Attenti ai mali passi

 

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Attenti ai mali passi

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l la foto riportata in cope1tina è stata data da don sturzo a vittorio vaccari fondatore della u.c.i.d con la seguente dedica vittorio vaccari con l augurio di bene per la famiglia e per le battaglie in nome di dio roma 21 giugno 1956 san luigi.

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lillgisturzo statalismo partitocrazia esperpero del denaro pubblico attenti ai mali passi ···· c entro l nternalionale studi luigi s turzo www .centrosturzo.it ciss@centrosturzo.it

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indice pag prefazione stato democratico e statalismo 20-11-1952 di nuovo apertura a sinistra 26-9-1953 statalista la pira 13-5-1954 cattolici e marxisti l 0-6-1954 vanoni e le leggi economiche 9-7-1954 attenti ai mali passi 18-5-1955 l equivoco socialista 28-6-1956 socializzazione e libertà 14-11-1956 il mito della sinistra 6-2-1957 la funzione del centro 28-3-1957 dialogo fanfani nenni 30-7-1957 passeggiata di mezz agosto 21-8-1957 statalismo e libertà 23-10-1957 statalismo e monopoli privati 31-10-1957 la battaglia per la libertà 18-12-1957 in cerca di statalisti 21-1-1958 l equivoco centro-sinistra 13-6-1958 il rischio che educa 20-8-1958 sociale parola magica 26-8-1958 nenni né mito né speranza 18-10-1958 partiti e partitocrazia ricordando il 18-1-1919 14-1-1959 per il40° ann della fondazione del ppi 17-1-1959 stato e statalismo 23-1-1959 giunta milazzo e cavallo di troia 21-3-1959 fiscalismo statalismo pauperismo 9-4-1959 tutti a sinistra tutti di sinistra 18-4-1959 sinistra e destra centro e dintorni 30-4-1959 condizioni per una effettiva ripresa 5-6-1959 l appello dei senatori dc 21-7-1959 7 11 15 17 21 24 27 30 33 35 38 42 46 48 52 55 58 60 63 66 70 73 75 77 80 83 86 90 94 97

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i democristiani non possono senza tradire gli interessi della religione e della patria dichiararsi incapaci di attuare il programma cristiano con il rischio di preparare l avvento del socialismo marxista luigi sturzo di nuovo apertu ra a sin istra n giornale d italia 26 settembre 1953 i democristiani che si chiamano di sinistra che si orientano a sinistra e desiderano la collaborazione delle sinistre fanno anzitutto una scelta di valore economico etico politico e giuridico scelta di valore piena di conseguenze luigi sturzo l equivoco centro-sin istra n giornale d italia 13 giugno 1958 ·vorrei dire tutto il bene possibile della mia italia mia e nostra da me amata col sacrificio di me stesso avrò sbagliato sbaglierò anche oggi nessuno di noi è perfetto ma non ho altra ambizione altro desiderio che vedere il paese superare questo stadio di marasma morale questo decadimento della vita pubblica questa incomprensione reciproca che dopo quindici anni ci fa sentire che manca l adesione sincera totale allo stato venuto su dalla tormenta delle guerre nella veste di repubblica libera e democratic mi si dice che io combatto contro i mulini a vento novello don chisciotte senza seguito altro che di un povero scudiero quel sancho panza tutto fedeltà e buon senso ebbene è quello che mi basta per le mie campagne moralizzatrici e il buon senso del popolo che legge con crescente interesse i miei articoli che anch esso desidera come me verità e giustizia che anch esso vorrebbe moralizzata la vita pubblica>· luigi sturzo confe rme rettifiche insistenze n giornale d italia 10 settembre 1958 ·amici della sinistra dc la verità è che voi mi accusate di difendere i monopolisti privati solo perché difendo l iniziativa privata mi accusate di non curare il benessere dei lavoratori solo perché io lo concepisco legato a un economia sana e perché reputo i monopoli e le imprese di stato essere basati sopra un economia falsa e bacata mi accusate di non comprendere le istanze presenti ed essere fermo al passato solo perché lotto contro la politica di classe e contro il socialismo di stato ditelo chiaro se è così sarà meglio per me e per tutti·· luigi sturzo capitalismo e monopoli di stato» n giornale d italia 31 ottobre 1957 ···· il sinistrismo e non il centrismo ha immobilizzato la dc e il paese con l attesa dell apertura a sinistra al punto da rendere la dc divisa fra due correnti spiritualmente avverse senza quel vero centro che unisce e dà personalità propria come la diede al partito popolare e alla prima dc di de gas peri 5

