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www.comunistiuniti.it il giornale domenica 25 luglio 2010 telecom una e pubblica dalla parte dei lavoratori in lotta i sindacati confederali di telecom italia stanno conducendo una trattativa con il governo e con l azienda sul tema delle migliaia di esuberi dichiarati e appena ritirati dall azienda con la clausola che se entro il 30 luglio non si trovassero soluzioni condivise potrebbero essere prontamente e nuovamente richiesti quanto vale la vita dei dipendenti telecom intanto per il management aziendale certamente meno delle loro stock options milionarie e dei dividendi elargiti a piene mani agli azionisti mentre per noi le vite dei lavoratori e delle lavoratrici salariati devono tornare al primo posto degli interessi nazionali e restituire a ciascuno la giusta collocazione nella società si chiamava e si chiama lotta di classe non senza un pensiero al rispetto ed alla dignità delle persone nel contesto di una convivenza civile ormai dimenticata cancellata da una diffusa assuefazione allo scandalo politico ed alla pagina 7 corruzione dilagante storie dal far est a treviso la crisi del capitalismo significa anche suicidi viaggio nel nord-est della paura in poco più di due settimane 4 gestori di locali pubblici si sono suicidati a treviso tragedie personali dietro a cui sembrano esserci anche e soprattutto problemi economici forse coincidenza drammatica più probabilmente la crisi che secondo la banda bassotti non c è e se c è sta regredendo fino a qualche anno fa erano tutte rose e fiori qui nella marca gioiosa et amorosa uno sfrenato tourn over certo molta concorrenza ma di soldi giravano e molti pagina 3 la rabbia e l ironia della lotta operaia contro telecom nasce comunisti uniti calabria comunicato ufficiale costruiamo case comuni di comuniste e comunisti ovunque collocati l appello comunisti uniti nasce con l intento di ricomporre i comunisti sparsi nel territorio nazionale e quindi anche per la nostra piccola provincia dimenticata da tutti per dare avvio ad una nuova fase di rilancio e appunto di ricomposizione di tutte le forze comuniste che si riconoscono come tali l appello comuniste e comunisti cominciamo da noi che ha dato vita all esperienza di comunisti uniti era stato pubblicato sui principali quotidiani nazionali il 17 aprile 2008 all indomani della sconfitta elettorale dell arcobaleno che per la prima volta aveva cancellato la presenza dei comunisti nel parlamento italiano e rilanciato di nuovo negli ultimi mesi pagina 6 fulmini a ciel sereno non sono un fenomeno io sono un epifenomeno n.vendola sessantamila schiavi nell agro pontino a sette mesi dalla lotta di rosarno una sola certezza dietro il caporalato c é il capitale che ci rende schiave/i lavoro nero per i proletari profitti per i padroni il 7 gennaio l italia si sveglia scossa da una mini rivolta tanto piccola nei numeri tanto importante nei fatti esseri umani schiavizzati e che sopravvivono in condizioni devastanti decidono di ribellarsi ai padroni e al caporalato pagina 4
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2 strage di viareggio fatti e fatti l 11 luglio sulla cronaca de la nazione è apparso un corsivo le parole e i fatti dallo scritto l articolista mostra di non conoscere i fatti i familiari delle vittime ed i comitati sorti dopo la strage di viareggio hanno tenuto ben sei 6 riunioni in comune con l amministrazione comunale sigg spadaccini e vassalle per organizzare il 29 giugno tra i veri problemi discussi e decisi vi è stato quello degli interventi abbiamo concordato che l unico rappresentante istituzionale a prendere la parola fosse il sindaco in rappresentanza della città quella sera nessun altro politico avrebbe dovuto parlare politici ed amministratori esercitano il proprio diritto di espressione ogni giorno grazie al fatto che per loro giornali televisioni radio sono sempre a disposizione allora non si capisce perché l articolista si sia tanto indispettito per questa decisione condivisa l anomalia sta nel fatto che i politici avrebbero voluto parlare anche il 29 giugno e quando non gli è permesso si risentono pure non hanno capito che il 29 giugno non era la `serata per loro inoltre se ad un anno dal disastro ancora non ci sono stati i dovuti e necessari finanziamenti per la ricostruzione vuol dire che governanti politici ed amministratori non sono stati all altezza della situazione così grave e drammatica dopo un anno gli abitanti di via ponchielli non sono ancora rientrati nelle proprie abitazioni se a distanza di un anno i politici promettono si impegnano significa che ancora non hanno capito cosa sia accaduto il 29 giugno magari non avessero capito solo questo il fatto è che tanto altro non capiscono e tanto altro sistemi cricche malaffari corruzioni