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in occidente per un dentifricio si utilizza un nudo femminile nei paesi islamici si svilisce la donna mantenendola ai margini della società la strada per la parità è ancora lunga shirin ebadi nobel per la pace separatamente 2,00 l unità+left non vendibili 7 luglio 2012 anno 89 n 186 sabato strega vincere e perdere per due voti palieri pag 18 moody «benvenuti nel fanta-realismo» pivetta pag 17 idee anticrisi i precari associati cimino pag 19 u tagli a sanità e comuni così non va il governo vara la spending review dimezzate le province accorpati 37 tribunali spesa sanitaria ridotta il retroscena da giarda a balduzzi il fronte anti-forbici tensione nell esecutivo di un miliardo enti locali in difficoltà sono i punti più dolenti della manovra cgil e uil verso lo sciopero a pag 2-5 sulle misure considerate da alcuni ministri «tagli lineari in pieno stile tremonti» rapporti difficili con il viceministro grilli di giovanni a pag 3 una manovra recessiva il commento guglielmo epifani cambiare in parlamento paolo bonaretti caro vendola accetta la sfida l intervento nicola latorre a pag 7 foto di andrea sabbadini/buenavista la manovra del governo è un insieme di tagli alla spesa pubblica con una previsione triennale e crescente di effetti a fronte di ciò viene posticipato di quasi un anno il temuto aumento dell iva con una diversa modulazione dei suoi importi che si tratti o meno di una correzione dell andamento dei conti pubblici è comunque evidente il carattere ciclico della manovra nella sua componente di riduzione di servizi investimenti e occupazione mentre infatti gli interventi decisi in ordine alle spese superflue alla riduzione di sprechi o sovrapposizioni di società ed enti pubblici alla centralizzazione e trasparenza degli acquisti pubblici rispondono ad un condivisibile e corretto criterio di efficienza generale gli altri tagli non generano equità né svolgono una funzione anticlica la sanità può essere ragionevolmente assunta come metafora di questa affermazione segue a pag.3 ciÒche stupisceed È inaccettabile nell impostazionedella spending review è l ostinata e pervicace ri cerca di parametri che risolvano i problemi che evitino di entrare veramente nel merito e nella qualità della spesa segue a pag.15 pubblica diaz undici anni per chiedere scusa manganelli è ora di riconoscere le colpe della polizia sostituiti i vertici dopo la sentenza della cassazione una donna al servizio centrale operativo maria luisa pellizzari e gaetano chiusolo al posto di gilberto caldarozzi e francesco gratteri poche ore dopo la sentenza sulla diaz il ministro cancellieri cambia i vertici della polizia accogliendo le proposte di manganelli che dice «È ora di chiedere scusa a tutti i cittadini» a pag.8-9 staino finisce l era de gennaro il retroscena claudia fusani de gennaro non è mai stato imputato in questo processo ma molti ora si aspettano che l ex capo della polizia dica o faccia qualcosa quelli condannati rimasti in mezzo alla strada sono i suoi ragazzi a pag 9 figli rubati ai desaparecidos 50 anni di condanna a videla sentenza storica per le nonne di plaza de mayo il tribunale di buenos aires ha condannato a 50 e 15 anni di carcere il primo e l ultimo capo della dittatura militare argentina jorge rafael videla e reynaldo bignone per il «furto dei bambini» sottratti alle loro madri «desaparecidas» per i giudici si è trattato di un «piano sistematico» voluto dai vertici delle giunte militari che governarono l argentina durante la dittaa pag 13 tura dal 1976 al 1983 giustizia paura di cambiare l analisi giovanni pellegrino immigrati permesso a chi denuncia i caporali il governo prova a dare un colpo al lavoro nero sanzioni fino a mille nero per chi sfrutta gli immigrati e permesso di soggiorno di un anno per coloro che denunciano i loro «caporali» la norma transitoria fortemente voluta dal ministro riccardi la segretaria della cgil una buona notizia che arriva dopo la nostra mobilitazione il provvedimento recepisce quanto previsto dalla direttiva europea del 2009 gerina a pag 12 armi il business che fa un morto ogni minuto de giovannangeli a pag.13 il settore della giustizia è uno di quelli che funzionano peggio eppure l ossessiva reiterazione di posizioni inconciliabili anche all interno dello schieramento progressista conduce il dibattito a una situazione di stallo a pag 10 giunta maschile sindaco di assisi si ribella al tar a pag 7 s9jqiur7uds94l61l1mwsz7kg0vtg5eytyfs2frwd5s=
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2 sabato 7 luglio 2012 l italia e la crisi tagli per 26 miliardi varati spending review e riordino dei tribunali comuni e regioni sulle barricate servizi a rischio i ministri piero giarda ed elsa fornero foto ansa bianca di giovanni roma posti letto «rischiano di saltare circa 1000 reparti ospedalieri» e altrettanti primari calcola la cgil medici salvati per ora i piccoli ospedali si sa comunque che i posti letto dovranno diminuire di almeno 20mila unità altro che niente tagli ai servizi confsalute denuncia il fatto che sarebbero a rischio circa 2mila prestazioni la «favola» della razionalizzazione delle spese non tiene alla prova dei fatti un altra batosta non chiamatela revisione della spesa n on è stato solo renato balduzzi a battere i pugni sul tavolo l altra notte e a contrastare fino all ultimo i tagli alla sanità anche piero giarda non è stato affatto tenero anzi la sua voce si è levata chiara e forte l obiettivo era il viceministro vittorio grilli sempre statuario immobile ormai tutti mormorano dell insoddisfazione del ministro dei rapporti con il parlamento colui che doveva essere il titolare della spending review non era neanche presente il giorno in cui a palazzo chigi sono state ricevute le parti sociali vero enrico bondi lo ha chiamato