colline135

 

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fge s.r.l reg san giovanni 40 14053 canelli at trimestrale anno 35 n° 135

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im vviso a a ante port in ri etto il ostr un contributo per mantenere viva una voce cari lettori la rivista le colline di pavese è diventata negli anni la voce di questo territorio di cui sottolinea le peculiarità e le problematiche costituisce nel contempo un ponte ideale con i santostefanesi lontani e con i sempre più numerosi cultori pavesiani italiani e stranieri il legame indissolubile con questi ultimi è comprovato dalla rilevanza raggiunta dalle varie iniziative in memoria del grande scrittore e dall osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo il mantenimento e l ulteriore incremento delle attività in particolare la pubblicazione della rivista dipendono però dalle risorse sempre più ridotte a disposizione facciamo pertanto appello ad aderire al sodalizio mediante il versamento di una delle quote associative a fianco indicate o in alternativa di un piccolo contributo nella convinzione che tante piccole gocce fanno un grande fiume per continuare pertanto a ricevere la nostra testata chiediamo la cortesia di esprimere il consenso compilando la seguente scheda il cepam ringrazia per l attenzione e augura buona lettura il presidente luigi gatti restituire a mezzo posta oppure e-mail info@centropavesiano-cepam.it sì desidero ricevere le colline di pavese per l anno 2012 prego indirizzare la rivista a cognome indirizzo cap tel p.iva o cod fisc verso la quota di a mezzo 100 socio benemerito 50 socio sostenitore 30 socio ordinario altro città fax mail prov nome vaglia postale assegno circolare o bancario intestato a cepam versamento c/c postale nr 10614121 bonifico bancario presso ubi banca regionale europea iban it32y0690646840000000004317 acconsento al trattamento dei miei dati personali ai fini sopra indicati firma fabiano group srl via cesare battisti 19 12058 s stefano belbo cn trimestrale anno 35 n° 134

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anno 35 n 135 luglio 2012 nelle vigne di luciana barolo meinardi tesseramento 2012 iscriviti o rinnova la tua adesione per sostenere le varie iniziative del sodalizio e per contribuire a mantenere in vita la voce de le colline di pavese modalità versamento sul c/c n 10614121 o con vaglia postale intestato a cepam via cesare pavese 20 12058 s stefano belbo socio ordinario sostenitore benemerito u 30 u 50 u 100 via pavese 20 12058 s stefano belbo cn tel 0141/844942 aut trib alba n 376 del 29/4/78 direttore luigi gatti responsabile luigi sugliano redazione l bussetti calzato g brandone f penna f zampicinini foto lidia olivieri scaletta blasich tassa pagata taxe perçue abbonamento postale abbonement postel 14053 canelli fge s.rl concessionaria esclusiva per la pubblicità su questa rivista image advertising di piero carosso tel 0141 843908 fax 0141 840794 santo stefano belbo cn sommario 2 3 4 5 6 9 11 12 14 17 20 24 osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo uscito il dodicesimo volume pavesiano cesare pavese un greco del nostro tempo osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo pubblicato in olanda fuoco grande di gandolfo cascio la trilogia ha vinto il premio strega nel 1950 la bella estate di sandro angelo ruffini pavese è stato l antesignano della nostra epoca vivere stanca di luciano jolly dialettalismi alterazioni grammaticali termini rustici nella luna e i falò fa un sole su questi bricchi di franco lorizio davide laiolo centenario della nascita 1912-2012 poesia come arte di clizia orlando 40 14053 canelli at trimestrale fge s.r.l reg san giovanni anno 35 n° 135 a casa pavese un antologica dell artista 1909-1973 franco garelli scultore fra realtà e astrazione di gian giorgio massara intersezione di linguaggi quando la poesia incontra l arte a proposito di poesie di angelo mistrangelo di giovanna romanelli andar per mostre a torino cuneo e caselle itinerari artistici di angelo mistrangelo storia della meccanizzazione agricola la locomobile a vapore di franco zampicinini l angolo del racconto meravigliosa africa di luciana bussetti calzato nella casa di pavese l undicesima edizione premio letterario il vino nella letteratura nell arte nella musica e nel cinema di elena bartone 32 affrontare una grave patologia della vite mantenere un prezioso patrimonio agricolo i progetti pilota contro la flavescenza dorata una presa di coscienza da parte della comunità locale di paola gotta aurelio del vecchio italo aimasso 35 piante medicinali ed alimentari la lavanda di luciana bussetti calzato 36 come natura crea cirio conserva francesco cirio da nizza monferrato alla conquista del mondo di patrizia de abate 39 41 42 45 46 47 xi edizione del premio letterario il vino nella letteratura il tempo di ieri nel ricordo di oggi di angelica corino un centinaio le opere esposte la galleria sabauda ha una sede in palazzo reale di gian giorgio massara l angolo del racconto karima la fata del respiro di silvio garavoglia con gli acquarelli di gianna tuninetti i versi di chicca morone la stagione della luce di angelo mistrangelo occasioni di lettura il mercante di zucchero di adriana assini di letizia casella non per odiare ma per non dimenticare i ciliegi della speranza da una memoria del dott balbi e dell infermiere carlo di nani ponti

