Movenze d'incognito azzurro

 

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flavio casella movenze d incognito azzurro racconti tra cielo e terra una vertiginosa corsa alla scoperta di genova in compagnia di un mago una casa di ringhiera nel cuore della vecchia milano una giovane pianista e l inquietante presenza di un grande musicista del passato un misterioso benzinaio capace di scrivere le più belle poesie che mente umana abbia mai concepito ed altro ancora in dodici racconti sospesi tra realtà e fantasia perché vi son più cose tra il cielo e la terra di quante non ne sogni la nostra filosofia

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indice prefazione di tiziana soressi pag 4 9 10 22 28 42 da genova pag movenze d incognito azzurro pag la piazza era piena di gatti pag odore di mare la spada del sole e il teorema di heine-cantor pag sant agata o del sogno pag a milano curiosa istoria a mille miglia da milano gli gnomi dell isola sotto la dura e opaca scorza e altrove poesie nel deserto l occasione e il malinteso cronache odeporiche racconti in modo minore 2 pag 50 pag 52 pag 88 pag 104 pag 108 pag 141 pag 142 pag 160 pag 184 pag 194

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prefazione la raccolta è strutturata secondo un preciso itinerario geografico che flavio casella percorre con sognante lucidità da genova a milano fino ad un indistinto altrove la topografia descrittivamente puntuale ed accurata si trasforma tuttavia ben presto in una sorta di turbinoso periplo dell anima nel luogo prescelto dell adynaton dove le cose e le creature non sono propriamente così come si manifestano l ambito immediatamente percepibile dell apparenza non è quello della trasparenza né della rassicurante evidenza così l autore è costretto ad andare alla ricerca di sempre nuove epifanie del sé e dell altro da sé l universale visione del tutto davanti a me e dentro di me come lui stesso lo definisce sono racconti questi che non stanno né in cielo né in terra ma appunto tra cielo e terra nella zona indeterminata della penombra e del crepuscolo al limite di sorprendenti vertigini poiché vi son davvero più cose tra cielo e terra di quante non ne sappia immaginare la nostra filosofia lo spazio è rappresentato con tratti realistici e in alcuni passaggi intensamente lirici l itinerario che è essenzialmente un percorso ­ conscio/inconscio ­ di memoria inizia dall amata e odiata genova la città magica dal cuore grigio 4

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e dall abito azzurro attraversa la metropoli milanese dal cui abbraccio fetido il narratore cerca di divincolarsi per rifugiarsi nel labile miraggio della campagna e nell irrequieta quotidianità di un quartiere monzese d altri tempi si conclude infine nel rettilineo di uno sbiadito deserto e nell incanto ancestrale di un villaggio del sud ma la prospettiva della narrazione è sempre multipla la visione dello scrittore ferma o in movimento sa anche sollevarsi con levità dal basso verso l alto per avere l impressione di trovarsi librati in volo a grandi altezze liberi per sempre dal vincolo opprimente con la terra s inabissa poi nella vertiginosa immensità di un nulla luminoso ma si tratta solo una condizione fugace dello spirito infatti l autore sembra ritagliarsi una sua collocazione nell ambiente circostante con uno sforzo doloroso anche quando un luogo appare ospitale e confortevole è destinato a riservare comunque indecifrabili minacce o penosi presentimenti il tempo è essenzialmente quello della natura più che quello convenzionale dell orologio si dilata o si restringe a seconda delle stagioni in particolare la primavera e l estate È scandito dal ritmo ordinario della giornata anche se è il tramonto il momento privilegiato in cui tutto può inaspettatamente accadere il tempo vero dei racconti è però quello della 5

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memoria dell infanzia e della giovinezza un indelebile ricordo quasi la mia memoria tra i tanti periodi e le molteplici esperienze vissute come scrive casella ed il ricordo si fa riflessione rimpianto nostalgia nel momento preciso in cui diventa storia narrazione racconto scrittura questa tematica è strettamente congiunta con quella del sogno che cosa vuoi sognare continua a chiedere l ammaliante venditrice di sogni mentre lo scrittore si chiede ansiosamente quanti sogni può desiderare di vivere un uomo e quanti può o vuole ricordarne non esiste una risposta infallibile non resta che vivere l hic et nunc ed accontentarsi della labile certezza che stanotte sognerò ancora del resto flavio casella sostiene che noi siamo padroni del nostro futuro finché il futuro non si impadronisce di noi È il destino a comandare le nostre vite miserabili e nonostante le illusioni non siamo padroni neppure del nostro presente tuttavia c è una sola forza che sembra aggirare l arbitrio del destino o almeno circoscriverlo la magia oscura e misteriosa ma anche trasfigurante con le sue mirabili figure gli gnomi il mago i gatti o la zingara dispensatrice di sogni allora la realtà giunge a manifestarsi come un mondo incantato governato da regole e fenomeni 6