lui ma poi il supercommissario ha lavorato in stretto contatto con ragioneria e tecnici del tesoro il risultato è stato un testo che taglia con l accetta checché ne dica il premier la spesa pubblica senza tener conto di sprechi di inefficienze di razionalizzazioni È questo che non è andato giù a giarda «questi sono tagli lineari come quelli di tremonti» avrebbe detto il ministro a riprova della sua tesi c è il fatto che una volta decisa la somma da tagliare a ciascun ministero è stata richiesta una quota parametrata al suo peso specifico insomma come si fa nei condomini con il sistema millesimale se non sono tagli lineari questi della scure si è reso conto anche giampaolo di paola che sperava di liberarsi degli uomini ma di mantenere le risorse destinate ai loro stipendi il titolare della difesa si era detto consenziente a ridurre la «truppa» ma non il suo bilancio per consentire di rimpinguare i fondi per gli armamenti e onorare i contratti per gli f35 ma non è stato così via gli uomini e anche le risorse relative ai loro stipendi che questa non sia affatto una revisione della spesa ma semplicemente un taglio anche poderoso soprattutto perché arriva a metà anno lo stanno denunciando un po tutti in queste ore «nonostante vi siano misure apprezzabili e si enuncino intendimenti il retroscena b di g roma il ministro balduzzi si è battuto contro grilli e anche giarda ha maldigerito le misure sono tagli lineari come quelli di tremonti per certi versi rivoluzionari come quello di dimezzare entro la fine dell anno il numero delle province bisogna però dire che questa non è una spending review» scrive tito boeri su la voce.info in realtà siamo di fronte a una sfilza di numeri che dicono poco sull organizzazione della macchina pubblica a parte i capitoli sugli acquisti non c è una mappatura degli organici pubblici non c è un indicazione precisa sulle aree da colpire questa è una manovra bella e buona questo avrebbe osservato giarda all indirizzo del titolare dell economia a sostegno della sua posizione c è anche il fatto che tutta l operazione sul pubblico impiego manca di alcuni semplici accorgimenti che sarebbero stati utili a eliminare aree di spreco e di inutili prebende con una semplice disposizione del tipo «a una posizione corrisponde una retribuzione» si sarebbe disboscata quella giungla di doppi stipendi che invade le figure apicali del moloch pubblico magistrati comandati presso altri uffici che si portano dietro i loro stipendi a cui si aggiunge l indennità per il nuovo e pensare che su quel punto c è stata un iniziativa parlamentare salvatore vassallo pdl eppure è «sfuggita» a «mr.risparmi» bondi che dire poi delle doppie poltrone che spesso sfuggono al tetto introdotto in manovra visto che quella soglia si applica soltanto alla pa e «salva» gli enti pubblici come quelli previdenziali dopo la lunga maratona notturna che ha varato la spending review ieri si è passati alla riduzione e l accorpamento di 37 tribunali e di 38 procure e altri ritocchi alla geografia della giustizia con risparmi di spesa pari a circa 2,9 milioni per il 2012 oltre 17 per il 2013 e 31 per il 2014 altre sforbiciate dunque che tuttavia non sono bastate a eliminare del tutto l aumento dell iva le misure di revisione di spesa dell altra notte consentiranno un congelamento fino al 30 giugno del 2013 e permetteranno un aumento di un solo punto nel 2014 dunque lo spettro rincaro non è del tutto fugato anche se lo stesso decreto rinvia alla legge di stabilità per risolvere alla radice il problema attraverso la revisione delle agevolazioni fiscali insomma meno sconti come prevedeva l ultima manovra tremonti per centrare l obiettivo bisognerà trovare altri 6,5 miliardi la cura dimagrante non è finita meno posti letto e reparti i 23 articoli del testo definitivo della revisione di spesa reso pubblico ieri pomeriggio ed elaborato nella lunga nottata di palazzo chigi non senza tensioni puntano a circa 26 miliardi di risparmi nel triennio quest anno si reperiscono 4,5 miliardi altri 10,5 l anno prossimo e 11 nel 2014 secondo il governo che lo scrive nero su bianco nel comunicato finale del consiglio dei ministri «la riduzione della spesa non incide in alcun modo sulla quantità di servizi erogati» tanto che il decreto viene titolato «disposizioni urgenti per la riduzione della spesa pubblica a servizi invariati» non la pensano così né i presidenti di regione né i sindacati che già annunciano battaglia in effetti la sanità che da sola contribuisce per 5 miliardi nel triennio di cui uno entro quest anno è ad alto rischio «si darà il colpo di grazia alla sanità italiana che si rifletterà direttamente sulla condizione di milioni di anziani e pensionati» sottolinea spi-cgil in un comunicato il fatto è che sommando gli attuali 5 miliardi agli 8 già previsti dalle manovre passate il comparto perde oltre il 10 della sua dotazione con i nuovi parametri per i se le regioni piangono non solo per la sanità anche per i tagli del trasporto pubblico locale i comuni non ridono gli enti locali dovranno contribuire ai risparmi per 7,2 miliardi nel biennio i sindaci lasceranno sul terreno 500 milioni quest anno e 2 miliardi nel 2013 ad essere sforbiciati saranno il fondo di riequilibrio del federalismo e il gettito imu un altra batosta dopo quella dello scippo della tassa comunale sugli immobili «non accetteremo i due miliardi di tagli che ci propone il governo i nostri bilanci scoppierebbero attacca graziano delrio presidente anci abbiamo già dato 8 miliardi di risparmi in questi anni come comuni altri non possono dire d aver fatto altrettanto» delrio è un fiume in piena «un altro risparmio di spesa il governo ha proseguito dica alle banche che attraverso un contratto unico nazionale le commissioni di spesa pagate dai comuni per le operazioni bancarie vengono