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osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo uscito il dodicesimo volume pavesiano cesare pavese un greco del nostro tempo l «osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo» coordinato da antonio catalfamo università di cassino avente sede nella casa natale di cesare pavese a santo stefano belbo cuneo è nato all interno del ce.pa.m centro pavesiano museo casa natale nel febbraio 2001 con il compito di monitorare il panorama letterario internazionale per individuare nuovi studi sull opera dello scrittore langarolo i risultati del monitoraggio erano stati resi noti sinora attraverso la pubblicazione a cadenza annuale di undici volumi di saggi internazionali di critica pavesiana all «osservatorio permanente» aderiscono come corrispondenti docenti universitari e critici di fama provenienti ormai da tutti i continenti esce ora puntualmente il dodicesimo volume il titolo cesare pavese un greco del nostro tempo merita una spiegazione mario untersteiner insigne filologo classico nel 1947 subito dopo la loro uscita recensì su «l educazione politica» i dialoghi con leucò pavesiani mettendo in risalto la componente razionale del mito quale emerge da quest opera ma non solo untersteiner evidenziò come pavese parlando degli dei in realtà parlasse degli uomini dei loro eterni problemi e del loro rapportarsi al mondo egli chiarì inoltre il motivo che aveva spinto lo scrittore piemontese a ricorrere al mondo classico per descrivere l eterna vicenda umana la cultura classica grazie alla sua profondità ed articolazione riesce a cogliere la complessità del reale a differenza di quella contemporanea lo stesso pavese che fra l altro in alcune lettere manifesta il suo entusiasmo per la recensione sopra citata conferma indirettamente l impostazione di untersteiner in un suo saggio intitolato cultura democratica e cultura americana lo scrittore contesta la cultura in pillole la cultura parcellizzata esclusivamente settoriale che rappresenta il prodotto della società americana assimilato anche dal nostro paese cesare pavese prospetta dunque un «uomo nuovo» che nel contempo ha radici antiche che affondano nel mondo greco classico nella sua cultura complessa che riesce a rappresentare perciò la complessità del reale senza semplificazioni e schematismi fuorvianti per questa sua visione ampia possiamo dire che pavese può essere considerato un «uomo greco del nostro tempo» che attinge cioè alla classicità greca in funzione del presente e del futuro per cogliere la realtà nella molteplicità delle sue sfaccettature e trasformarla È questo il filo conduttore del presente volume nel saggio d apertura di antonio catalfamo viene ripresa l interpretazione di mario untersteiner per verificare in che misura la sua visione razionale del mito greco quale emerge da uno studio di immenso valore come la fisiologia del mito sia presente nei dialoghi con leucò di cesare pavese eleonora cavallini docente di letteratura greca all università di bologna sede di ravenna propone un saggio che riguarda la traduzione dell inno omerico vii a dioniso effettuata da pavese marina beelke università di berlino ha proceduto ad un attenta analisi dell «antropologia» pavesiana dandoci anche lei una visione d insieme della personalità dello scrittore langarolo pure franco ferrarotti padre della sociologia italiana del secondo dopoguerra si oppone alle interpretazioni riduttive in particolare alla considerazione di pavese come un semplice «letterato» per quanto riguarda gli altri saggi pubblicati nel volume alberto borghini politecnico di torino fa un analisi intertestuale tra il prato dei morti di cesare pavese e l opera di goethe hanibal stanciulescu università di bucarest analizza le radici tribali della trilogia pavesiana la bella estate lo scrittore portoghese josé manuel de vasconcelos si sofferma sul rapporto tra l opera di pavese e il movimento neorealista josé abad università di granada andrea ragusa universidade nova de lisboa serghej prokopovitch scuola di studi superiori sull economia di mosca e nra pálmai università di szeged si occupano della presenza di pavese rispettivamente in spagna portogallo russia e ungheria 2

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osservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo pubblicato in olanda fuoco grande di gandolfo cascio nel 1959 esce nella collana «i coralli» di einaudi un inedito di cesare pavese scritto a quattro mani con bianca garufi la scrittrice cui sono dedicati i dialoghi con leucò fuoco grande i quaderni del manoscritto risalgono agli anni quaranta e a questi vanno aggiunte le lettere che i due scrittori si spedirono durante la stesura con commenti e suggerimenti e che rappresentano un documento importante sia per i filologi che per i biografi la storia gira attorno a un segreto che riporta al passato di silvia e alla sua famiglia che vive a maratea e di cui si avrà la rivelazione solo alla fine considerata l incompiutezza del romanzo si ferma all undicesimo capitolo è impossibile dare un giudizio sicuro sulla struttura narrativa ma quello che è interessante nell economia del testo è la narrazione che è svolta a capitoli alterni difatti i capitoli dispari sono scritti da pavese e narrano la storia come l ha percepita giovanni il protagonista maschile mentre gli altri sono stesi dalla mano della garufi e intendono dare il punto di vista dei fatti così come li esperisce silvia grazie a questo procedimento si viene a capire come la realtà degli avvenimenti che pure sono gli stessi siano vissuti e percepiti in modo diverso per le differenze di coinvolgimento emotivo di genere di sensibilità di cultura che contraddistinguono i due narratori sia quelli reali che quelli fittivi della storia il romanzo è adesso disponibile in versione olandese col titolo het grote vuur e completa in tal modo il lavoro della traduzione delle opere narrative pavesiane nei paesi bassi per mantenere la dualità della voce e dello stile del testo fonte anche la traduzione è approntata a due voci questo sforzo pare abbia giovato alla comprensione e alla resa del dettato linguistico e probabilmente spiega il successo del volumetto che è già alla seconda edizione cesare pavese e bianca garufi het grote vuur traduzione di evalien rauws e luc de rooy con una postfazione di alejandro zambra amsterdam karaat 2012 pp.139 16,90 centro pavesiano museo casa natale il ce.pa.m è una associazione senza fini di lucro con sede nella casa natale dello scrittore cesare pavese costituito nel 1976 ha tra i suoi compiti statutari prioritari la promozione e lo sviluppo culturale e socio-economico del territorio le attivitÀ · pubblica la rivista le colline di pavese · organizza il premio pavese letterario di pittura e di scultura · promuove losservatorio permanente sugli studi pavesiani nel mondo · cura lallestimento di mostre personali e collettive di pittura scultura e fotografia · pubblica i quaderni del ce.pa.m ad integrazione delle tematiche trattate su le colline di pavese · organizza il premio letterario il vino nella letteratura · nellarte nella musica e nel cinema e la collettiva darte dioniso a zonzo tra vigne e cantine organizza il moscato dasti nuovo in festa 8 dicembre una manifestazione legata strettamente alleconomia del territorio ce.pa.m · via c pavese 20 · 12058 s stefano belbo cn telefax 0141 84.09.90 www.centropavesiano-cepam.it e mail info@centropavesiano-cepam.it 3

