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anno xiii gennaio 2010 www.petilino.it t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi il petilino direzione e amm onlus t.a.t cal via paternise 2 88837 petilia policastro tel 339/8129868 poste italiane spedizione in a.p tabella d aut.ne dco/dc cz/224/2002 valida dal 07/05/2002 1,50 periodico di notizie cultura politica e tradizioni comune stabilizzati sette lpu un nuovo impegno gli dopo oltre 11 anni di precariato sette lavoratori di pubblica utilità sono diventati dal 31 dicembre scorso dipendenti effettivi del comune di petilia policastro la stabilizzazione dei sette dipendenti è la seconda che il comune fa in meno di 10 anni nel 2001 infatti lo stesso ente ha provveduto a stabilizzare anche tutti i lavoratori socialmente utili che vi prestavano servizio offriamo alla santa spina la lampada degli emigrati con l avvento del 2010 spira aria di novità e noi del petilino non ci siamo sottratti e proponiamo un ulteriore evoluzione di questa nostra avventura di carta ma non solo che ha toccato ormai il suo tredicesimo anno di vita la sfida per mantenere in vita questa testata è stata difficile e che non sia una cosa facile lo testimonia il fatto che i giornali che sono nati in questi anni sono andati man mano spegnendosi per poi sparire completamente giunti al traguardo del tredicesimo anno due erano le alternative o fermarci o rilanciare la sfida abbiamo scelto la seconda strada proponendo un giornale che per la prima volta nella sua storia è tutto a colori e con un maggior numero di pagine ai nostri lettori locali o residenti fuori da petilia chiediamo solo di starci ancor più vicino per non far interrompere questo viaggio nel mondo dell informazione a questo giornale che con i suoi pregi o difetti resta l unica voce che petilia possiede chiediamo in cambio solo un piccolo supplemento di prezzo che sarà comunque ripagato con dei miglioramenti oggettivi e con maggiori e migliori contenuti e approfondimenti l auspicio è che in questo nuova ripartenza troveremo nuovi compagni di viaggio soprattutto giovani che collaborino in ogni modo possibile il petilino è un patrimonio di tutti e non deve andare perso e una vetrina che è stata e sarà sempre a disposizione di chiunque abbia intenzione di esprimere le proprie idee o opinioni ripartiamo dunque sperando in venti benigni con l augurio per tutti che sia un 2010 davvero a colori giacinto carvelli scatti di mascaro da questo numero inizia la sua collaborazione con il nostro giornale franco mascaro appassionato di fotografia in ogni numero sarà pubblicato uno scatto di mascaro il quale riesce a cogliere con acuta pignoleria forme e punti di vista che offrono uno spaccato reale del contesto socio-culturale in cui vive ed opera sosteneteci leggete a pag 7 le interviste possibili di masino medaglia intervista al petilino forestiero oberdan cappa a pag 13 attenzione e cambiato il numero del conto corrente postale nuovo numero iban 96272752 a pag 6 it 42 b 07601 04400 000096272752 loc taglio tel 0962.433077 339.6380787 petilia policastro kr
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pagina 2 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi il petilino anno xiii gennaio 2010 quando la devozione diventa solidarieta di giacinto carvelli una struttura in cui possono svolgere i propri compiti e divertirsi abbiamo sentito in merito il principale promotore dell iniziativa padre salvatore cimino parroco della chiesa matrice l iniziativa è nata quando ci siamo trovati ad organizzare i tradizionali festeggiamenti in onore del nostro santo patrono francesco di paola proprio durante un evento così drammatico come il terremoto non potevamo non mantenere viva la nostra preghiera e la nostra attenzione sulla sofferenza delle popolazioni abruzzesi che ha causato centinaia di morti e ha lasciato senza casa migliaia di famiglie non possiamo né vogliamo farlo proprio ora che i riflettori dei grandi mezzi di comunicazione si stannosp egnendo su questa immane tragedia che ha ferito una parte della nostra nazione la nostra devozione a san francesco vuole così trasformarsi in solidarietà la devozione al nostro santo della charitas sul suo esempio vuole assumere i tratti di un impegno concreto verso chi soffre come la comunità petilina sappia subito correre in aiuto a chi ha bisogno mi ha colpito il fatto che tra le prime squadre di protezione civile ad occorrere sul posto è stata proprio quella di petilia quando vogliamo ribadisco riusciamo a fare molto perché le risorse ce le abbiamo certo c è stato anche chi ha detto che questi soldi potevano essere utilizzati a petilia un paese davvero disastrato quasi terremotato per padre cimino il gesto compiuto dalla popolazione petilina è ancor più significativo e un gesto di grande speranza perché compiuto da una popolazione che vive quotidianamente l emergenza se mettessimo lo stesso spirito in occasioni meno straordinarie renderemmo migliore anche il nostro paese la comunità petilina è stata invitata il prossimo 17 gennaio dalla parrocchia di san giovanni battista in occasione della loro festa patronale di s antonio abate l occasione di incontro però ci sarà solo in primavera c è la loro esigenza di ringraziare e la nostra di conoscere l intento è quello di creare un ponte che duri nel tempo un ulteriore impegno sarà quello di legare le due parrocchie e realtà in una festa che promuoveremo in primavera e che vedrà coinvolte le associazioni che già hanno contribuito alla raccolta di fondi che il signore della vita per intercessione di san francesco di paola ci conceda la grazia della conversione del cuore affinché possiamo sempre camminare nelle sue vie ed essere la vera solidarietà è quella che si fa lontano dai riflettori pubblici e che dà aiuti concreti a chi ha veramente bisogno con questi presupposti la comunità petilina ha voluto manifestare il proprio sostegno alle popolazioni dell aquila colpite dal terremoto lo scorso aprile inviando 6.200 euro con i quali è stato realizzato un parco giochi per bimbi della parrocchia di san giovanni battista chiesa di s antonio pile si tratta di un parco giochi destinato ad attività pomeridiane di doposcuola ogni giorni dalle 14 alle 18 l offerta è rivolta a quei genitori che lavorando a l aquila e risiedendo sulla costa o in un altra località a causa del sisma hanno la necessità di affidare i propri figli ad e l iniziativa si è concretizzata in un luogo di ritrovo studio e divertimento per i bimbi coloro che hanno subito in maggior misura il trauma post terremoto così abbiamo pensato di fare nostro il progetto del parco giochi della parrocchia di san giovanni battista abbiamo mandato sul posto don renato gaglianone che ha verificato la bontà dell iniziativa e quando ci ha comunicato che c erano tutte le condizioni ci siamo attivati inviando le offerte padre cimino ha effettuato un bonifico da 6.200 euro frutto di parte del ricavato della festa patronale di san francesco 2.070 delle offerte dei fedeli della parrocchia san nicola pontefice 1.100 del concerto degli hantura 1.100 del contributo dell amministrazione comunale petilina 1.000 della raccolta del gruppo ardor 700 del ricavato della giornata delle associazioni della pro loco perseo di petilia policastro 130 e di legambiente 100 sono alcune cose che vorrei sottolineare ha continuato padre cimino al di la dell emergenza del momento il nostro intento è stato anche quelloditene re vival attenzione con un gesto di solidarietà concreta nei confronti della popolazione abruzzese proprio quando i riflettori si stanno cominciando a spegnere su questo territorio martoriato ritengo poi che questo gesto di solidarietà sia costruttivo anche per la stessa popolazione petilina un modo per rimarcare con forza che quando vogliamo siamo capaci di fare cose molto belle padre cimino poi fa un altro esempio concreto di
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anno xiii gennaio 2010 serie di incontri con i comuni dell ente montano il petilino t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 3 comunita montana intenzione di presentare un progetto di lavoratori lsu ed lpu per essere utilizzati all assistenza degli anziani e che per superare l annoso problema degli studenti pendolari ed eliminare gli inconvenienti finora verificatisi si interesserà presso le ferrovie della calabria ha poi comunicato che la comunità montana ha una piccola disponibilità finanziaria per far fronte alle richieste di alcuni comuni per al lavoro piccoli finanziamenti riguardanti la programmazione delle attività natalizie infine ha confermato il finanziamento di una piccola opera già concesso dalla precedente amministrazione che consiste in un intervento presso la località castagnella per un importo pari a 33 mila euro nel suo intervento il vice sindaco francesco ierardi dopo aver ringraziato il presidente timpano per la sensibilità dimostrata nel recarsi personalmente nei vari comuni per discutere dei loro problemi ha richiamato la necessità che i sindaci dei tre comuni confinanti petilia mesoraca e cotronei avviino un nuovo percorso di collaborazione per superare i vecchi campanilismi e programmare insieme nuove e più grandi prospettive di sviluppo riprendendo questi concetti l assessore comunale luigi carvelli evidenzia che la stessa nascita di questa nuova comunità montana è il risultato di un superamento dei vecchi campanilismi e l avvio di una nuova stagione politica per il raggiungimento di nuovi e più alti traguardi per l assessore ivan rizza i giovani sono il nostro futuro e gli anziani il nostro passato per cui bisogna legare la storia con il futuro la tradizione con l innovazione perché i giovani si riapproprino di questo nostro territorio e non siano costretti a lasciarlo per lavorare altrove nella foto carvelli timpano e daniele il presidente della comunità montana alto crotonese ha incontrato le amministrazioni dei comuni che fanno parte dell ente per fare un primo approccio con i problemi e le proposte dei comuni lo scorso mese di dicembre il presidente francesco timpano si è incontrato con l amministrazione comunale presso la sede del comune