Cattolici e Spirito di Servizio nella Dottrina Politica di Luigi Sturzo

 

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Cattolici e Spirito di Servizio nella Dottrina Politica di Luigi Sturzo

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gaspare sturzo di servizio cattolici espirito nella dottrina politica di luigi sturzo

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gaspare sturzo catiouci espirito di servizio neua dotirina politica di luigi sturzo quaderni del ciss n° l luglio 2010 www centrosturzo.net ciss@centrosturzo.it

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indice l il compito educativo e l incivilimento complessivo secondo luigi sturzo .·· · ·.····.·.·.·.····· ····· pag 4 2 l organizzazione sociale e la lffiertÀ secondo l appello ai lffieri e forti ·····.·······.···· · pag 5 3 le origini del popolarismo come dottrina politica ·······.·····.·.·.········.···· · pag 6 4 il regionalismo come avvicinamento del popolo alla democrazia ·······.··· ···.·.·· pag 7 s l uomo al centro della costruzione sociale pag 8 6 la politica come strumento umano per realizzare il benessere sociale ·.······.·· · pag 9 7 il dovere di testimonianza dei cattolici .·.···· · ·· pag 10 8 la famiglia come fondamento indispensabile per la societÀ ······ ······.· ···.· pag lo 9 la crisi familiare e la vita politica della nazione ·· pag 12 10 conclusione È importante difendere la nostra identitÀ di popolo cristiano ·· ·· pag 14 gaspare sturzo magistrato ordinario di corte d appello pronipote di don luigi sturzo ha prestato servizio presso le procure di termini imerese e di palermo componente della direzione distretturale antimafia di palermo fino al 2001 ha coordinato diverse indagini in tema di contrasto alle infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione e nel settore degli appalti pubblici specializzandosi in tema di anti corruzione e di lotta al riciclaggio di capitali illeciti ha fatto parte del pool dei magistrati palermitani che ha raccolto le dichiarazioni del collaboratore di giustizia angelo siino definito il ministro degli appalti di cosa nostra nonchè del gruppo che ha diretto le ricerche del super latitante bemar· do provenzano successivamente ha presieduto il collegio penale del tribunale di tivoli svolgendo le funzioni di presidente vicario del tribunale nel2004 è stato nominato esperto giuridico presso la presidenza del consiglio dei ministri dipartimento affari giuridici e legislativi nel 2007 è stato nominato consigliere giuridico dell alto commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione nella pubblica amministrazione dal 2008 è esperto giuridico presso la presidenza del consiglio dei ministri collabora con la scuola superiore della pubblica amministrazione ed è docente di diritto penale del lavoro presso l università lumsa di roma ha fatto parte del comitato scientifico che ha curato il convegno intemaionale sturziano di catania È autore di numerosi saggi e articoli sul popolarismo e don luigi sturzo tra cui mafia e questinne meridwnale nelle analisi di luigi sturzo È co-autore di testi specialistici in materia di antiriciclaggio collabora con le ri· viste rinascimento popolare il sudsidiario rivista giuridica del mezzogiono la società.