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la trilogia ha vinto il premio strega nel 1950 la bella estate di sandro angelo ruffini al filone simbolico appartiene la bella estate romanzo a cui pavese si dedicò nella primavera del 1940 e con il quale vinse nel giugno del 1950 il premio strega e che fa parte di una trilogia più ampia comprendente altre due opere successive il diavolo sulle colline del 1948 e tra donne sole del 1949 alla stessa intera trilogia pubblicata solo nel 1949 a torino dall einaudi l autore diede il titolo la bella estate pavese vi interpreta le paure di un adolescente ginia che lavora presso una sartoria e vive l incerto e tribolato passaggio alla maturità È questa la storia di un amicizia tra due donne ginia e amelia caratterialmente differenti l una timida e riservata l altra eccentrica e sicura di sé un giorno amelia confessa all amica di posare per un pittore guido e la introduce in questo mondo di artisti e bohémien dove ginia ancora fresca e ingenua sembra smarrirsi provando del comprensibile pudore ma la ragazza inizialmente perplessa presto si innamora di guido e fa in modo di posare nuda in una tela senza avvedersi della presenza nello studio di rodriguez un giovane frequentatore del gruppo che all improvviso scostando la tenda le si materializza di fronte in prima stesura il romanzo venne intitolato la tenda ginia presa da profonda vergogna e rammarico scappa via sconcerta in un momento di intimità tra le due giovani amelia rivela di essere innamorata dell amica ma anche di essere affetta dalla sifilide malattia contratta dal rapporto con un altra donna mentre ginia tutta presa dal puro sentimento per guido viene trattata con irriguardosa superficialità dall amico che preferisce le frequentazioni dei suoi compagni di comitiva le ambientazioni del romanzo sono quelle di una città triste e desolata spesso caratterizzata da strade nebbiose e buie e intrise di solitudine sono cioè le vie che hanno dominato l intera esistenza di pavese lugubri e sgomente che hanno condotto l autore ad uno stato di profonda inquietudine e al conseguente smarrimento anche in quest opera attenzione rilevante è rivolta alle figure femminili che risultano dominare la scena come se pavese avvertisse il bisogno di scrollarsi di dosso il peso di quel misoginismo che lo aveva assillato in altre occasioni o ancor più per quel senso di perenne turbamento emerso dopo tutte le difficili relazioni con il sesso debole nel testo vengono toccati inoltre con schiettezza temi scottanti quali il lesbismo e l iniziazione alla vita adulta con il relativo venir meno delle illusioni giovanili amelia dunque che rappresenta la morte perfida ed ammiccante alla fine coinvolgerà l amica ginia fino al superamento dei suoi illusori sogni ancora una prova letteraria rilevante per pavese con il relativo successo di critica e la conseguente consacrazione nel panorama artistico internazionale che non servirà a dissuaderlo comunque dal gesto di ultima e sconcertante estrema disperazione 4

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pavese è stato l antesignano della nostra epoca vivere stanca di luciano jolly la crisi incalza sta diventando permanente non è una di quelle belle crisi cicliche di una volta come nel 1929 quando era sufficiente una guerra mondiale e un sistema di campi di concentramento per ripartire distruggere tutto e poi hoplà ricostruire per la felicità dei consumatori la malora è di nuovo dietro l angolo ritornano i tempi di fenoglio e di pavese sarà opportuno per esempio dare un occhiata ai titoli scelti da pavese per le sue opere cominciamo dal primo romanzo il carcere anche se questo verrà pubblicato posteriormente a paesi tuoi È il racconto del confino che cesare dovette subire dal regime fascista per un equivoco il tono del romanzo è quello della chiusura e dell impossibilità il confino non è prigione si può girare per il paese andare al bar perfino avere un amante tuttavia i movimenti sono limitati c è un controllo e il senso generale rimane quello dell impossibilità a sviluppare la propria esistenza e e il destino che vi è legato immagino che un giovane disoccupato o un precario dei nostri tempi debbano sentirsi in questo stato d animo la prima opera poetica adulta di pavese porta il titolo di lavorare stanca il titolo non va inteso nel senso ovvio che l attività lavorativa porta stanchezza sarebbe troppo banale e non degno di un grande scrittore come pavese no il senso è più nascosto come tante cose nella sua opera allude al lavoro di vivere agli sforzi immani per dare un senso compiuto alla propria esistenza e come dice montale trovare il bandolo della matassa milioni di persone campano senza un idea precisa di quale sia il loro scopo sulla terra aldilà del mangiare e del puro riprodursi qui si apre un grande capitolo che riguarda gran parte della letteratura europea del `900 molti grandi scrittori tra i quali camus sartre kafka e beckett hanno intuito che la vita dell era moderna era confinata nella cornice dell assurdo essi hanno in comune con pavese qualcosa di profondo che attiene la loro nascita e che l avanguardia scientifica ha scoperto ma l ottusità e il dogmatismo della scienza ufficiale anche quella filologica rifiuta di riconoscere in tempi più recenti un altro filosofo cristiano karlfried dürckheim ha insistito che uno dei compiti più urgenti è la ricerca del significato del senso da attribuire alla nostra esistenza È esattamente quello che pavese ha tentato di fare senza riuscirci nel mestiere di vivere questo titolo ci suggerisce che l esistenza umana è un peso un dovere un lavoro che si deve compiere per necessità dal quale sono assenti gioia e soddisfazione egli nel diario accenna sovente ad un sentimento di tedio che è dominante nella sua vita secondo le ricerche di stanislav grof il tedio si genera in una fase del parto in cui si attende l espulsione del feto che però non avviene c è stasi immobilità inazione al contrario blaise pascal nei pensieri aveva fatto del tedio il punto di partenza per una ricerca sul significato della propria esistenza in contrapposizione al divertissement alla distrazione da questo compito fondamentale quando l uomo si annoia pensa pascal è riportato alla sua problematicità ed è costretto a riflettervi anche antonio gramsci ha dato un giudizio su questo sentimento la noia la terribile noia che viene dalla solitudine e dal vedere sempre le stesse cose e dal fare sempre gli stessi atti ma pavese era obbligato dal proprio destino a soggiacere al tedio È la medesima sorte che toccherà a milioni di giovani rimasti senza lavoro ­ senza mestiere ­ e ai quali è precluso ogni cambiamento di vita pavese è stato suo malgrado l antesignano dell epoca storica che si annuncia 5