di petilia policastro ed era accompagnato dall assessore dello stesso ente francesco daniele,che è anche consigliere comunale a petilia all incontro erano presenti il vice sindaco francesco ierardi e gli assessori ivan rizza e luigi carvelli quest ultimo anche consigliere della stessa comunità monità il sindaco era assente per inderogabili impegni istituzionali il presidente timpano ha subito espresso la sua ferma volontà di portare avanti le proposte sollecitate dai vari comuni affermando che il compito della comunità montana è quello di coordinare le varie esigenze e fare da tramite con la regione per trovare le soluzioni più idonee ha anche paventato la possibilità del taglio di fondi alle comunità da parte del governo e a tal proposito ha ribadito la volontà di avviare una efficace attività di programmazione attenta ai bisogni del territorio per attingere ai fondi messi a disposizione dalla regione calabria e dalla comunità europea in particolare fare riferimento ai piar per poter progettare e realizzare una bretella stradale che metta in comunicazione la ss 107 da località calusia con la ss 106 nei pressi di botricello tale arteria toglierebbe dall isolamento molti comuni pedemontani e consentirebbe uno sviluppo più rapido dei nostri territori ha anche informato l amministrazione che l ente ha il sindaco vallone al 70 di gradimento secondo governance pool 2009 la rilevazione che ipr marketing svolge annualmente per il sole 24 ore quest anno il sindaco vallone è al primo posto con il sindaco di reggio scopellitti di verona tosi e di torino chiamparino con il 70 di gradimento da parte dei cittadini nella prima rilevazione gennaio 2007 relativa al primo semestre di consiliatura il sindaco vallone otteneva un 8° posto con il 60 di gradimento l anno successivo scendeva al 14° posto con il 59 gennaio 2008 un +8 lo portava a gennaio 2009 al 5 posto assoluto con il 67 di gradimento quest anno aggiunge un 3 che lo porta al 70 si conferma il trend positivo del sindaco peppino vallone nei sondaggi di gradimento da parte dei cittadini anche secondo ekma ricerche con monitor città relativa al secondo semestre 2009 lo pone al 6 posto con il 64 il sindaco di crotone peppino vallone
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pagina 4 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi il petilino anno xiii gennaio 2010 intervista a mary garofalo capodoglio panorama dello spettacolo tanto da essere scelta dallo stesso barbareschi anche se non mi risultava qualcosa del genere avevo pensato anche a qualcuna che lavorava nel reparto scenografia o nella sartoria viste le valenti abilità che le donne petiline hanno sempre mostrato in questo campo arrivato a destinazione ho scoperto l arcano la petilina che lavora o meglio che fa lavorare luca barbareschi è maria garofalo per tutti meglio nota come may sposata capodoglio dopo le presentazioni di rito mi spiega che lei è l amministratrice della compagnia di luca barbareschi una passione questa che lei ha ereditato dal marito aldo capodoglio uno dei capisaldi del teatro italiano dopo la morte del marito mary ha proseguito con altrettanto successo la sua attività sono stata molto felice di arrivare in calabria dove mancavo da 50 anni ho dice mary garofalo trovato una grande ospitalità in questo senso i calabresi non si smentiscono mai ha ricostruito poi così le sue origini petiline i miei stanno a genova ed io lavoro la proveniamo però da petilia policastro oggi pomeriggio anzi se ho in po di tempo ci faccio un salto a petilia per un ritorno alle origini ed anche perché qui ho ancora delle proprietà e dei parenti mio padre è francesco garofalo franciscu e fortuna mia madre invece è giuseppina curcio peppina da repulina racconta poi un piccolo aneddoto in cui mostra che ha ancora reminiscenze petiline ho chiamato mio cugino emilio trocino il quale giustamente non mi aveva riconosciuto subito tutto si è chiarito quando gli ho detto sugnu a figghjia da zia peppina a repulina allora l atmosfera è stata subito più cordiale e la conversazione è proseguita tra parenti e soprattutto compaesani la conversazione poi è scivolata nuovamente sul teatro con mary garofalo che ha raccontato i suoi esordi negli anni 80 con rascel vittorio caprioli sbragia la ralli e la proclamer nel corso di questi anni aggiunge ho poi lavorato con altri personaggi come francesco paolantoni claudia koll e giorgio gaber in ogni caso con compagnie primarie sono davvero orgogliosa della carriera teatrale che ho fatto e noi siamo orgogliosi di avere compaesani che si affermano in un campo così difficile come quello del teatro a livello nazionale giacinto carvelli che collegamento c è tra l istrionico attore luca barbareschi e petilia policastro me l ha fatto scoprire uno dei responsabili del teatro stabile di calabria shapour yazdani proprio in occasione dell arrivo al teatro apollo di crotone dell ultimo spettacolo dell attore che ha recitato con la brava chiara noschese ne il caso di maria ho ricevuto una sua telefonata che mi invitava a raggiungerlo nel suo ufficio con le seguenti parole se arrivi ti faccio conoscere una tua compaesana che lavora con barbareschi nel percorso che mi ha condotto fin negli uffici del teatro stabile è stato tutto un ipotizzare chi mai potesse essere questa persona le ipotesi andavano da qualche giovane attrice che si era imposta nel una nuova associazione a petilia e nata progetto giovani azioni sociali da realizzare nella nostra cittadina lo stesso presidente affiancato dal segretario gianni gumari e da giuseppe ierardi economo ha precisato che tutto sarà realizzato con spirito di volontariato senza richieste di contributi ad enti vari e non limitandosi a fare la solita festicciola ma realizzando interventi che si autofinanzieranno e che potranno avvicinare i giovani alle istituzioni alla inaugurazione erano presenti il vicesindaco francesco ierardi e l assessore alle politiche giovanili ivan rizza i quali nel prendere la parola hanno porto l augurio dell amministrazione comunale ed hanno elogiato l iniziativa apprezzandone le idee innovative che la caratterizzeranno hanno anche incitato tutti i giovani presenti a non aver paura della politica e di avvicinarsi alle istituzioni che sono i mezzi attraverso i quali si può avviare il riscatto della nostra terra che negli ultimi anni ha solo conosciuto arretratezza e degrado infine hanno assicurato la massima collaborazione da parte dell amministrazione comunale che ha bisogno di queste iniziative per avviare un proficuo dialogo con i giovani futuri amministratori e responsabili del nostro paese e seguito un breve rinfresco e si è dato inizio alla campagna di tesseramento di nuovi soci la redazione de il petilino esprime plauso per l interessante iniziativa e augura alla neonata associazione un avvenire pieno di successi e soddisfazioni nella foto in alto g ierardi s lerose e g gumari in basso foto di gruppo davvero nuova l associazione nata in questo fine anno 2009 nuova nella fondazione e nuova nelle idee in una affollata inaugurazione fatta il 23 dicembre scorso nella sede di corso roma il presidente di progetto giovani salvino lerose ha spiegato le motivazione della nascita di questa associazione che si prefigge lo scopo di unire i giovani di petilia in una sorta di team capace di progettare attenzione e cambiato il numero del conto corrente postale nuovo numero 9 6 2 7 2 7 5 2 iban it 42 b 07601 04400 000096272752
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anno xiii gennaio 2010 il petilino t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 5 l amministrazione comunale di petilia policastro informa i cittadini importante traguardo per l amministrazione comunale stabilizzati dopo oltre 11 anni di precariato sette lavoratori di pubblica utilità sono diventati dal 31 dicembre scorso dipendenti effettivi del comune di petilia policastro la stabilizzazione dei sette dipendenti è la seconda che il comune fa in meno di 10 anni nel 2001 infatti lo stesso ente ha provveduto a stabilizzare anche tutti i lavoratori socialmente utili che vi prestavano servizio per questi sette lavoratori la trafila per ottenere questo importante traguardo è stata piuttosto difficoltosa tanto che negli ultimi tempi c è stato il rischio concreto che non potesse realizzarsi in tempo utile da superare infatti c era lo scoglio del patto di stabilità che i comuni sono tenuti a rispettare per poter compiere nuove assunzioni ecco i nominativi dei lavoratori stabilizzati carmine angotti domenico apa alessandra fico francesco lechiara dario nicotera enzo romano e felicia toscano la firma dei rispettivi contratti è avvenuta in un clima di festa nella stanza del sindaco dionigi fera alla presenza della giunta comunale del dirigente del settore affari generali del comune antonio gatto e di una rappresentanza di dirigenti del personale comunale e del responsabile funzione pubblica della uil franco ierardi il sindaco fera nel suo inter sette lavoratori di pubblica utilita vento ha ringraziato quanti hanno contribuito alla riuscita della stabilizzazione degli lpu ed ha evidenziato che per il comune di petilia policastro si tratta di una tappa importante che fa sperare per la nostra cittadina l avvio di una nuova era e stato un traguardo difficile ma alla fine siamo riusciti a realizzarlo insieme con uno spirito di squadra lo stesso che mi auguro che possa continuare nell interesse della comunità un rappresentante dei lavoratori carmine angotti ha poi ringraziato l amministrazione comunale per la volontà espressa nel portare avanti la stabilizzazione assicurando il loro massimo impegno nei confronti dell ente a prendere la parola anche il dirigente gatto che ha ricordato la difficoltà del percorso avviato vista la situazione finanziaria delicata dell ente e spero che i lavoratori assunti possano davvero sentirsi partecipi a risolvere i problemi della cittadina infine il sindacalista ierardi ha ricordato anche le precedenti stabilizzazioni e che il comune di petilia con le ultime sette ha rinnovato il 50 della sua dotazione organica in una realtà dove invece si continuano a perdere posti di lavoro
