Il Dio malvagio, di Umberto Pagotto

 

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edu edizioni drawup www.edizionidrawup.it collana presagi

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collana presagi il dio malvagio di umberto pagotto proprietà letteraria riservata ©2012 edizioni drawup latina lt viale le corbusier 421 email redazione@edizionidrawup.it sito www.edizionidrawup.it progetto editoriale edizioni drawup direttore editoriale alessandro vizzino grafica di copertina rdm per edizioni drawup editing ciro pinto i diritti di riproduzione e traduzione sono riservati nessuna parte di questo libro può essere utilizzata riprodotta o diffusa con qualsiasi mezzo senza alcuna autorizzazione scritta i nomi delle persone e le vicende narrate non hanno alcun riferimento con la realtà isbn 978-88-98017-08-9

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umberto pagotto il dio malvagio

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a mia figlia nausicaa un opera che nessun libro potrà mai eguagliare

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nota dell autore backstage era ormai da tempo che pensavo di scrivere un romanzo ricordo infatti di aver cercato più volte un corso di scrittura creativa poi un bel giorno mi sono stufato di cercare e ho cominciato a scrivere pagina dopo pagina è uscito un romanzo a mio modesto parere affascinante dove ho messo me stesso i miei libri le mie passioni e naturalmente la mia immaginazione la storia narrata è stata creata appositamente e difficilmente ammetterà una seconda puntata ma mentre scrivo queste righe ho già in mente un altro racconto dal titolo il manufatto ripensando alla storia di questo romanzo mi scopro a sorridere come tutti prima o poi sono costretti a scoprire spesso le cose non vanno come ci si immagina il destino non è infatti soggetto nemmeno agli dei come afferma il protagonista di questo romanzo dovete sapere che inizialmente e con inizialmente intendo qualche anno fa pensavo di essere portato a scrivere racconti di fantascienza pura stile star wars per intenderci avevo anche in mente una storia di androidi poi invece ho scoperto che sono portato a giocare con le emozioni ci tengo a precisare che la mia passione per la fantascienza e la tecnologia rimane intatta ma più che puntare su vicende esterne alle persone come astronavi mostri alieni eccetera ho voluto puntare sui cambiamenti e le vicende interiori dei vari protagonisti ad esempio uno dei punti su cui ruota questo libro è il concetto di dio e questo pensiero vuole essere anche una sorta di tributo al romanzo imperatore dio di frank herbert e al suo dio spietato come leggerete il dio rnin ha il massimo impatto sull anima o sulla psiche se preferite delle persone e nel contempo ha ben poco a che fare con il mondo materiale ma non per questo è meno importante anzi per gli interessati diventa essenziale quanto l universo intero il dio che si incontra nelle pagine di questo manoscritto è un qualcosa di alieno perché troppo grande rispetto all uomo sono incontri dove l essere umano esce chiaramente sconfitto senza nessuna possibilità di contare più di un singolo granello di sabbia in una spiaggia sconfinata sono incontri dove le preghiere si rivelano semplicemente inutili perché inascoltate come dicevo all inizio nel libro ci sono anche le mie passioni come

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ad esempio la lettura e forse anche andando un po contro la struttura classica dei romanzi che si trovano normalmente in libreria ho voluto dare i riferimenti di tutto ciò che scrivevo nel senso che i libri sono spesso citati insieme all autore ho fatto questo perché personalmente se leggo di un libro che in qualche modo stuzzica il mio interesse trovo frustrante non riuscire a trovarne una copia soltanto per mancanza di dati in definitiva in questo romanzo ho messo tanto di me solo io so dove finisce la fantasia e dove inizia la realtà in effetti la filosofia che ho seguito è descritta appieno nella frase di michael connelly che recita meglio scrivere per se stessi e non avere pubblico che scrivere per il pubblico e non avere se stessi così ho scritto questo libro solo badando a ciò che avevo dentro e non a ciò che dovevo far vedere devo dire che scriverlo è stata un esperienza affascinate ho scoperto che nell atto della creazione l intensità di un emozione inventata è pari all intensità data da un ricordo di un emozione vera dato che il romanzo l ho concepito in un periodo della mia vita molto difficile e privo di emozioni devo ammettere che scriverlo è stato molto d aiuto per me è stato come vivere una seconda vita una vita intensa e appagante per quanto inventata ho anche scoperto che i personaggi di un libro sono dotati di un anima una specie di volontà propria a cui nemmeno l autore può sottrarsi poiché l autore non è un dio assoluto nei confronti delle proprie creazioni ma una sorta di dio greco che deve avere a che fare con il fato e con la personalità dei personaggi stessi l autore è come un pastore che guida un gregge di pecore in una data direzione senza avere un controllo reale sulla destinazione dei singoli capi per fare un esempio il romanzo ha inizio con un personaggio volgare e senza interessi che è stato per me difficile costruire dato che la sua anima non corrispondeva affatto alla mia mi ha tentato più volte l idea di modificare velocemente tale personaggio in qualcos altro ma mi sono reso conto che non era possibile ormai era stato creato con la sua anima e con la sua personalità era necessario fargli fare il suo corso alterarlo sarebbe stato come snaturarlo sarebbe stato come farlo diventare qualcosa di diverso uccidendo quello che c era prima dopo un po però quando lentamente il protagonista veniva mutato dagli eventi man mano che la trasformazione plasmava il nuovo fil per me è stato più facile scrivere il romanzo è a suo modo realistico i demoni che abitano l anima del