logge p3 capiscono troppo bene da far rimpiangere la tangentopoli di 18 anni fa questa è la triste realtà che anche i giornalisti dovrebbero denunciare se vogliono sentirsi più vicini al paese reale dei cittadini e meno a quello di chi della politica ha fatto la sua professione e le sue fortune a spese e a danno della collettività tra l altro se quanto avvenuto il 29 giugno non è dovuto a fatalità ma a precise e determinate responsabilità con quale alchimia è possibile far credere che i politici non ne hanno i processi di liberalizzazione privatizzazione deregolamentazione sostenuti ed approvati dai politici in questi anni sono la causa fondante dei numerosi incidenti avvenuti in ferrovia anche dopo il 29 giugno anche dopo la strage del 29 giugno ministro ed amministratore delle ferrovie hanno continuato a non far niente per la sicurezza tra l altro se fossero state persone consapevoli dell accaduto e sensibili verso le vittime avrebbero chiesto ufficialmente le proprie scuse e rassegnato le dimissioni invece moretti e matteoli a poche ore dalla strage si sono dichiarati estranei da ogni loro responsabilità e da allora si sono sempre sostenuti a vicenda delle offensive esternazioni di moretti siamo a conoscenza dei `fatti di matteoli pure ha difeso a spada tratta moretti che povero figliuolo era sotto stress e si è riceviamo e pubblichiamo un comunicato dell associazione il mondo che vorrei che si batte affinché la strage di viareggio un treno merci deragliato ed esploso 33 morti e 25 feriti non rimanga impunita dichiarato favorevole alla sua riconferma di a.d delle ferrovie per aver svolto bene il suo lavoro a viareggio sono state raccolte 10.000 firme perché moretti non fosse riconfermato firme consegnate proprio a matteoli che tra l altro si è permesso di offendere una seconda volta le vittime scrivendo che il comitato dei familiari che non gradiva la presenza sua e di moretti il 29 giugno era un gruppo ancorché minoritario luglio 2010 assemblea 29 giugno associazione il mondo che vorrei vauro vignetta all indomani della strage mauro moretti amministratore delegato delle ferrovie dello stato deve lasciare l incarico da quando lo ricopre le ferrovie italiane hanno continuato a subire l inesorabile peggioramento sulla sicurezza sulla quantità e qualità dei servizi offerti e di efficienza la strage di viareggio e le decine di morti sul lavoro che hanno insanguinato i nostri binari sono la tragica dimostrazione di quanto vi sarebbe da fare prima di abbandonarsi invece alla sfrenata propaganda di costosi viaggi riservati ad una minoranza di viaggiatori su treni colorati e luccicanti in occasione della strage di viareggio moretti ha dichiarato le ferrovie italiane sono le più sicure d europa quando c è un incidente sembra caschi il mondo e l incidente è stato uno spiacevole episodio lo stesso disprezzo per i viaggiatori lo già aveva dimostrato durante il periodo natalizio quando a fronte dei gravissimi disagi causati dalla inaffidabilità dei treni veloci aveva rimproverato i viaggiatori perché poco previdenti non portavano con se acqua panini e coperte per affrontare il viaggio in treno matteoli e moretti altro non sono che dei kapò e la loro è la stessa gestione di scelte contrarie agli interessi generali e praticata con metodi autoritari ed offensivi nei confronti di tutti i cittadini gestione portata avanti da quello che purtroppo è il presidente del consiglio italiano quel berlusconi e quei suoi accoliti che hanno giurato di difendere quella stessa costituzione che ora vogliono eliminare perchè troppo stretta per loro la redazione
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la battaglia del gra zingaretti-alemanno fingono di giocare ai duellanti con tremonti-berlusconi e blaterano no al pedaggio per il raccordo si convocano gli azzeccagarbugli per fare un pò di scena ma se non sarà il gra arriverà di sicuro un altro ticket 3 il ministro dell economia borghese giulio tremonti espressione di una parte consistenze degli interessi capitalistici in italia non avendo mandato per arraffare i profitti dei suoi compari pensa di rifarsi sfilando gli ultimi quattro spiccioli alle lavoratrici ed ai lavoratori che ogni giorno percorrono il cerchio infernale del gra grande raccordo anulare per recarsi al lavoro o per portare figlie e figli a scuola questa vicenda in sé drammatica ha anche un suo lato farsesco perché paladini dell interesse proletario a non pagare quello che a tutti gli effetti é un percorso obbligato per tirare a campare si sono fatti gianni alemanno sindaco di roma dal pedigree fascistissimo e nicola zingaretti presidente della provincia di roma pd il primo espressione locale del governo centrale il secondo stretto nella morsa tra gianni il celtico e renata dei noantri entrambi uniti nella comune