IL PETILINO - APRILE 2010

 

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il petilino regionali 2010 scopelliti presidente anche a petilia vince il centrodestra peppe scopelliti agazio loiero pippo callipo voti 438 11,17 voti 2.156 55,00 voti 1.326 33,83 a pag 13

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pagina 2 anno xiii aprile 2010 caro direttore spero che ancora una volta mi dia ospitalità sul suo giornale leggevo giorni addietro sul crotonese e precisamente sul numero 16 del 9/2/2010 un articolo sulla possibile chiusura di alcune postazioni di guardia medica la lettura dello stesso mi porta a sorridere anche se c è da piangere e pensavo gli ultimi si riuniscono in una struttura il granaio che costa allo stato milioni di euro all anno per discutere la chiusura di presidi sanitari che allo stato non costano nulla la mia direttore non è un eresia ma un espressionè uscita in una tavola rotonda tenutasi in emilia romagna dal titolo sul territorio a tutto campo si discuteva appunto della continuità assistenziale medici in prima linea che rischiano di persona sottoposti spesso ad aggressioni verbali e fisiche un servizio dai costi irrisori che dà risposta alla domanda di salute dei cittadini che è sempre sotto la scure dei tagli delle regioni corrado de rossi direttore di panorama sanità la guardia medica assicura con capillarità un sevizio nelle ore più critiche e rappresenta quasi sempre l unico presidio sanitario presente nel territorio e lo fa con assoluta sostenibilità economica incidendo appena per lo 0,60 sulla spesa sanitaria giuseppe palumbo presidente commissione affari sociali della camera dei deputati i mca sono un investimento economico il loro servizio sottopagato porta a far guadagnare lo stato infatti un ricovero evitato per il loro intervento fa risparmiare alle casse statali 750 euro al giorno questo è il prezzo di un giorno di ricovero evita accessi incongrui al p.s anna lampugnani responsabile nazionale smi nell articolo succitato il giornalista riferisce che il direttore dell a.s.p kr rivolgendosi ai sindaci dice faremo uno sforzo a mantenere almeno quattro postazioni poiché per la normativa in vigore solo due ne dovrebbero restare ma questa norma da dove è spuntata l air,cioè l accordo decentrato regionale ha stabilito che il rapporto ottimale per la continuità assistenziale vista la situazione orografica è 1 3.500 non 1 5.000 come prevede l acn l a regione calabria interpreta questo 1 /3.500 come un medico ogni 3.500 su tale interpretazione ed anche sul rapporto ottimale di m.g viene fatto un ricorso al tar lazio da parte di 28 medici calabresi il tar lazio sul ricorso n 912 del 2007 con sentenza n 9909 del 10.10.2007,così si esprime per quanto riguarda il rapporto ottimale di c.a 7 in relazione infine alle censure dedotte con riferimento all art 13.1 dell accordo impugnato riguardo al rapporto ottimale per i medici inseribili nel servizio di continuità assistenziale rapporto individuato in 1 medico ogni 3.500 residenti la chiara formulazione della disposizione esclude che essa possa essere interpretata nel senso paventato dai ricorrenti e cioè come rapporto riferito a ognuno dei medici in servizio presso la medesima postazione di continuità assistenziale e non già alla postazione nella sua unicità avvalora tale conclusione la formula motivatoria contenuta nell incipit della disposizione dalla quale si desume che l evidenziato rapporto di riferimento 1 medico/3.500 residenti strutturato in senso più favorevole per i fruitori della continuità assistenziale rispetto a quello previsto dall acn del 24 marzo 2006 1 medico per 5.000 residenti trova giustificazione nella peculiari situazioni enunciate dalla norma tra cui la particolare conformazione oro-geografica del territorio calabrese la regione calabria contro questa sentenza si rivolge al consiglio di stato il consiglio di stato si pronuncia sul rapporto ottimale dei medici di medicina generale ma tace su quello della continuità assistenziale quindi caro direttore petilia policastro in base ai suoi residenti ha diritto a due postazioni come realmente sono chi le scrive è un titolare di guardia medica che insieme ad altri tre titolari operano come medici nella postazione di pagliarelle che racchiude anche le frazioni camellino e la località san demetrio serviamo una popolazione che allo stato dà molto anche in vite umane infatti la maggior parte di questa gente lavora come minatore nelle più disparate regioni d italia per servire uno stato padrone che con i suoi apparati statali decentrati vuole togliere l unica istituzione rimasta in questa frazione cioè la guardia medica noi medici siamo orgogliosi di lavorare in questa realtà per questa gente onesta e laboriosa e lo facciamo con abnegazione e svolgendo non solo il lavoro di medico ma anche di assistente sociale di assistenza ai malati oncologici assistenza domiciliare alle persone allettate e non deambulanti tutti servizi che dovrebbe garantire la asp kr che invece latita le posso dire direttore che nella postazione noi mca svolgiamo anche il lavoro di idraulici imbianchini impresa pulizie ecc anche questo compito della asp per quanto riguarda poi la scure della corte dei conti paventata dal direttore della asp volesse dio che veramente questo organo spulciasse nei conti di questa azienda allora ne vedremo delle belle la responsabilità del passivo di questa azienda risulterà veramente chiaro si appurerà finalmente che a far fallire l azienda non siamo noi guardisti dai costi irrisori ma lo sa direttore qual è la sfortuna nostra e di questa gente vivere nell ultima regione d italia e nell ultima provincia d italia,ed in questa realtà calza veramente a pennello un detto che soleva dire mia nonna giustizza e sanità amaru chi ne a cerca dr pietro ierardi questo è il forte l appello che lanciamo ai nostri lettori alla fine del dodicesimo anno dalla nostra prima uscita la sopravvivenza del nostro giornale è stata finora assicurata all insegna della precarietà sia in termini di risorse umane e sia in termini economici se da una parte a volte si stenta a far uscire il giornale per la mancanza di articoli dall altra ogni fine anno bisogna fare i conti con la mancanza di fondi per pagare le spese delle pubblicazioni alle quali spesso si fa fronte con risorse personali a volte forte è la tentazione di gettare la spugna ci fa desistere solo il grande affetto che tanti nostri emigrati ci dimostrano telefonandoci e incoraggiandoci da circa dieci anni il prezzo del giornale è fermo ad un euro nonostante l aumento dei costi tipografici e di spedizione dal prossimo gennaio pertanto ci vediamo costretti d aumentare il costo del giornale ad 1,50 e a ritoccare il contributo per la spedizione il nostro ringraziamento comunque va alle poche aziende che ci sostengono con la pubblicità e ai pochi sostenitori che ci inviano un contributo più sostanzioso senza di loro sarebbe proprio impossibile continuare la pubblicazione del giornale per questo vi diciamo sosteneteci la redazione ordinario 40,00 sostenitore 100,00 benemerito 200,00 l abbonamento si può sottoscrivere effettuando il versamento sul conto corrente postale sotto riportato oppure in contanti presso le edicole di petilia policastro o inviando assegno non trasferibile all indirizzo sotto riportato per i paesi europei si può utilizzare il circuito eurogiro delle poste per evitare disguidi o ritardi nella spedizione si prega di voler comunicare per posta mail o telefono gli estremi del versamento.