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dialettalismi alterazioni grammaticali termini rustici nella luna e i falò fa un sole su questi bricchi di franco lorizio fa un sole su questi bricchi un riverbero di grillaia e di tufi che mi ero dimenticato 1 è l esordio del capitolo quinto della luna e i falò il lettore che s imbatte per la prima volta in questa frase o in altre consimili prova sicuramente un senso di disagio dovuto a un obiettiva difficoltà di decodificazione semantica il linguaggio pavesiano non sempre è lineare nell intento di creare un suo personalissimo slang letterario lo scrittore elaborò un idioletto in cui rifluivano ­ amalgamandosi ­ termini dialettali anglismi vocaboli desunti dal mondo contadino costruzioni sintattiche plasmate sul piemontese pavese pur non perseguendo alcun modello linguistico definito ebbe come riferimento stabile alcuni scrittori nordamericani sinclair lewis ­ maledettamente gergale ­ o sherwood anderson creatore di innumerevoli espressioni in slang che avevano avvertito l esigenza di ricreare il linguaggio letterario attraverso il distacco dalla lingua standard e l adozione dello slang un idioma gergale che si discostava tanto dal dialetto quanto dalla lingua nazionale risolvendosi in un nuovo vitale ordine linguistico l interesse dello scrittore al riguardo è testimoniato soprattutto dalle lettere inviate ad antonio chiuminatto l amico americano tra la fine degli anni venti e l inizio degli anni trenta il 29 novembre 1929 pavese scriveva ricorda le nostre lezioni di slang vorrebbe essere così gentile da cercarmi se esiste negli us un libro ­ dizionario trattato o qualsiasi cosa sia ­ sul linguaggio americano moderno che mi metta in grado di comprendere meglio i vostri scrittori contemporanei sono pieni di slang modi di dire non so cosa quindi per metà incomprensibili se non la disturba vorrei accludere alle mie lettere una lista di parole e frasi prese da scrittori contemporanei che i nostri dizionari non spiegano e lei potrebbe restituirmele con le sue abituali e così interessanti spiegazioni 2 il 12 gennaio 1930 in un altra lettera a chiuminatto pavese ne rettificava alcune affermazioni enucleando il proprio pensiero riguardo allo slang lei parla sempre dello slang come di una speciale lingua o dialetto che esiste di per sé ed è parlato solo in certe occasioni o posti e così via ora io credo lo slang non è una lingua distinta dall inglese come per esempio il piemontese dal toscano cosicché una parola o una frase può essere definita appartenente all uno o all altro lei dice questa parola è slang e quest altra è classica ma lo slang è forse altra cosa che il tronco delle nuove parole ed espressioni inglesi continua mente formate dalla gente che vive come le lingue di tutti i tempi voglio dire non c è una linea che possa essere tracciata tra le parole inglesi e quelle dello slang come tra due lingue diverse parlate abitualmente da genti diverse e solo in alcuni casi usate insieme la mia conclusione è dunque che non ci siano uno slang e una lingua classica ma che ci sia una lingua americana formata da una mistura dei due perfettamente fusa 3 la riflessione sulla lingua assunse in quegli anni un rilievo preminente l 11 ottobre 1935 pavese annotava sul diario non è letteratura dialettale la mia ­ tanto lottai d istinto e di ragione contro il dialettismo non vuole essere bozzettistica ­ e pagai d esperienza ­ cerca di nutrirsi di tutto il miglior succo nazionale e tradizionale tenta di tenere gli occhi aperti su tutto il mondo ed è stata particolarmente sensibile ai tentativi e ai risultati nordamericani dove mi parve di scoprire un tempo analogo travaglio di formazione 4 uno degli esiti più alti dell incessante lavorio stilistico-linguistico condotto da pavese è la luna e i falò il romanzo del ritorno presenta una notevole ricchezza linguistica comprendendo un amplissima gamma di vocaboli registri costrutti sintattici esso costituisce un esempio compiuto e originale di slang libero tuttavia da costrizioni dialettistiche e bozzettistiche le espressioni ricavate dal dialetto non servono a conferire colore o naturalismo al ritmo narrativo sono bensì elementi costitutivi del magma linguistico che connota il linguaggio pavesiano nella circostanza mi sono limitato ad analizzare alcuni aspetti lessicali della luna e i falò dialettalismi alterazioni vocaboli agricoli ho tralasciato a malincuore ­ la ricerca avrebbe assunto dimensioni troppo ampie per un articolo ­ le caratteristiche sintattiche la prima constatazione che emerge da un attenta lettura dell opera è la presenza di termini ­ numericamente esigui ma comunque significativi ­ in dialetto piemontese o desunti da esso bricco busa cavagno censa gerbido grottino lea ramulivo venturino altri vocaboli come galaverna luglienga mèliga sono ascrivibili all area settentrionale in senso lato il sostantivo bricco nel romanzo compare quattro volte sempre al plurale fa un sole su questi bricchi d estate andava per bricchi sui pianori dei bricchi rintronavano fucilate le poche volte che non scappava sui bricchi 5 il vocabolo è una forma italianizzata del piemontese brich6 altura scoscesa collina in italiano è raramente usato bricca il vocabolo celtico bri ha il medesimo significato di 6

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dialettalismi alterazioni grammaticali termini rustici nella luna e i falò collina 7 a conferma della persistenza di tale sostrato linguistico nel piemontese la tribù celtico-ligure degli statielli s insediò in epoca pre-romana nella zona di acqui terme nella valle del bormida dell orba e forse nella valle del belbo busa fa registrare una sola ricorrenza volevano che [cinto invece di fermarsi dal piola tornasse a casa con l erba con pannocchie di meliga con pelli di coniglio con buse 8 il vocabolo büsa in dialetto piemontese significa sterco bovino 9 deriva dal latino medievale busasm10 letame attestato negli statuti di torino del 1360 codice della catena item quod nulla voleria vel alia persona ponat busasum stercora in via publica 11 il vocabolo trova riscontro nel francese bouse anche cavagno cesta di vimini canestro è un piemontesismo12 deriva dal latino cavaneus aggettivo di cavus vuoto dentro 13 pavese lo usa per tre volte mi ci hanno portato in un cavagno da vendemmia due povere donne non potrà mai dare di zappa o portare i cavagni nei giorni che noialtri preparavamo cavagni e bigonce 14 il sostantivo dialettale censa ­ tabaccheria ­ ricorre in una sola occasione mi vide davanti alla censa che guardavo le cartoline deriva dal latino census appalto e non sembra trovare ampia diffusione in ambito regionale il lemma non è presente nello storico vocabolario piemontese-italiano di michele ponza16 così come in altri dizionari consimili più recenti compare invece nella raccolta ed origine di vocaboli tipici delle valli monregalesi di sergio piazzo18 cosa che potrebbe far pensare a un uso circoscritto al piemonte meridionale anche gerbido terreno non coltivato è voce piemontese forse di origine preromana ricorre due volte lasciavano in gerbido una parte dei beni per andarci a caccia l indomani trovi il letto dei falò sulle strade per le rive nei gerbidi 19 il significato del vocabolo grottino è spiegato nello stesso passo della luna e i falò dove fa la sua unica apparizione nei tufi sopra le vigne vidi il primo grottino una di quelle cavernette dove si tengono le zappe oppure se fanno sorgente c è nell ombra sull acqua il capelvenere 20 esso è una italianizzazione del piemontese crutin ossia piccola crota it grotta cantinola per stagionare il formaggio il sostantivo è pervenuto attraverso il latino crypta luogo sotterraneo dal greco a sua volta derivato dal verbo nascondo molto interessanti sono anche le citazioni di lea viale alberato derivato dal dal francese allée i platani visti da sotto non erano più un boschetto ma ognuno faceva lea da solo andavamo come due frati sotto la lea del paese la collina di gaminella non si vede dalla lea 21 ramulivo sotto il quadro della madonna e il ramulivo 22 è un termine che rimanda alla devozione religiosa e indica il ramoscello di ulivo che benedetto nella liturgia della domenica delle palme viene esposto in casa in segno di benedizione nel latino medievale la locuzione in ramis ulivarum indicava la parte della chiesa dove si collocava l ulivo benedetto in alcune aree del piemonte è presente la variante femminile ramuliva che designa anche la domenica delle palme.23 ultimo vocabolo regionale da prendere in considerazione è venturino quando giravo con la musica dappertutto davanti alle cucine si trovava l idiota il deficiente il venturino 24 tale voce è dedotta dal piemontese venturin figlio della ventura o della sorte quindi trovatello 25 il sostantivo nel romanzo pavesiano è rilevabile una sola volta in quanto l autore normalmente preferisce usare il sinonimo spregiativo bastardo di maggiore effetto espressivo nella luna e i falò ricorrono altri termini non tipicamente piemontesi bensì variamente diffusi nell area italiana settentrionale galaverna luglienga mèliga con la variante peggiorativa meligacce quei mucchi neri bagnati di foglie e di meligacce 26 i primi due termini compaiono una sola volta non si poteva neanche andare nella riva tant acqua e galaverna che c era raccoglievano l uva luglienga 27 galaverna ­ di etimologia incerta28 ­ significa brina nevischio gelato luglienga è un aggettivo che designa l uva bianca precoce e dolce che matura a fine luglio detta perciò anche di sant anna per quanto riguarda mèliga ho contato otto ricorrenze nel romanzo una stoppia di meliga diedi un occhiata sotto il portico dietro al fico alle melighe la costa [era una meliga bassa aiutavamo a far le noci la meliga tante carrate di grano tante di meliga pannocchie di meliga seduti sul lungo mucchio della meliga traversavano i beni le melighe i prati 29 nel nord-italia il sostantivo è sinonimo di mais e conosce le varianti mèlega mèlga melia piemontese nel romanzo pavesiano s incontrano frequentemente oltre settanta ricorrenze vocaboli non dialettali sostantivi o verbi afferenti al mondo contadino essi possono essere così classificati ­ oggetti da lavoro aratro battitrice bigoncia carriola crivello falce martinicca rampino roncola trebbiatrice vanghe vomeri zappa ­ attività lavorative fienagioni mietere potare roncare sfogliatura strigliare vendemmia ­ vocaboli relativi al mondo vegetale o animale beverone bri 7