necessità di fingere di stare dalla parte delle comunità locali e così zingaretti mette tutto in mano agli avvocati che si proceda si aprano le danze e si ricerchi il cavillo ed il cavillo eccolo servito il provvedimento é illegittimo anche perchè individua il gra come tratta o raccordo autostradale in gestione diretta da sottoporre a pedaggio mentre in nessuna parte del provvedimento viene espressa una logica ragione per la quale il gra debba o possa essere considerato come autostrada o raccordo autostradale e sarebbe illegittimo pure per il fatto che i pedaggi si istituiscono in ragione dell interconnessione al gra e alla roma-fiumicino ma questa interconnessione in realtà non sussiste perchè su 9 caselli individuati dal governo nella provincia di roma per il pagamento ben 8 non sono necessariamente interconnessi con le tratte di strade in gestione diretta anas e soggette al nuovo pedaggio chiacchiere alla fine il ricorso in carta bollata a chi darà ragione sara la coppia don chischiotte zingaretti sancho panza alemanno a spuntarla o avrà la meglio quella dei nani politici al potere la borghesia illuminata di centrosinistra e quella populista di centrodestra sperano qualche sfigato abbocca e sta a guardare curioso ma i proletari sanno che con questa classe dominante nella società e con questa sua classe dirigente non si scappa o il pedaggio verrà fatto pagare oppure si pagherà qualcos altro e la coperta corta del conservatorismo dell opportunismo e anche del riformismo che le produttrici ed i produttori sanno riconoscere benissimo perciò esse/essi stanno all opposizione di un sistema che si palesa come vero e proprio tritacarne sociale per superarlo francesco fumarola storie dal far est continua dalla prima e mission principale del bravo padano trevigiano si sa è quello di fare schei tanti in modi più o meno legali cercando l investimento che produce di più con la minor spesa e fatica possibile ricorda luca bertuola dell ufficio sindacale dell ascom che nel 1998 ci sono state le liberalizzazioni del commercio di bersani ora segretario del pd sinistra liberale e nel 2008 in veneto ndr regione governata da anni dal pdl di galan e dalla lega di bossi i campioni beceri e irresponsabili della liberalizzazione del mercato senza alcun freno né controllo è entrata in vigore la legge regionale per i pubblici esercizi che ha eliminato i vincoli di distanza tra un locale e l altro mentre contemporaneamente saltava l iscrizione al rec registro esercizi commerciali sostituita da corsi di formazione obbligatori poi è arrivato l autunno del 2008 e la situazione è cambiata le spese di gestione sono salite alle stelle i fornitori hanno iniziato a bussare sempre più insistentemente alle porte i clienti hanno cominciato quel trend negativo di spese che continua tutt ora mentre i debiti salgono e le banche vogliono il rientro dei prestiti e non sono disposte a finanziare più nulla quella crisi che berlusconi affrema a noi non ci sfiora nemmeno ma parlava di se stesso e delle holding legali e illegali pare che rappresenta ha fatto saltare tutto in pochi mesi sono cominciati i fallimenti che ad oggi sono di circa un quarto degli ormai 4000 esercizi di treviso quasi 1000 e nel solo centro storico dentro alle mura della città ci sono circa 200 licenze di cui 50 destinate a fallire ora l associazione commercianti pensa di istituire un centro di ascolto e di aiuto ma fa presente guido pomini presidente dell associazione in una intervista ad un quotidiano locale rimane comunque necessaria e fondamentale la rete sociale a sostegno di quanti sono in difficoltà il problema è che in una società come la nostra la cui struttura economica è basata sul capitale e sulle idee liberiste che pongono al di sopra di tutto il guadagno e le leggi di mercato la rete sociale costruita a fatica in queste terre comunque divisa tra il pietismo cattolico delle masse contadine e le poche realtà operaie come marghera o il polo tessile del vicentino si è sfaldata nella cultura dei soldi una cultura che colpevolizza e toglie dignità a quanti non hanno e/o non possono consumare sempre di più e una società promossa ed esaltata da quella politica in cui il valore dell individuo è dato dalla sua capacità di sopraffare l altro in modo più o meno legale senza distinzioni né remore morali e i cui adepti praticano il reciproco cannibalismo in virtù di una legge liberale che giustifica tutto in funzione dell ingordigia del profitto il rischio è di morire di indigestione lucia fano