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l il compito educativo e l incivilimento complessivo secondo luigi sturzo gli studiosi di luigi sturzo hanno sempre rivendicato la sua laicità politica facendone risaltare le sue analisi sulla diversa questione della separazione tra stato e chiesa e tra potere temporale e spirituale la costruzione sociale di luigi sturzo è ancorata alla dottrina sociale della chiesa e alla rerum novarum proprio l enciclica di leone xiii apre a don sturzo la via dell impegno sociale e poi di quello politico consentendogli di affermare che il popolarismo come dottrina politica e fondamento teorico del partito popolare italiano afferma il suo carattere cristiano perché non vi può essere etica e civiltà che non sia cristiana il compito educativo assume importanza strategica in tutto il messaggio sociologico e politico sturziano don luigi richiama a tale azione soprattutto gli storici chiedendo che assumano il compito di insegnare alla gente che il processo di sviluppo dell umanità nei suoi risultati è lento e difficile il sociologo calatino si dice convinto che lo sviluppo delle persone e della comunità locale non possa incentrarsi solo sul fattore economico ma sia legata a un insieme di azioni cioè incivilimento complessivo questo per sturzo è legato alla educazione del popolo partendo proprio dal valore e dalla dignità della persona dai suoi diritti e doveri che devono essere vissuti nella famiglia nella società nello stato rispettando sempre i principi morali e religiosi che sono la guida dello sviluppo di un popolo l incivilimento è lo sviluppo della coscienza individuale e sociale del popolo la piena rappresentazione del suo diritto di partecipare consapevolmente alla cosa pubblica anche attraverso il diritto di elettorato è la formazione culturale religiosa morale insomma la creazione della coscienza critica oggi proviamo a declinare l incivilimento complessivo secondo quattro invarianti il lavoro la famiglia la cultura e la chiesa non deve sorprendere il richiamo costante di luigi sturzo all importanza dell educazione delle persone come fondamento della democrazia in un suo articolo dedicato allo spirito della democrazia egli afferma il problema dell educazione è fondamentale per la democrazia essa è necessaria in democrazia per poter avere delle élites tratte da ogni classe e categoria aperte a tutti sempre rinnovate e portatrici di rinnovamenti don sturzo ribadisce la necessità della liberazione delle persone dalla schiavitù dell ignoranza come via per l affermazione di una democrazia compiuta si coglie l idea sociale cristiana del superamento del conflitto di classe attraverso il libero accesso alla cultura e all istruzione come parte del generale percorso dell educazione dell uomo incentrato sul valore e la dignità della persona un ingresso libero a tutti i cittadini senza limiti di censi o di caste per consentire la migliore trasformazione delle classi dirigenti del paese concorrendo nel portare nuove idee per il bene della nazione -4-

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don sturzo non rinuncerà mai a questa visione dell educazione morale sociale religiosa e politica del popolo così in qualità di senatore a vita nel corso della fiducia a uno dei tanti governi degli anni cinquanta sentirà la necessità di richiamare la carta costituzionale come fondamento della nostra democrazia la costituzione è il fondamento della repubblica democratica se cade dal cuore del popolo se non è rispettata dalle autorità politiche se non è difesa dal governo e dal parlamento se è manomessa dai partiti se non entra nella concezione nazionale anche attraverso l insegnamento e l educazione scolastica e post-scolastica verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà questa frase come molti dei discorsi di luigi sturzo rende giustizia all attualità del suo pensiero e alla odierna difficoltà di ancorare la democrazia le sue istituzioni e la libertà dei cittadini a un terreno sodo mentre soffriamo di una malevola fibrillazione che sconvolge ogni angolo della vita nazionale spesso mi capita durante le mie lezioni di diritto con le nuove generazioni di discenti di riflettere sulla storia d italia e di difesa della legalità ho notato come manchi la conoscenza formale della carta costituzionale e non ci sia consapevolezza di tutte quelle vicende che hanno portato i costituenti a trasferire in essa i valori offesi dalla tragedia delle tirannidi i disastri del male umano la distruzione di intere nazioni i nostri studenti sanno poco dei riferimenti sociali culturali religiosi e politici di questi eroi positivi né sanno cosa è successo negli anni della lenta attuazione della carta costituzionale per restare nel campo del popolarismo non sanno nulla della rerum novarum e dell appello ai liberi e forti né del codice di camaldoli poi non hanno idea di cosa sia stata nel più recente passato tangentopoli e la reazione giudiziaria denominata mani pulite così è facile capire l enorme difficoltà di formare delle nuove élites prescindendo dalla conoscenza e coscienza del bene o del male delle cose giuste o sbagliate quando noi stessi e i nostri figli non abbiamo un idea compiuta della storia del nostro paese 2 l organizzazione sociale e la libertà secondo l appello ai liberi e forti questa lacuna può essere colmata rileggendo l appello ai liberi e forti carta costitutiva del partito popolare italiano del1919 indicandolo come l ancoraggio della nostra società a un sistema di valori che sia base forte o terreno sodo della costruzione delle istituzioni pubbliche e dello stato come organizzazione al servizio dei cittadini luigi sturzo e i coraggiosi costituenti del primo partito nazionale aconfessionale di ispirazione cristiana hanno saputo costruire un manifesto di civiltà non solo attuale ma attuabile che ha finito per permeare la stessa carta costituzionale una dichiarazione di principi che a oltre sessant anni dalla sùa emanazione attende di essere studiata e in grandissima parte attuata sono sicuro di essere nel giusto nel richiamare le parole di sturzo e dei dieci costituenti in particolare quando chiesero uno stato veramente popolare in grado di sostituire lo stato liberale fortemente accentratore essi volevano una -5-