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1943 1948 povera italia se continua ancora a baloccarsi fra destra e sinistra con un centro inoperante e con i partitini dei dintorni disposti come in sicilia ad allearsi anche con il diavolo pur di guadagnare due o tre seggi nei vari consessi parlamentari e consiliari intanto sarebbe un gran guadagno se invece di batterci per la sinistra o per la destra o per il centro cominciassimo a parlare il linguaggio dei fatti politica internazionale quella del patto atlantico e della nato politica economica quella di mercato con i correttivi necessari compresa la legge antimonopoli privati e pubblici quella scolastica basata sulla libertà di scelta fra scuola pubblica e privata quella interna piantata anzitutto sulla moralizzazione quella amministrativa ripigliando lo smantellamento degli enti inutili superflui deficitari e fermando con potenti antibiotici l entite e la partecipazionite malattie di un passato fascista raddoppiate dal sinistrismo socialcomunista e da quello degli utili idioti· luigi sturzo sinistra e destra centro e dintorni n giornale d italia· 30 aprile 1959 ····· noi abbiamo l obbligo di stringere i freni alle spese improduttive e di orientarci su quelle che rendono e rendono bene ecco il perché della mia insistenza sullo sviluppo delle attività private non quelle basate su privilegi fiscali su doppi prezzi su larghe sovvenzioni ma quelle veramente produttive basate sulle responsabilità dirette degli amministratori e degli azionisti attività produttive private che se sfruttate con abilità tecnica e senso di responsabilità daranno ottimi risultati· luigi sturzo condizioni per una effettiva ripresa n giornale d italia· 5 giugno 1959 ···· guardate bene ai pericoli delle correnti organizzate in seno al partito si comincia con le divisioni ideologiche si passa alle divisioni personali si finisce con la frantumazione del partito· luigi sturzo l appello dei senatori dc n giornale d italia· 21 luglio 1959 ·la stessa dc che da anni detiene il potere statale da sola o con altri non ha purificato il sangue infetto di un certo imprecisabile statalismo forse per incapacità critica forse per opportunismo un opportunismo di corta veduta se le sinistre arrivassero al governo gli attuali responsabili della vita pubblica dc o non dc si accorgerebbero troppo tardi di avere essi stessi aperta la porta al nemico l ipotesi deve far tremare certi miei amici forse statalisti per rassegnazione· massime di luigi sturzo fernando della rocca ferdinando d ambrosia giuffré editore 1960 6

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prefazione un popolo da educare ai veri valori moderni che sono antichi il centro internazionale studi luigi sturzo c.i.s.s non è collegato con alcun partito politico il suo compito è di fare cultura buona cultura avendo come solidi punti di riferimento la dottrina sociale della chiesa nata in senso moderno con la rerum novarum di leone xiii e il popolarismo nato con don sturzo dottrina sociale e popolarismo da interpretare correttamente e non tirati ora a sinistra ora a destra ora al centro da interpreti solo interessati a portare l acqua al loro mulino il c.i.s.s crede in una grande verità sostenuta da don sturzo nel 1949 nel libro la mia battaglia da new york anche in politica non durano a lungo l equivoco la menzogna l inganno dire la verità e educare il popolo alla verità è il primo dovere di un governo democratico che si rispetti l equivoco la menzogna e l inganno nella politica italiana hanno spesso oscurato la verità si è così diseducato e illuso il popolo quel popolo che tanto dovrebbe stare nei pensieri della classe politica ma l esperienza storica ci ha dimostrato che questa classe è spesso formata da persone che considerano la politica come strumento di potere e non come strumento di servizio d altronde gesù aveva avvertito gli apostoli nel corso del ultima cena l re delle nazioni le governano e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori per voi però non sia così chi è il più grande fra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve infatti chi è più grande chi sta a tavola o chi serve non è forse colui che sta a tavola eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve luca 24-27 di qui la grande impopolarità di don sturzo presso le diverse classi politiche dello scorso secolo perché per il sacerdote di caltagirone fare politica voleva dire essenzialmente portare dio nella politica con l esempio personale per lui era fondamentale agire in politica da vero cristiano attuando in concreto e non solo proclamando/i a parole i principi della morale e della dottrina sociale della chiesa 7