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pagina 6 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi il petilino anno xiii gennaio 2010 le interviste possibili di masino medaglia dieci domande a qualche petilino forestiero a noialtri petilini che siamo rimasti capita spesso anzi troppo spesso di non valutare con obiettività ciò ch è bello e ciò ch è brutto del nostro quotidiano ma questo accade per una naturale tendenza di noi tutti a familiarizzare forse troppo con tutte le circostanze politiche sociali urbanistiche tradizionali etc che regolano il quotidiano della nostra antica policastro tacendo rovinosamente e in particolar modo sulle brutture insomma il fatto di stare troppo addossati al nostro paese ci impedisce una visione diciamo aerea un pò distaccata della nostra realtà una visione che ci permetta di cogliere armonie e disarmonie nonostante tutti i nostri sforzi ci manca quell attitudine che consente di osservare l ambiente in cui si vive con occhi da forestiero non affettivi non familiari quante volte ci è capitato di recarci in un luogo sconosciuto e coglierne istintivamente ma spassionatamente ogni aspetto armonioso o disadorno bene e ciò che capita al forestiero che viene per la prima volta a petilia policastro al quale certamente non sfugge alla sua osservazione il tanto brutto e l altrettanto bello presenti nel nostro paese in definitiva fa ciò che noialtri che siamo rimasti non sappiamo o non vogliamo fare tuttavia ogni tanto è bene confrontarci metterci davanti al nostro patrimonio culturale per apprezzarlo o quantomeno valutarlo rimuovere ogni reticenza e far tesoro dell analisi che ne viene fuori attraverso queste pagine è proprio questo ciò che vorremmo fare cioè chiedere ai forestieri come vedono come giudicano petilia policastro quando la osservano per la prima volta però giacché la cosa alla fine dovrà apparire piuttosto divertente anziché seriosa o addirittura spiacevole abbiamo pensato di intervistare sull argomento un tipo di forestiero davvero speciale il forestiero petilino ovvero quel petilino andato via dal nostro paese che grazie alle sue capacità si sia realizzato ma che periodicamente per via del legame affettivo che ha con petilia ritorna volentieri a farci visita l imparziale linguaggio degli occhi di questo speciale forestiero certamente ci metterà davanti ad alcuni aspetti del nostro paese di cui noialtri che siamo rimasti ignoriamo o come ho già detto vogliamo ignorare ci si augura che da queste interviste il lettore de il petilino potrà coglierne il semplice aspetto descrittivo quello serio provocatorio propositivo o l auspicabile divertimento l intervistatore porrà dieci domande al forestiero speciale e questi avrà la facoltà di esprimere liberamente salvo impertinenze le sue considerazioni sul suo paese masino medaglia intervista al petilino forestiero oberdan cappa il petilino forestiero di turno è oberdan cappa forse la maggioranza degli adulti di p policastro questo nome non riuscirà a collegarlo a una fisionomia nota è andato via da petilia molto giovane e come lui stesso afferma non viene a p policastro molto spesso anche se affettivamente molto legato e interessatissimo alle sorti del suo paese ma per quella stessa maggioranza di adulti che non lo conosce basterà citare il nome dell amico di tutti brunuzzu cappa ovvero il padre di oberdan oberdan come tutti i nostri intervistati petilini forestieri ha concretizzato significative aspirazioni che p policastro non avrebbe mai potuto offrirgli oberdan è un tour manager pro1 oberdan quando e perché sei andato via da petilia policastro ma soprattutto con quale animo hai lasciato il tuo paese sono andato via nel 1988 emigrazione -universitaria ma non nascondo che con una buona dose di incoscienza e voglia di cambiare il mondo a quella giovane età sentivo anche la necessità di lasciare un posto che trovavo chiuso e bigotto sentivo di non avere spazio per le mie passioni e desideri insomma la voglia di andare via dal paesello provinciale e senza opportunità ricordo anche che oltre gli studenti emigravano tanti giovani e famiglie sopratutto per lavoro 2 come descrivi il tuo paese ai tuoi figli,o agli amici che non ci sono mai stati e in quali termini ne parlate quando vi incontrate tra petilini non ho ancora figli per poter raccontare di petilia ma certamente ci si incontra con dei paesani ed inevitabilmente si riallacciano i fili della memoria si parla dei ricordi dei fatti delle persone e dei luoghi del passato con un senso di malinconia e con la convinzione che inevitabilmente i ricordi più belli piacevoli ed indissolubili sono legati all infanzia alle persone ai luoghi del paese il paese che io descrivo non gode di grande stima trovo fessionista di particolare abilità e notorietà vive e opera nel bel mondo della musica dove è quotato a livello non solo nazionale oberdan cappa manager dei 99 posse neffa bennato e tanti altri di pari livello è stato il primo a credere nei movimenti musicali dei centri sociali ideatore del famoso ampollino sound e appartenente alla giovane generazione petilina di quelli che padre e renato a oberdan i nostri più sentiti affettuosi complimenti per quanti volessero conoscere più dettagliatamente l attività del petilino forestiero oberdan cappa suggerisco il suo interessante sito http www.kappamanageme nt.it page_id=32 che l urbanizzazione selvaggia degli ultimi 30 anni in alcune zone nuove del paese abbia creato uno scempio al quale neanche un piano regolatore di grande spessore potrebbe dare una dignità paesaggistica in questo senso andrebbe fatta una vera rivoluzione una scelta coraggiosa imporre a tutti i proprietari di portare a termine almeno esternamente tutte le costruzioni inconcluse sarebbe già un passo avanti capisco che per un sindaco non è una scelta semplice ma su questo fronte in qualche modo si deve iniziare a lavorare 3 qual è la prima istintiva impressione che ricevi dal tuo paese ogni volta che ci ritorni ad essere sincero per tutta una serie di motivi di lavoro torno raramente a petilia da questo punto vista deficito un po ma penso possiate perdonarmi non lo faccio come segno di irriconoscenza comunque l ultima volta che sono tornato per poche ore sono arrivato nel mio rione via assunta piazza s francesco e sono rimasto per certi aspetti affascinato nel vedere tutte le case vuote ed il silenzio del riposo in cui il quartiere si trova un riposo mi son detto dovuto dopo anni di popolare vivacità di interminabili giornate rumorose dei suoi bambini in strada a giocare a calcio con le porte di pietra nelle vie nei vicoli la vivacità delle tante e piccole attività ma devo dire che per certi aspetti sono rimasto angosciato angosciato dal fatto che tutto è immobile un senso di vuoto che fa riflettere il paese si è vuotato il fenomeno emigrazione non si arresta si può amministrare bene si può vivere degnamente ma se l emigrazione è ancora cosi esponenziale vuol dire che non tutto è stato fatto mancano risorse strutturali ed investimenti capaci di arrestare questo continuo svuotarsi 4 quali sono le cose che detesti e quali le cose che ti piacciono di petilia policastro mi piace lo spirito associazionistico e solidale delle persone rimaste che è linfa del sistema attuale per il mantenimento delle tradizioni culturali e sociali l impegno dell associazionismo su temi di estrema importanza come la strada per il mare il restauro del cinema all aperto le iniziative culturali della diaspora petilina anche se non frequento seguo con interesse e gioia il fermento musicale caratterizzato dagli hantura bè c è ne di gente per bene al paese non mi piace l indifferenza con cui si tratta il grande problema della criminalità capisco anche che non è una questione di omertà come spesso viene giustificato per non guar-
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anno xiii gennaio 2010 dare con obiettività alle conseguenze drammatiche che un impegno in questo senso può comportare in una comunità cosi ristretta dove ci si conosce uno per uno ma purtroppo il problema è evidente e grave un freno al sistema sviluppo di questo si parla poco e sul piano dell informazione nelle scuole e tra i giovani nulla 5 quali sono i piatti tipici le abitudini le tradizioni le amicizie che ti tengono legato al tuo paese e che non saresti mai disposto a rinnegare bè questo tema è più leggero e ludico ci tengo molto non farei a meno della pitta cu passule e tardiddri che non mangio da anni e mi mancano tanto mi mancano gli immancabili pic nic di fine settimana in sila o in altri bei posti della nostra montagna con 50 litri di vino andava bene se eravamo una quindicina venti persone ma se eravamo 5 o 6 diventava un problema etilico molto divertenti con interminabili mangiate e inevitabile schitarrata e stornelli non rinnego nessuno della società civile dei lavoratori degli onesti cittadini dei miei amici dei miei professori ed educatori dei miei amici preti ardorini lascio tante riserve e giudizi negativi a chi non fa parte delle categorie citate 6 qual è la storiella o il personaggio di petilia policastro più gettonato quando vi incontrate tra petilini senz altro umberto palipala ginuzzo cocò che tralatro girano belle foto in rete su di lui e purtroppo devo dire che gli argomenti più discussi sono purtroppo quelli legati alla cronaca nera all elenco dei morti e di quelli che sono in galera e quelli che devono uscire di galera banale ma il gossip può tutto 7 per migliorare la vivibilità di petilia policastro hai un suggerimento da dare a noialtri che siamo rimasti non ho nessun consiglio da dare gli amici che si sono assunti l onere e l onore di amministrare petilia avranno i loro progetti e la loro linea posso solo dire che apprezzo molto l idea di riqualificazione del centro storico cosa che riguarda per adesso una parte significativa del territorio ma che potrebbe con il tempo e i mezzi essere allargata ad altre zone abbandonate ottima idea la riqualificazione del cinema all aperto sarebbe un grande investimento culturale la riapertura del cinema madia su questo posso dare volentieri dei consigli quando sarà il caso ricordo che lo sviluppo della