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anno xiii aprile 2010 pagina 3 le ultime abbondanti piogge verificatesi nel mese di marzo hanno provocato un grave abbassamento della sede stradale sul tratto della provinciale che da petilia policastro porta a foresta nei pressi del ponte da zita che da decenni è interessato ad un continuo cedimento durante un sopralluogo congiunto provincia comune in cui erano presenti il presidente stanislao zurlo e l ingegnere francesco benincasa per la provincia mentre per il comune sono intervenuti il sindaco dionigi fera il vicesindaco francesco ierardi e il dirigente dell ufficio tecnico comunale ing antonio urso il sindaco fera ha rappresentato al presidente della provincia la necessità di ripristinare al più presto il transito per la frazione foresta in quanto una interruzione prolungata della strada danneggia tutta la popolazione non solo quella di petilia policastro ma di tutto il comprensorio ed inoltre provoca gravi danni agli operatori economici già penalizzati dall attuale crisi i tecnici hanno riscontrato un grave collassamento della sede stradale dovuto allo scivolamento di un fronte franoso di circa duecento metri che si è portato via anche la palificazione in cemento armato recentemente realizzata infatti la carreggiata è sprofondata di circa due metri e si è spostata a valle di circa 5 metri la provincia è subito intervenuta per dare una soluzione provvisoria è stata realizzata infatti una pista momentanea affiancata alla strada franata che consente il passaggio almeno dei mezzi di soccorso e degli autoveicoli leggeri per una soluzione definitiva invece oltre a fondi straordinari sono necessari approfondimenti tecnici per valutare un percorso alternativo o un risanamento della strada esistente sulla stessa strada nei pressi di località ponte di ferro la provincia è intervenuta anche per far sgombrare la strada per la caduta di un tratto di muro di contenimento e mettere in sicurezza la rimanente parte che rischia anch essa di cadere mentre sono stati riparati altri tratti verso foresta che erano ceduti anch essi sotto l effetto delle abbondanti piogge nell immediatezza dell evento franoso l amministrazione comunale per consentire ai mezzi leggeri di raggiungere petilia policastro senza dover percorrere la più lunga strada della s spina o da tacina roccabernarda aveva fatto ripristinare con un proprio intervento la vecchia strada ferrata delle ferrovie calabro lucane che da pianette porta a san liborio si spera che nelle prossime set timane possa essere avviato l iter per cercare una soluzione definitiva all annoso problema nei giorni scorsi è stata aperta al pubblico la strada che da loc pantano porta a loc zumpo che era stata interrotta da un pericoloso evento franoso lo scorso mese di febbraio dopo l assestamento del terreno l amministrazione comunale ha fatto intervenire immediata mente una ditta che ha rifatto di sana pianta la pista franata e consentire così il transito degli autoveicoli la strada in questione riveste particolare importanza per gli abitanti della frazione pagliarelle che per raggiungere crotone o catanzaro non sono obbligati a passare dal centro abitato di petilia con notevole risparmio di tempo e di chilometri percorsi soddisfazione per l immediato intervento è stata espressa dall assessore carlo alberto filice che ha rappresentato anche il compiacimento dei cittadini di pagliarelle.

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pagina 6 anno xiii aprile 2010 l intervista di questo mese è dedicata a tommaso saporito un altro punto d orgoglio per p policastro tommaso è andato via da p policastro molto giovane per questo la sua fisionomia forse non sarà nella memoria di tutti vivace e preparato dava il meglio di se nelle accese discussioni socio-politiche-economiche che riguardavano il suo paese paese verso il quale nutriva come molti di noi un odio inteso come rabbia amore di natura senza dubbio affettiva come spesso accade per molti policastresi intellettuali il turbinio di alternanze passionali verso la nostra p policastro porta quasi sempre a una resa sofferta cosi tommaso dopo alcuni tentativi di fare pace con il suo paese decide di realizzarsi nel buco nero del nord figlio di emigrati compie gli studi liceali nella sua p policastro dopodichè lascia un gran patrimonio amicale una moltitudine di ricordi non sempre belli le sue accese discussioni alla bellavista e parte per il nord dove conclude brillantemente gli 1 quando e perché sei andato via da petilia policastro ma soprattutto con quale animo hai lasciato il tuo paese ho lasciato petilia per iniziare gli studi universitari in medicina a milano sede atipica per le nostre zone perché i riferimenti erano roma bari firenze questa scelta è stata fatta perché mi permetteva di essere autosufficiente ho tentato il ritorno alla fine del ciclo di studi purtroppo il tentativo è fallito perché oramai era connaturato in me un approccio ed un analisi alla società oramai non più da petilino 2 come descrivi il tuo paese ai tuoi figli,o agli amici che non ci sono mai stati e in quali termini ne parlate quando vi incontrate tra petilini alle mie due figlie racconto dei tanti episodi vissuti nella mia infanzia/adolescenza e primi anni giovanili tipici da ragazzo di strada il paese vissuto nell infanzia è nei miei ricordi rimasto intatto nei suoi rioni tipici la mia ruga era a vigna da curta u castiajju u timpune gli ho anche raccontato la volta in cui salito su a timpa da serpa nello scendere rotolai lungo il sentiero scosceso e ne uscii indenne 3 qual è la prima istintiva impressione che ricevi dal tuo studi universitari in medicina ma soprattutto può strare vicino al padre emigrato in svizzera tommaso saporito è ora un noto dirigente medico che esercita la sua nobile professione con passione ma la sua vera passione più volte dichiarata è quella di aiutare chiunque si trovi in difficoltà ospedaliere a milano e viva nella mia memoria ci riferisce tommaso saporito le molte difficoltà che hanno segnato la mia carriera da giovane universitario per questo mi rendo spontaneamente disponibile ad aiutare chiunque del mio paese avesse bisogno delle mie competenze ospedaliere questa grande umanità di tommaso ci riempie di orgoglio e favorisce la consapevolezza di credere quanto sia grande il cuore dei policastresi emigrati e come ancora palpiti forte fra noialtri che siamo rimasti tommaso saporito classe 1958 è dell epoca quelli che il bar de carlo auguri tommaso masino medaglia lo che tutti vediamo quando si arriva a petilia sia dalla parte di sofome che di roccabernarda 4 quali sono le cose che detesti e quali le cose che ti piacciono di petilia policastro preferisco partire da cosa mi piace la persona che vive a petilia come dicono tutti riesce a trovare sempre l aspetto ironico degli avvenimenti della vita infatti vale il detto petilia è u paise da cogliona quello che detesto è il vittimismo e/o pessimismo sul lungo periodo 5 quali sono i piatti tipici le abitudini le tradizioni le amicizie che ti tengono legato al tuo paese e che non saresti mai disposto a rinnegare la tradizione a cui mi lega un bel ricordo è riferita alle feste che si susseguivano nel mese di gennaio con l uccisione dei maiali che allora ogni famiglia allevava per le amicizie invece esistono due periodi ben precisi un periodo dell infanzia e dell adolescenza vissuta nella via vigna della corte tra la macchina della lana e la centrale idroelettrica in piena libertà con la sorveglianza di tutte le mamme di coloro che formavamo la compagnia l altro periodo giovanile legato agli amici del bar de carlo i piatti tipici a cui non riuscirei mai a rinunciare se mi vengono presentati a tavola sonoli riporto come li chiamava mia mamma 1 risu cu re vurraine 2cuatiche aricchje e mussu e puarcu suffriute paese ogni volta che ci ritorni mia moglie ha origine calabrese il suo paese d origine è marino per cui i miei ritorni a petilia erano di una toccata e fuga finalizzati soprattutto a stare con i miei genitori e con gli amici rimastimi adesso sono limitati ad una giornata il mio stato d animo in ogni ritorno è allo stesso tempo di frustrazione e di incazzatura la meditazione che faccio è petilia è un paese di emigranti troviamo petilini non solo nel nord italia ma anche nelle nazioni del nord europa quando nei primi anni 70 ci fù la prima trance di ritorni le allora amministrazioni invece di imporre una regolare programmazione urbanistica per un facile populismo lasciò le briglie sciolte il risultato finale è quel-