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di qui il suo grande dolore negli ultimi anni di vita nel vedere una parte dei fratelli democristiani come fratricidi nella convinzione di alcuni leader dc che solo l alleanza con i compagni poteva conservarli al potere per il potere fratelli perché tutti figli di dio compagni perché legati da un credo ma senza un padre comune ebbene oggi don sturzo direbbe con la sua tagliente ironia siciliana che molti fratelli sono diventati compagni mentre non si vedono in giro compagni diventati fratelli nelle pagine di questo libro viene anticipata con grande lucidità la dèbacle dei cattolici in politica il ci s.s ha selezionato 29 dei 229 articoli scritti da don sturzo per il giornale d italia negli anni 50 e raccolti nel1968 in due volumi battaglie per la libertà da un gruppo di convinti sturziani guidati dal avv francesco sturzo cugino di don luigi la politica di centro-sinistra tanto temuta e osteggiata da don sturzo era allora ai primi passi ma aveva già prodotto molti guasti con la raccolta dei 229 articoli si cercò di fare aprire gli occhi ai democristiani erranti ma invano a partire dagli anni 60 nella politica italiana è stato inserito il potente veleno dello statalismo della partitocrazia e dello sperpero del denaro pubblico le tre male bestie spesso citate e attaccate da don sturzo e paradossale che ora a voler risanare da questo veleno il corpo sociale sia proprio la sinistra una sinistra non più comunista per avvii motivi ma vestita come arlecchino di tante pezze posi-comunisti ex-comunisti comunisti socialisti socialisti riformisti socialdemocratici laburisti ecologisti cristiano sociali etc una sinistra senza più ideologia perché sconfitta da una fallimentare esperienza storica di tutti i socialcomunismi una sinistra che ora blandisce il mondo produttivo per conquistarlo una sinistra che promette il varo di riforme decisive che difficilmente potrà attuare senza scontentare lo zoccolo duro della sua base elettorale o senza scontentare i ceti produttivi insomma oggi a prevalere è una gran confusione e la tragedia è che purtroppo la confusione regna anche fra i partiti del centro-destra come uscire da questa drammatica situazione chi leggerà con attenzione le pagine di questo libro non potrà che convenire sulle seguenti linee-guida che don sturzo certamente sottoscriverebbe innanzitutto finirla con la divisione anacronistica fra ideologie di sinistra e di destra entrambe saranno escluse dalla storia del xxi secolo perché hanno causato gravi ferite alla nostra storia la storia del xx secolo 8

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pertanto il vero bipolarismo potrà nascere solo quando si formeranno due forze politiche di centro perché entrambe moderate ma una progressista è la salute del sociale che dà forza al privato ossia enfasi sui problemi redistributivi e l altra liberale è la salute del privato che dàfo rza al sociale ossia enfasi sui problemi produttivi il popolo italiano deve quindi essere educato a condividere alcuni valori-base moderati e a capire la vera essenza del cristianesimo che difende la persona umana ponendo la al centro della società ma che le impone anche doveri per farle conquistare i diritti che solo così possono definirsi meritati il popolarismo sturziano dei liberi e forti dà un valore etico alla preminenza dei doveri individuali sui diritti individuali la polemica sullo stato sociale va ricondotta nei suoi giusti termini l individuo va educato a rafforzare il senso di responsabilità e di previdenza personale così da consentirgli di migliorarsi spiritualmente e materialmente tutti i deboli possono diventare forti l assistenza per essere efficace deve essere rivolta soltanto a chi è veramente bisognoso della solidarietà sociale se non si stimola e favorisce la previdenza e la sicurezza privata si rischia di finire nella più completa imprevidenza e insicurezza pubblica una società è tanto più solidale quanto più è libera forte e responsabile vedi a pag 69 il vero pensiero di don sturzo sullo stato sociale fra i valori-base moderati o di centro vi è quello proclamato nel lontano 1891 da leone xiii nella rerum novarum la stretta alleanza fra capitale e lavoro come forte risposta alla cultura negativa del conflitto predicata da carlo marx una cultura nella quale è caduta paradossalmente proprio l italia democristiana basta leggere la rerum novarum e tutte le encicliche sociali successive sino alla centesimus an nus e alla caritas in verifate per capire come i pericoli dello statalismo del fiscalismo e del pauperismo profetizzati da don sturzo negli anni 50 siano sempre stati una preoccupazione costante nel insegnamento della chiesa grande spazio alla proprietà privata e ali impegno personale promozione della cultura del rischio per rafforzare il senso di responsabilità individuale libertà di fare ma controllata da buone regole per non cadere nella licenza e nello sfruttamento del prossimo fisco equo perché il fisco oppressivo e iniquo non può che produrre danni a tutta la società 9