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4 sessantamila schiavi nell agro pontino continua dalla prima i benpensanti borghesi guardano quei fatti scandalizzati non per la schiavitù ma per la rivolta e l indicibile violenza qualche cassonetto gettato a terra e spesso anche rialzato e rimesso a posto qualche colluttazione le cittadine ed i cittadini ignari si risvegliano temporaneamente dal torpore e scoprono che nel 2010 nel loro paese democratico l italia esiste la schiavitù i più informati e i fautori di un altro mondo è possibile solidarizzano immediatamente con i loro fratelli e le loro sorelle che si stanno dignitosamente e coraggiosamente ribellando alla schiavitù alla camorra ed alla mancanza totale di diritti e la rivolta di rosarno come spesso accade la notizia lascia il dibattito molto presto con le promesse di regolarizzazione fatte dal governo il 27 aprile che però ancora attendono di essere mantenute alla fine cala il silenzio mediatico come se la vita i diritti e le sorti di quegli esseri umani abbiano smesso di essere importanti quando una notizia smette di essere in prima pagina anche le priorità delle soluzioni cambiano non cambiano i problemi il caporalato e la schiavitù continua non solo per chi si è ribellato ma per tanti altri stranieri sottoposti al giogo rosarno a distanza di sei mesi continua a ritrovarsi in molte altre zone uno è il caso di latina e dell agro pontino dove migliaia di schiavi giornalmente lavorano per 12 ore nei campi la paga oscilla tra i due e i quattro euro l ora anche se sulla busta paga quando esiste il compenso orario risulta di otto euro la differenza va restituita al caporale che ha comprato dal mercante di schiavi quell uomo alla cifra di duemila euro uomini relegati a merce senza l ombra di un diritto senza la speranza di nessuna garanzia i numeri contribuiscono a definire l orrore del fenomeno uno studio della flai cgil indica che in questa zona a fronte di undicimila aziende registrate e diecimila lavoratori regolarizzati esisterebbero trentamila aziende e nei periodi di punta sessantamila lavoratori sessantamila schiavi che vivono in condizione di povertà e degrado qualcuno riesce perfino ad avere una sorta di sistemazione al coperto sono gli indiani che provengono dal punjab vivono in case/magazzini di trenta metri quadri per un costo di 150 300 euro al mese facendo i conti una media di 100-150 ore di lavoro oltre alle altre esigenze di sopravvivenza i costi non finiscono qui in termini economici il costo più elevato é quello per la regolarizzazione della clandestinità ammonta intorno ai cinquemila euro e viene pagata al datore di lavoro in ore lavorative tanto costa presentare i documenti quando tutto il debito viene rimborsato solitamente il bracciante viene licenziato e sostituito con un nuovo irregolare oltre ai sacrifici al lavoro gratis e allo sfruttamento la perdita di qualsivoglia speranza soluzioni non ne sono previste queste esigenze non sono ritenute prioritarie e gli stranieri a cui spesso vengono rubati i documenti all arrivo non sapendo nemmeno la lingua si trovano impossibilitati a far valere i propri diritti nel frattempo la malavita è in aumento esponenziale per numeri e per ricchezza e così il numero di schiavi aumenterà in modo più che proporzionale moltiplicare le ispezioni a tappeto ed inasprire le pene per il reato di caporalato ridurrebbe di molto il fenomeno sebbene non lo estinguerebbe ma in italia dove il lavoro nero è del 90 nel meridione del 50 al centro e del 30 al nord né dal centrodestra né dal centrosinistra é stato mai previsto e realizzato uno strumento di contrasto all illegalità dei caporali e al lavoro nero in agricoltura la soluzione non c é perché non la si vuole trovare da rosarno all agro pontino la storia resta la stessa umanità invisibile sfruttata ridotta al degrado più totale e nessun impegno nel combattere illegalità e soprusi fino alla prossima mini rivolta che scandalizzerà buona parte degli abitanti di questo democratico paese laura scappaticci
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autostrada roma-latina impregilo comanda la polverini e matteoli obbediscono come abbiamo sempre denunciato oggi sono scesi in campo mettendoci la faccia i poteri forti il 30 giugno 2010 sul sole 24 ore venivano pubblicate ben due pagine sulla roma-latina la cordata impregilo pizzarotti e 12 imprese laziali capitanate dall acer ass.ne costruttori edili romani imponeva una spallata per sbloccare l iter in particolare i fondi del cipe detto e fatto la presidente polverini in occasione della riunione preparatoria della seduta del cipe del 22 luglio si faceva ricevere e nell esito della stessa veniva recepita la cosidetta informativa del ministro matteoli dalle dichiarazioni succedutesi sembra che ci sia un impegno di convocare a breve una nuova seduta del cipe che approvi la messa a disposizione delle risorse economiche a carico della collettività 40 ieri marrazzo per ammorbidirne l impatto devastante chiamava l autostrada super pontina nel solco del suo predecessore la polverini la chiama