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anno xiii aprile 2010 pagina 7 6 qual è la storiella o il personaggio di petilia policastro più gettonato quando vi incontrate tra petilini il personaggio più gettonato quando mi ritrovo fra amici paesani è chjuritu persona ormai solo nella memoria che adorava smodatamente dio bacco e come si dice a policastro era mpriacu da matina ara sira e da sira ara matina ma era molto simpatico quando se ne ritornava a casa dopo aver fatto il pieno da peppe cavallo percorreva tutte le strade del paese speronando paurosamente cose e persone che incontrava sul suo cammino ma poi per sua fortuna c era sempre qualche muro che lo teneva in piedi 7 per migliorare la vivibilità di petilia policastro hai un suggerimento da dare a noialtri che siamo rimasti non ho un suggerimento da dare a chi a scelto di rimanere a petilia perché ritengo di rischiare di fare il saccente ognuno di noi se vive onestamente la sua vita a tutti i livelli e lo fà con entusiasmo e passione la sua vita la vive bene ovunque 8 come lo immagini il futuro del tuo paese purtroppo sono arrivato a pensare che il mio paese abbia poca entalpia 9 hai mai sentito parlare dei palazzi trasparenti di petilia policastro no però penso che il riferimento è ai fabbricati non completati preferisco non commentare 10 quali ricordi hai del cinema all aperto arena diana di petilia policastro ci puoi descrivere un episodio personale legato a questo storico cinema all aperto io ero un ragazzo che non si poteva permettere di pagarsi il biglietto per andare al cinema sia a quello al cinema-teatro aurora in zona san francesco che all arena diana pertanto mi sono ingegnato alle ore 10,10 arrivava il pullman delle ferrovie calabro-lucane proveniente da catanzaro portava le pizze dei film ed i cartelloni d estate io ero un di quelli che attaccavano i cartelloni dei film in programmazione e portava le pizze nel locale proiezione in questo modo avevo diritto alla visione gratuita precedentemente prima di entrare nelle grazie del signore che curava la proiezione purtroppo non sono riuscito a ricordarmi il suo nome la gara tra noi ragazzi era a chi arrivava prima sulle porte laterali per occupare la posizione migliore per sbirciare il film dalle fessure presenti sugli infissi petilia policastro giovedì 11/2010 nella saletta riunioni del comune di p policastro ha avuto luogo un incontro informativo tra l amministrazione comunale e il nuovo gruppo di lavoro di p policastro denominato coordinamento arena diana il gruppo di lavoro formato da dieci componenti in quell occasione era rappresentato da masino medaglia rosario marrazzo e gabriele persico per l amministrazione comunale erano presenti il vicesindaco francesco ierardi e l assessore ivan rizza il coordinatore masino medaglia dopo aver presentato tutti componenti il gruppo ha esposto agli amministratori le ragioni che hanno determinato la formazione di questo gruppo di natura civica oltre che spontanea sin dalle prime battute è emerso chiaro che nei propositi del coordinamento non c è alcuna intenzione di lavorare per la realizzazione di un altro cinema a p policastro il progetto del coordinamento arena diana è molto più articolato nella lettera di presentazione del gruppo di lavoro si legge nonostante la denominazione del coordinamento arena diana rinnovi in ognuno di noi ricordi di particolare fascino il nostro intento non è quello di fermarci davanti alla sola attrazione sentimentale della mitica arena diana tuttavia è nostro desiderio avvalerci di tali diffusi sentimenti verso l indimenticabile arena per concretizzare un proposito popolare orientato verso la salvaguardia di ciò che rimane del patrimonio socio-culturale della nostra realtà patrimonio che al momento trova appunto nell area dell arena diana e dell annesso palazzo castagnino particolare stimolo per attuare il nostro strenuo proposito di tutela patrimoniale l intento del coordinamento è stato precisato dai rappresentanti del gruppo di lavoro è quello di ripercorre le profonde tracce del fiorente passato culturale di p policastro e salvare quel patrimonio di gradevole edilizia datata segno distintivo dei nostri impresari del bello del secolo scorso per tanto hanno rimarcato i coordinatori di arena diana vorremmo salvare dalla furia di taluni pirati dell edilizia ciò che fa ancora bella p policastro e a proposito di ciò e drammaticamente forte la sofferenza allorché ci si pone davanti all elegante palazzo portiglia di p policastro finito aihnoi in mille interpretazioni stilisti che un recente passato hanno aggiunto i coordinatori medaglia marrazzo e persico che rischia di essere seppellito non solo materialmente dalla cementificazione selvaggia come è stato per la mitica arena diana ma soprattutto dalla decennale indifferenza socio-politica per il coordinamento il pal castagnino e l annessa area che fu dell arena diana non dovranno né separarsi né patire la furia della inguardabile modernizzazione lì in quel palazzo sono visibili i segni di un ambiente vocato a una imprenditoria audace futuribile un segno distintivo per tutto il marchesato e oltre già di suo il pal castagnino per la sobria eleganza nelle rifiniture e nelle forme si rivela unico e ultimo patrimonio architettonico integro e rappresentativo per p policastro senza dimenticare di annotare che il pal castagnino è stato per lunghi anni centro direzionale di una delle prime centrali idroelettriche della calabria se a tutto ciò si aggiunge la presenza della bella e indimenticabile arena diana ecco che il minimo che si poteva fare per la protezione di questo storico patrimonio di paese era un gruppo di lavoro a difesa dei valori in esso racchiusi sarà utile sottolineare ha ribadito medaglia che il coordinamento arena diana non si limiterà a lavorare per la sola tutela e sopravvivenza di questo patrimonio ma si attiverà affinché in quel luogo che fu dell arte filmica della sagace imprenditoria nonché luogo di una originale visione del futuro riaffiorino con una progettualità adeguata i valori dell arte in tutti i suoi aspetti intanto il coordinamento è impegnato nella preparazione di alcuni progetti destinati ad esaltare e riproporre le due belle strutture i progetti saranno sottoposti alle varie amministrazioni e istituzioni locali non escluse quelle europee al fine di avvalersi di ogni opportunità per l acquisizione di questo importante patrimonio culturale di paese a conclusione dell incontro sia il vicesindaco ierardi che l assessore rizza si sono dichiarati favorevoli al prosieguo dell iniziativa la quale a loro dire è da annoverare tra i progetti destinati ad affermare la ricchezza culturale e imprenditoriale di p policastro masino medaglia