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la sinistra odierna è d accordo su questi principi se la risposta è affermativa che la sinistra non si chiami più sinistra perché questa è un espressione ormai svalutata nella società moderna don sturzo chiarisce in queste pagine che il progresso sociale non si potrà mai promuovere con i valori socialisti occorrono i valori cristiani e liberali che sono valori e principi del tutto alternativi a quelli socialisti lo hanno capito gli italiani dal numero dei partiti o movimenti di sinistra che si vogliono oggi rilanciare o addirittura resuscitare sembrerebbe di no attenti ai mali passi ammoni don sturzo nel1955 purtroppo i mali passi sono stati fatti e si sono già avute molte conseguenze negative indebolimento della famiglia rottura dell unità politica dei cattolici la dottrina sociale della chiesa non può essere dipinta con tanti colori politici grande fragilità del nostro sviluppo economico-sociale sfascio del sistema scolastico per la mancanza di parità di condizioni e di opportunità fra la scuola pubblica e la scuola privata libertà trasformata in licenza un po in tutti i settori della società rivolta dei cittadini e dei contribuenti per l eccesso di statalismo e di fiscalismo tutto questo perché verso la fine degli anni 50 maturò fra alcuni leader democristiani la convinzione che per mantenere il potere e difendere le classi più deboli non bisognava riferirsi ai valori di libertà solidarietà e sussidiarietà propri del cristianesimo e della dottrina sociale della chiesa ma bisognava allearsi con il socialismo già condannato a chiare lettere da leone xiii nella rerum novarum e da pio xi nella quadragesimo anno e nella divini redemptoris i mali passi hanno prodotto distorsioni talmente grandi che per correggerle ci vorrà molto tempo e soprattutto una classe politica nuova ma non si potrà arrivare al terzo risorgimento del italia se prima non si educa il popolo italiano a conoscere e ad apprezzare i veri valori su cui si può reggere lo sviluppo di un paese moderno valori per lo più antichi perché essenzialmente fondati sulla bimillenaria rivoluzione cristiana questo libro da cui emerge la grande intelligenza politica di don sturzo aiuta a conoscere e ad apprezzare questi valori fondamentali giovanni palladino marzo 2011 presidente centro internazionale studi luigi sturzo 10

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stato democratico e statalismo fra un congresso di studiosi e un congresso politico passa la differenza che nel primo si dice deve farsi o la regola è questa in quello politico si dice dobbiamo fare ovvero faremo per questo motivo il congresso della dc che ha la maggiore responsabilità dello stato democratico e del bene dell italia è atteso con notevole interesse proprio per conoscere quel che sarà deciso di pratico riguardo al riordinamento e al rafforzamento dello stato il tema sarà trattato sotto gli aspetti dell economia dell amministrazione e della sicurezza sociale per arrivare a precisare quei punti programmatici che rispondano alle più urgenti esigenze dell ora nella speranza di realizzarli nei cinque anni del nuovo periodo legislativo nei nove anni della ricostruzione si è avuta l impressione che lo stato democratico sia stato soverchiato da un incombente statalismo ma bisogna tener presenti gli effetti della crisi bellica tormentosa e fatale e della crisi del regime che aveva esasperato lo statalismo fino alla dittatura per i problemi di assestamento l intervento statale è stato spesso invocato da tutti i partiti come l unico o quasi unico mezzo di consolidamento politico e di sviluppo economico lo statalismo potrebbe essere guardato nel caso attuale come fenomeno secondario transeunte quale contropartita di un necessario interventismo nella carenza di altre forze sociali importanti e fattive a tale benevola interpretazione fa contrasto il fatto che i semi dello statalismo sono stati diffusi in italia da oltre mezzo secolo e si sono sviluppati in tutti gli ordinamenti amministrativi e politici nei codici e perf mo nell orientamento generale del paese come una gramigna mentale e sentimentale il socialismo di stato dei primi del novecento sembrò il toccasana ai mali sociali del tempo come nel recente dopoguerra è stato per molti il bolscevismo comunista e se questo non avesse ricattato il vecchio anticlericalismo dei laicisti e dei radicali di un tempo avrebbe conquistato gran parte del ceto medio in questo clima la confusione fra stato democratico e statalismo è un fatto il ricorso allo stato quale unico fornitore di denaro e distributore della ricchezza è la più facile e fai 11