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dialettalismi alterazioni grammaticali termini rustici nella luna e i falò glie canniccio capitozzo covoni crine filari rovi pannocchie sarmento stoppie strame stallatico e il denominale stallavano ­ tipologie di terreni coltivi conca grillaia pianori proda riva ­ strutture rurali fienile stalla ­ misure agricole carrate forcata ­ piante capelvenere freddoline gaggie ­ concimi o antiparassitari solfato verderame zolfo alcuni dei suddetti vocaboli risultano di uso comune altri sono meno noti al di fuori del loro ambito battitrice p.137 trebbiatrice beverone p 82 bevanda d acqua con farina e semola per bestie bigoncia p.53 recipiente per viticoltura canniccio p 108 stuoia di canne capelvenere p 170 felce capitozzo p 33 albero tagliato di netto carrate p 81 misura corrispondente alla capacità di un carro coltivi pp 50 e 86 terreni coltivati crivello p 148 setaccio con telaio e rete metallica fienagioni p.24 falciatura e raccolta del fieno forcata p 82 quantità di paglia o fieno presa con la forca freddoline p 151 piante bulbose gaggìe pp 86 152 175 177 acacie grillaia p 24 campo arido martinicca pp 52 e 142 freno a ceppi proda p 89 orlo di un terreno rampino p 102 attrezzo metallico a uncino riva p 168 terreno in pendio sarmento pp 11e 176 tralci secchi stallatico p 11 letame stallare p 82 defecare detto di animali strame pp 82 e 105 erbe secche per lettiera di animali a conclusione di questo excursus sul linguaggio della luna e i falò aggiungo i risultati di una ricerca sui sostantivi alterati presenti nel romanzo ho rilevato 124 ricorrenze così suddivisibili ­ diminutivi 60 ­ accrescitivi 35 ­ accrescitivi attenuati 22 ­ dispregiativi 6 ­ vezzeggiativi 1 i termini più ricorrenti sono stradone accr 17 volte giovanotto e casotto accr atten 9 volte ciscuno tali osservazioni non sono prive di significato se consideriamo ad esempio l importanza nell economia del romanzo dello stradone che conduce a canelli via nella quale sorgono la mora il nido il salto e la casa di nuto o del casotto di gaminella un ultima notazione riguarda la presenza dei vocaboli triviali se ne riscontrano tre ricorrenze in tutto il romanzo al vostro posto ­ gli dissi ­ andrei a chiedergli una messa per i morti impiccati se rifiuta lo smerdate davanti al paese il sor matteo diede la colpa alla matrigna ai fannulloni alla razza puttana delle donne dopo la storia di silvia tutti dicevano che le ragazze della mora erano state puttane l analisi linguistica della luna e i falò attesta una volta di più ­ la coesistenza di elementi eterogenei in un perfetto equilibrio tenacemente perseguito tale sintesi è il frutto di un incessante e frenetica attività di vaglio assimilazione e rielaborazione dei linguaggi letterari tradizionali dello slang narrativo americano del patrimonio lessicale e sintattico del dialetto quel piemontese della langa ­ lingua del ritorno ­ viepiù rinverdito dalla viva voce dell amico santostefanese pinolo nelle conversazioni sugli argomenti prediletti il paese e la campagna le suonate e le bevute di un tempo le ferite aperte dalla guerra le ingiustizie sociali la luna i falò note 1 cesare pavese la luna e i falò milano mondadori 1970 p.24 2 cesare pavese vita attraverso le lettere a cura di lorenzo mondo torino einaudi 2004 pp 68-69 traduzione di italo calvino 3 ivi pag 78 4 cesare pavese il mestiere di vivere torino einaudi 1976 p 13 5 cesare pavese la luna e i falò cit pp 24,107,123,136 6 v voci bricco e bricca in ottorino pianigiani vocabolario etimologico della lingua italiana versione web www.etimo.it 7 cfr http www.valmerwolf.com/doc/guide/glossario.htm 8 cesare pavese la luna e i falò cit pag 87 9 sergio piazzo raccolta ed origine di vocaboli tipici delle valli monregalesi in www.ars2000.it/piemont.htm 10 v voce busasm in pierre carpentier charles du fresne du cange glossarium novum ad scriptores medii aevi cum latinos tum gallicos seu supplementum ad auctiorem glossarii cangiani editionem parigi le breton 1766 volume 1 versione web in http books.google.it 11 stat taurini ann 1360 cap 81 ex cod reg 4622 cit alla voce busasm di cui alla nota precedente 12 v http www.piemunteis.it e http www.piemonteis.com 13 voce cavagno in ottorino pianigiani vocabolario etimologico della lingua italiana cit 14 cesare pavese la luna e i falò cit pp 1 48 119 15 cesare pavese la luna e i falò cit p 94 16 pinerolo 1860 17 il dizionario online piemontese-italiano di cui al sito http www.piemunteis.it riporta come traduzione di censa la parola tassa tabaccaio è reso con tabachin un altro dizionario online http www.piemonteis.com ­ ignora il vocabolo anch esso indica tabachin come corrispondente piemontese di tabaccaio 18 www.ars2000.it/piemont.htm 19 cesare pavese la luna e i falò cit pp 43 47 20 ivi p.170 21 ivi pp 130 140 144 22 ivi p.39 23 v voce relativa in http www.treccani.it vocabolario treccani online 24 cesare pavese la luna e i falò cit pag 10 25 v vocabolario piemontese-italiano italiano-piemontese di giuseppe gavuzzi 189196 dissionari piemontèis di gianfranco gribaudo 1972-75 grande dizionario della lingua italiana fondato da salvatore battaglia direttore scientifico giorgio bàrberi squarotti torino utet 1961 2002 l analisi del vocabolo venturino è stata condotta sulla base delle indicazioni e dei riferimenti bibliografici fornitimi dalla redazione consulenza linguistica dell accademia della crusca alla quale naturalmente va il mio ringraziamento 26 cesare pavese la luna e i falò cit p 107 27 ivi pp 33 119 28 secondo il vocabolario etimologico della lingua italiana di ottorino pianigiani voce calaverno-a il vocabolo deriverebbe dal latino quilum e verno 29 cesare pavese la luna e i falò cit pp 5 28 30 77 81 87 91 127 30 ivi pp 66 154 159 8