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pagina 8 anno xiii aprile 2010 la diga del lago arvo si differenzia totalmente da tutte le altre dighe costruite sul nostro altopiano silano per la caratteristica strutturale della traversa di sbarramento nel 1927 quando iniziarono i lavori le idee erano chiare abbandonato il progetto iniziale antecedente la 1°guerra mondiale che prevedeva una diga colossale in cemento armato di 157 milioni di mc si òpto per uno sbarramento d avanguardia per quei tempi uno sbarramento in terra battuta fu la maggiore costruita in italia e una delle prime in europa e se a questo aggiungiamo il collegamento con il lago gemello ampollino tramite la galleria che attraversa il montenero cinque km senza gli attacchi intermedi possiamo ben dire che fu la diga dei primati per quei tempi questo fu possibile poichè l alta valle dell arvo pur avendo caratteristiche topografiche analoghe a quelle dell ampollino,si differenzia per le pendici meno ripide e per il suo bacino molto più ampio sicché con una altezza di ritenuta di soli 22 metri si consegue una capienza di 83 milioni di mc i lavori iniziarono a giugno del 1927 e l opera finita fu inaugurata con una cerimonia solenne da umberto e maria di savoia,il 28 maggio 1932 x anno dell era fascista anche qui la zona d invaso era paludosa e del tutto disabitata così come avvenne per l ampollino andarono sommersi 8 km della ss 108 che furono sostituiti da un nuovo tronco di eguale lunghezza per quanto concerne la realizzazione della galleria,essa comportò immensi sacrifici umani la perforazione sotto il massiccio del montenero si presentò alquanto difficoltosa vi furono periodi in cui si riusciva a stento avanzare sui due fronti arvo e pentecane di 20 30 cm al giorno verso la fine del 1929 dopo due anni e mezzo di duro lavoro la montagna era stata perforata per circa 2000 metri ne mancavano ancora altri 3000 la causa di tutto ciò fu la grossa quantità d acqua incontrata nelle viscere della montagna e il terreno in alcuni punti assai friabile i poveri minatori uscivano dalla galleria bagnati e quasi assiderati l impresa alla quale era stata affidata la costruzione non essendo più in grado di proseguire ruppe gli induci e rinunciò alla prosecuzione dei lavori che vennero presi di pugno dalla società che stava costruendo la diga la quale con impegno e determinazione il 29 febbraio del 1931 riuscì a portare a termine l 0pera raccordandosi con incontro perfetto dei due versanti al centro della montagna il numero massimo di mano d opera impiegata fu raggiunto nel 1928 con circa 4000 operai questo quando in sovrapposizione tutti i cantieri erano aperti compresi quelli delle centrali e della presa juntura l importo totale delle paghe corrisposte nello stesso periodo superò i 90 milioni di lire oltre ad accogliere le acque del suo bacino imbrifero naturale affluiscono nel suo bacino i torrenti del frappa incanalato artificialmente e per caduta naturale i torrenti rovalicchio coppo bufalo e l omonomo arvo la diga come si è già detto è in terra battuta con nucleo centrale di argilla in sezione ha la figura di un trapezio con la base maggiore intorno ai 200 metri e la minore di 6 metri la quale serve anche da camminamento con una considerevole lunghezza di circa 280 metri il paramento a monte è difeso contro l azione erosiva delle onde da una pavimentazione di blocchetti di calcestruzzo mentre il paramento di valle è protetto contro il dilavamento da una copertura di zolle erbose posate direttamente sul rilevato in terra così come le nostre comuni vasche da bagno hanno un foro di scarico in basso e uno ancora più importante in alto se anche ci dimentichiamo di chiudere il rubi netto almeno non allaghiamo la casa anche le dighe per legge ne devono necessariamente esser munite sono lo scarico di fondo e lo scarico di superfice o sovrapieno semplice è installarli sulle dighe costruite in cemento più difficile posizionarli su quelle in terra la diga arvo ha lo scarico di superfice posizionato sul lato destro del lago quello di fondo immerso direttamente nell acqua la torre che noi vediamo scende giù ai fondali del bacino e contiene al suo interno gli organi di apertura e chiusura delle paratie sia lo scarico di superfice che quello di fondo scaricano le acque comunicando a mezzo di una galleria a valle dello sbarramento scalando il montenero e guardando giù le valli due perle si vedono luccicare la sera quando il sole volge al tramonto i suoi raggi scivolando sulle superfici dei due laghi creano fantastici luccichii da mozzare il fiato nella foto in alto il lago arvo oggi in basso l arvo in costruzione.

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nei giorni scorsi è stato dato inizio ai lavori per l allargamento di corso roma il progetto già illustrato in un numero precedente del nostro giornale e avviato nel lontano 1997 sta per essere realizzato dall attuale amministrazione comunale che ha profuso tutto il suo impegno per dare la possibilità al vecchio quar tiere di san francesco di ritornare a vivere e svilupparsi il primo giorno della demolizione è stata quasi una festa popolare tanta gente è accorsa a veder abbattere anche con un groppo in gola l ex bar carvelli il luogo che ha segnato la crescita di alcune generazioni al primo colpo di piccone l amministrazione comunale ha voluto che partecipasse anche l ex sindaco salvatore lavorato la cui amministrazione aveva fatto preparare un primo progetto che non vide la luce per la prematura interruzione della legislatura nel gruppo della foto in basso a destra sono presenti amministratori attuali e anche alcuni della vecchia amministrazione lavorato da sinistra l assessore berardi il consigliere mario carvelli l assessore luigi carvelli il sindaco fera il vicesindaco ierardi silvestre rizzuti l ex sindaco lavorato l ing urso l assessore filice e l assessore ivan rizza dopo l abbattimento delle case previsto nel progetto l attenzione della popolazione si è focalizzata sull unica costruzione rimasta in piedi casa floccari che non sembra dare una bella estetica alla piazzetta che si dovrà realizzare per cui l amministrazione comunale sta valutando la possibilità fondi di bilancio permettendo di acquisirla e creare uno spazio più grande i prossimi giorni potrebbero riservare una piacevole sorpresa!

