultimo programma prima della pausa estiva è la visione delle partite dei mondiali di calcio in piazza filottete filomena ierardi il nostro compaesano scultore mimmo greco ci ha fornito il bozzetto della lampada degli emigrati che su iniziativa del nostro giornale si vuole offrire alla chiesa del convento della santa spina perché illumini il cammino dei nostri compaesani sparsi in tutto il mondo e per intercessione della sacra spina conduca tutti sulla retta via per realizzare questa lampada in bronzo con lucidatura ottonata che sarà alta circa 120 cm ed avrà una base di 80/90 cm saranno necessari oltre cinquemila euro siamo in attesa di ricevere un preventivo di spesa per cui facciamo appello alla sensibilità dei nostri compaesani affinché contribuiscano tutti con una offerta che potrà essere inviata tramite un bollettino di conto corrente di cui riportiamo sotto gli estremi oppure consegnandola ai punti autorizzati che esporranno un apposito cartello e che rilasceranno apposita ricevuta tutte le offerte saranno elencate nel nostro giornale e preghiamo coloro che le hanno inviate e non si trovano iscritti per possibili disguidi nell elenco pubblicato mensilmente sul giornale di segnalare il fatto telefonando al n 0962/431115 ore serali oppure al cellulare 339/8129868 crisa giuseppe carvelli franco trocino rosario pappaianni luigi raccolta fra petilini famiglia rizza camigliano concetta rizza avv amedeo trocino maria poerio vittorio lerose domenico carvelli rag carmine guzzi rosario filice michele luchetta giuseppe ceraudo gianfranco sama salvatore carvelli armando parise luigi carvelli maria guzzi antonietta venturino nicola cavarretta francesco curcio salvatore adamo saverio ierardi luigi luchetta giuseppe carvelli teresa cavarretta sabatino trocino andrea pilacco lazzaro mario latorre michele pantuso costanza argirio maria medaglia giuseppe sisca salvatore prestanizzi salvatore firenze torino genova aversa genova milano milano milano mantova milano milano milano milano milano milano milano milano paderno d rovigo milano paderno d germania desio nova mil limbiate petilia pol paderno d brescia milano limbiate frossasco genova paderno d genova rosta milano milano totale 30,00 15,00 20,00 10,00 305,00 30,00 30,00 50,00 20,00 20,00 15,00 30,00 50,00 20,00 50,00 25,00 20,00 20,00 20,00 10,00 20,00 50,00 20,00 30,00 50,00 50,00 30,00 30,00 30,00 20,00 15,00 15,00 20,00 20,00 20,00 50,00 50,00 1.310,00

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