ridotte del 20 può farlo altro che intervenire accentrando le tesorerie in una tesoreria unica come prevede il testo ndr che ci ha tolto risorse e non ha risolto i problemi di liquidità dello stato» per le province rimaste dopo il dimezzamento non andrà meglio anche per loro sforbiciata sul fondo di riequilibrio e sull rc auto il campo di battaglia decisivo sarà comunque il pubblico impiego per la prima volta si ridefiniscono le piante organiche con il possibile esito di migliaia di esuberi da mandare a casa nonostante un percorso di prepensionamenti e scivoli definito nel testo secondo calcoli riportati dal sole24ore sugli organici effettivi dei ministeri il taglio del 10 della pianta organica teorica peserà per il 4,6 pari a circa 7mila dipendenti di troppo da gestire i dirigenti che sarebbero espulsi dall organico sarebbero quasi 300 il risultato è il saldo tra organici ancora scoperti e quelli sopra il numero effettivo previsto patroni griffi pazienti stazionano in un pronto soccorso in attesa del ricovero foto ansa un nuovo step per evitare definitivamente l aumento iva slittato all anno prossimo ma il ministro filippo patroni griffi difende il provvedimento recupero dell efficienza del pubblico impiego un maggior equilibrio delle piante organiche riordino delle competenze degli uffici eliminazione delle duplicazioni stop alle promozioni facili secondo patroni griffi sarebbero questi gli obiettivi del testo «lo stato ha aggiunto il ministro si migliora e puntando al recupero dell efficienza della macchina burocratica risponde a una politica di riduzioni dei costi basta con promozioni facili ora la parola d ordine deve essere riequilibrare non deve più accadere che in un ufficio pubblico ci siano più dirigenti che funzionari» evidentemente la cura brunetta deve aver fatto più male che bene se le cose stanno davvero ancora così esclusa all ultimo minuto la scuola dai tagli del provvedimento resta in piedi tutto il «piano» bondi per la razionalizzazione degli acquisti con l accentramento alla consip per tutte le spese delle amministrazioni il vero limite dell operazione resta quell ipotesi di disdetta dei contratti già in essere che potrebbe far saltare i numeri del provvedimento ma il lavoro del governo da questo punto di vista non è finito nelle prossime settimane è atteso un nuovo provvedimento di riorganizzazione della spesa e non solo saranno riadattate le agevolazioni fiscali ed è prevista un ulteriore revisione strutturale della spesa e dei contributi pubblici in pratica è in arrivo una nuova stretta in quella che sembra prospettarsi come una manovra a tappe una manutenzione dei conti pubblici che passa attraverso step progressivi con i nuovi organici potrebbero andare a casa 7mila travet e 300 dirigenti pubblici posti letto decurtati e meno fondi per i trasporti sanitÀ acquisti pubblico impiego enti soppressi da asl e ospedali cinque miliardi tagli alla spesa per farmaci acquisti e anche per i posti letto asl e ospedali dovranno risparmiare in cinque anni cinque miliardi e mezzo così suddivisi un miliardo di euro quest anno due miliardi nel 2013 e altri due l anno seguente per gli ospedali fatte salve le piccole strutture che non saranno costrette a chiudere automaticamente ci sarà comunque una riduzione dei posti letto visto che la percentuale dovrà passare dal 4 per mille abitanti attuale al 3,7 per mille «adeguando coerentemente le dotazioni organiche dei presidi ospedalieri pubblici» nei piccoli ospedali si dovrà promuovere la riconversione verso il ricovero diurno l assistenza ambulatoriale e domiciliare riduzione del 5 per le forniture tagliati del 5 gli appalti di fornitura di beni e servizi nella sanità pubblica «gli importi e le connesse prestazioni relative a contratti in essere di appalto di servizi e di fornitura di beni e servizi si legge nel testo con esclusione degli acquisti dei farmaci stipulati da aziende ed enti del servizio sanitario nazionale sono ridotti del 5 per tutta la durata dei contratti medesimi tale riduzione per la fornitura di dispositivi medici opera fino al 31 dicembre 2012» per i contratti già stipulati è possibile la rinegoziazione e anche la facoltà di recesso da parte delle asl per i dispositivi medici previsto l abbattimento della spesa del 5 quest anno e del 4,8 nel 2013 in arrivo mobilità e prepensionamenti riduzione del personale delle amministrazioni comprese quelle autonome del 20 per la dirigenza e del 10 per gli altri dipendenti sospesi i concorsi per dirigenti fino al 2015 per i dipendenti in esubero si aprono due strade quella del prepensionamento o quella della mobilità per due anni stipendio all 80 poi si viene ricollocati o licenziati arriva anche la pagella definita «valutazione della performance dei dipendenti pubblici» per gli enti locali verranno fissati i «parametri di virtuosità» chi supera del 20 la media nazionale della spesa per il personale rispetto alla popolazione dovrà bloccare le assunzioni chi la supera del 40 dovrà tagliare via isvap e covip nasce l irvap soppressi l istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo isvap e la commissione di vigilanza sui fondi pensione covip le funzioni dei due enti saranno accorpate dall ivarp che nasce come unico istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e il risparmio previdenziale cessano di esistere anche l ente nazionale per il microcredito l associazione studi cooperativi luzzatti e la fondazione valore italia per il design italiano verrà chiusa anche la società arcus spa vigilata dal ministero dei beni culturali e da quello delle infrastrutture e trasporti la cui mission è la promozione di iniziative legate ai beni culturali e al mondo dello spettacolo in ventitré articoli il piano di revisione della spesa sanità pubblico impiego ed enti locali sono i settori più colpiti