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pagina 10 anno xiii aprile 2010 nel corso delle discussioni parlamentari sulle leggi proposte dal ministro giuseppe siccardi e approvate nel febbraio del 1850 camillo cavour fornì un assaggio della sua indole come già ricordato nonostante fosse stato eletto l anno precedente anche con i voti del clero egli sostenne con decisione la validità di queste leggi redatte in violazione del concordato allora vigente e chiaramente contro la chiesa quindi contro lo stesso clero il suo comportamento fu palesemente scorretto massoni liberali e comunque sostenitori del risorgimento ad hoc hanno sempre esaltato la figura di c cavour e ne hanno messo in evidenza soprattutto le qualità positive ciò è comprensibile perché la sua azione politica era favorevole ai loro interessi al contrario ne hanno taciuto o minimizzato tutti quei comportamenti ambigui che potevano offuscare o mettere in dubbio la bontà delle sue decisioni ma già molti suoi contemporanei anche estimatori espressero su di lui giudizi negativi mentre i detrattori lo considerarono un individuo dalla mente diabolica mefistofelica da mefistofele l essere demoniaco che sotto false vesti induce il dottor faust alla perdizione nel capolavoro di goethe considerando il suo operato si può parlare veramente come di un essere diabolico perfido e cinico un corruttore incallito che non ebbe alcuno scrupolo nel perseguire i suoi fini nei comuni testi di storia si omettono o si minimizzano questi aspetti anzi egli è presentato come grande uomo politico e addirittura come uno dei padri della patria ma non fu affatto l uomo che hanno tentato di far credere poichè per gran parte dei dieci anni di potere dittatoriale da lui esercitato non fece altro che ideare e mettere in pratica i suoi piani perversi il suo cinismo e la sua malafede traspaiono con tutta evidenza in alcune vicende nelle quali egli fu responsabile di reati anche gravi conflitto di interessi sfruttamento dei lavoratori istigazione alla rivolta conflitto di interessi il primo dell italia unita reo di conflitto di interessi si può dire che fu proprio lui il cavour era proprietario di una fabbrica chimica e come ministro del commercio nel 1850 e delle finanze nel 1851 intervenne per regolare il dazio dei prodotti farmaceutici in modo da favorire la vendita dei suoi prodotti e ostacolare quelli di importazione nel 1853 anno di carestia per l europa il grano scarseggiò e molti stati allo scopo di non aggravare o di risolvere la situazione interna adottarono provvedimenti restrittivi nell esportazione del grano il cavour nulla fece per fronteggiare la crisi anzi permise ai commercianti piemontesi di vendere liberamente consistenti quantità di grano all estero a prezzi più alti realizzando grandi guadagni naturalmente lui stesso in qualità di commerciante di grano si avvantaggiò molto di questa politica che la popolazione avversava anzi infuriata per il comportamento del governo la folla protestò energicamente con la conseguenza che i soldati intervennero e molti finirono in carcere o in ospedale ma il cavour non si preoccupava di queste proteste poiché la quasi totalità del popolo non godeva del diritto di voto e quindi era politicamente ininfluente anzi ordinando la repressione dei manifestanti si guadagnò la benevolenza di molti di quell 1 di benestanti che gli stavano a cuore perché utili essi infatti potevano esercitare quel diritto e favorirlo nelle elezioni questo stato di cose offuscò la sua immagine ma poiché all orizzonte non c erano altri uomini politici idonei alla guida del paese fu riconfermato la penuria di grano ebbe anche l effetto di una recrudescenza del brigantaggio nelle campagne piemontesi poiché solo con il furto molta gente riusciva a sopravvivere sfruttamento dei lavoratori nei periodi di libertà dagli impegni di governo il cavour si ritirava nella sua tenuta di leri questo territorio era appartenuto a monaci cistercensi per ben settecento anni fino al 1818 quando napoleone lo confiscò fu quindi acquistato dal marchese michele cavour padre di camillo speculando sui beni sottratti alla chiesa il terreno era adatto alla coltivazione del riso tanto che la metà era utilizzata anche illegalmente per questo prodotto dal quale la famiglia cavour traeva la maggior parte del proprio reddito ma la lavorazione era anche fonte di malattie per cui già nel passato si era cercato di ridurne la superficie coltivabile allo scopo di limitare i rischi per la salute cavour sapeva bene che la legge sul riso veniva violata la violava lui stesso non solo nonostante una forte opposizione parlamentare si adoperò tenacemente al fine di ottenere per legge l ampliamento della superficie coltivabile e il chinino che era l unico rimedio contro la malattia essendo merce di importazione e gravato di dazio a causa del costo risultava inaccessibile a molti ammalati con conseguenze drammatiche istigazione alla rivolta nei piani studiati per provocare l austria alla guerra del 1859 secondo quanto concordato con napoleone iii era coinvolta anche la toscana del granduca leopoldo legato al governo austriaco il rappresentante piemontese a firenze aveva ricevuto da cavour l ordine di organizzare un gruppo di simpatizzanti in grado di fare scoppiare una rivolta spontanea contro il granduca con lo scopo di fornire a francia e inghilterra le prove che gli italiani desideravano liberarsi dell influenza austriaca per questo suo modo di operare i giudizi critici su cavour erano molto diffusi per il nemico ferdinando ii di borbone cavour era uocchie e cane e vocca e lupo occhio di cane e bocca di lupo per l ambasciatore austriaco cavour era un intrigante ambizioso il quale sarebbe stato infido come amico quant era pericoloso come nemico un uomo con pochi amici e molti critici un guastafeste con la reputazione di non coltivar molti scrupoli nelle sue faccende finanziarie personali per niccolò tommaseo era un grande ingannatore e corruttore ma anche i suoi simpatizzanti non potevano non esprimere giudizi negativi francesco de santis esule napoletano avverso ai borboni lo criticava per la sua abitudine di nascondere i propri errori massimo d azeglio suo amico e collega si lamentò di lui dicendo che sulle slealtà le bugie le corruzioni e i giochi di bussolotti non si fonda una nazione come non si fonda nulla lord cowley ambasciatore britannico a parigi disse che il cavour era un personaggio infame che un politico senza principi al pari di lui non s era mai visto un uomo della cui parola non era possibile fidarsi un uomo che aveva distrutto la propria reputazione agli occhi di ogni uomo onesto per il pubblicista e politico francese carlo montalembert il cavour sarebbe passato alla storia come un barbaro invasore come un vandalo che stracciava cinicamente i trattati e altrettanto cinicamente mandava gli uomini a morire per una causa illiberale il politico e storico tedesco enrico treitzshke lo definì una potenza diabolica e si potrebbe continuare ancora camillo benso nacque a torino nel 1810 secondogenito di michele marchese di cavour e della ginevrina adele de sellon di famiglia calvinista secondo gli usi del tempo al primogenito venivano assegnati sia il titolo nobiliare sia le proprietà di famiglia camillo quindi fu avviato alla carriera militare e nel 1824 ebbe anche la nomina di paggio di carlo alberto allora non ancora re che però lo destituì subito per comportamento insolente nel 1831 fu costretto a dare le dimissioni dall esercito perché avendo simpatizzato per le idee liberali della rivoluzione francese del luglio 1830 quell anno il re di francia carlo x perse il trono e gli successe luigi filippo d orleans fu condannato ad un anno di reclusione da scontare nella famigerata fortezza-lager di fenestrelle sulle alpi segue a pag 11