comunità e del territorio sopratutto oggi passa per un inevitabile investimento culturale e turistico cosa che il territorio di petilia può permettersi è per il numero elevato di giovani laureati e per le ricchezze naturali della montagna e della campagna 8 come lo immagini il futuro del tuo paese molto sinteticamente l apertura di una sede come libera a petilia sarebbe prova di un cambiamento come io intendo legalità poi per tutto il resto si trova sempre una soluzione accettabile per un il petilino t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 7 questi tempi scellerati rischiamo anche questo diritto naturale e sogniamo allora che tutti noi forestieri un giorno potremmo ritornare e trovare un paese vivibile accogliente e meno decadente e dare il nostro contributo con le esperienze che ognuno di noi ha maturato nel girovagare per il mondo grazie masino per quello che fai oberdan cappa bologna 19 dicembre 2009 vivere dignitoso immagino la creazione con l incentivo delle istituzioni di cooperative agricole che facessero fruttare al massimo le risorse poco sviluppate e sfruttate che il nostro patrimonio offre castagne ulivo e frutta troppo spesso questi prodotti sono lasciati all iniziativa privata che non ne valorizza la tipicizzazione del territorio ma uno sfruttamento che consiste nello scambio-vendo prodotto a privati e poi non mi interessa cosa ne faranno attorno a questi prodotti potrebbe nascere una filiera virtuosa che partirebbe dalla raccolta lavorazione e distribuzione del prodotto finito a beneficio del territorio e dei suoi cittadini vi prego di perdonare la sinteticità che può risultare superficiale capisco che per questi temi andrebbero spese più parole 9 hai mai sentito parlare dei palazzi trasparenti di petilia policastro no è una colpa grave 10 quali ricordi hai del cinema all aperto arena diana di petilia policastro ci puoi descrivere un episodio personale legato a questo storico cinema all aperto ricordo perfettamente l arena diana non ricordo episodi particolari ma si aspettava l estate anche per il cinema all aperto era una tradizione ritorno dal mare cinema serale e passeggiate le vasche finali ti ringrazio masino di cuore per questa opportunità data in cui mi dai la possibilità di salutare tutti i paesani forestieri ed autoctoni sognare almeno fino ad oggi non è reato perseguibile ma di il petilino periodico di notizie cultura e politica onlus t.a.t cal via paternise 2 tel.339/8129868 88837 petilia policastro kr c.c postale n 96272752 intestato a francesco ierardi via a de gasperi 78 88837 petilia policastro internet http www.petilino.it e-mail redazione@petilino.it direttore responsabile giacinto carvelli direttore editoriale francesco ierardi registrazione tribunale di crotone n° 81 del 14 gennaio 1998 stampa maragraf roccabernarda impaginazione f ierardi g carvelli comitato di redazione m giovanna ierardi avvertenze per collaboratori e lettori la collaborazione è libera ma gratuita ogni articolo e lettera la cui pubblicazione o non è decisa a insindacabile giudizio del direttore o del c.d.r rispecchiano il pensiero dell autore non impegnano la responsabilità della testata e non vengono restituiti all`autore se non pubblicati sostenete il petilino questo è il forte l appello che lanciamo ai nostri lettori alla fine del dodicesimo anno dalla nostra prima uscita la sopravvivenza del nostro giornale è stata finora assicurata all insegna della precarietà sia in termini di risorse umane e sia in termini economici se da una parte a volte si stenta a far uscire il giornale per la mancanza di articoli dall altra ogni fine anno bisogna fare i conti con la mancanza di fondi per pagare le spese delle pubblicazioni alle quali spesso si fa fronte con risorse personali a volte forte è la tentazione di gettare la spugna ci fa desistere solo il grande affetto che tanti nostri emigrati ci dimostrano telefonandoci e incoraggiandoci da circa dieci anni il prezzo del giornale è fermo ad un euro nonostante l aumento dei costi tipografici e di spedizione dal prossimo gennaio pertanto ci vediamo costretti d aumentare il costo del giornale ad 1,50 e a ritoccare il contributo per la spedizione il nostro ringraziamento comunque va alle poche aziende che ci sostengono con la pubblicità e ai pochi sostenitori che ci inviano un contributo più sostanzioso senza di loro sarebbe proprio impossibile continuare la pubblicazione del giornale per questo vi diciamo sosteneteci abbonamenti ordinario sostenitore benemerito 40,00 100,00 200,00 l abbonamento si può sottoscrivere effettuando il versamento sul conto corrente postale sotto riportato oppure in contanti presso le edicole di petilia policastro o inviando assegno non trasferibile all indirizzo sotto riportato per i paesi europei si può utilizzare il circuito eurogiro delle poste per evitare disguidi o ritardi nella spedizione si prega di voler comunicare per posta mail o telefono gli estremi del versamento conto corrente postale n.96272752 intestato francesco ierardi via a de gasperi 78/c 88837 petilia policastro iban it 42 b 07601 04400 000096272752 per info 0962/431115 339/8129868 redazione@petilino.it
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pagina 8 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi il petilino anno xiii gennaio 2010 l origine dei cognomi di francesco cosco incredibile e varia l origine dei cognomi soprattutto in italia dove se ne contano secondo qualcuno almeno 350.000 quale l origine del nostro cognome la curiosità è grande investe il legittimo desiderio di ognuno di conoscere il luogo d origine della propria schiatta possibilmente l identità degli avi il significato etimologico del proprio cognome l eventuale appartenenza ad una categoria di antiche famiglie blasonate invece interessa sempre meno qui si parlerà soprattutto della realtà calabrese e a seconda le categorie che di seguito verranno esaminate ognuno potrà individuare da quale situazione linguistica proviene il proprio non credo però che le categorie siano esaustive di tutte le nostre diversità cognominali né è possibile che tutti i cognomi siano accostati ad una origine etimologica certa per il fatto che nel tempo molti cognomi sono andati incontro a modifiche a diversificazioni volute od accidentali famiglia per famiglia a corruzioni linguistiche per via del dialetto ma soprattutto a neologismi che non si prestano a ricostruzioni etimologiche diffusissimi sono i cognomi derivanti da elementi toponomastici indicanti una città un paese come scandale spezzano strongoli tropea policastri cotronei mesoraca melissa napoli roma barletta andali messina milano salerno palermo per contro vi sono anche alcuni paesi derivanti da cognomi di persona quali savelli borgia e molti di quelli che terminano in -ano come aprigliano la cui origine può derivare dal latino praedium aprilis terra del sig aprile o rossano da praedium rossi podere del sig rossi i cognomi derivanti da elementi agiografici come i nomi di santi riferiti alla religione cristiana più diffusi nel sud sono poi numerosissimi santopietro d angelo arcangelo croce cruciani crucitti santo santacroce santamaria battiato laudaddio pregaddio diodato paradiso signore serviddio del santo di gesù santamaria cristofaro de santis natale pasqua santagata elia arcangelo madonna santalucia sanmarco sanpaolo sanseverino santacaterina e l elenco è veramente lungo ancora diffusi sono i cognomi imposti spesso da impiegati dello stato civile ma in epoca soprattutto medievale e post medievale a gente proveniente da altri paesi più spesso ad albanesi ebrei zingari attribuendo loro il nome aggettivale della città in cui al momento si risiedeva policastrese sorrentino cosentino romano tarantino fiorentino napolitano genovese mesorachese cotroneo cropanese tropeano messineo petilino diffusi i cognomi da oggettistica spina martelli brocca carta pane tripodi rota barracco via marmo pennini carrozza carroccia casalinuovo asta poco diffusi sono i cognomi rappresentanti fenomeni naturali cronologia neve tuono tempesta vento lampo turbini grandinetti pioggia marea mezzanotte mattinò giorno minuto minutolo tempo dell anno bonanno rarissimo anche tifoni vi sono cognomi rispondenti a termini geografici forse per stabilire particolari siti da cui si proviene chiaravalloti del monte della valle delli colli o semplicemente fiumara piane foresta vallone marino selva bosco monti vi sono poi cognomi derivanti dallaprovenienza g re c o lombardo siciliani toscano spagnolo africano calabrese abbruzzese pugliese albanese tedesco turco lo turco durante il medioevo soprattutto all epoca dei comuni il cognome era rappresentato con un da davanti al nome della città di provenienza da messina da todi da perugia d assisi da cascia da siena da pistoia si citano i più noti continua poesia di maria pascuzzi dal libro faville rievocazioni rievoco i personaggi di un età vissuta i miei propositi l impegno per migliorare il mio piccolo mondo la sete di giustizia d evasione e gli anni di attesa rievoco la gente onerosa prepotente spavalda che voleva calpestare il mondo gli umili e gli onesti levarsi il cappello al cospetto dei ben pensanti mostrarsi ritrosi davanti ai possidenti ricordo colui che per rispetto e per amore abbassava il capo riverente davanti al portone del compare mi ritorna in mente l immagine consueta delle donzelle intente al lavoro del telaio e della nonna che dipanava la matassa sull arcolaio melodie sprigionava quella cassa battente sogni d amore cullava la spola ballerina che passava lesta dall una all altra sponda s allungava intanto fra suoni e canti la tela di lino ricordo le vecchiette raggruppate nelle viuzze assolate sedute sui gradini di pietra a volte monchi o sulla panca del vignale tenevano in braccia il pupo o filavano la lana facendo comunella nascondendo spesso,sotto l anca un lembo di gonnella mi ritorna in mente il cigolio dei traini carichi di legna il muggito del bove avvezzato al giogo il vociare dei bimbi che giulivi giocavano al centro del piazzale strappando note di felicità alle rondini in volo ombre di umiltà e miseria ma ricche di valori elevati oggi del tutto evaporati!