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sabato 7 luglio 2012 3 ma ne servono altri 6 È una manovra recessiva quando arriva la crescita l intervento guglielmo epifani segue dalla prima «chi decide ignora la realtà del paese» laura matteucci milano l intervista «sono operazioni fatte da persone che non conoscono la realtà del paese che tengono conto solo dei mercati senza molto successo peraltro siamo tutti schiavi di un meccanismo che ci costa 8 miliardi l anno e che si chiama spread niente e nessuno riesce a dominarlo non c è operazione in grado di placare i mercati» il presidente della regione liguria claudio burlando è chiaro «non dico non esistano sacche di inefficienza nel paese ma il modo per eliminarle non può essere questo questo assurdo persistere con i tagli lineari» piuttosto claudio burlando il presidente della liguria «nella sanità abbiamo appena tagliato 100 milioni il tribunale di chiavari va chiuso hanno finito di costruirlo adesso» sariate o in via di esserlo noi siamo a filo ma come si può pensare di chiederci un altro miliardo entro l anno a questo punto sarebbe molto meglio sederci tutti intorno a un tavolo e chiarire quali servizi continueremo ad erogare e quali invece non potremo più offrire ai cittadini cambiamo i livelli di assistenza e certe voci le eliminiamo tout-court anche perché attenzione la spesa sanitaria italiana che pesa il 6 sul pil nel mondo occidentale è considerata giusta mica eccessiva allora se una regione ha creato un disavanzo va sanzionata commissariata e quant altro ma laddove c è un sostanziale equilibrio di bilancio perché infierire tra l altro già quest anno in molti campi la richiesta di prestazioni sanitarie pubbliche è diminuita intorno al 10 risultato del combinato ticket pubblici alti e privati con prezzi sempre più competitivi» nonc èproprionulladatagliare?gliospedali non si chiudono ma dovrete comunque razionalizzare i posti letto «ribaltiamo il discorso qualcuno faccia delle verifiche e dica quanto spendono le regioni pro capite e quanto devono costare tenendo conto delle specificità di ognuna ci vuole un piano con un po di respiro insomma io a breve manderò il mio rendiconto come regione credo l unica in italia abbiamo ridotto la spesa corrente di oltre il 10 e adesso ci chiedono altri tagli lineari ma che dobbiamo tagliare ancora ci tolgono altri trasferimenti significa che fermeremo autobus e treni» innanzitutto la sanità «nel 2012 alla sanità abbiamo già tagliato 100 milioni abbiamo chiuso 7 ospedali su 26 tolto due aziende ospedaliere risparmiato sui farmaci con un operazione profonda e minuziosa non so potremmo non assumere più infermieri tra l altro c è da dire che più di un ligure su quattro è anziano il che ovviamente significa maggiore necessità di cure quanto ai posti letto da ridurre dico francamente che avrei preferito l obbligo di chiudere i piccoli ospedali almeno in quel caso si sarebbero tagliati costi veri viceversa vorrei capire che cosa cambia se si tolgono 10 posti letto per ogni plesso» eitribunali?inliguriasparirebberoquelli di chiavari e di sanremo «ci sono parecchie regioni già commis «il tribunale di chiavari è stato appena costruito costato 13 milioni di investimenti dev essere ancora inaugurato sanremo ha più abitanti di imperia ha un casinò è un comune di frontiera ed è pure a rischio `ndrangheta forse questo è un tema di cui sarebbe stato meglio discutere» «sarebbe meglio chiarire quali servizi erogare ancora e quali no» i tagli si sostanziano infatti in una indiscriminata riduzione del perimetro delle funzioni e dei servizi pubblici con l effetto paradossale di colpire di più proprio quei modelli sanitari più virtuosi ed efficienti la stessa riduzione degli organici prevista nel pubblico impiego sembra più frutto di un generico problema di riduzione dei costi che di un progetto di crescita di produttività mentre la deroga alle nuove norme di pensionamento aprono evidenti contraddizioni con la situazione del settore privato e la mancata soluzione del problema di tutti gli esodati il punto che resta più allarmante della manovra è quello del suo rapporto con l andamento così è dell economia reale dopo i dati sempre forniti da confindustria il grido di allarme dei sindacati e i numeri più difficile recenti su disoccupazione e cassa uscire integrazione gli stessi interventi e del dalla trappola del governatore della bce punto direttore del fmi fanno il «rigore sulle difficili prospettive della crisi e le incertezze che perdurano e recessione qui sta il nodo della questione se rigore» rallenta tutta l economia mondiale se i paesi dell euro sono costretti a rigide politiche di rigore se gli investimenti europei mantengono tempi lunghi l uscita dalla trappola rigore-recessione-rigore diventa sempre più lontana nel tempo con un evidente e inevitabile avvitamento di recessione e disoccupazione questo è il nodo irrisolto che sta di fronte a tutti e per quello che ci riguarda al nostro paese che da oltre 4 anni non ha visto politiche di stimolo alla domanda e agli investimenti il rigore senza interventi per la crescita è destinato così ad allungare la curva della recessione con gli effetti prevedibili sui consumi la condizione delle famiglie e l occupazione a partire dalle nuove generazioni per l insieme di questi motivi accanto alla correzione di quella parte della manovra che taglia in modo indiscriminato i servizi pubblici fondamentali c è l urgenza di mettere in campo una più forte politica anticiclica innanzitutto sul fronte degli investimenti sia privati sia pubblici capace per questa via di evitare una caduta ulteriore del pil le decisioni prese in queste stesse ore dal nuovo governo francese seguono un altra strada lì si annunciano inasprimenti fiscali sui redditi alti sui patrimoni sulle rendite finanziarie