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diversi da quelli del mondo normale a cui nessuno ­ uomini animali e cose ­ si può sottrarre la prosa di questi racconti è limpida accurata densa di sfumature flavio casella è rimasto uno dei pochi autori che con la sua scrittura sa attraversare la storia della parola e la sua natura compiuta sono rari i superstiti al naufragio della lingua italiana ancora più rari gli impenitenti che ne conoscono le regole e le risorse e non vogliono rinunciarvi egli dimostra degnamente questa virtù espressiva che non è pedissequo virtuosismo ma impiego consapevole e sapiente del lessico della sintassi della punteggiatura ha i suoi maestri e li dichiara apertis verbis ma sa trasfigurare la sua personale ispirazione con cifra riconoscibile in tutti i racconti compare un io narrante che tratteggia i vari personaggi nella loro caratterizzazione psico­fisica ma a ben guardare lo scrittore stesso non si è voluto consapevolmente sottrarre in qualche punto al pirandelliano gioco dello specchio ha rivolto anche a se stesso «lo sguardo dell anima» e si è messo in gioco in prima persona nella narrazione con schietta ironia presentando un garbato autoritratto dove spetterà al lettore accorto e percettivo individuarlo se vorrà noi dispensiamo solo qualche vaga indicazione il nostro autore sarà forse ravvisabile nel singolare personaggio dall elegante pipetta nera e 7

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curva a cui il cravattino a papillon di un rosso acceso conferiva una vaga aria di disinvolta eccentricità ai lettori la sfida della scoperta sul confine tra il reale e l irreale con l avvertimento che le cose non sono sempre così come sembrano i racconti di flavio casella richiamano alla mente il quadro di rené magritte intitolato «il tradimento delle immagini» in esso si vedono linee e colori che possono configurare le sembianze di una pipa ma come ammonisce lo stesso magritte in calce all immagine «ceci n est pas une pipe» tiziana soressi tiziana soressi nata a vernasca pc laureata e perfezionata in lettere classiche a pisa vive attualmente a meda mi dove è docente in una scuola media superiore insegna inoltre lingue orientali all università di macerata ha vinto numerosi concorsi letterari e pubblicato vari volumi di narrativa e poesia con emilio tadini maurizio cucchi ermanno krumm e stefano giovanardi ha fatto parte della giuria del premio letterario città di meda con luciano rossi e flavio casella ha partecipato a svariate letture teatrali su testi propri e altrui tiene su internet il sito letterario scripta volant http tizianasoressi.altervista.org 8

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da genova 9

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movenze d incognito azzurro a hermann hesse il mago genova è città in salita e ancora non ricordo chi lo disse ma irta ai passi stanchi di crose e carrugi accompagna il mio quieto vagare notturno svelami aspersa d aspra salsedine trafitta da muri d intonaco grigio 10

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al tenue fiorire dell alba movenze d incognito azzurro se ci arrivi dal mare ti aggredisce di fronte come un aspra tenaglia chele di gambero strette attorno al blu abbagliante del golfo ti abbracciano quasi a volerti risucchiare passivo nel suo grembo accogliente puoi percorrerla tutta per quanto è lunga dai sobborghi grigi e irti di fabbriche di sestri e cornigliano al frastuono indaffarato ed estraneo di via gramsci e del porto fino a perderti nelle mille curve sinuose e lente che ti accompagnano tra quarto e nervi ad un uscita invisibile e inavvertita dove solo i cartelli segnaletici ti avvertono della presenza di un immaginario confine oltre il quale non è più genova ma bogliasco pieve sori recco ma sempre le stesse case a sinistra e lo stesso mare a destra e non ritroveresti più traccia della sua forma a mezzaluna né del suo incombere cupo e minaccioso sul mare e potrebbe sembrarti ­ vista così dalla riva ­ addirittura una città piatta se pure mai orizzontale e potresti anche immaginarla dimentico della lotta avida e feroce che hai visto svolgersi poco prima quietamente posata accanto ad un mare amico se la guardi dai monti in discesa dal righi o dalle pendici di monte moro potrà sembrarti addormentata sorniona e forse se fissi lo sguardo su un punto qualsiasi e sgombri la mente da tutti i pensie11