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davide laiolo centenario della nascita 1912-2012 poesia come arte di clizia orlando le sale del castello di costigliole d asti ospitano fino al 31 agosto la mostra poesia come arte rassegna che si propone di ripercorre nel succedersi dei versi la raffinata e profonda sensibilità poetica di davide laiolo scrittore e giornalista astigiano l iniziativa s inserisce nell ambito del ricco calendario di appuntamenti che quest anno fanno da corollario al centenario della nascita del poliedrico intellettuale dagli itinerari letterari a vinchio al convegno organizzato il 4 ottobre dall ordine dei giornalisti al circolo della stampa di torino dal ricordo di davide laiolo ulisse parlamentare a roma alla camera dei deputati al convegno la federazione milanese del pci rotture e continuità di un esperimento politico in collaborazione con la fondazione elio quercioli che il 16 novembre chiuderà il programma l allestimento accoglie dipinti e sculture di una trentina di artisti che presenteranno un opera liberamente ispirata alle poesie di ulisse soprannome di laiolo partigiano tratte dal volume quadrati di fatica ­ poesie 1936-1984 liriche inedite pubblicato nel 2004 e corredato da tavole grafiche di eugenio guglielminetti l evento organizzato da claudio cerrato è accompagnato da una pubblicazione che si propone di illustrare come il variegato registro di appunti lirici abbia ispirato la dialettica espressiva di significativi protagonisti dell arte contemporanea l idea di una mostra ­ spiega laurana laiolo ­ in cui si possano coniugare le poesie di lajolo con le opere d arte proviene dalla volontà di ricordare quanto lajolo amasse la pittura e la scultura il dialogo tra la poesia e l arte come sublime creatività dell essenza dell uomo e ancora la figlia dello scrittore ricorda come nel diario ventiquattro anni tratteggiasse il suo rapporto con gli amici pittori e scultori gli artisti sono persone che mi attraggono le virtù e i difetti si disperdono nell incanto che sanno creare È difficile spiegare quello che senti davanti a un dipinto o a una scultura la fantasia dell artista investe la tua la scuote la fa vibrare diventi artista a tua volta l intima corrispondenza tra sussulti lirici intensità cromatiche e riflessioni plastiche è stata suggellata da laiolo nel suo ultimo impegno letterario gli uomini dell arcobaleno libro dedicato agli amici artisti dove nitida affiora la caratterizzazione di questi compagni di viaggio nella loro profonda umanità così come ha fatto ­ aggiunge laurana laiolo ­ nelle davide laiolo molte presentazioni di mostre e cataloghi andando al di là della critica d arte per impegnarsi in un dialogo tra parole e colori in cui arte e poesia si intersecavano nelle emozioni dei sentimenti e nella ricerca delle radici originarie dell artista partendo da tali presupposti di partecipazione ad un sentimento del vivere corredato da un indiscusso talento creativo è stata individuata una rosa di artisti che potessero rivisitare nella declinazione del proprio linguaggio pensieri affetti paesaggi affidati dallo scrittore alla sussurrata intensità della parola negli spazi al piano nobile del castello sono ospitate le opere di nino aimone mirko andreoli guido annunziata ermanno barovero paolo bernardi massimo bertolini giovanni buoso francesco casorati stefano ciaponi silvio ciuccetti mauro chessa mark cooper giancarlo ferraris elio garis vincenzo gatti rodolfo graziani giulio lucente mario madiai mario mondino angela sepe novara cristiano piccinelli sergio ponchione francesco preverino sergio omedè paolo quaglia giovanni tamburelli alessandro tofanelli sergio unia gianni verna l allestimento è completato da un appendice espositiva in cui s illustrerà la significativa testimonianza dell impegno profuso da artisti che sono vissuti o hanno a lungo operato a costigliole clizia mario giani heric keller piero nebiolo 9