sulle imposte di successione e sulle compravendite immobiliari e si riduce l iva sui libri e gli spettacoli dal vivo la situazione dei due paesi il nostro e la francia non è uguale per il peso diverso del debito e perché l economia d oltralpe non è in recessione e non lo sarà neanche per l anno prossimo eppure colpisce il differente approccio seguito il diverso effetto sulle economie reali ed anche il dissimile segno di equità sociale parlare esplicitamente di questo vuol dire tenere aperta un altra risposta possibile di fronte ad una crisi che non ci lascia tregua e vuol dire anche provare a tenere assieme le ragioni del rigore e quelle della crescita non solo a parole che per la verità non mancano mai ma soprattutto sul terreno dei fatti e ancor prima su quello delle convinzioni più profonde difesa istruzione regioni e comuni controllate affitti immobili ceduti e personale ridotto un miliardo di euro i tagli complessivi alla difesa nel biennio 2013-2014 mezzo miliardo per anno i risparmi riguarderanno sia l acquisto di beni e servizi sia gli investimenti nel primo ambito verrà attuato un taglio di 100 milioni già nel 2012 l intervento si sovrappone a quanto deciso dal precedente governo riduzione di un miliardo e mezzo nel 2012 taglio di 700 milioni nel 2013 e di 800 nel 2014 a questo si aggiungeranno i risparmi derivanti dalla cessione degli immobili al fondo del demanio e dalla decurtazione del 10 del personale ancora tagli alle missioni di pace 8,9 milioni agli armamenti 100 milioni e alle vittime dell uranio impoverito 10 milioni salta il taglio dei fondi alle università salta il taglio di duecento milioni alle università e i duecento milioni in più alle paritarie anche se per errore le misure restano nel comunicato finale di palazzo chigi tra gli altri provvedimenti viene introdotto l obbligo di iscrizione on-line per le scuole statali anche pagelle e provvedimenti disciplinari viaggeranno in rete viene poi istituito un servizio di tesoreria unica per le scuole nel quale confluiranno tutte le risorse finanziarie attualmente depositate nelle banche prevista un ulteriore riduzione del personale docente delle scuole italiane all estero ci saranno anche severi vincoli al turn over per il sistema universitario e per gli enti di ricerca scure sui trasferimenti e sui trasporti nuovi tagli strutturali per regioni ed enti locali meno 7,2 miliardi tra 2012 e 2013 oltre alla partita sanità che le coinvolge direttamente trasferimenti alle regioni ordinarie saranno ridotti di 700 milioni nel 2012 e di 1 miliardo dall anno prossimo in poi per quelle a statuto speciale meno 500 milioni quest anno e meno 1 miliardo dal 2013 per i comuni la riduzione è di 500 milioni negli ultimi sei mesi di quest anno e di 2 miliardi l anno a decorrere dall anno prossimo tagli che mettono a serio rischio molti servizi ai cittadini e in particolare il trasporto pubblico locale per le province meno 500 milioni quest anno e meno 1 miliardo dall anno prossimo società pubbliche cessioni e cda leggeri sforbiciata alle società controllate per più del 90 per cento dagli enti pubblici che se non erogano servizi ai cittadini ma solo alle amministrazioni dovranno essere incorporate vendute o aprirsi a gare esterne e dovranno alleggerire i propri consigli d amministrazione «È un cambio radicale» dice il vice ministro all economia vittorio grilli che ha stilato una lista di 3.127 società che costano 7 miliardi all anno 2 dei quali solo per pagare i consigli d amministrazione i cda adesso dovranno essere di non più di tre persone un presidente e due funzionari dieta anche per le società che svolgono servizi ai cittadini solo cinque membri del cda tre pubblici canoni ridotti nuovo paramento travet/mq il consiglio dei ministri nel decreto sulla spending review ha anche deciso di dare il via al blocco degli adeguamenti istat relativi ai canoni dovuti dalle amministrazioni per l utilizzo di immobili in locazione passiva inoltre gli impiegati statali diventeranno il termine di riferimento per quantificare la congruità dell affitto dell ufficio in cui lavora arriva infatti il parametro mq/dipendente per il capitolo risparmi nel settore degli affitti per la pubblica amministrazione l idea è del vice ministro all economia vittorio grilli che ha annunciato il nuovo provvedimento alle parti sociali a palazzo chigi.
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4 sabato 7 luglio 2012 l italia e la crisi «pronti a mobilitarci ma la via maestra resta il confronto» massimo franchi roma l intervista bonanni lei era stato il primo a parlare di sciopero ma la cisl non ha firmato la nota sugli statali di cgil e uil siete contrariallamobilitazionegeneralecontro il decreto raffaele bonanni il leader della cisl «prioritaria è la discussione con le parti sociali se poi il governo rifiuterà l incontro la protesta sarà drastica» «la cisl si mobiliterà ma lo farà per chiedere una vera riorganizzazione del pubblico impiego non ho mai parlato di sciopero È stata una forzatura di qualche giornale sono sempre per far risparmiare ai lavoratori specie con la crisi i soldi di una giornata di lavoro» ma con cgil e uil ci sono differenze di valutazione «bisogna capire bene come stanno le cose leggere attentamente le carte anche la cisl è per la mobilitazione ma siamo ancor di più per un discussione di merito con il governo se poi il governo e mi dispiacerebbe molto non vorrà confrontarsi oltre alla mobilitazione faremo altre iniziative insieme a cgil e uil vedo che il ministro patroni griffi è pronto a convocare il sindacato questo è positivo io non mi permetto di fornire al governo l alibi dello sciopero per tirare dritto e non confrontarsi con noi non voglio che monti e patroni griffi possano schiodarsi dalla discussione con le parti sociali dando la colpa alla mobilitazione