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anno xiii gennaio 2010 il petilino t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 9 memorie di famiglia prima parte sta di fatto che la lotta divenne subito serrata ed appassionata se i notabili capitanavano la fazione pro primo candidato la parte forse più simpatica del paese giovanissimi professionisti insegnanti elementari artigia ricordi del dr lorenzo caruso campagna elettorale queste le impressioni di un dodicenne quale io ero completate dalle notizie recepite in famiglia dalla parola di mio padre che ne era stato fervente sostenitore era stato deputato nella legislatura precedente e in un decennio di attività politica aveva avuto modo di intrattenere rapporti amichevoli epistolari soprattutto per scambi di auguri e per comunicazioni in merito al suo impegno di risolvere richieste di interventi in pratiche di varia natura presso uffici ministeriali e provinciali con i suoi elettori avevo scorto a casa sulla scrivania di papà qualcheduna di queste lettere dalla calligrafia minuta e dalla chiusa ricca di saluti e di profferte di qualsiasi favore perciò il rinnovo della sua scelta quale deputato del collegio aveva trovato simpatia e comprensione in quasi tutto l ambiente paesano e più particolarmente presso le principali famiglie oggi si direbbe presso le famiglie dei notabili accanto a queste famiglie erano pro primo candidato quasi tutte le famiglie del ceto medio dei commercianti degli industrianti gestori di attività agricole e armentizie oltre agricoltori e pastori e una buona parte di famiglie artigiane contadine ma subito dopo l apertura della campagna elettorale incominciarono a delinearsi le prime crepe nella compagine del fronte del primo candidato crepe che con l avanzare della lotta minacciavano di diventare voragini perché la vecchia anima petilina la ritengo vecchia dopo averne seguito attraverso le cronache paesane raccolte dai più anziani delle cui conoscenze sono stato sempre avido fin dai primi anni del mio risveglio intellettuale doveva anche in quella occasione manifestarsi nella sua vera essenza risiedente nello spirito combattivo e di lotta contro i maggiorenti del paese specie perché questi appartenevano a classi privilegiate per censo ereditario e poiché tali classi sociali appoggiavano il primo candidato sembrava logico che le altre classi militassero per il suo avversario il conterraneo secondo candidato anche se egli era un aristocratico di pari estrazione per giunta con la propensione militare di colonnello di cavalleria dr lorenzo caruso non posso astenermi dal fare un breve commento su una pagina di storia della nostra policastro di cento anni fa sul clima incandescente di una campagna elettorale invitando quindi tutti i lettori de il petilino a farne tesoro e il racconto di un giovietto tale era allora il dr lorenzo caruso in cui è leggibile uno spaccato del comportamento della società policastrese di allora nell evento di una campagna elettorale svolta in formula uninominale e nello specialissimo periodo in cui da poco era stato acquisito con giolitti il suffraggio universale maschile la legge del 1912 stabiliva per la prima volta che tutti gli uomini capaci di leggere e scrivere con almeno 21 anni potessero votare gli analfabeti a partire dai 30 anni la pagina costituisce certamente una preziosa testimonianza antropologica di quelle molto ricercate dalle facoltà universitarie ad indirizzo umanistico francesco cosco nell autunno del 1913 la sonnolenta vita paesana fu scossa da un movimentato avvenimento 1 apertura della campagna elettorale per la elezione del deputato del nostro collegio fu quella l ultima elezione svolta con sistema uninominale che precedette di solo un anno la conflagrazione europea dopo l attentato di sarajevo e di due anni la dichiarazione di guerra dell italia all austria nel collegio di crotone il deputato uscente era il primo candidato dell aristocrazia terriera crotonese uomo nella sua piena maturità ben visto anzi molto stimato dalla popolazione di petilia di lui ricordo la simpatica figura media statura elegante discorsi quasi sottovoce cortesia di modi nello sfogliare vecchie carte di famiglia abbiamo rinvenuto un quaderno al quale nostro padre nel ritornare dopo una parentesi trentennale di permanenza a roma all amato paese natio ha affidato i suoi ricordi ricostruendo fatti e personaggi di un mondo da lui vissuto e certamente non ritrovato abbiamo raccolto quegli appunti con l intento di tramandarli a chi come noi ha conosciuto l uomo e ne ha seguito il travaglio di una transizione con la nostalgia di quanto non più esistente e con i dubbi su quanto ancora a venire ercole e vito caruso un comizio elettorale in piazza filottete ni di un certo rilievo tutti più verbosi audaci motteggiatori più inclini agli attacchi personali più facili alle frecciate umoristiche ne fronteggiavano la propaganda in nome del secondo candidato ma solo sotto un etichetta fasulla in realtà in nome di una certa idea progressista io ne soffrivo perchè per solidarietà professionale ero pro primo candidato per sentimento e ammirazione ero forse più disposto verso il secondo candidato tanto più che fra lo stato maggiore del secondo candidato il più fattivo era il mio maestro colto e vivace insegnante che mi aveva portato con se dalla seconda alla quarta elementare preparandomi con slancio intelligenza e spirito moderno egli mi era affezionato e io gli ero devoto in quel periodo ogni sera si riunivano quelli del comitato del secondo candidato nella sala della biblioteca comunale diretta dallo che 1 aveva fondata raccogliendo libri e fondi per l acquisto di nuovi volumi mentre io l avevo coadiuvato nei più elementari servizi di raccolta di ordine degli scaffali di cura del servizio di consegna a privati e di ritiro dei volumi prestati con la scusa del dovere dirò così d ufficio in realtà per il desiderio di assistere alle discussioni elettorali del secondo candidato io ero sempre lì e fingendomi distratto dagli uffici di fureria sentivo e meditavo la propaganda elettora le e uno sforzo eccessivo ripeteva un altro far di lui un esponete popolare zitti intimava un più anziano maestro il prof le mani nelle tasche dei pantaloni un faccione di uomo tranquillo un sedere debordante dalla sedia posta di fronte alla cattedra zitti per carità siamo prudenti per noi è l uomo che ci vuole capace di scuotere la sicumera dei nostri ricchi gli suggeriremo noi nel discorso che terrà al pubblico di minacciare quando sarà deputato la restituzione delle terre demaniali usurpate dalle due o tre famiglie che conosciamo zitti per carità ma suggeriamogli anzitutto riprendeva il modo come dovrà presentarsi al pubblico niente di quell aria altezzosa di militare sapete ché consiglio se mi volete ascoltare riattaccava con voce sommessa e guardandosi attorno come sospettoso io proporrei che quando entra nella casa di per affacciarsi al balcone qualcuno gli suggerisce di stare seduto mentre parla e di parlare con la pipa in bocca come un uomo qualsiasi e con la mano in tasca poche parole alla buona qualcuna anche in calabrese magnifico più di uno declamava in coro farebbe un bell effetto se accendesse la pipa con un fiammifero sfregato sul calcagno della scarpa io ascoltavo e apprezzavo quella vivacità ma da sostenitore del secondo candidato per fedeltà familiare nell intimo ne soffrivo fine prima parte