nuova pontina ma nulla di più falso e propagandistico saranno 53 km di opere pesanti di cui oltre il 50 fuori dall attuale area di sedime della pontina e la parte che vi si sovrapporrà verrà smantellata e ricostruita perché non conforme alle norme autostradali ma dove vanno a prendere le risorse pubbliche questi solerti amministratori tutte dalle tasche dei cittadini difatti i poveri pendolari pagheranno quattro volte fondi comunitari nuovi pedaggi autostradali 359 mln di euro già a disposizione dello stato e i pedaggi sull autostrada rm-lt con l apertura del centro commerciale euroma2 4.000 auto private con la costruzione di cinecittà word a castel romano tre mln di turisti l anno preventivati con l eventuale innesto sulla roma-fiumicino centinaia di tir e auto private dal sud e nord italia i pendolari che sono attualmente il 70 del traffico pontino verranno definitivamente immobilizzati e le file di oltre 30 km che proprio in questi giorni per l ennesima volta si sono determinate saranno la normalità quotidiana lor signori contrappongono l adeguamento in sicurezza di tutta la pontina con l autostrada essi fanno un mero esercizio strumentale difatti il nostro movimento chiede l adeguamento per salvare decine di vite umane che muoiono da decenni su questa strada killer che nessuna amministrazione regionale ribadiamo nessuna fino ad oggi ha provveduto a mettere in sicurezza invece l alternativa che proponiamo da venti anni è la costruzione della metropolitana leggera roma-pomezia-ardea e il miglioramento e potenziamento delle linee ferroviarie romas.palomba-latina e nettuno-campoleone nonostante il corridoio autostradale rm-lt venga denominato intermodale neanche un centesimo è stato stanziato per le tratte ferroviarie del pontino ed è di pochi giorni fa l ennesima protesta dei pendolari della nettuno-campoleone che con documentazione fotografica hanno certificato il disagio giornaliero di viaggiare su carri bestiami nessun amministratore della regione lazio continua a rispondere alle nostre due semplici domande che di seguito riproponiamo 5 dichiarazioni di gualtiero alunni portavoce del comitato no corridoio roma-latina 1 l autostrada eliminerà le interminabili file per l ingresso e l uscita a/da roma 2investendo sulla ferrovia si ridurranno i flussi di auto private e si elimineranno e/o drasticamente ridurranno le file e ovvio che noi pendolari ambientalisti e agricoltori ma chiunque ha a cuore il nostro territorio la qualità della vita e una soluzione sostenibile ed efficace risponde no al primo quesito e si al secondo e ancora storace marrazzo e la polverini all unisono hanno definito l opera strategica ma per chi non certo per i pendolari che per ripagare un opera inutile oltre alle file interminabili verseranno il pedaggio-beffa non certo per le attività produttive e le abitazioni che verranno espropriate devastate e chiuse non certo per l ambiente perché il grande parco di decima-malafede verrà sventrato quindi le comunità locali verranno danneggiate per riempire le tasce ai pochi strateghi della costruzione di mostri d asfalto e di cemento impregilo pizzarotti acer ligresti caltagirone benetton condotte erasmo cinque vianini se questa vergognosa opera verrà finanziata entro i 60 giorni dall approvazione il nostro comitato ricorrerà al tar e alla corte di giustizia europea nello stesso tempo verrà rilanciata l opposizione e la mobilitazione con ogni mezzo a nostra disposizione comitato no corridoio roma-latina firma on line http www.petitiononline.com/ppnoc1 il nostro blog http quartiereroma12.blogspot.com email nocorridoio@tiscali.it -
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monfalcone consulta stranieri un pateracchio annunciato siamo stati tra i pochi ad evidenziare che l elezione della consulta dei cittadini stranieri residenti a monfalcone con le regole decise dall amministrazione comunale su spinta e interesse primario del pd sarebbe stato un pateracchio buono solo ad alimentare la divisione tra le varie comunità e ingessare la dialettica tra di esse il risultato scaturito in questi giorni dal voto per la consulta infatti vede il prevalere di un paio di comunità su tutte le altre senza alcun bilanciamento che va addirittura oltre la nostra già pessimistica previsione.a monfalcone ci sono quasi una ventina di etnie estere residenti di cui una quindicina erano rappresentate nel coordinamento degli stranieri organo di autogoverno e rappresentanza dove tutti avevano cittadinanza oggi invece nella consulta sono appena la metà le comunità rappresentate segno che si è operato per ottenere un restringimento della rappresentatività del tutto ingiustificato e assolutamente negativo per l insieme dei cittadini stranieri qui residenti e quotidianamente sotto attacco da parte delle campagne