se il governo poi rifiuterà il confronto la protesta assieme a cgil e uil assumerà contorni drastici» lascuresuglistataliperòèfortissima.il tagliodel10percentoèuncolpodurissimo camusso attacca e sciopera con la uil scelta di riformare la covip la commissione sui fondi pensione al posto dei rappresentanti dei lavoratori il controllo passa ai banchieri e alla banca d italia una vergogna che spero sarà sanata o rivista nel passaggio parlamentare» sul capitolo sanità però le regioni protestano per il taglio dei fondi «il governo ha lanciato gli stracci in aria per placare i media che sono sempre stati critici con gli statali è ricorso all iperbole mediatica di una decimazione formale del personale statale e allo stesso tempo ha messo la sordina su provvedimenti molto più importanti che gli avevamo chiesto il taglio del 10 per cento dei dipendenti è sulle piante organiche che notoriamente sono state fissate anni e anni fa nel frattempo nel solo ultimo quadriennio il mancato turn-over dei pensionati ha prodotto un perdita del 5 per cento dei dipendenti ecco perché noi prima di parlare di sciopero vogliamo capire bene se il taglio si riferisce alle piante organiche» lei quindi chiede al governo un confronto.peròquelloemanatodalgoverno è un decreto «io sto a quello che dice monti non ci sarà taglio dei servizi ma anche qui noi regioni ed enti locali chiediamo confronto e trasparenza se accerteremo che il taglio ai servizi ci sarà ci mobiliteremo» ultima questione gli esodati per i primi 65mila erano stati stanziati 4 miliardi per i nuovi 55mila solo 1,2 miliardi una strana proporzione contro la spending review il sindacato è sul piede di guerra la denuncia una mannaia sui servizi m.fr twitter @massimofranchi «sì ma fra annunciare i tagli e farli servono analisi e decisioni che dovrà prendere il ministro patroni griffi che sono sicuro vorrà discuterne con noi anche per un fatto di trasparenza inoltre io chiedo al governo di avere più coraggio e ho delle richiesteprecise che consentirebbero una ristrutturazione della spesa reale senza toccare quella sociale» quali sono i vostri suggerimenti pensa che monti li prenderà in considerazione «la sproporzione balza agli occhi di chiunque la vicenda non è stata gestita in modo trasparente dal ministro fornero metto in guardia il governo non ripeta quell errore e spieghi bene chi verrà salvaguardato e per quanto tempo anche qui la parola d ordine deve essere trasparenza» sciopero generale del settore pubblico a settembre a proporlo sono cgil e uil mentre la cisl dice sì «alla mobilitazione» ma in favore di una «riorganizzazione» sindacati dunque sul piede di guerra contro la spending review del governo per cgil e la uil il decreto «è una mannaia per i servizi pubblici resi ai cittadini e per i lavoratori che li offrono» perché a pagare sono «sempre i lavoratori e i cittadini» mentre «manca il coraggio per colpire i poteri forti» in una nota comune i segretari generali delle federazioni di funzione pubblica e scuola di cgil e uil denunciano la «confusa sommatoria di tagli lineari al personale alla spesa sanitaria al sistema formativo alla ricerca alla presenza dello stato sul territorio dal taglio degli organici a quello ai buoni pasto passando per un irrazionale riorganizzazione del sistema giudiziario e un insopportabile colpo alle autonomie locali si abbatterà ancora una volta sulla qualità dei servizi quanto ai lavoratori pubblici aggiungono rossana dettori fp cgil domenico pantaleo flc cgil giovanni torluccio uil fpl benedetto attili uil fpl e alberto civica uil rua siamo di fronte alla solita operazione mediatica che punta all odio sociale e alla riduzione dello spazio pubblico» la nota rilancia poi l accordo sottoscritto il 3 maggio da tutti i sindacati con il ministro della funzione pubblica patroni griffi e ora definitavemente cancellato «con un colpo di spugna» dal governo «per fare cassa si è preferita una scorciatoia negando ogni confronto nonostante la disponibilità mostrata appena un mese fa dalle organizzazioni sindacali con la sottoscrizione di un intesa unitaria frutto di una vera mediazione una disponibilità che avrebbe permesso una riforma e una revisione di spesa incisive» poi arriva la decisione della mobilitazione «avvieremo un percorso di mobilitazione che dai singoli posti di lavoro giunga fino a palazzo vidoni per chiedere il rispetto dell accordo sul lavoro pubblico senza escludere l indizione di uno sciopero generale di categoria per il mese di settembre» la risposta del ministro filippo patroni griffi è arrivata a stretto giro di posta la preoccupazione dei sindacati sulle decisioni del governo sulla spending review «è comprensibile» ma «è importante che anche loro leggano il testo definitivo che stiamo mettendo a punto» ha dichiarato il ministro che poi ha promesso «credo che non appena potremo avviare il processo intavoleremo un incontro con i sindacati per il tema esodati manca il decreto per i 65mila u n miliardo e duecento milioni per «salvaguardare» altri 55mila esodati nel giorno in cui si scopre che il promesso decreto interministeriale che doveva fissare i criteri per i primi 65mila non è ancora stato pubblicato in gazzetta ufficiale nonostante la scadenza prevista fosse del 30 giugno la denuncia arriva da cesare damiano che chiede al governo «che fine ha fatto il decreto interministeriale sui 65mila salvaguardati da tempo annunciato dal ministro fornero a quello che ci risulta non è ancora stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale naturalmente vorremmo essere smentiti o perlomeno tranquillizzati» la spiegazione potrebbe stare nel fatto che il governo si è accorto che i criteri decisi trattavano in modo completamente diverso le varie tipologie di lavoratori da aprire la strada a migliaia e migliaia di contenziosi giuridici