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pagina 10 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi il petilino anno xiii gennaio 2010 bugie omissioni e crimini dei savoia e del risorgimento italiano fine della babele parte prima di orlando fico un aspetto molto importante del caotico quarantotto fu il problema dei controversi plebisciti organizzati per l annessione della lombardia del veneto e dei ducati al regno di sardegna l orientamento generale tendeva a discutere in un tempo successivo la forma di governo da adottare per le terre liberate ma carlo alberto pretendeva che le popolazioni votassero subito per l annessione al suo regno e ciò non poteva non indispettire ulteriormente gli altri sovrani che già diffidavano di lui la decisione di celebrare dei plebisciti richiese quindi lunghe settimane di discussioni estenuanti i voti che da essi poi scaturirono non furono l effetto di una espressione spontanea l idea di passare subito sotto casa savoia non era del tutto condivisa dalla grande maggioranza di quelle popolazioni bisognava quindi indurre gli elettori a votare favorevolmente e allo scopo vennero incaricati agenti monarchici piemontesi che svolsero una vigorosa azione di propaganda i plebisciti furono in sostanza delle operazioni non chiare preceduti e accompagnati cioè da situazioni ambigue anche le modalità di voto che non concedevano alternative giocarono a favore dei savoia altri fattori poi concorsero a orientare la volontà dei votanti in particolare nel veneto dove il manin aveva proclamato addirittura la repubblica la paura per l avanzata delle truppe austriache aveva costretto la popolazione a preferire l annessione al regno di sardegna e in lombardia l esito a favore di carlo alberto fu determinato anche dalla convinzione che la monarchia era considerata una garanzia contro lo strapotere dei signori che sfruttavano duramente le masse alla fine quindi e dopo molte polemiche i governi provvisori furono costretti a decidere in favore delle consultazioni così vennero votate le annessioni al regno di sardegna il 29 maggio in lombardia nel veneto molto più tardi il 4 luglio ma tre giorni dopo carlo alberto fidando nella mediazione benevola dell inghilterra aveva manifestato segretamente l intenzione di abbandonare al suo destino il veneto in cambio delle altre conquiste le annessioni ovviamente provocarono dei risentimenti perfino in piemonte dove si temeva che milano potesse diventare la nuova capitale con le gravi prevedibili conseguenze sull assetto dello stato mentre genova e la sardegna erano felici poiché ciò avrebbe limitato il potere di torino inoltre gli esiti dei plebisciti confermavano anche i timori degli altri principi italiani dell ingrandimento del solo regno di sardegna già l esito del voto del 10 maggio di piacenza era stato appreso con sospetto si ricorda che il ducato di parma e piacenza che il congresso di vienna aveva assegnato alla moglie di napoleone maria luisa d austria era governato da carlo ii di borbone succeduto nel 1847 alla madre maria luisa anche esso fu colpito dal clima di confusione generale nel quale si svolsero i plebisciti seguirono poi fino al 29 maggio i plebisciti di parma modena e reggio naturalmente tutti favorevoli all annessione questi sentimenti e sospetti però vennero spazzati via dalla sconfitta di custoza del 25 luglio anzi per quanto si era visto durante quei mesi convulsi e caotici le popolazioni alla fine cambiarono opinione e manifestarono le loro preferenze per il male minore cioè per gli austriaci piuttosto che per i piemontesi infatti le frasi che si sentivano dopo la fine della guerra erano quei bravi ragazzi di tedeschi sono tornati viva radetzky e per celebrare la vittoria austriaca di custoza j strauss padre compose la celeberrima marcia di radetzky quella marcia che viene trasmessa ogni capodanno e che ricorda anche agli italiani la sconfitta che subì nel 1848 proprio carlo alberto il savoia-carignano rientrato a torino dopo la sconfitta e valutata la nuova situazione ritenne opportuno di affidare le sorti del governo al moderato vincenzo gioberti questi era sempre un convinto assertore di una confederazione di stati per risolvere il problema italiano e si adoperò in tal senso cercando anzitutto di stringere i rapporti con il papa e il granduca di toscana ma il tentativo non sortì alcun effetto e il gioberti dovette dimettersi al suo posto venne chiamato il democratico urbano rattazzi che però era per una ripresa della guerra contro l austria egli quindi denunciò l armistizio e dichiarò aperte le ostilità per il 12 marzo questa volta data l inettitudine già dimostrata da carlo alberto durante le operazioni militari appena trascorse e mancando in piemonte ufficiali capaci venne chiamato a capo dell esercito adalberto chrzanowski un generale polacco che aveva partecipato all insurrezione del 1830 la scelta fu infelice perché fra l altro il polacco non conosceva l italiano e non aveva piena conoscenza delle zone di guerra era stato affiancato dal generale gerolamo ramorino lo stesso che aveva partecipato con negligenza al moto mazziniano del 1834 in piemonte a causa dell incapacità del ramorino il piano preparato dal generale chrzanowski fallì nello scontro finale presso novara 23 marzo 1849 il radetzky sconfisse definitivamente l esercito piemontese a carlo alberto avvilito non restò che abdicare in favore del figlio vittorio emanuele e andare in esilio volontario in portogallo ad oporto dove morì dopo pochi mesi il 28 luglio 1849 questa guerra ebbe ripercussioni negli altri stati della penisola molte vicende non sono chiare come il comportamento degli altri principi italiani in particolare del re borbone e del papa esse sono raccontate nei comuni manuali scolastici sostanzialmente così dopo la dichiarazione di guerra all austria da parte di carlo alberto per liberare l italia i sovrani degli altri stati stato pontificio e regno delle due sicilie inviarono truppe in appoggio al savoia-carignano ma in seguito alla reazione dell austria che aveva minacciato uno scisma il 29 aprile il papa si dissociò dalla guerra perché non poteva combattere contro un paese per giunta cattolico come l austria e il 15 maggio pure il bieco reazionario ferdinando ii richiamò le sue truppe approfittando di disordini fatti scoppiare a napoli detti così i fatti non appaiono chiari e convincenti in effetti le cose andarono diversamente come è noto era diffusa l opinione che i savoia avevano il chiodo fisso di volere ampliare il proprio regno su questo gli altri principi italiani non erano d accordo né naturalmente volevano contribuire ad alterare il difficile equilibrio esistente tra i vari stati della penisola l invio delle loro truppe in prossimità del po era avvenuto malvolentieri ma con chiari e precisi ordini proprio perché si diffidava delle intenzioni di carlo alberto i soldati pontifici al comando di giovanni durando dovevano attestarsi lungo il po per presidiare il confine rappresentato dal corso del fiume tra lo stato pontificio e il lombardo-veneto ferdinando ii aveva autorizzato la partenza dei suoi soldati con l ordine di fermarsi come quelli pontifici lungo il po e rimanere in quella posizione in attesa di ulteriori chiare istruzioni egli diffidava fortemente di re tentenna di cui erano note l incoerenza e l ambiguità fra l altro nel recente passato il savoia aveva prima aderito ad una lega doganale con la toscana e lo stato pontificio poi si era ritirato lo stesso comportamento terrà con il successivo progetto di una lega politica estesa anche a napoli alle cui trattative era stato interessato antonio rosmini in un primo momento carlo alberto si dichiarerà favorevole poi si ritirerà probabilmente questa lega avrebbe avuto come presidente lo stesso ferdinando ii per non alienarsi le simpatie dei liberali napoletani che premevano per la partecipazione alla guerra il borbone aveva aderito a malincuore alle loro richieste inviando delle truppe al comando di guglielmo pepe quando però si avvide della piega inaspettata che stavano prendendo gli avvenimenti il tradimento del generale pontificio giovanni durando il plebiscito del 10 maggio per l annessione di piacenza al regno di sardegna con l ampliamento indesiderato di questo regno e quando il 15 maggio i più fanatici liberali i pennaruli e i paglietti provocarono la sanguinosa ribellione a napoli stante anche la difficile situazione in sicilia re ferdinando premuto da tutti questi avvenimenti e non perché era un bieco reazionario secondo la bugiarda propaganda risorgimentale ritenne opportuna la decisione di ritirare il suo esercito dalla linea del po e come aveva già fatto il durando nei confronti del papa anche guglielmo pepe tradì il suo sovrano e con pochi soldati si diresse verso venezia mentre la quasi totalità delle truppe in virtù del giuramento di fedeltà al re borbone fece ritorno alla sua patria napoletana 13-continua .