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grande riforma costituzionale attraverso cui lo stato nazionale avrebbe dovuto riconoscere i limiti della propria attività rispettando i nuclei e gli organismi naturali cioè la famiglia le classi i comuni e la personalità individuale dell uomo incoraggiando infine le iniziative private una riforma che includesse nel sistema democratico l autonomia comunale la riforma degli enti provinciali e il più largo decentramento nelle unità regionali per creare spazi istituzionali dove questi corpi intermedi potessero esprimere la loro forza programmatica una energia necessaria per animare la nuova società che si voleva costituire dopo la tragedia della prima guerra mondiale rivendicando da subito alcune libertà fondamentali libertà religiosa non solo agl individui ma anche alla chiesa per la esplicazione della sua missione spirituale nel mondo libertà di insegnamento senza monopoli statali libertà alle organizzazioni di classe senza preferenze e privilegi di parte libertà comunale e locale secondo le gloriose tradizioni italiche con questo appello i popolari presentavano per la prima volta una indipendenza politica da ogni altro soggetto preesistente e un autonomo progetto di costruzione dello stato rivendicando una nostra bandiera morale e sociale inspirandoci ai saldi principi del cristianesimo che consacrò la grande missione civilizzatrice d eli italia la forza morale di quelle idee è tanto più attuale oggi che siamo nella necessità di difenderne i valori trasfusi nei principi costituzionali da proteggere sono proprio le norme attraverso cui lo stato ha riconosciuto i limiti della propria attività e ha cominciato a rispettare ad esempio la famiglia formata sul matrimonio o ha dato il giusto significato al valore e alla dignità della persona umana incoraggiandone l iniziativa privata di contro è ancora in corso un lento processo di assestamento delle riforme che riguardano il completamento dell autonomia comunale mentre si prospetta la necessità di riorganizzare gli enti provinciali poi ci prepariamo ad una serie di interventi nel campo del regionalismo per dare concretezza alle riforme del titolo v della carta costituzionale 3 le origini del popolarismo come dottrina politica la costruzione del partito popolare italiano non è il fatto di una sola persona tanto meno estemporaneo frutto di suggestioni di popolo o convenienze elettorali È una lenta costruzione che prende vita dal non expedit di pio ix destinato a vietare la partecipazione attiva dei cattolici alla vita politica nazionale del neo costituito stato unitario italiano sin da quel momento contro l idea dei blocchi elettorali nasce il disegno di un movimento politico cattolico che possa attivamente farsi portatore di im nuovo progetto sociale che superi la violenza della lotta di classe e della dittatura del proletariato o l egoismo dell individualismo illuminista l en-6-