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premio di scultura xvi edizione art 1 il cepam centro pavesiano museo casa natale in accordo con la fondazione cesare pavese la collaborazione della banca regionale europea fondazione cassa di risparmio di cuneo ed il patrocinio di regione piemonte provincia di cuneo e comune di santo stefano belbo indice la xvi edizione del premio di scultura cesare pavese con il seguente tema luoghi personaggi e miti pavesiani l edizione di quest anno riserverà un omaggio allo scultore franco garelli con una personale art 2 possono partecipare con una sola opera tutti gli artisti italiani e stranieri art 3 le opere con apposito piedistallo dovranno essere firmate e munite di una etichetta contenente il titolo ed il nome dell artista art 4 le opere a seconda delle dimensioni e della struttura saranno collocate all interno o all esterno di casa pavese art 5 un apposita commissione formata da noti artisti e critici d arte giudicherà insindacabilmente sull attribuzione dei premi in palio art 6 ogni partecipante dovrà versare a mezzo vaglia postale o c/c postale nr 10614121 la somma di 30 quale quota associativa 2012 al cepam via cesare pavese 20 12058 santo stefano belbo cn telefono 0141844942 cell 3339379857 art 7 le opere dovranno pervenire in porto franco entro domenica 16 settembre presso la casa natale di cesare pavese via cesare pavese 20 12058 santo stefano belbo cn art 8 le opere rimarranno esposte dal 30 settembre al 28 ottobre 2012 giorno della premiazione fissata per le ore 15,00 art 9 nessuna opera potrà essere restituita prima della chiusura della mostra le opere non ritirate rimarranno al cepam che ne curerà l esposizione nella casa natale di cesare pavese art 10 il comitato organizzatore pur garantendo la massima cura nella sorveglianza e nella custodia delle opere declina ogni responsabilità per furti incendi smarrimenti e danni di qualsiasi genere che potrebbero verificarsi prima durante e dopo la mostra fino alla riconsegna delle stesse art 11 il concorso è dotato dei seguenti premi a 1° premio 1.000,00 e targa 2° premio 600,00 e targa 3° premio 300,00 e targa b premi consistenti in targhe incise per l occasione c premio giovani riservato ad uno scultore che non abbia superato l età espressamente comprovata di anni 30 a tutti gli artisti sarà rilasciato un attestato di partecipazione la partecipazione al premio pavese letterario pittura scultura implica l accettazione del bando e l autorizzazione al trattamento dei dati personali il premio cesare pavese nasce per rendere omaggio a un autore divenuto un classico della letteratura italiana e internazionale pur mantenendo un forte legame con le sue radici piemontesi viene assegnato agli scrittori e agli intellettuali che meglio hanno saputo trasmettere il legame con il territorio il valore dell impegno civile o fornire punti di vista stimolanti su tematiche attuali per qualsiasi comunicazione rivolgersi alla segreteria del premio ce.pa.m via c pavese 20 12058 santo stefano belbo cn o telefonare ad uno dei seguenti numeri 0141 844942 cell 3339379857 informazioni anche sul sito www.centropavesiano-cepam.it e mail info@centropavesiano-cepam.it 10

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a casa pavese un antologica dell artista 1909-1973 franco garelli scultore fra realtà e astrazione di gian giorgio massara il museo pavesiano ­ casa natale ­ ospita una raffinata mostra riguardante franco garelli 1909-1973 ne sono curatori angelo mistrangelo e clizia orlando che hanno scelto un limitato numero di opere di scultura e di grafica al fine di rendere omaggio a un personaggio che fa propria la materia ­ ceramica bronzo pietra spezzoni di ferro scarti industriali saldati ­ e che realizza numerose opere destinate a pubblici edifici torinesi il modo strenuo di trattare la materia porta garelli a modellare i grandi angeli della biblioteca civica di torino la raffinata sinfonia che orna il palazzo della rai di via verdi il cancello della stipel di via confienza infine alcune sue sculture sono ospitate nella sede della gam dalla figura sha a giorno felice opera quest ultima datata 1962 che si apre nello spazio crescendo verso l alto monica tomiato e alle opere scultoree piace accostare i dipinti che franco garelli realizza sulle pareti del crotin del circolo degli artisti di torino pittore inizialmente attratto da modi picassiani e successivamente legato al secondo futurismo torinese franco garelli s accosta alla produzione di arturo martini e al gruppo cobra frequentando in particolare il laboratorio sperimentale al quale pinot gallizio dà vita a alba suscitando stupore e ponendo non pochi interrogativi in ambito piemontese ma è l incontro con michel tapié ad indicare a garelli nuovi orizzonti incentrati su culture sconosciute il modo cioè del giappone e il gruppo gutai qui franco scopre il significato del vuoto dello spazio dominante il centro della composizione sicché impara a tenersi un poco da parte a sentirsi più libero ecco dunque le figure distese e la figura hoto lacerate dalla luce nella parte centrale del corpo le attese nelle quali la forza della materia si rifugia ai margini del bronzo le numerose sculture senza titolo caratterizzate dal prevalere dei vuoti incorniciati da strutture solo apparentemente fragili terracotta 1954 nel 1966 a beinasco ­ con il commento poetico di franco antonicelli ­ garelli realizza il monumento ai caduti composto da lamiere saldate e proprio nella cittadina ai confini con torino tre anni or sono angelo mistrangelo organizza la rassegna franco garelli un segno del novecento ove erano esposte anche alcune opere presenti oggi a santo stefano belbo compreso un ritratto realizzato in una delle aule dell accademia albertina nel corso di una lezione di modellato il critico torinese così conclude il proprio saggio il percorso attraverso i suoi lavori racconta l intensità di un linguaggio magico plastico vitale nella resa di figure che entrano nella storia e della storia ricreano l incanto di un segno che fissa nello spazio l esistenza e l esistere1 un esistere che collima con la vita di un artista orientato verso molteplici interessi garelli è infatti un medico che occupa la cattedra di anatomia presso l accademia albertina uno scultore che opera in seno al liceo artistico dell accademia medesima un intellettuale un curioso ricercatore di sensazioni attraverso l uso del legno del collage su carta un artista infine che nelle litografie giornate in giappone datate ai primi anni sessanta compone fogli di aerea sensibilità nei quali prevale in bianco e ove le forme un tempo salde sembrano galleggiare nello spazio bene ha fatto il centro pavesiano a dedicare una breve rassegna a questo scultore nato a diano d alba che vediamo presente al premio torino voluto da spazzapan suo amico 1947 alla biennale di venezia alla quadriennale di roma al quale il critico enrico crispolti dedica un ampia mostra nel 1989 uno scultore che vive la stagione irripetibile dei torinesi anni cinquanta realizzando ­ come annota rosanna maggio serra ­ monumentali composizioni informali di elementi metallici ad alto potenziale simbolico operando in parallelo a sandro cherchi a mario merz impegnandosi nel dibattito critico animato da marziano bernardi luigi carluccio albino galvano anni nei quali si assiste a una immancabile spaccatura fra figurativo e non figurativo destinata a non rimarginarsi e a dar vita a nuove forme d arte destinate ad allontanare sempre più gli artisti dal mondo dell accademia e dai tradizionali atelier torinesi note 1 la rosa editrice 2009 p12 11