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lace soluzione a tutti i problemi siamo di fronte ad un inerzia mentale più dannosa della inerzia muscolare un tempo i cattolici si opposero energicamente alla statizzazione della beneficenza della scuola della educazione giovanile fisica e morale dell interventismo statale nei comuni nelle provincie nelle opere pie grandi battaglie teoriche e pratiche oggi dimenticate del tutto di fronte all attuale manomissione statale al contrario si domandano allo stato favori giuridici ed economici che assiderano e sterilizzano la iniziativa privata per orientamento convenienza abitudine tutti invocano lo stato e lo incitano a istituire nuovi enti ai quali lo stato passa i suoi diritti e privilegi creando strani monopoli come quelli dati all ente per i ciechi all ente dei mutilati e ora forse ad un nuovo ente per i sordomuti ritornato in italia mi sembrò uno scandalo aver trovato nel codice civile un articolo il 25 dove è affermato che l autorità governativa esercita il controllo e la vigilanza sull amministrazione delle fondazioni con quel che segue siffatta soverchieria statalista inserita nel codice dai fascisti non ha ancora trovata opportuna correzione nel campo economico possianio affermare che nessun altro paese libero abbia creato tanti vincolismi all iniziativa privata come l italia e per controbilanciare in nessun paese libero la formazione monopolista sia privata che pubblica e il relativo parassitismo che ne deriva sia così sviluppata come in italia l errore della economia a mezzadria pubblico-privata porta a simili conseguenze il controllo dello stato o la sua partecipazione attiva nella economia si estende e si generalizza dando luogo per ripercussione ai comodi compromessi a danno del consumatore e del contribuente abbiamo in italia una triste eredità del passato prossimo e anche in parte del passato remoto che è finita per essere catena al piede della nostra economia lo statalismo economico inintelligente e sciupone assediato da parassiti furbi e intraprendenti e applaudito da quei sindacalisti senza criterio che credono che il tesoro dello stato sia come la botte di s gerlando dove il vino non f tniva mai ho letto più volte essere un errore nel procedere a riforme sociali preoccuparsi delle leggi economiche delle quali si arriva a negare la validità e l importanza tale sempli12

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cismo non regge solo all esperienza ma neppure a una sana concezione sociologica l agire dell uomo è sempre condizionato sia dalla realtà fisica interna ed esterna sia dal processo storico consolidatosi nell ambiente in cui vive anzi il primo condizionamento è dato dal proprio corpo u condizionamento serve all uomo di spinta e di freno eccita il dinamismo realizzatore lo gradua e lo regola l uomo è libero e creativo egli per la stessa sua libertà crea a se stesso ulteriore condizionamento f tsico storico sociale per questo nulla è completo e perfetto nella vita presente tutto da completarsi e perfezionarsi nulla dura e tutto si trasforma ogni novità pone problemi di trasformazione e di rifacimento le utopie divenendo realtà postulano per l insita concretizzazione correzioni rifacimenti trasformazioni successive se così non fosse l uomo sarebbe impotente fermo nella sua miseria in mezzo alle ricchezze della natura i realizzatori sociali dovrebbero essi per primi esigere il rispetto delle leggi economiche essi impedire l inflazione monetaria essi imporre la proporzionalità dei costi al livello internazionale essi opporsi al protezionismo fittizio e sterile essi impedire il moltiplicarsi di enti parassiti della pubblica finanza essi ostacolare l estendersi del sistema dei controllati-controllori del cumulo di incarichi e degli stipendi opporsi allo sperpero del denaro pubblico ai blocchi che paralizzano la rapidità della circolazione condizione questa di sviluppo della produttività e dei servizi e mezzo idoneo a combattere la disoccupazione invoca lo stato come regolatore della vita economica di un paese chi non comprende che gli effetti principali saranno la burocratizzazione della economia e relativa paralisi funzionale e una sempre crescente diminuzione di libertà anche nel campo politico le cui forme normali elettorali parlamentari e governative verrebbero svuotate di contenuto e di responsabilità di questo passo si va diritti alla bolscevizzazione del paese con l idea di togliere alla vita economica anzi a tutta la vita il senso del rischio nel volere trasferire tutti i rischi attraverso lo stato sulla intera comunità con quanta facilità oggi lo stato interviene negli affari dei privati e degli enti dando la propria garanzia come avallante di mutui per centinaia di miliardi quanta più garanzia si dà tanto più diminuisce nei gestori il senso del rischio 13

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