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anno xiii gennaio 2010 il petilino t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 11 la sila magico incanto esplorarla d inverno procura suggestive sensazioni di michele belcastro chi è nato e vissuto in sila stravede per questo lembo di terra creato da dio le ha dato un cielo azzurro abbagliante un sole splendente foreste verdeggianti e corsi d acqua limpidi e freschi a primavera tutto l immenso altopiano è di colore verde d estate il giallo delle ginestre predomina sugli altri colori l autunno è un immensa tavolozza dove non c è colore che non sia presente d inverno la sila è solo candidamente bianca si ha d avvero difficoltà a stabilire quale delle quattro stagioni dell anno si addica di più a questo capolavoro del creato chi come me l ama fino alla follia non poteva farsi sfuggire il piacere di esplorarla nella stagione più difficile e suggestiva in pieno inverno si trattò di una di una spedizione a tutti gli effetti a condividerla con me c erano il dott luigi gallo l infermiere tonino loria e mio fratello mario belcastro impiegato postale all alba del 3 marzo del 1988 ci accompagnarono nei pressi di verberano sul lago ampollino e dopo la foto di rito con i zaini sulle spalle pieni di viveri per una settimana inforcammo gli sci da fondo e via per la grande avventura la meta finale era la più impervia e solitaria della nostra sila la foresta del gariglione un tempo patria dei briganti affrontammo di petto la scalata del monte scorciavuoi 1745 m e subito ci rendemmo conto dell enorme difficoltà a cui saremmo andati incontro la neve man mano che salivamo era sempre più alta e i 25 kg di peso sulle spalle si facevano sentire in cima c era più di un metro e mezzo di neve la valicammo e ci inoltrammo per im-mense distese mai contaminate dall uomo dopo otto ore di marcia la sera stava calando e noi stan chi e affamati decidemmo di accamparci in una faggeta ricca di legna secca e al riparo dal vento fu veramente il momento più difficile di tutta la spedizione ma ognuno seppe essere all altezza del compito autoassegnatoci in partenza mario esperto militare da solo piazzò la tenda io scavai una larga e profonda buca nella neve e vi accesi il fuoco caricando tutta la legna che il dottore gallo tagliava e tonino trasportava quando la fiamma prese consistenza ci raggruppammo intorno era davvero ora stavamo congelando la temperatura era a meno dieci gradi zone programmate in partenza esplorammo le vaste pianure dell alta valle del tacina la maestosa e mitica foresta del gariglione con i suoi abeti e pini secolari dove un tempo i ladri di bestiame facevano perdere le loro tracce scorazzavano i lupi e si nascondevano i briganti scoprimmo la famosa tavola parata dove consumavano i loro pasti fugaci alla fine trovammo anche la torre dei rinusi con il suo ponte levatoio e con le feritoie alle finestre fu davvero una fortuna trovarla poiché il tempo dal freddo gelido il quarto giorno passò alla pioggia incessante durante la notte scese a meno quindici con il calore del fuoco i nostri corpi si ripresero ci venne la parola e la fame si fece sentire mangiammo a sazietà bevemmo acqua di neve sciolta e su consiglio del dottore aggiungemmo del sale per meglio dissetarci ognuno disse la sua e quando il freddo gelido aumentò ci riparammo nella tenda infilandoci nei rispettivi sacchi a pelo a turno nella notte attizzammo il fuoco dormimmo poco la gioia era immensa all alba mario ci svegliò per non farci perdere i primi raggi del sole nascente che incominciavano a filtrare nella nostra faggeta e a farci assaporare il caffè che aveva preparato mai più tazzina di caffè fu più prelibata mai più alba nascente fu più romantica e struggente le giornate a seguire le dedicammo all esplorazione delle vi trascorremmo l ultima notte e fu anche questa un esperienza suggestiva e romantica al solo pensare quanti briganti vi avessero trovato riparo due secoli prima la mattina del quinto giorno inforcammo gli sci e partimmo sotto una pioggia martellante quindici chilometri di marcia ci attendevano dopo sei ore arrivammo all appuntamento a trepidò inzuppati come una spugna e con la barba lunga chi ci venne a prendere si mise a ridere per come eravamo conciati ma a noi poco importò a distanza di venti anni per noi quattro resta sempre il ricordo più bello e struggente e stata la nostra grande avventura costruita con grande passione e sacrificio nelle due foto i protagonisti dell escursione.
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pagina 12 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi il petilino anno xiii gennaio 2010 inaugurato l anno dedicato a don matteo lamanna nella chiesa matrice di petilia policastro dinnanzi ad un pubblico numerosissimo ha avuto luogo il concerto d apertura dell anno speciale dedicato a don matteo lamanna nel terzo centenario della sua nascita il concerto tenuto dal coro polifonico dell alto marchesato don matteo lamanna ha visto protagonisti anche il soprano bianca sarcone e la pianista anita mantia nel programma sono state inserite musiche composte dal direttore e fondatore del coro stefano cropanese tra queste il sonetto i cui versi vennero scritti nel 1772 da eugenio da mongrassano e furono dedicati proprio a don matteo lamanna in questo brano don matteo lamanna viene definito come la manna nel deserto come il cibo mangiato dal popolo come colui il quale ingrandì le calabrie e in fine come l apostolo di cristo di questo brano come è già noto è stata scritta da s cropanese anche la versione pianistica eseguita da nicola serravalle per la prima volta in francia nel 2007 in occasione della festa nazionale della musica alla serata organizzata dalla pro-loco perseo hanno presenziato anche l amministrazione comunale di petilia policastro e quella di mesoraca il consigliere provinciale gianfranco grano i padri ardorini il vicario foraneo don giuseppe marra e le suore missionarie francescane il direttore stefano cropanese nel suo intervento dopo aver ringraziato la comunità di petilia policastro ha brevemente illustrato i punti salienti della figura e della spiritualità di don matteo lamanna il missionario apostolico fondatore del monumentale ritiro e della congregazione dei sacerdoti missionari figli di maria santissima che dal territorio del marchesato crotonese si recò nelle città e nei villaggi più disparati delle calabrie per l annuncio del vangelo questa iniziativa -ha dichiarato stefano cropanese si propone come finalità quella di contribuire all opera di recupero e di valorizzazione della figura di don matteo lamanna un vero uomo di dio don matteo -ha proseguito il direttore volle abbandonare ricchezza carriera passioni e vani desideri mondani per dedicare e consacrare la propria vita completamente a cristo egli grazie all impulso datogli dallo spirito santo riuscì a parlare ad ogni singolo uomo anche non cristiano facendo comprendere il senso dell evangelo di gesù e ottenendo dalla gente l esercizio della carità proprio per questi motivi sua santità benedetto xvi attraverso la segreteria di stato del vaticano ha auspicato che gli insegnamenti e gli esempi del venerato sacerdote calabrese continuino ad essere di valido stimolo per i pastori e fedeli nel programma di questo anno speciale dedicato a don matteo lamanna sono stati inseriti numerosi appuntamenti di tipo religioso ma anche di carattere artisticomusicale non mancheranno i convegni grazie ai quali verranno presentati i punti salienti della spiritualità e dell opera evangelizzatrice del sacerdote calabrese alunno della scuola media di petilia policastro racconto fantastico la casa del lombrico sciare dal picco velocemente,e fermarsi sul lago ghiacciato pian piano crebbe e divento un adulto una sera mentre si accingeva a rientrare nella sua valigia ,si accorse che non ci entrava più come non avrebbe dormito al calduccio tra le pareti interne rivestite in velluto pianse per tutta la notte e svegliò una marmotta ehi perché piangi chiese -non entro più nella mia casa sono cresciuto rispose mike allora la marmotta gli offrì la sua casa-ciabatta in cambio della valigia il lombrico aveva trovato un amico vero ,con cui condivise gioie e dolori e trascorse attimi bellissimi da poco il lombrico mike ha lasciato la sua famiglia per esplorare il mondo viaggia con la sua inseparabile valigia che gli offre riparo quando piove o fa freddo i suoi genitori non volevano che partisse,ma avrebbero ferito i suoi sentimenti negandogli il sogno della sua vita da allora mike vaga fra monti ,pianure e colline facendo incontri strani e superando a volte qualche pericolo un giorno stremato arrivò nei pressi di un lago nascosto ad est da un monte pieno di pini e faggi lì trovò ristoro con funghi ed acqua e decise di stabilirsi sulla cima della montagna stette là per molti anni,sotto la sua valigia al coperto da vento e neve imparò anche a
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anno xiii gennaio 2010 il petilino t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 13 inaugurato il circolo giovani pd di petilia policastro gd,che si e soffermato sull importanza dei circoli giovanili,sul lavoro svolto dal circolo petilino non per niente infatti e il primo circolo della provincia ad essere stato inaugurato il circolo giovani del pd di petilia sara retto da un coordinamento formato da davide marrazzo alessandro trocino e alessia vona coordinati da francesco zaino già presidente del seggio elettorale delle primarie dei giovani democratici e lo stesso zaino nel corso del suo intervento ha parlato del lavoro svolto dai gd sin ora ha stilato un calendario di lavori che vedrà l impegno dei ragazzi per la collettività tutta e ringraziato coloro i quali si sono impegnati per il progetto giovanile giovani pd petilia policastro comunicato stampa in data 23 dicembre si è svolta,nei locali del pd petilino,l inaugurazione del circolo giovani del pd di petilia policastro il circolo di petilia è il primo circolo dei giovani democratici ad essere stato inaugurato nella provincia di crotone moderatore dei lavori antonio saporito membro della direzione romana dei gd che si e soffermato sull importanza del mondo giova nile sostenendo che chi trascura di imparare in giovinezza perde il passato ed e morto per il futuro ù poi vi sono stati gli interventi di leo barberio e michele fallico membri dell esecutivo provinciale dei gd che si sono soffermati sulla carenza degli edifici scolastici che penalizzano il mondo giovanile e sull ambiente,dicendo ancora una volta no alle discariche che qualcuno vorrebbe sorgessero nel territorio del marchesato alessia vona dell esecutivo provinciale si e soffermata sul ruolo dei giovani nella politica locale e sul ruolo dei giovani nella collettività tutta le conclusioni sono state affidate,in assenza di antonio vittimberga,segretario provinciale dei gd,a giuseppe dell aquila,membro della direzione nazionale dei offriamo alla santa spina la le offerte ricevute crisa giuseppe carvelli franco trocino rosario pappaianni luigi raccolta fra petilini famiglia rizza camigliano concetta rizza avv amedeo trocino maria poerio vittorio lerose domenico carvelli rag carmine guzzi rosario filice michele luchetta giuseppe ceraudo gianfranco sama salvatore carvelli armando parise luigi carvelli maria guzzi antonietta venturino nicola cavarretta francesco curcio salvatore adamo saverio ierardi luigi luchetta giuseppe carvelli teresa cavarretta sabatino trocino andrea pilacco lazzaro mario firenze torino genova aversa genova milano milano milano mantova milano milano milano milano milano milano milano milano paderno d rovigo milano paderno d germania desio nova mil limbiate petilia pol paderno d brescia milano limbiate frossasco totale 30,00 15,00 20,00 10,00 305,00 30,00 30,00 50,00 20,00 20,00 15,00 30,00 50,00 20,00 50,00 25,00 20,00 20,00 20,00 10,00 20,00 50,00 20,00 30,00 50,00 50,00 30,00 30,00 30,00 20,00 15,00 1.135,00 lampada degli emigrati il nostro compaesano scultore mimmo greco ci ha fornito il bozzetto della lampada degli emigrati che su iniziativa del nostro giornale si vuole offrire alla chiesa del convento della santa spina perché illumini il cammino dei nostri compaesani sparsi in tutto il mondo e per intercessione della sacra spina conduca tutti sulla retta via per realizzare questa lampada in bronzo con lucidatura ottonata che sarà alta circa 120 cm ed avrà una base di 80/90 cm saranno necessari oltre cinquemila euro siamo in attesa di ricevere un preventivo di spesa per cui facciamo appello alla sensibilità dei nostri compaesani affinché contribuiscano tutti con una offerta che potrà essere inviata tramite un bollettino di conto corrente di cui riportiamo sotto gli estremi oppure consegnandola ai punti autorizzati che esporranno un apposito cartello e che rilasceranno apposita ricevuta tutte le offerte saranno elencate nel nostro giornale e preghiamo coloro che le hanno inviate e non si trovano iscritti per possibili disguidi nell elenco pubblicato mensilmente sul giornale di segnalare il fatto telefonando al n 0962/431115 ore serali oppure al cellulare 339/8129868 per le offerte c.c postale n 96272752 intestato a ierardi francesco via de gasperi 78 petilia policastro contribuisci anche tu!