la denuncia arriva proprio nella giornata in cui il governo ha finalmente stimato i fondi necessari per mandare il dossier m.fr roma «chiediamo a monti più coraggio nel taglio delle province perché ne ha tagliate solo la metà e stato un cadeau concesso al ceto politico le funzioni essenziali delle province sono tre quella degli istituti tecnini che può benissimo passare ai comuni quella di alcune strade e degli uffici per l impiego ed entrambi possono assorbite dalla regioni in più io chiedo l accorpamento dei comuni sotto i 10mila abitanti come avviene in germania» oltre agli statali qual è il vostro giudizio sul resto del decreto nel giorno in cui il governo stima in 1,2 miliardi la copertura per altri 55mila si scopre che la gazzetta ufficiale non ha ancora pubblicato il primo provvedimento in pensione i lavoratori citati dalla ministra elsa fornero in parlamento sorprende però la sproporzione tra i 5 miliardi che il governo aveva messo a bilancio nella prima manovra per salvaguardare i primi 65mila e i soli 1,2 miliardi stanziati per mandare in pensione una quantità di soli 10mila unità inferiore come successo per il primo decreto il rischio è che i criteri per individuare i nuovi 55mila saranno simili a quelli utilizzati per la prima ondata una scrematura del plotone totale in modo tale da far tornare i conti salvando solo coloro che comportano spese minori «rimangono fuori altri 200mila» «apprezzo moltissimo il taglio che ha dato bondi sugli acquisti con l uso generalizzato della consip che accentrerà le decisioni come sindacato lo chiedevamo da lustri e lustri di più chiediamo a monti e bondi di utilizzare lo stesso criterio per concessioni esternalizzazioni e appalti questa sarebbe una vera spending review che taglia i costi delle consorterie e delle inefficienze dello stato valutiamo invece molto grave la nella prima pagina del comunicato stampa del governo sulla spending review si dà grande rilevanza al fatto che «grazie al risparmio ottenuto sarà possibile estendere la clausola di salvaguardia in materia pensionistica prevista dal decreto legge salva italia ad altri 55mila soggetti anche se maturano i requisiti per l accesso al pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011 complessivamente l importo a favore dei lavoratori salvaguardati è di 1,2 miliardi a partire dal 2014» da parte sindacale le reazioni sono infatti molto critiche se susanna camusso denuncia il diverso trattamento tra gli esodati e gli statali a cui si derogherà dalla riforma delle pensioni consentendo al personale in esubero di andare in pensione con i vecchi criteri qualora avessero ottenuto la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2014 per il segretario generale della cgil è «particolarmente sgradevole che il governo decida una deroga alle pensioni nel lavoro pubblico e non risolva il problema degli esodati anche loro si rendono conto che quella riforma è ingestibile» il segretario confederale vera lamonica invece contesta le cifre del governo «il problema esodati non è risolto rimangono fuori almeno altri 200mila lavoratori» e conclude «anche per quelli previsti nei criteri scelti per la selezione dei 55mila rischiano di essere sottoposti ad una ennesima lotteria».
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sabato 7 luglio 2012 5 male le borse e lo spread allarme fmi la crisi peggiora piazza affari chiude a meno 2,53 un altro venerdì nerissimo schäuble una catastrofe la fine dell euro ninni andriolo roma un incertezza che gli investitori bocciano sul capitombolo di ieri tuttavia hanno pesato anche le notizie provenienti dagli stati uniti sul mercato del lavoro 80mila nuovi posti a fronte dei 100mila previsti per il mese di giugno e disoccupazione inchiodata all 8,2 per cento l europa deve fare di piÙ una manifestazione dei lavoratori del pubblico impiego in una immagine di repertorio foto di filippo monteforte/ansa della mobilità» da cecina dove ha partecipato al meeting antirazzista il segretario generale della cgil susanna camusso ha commentato in maniera molto dura il decreto sulla spending review «nei fatti è in corso un altra manovra di carattere recessivo che taglia molto lavoro più di quello che non dichiari noi ha continuato eravamo molto interessati a fare un operazione vera sugli sprechi e abbiamo fatto molte proposte ciò che non ci aveva mai visto d accordo era l idea di tagli lineari e soprattutto la riduzione dei servizi e delle reti di welfare dei cittadini o la penalizzazione del lavoro» su questo argomento il comparto più citato è quello della sanità «siamo di fronte nella somma tra le manovre berlusconi e questa a 13 miliardi di tagli nella sanità cioè all impossibilità di garantire i servizi la stessa operazione di ulteriore taglio degli enti locali è una messa in discussione dei servizi il problema non è il nome questo è un taglio lineare del welfare ai cittadini» ha concluso camusso sempre in campo sanitario secondo uno studio dello spi-cgil con la spending review «si darà il colpo di grazia alla sanità che si rifletterà sulla condizio ne di milioni di anziani i 4 miliardi di euro sottratti al fondo sanitario nazionale si aggiungono infatti agli oltre 12 miliardi già tagliati dal governo berlusconi per un totale di 16 miliardi nel triennio 2012-2014 anche la riduzione dei posti letto previsto dalla revisione della spesa targata monti continua lo spi cgil si somma a quella operata da chi lo ha preceduto si arriverà così alla cancellazione di 80mila posti letto e alla chiusura di centinaia di presidi sanitari sul territorio» anche ugl e usb mobilitati patroni griffi «preoccupazioni comprensibili ma leggete il testo definitivo» anche gli altri sindacati sono pronti alla mobilitazione l ugl ha proclamato lo stato di agitazione di tutto il pubblico impiego contro le misure