allarmistiche securitarie e xenofobe orchestrate dalle destre locali in queste condizioni la consulta non serve a nulla ed anzi è un arretramento nella politica della coesione e della convivenza civile dell intero territorio alla luce di fatti l amministrazione dovrebbe ritornare sui suoi passi e far scegliere alle comunità degli stranieri un proprio livello di rappresentanza dove tutte abbiano la stessa dignità monfalcone luglio 2010 comunisti uniti monfalcone alessandro perrone 6 nasce comunisti uniti calabria continua dalla prima non cerchiamo scorciatoie organizzativistiche e rifiutiamo la contrapposizione tutti fuori o tutti dentro il prc e il pdci crediamo però che sia urgente costruire un cambiamento di rotta a partire dall apertura di sedi di dibattito e di iniziativa e dai loro meccanismi di funzionamento non chiediamo perciò a nessuno di uscire dai nostri rispettivi partiti o da altre organizzazioni coordinamenti o federazioni ma ci rivolgiamo a tutti i comunisti e alle comuniste per costruire insieme un collegamento dal basso sui territori prendendo consapevolezza che quanto oggi esiste non è sufficiente per rilanciare il nostro ruolo e per ricostruire un organizzazione unitaria ed efficace servono intenti comuni e piattaforme condivise da cui ripartire e su cui organizzarci di fronte alla crisi abbiamo bisogno di costruire una strada per un alternativa di sistema e non di mero governo delle cose presenti per questo compito immane non serve allora un ennesimo partitino ma è necessario andare tutti insieme verso la ricostruzione di un solo partito che sia comunista radicato nella società ed efficace nella lotta politica con questa nostra lettera intendiamo perciò rilanciare il progetto dei comunisti uniti anche nella nostra provincia dove siamo già in tanti ad avervi aderito per dotarci di uno strumento efficace nella lotta di classe e per il superamento della frammentazione costruiremo i comunisti uniti come un luogo di dibattito e di iniziativa politica condivisa una casa comune che abbia una sua autonomia di analisi e di proposta e sia capace di parlare a tutti i comunisti e alle comuniste indipendentemente dalla loro collocazione come un movimento trasversale i comunisti uniti comprenderanno allo stesso titolo compagni del prc del pdci delle altre organizzazioni e quelli privi di appartenenza sforzandosi di unire tutti quei compagni che anche da prospettive diverse si riconoscano in alcune semplici priorità nonostante alle elezioni europee abbiamo assistito alla prima creazione di una lista comunista e anticapitalista utilizzata anche alle ultime elezioni regionali che si poneva come alternativa al pd questo non ci ha consentito di ottenere una rappresentanza in seno al parlamento europeo secondo noi per le troppe lacerazioni interne in seno alle varie forze politiche che hanno consentito di comporre la suddetta lista per questo motivo ci rivolgiamo a tutti i comunisti sparsi per la nostra provincia di aderire all appello comunisti uniti per superare tutte le divisioni per costruire una sinistra forte attorno a un solo partito comunista senza unità dei comunisti non c è unità della sinistra l unità dei comunisti appartiene a voi donne e uomini liberi che volete far di nuovo sentire la vostra voce in questa provincia dove ancora nel 2010 si emigra nicola iozzo responsabile cu calabria alessandro de padova responsabile cu calabria
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7 continua dalla prima in questo strano paese che è l italia dove paradossalmente i poveri votano i ricchi e subiscono le loro impunità accade anche che in quella che fu la più grande azienda strategica italiana di telecomunicazioni prima del saccheggio dei capitani coraggiosi di dalemiana memoria e di quelli che sono venuti in seguito i dipendenti telecom pagano con i posti di lavoro persi e con gli stipendi ridimensionati le condizioni di vita agiata degli stessi che l hanno depredata banche assicurazioni immobiliari dirigenti un esempio l ultimo in ordine di tempo lo troviamo nella cessione del ramo d azienda degli oltre duemila informatici ad ssc azienda già con un bel conto in rosso insomma non propriamente l ideale per una operazione industriale degna di tale nome in questa operazione i lavoratori con mediamente vent anni di anzianità si sono ritrovati dalla sera alla mattina con una decurtazione sulla retribuzione di almeno tremila euro all anno avendo trovato nelle buste paga con il nuovo contratto di assunzione la non presenza né della quattordicesima e né del premio aziendale è di oggi la notizia che non bastasse nel corso degli incontri del 20 e 22 luglio sono stati chiesti anche 450 contratti di solidarietà insomma più e oltre un accanimento terapeutico è un vero insulto alla solidità delle vite e delle famiglie