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ciclica rerum novarum di papa leone xlli è la chiamata all impegno per molti e al contempo la strategia dottrinale per i nuovi cattolici che intendano impegnarsi nella vita pubblica tra questi emerge anche luigi sturzo sacerdote siciliano laureato in filosofia che scopre a roma la vera povertà morale e materiale del popolo e che tornato in sicilia organizza un vasto movimento cattolico per aprire le porte dei governi locali a tutti i cittadini nasce da qui la lotta di don sturzo per liberare i municipi dal partito affarista siciliano quello dei nobili dei censi dei latifondisti dei mafiosi per affrancare gli enti locali dagli sfruttatori e dai parassiti di ogni specie per portare il popolo all interno delle istituzioni per moltiplicare e consolidare l idea di partecipazione democratica è ancora la difesa del lavoro nelle leghe sindacali bianche l organizzazione del lavoro nella cooperazione la solidarietà mutualistica il credito locale è la battaglia per l educazione e la formazione della libera coscienza del popolo attraverso libri giornali seminari è la riqualificazione degli spazi sociali del teatro della parrocchia dell oratorio e dell azione cattolica per la costruzione di un grande progetto sociale di amore per il prossimo nasce così pian piano dall azione di sturzo il partito municipale democristiano che tra il1900 e il1905 lo porta alla carica di pro sindaco di caltagirone con la maggioranza assoluta dei seggi il progetto sociale neo cattolico si articola così in un programma politico che attraverso sturzo e i suoi consiglieri di caltagirone si diffonde in tutta la sicilia e prende le forme di un nuovo modo di amministrare i municipi sarà sturzo nel discorso di caltanisetta del1902 dedicato al programma municipale dei cattolici e nel discorso di caltagirone del dicembre del1905 su l problemi della vita nazionale dei cattolici italiani a segnare la via di un percorso che porterà nel1919 alla nascita del partito politico cioè del partito popolare italiano prende corpo una nuova dottrina politica definita da sturzo con il nome di popolarismo e quindi il partito come strumento per affermare i diritti di libertà e democrazia saldandoli ad una forte ispirazione cristiana 4 il regionalismo come avvicinamento del popolo alla democrazia lo sforzo di riportare l uomo al centro della democrazia italiana vede don sturzo schierato dalla parte del regionalismo sin dai tempi dell appello ai liberi e forti venticinque anni dopo il sacerdote calatino combatte dall esilio americano una battaglia per salvare l unità nazionale dalle azioni disgregatrici dei separatisti comprendendo che costoro altro non sono che i vecchi gruppi del partito affarista siciliano quello dei nobili dei censi dei latifondisti e dei mafiosi quali nuovi garanti armati che senza il popolo vogliono imporre il ritorno degli sfruttatori e dei parassiti di ogni specie egli denuncia da new york l errore dei centri di potere più o meno occulti,legati agli angloamericani che vogliono garantire una nuova stabilità al centro del mediterraneo attraverso una infinita serie di articoli sui giornali statunitensi cerca di far capire al popolo americano che una vera democrazia moderna in italia non può essere realizzata senza o contro la volontà popolare tornato in italia nel settembre del 1946 difende la giovane regione siciliana maggio 1946 dagli attacchi del centralismo romano e dalla burocrazia pubblica -7-

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incapaci di comprendere l importanza della scelta regionale come modo di avvicinare i cittadini al potere per meglio soddisfarne le esigenze di democrazia secondo l interesse generale don sturzo difenderà sempre la scelta del regionalismo come autentico volano di sviluppo civile anche se il suo ottimismo dovrà fare più tardi i conti con la degenerazione del regionalismo in un nuovo centralismo sempre più marcato dalle sacche di inefficienza e di spreco sarà bene che i cittadini si rendano conto dei nuovi diritti e doveri che li riguardano perché la regione risponda ai fini per i quali viene creata cooperazione civica libera e autonoma nel quadro dello stato decentramento statale per dare responsabilità alla vita locale educazione amministrativa e legislativa nel campo degli interessi specifici di ogni singola regione coordinando insieme le attività e le responsabilità delle province e dei comuni nella stessa regione solo così potrà articolarsi la macchina statale che oggi è affidata a una burocrazia regolamentarista e diffidente tarda e ingombrante 5 l uomo al centro della costruzione sociale la costruzione politica sturziana è sempre legata alla centralità dell uomo soggetto di sviluppo della comunità attraverso il corretto uso della politica verso il bene comune a chi gli chiedeva nel 1946 quale potesse essere una sua nuova vocazione politica egli rispondeva se oggi potessi a mio grado scegliere un posto di lavoro tornerei a fare il consigliere comunale e il sindaco di caltagirone uno dei motivi sarebbe quello di tornare a essere il più vicino possibile alla realtà vissuta alla concretezza dei fatti al contatto immediato con le popolazioni minute con l individuo uomo.ll comune è un ente concreto più che non lo sia una provincia una regione lo stato fra il popolo e l autorità che amministra non vi è alcun diaframma sia questo il parlamento o la burocrazia sia la distanza territoriale o le ipostasi disprezzate quali « stato » « governo » « ministero » in queste parole si coglie il senso di una politica fatta di servizio per il popolo dove i bisogni della persona umana devono essere curati per agire nella ricerca del bene comune guardando alla realtà e non alle proiezioni demoscopiche ai fatti concreti e non ai proclami al contatto immediato con la gente e non alla rappresentazione di una democrazia mass mediatica don sturzo delinea così una costruzione sociale che parte dali uomo e che si articola nella capacità di associarsi con il prossimo e nella volontà di intessere relazioni È la costruzione dell organismo sociale al quale l uomo singolo cede sempre qualcosa della sua sovranità ottenendo in cambio un beneficio di ordine e stabilità n ragionamento sociale di don sturzo chiarisce questo sforzo di progresso umano 8-