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anno xiii aprile 2010 però grazie all intervento del padre il carcere fu sostituito con l esilio al castello di bard in val d aosta dal 1832 al 1849 fu sindaco del piccolo centro di grinzane e si occupò dell amministrazione delle sue tenute di leri e di grinzane nello stesso tempo si diede a viaggiare in francia inghilterra belgio svizzera visitando questi stati ebbe la possibilità di rendersi conto di quanto arretrate fossero le condizioni in cui versava il suo paese il regno di sardegna era uno stato in cui la divisione tra le classi era ancora molto profonda la maggior parte della popolazione specialmente quella delle campagne era molto povera raramente le famiglie mangiavano carne più di due o tre volte all anno molti erano costretti a vivere con la carità di privati soprattutto in tempi di carestia venivano riferiti casi di morte per fame e spesso le castagne o il granoturco erano l unico cibo ogni anno circa ottomila persone emigravano verso la francia e oltreoceano in sud america in argentina e uruguay si era già formata a quell epoca una colonia di sessantamila emigrati dal piemonte e dalla liguria addirittura in liguria alcuni villaggi si erano svuotati completamente il sistema carcerario era crudele i detenuti erano costretti ad una vita spaventosamente sordida vi erano poche industrie e non se ne incoraggiava lo sviluppo poiché esse venivano identificate con il liberalismo non c erano ancora ferrovie quando le strade ferrate erano già da anni una realtà in altri stati italiani come nel regno delle due sicilie nel granducato di toscana e nel lombardoveneto un tratto della prima ferrovia piemontese la torino-genova fu realizzato con molto ritardo nel 1854 per le gravissime condizioni di vita era diffuso il brigantaggio con il quale il cavour stesso era a volte costretto a trattare la legislazione e il sistema di amministrazione erano i più arretrati tra gli stati italiani nei ricevimenti a tavola si usavano ancora piatti di legno mentre a napoli si utilizzava vasellame di capodimonte il critico letterario francesco de santis disse che a paragone con ciò che aveva visto in svizzera e a napoli il piemonte era culturalmente un deserto spoglio quasi barbarico quanto all istruzione la metà della popolazione in piemonte era analfabeta i due terzi in liguria il novanta per cento in sardegna e paradossalmente proprio la sardegna la regione che dava il nome al regno regno di sardegna era del tutto trascurata il cavour non conosceva affatto non solo le regioni del sud dell italia ma neppure la sardegna dove i problemi sociali da risolvere erano moltissimi e impellenti invitato a visitare la regione per rendersene conto rispondeva che non aveva tempo così i problemi si aggravavano sempre di più il feudalesimo vi durò fino al 1836 la malaria e il brigantaggio erano problemi endemici le scuole erano pochissime conseguentemente le pagina 11 persone analfabete erano molto numerose cavour aveva una pessima opinione dei sardi secondo lui erano sporchi pigri litigiosi diffusa era la convinzione che lo stato poteva fare sentire la sua presenza nell isola soltanto con la legge marziale e quando nel parlamento di torino erano in programma provvedimenti che riguardavano la sardegna i parlamentari per disinteresse si assentavano e facendo mancare il numero legale ne impedivano la discussione a volte era lo stesso governo di torino che sorvolava sui problemi dell isola per evitare che fatti disonorevoli causati dal proprio disinteresse venissero pubblicizzati e ciò offuscasse l immagine del regno sia all interno sia all estero la sardegna era sostanzialmente ignorata le conseguenze erano facilmente immaginabili 16-continua .

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pagina 12 anno xiii aprile 2010 oh fanciulla che te nei stai solitaria in un cantuccio a mugolare e ti trastulli coi tuoi balocchi sorridi ignara al mondo mentre il sole t accarezza accanto resti per ore ed ore ferma a trastullare e non t accorgi del trascorrer delle ore non vedi i frammenti di luce fra i rami frastagliati i colori del tramonto le pennellate rosate sull orlo delle siepi abbandonate non odi le voci dell aria nel cielo schiarito il respiro del vento non tocchi la natura con un dito fanciulla esci dalla tua isola deserta abbraccia il mondo corri sui prati ad ubriacarti di rugiada offri la tua chioma al vento fa che i tuoi riccioli baciati dal sole sian dorati non trastullare non mugolare porgi le tue mani ad altri bimbi bianchi e colorati e con loro prendi a fare il girotondo attorno al mondo s annuvula subba a campagna juscia forte u viantu para chi tuttu se spagna vulanu pampine a ciantu a ciantu eccu,se minta a chiuvire mo forte stracqua cada du cialu l acqua chi tutta a terra annacqua nescia u sule e scampa e sutta u pratu ogni simenta campa le radici di questo cognome risalgono già al 1200 ma ancor prima nel 1118 si ha contezza di un pocherius in una pergamena conservata nell archivio aldobrandini e riportata dal pratesi in carte latine di abbazie calabresi il rohlfs nel dizionario dei cognomi e soprannomi in calabria cita come presente il cognome poerio a pizzo a taverna a strongoli ed a petilia policastro afferma ancora che trattasi di famiglia di origine francese venuta con i normanni e stabilita a taverna cita tal pietro poerio del 1239 e successivamente paolo poerio del 1450 lo porta poi come diffuso a napoli in toscana e piemonte esiste una torre poerio a pozzuoli ed una contrada poerio a corazzo il francescano antonio mannarino da policastro nella sua cronica del 1721 dichiarando di trascrivere una nota del 1538 di tal vicedomini riporta la famiglia poerio nell elenco di quelle più nobili di poli castro aggiunge che i suoi stessi parenti furono i componenti della famiglia poerio in auge a policastro tra la fine 600 e l inizio del 700 e che chiara poerio fu sua madre ancora il mannarino citando un monastero francescano presso policastro ebbe a dire questo santo luogo di cui si serbano le vestigia siccome fu abitato e ristorato sotto il titolo di san francesco dal beato pirro poerio suo compagno in un compendio di cognomi italiani sulla famiglia poerio per il 1601 si legge nocte luna exoritura pro rex henrico poerio mandat ut octo signa veteranorum educeret et ad occiduam castrorum partem aciem instrueret trad a notte quando sta per nascere la luna sia dato mandato ad enrico poerio di portar con se di soppiatto otto drappelli di soldati veterani e prepari alla battaglia la schiera contro la parte occidentale dell accampamento dal 1715 i poerio furono baroni di belcastro cz in policastro la nobile famiglia poerio ebbe il suo palazzotto signorile in via difesa se ne mostra il portale il 23 marzo 2010 presso la facoltà di scienze della formazione dell università roma tre amelia mannarino con la votazione di 90/110 ha conseguito la laurea in scienze dell educazione discutendo la tesi la formazione nella pubblica amministrazione il caso polizia municipale 2 casi a confronto crotone e ladispoli relatore il ch.mo prof carmelo ursino correlatore il ch.mo prof massimiliano fiorucci alla neo dottoressa giungano gli auguri di mamma maria del papà gaspare e della nipotina ilaria si associa agli auguri la redazione de il petilino.