di questi lavoratori che hanno avuto il solo torto di trovarsi nel ramo aziendale sbagliato nel momento sbagliato questo per dire che è un errore macroscopico che i sindacati confederali di categoria slc-fisteluilcom continuino a prevedere scioperi e mobilitazioni separate come se le esternalizzazioni di qualcuno non riguardassero tutti mentre ci riguardano eccome serve subito senza riserve e ulteriori tentennamenti uno sciopero ed una manifestazione nazionale di tutto il gruppo telecom italia più gli esternalizzati gli appalti ed anche i call center soprattutto se vivono di monocommesse proprio da telecom italia come nella maggior parte dei casi in questo contesto ci appartengono anche la lotta dei lavoratori eutelia non di meno delle inchieste giudiziarie delle intercettazioni telefoniche di telecom italia e delle frodi carosello di telecom italia sparkle per questo chiunque lavoratori e oo.ss perseverasse nel non comprendere che il settore telecomunicazioni ed informatica deve prevedere senza esitazioni la ricomposizione di tutta la filiera dal punto di vista industriale e delle lotte commetterebbe un gravissimo errore e difficilmente troverebbe indulgenza nel considerarlo solo riconducibile a superficialità quanto piuttosto ad una complicità almeno nei fatti risultano tragiche infatti in questi giorni le dichiarazioni dei segretari nazionali confederali uil e cisl e del ministro sacconi che per esempio sulla vicenda fiat dichiarano che il clima è cambiato non siamo più negli anni 70 invitando contestualmente a non cadere nelle trappole della fiom a cui invece va senza dubbio la nostra più totale solidarietà e condivisione delle loro lotte immaginando ed auspicando una urgente trasversalità ed unità delle categorie in una grande ed unica risposta alla telecom una e pubblica dalla parte dei lavoratori in lotta crisi che subiscono ormai tutti i lavoratori pensiamo infatti che già con alitalia poi con la fiat transitando per telecom italia il padronato quando ha trovato la collaborazione dei sindacati così come era intesa proprio nel famigerato accordo di gennaio è riuscito a precarizzare chi aveva il tempo indeterminato a ridurre ingiustificatamente i salari con operazioni spregiudicate e ad espellere dalla produzione grandi quantità di precari che non vedranno mai una stabilizzazione nei fatti è già abrogato lo statuto dei lavoratori grande baluardo a difesa dei diritti del mondo del lavoro dipendente ispirato e ideato proprio da quelle fantastiche lotte degli anni 60 e 70 che qualcuno ancora teme ma che sono di nuovo dietro l angolo pomigliano insegna infatti che è ancora possibile alzare la testa e non saranno i cinque licenziamenti politici degli operai fiat di cui sosteniamo l immediata riassunzione a farci desistere dal replicare le loro lotte su altrettanti e più posti di lavoro come comunisti come delegati sindacali appartenenti al sindacalismo di base che in prima persona in questi anni,ha costruito sacche di resistenza contro le ingiustizie e contro i cedimenti della concertazione ma anche come delegati di quei pezzi della cgil che vogliono ancora stare dalla parte giusta la fiom ne è un ottimo esempio le nostre parole d ordine con forza e con convinzione che devono caratterizzarci e per le quali dobbiamo spendere le nostre energie nei posti di lavoro e nelle piazze non possono essere altro che neanche un solo posto deve essere perso per pagare la crisi provocata dai padroni neanche un lavoratore deve essere più esternalizzato anticipando nel tempo licenziamenti a gogò come è poi sempre avvenuto gli unici tagli che possiamo chiedere ed auspicare sono quelli alle offensive retribuzioni dei management che distruggono le aziende sfruttando spesso finanziamenti pubblici senza progettare né piani industriali seri e né buona occupazione saremo al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici di telecom italia condividendo le parole d ordine che debba tornare urgentemente una e pubblica e sotto il controllo dello stato anche per la tenuta del sistema democratico che vada restituita ai lavoratori perché se la sono abbondantemente ricomprata con i loro sacrifici e con i finanziamenti pubblici a sostegno dei vari efficientamenti che torni ad essere tecnologicamente innovativa e produttiva per la ricchezza nazionale del prodotto interno lordo dell intero paese che cessi la politica degli esuberi che affamano i dipendenti e le loro famiglie negando la continuità di uno stipendio e a slc-cgil fistel-cisl uil-uilcom che stanno trattando con l azienda e con il governo chiediamo di porre come prerequisito al tavolo il ritiro definitivo delle cessioni ad ssc degli informatici con il loro rientro in telecom senza condizioni e di tutti i licenziamenti annunciati ma anche il superamento della pregiudiziale contro la presenza delle organizzazioni sindacali di base negli incontri con la controparte con l ausilio delle scandalose quote del 33 delle rsu perché di fronte alla gravità della crisi dovrebbe essere definitivamente tramontato il tempo di recintarsi i propri privilegi nelle relazioni con la controparte il privilegio che va invece restituito ai lavoratori deve tornare ad essere quello della difesa e del mantenimento dei propri diritti anche attraverso la libertà di scegliersi le rappresentanze sindacali chi lotta può perdere chi non lotta ha già perso difenderemo con ogni mezzo il lavoro ed i salari per noi e per i nostri figli daniela cortese