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··è l uomo la cellula attiva ed efficiente di ogni organismo sociale non c è una squadra di cacciatori senza il cacciatore né un gruppo di navicelle di pescatori senza il pescatore così la famiglia ha il marito e la moglie i genitori e i figli lo stato ha il capo i senatori i cittadini i militari l uomo che si muove che pensa che vuole che crea che reagisce che si perpetua e che muore quest uomo non può agire da solo egli è parte di un organismo che egli stesso forma e riforma inizia e continua distrugge e rifà agli occhi di don sturzo ciò che rileva è la libertà di scelta dell uomo magari quella di sbagliare è la necessità di usare il proprio raziocinio mirando alla verità e alla giustizia è l intera vita dell uomo fatta di un dinamismo creativo che è posto all interno di strutture organizzate in continua evoluzione per la stessa opera umana tutto ciò l uomo può fare da solo forse si ma più spesso ha bisogno di credere ih qualcosa di esterno di più alto e puro per trovare ogni giorno la forza di progredire sono convinto che c è sempre uno spazio difficile da attraversare nella vita di ogni uomo nella simbologia cristiana sarà il deserto il mare le acque del lago un immensità solitamente piena di insidie spesso mi viene da pensare a pietro sulla barca dei pescatori al quale gesù chiede di camminare sulle acque per raggiungerlo come sappiamo pietro ad un certo punto ha paura di non farcela e comincia ad affondare ha così bisogno della mano di gesù la nostra vita personale familiare sociale politica è come camminare sulle acque o hai fiducia in un qualcosa di puro di alto e vai avanti oppure hai paura e affondi nelle miserie umane pietro ebbe paura e gesù lo prese per mano accompagnandolo verso la verità quella mano per chi crede è la nostra fede cristiana che seppur nella comune voglia di progredire ci fa differenti dagli altri ci chiede un qualcosa in più ci obbliga a essere inflessibili con noi stessi rispetto agli obblighi comuni nella vita privata e pubblica È la necessità di fornire la testimonianza di essere cristiani nel vangelo secondo matteo 5,43-48 c è un passo in cui gesù chiede di dare qualcosa in più rispetto ai pubblicani e ai pagani amare i nostri nerllici e pregare per i nostri persecutori 6 la politica come strumento umano per realizzare il benessere sociale un campo applicativo della testimonianza d essere cattolico è il mondo della politica scartiamo subito la questione ancestrale della politica come cosa sporca che è un trucco meschino per amministrarla a piacimento da chi vuole dominare il prossimo molti ne parlano come di una soluzione tecnica l arte del possibile spesso basata sul compromesso la capacità di utilizzare la mediazione per sapere convergere verso una soluzione l idea di correre in direzione del bene comune tutto bene attenzione però che dietro queste soluzioni non ci sia la logica dell opportunismo o della convenienza che poi finisce per diventare clientela dominio parassitismo malaffare corruzione mafia cioè più la soluzione diviene tecnica più il compromesso si trasforma in gestione consociativa più si stabilizzano i collateralismi con i poteri oscuri o poco trasparenti e minore sarà la capacità di rispettare la propria identità e i valori che essa intende tutelare più il mezzo -9-