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pagina 14 t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi il petilino anno xiii gennaio 2010 su proposta dell associazione romana diaspora petilina nella persona del suo presidente gigi parise l amministrazione comunale ha accettato l invito a sponsorizzare la partecipazione del comune di petilia policastro alla trasmissione di rai 2 mezzogiorno in famiglia per le giornate di sabato 6 e domenica 7 marzo 2010 per organizzare l evento è stata indetta una riunione con tutte le associazioni no profit presenti a petilia per coinvolgere nella preparazione della manifestazione il maggior numero possibile di cittadini la trasmissione in questione prevede una competizione fra comuni che si fronteggiano con diversi tipi di gare sportive culturali di forza ecc e il comune che sarà dichiarato vincitore alla fine della stagione riceverà in omaggio uno scuolabus oltre alle gare con collegamenti in diretta dalle piazze dei comuni partecipanti saranno proposti filmati con i principali monumenti e luoghi significativi dei comuni stessi e saranno presentate varie attività culturali artigianali e tradizionali che caratterizzano le comunità interessate e un occasione da non perdere ha dichiarato il sindaco dionigi fera e dovremo fare ogni sforzo per fare ben riuscire la partecipazione della nostra comunità a questa trasmissione che può essere una vetrina importante per promuovere l immagine del nostro comune tutti i rappresentanti delle varie associazioni petiline si sono dichiarati disponibili a collaborare fattivamente per preparare nel migliore dei modi la partecipazione di petilia alla competizione e far emergere nella trasmissione tutto ciò che di positivo c è nel nostro comune a tale scopo è stato formato un comitato che raccoglierà tutte le adesione che perverranno e preparerà l evento in collaborazione con la troupe della rai chi fosse interessato a partecipare alla trasmissione a qualsiasi titolo può rivolgersi ad una delle associazioni petiline o telefonare al 366 1544161 il comitato organizzatore si riunisce ogni lunedì alle ore 19,00 presso la biblioteca comunale.
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anno xiii gennaio 2010 il petilino t.a.t.cal territorio ambiente tradizioni calabresi pagina 15 due ore di liberta provvisoria i detenuti della casa circondariale ma anche gli ospiti più illustri hanno apprezzato soprattutto la spontaneità e l immediatezza che emerge da questa nostra commedia la stessa genuinità che possiede probabilmente qualunque uomo della strada dal momento in cui si trasforma in attore e non si prende troppo sul serio si dice solitamente che il teatro è magia quando questa magia si svolge all interno di un ambiente come il carcere si amplifica grazie come scrive un esperto del settore al pieno di energie che viene riversato sulla scena un condensato di sofferenza e frustrazione forzatamente compresso da questa umanità modificata dalla restrizione che ricerca ed esalta le differenze esprimendo attraverso il lavoro una potenza drammatica maggiore anche l ambiente ristretto permette il libero flusso di emozioni e sentimenti rimossi e repressi dalla contenzione carceraria e spinge alla cooperazione alla solidarietà allo scambio con gli altri ed in effetti i detenuti soprattutto hanno messo grande partecipazione nel seguire le vicende sulla scena soprattutto di luvice bettina e mafalda e gli immigrati di abdul si è realizzato lo scorso 4 gennaio ciò che sostiene un autore attore che ha lavorato in carcere qualsiasi rappresentazione teatrale migliora gli uomini e la dimensione in cui vivono operando con modalità opposte dove è contenuta collettive anziché individualizzanti coinvolgenti anziché segreganti portatrici di arricchimento affettivo e artistico anziché di coazione a ripetere fare teatro può significare che l uomo della pena riscatti temporaneamente il suo involontario isolamento smettendo di mimetizzarsi iniziando a narrare a narrarsi il giorno della rappresentazione le distanze nelle due ore si sono annullate comunicando liberamente con il pubblico che ha interagito con gli attori con i gesti e gli sguardi il pubblico ha manifestato il suo assenso o dissenso a seconda dell evolversi delle vicende dei personaggi con il solo pregio che ci riconosciamo quello di far sorridere la gente in ogni luogo abbiamo regalato ai detenuti due ore libertà provvisoria che per chi è costretto per anni in quattro mura ha un valore inestimabile nelle foto alcuni momenti della rappresentazione la risata non ha confini linguistici geografici o murari se n è avuto una dimostrazione concreta lo scorso 4 gennaio quando la nostra compagnia teatrale della pro loco perseo di petilia policastro ha recitato nella casa circondariale di crotone sul palco della sala teatrale del carcere abbiamo portato in scena a bona maritata senza socera e canata commedia originale in due atti in dialetto petilino di giacinto carvelli questi i personaggi ed interpreti di quella che è stata a giudizio unanime una giornata davvero speciale luvice ciccio lazzaro bettina daniela paradiso mafarda rossella giordano cettina stefania lazzaro sal antonio carvelli cantante serenata salvatore cropanese suonatore serenata salvatore vona colino norman grano abdul giovanni amaranto levatrice nunzia medaglia mica maria lucà mina maria rosaria nania regista antonio parente suggeritrice giovanna ierardi truccatrice maria rosaria marrazzo addetti al palco rosario parente fabio giordano emilio lazzaro e francesca materise luci e audio tonino lombardo si è trattato di un iniziativa realizzata in collaborazione con l amministrazione provinciale di crotone assessorato allo spettacolo diretto da gianluca marino hanno partecipato alla rappresentazione oltre che l assessore marino ed il suo staff l arcivescovo di crotone-santa severina monsignor domenico graziani il deputato nicodemo oliverio il sindaco di petilia policastro dionigi fera l assessore alla partecipazione del comune di crotone mario megna e la direttrice del carcere crotonese maria luisa mendicino con i suoi collaboratori tra cui francesco bonasso i dubbi sull accoglienza che la nostra compagnia avrebbe ricevuto dai detenuti presenti soprattutto per le presunte difficoltà di comprensione sono stati spazzati via fin dalle prime battute seguite da fragorose risate accompagnate poco dopo da scroscianti e continui applausi noi eravamo arrivati in carcere con lo spirito di far trascorrere un paio d ore di serenità nel periodo natalizio a chi si trova lontano dai propri affetti e dalla propria casa ma ben presto appena si sono chiuse i cancelli con le sbarre alle nostre spalle ci siamo resi conto che stavamo vivendo una giornata irripetibile speciale noi eravamo entrati in carcere esclusivamente per intrattenere e divertire per dare qualcosa in modo del tutto gratuito e disinteressato ne siamo usciti arricchiti umanamente ed in termini di emozioni vissute.
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