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anno xiii aprile 2010 pagina 13 quegli anni coincisero con la mia adolescenza nel 1940 anno della dichiarazione di guerra io avevo appena otto anni ma malgrado la mia giovane eta quegli eventi con la loro drammaticità e con la loro singolarità rimasero maggiormente impressi nella mia mente per cui i ricordi di quell epoca sono rimasti indelebili nella memoria anche dopo i lunghi anni trascorsi appresi la notizia dell inizio della guerra ascoltando per radio il discorso del duce era il 10 giugno del 1940 con i miei familiari eravamo in casa di un mio zio commissario di pubblica sicurezza che con la sua famiglia abitava poco distante dalla nostra abitazione nel quartiere appio-latino ricordo ancora chiaramente le parole e le espressioni usate dal capo del governo nel comunicare al popolo italiano la dichiarazione di guerra contro la francia e l inghilterra i libri di storia riportano le precise parole usate da mussolini che io avevo ascoltato direttamente dalla sua viva voce pronunciate nel tono aulico ed imperioso caratteristico del suo eloquio disse testualmente un ora segnata dal destino batte nel cielo dell a nostra patria l ora delle decisioni irrevocabili i primi segnali di guerra si erano gia avvertiti fin dal gennaio del 1939 con la minaccia di hitler alla polonia di volere annettere danzica alla germania l italia rimase fuori dai preparativi messi in campo da hitler il quale invitava la nostra n azione ad attaccare la francia e l inghilterra cercando di esercitare pressioni sulla volontà del duce nell aprile dello stesso anno le truppe italiane entrarono in albania che venne annessa al regno d italia n el successivo mese di maggio il nostro ministro degli esteri galeazzo ciano firma a berlino il patto di acciaio italotedesco l entrata in guerra era ormai alle porte ci fu però un tentativo di evitare il conflitto grazie all incontro di mussolini col ministro inglese chamberlain che fece sperare in una possibile salvaguardia delia pace viceversa l incontro dello stesso ministro con hitler non ebbe analogo esito in quanto il dittatore tedesco si considerava gia ostile verso l inghilterra segno dell imminente dichiarazione di guerra alla decisione di mussolini di non entrare nel conflitto hitler concluso un patto con l unione sovietica decide di attaccare la polonia che venne vinta mentre il suo territorio venne spartito fra le due potenze assalitrici mentre ia russia invase la finlandia nel mese di settembre francia ed inghilterra dichiararono guerra alla germania nella primavera del 1940 hitler invase la danimarca e la norvegia e punta quindi verso la francia e il belgio nella previsione di un rapida vittoria l italia il 10 giugno 1940 entra in guerra 1 continua già in passato il petilino ha graziosamente fatto conoscere ad un vasto pubblico le interessanti pagine delle memorie di famiglia del dott vito caruso per questo sono certo che i lettori accoglieranno con gradimento e pari interesse anche la pubblicazione delle recenti fatiche dell autore anni di guerra 1940 .1945 e reminiscenze silane sono due tersi libelli che fin dal titolo promettono avvincenti emozioni e che per il contenuto vanno a ben compendiare le suggestive pagine dello scritto del caro genitore zio lorenzo caruso che il petilino ha finora generosamente ospitato il primo è una pacata quanto sofferta rievocazione degli interminabili anni dell ultimo conflitto mondiale condotta sulla trama delle vicende e delle peripezie realmente vissute dalla famiglia storia palpitante quindi perché scritta da chi ne ha sofferto le conseguenze giorno dopo giorno non dal distaccato storico di professione il secondo è forse ancora più suggestivo del primo attraverso il ricordo narrante ed il corredo di vecchie rare e affascinanti foto di epoca esso ci consegna l incantevole immagine di una sila nostrana quasi primordiale ormai scomparsa vasta isola ecologica luogo di vita rustica e sana lì quando ancora la natura regnava sovrana quasi per una vocazione direttamente ispirata dal paesaggio con poco si guadagnava il riposo dalla dura ma appagante fatica dei mestieri e delle professioni e si coltivava quotidianamente il piacere dello stare insieme in amicizia e convivialità nella modestia dei mezzi e nelle generosità del dare non stupisce allora se la lettura di quelle pagine fa nascere una cocente nostalgia per il verde incontaminato di quei luoghi e un forte desiderio di quel buon calore antico che connotava rapporti umani oggi profondamente mutati se non irrimediabilmente cancellati enzo caruso

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pagina 14 anno xiii aprile 2010 una tela in completo disfacimento era posta nella congrega del rosario tempietto annesso alla chiesa dell annunziata di petilia policastro si disperava di poterla salvare ed ogni opera di restauro sembrava ormai inutile ma il fatto che era appartenuta alla storia del paese perché posta in un tempietto che per secoli fu sede della congregazione del rosario e per il fatto che l autore ne era il pittore cristoforo santanna ha convinto il rotary club di pertilia a tentare il tutto per tutto bellissimo il quadro una madonna in trono con bambino cori angelici e baldacchino s domenico e santa chiara dai colori vivi dai volti espressivi dalle luci incredibilmente in tono il santanna illustre pittore settecentesco è stato ampiamente rivalutato e riconosciuto per la sua nobile arte nel 1781 ha curato la pitturazione dell intempiato del tetto della chiesa di s francesco quindi ha affrontato la pitturazione dell intempiato del tetto del santuario della s spina con le icone della via crucis presso il santuario ha realizzato altre opere che però oggi non vi sono più ancora nella policastro di fine 700 ha realizzato dipinti per privati cittadini come le porte ed alcune pareti interne del palazzo della famiglia portiglia a memoria d uomo si ricorda la magnificenza di un dipinto che rappresentava una donna che con una brocca d acqua dava da bere a gesù sotto la croce il 1700 secolo in cui visse il nostro pittore è periodo propizio alle arti in tutto il regno borbonico la pittura viene più largamente praticata della scultura a parte il fatto che è un arte che riempie la vista ed il cuore di gioia per la molteplicità dei colori e penetra nel profondo dello spirito vi è anche la moda dei tempi non vi è famiglia specialmente di quelle che ostentano una certa nobiltà che non amano posse rosario marrazzo ed il sottoscritto dopo l omelia dei sacerdoti officianti mons frandina e mons pollinzi il lenzuolo che copriva la tela è stato tirato giù ed il quadro bellissimo del santanna è apparso nel primitivo splendore nei colori nella luce nell armonia delle immagini il bambino è apparso nelle sue nudità originarie un ignoto restauratore probabilmente ottocentesco le aveva coperte disegnandovi un panno la gente ha a lungo applaudito le finalità del rotary alimentare la devozione per maria radicata tradizionale nostro retaggio di trascorsi bizantini mai sopiti ma anche insegnare ai giovani che le opere d arti vanno conservate restaurate fruite francesco cosco nella foto in alto il quadro restaurato in basso il sindaco fera durante il suo intervento dere una tela e più apprezzato il soggetto sacro che il paesaggio e il periodo in cui carlo ii° di borbone soffia sul fuoco della cultura e dell arte ed il vanvitelli innalza in caserta la famosa reggia siamo in pieno periodo barocco gli artisti in calabria sono numerosi tra essi emerge per l imponenza delle opere proprio cristoforo santanna il suo stile è chiaro ed egli ogni volta ha saputo esternare le qualità di un vero artista in visioni di soggetti sacri interiormente prima pensate e maturate quindi rappresentate col pennello ma ritorniamo al restauro della tela il rotary ha elaborato un progetto è lo ha presentato alla soprin tendenza dei beni culturali di cosenza che dopo innumerevoli autorizzazioni ha inteso porgere disponibilità e collaborazione e stato oltremodo faticoso riprendere la tela ma alla fine dopo mesi e mesi di lavoro il restauro è stato completato la presentazione della nostra madonna restaurata pronta ad affrontare altri secoli di vita è stata poi al centro di una vera manifestazione popolare in chiesa erano presenti il sindaco fera il vice ierardi e gli assessori le autorità rotariane con la presenza del presidente paonessa e tutti i soci hanno pronunciato brevi discorsi sull arte del santanna e sul restauro la dr.ssa francesca carvelli l arch il 28 gennaio 2010 all ospedale di desio milano è nata allegra cavarretta lo annunciano con gioia immensa i genitori luigi cavarretta e annamaria comberiati ai