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del compromesso si struttura e diviene regola di potere e maggiormente c è il rischio che sia l unico fine della politica 7 il dovere di testimonianza dei cattolici secondo don sturzo la politica è una cosa diversa certo è un arte che può essere realizzata anche dagli orecchianti ma servono persone che si preparino bene allo scopo non improvvisino siano in grado di confrontarsi e discutere serenamente ogni progetto si badi bene che il sacerdote calatino non parla dei professionisti della politica di quelli buoni per ogni tempo e per ogni responsabilità anzi collezionisti di incarichi magari tutti molto remunerosi parla di persone in grado di sentire la politica come un servizio un dovere di solidarietà verso il prossimo atto di amore e di giustizia sociale una politica che non si trasformi mai in un arte di dominio sul prossimo volta a soddisfare interessi personali di parte di gruppo per don luigi fare buona o cattiva politica dipende dalle scelte personali del politico dalla rettitudine dell intenzione dalla bontà dei fmi da raggiungere dai mezzi onesti da impiegare per raggiungere lo scopo ecco una defmizione sturziana che è assolutamente laica e che se concretamente praticata può consentire di raggiungere il bene comune e il benessere sociale una enunciazione che può andar bene per tutti coloro che non vogliono seguire il motto machiavellico del fme che giustifica i mezzi c è però da aggiungere quel valore in più di cui devono essere testimoni i cristiani don sturzo non hai mai dimenticato di ricordarlo ai suoi amici democristiani usando spesso parole dure n seguente ammonimento è contenuto in un articolo democratici scritto il4 novembre 1948 per il quotidiano popolo e libertà di new york sotto un punto di vista generale per un cattolico tutto è e deve essere cristiano la vita individuale la famiglia l attività economica la concezione filosofica la creazione artistica l arte politica sì da non esservi nessun angolo del proprio essere che non sia impregnato di cristianesimo pertanto la specifica denominazione di cristiano messa a democratico o afferma una concezione di vita del cristiano o non ha significato peggio quel democristiano può degenerare in demicristiano in quanto una politica sporca infetta la fede e la pratica cristiana del soggetto infedele al suo ideale di vita È questo il senso del progresso legato all idea sturziana dell incivilimento complessivo dell uomo e della comunità sociale che come ho detto oggi chiamiamo le quattro irivarianti dell azione umana È in questo spazio che deve essere costruita l azione politica secondo la testimonianza cattolica quella legata all amore cristiano per il prossimo 8 la famiglia come fondamento indispensabile per la società se vogliamo domandarci quale sia il luogo principale la palestra di esercizio di questo amore cristiano per il prossimo prima ancora del campo associativo e politico la risposta ci conduce verso quel delicatissimo mondo di sentimenti fmissimi e di solidarietà intense che è la famiglia e prima ancora lo stesso matrimonio 10-

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n matrimonio per don sturzo è il primo atto della relazione sociale che tende a formare una stabile società tra uomo e donna c è l incontro la conoscenza il desiderio l amore il progetto e la creazione di più c è la rifondazione concreta e quotidiana dell impegno sacro basata spesso sull abnegazione il dono la rinuncia tutto ciò è la base di ciò che il sacerdote calatino chiama la coscienza di coppia che tende alla costruzione della società familiare cioè la consapevolezza da parte dell uomo e della donna che uniti assieme costituiscono una società tipica il cui vincolo è fondato in natura la cui attuazione dipende dalla loro volontà cooperante e dallo sviluppo dell affettività umana quest ultima all interno della famiglia procede per cicli dall affettività coniugale alla materna e paterna alla filiale e poi da questo punto si rinnova il ciclo c è un amore dinamico che don luigi chiama la ragione unificatrice che ogni giorno coscientemente rinasce e si moltiplica sulla base di azioni responsabili finalizzate ad esempio a preservare i propri figli da ogni male fisico o spirituale per don sturzo il matrimonio quale sede naturale della società familiare in ogni tempo luogo e ordinamento ha avuto il suo riconoscimento giuridico formale ma nel vincolo stabile del matrimonio il sociologo calatino individua qualcosa in più il diritto naturale della donna di essere pari ali uomo e rispettata nell ambito della fedeltà reciproca affermando che la donna non è più una serva una cosa un oggetto di soddisfazione è la metà completiva che dà e riceve allo stesso livello dell uomo in una comunione di spirito e di corpo unica e non partecipabile ad altri si esalta così il senso di responsabilità della coppia la stabilità del legame familiare e l eccezionale importanza del vincolo l unione delle due metà e la comunione in un corpo morale e sociale unico e indivisibile crea la base solida della famiglia È questa per don sturzo la prima cellula che con la sua solida struttura compone e costruisce il corpo della società umana la ragione principale per cui essa va difesa dalla aggressione di tutte le altre strutture sociali più o meno libere legali democratiche la famiglia è un fondamento indispensabile per la società e per i popoli e anche un bene insostituibile per i figli È una vera scuola di umanità e di valori perenni questa definizione che appare assolutamente laica evidenzia come l intera comunità sociale gli stessi popoli privati della famiglia vedrebbero compromesso gravemente il loro ordinato sviluppo probabilmente è ciò che distingue l uomo razionale da ogni altro essere in natura Ìn cui la comunione familiare crea un indistruttibile cordone ombelicale attraverso cui nel tempo viene nutrita la concezione dell amore della solidarietà della sussidiarietà dei ricordi delle tradizioni un bagaglio che si trasferisce di generazione in generazione e che crea l identità storica delle famiglie che è parte di quella delle comunità locali e nazionali 11-