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8 punti di vista oliviero la fds é fallita non fare come turati non irridere la necessità di un partito comunista il segretario del pdci conferma la sua contrarietà alla costituente comunista e l adesione alla federazione della sinistra ma la casa brucia e occorre una svolta radicale verso un solo partito comunista alternativo a centro-destra e centrosinistra abbiamo seguito via internet l intervento di oliviero diliberto alla direzione del pdci il segretario nazionale ci è parso sottotono poco convinto e quindi poco convincente ma due cose chiare le ha dette e bisogna prenderne atto ha irriso innanzitutto la costituente comunista perché a suo dire stante la contrarietà di rifondazione non ci sarebbero oltre al pdci altre forze comuniste organizzate aventi qualche consistenza con cui realizzare tale processo ma la costituente va realizzata con migliaia di simpatizzanti comunisti senza tessera molti dei quali non vanno neanche a votare perché sfiduciati dalla politica disastrosa portata avanti dal pdci e da rifondazione partiti questi ultimi ormai ridotti sul territorio a poche migliaia di militanti che non riescono neanche a comunicare tra loro essendo perlopiù saltati i canali organizzativi diliberto ha preteso di essere realista e noi vogliamo richiamarlo proprio alla realtà il pdci ha un peccato originale è nato per consentire che rimanesse in vita un governo di centro-sinistra diliberto non può chiedere ora a milioni di persone che hanno rifiutato questa scelta e le altre scelte governiste compiute negli anni dal suo partito regredendo nell area del non voto di tornare all ovile il pdci deve fare seria autocritica deve sciogliersi liberandosi così del peccato originale e aprire una fase costituente che coinvolga tutti i comunisti onesti con tessera senza tessera organizzati disorganizzati filippo turati al congresso socialista del 1919 irrise al movimento torinese dei consigli di fabbrica guidato da gramsci togliatti e terracini perché tale movimento pretendeva di fare la rivoluzione coinvolgendo anche i disorganizzati cioè gli operai che non erano iscritti né al sindacato né al partito socialista dimostrò così di non aver capito un esperienza di massa che coinvolse 150.000 lavoratori e conseguentemente quanto il vecchio partito riformista fosse lontano dalla realtà ci auguriamo che diliberto non commetta lo stesso errore in secondo luogo il segretario del pdci ha confermato l adesione del suo partito alla federazione della sinistra anche qui ha preteso di essere pragmatico e anche qui siamo costretti a richiamarlo alla vera realtà la federazione è ormai fallita deperisce ogni giorno di più proponendosi di appoggiare il partito democratico nell ambito di un poco credibile nuovo cln c è posto anche per fini è diventata una brutta copia di sinistra ecologia e libertà che la sta svuotando ed assorbendo progressivamente nessuno farebbe un sondaggio che accredita la caro diliberto non ci siamo federazione intorno all 1-1,5 se essa avesse una forza doppia perché rischierebbe di essere sbugiardato clamorosamente d altra parte l assenza della federazione sul territorio è visibile a chiunque in molti posti non è stato neanche possibile costituirla materialmente c è chi scappa verso vendola e chi per nulla interessato a portare al pd un gruzzoletto di voti per vincere e fare le stesse cose che sta facendo berlusconi nonché il pasok in grecia accresce ulteriormente l area della sfiducia e del non voto un sano realismo imporrebbe di dar vita ad un partito comunista veramente alternativo a centrodestra e centro-sinistra che si ricolleghi al malcontento diffuso nel paese e lotti per un cambiamento effettivo come sta facendo il kke nella vicina penisola ellenica altrimenti temiamo che non si vada da nessuna parte o meglio che si vada verso l autodissolvimento antonio catalfamo pdci federazione di messina in redazione marco beccari domenico calderoni lucia fano francesco fumarola nicola iozzo barbara maffione laura scappaticci per info scrivere a redazione@comunistiuniti.it
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