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anno xiii aprile 2010 pagina 15 affidiamo a questo comunicato su il petilino alcune precisazioni sull associazione petilini a genova la nostra associazione si chiama così e non diaspora di genova e neanche come ho visto su un giornale diaspora di sestri ponente probabilmente l errore commesso è quello di associarci alla nota diaspora di roma con la quale abbiamo anche collaborato e continuiamo a collaborare ma da cui siamo totalmente sganciati uno degli aspetti su cui si vuole fare chiarezza invece è la presidenza della nostra associazione l assemblea del 28 febbraio 2010 dopo vari tentativi di chiarimento all unanimità ha estromesso luigi petrocca dalla carica di presidente i motivi sono molteplici e se vogliamo anche sgradevoli ha disatteso infatti quello che è lo spirito dello statuto e il senso dell associazione basta dire che l unica assemblea dei soci a cui si è assistito in questi anni è stata quella della sua elezione dopodiché mai più assemblee se non le ultime senza la sua presenza per mandarlo via da ciò si desume che gli associati non erano partecipi alla vita dell associazione se non pochi non esistiamo negli albi delle associazioni di regione provincia e comune cosa gravissima non si è fatta l iscrizione al celivo centro servizi al volontariato la quale iscrizione è totalmente gratuita e da diritto alla fruizione di attrezzature e mezzi nonché alla consulenza di esperti in materia non ci sono verbali di quelle poche riunioni di direttivo insomma per farla breve un disastro È con amarezza che si scrivono queste cose perché qui a genova esiste una grande comunità di petilini e trovare momenti di aggregazione dove si possa respirare profumo di terra natia è una cosa bella e importante l inerzia dell ormai ex presidente stava demotivando questa associazione adesso a differenza del passato abbiamo donato 500 alla croce blu di petilia per l assicurazione dell ambulanza 1000 ad una associazione di medici oncologi volontari di sestri p in occasione del ii venerdì di marzo abbiamo dato 350 al gruppo natess per l impegno e la volontà che profonde nell organizzazione del calvario 700 a don giuseppe marra per il convento della s spina il comitato direttivo dell i.d.v italia dei valori di petilia policastro all indomani dei risultati definitivi delle elezioni regionali in calabria ha discusso ed emanato un comunicato stampa che riportiamo qui integramente la regione calabria a fasi alterne è stata governata dal centro sinistra e dal centro destra non c é mai stata una vera e propria via di fuga terza via come quella proposta con la candidatura di pippo callipo gli elettori le elettrici hanno di nuovo deciso di confermare la fiducia al centro destra la scelta della terza via non è stata approvata e condivisa dai votanti ciò a ben guardare e senza destare meraviglia appare in linea con i risultati raggiunti dalla nostra regione grazie alle forze politiche che a turno hanno da sempre governato il nostro territorio infatti guardando ai diversi settori si può affermare che il servizio sanitario funziona che è una meraviglia tant è che anche gli americani dopo la riforma obama hanno deciso di curarsi in calabria i lombardi i piemontesi e gli altri cittadini del nord hanno da tempo deciso di scendere giù a curarsi il sistema viario è all avanguardia siamo attraversati in lungo e in largo da autostrade a sei corsie superstrade a quattro strade interne superasfaltate e senza nemmeno una buca per non parlare delle interpoderali stile villaggio dell eden le ferrovie sono efficientissime non abbiamo la tav treni alta velocità ma addirittura la ts treni supersonici e per rendersene conto basta prendere il treno che da crotone porta a lamezia non si fa in tempo a salire che già bisogna scendere gli aeroporti sono in grado di effettuare qualsiasi tipo di volo interno e internazionale e sono collegati con i centri urbani con navette superveloci e metropolitane di superficie e sotterranee i porti sono sempre pieni di navi da crociera con turisti che provengono da tutte le parti del mondo tant è che gli alberghi non riescono a soddisfare la richiesta per non parlare delle navi cargo piene di ogni ben di dio che fanno la spola da e per la cala bria incrementando cosi la nostra economia il lavoro non è piu una chimera i giovani sono costretti a rinunciare alle chiamate di lavoro e ormai da tutte le parti vengono a lavorare in calabria gli apparati burocratici funzionano alla perfezione senza bisogno dei soliti amici il mare è di un limpido cristallino i depuratori sono ovunque presenti e funzionanti della montagna non parliamo nemmeno ormai vengono anche dal trentino e dalla valle d aosta a visitarla e trascorrervi le vacanze per sentire parlare di criminalità bisogna vedersi qualche vecchio film sull argomento in poche parole la realtà socioeconomica-civile della calabria scoppia di salute vivendo in una realtà cosi paradisiaca perchè mai gli elettori avrebbero dovuto scegliere altro e cambiare meglio continuare a farsi del bene enzo vigo a proposito di questa ricorrenza ci preme dire qualcosa sul clima di accoglienza nei nostri confronti piuttosto freddo tanto che senza l intervento di don giuseppe marra probabilmente saremmo passati in sordina lo scopo per cui era nata la giornata del ringraziamento qualche anno fa era quello appunto di ringraziare gli emigrati che ritornavano a petilia per il calvario adesso evidentemente non è più così detto questo senza rancore pensiamo che la colpa non sia da imputare a nessuno se non alla disattenzione di qualcuno o a noi stessi che appena arrivati non abbiamo contattato l organizzazione anche se era fatto noto che noi saremmo venuti sarebbe spiacevole però se tutto questo fosse la conseguenza di ciò che qualcuno volutamente abbia potuto riferire alle altre associazioni si perché la cosa che più ha dato fastidio quando siamo venuti a petilia è che tutti erano a conoscenza dei fatti dell associazione di genova fatti che ovviamente avevano una verità distorta e se così non fosse stato probabilmente avremmo sorvolato anche sul presente chiarimento pertanto in risposta ai dubbi ai quesiti e alle osservazioni che ci sono state mosse evidenziamo la realtà dei fatti l associazione era paralizzata non certo per colpa degli associati e nonostante gli sproloqui a petilia e su internet ma non nella sede opportuna di qualcuno l associazione continua a sostenere le proprie ragioni e ad andare avanti nel proprio lavoro già perchè la cosa indubbiamente positiva è che i petilini a genova sono sempre più entusiasti e vogliosi di fare sempre meglio si è creato finalmente un clima di fiducia dove ognuno è uguale all altro nessun super uomo o intelligenza superiore tant è che il direttivo si è subito attivato per delle iniziative la prima delle quali è la secolare tradizione petilina u mmitu e s giuseppe il 24 aprile la diaspora di roma rappresenterà una commedia al teatro san giovanni di sestri ponente a maggio ci sarà una gita a venezia a ottobre un pellegrinaggio a petilia abbiamo preso contatti con la pro loco perseo e con gli hantura infine una grande iniziativa che ha lo scopo di riunire non solo i petilini di genova ma anche delle città vicine e che al momento opportuno avrà la meritata risonanza si spera che con questo articolo si sia fatta un po di chiarezza sulla nostra associazione che ha sempre e solo avuto lo scopo di fare e agire in buona fede se ce ne fosse bisogno o fosse chiamata in causa l associazione è a disposizione di tutti per qualsiasi chiarimento associazione petilini a genova

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