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si dirà don sturzo è un sacerdote infatti trovo meravigliosa questa sua idea della famiglia cristiana legata al momento del concepimento dei figli come attimo di cooperazione tra i genitori e dio e alla educazione come vocazione divina alla salvezza umana dal male nella concezione religiosa della famiglia cristiana la finalità soprannaturale sboccia da quella tutta naturale di generare ed educare i figli e di mutualmente aiutarsi alimentando l amore umano nobilitato dalla religione la vocazione cristiana di tutte le famiglie è di cooperare alla salvezza dei propri figli i parenti nel generarli cooperano con dio che in quell istante crea · le nuove anime con cui informare i corpi c è l incontro tra l amore umano e quello infinito di dio quel fiato divino che introduce nell evento naturale dellà procreazione il miracolo soprannaturale dell anima e che ne affida alla vocazione religiosa della famiglia la maggiore cura per il fine della salvezza eterna 9 la crisi familiare e la vita politica della nazione abbiamo già osservato come per don sturzo la famiglia sia energia pulsante base della costruzione sociale che comunica ad ogni altra forma essenziale della costruzione sociale la sua energia possiamo parlare di una pila atomica che non si esaurisce che trova sempre la forza per potere superare ogni difficoltà dare il suo contributo un consiglio un indirizzo educativo un apporto economico questo è il significato profondo del ritmo di sviluppo di una comunità legato al l elemento umano educativo religioso culturale la riprova la possiamo trovare nei gravi guasti sociali causati delle politiche dirigiste che hanno imposto fenomeni rnigratori di massa a partire dagli anni sessanta con l urbanizzazione selvaggia dei quartieri dormitorio e l abbandono dei centri minori si è distrutto il tessuto familiare originario quello connesso alla famiglia in senso ampio culla della solidarietà e della sussidiarietà si è azzerato il valore positivo della integrazione nella comunità locale incentrato sul buon vicinato e sulla sana amicizia paesana si è cancellato il sistema di autodisciplina e di controllo preventivo legato al vincolo di comunità locale dove tutti si conoscono e solitamente per garantire l equilibrio familiare amicale o dei rapporti di conoscenza riescono a intervenire per neutralizzare i pericoli della deriva criminale di qualcuno insomma si è cancellata l idea del cives e della comunità locale base della partecipazione popolare al potere comunale del municipio e del suo continuo confronto con il campanile della chiesa la piazza come luogo di integrazione sociale di contro abbiamo costruito orribili quartieri dormitori frutto degli incubi notturni di discutibili artisti dell architettura in questi luoghi privi di ogni servizio essenziale abbiamo alloggiato tutte le fasce più deboli della nazione che inseguendo i miti del lavoro e magari del guadagno facile sono divenute marginalità sociali culturali religiose oltre che economiche che danno grave è stato prodotto 12-