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intersezione di linguaggi quando la poesia incontra l arte a proposito di poesie di angelo mistrangelo di giovanna romanelli il nome di angelo mistrangelo giornalista scrittore e critico d arte è noto e apprezzato nel panorama culturale e artistico italiano ma è stato per me motivo di sorpresa scoprirne la versatilità anche nella scrittura poetica attività sperimentata fin dal 1975 epoca cui risale la pubsergio saccomandi blicazione della sua prima raccolta intitolata ilico giorni or sono per avventura mi è capitata tra le mani la sua ultima in ordine di tempo silloge poetica poesie edizioni omega torino 2000 che ho iniziato a sfogliare quasi distrattamente ma nel corso della lettura la mia attenzione è stata progressivamente catturata dalla tensione emotiva che sorregge la scrittura e dall intensità lirica che suggerisce al lettore non tanto un immersione nel testo ma piuttosto il ricordo di un immersione e l importanza della dimensione memoriale è sottolineata da giovanni pascoli quando sostiene che «il ricordo è poesia e la poesia non è se non ricordo» primi poemetti 1904 e il ricordo anzi i ricordi riaffiorano con dolente prepotenza in questa raccolta che si compone di due parti fortemente e consapevolmente sbilanciate nella distribuzione dei testi infatti la prima sezione intitolata e poi il silenzio consta di ventiquattro liriche mentre la seconda attraverso il tempo ne contiene solo sei questa disposizione che naturalmente ci fa pensare ad un uso non casuale del numero tre e dei suoi multipli ­ dante è fortemente consapevole della fascinazione allegorica dei numeri ­ ma anche ad uno spartiacque decisivo per l io lirico costituito da un prima dell evento luttuoso legato alla scomparsa della moglie a lei mancata nel 1995 la raccolta è dedicata e da un poi inoltre il titolo stesso della prima parte esplicita con chiarezza il silenzio quasi una sospensione della vita stessa del poeta impegnata nell elaborazione del lutto e nel recupero spazio-temporale di una dimensione altra tra questi due estremi dunque l allora e l ora è costruito l andamento emotivo del discorso colpisce inoltre la presenza di trenta tavole riproduzione di opere realizzate da artisti che hanno inteso con la loro arte rendere omaggio a franca mistrangelo scomparsa nel 1995 queste tavole alternate alle poesie completano con il loro specifico linguaggio il discorso poetico e lo precisano sono una sorta di poesie da guardare che pongono il lettore dentro ma anche di fronte all oggetto poetico si pensi ad esempio ai girasoli di sergio saccomandi pag 19 che col capo reclinato alludono alla vita spezzata ma non vinta come suggerisce la bella favola mitica che vede nella nascita del girasole la trasformazione della ninfa clizia che innamorata perdutamente di apollo quando questi l abbandona per leucotoe con la sua corolla segue costantemente dalla terra al cielo il percorso del sole il dio apollo l antico amante che col suo carro infuocato solca gli spazi celesti altrettanto delicata e incisiva appare la tavola di francesco tabusso p 39 che raffigura isolata nello spazio una magnolia simbolo di dignità e perseveranza le cui foglie cadono a terra mentre alla sua sommità si aggira con ali alzate una bianca colomba foriera di vita che si oppone alla morte in terra il libro dopo la dedica presenta quattro liriche quasi delle epigrafi a connotare i temi fondamentali del discorso il più bello dei mari è quello che non navigammo di nazim hikmet e sei fin dal principio e nulla esiste se tu non sei di david maria turoldo e il grigio girasole in posa nel tramonto screpolato squallido e polveroso di fuliggine di allen ginsberg e infine ho sceso dandoti il braccio almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto a ogni gradino di eugenio montale si tratta di una scelta fondamentale che dà rilevanza alla figura della moglie morta microcosmo ideale e rassicurante sorgente di vita depositaria di conoscenza la cui assenza sottolinea il vuoto e il desiderio di esprimere il non detto è il tentativo di un suo recupero almeno nella memoria la scelta di queste citazioni è altresì una dichiarazione francesco tabusso di poetica ma anche il 12

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intersezione di linguaggi quando la poesia incontra l arte richiamo ad alcune delle fonti letterarie e cancella esso attraverso una lucicui mistrangelo si è ispirato nel suo itida cognizione del dolore è percepinerario poetico to «impalpabile lieve come un la raccolta poesie abbraccia un arco sospiro una nuvola un alito di temporale ampio circa un trentennio vento» ed ha ragione dell «avanzare dal 1965 al 1999 e ripercorre con la inesausto della solitudine» e poi il memoria i momenti più incisivi di un silenzio riscattata «dalle mani protepercorso esistenziale intenso carico di se dalle parole sempre uguali e positività mentre alla parola poetica è sempre vere dal coraggio di vivere affidato il compito di spezzare «l incanoltre allo sgomento di esistere per publio carnevali to dei silenzi» ti devo parole d amose stessi » ibidem re e di sfidare l usura del tempo la luce nella seconda sezione della racscopre il tuo profilo che tutto travolge e cancella e tale obietcolta attraverso il tempo introdotta dalla incisiva tavola di tivo connota il piano semantico del discorso con il ricorso publio carnevali p 135 che rappresenta una finestra spafrequente alle parole luce illumina illuminato capaci forse di lancata su uno spazio nero illuminato e animato da una vincere il silenzio e la dolorosa tristezza della morte falce di luna bianca e da delicati fiori di magnolia quasi a dire la rivincita sul fluire del tempo e sulla realtà della morte tu riposi immobile ­ il capo reclinato ­ si realizza la catarsi dal presente doloroso infatti per dirla e il senso d istanti già vissuti con proust l io poetico attraverso la memoria spontanea s insinua nelle frasi sconnesse o involontaria sollecitata da casuali sensazioni e da un e per tutta la notte un sommesso lamento procedimento alogico percepisce il passato come contemha scandito le ore in questa stanza d ospedale poraneità in altre parole è l intermittenza del cuore che è sempre il silenzio tra noi attiva il recupero memoriale basato sull analogia-identità tra la casuale sollecitazione del presente e ciò che è sepolto nel ma il silenzio di cui parla angelo mistrangelo non si tratempo perduto il ricordo diviene così nuova creazione e sforma in una cupa ed opprimente coltre che tutto annulla vince il tempo e la morte stessa 13

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