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protagonista come l ansia o semplicemente il lento disgregarsi della sua mente sono qualcosa che chi ha incontrato entità simili è in grado di confermare molto bene prima di finire volevo svelare un altra piccola curiosità la copertina l ho disegnata io stesso è ricavata dalla fotografia a cui mi sono ispirato per realizzare la descrizione di rnin nella discoteca quello è in tutto e per tutto l aspetto del dio per il protagonista la copertina di un libro è infatti importante quasi sempre è l unica immagine dell intero romanzo e quando nel bel mezzo della lettura se ne guardano i particolari e si scorgono delle incongruenze con le parole del testo se ne rimane in qualche maniera delusi pertanto finché mi sarà possibile cercherò di far sì che le copertine dei miei romanzi siano il più coerenti possibile con il contenuto dell opera ringraziandovi per il vostro interesse vi saluto e vi auguro buona lettura umberto pagotto

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capitolo 1 filippo il sole entrava dalla finestra della camera impietoso come un proiettile sparato da un cecchino e colpiva filippo in un punto imprecisato che stava fra le sue orecchie la testa gli sembrava sul punto di scoppiare la sbronza della sera prima doveva essere stata dannatamente bella peccato che fil non ricordasse nulla nemmeno che cosa avesse bevuto e soprattutto se avesse bevuto sebbene avesse gli occhi chiusi quella luce rossa che vedeva attraverso le palpebre era quasi insopportabile si fece forza e si alzò anche perché lo sapeva che la sveglia stava per suonare e la cosa non lo rallegrava affatto era decisamente meglio alzarsi subito e spegnerla piuttosto che subire una sorta di trapanazione del cranio in diretta da quel dannato arnese che la gente lui compreso aveva l abitudine di tenere con grande incoscienza sopra il comodino appena alzato guardò l oggetto infernale e disse non senza provare una fitta di dolore alla testa guarda bella che domani vado a comperare una radiosveglia e per te sarà la fine poi pensò che era la quinta o sesta volta che diceva o pensava una cosa simile ma alla fine nulla era accaduto c erano sempre altre cose da fare o peggio non c erano stati contanti da spendere così si diresse in bagno passando davanti alla porta della cucina si fermò un attimo sul tavolo c era una lattina di coca vuota e i resti di una pizza in effetti erano l unica cosa che ricordasse di aver mangiato e bevuto guardandoli pensò ma la sbronza allora dove cavolo l ho presa poi concluse che in effetti non era importante per fil poche erano le cose importanti oltre a divertirsi naturalmente il suo sport preferito era quello di rimanere al verde e se non si sbrigava ad andare al lavoro rischiava di rimanere al verde per un bel pezzo fil faceva l elettricista in una scassatissima ditta che lo veniva a recuperare davanti a casa con un furgone altrettanto scassato pieno di colleghi e attrezzi fece colazione ingollando un trancio rinsecchito di pizza avanzata e bevendo un caffè riscaldato al microonde molto simile al petrolio grezzo si lavò si vestì e si avviò giù per le scale il mal di testa andava scemando probabilmente il caffè stava facendo la sua azione scendendo verso la strada si accorse come fosse la prima volta di un raggio di sole che colpendo un chiodo sul muro creava un ombra lunghis11