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al tessuto sociale nazionale e alla sua identità culturale quale grande vantaggio si è dato ai moltiplicatori del male e del crimine che hanno potuto condizionare profondamente questo serbatoio di umanità infelice e solitaria probabilmente occorre parlare di una ecologia familiare cominciando a ripensare i prossimi piani casa favorendo la ripresa dei piccoli centri salvandone le scuole gli ospedali gli spazi di aggregazione le aree produttive ripensare una strategia di sviluppo che coinvolga la famiglia e i corpi intermedi nella gestione diretta o partecipata di questi servizi in collaborazione con gli enti locali immettere nuove energie umane e risorse economiche per infrastrutturare queste aree del paese che sono state abbandonate all oblio e al degrado sarebbe più semplice se la famiglia contasse veramente qualcosa nella vita sociale culturale economica e politica del paese se ad esempio sul quoziente familiare si potesse andare oltre le mere dispute sappiamo che la battaglia va combattuta sul piano culturale oltre che politico perché nel tempo l istituzione familiare è stata attaccata dai movimenti sessantottini e dai collateralismi politici dalla ghettizzazione neo illuministica dalla criminalizzazione radicalizzante in questi ultimi anni siamo passati da improbabili studi sul familismo amorale come causa delle mafie a quelli demenziali sulla famiglia culla delle violenze su donne e bambini scambiando il vero soggetto danneggiato la famiglia per l autore del danno senza imputare all individualismo egoismo prepotenza sogni di facili guadagni modelli consumistici irreali e malaffare tutte le ragioni che si scatenano in quel piccolo spazio di rapporti umani una volta venuto meno il senso di comunione dell amore della solidarietà e della sussidiarietà per comprendere meglio la necessità di una forte spinta culturale sulla cendella famiglia voglio ancora richiamare le parole di luigi sturzo tralit nel rallentarsi del costume familiare molti postisi al di fuori di ogni concezione religiosa vanno perdendo il senso della moralità sì che i rapporti extrafamiliari sono resi più facili e tolleranti a parte l introduzione del divorzio e la facilità della sua applicazione presso molti stati l educazione stessa della gioventù e la diffusione di teorie e abitudini materialistiche ed edonistiche contribuiscono alla dissoluzione della vita familiare bisogna anche considerare come don sturzo abbia compreso dagli anni cinquanta l incipiente pericolo della crisi dell istituzione familiare fornendo una chiave di lettura sul pericolo di considerare il nucleo familiare come una somma di individui anaffettivi e le famiglie come luoghi e spazi temporalmente contingenti senza stabilità e privi di rilevanza sociale la famiglia concepita individualisticamente ha perduto l importanza sociale di un tempo non influisce che indirettamente sulla vita politica del paese non ha più garanzie di stabilità economica nella limitazione deua prole -13 fm

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cerca un ripiego per contenere le spese ripiego che deriva da volontà egoistica i divorzi sono divenuti frequenti man mano che la famiglia si è impoverita spiritualmente onde questa sarebbe del tutto decaduta se la religione non avesse supplito con la sua disciplina alla mancanza di sostegno e di rilevamento sociale sembra di leggere la cronaca di questi giorni alla quale occorre aggiungere il declino del fattore religioso disgraziatamente anche la pratica religiosa è stata resa individuale e intimistica incomunicabile agli altri nella vita pubblica e privata in tale contesto non può sorprendere se il mondo della politica dell economia e della finanza intendano la famiglia solo come uno strumento da usare secondo i propri fini 10 conclusione è importante difendere la nostra identità di popolo cristiano la profonda capacità di analisi di don sturzo lo aveva reso edotto del grave pericolo della scristianizzazione della società nazionale impegnandolo solitariamente su un fronte contro il quale anche noi oggi siamo chiamati alla battaglia la scristianizzazione come effetto della causa dellaicismo e allora ieri come oggi emerge la necessità di salvare la nostra comunità e la sua identità culturale dalla disgregazione attraverso un percorso di rivendicazione che ne riaffermi la sua comune essenza o meglio seguendo le parole del sociologo calatino possiamo affermare che non vi può essere etica e civiltà che non sia cristiana don sturzo nei suoi studi sociali è riuscito a individuare le varie tappe di aggressione dell azione dei laicisti un accanime nto contro il cristianesimo legato all afferma zione della scuola delle nozioni all imposizione di una diseducazione giovanile alla creazione di una diversa noncultura allo statalismo nella be.neficenza e nell assistenza e infine l assalto all ultimo baluardo la famiglia tradizionale perché tanta violenta determinazione nel cancellare l identità di una parte consistente della nazione don sturzo ha una sua risposta ma la più sottile presunzione dello stato moderno consiste nella scristianizzazione della scuola dell educazione giovanile della cultura della beneficenza e assistenza sociale della famiglia stessa in nome di un « laicismo » che si vuoi fare passare per tutelatore della libertà lo stato oramai ha tutta la società in mano è divenuto il vero leviathan moderno che esige allo stesso tempo adoratori e schiavi sturzo con le .sue parole denuncia la costruzione dello stato etico buono a fare tutto e pronto ad occuparsi di tutti dalla nascita alla morte dell individuo uno stato che oggi fa i conti con centri di potere forte che sono aldilà della legittimazione democratica o che attraverso nuclei di pressione anche illeciti sono in grado di determinare decisioni non condivisibili per noi cattolici uno stato che non guarda più al valore e alla dignità della persona umana e al complesso sistema di affetti familiari e di aggregazione di sussidiarietà ma esalta il 14-

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