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ri ti succederà di immaginare un movimento un lento scivolare di tutta la città verso valle in un impercettibile ma inesorabile discesa nel grembo di quel mare che vedi laggiù immobile e trasparente nella calura del pomeriggio quasi a volersi finalmente concedere dopo secoli d indomita lotta genova non è così come la vedi e vedendola non puoi conoscerla ti sembrerà di coglierla se la percorrerai a lungo camminando in silenzio fino a farti dolere i piedi per le stradine silenziose lastricate di mattoni rossi che si inerpicano introvabili per la collina di san martino a due passi dal traffico eterno e indifferente del centro protette da due muri di pietra grigia dalla sommità cosparsa di aguzzi cocci di bottiglia potrai sentirti battere il cuore di speranza lasciandoti sommergere dagli odori grevi e dai colori notturni dei vicoli attorno al porto sobbalzando ai movimenti furtivi nelle gole d ombra dei portoni socchiusi o sorridendo ai facili ammiccamenti di occhi bistrati e candide cosce spudoratamente invitanti avrai l impressione di finalmente capire percorrendo via garibaldi e soffermandoti a contemplare i suoi palazzi dimore d antica nobiltà ormai dimenticata sosterai immobile abbarbicato ad un lampione di corso italia per resistere alla furia del vento ad osservare il libeccio che scaglia in mezzo alla strada cavalloni lividi d inaudita violenza sommerso dall odore pesante della 12

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salsedine che ti riempie i polmoni e ti appanna gli occhiali e disegna nell aria miriadi di arcobaleni dai colori sgargianti e dall effimera durata di un secondo ma resterai in ogni modo deluso perché non potrà mai accaderti di cogliere l anima della città anche se sai e ne sei convinto che la città ha una sua anima diversa dalla somma delle anime dei suoi abitanti e dei suoi monumenti e dei suoi ricordi e dei suoi fenomeni naturali perché genova come tutte le città è una città magica e solo un mago può penetrare i suoi misteri se avrai fede nella magia della città se davvero vorrai conoscerla potrà accaderti nel tuo lungo e inutile peregrinare di imbatterti in un mago ed egli se riuscirai a diventare suo amico ti prenderà per mano e ti mostrerà l anima della città puoi trovare il mago in qualunque posto e sotto qualunque forma potrai riconoscerlo ­ s egli s intende vorrà farsi riconoscere ­ nelle vesti di un vigile urbano o di un mendicante del sottopasso di piazza della vittoria o di un commesso della standa o ancora potrai imbatterti in lui nelle friggitorie di sottoripa o negli uffici di un agenzia di viaggi nelle mie notti insonni quando qualsiasi cosa è preferibile all inutile tormento del letto esco di casa e comincio a passeggiare senza una meta certo di incontrarlo nel breve volgere di pochi passi 13

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sempre mi sorride ironico lisciandosi i baffi biondi e porgendomi una sigaretta è il suo modo di salutarmi in silenzio con lo sguardo glie ne sono grato perché ogni volta provo un vago senso d imbarazzo come un bimbo sorpreso dalla madre a fare qualcosa di proibito e tuttavia troppo voglioso ed eccitato per rinunciarvi ­ non riuscivi a dormire ­ chiede incoraggiante scuoto la testa senza parlare mentre camminiamo fianco a fianco fumando tranquillamente ­ vuoi vedere genova ­ ha un modo tutto suo di pronunciare questa frase che ripete ogni volta che c incontriamo È una domanda retorica ovviamente di cui conosce già la risposta ma penso che si tratti invece di una formula magica un nesso misterioso che ci lega a quanto accadrà in seguito buttiamo la cicca quasi all unisono poi mi porge la mano ed io la prendo e insieme ci tuffiamo nel cuore della città il tuo mago lo potrai incontrare dopo un giorno o un mese di permanenza a genova ma potresti anche non incontrarlo mai io incontrai il mago dopo vent anni quando ormai credevo di conoscere tutto di questa mia amata ed odiata città lo incontrai poco dopo mezzanotte ­ la mezzanotte di una serata dominata dalla noia mentre me ne stavo sdraiato più che seduto su un autobus della linea 14

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