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il dio malvagio sima dilatando la forma del chiodo come una lente ma solo verso un asse lasciando invariata la sua larghezza fil osservò questo fenomeno e si perse in un pensiero che cercava di indagare il fatto senza però concretizzarsi né in una domanda né tantomeno in una risposta nelle scale risuonò il rumore del clacson del furgone distogliendolo dai suoi pensieri ma in quel momento si sentiva strano era come se nella sua testa si fossero create nuove strade che i pensieri percorrevano per la prima volta ma ancora una volta decise che in effetti non era importante e salì sul furgone ciao filo niente ritardo oggi come mai era roberto a parlare un ragazzo magrissimo suo compagno di lavoro da tutti chiamato inspiegabilmente cec a quella domanda fil si seccò pensa ai cazzi tuoi che ne hai già abbastanza cec marco l autista senza girarsi intervenne sì cec lascialo stare per una volta che non dobbiamo aspettarlo e poi adesso dobbiamo stare attenti è diventato un killer professionista perciò dobbiamo trattarlo con rispetto fil che si era già messo comodo per dormire durante il tragitto si destò che cavolo stai dicendo marco rispose non lo sai quel vecchietto che ti è caduto davanti al parco È morto ieri sera in ambulanza me l ha detto ivo il paramedico ieri ci siamo trovati al mocambo per bere una birra mi ha detto che straparlava sembrava pazzo e poi è morto la mente di fil si destò del tutto aveva rimosso completamente il fatto dalla sua testa in effetti il giorno prima alle cinque del pomeriggio mentre facevano manutenzione ai lampioni del parco quel vecchietto gli si era parato davanti e gli aveva preso il polso con la sua mano rinsecchita e per quanto lui cercasse di staccarla la mano del vecchio sembrava un tutt uno con il suo braccio e pareva come di fuoco anzi gli ricordava quella scarica elettrica che lo aveva ustionato quasi sino all osso l anno prima gli avrebbe dato volentieri un pugno giusto in faccia ma quegli occhi il vecchio aveva degli occhi di ghiaccio sembravano quasi fatti di vetro e al tempo stesso erano tremendamente vivi erano gli occhi di un capo un capo forte e autoritario fil ne era rimasto come ipnotizzato in quel momento ricordava non era nemmeno riuscito a parlare poi tutto d un tratto quegli occhi erano spariti come fossero ricaduti dentro il vecchio e al suo posto c erano quelli pieni di paura di un bambino due occhi che avevano perso ogni ombra di 12

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umberto pagotto lucidità dopodiché la mano del vecchio si staccò dal suo braccio e l anziano cadde a terra come afflosciato in preda alle convulsioni ma ancora cosciente solo allora fil riuscì a parlare e chiamò i suoi compagni era stato proprio marco a chiamare l ambulanza mentre lui se n era stato a guardare inebetito la scena seduto sul marciapiede non l aveva detto a nessuno ma quasi non riusciva a muovere il braccio era come se l avesse infilato in un quadro elettrico con i fili scoperti e aveva una fitta alla testa tremenda comunque poco dopo che l ambulanza era andata via filippo cominciò a riprendersi e siccome era ora di andarsene salì sul furgone e partì con gli altri quella sera c era la partita di campionato così tutti avevano fretta e nessuno gli chiese più di tanto ma ora veniva a sapere che quel vecchio era morto la cosa stranamente lo turbò profondamente non sapeva perché ma la cosa era importante con la gola secca disse mi stai prendendo per il culo non raccontare stronzate ma marco replicò nessuna stronzata è la pura verità se non mi credi vai al mocambo becca ivo e chiediglielo fil sentì le gambe molli sì vai al mocambo così il coglione che sarei io paga l ingresso e ivo guarda caso non c è scordatelo non preoccuparti ivo è fisso al mocambo tutte le sere perché sta dietro alla cameriera la brunetta quella con il bel culo e le tette piccole e quando ti dico che ci sta dietro intendo che dieci a uno se l è fatta più di una volta sia davanti che dietro ah ah ok ok adesso piantala di dire stronzate ieri quel vecchio mi ha fatto prendere un colpo e se ha tirato le cuoia tanto peggio per lui io non gli ho fatto niente e fanculo ivo il mocambo e la sua morettina pompinara uuuh ci siamo alzati col piede sbagliato oggi scusa scusa scherzavo non dico più niente filippo si girò verso il finestrino e non parlò più per tutto il viaggio sentiva ancora la stretta del vecchio sul suo polso e se chiudeva le palpebre vedeva gli occhi del vecchio che lo fissavano pensò allora fanculo non è una cosa importante ma era un pensiero che gli suonava falso nella testa il lavoro scivolò via veloce dato che l attività di quel giorno era manuale tracce sul muro da fare e cavi da tirare a mezzogiorno andò a mangiare con carlo quello mentre mangia non 13

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