della spending review mercoledì verrano decise le iniziative di lotta «sono misure spiega il segretario confederale fulvio de polo volte solo a fare cassa a danno di una categoria che ha già fortemente subito misure ingiuste e inique facendo i conti con carenze di personale e di mezzi adeguati a fornire un servizio efficiente» chi invece sta già protestando è l usb la confederazione che riunisce i sindacati di base ieri a milano un gruppo di lavoratori ha occupato il tetto dell ex assessorato alla sanità regionale srotolando uno striscione sull edificio a roma in serata si è tenuta una fiaccolata dal ministero della funzione pubblica fino a piazza montecitorio volano gli spread e le borse vanno a picco un venerdì nerissimo ad una settimana esatta dalla grande euforia post consiglio europeo che contagiò i listini di tutto il mondo con milano che guadagnò il 6,5 e il differenziale tra bund e btp che si ridusse a 423 punti piazza affari ha chiuso ieri a -2,53 mentre lo spread è schizzato a 470 punti mercati in affanno in tutta europa però parigi -1,88 francoforte -1,92 londra -0,53 madrid maglia nera -3,10 questo mentre la moneta unica tocca un nuovo record negativo crollando a 1,2266 dollari e la grecia torna a chiedere due anni in più per il risanamento il ministro delle finanze tedesco schäuble avverte allarmato che la fine dell euro porterebbe ad una «catastrofe economica» per la germania l europa e il mondo sempre ieri a wall street l indice dow jones cedeva a metà giornata lo 1,30 e il nasdaq scendeva dell 1,68 l ennesimo venerdì di passione quindi dopo un giovedì già caratterizzato dal segno rosso malgrado il taglio ai tassi di sconto sceso al minimo storico deciso dalla bce in realtà già l altro ieri draghi aveva provveduto a raffreddare gli entusiasmi disegnando un quadro economico «peggiorato rispetto a un mese fa» e confermando che «la ripresa sarà lenta e debole e non arriverà prima della fine dell anno» alla doccia fredda del presidente della banca centrale europea si è aggiunta ieri quella gelata della direttrice del fondo monetario internazionale chistine lagarde che ha fatto balenare perfino un peggioramento della situazione l uno-due di bce e fmi ha pesato sui mercati alla fine di una settimana aperta dai segnali decisamente positivi indotti dall intesa su crescita scudo anti spread ecc raggiunta al vertice di bruxelles risposte solo teoriche christine lagarde foto ansa-epa non si sono visti e il vertice bilaterale italia-germania al di là delle dichiarazioni d intenti ha dimostrato che in realtà gli strumenti sono solo teorici e ognuno continua ad andare per conto suo tanto che la finlandia ha minacciato di uscire dall euro piuttosto che pagare i debiti degli altri mentre fonti ue non sono state più rassicuranti sul ruolo della troika chiamata a vigilare sullo scudo anti spread secondo bruxelles infatti hanno ragione sia monti che merkel nel senso che l intervento ci potrà essere ma dovrà essere modulato nei controlli a seconda del grado di affidabilità del paese richiedente e se monti esclude «commissariamenti» a cairco dei paesi che dovessero ricorrere allo anti spread alla vigilia dell eurogruppo che si riunirà lunedì a bruxelles non c è ancora chiarezza sui meccanismi dello scudo che si sono volatilizzati in pochi giorni perché spiega l economista giacomo vaciago ci vogliono fatti e i fatti mercati europei in affanno lagarde la ue deve fare di più la grecia torna a chiedere altri due anni per il risanamento ma non si può addossare né sulle dichiarazioni di draghi né su quelle di lagarde che fotografano una realtà non certo rosea la responsabilità di una crisi che ha in europa il suo epicentro nella stessa unione che al di là dei risultati positivi di questo o quel consiglio di capi di stato e di governo ottenuto tra l altro monti ne sa qualcosa faticosamente stenta a reagire coralmente e speditamente «occorre fare di più» esorta da tokyo lagarde anche perché lo scenario economico mondiale «sta peggiorando» e se l europa «ha fatto progressi» il lavoro da portare avanti per risolvere la crisi del debito sovrano europeo è ancora molto secondo il direttore generale del fondo monetario internazionale le ultime misure adottate dalla bce e quelle decise dal consiglio europeo la settimana scorsa sono «incoraggianti» passi importanti sono stati fatti spiega ma il percorso da compiere per rafforzare la moneta unica è lungo e passa attraverso «l unione bancaria e l unione fiscale» le scelte compiute fino adesso possono apparire ai mercati come passaggi lenti anche se sono «sufficientemente veloci per i principi democratici» nel mondo «interconnesso di oggi la crisi si muove veloce sottolinea lagarde colpisce tutti gli angoli e bussa a tutte le porte» e il peggioramento dell economia mondiale riguarda l europa e gli usa ma anche i «mercati emergenti come brasile cina e india che stanno rallentando» in modo più o meno marcato e le stime aggiornate del world economic outlook registreranno una visione al ribasso «non si tratta di un cambio enorme spiega il direttore del fondo monetario ma c è la variazione negativa» investimenti produzione occupazione ecc molti indicatori economici sono peggiorati in pochi mesi per lagarde infine le economie di tutto il mondo devono adottare misure per ridurre il debito pubblico che attualmente preme negativamente sulla crescita mentre il settore finanziario deve essere risanato in modo che torni a sostenere le economie piuttosto che a destabilizzarle cancellata la metà delle province il risparmio previsto è di 500 milioni di euro per quest anno e di un miliardo di euro a partire dal 2013 marco tedeschi milano il caso mie locali istituito in ogni regione la propria deliberazione con i criteri successivamente ogni consiglio approverà il piano di riduzione entro 40 giorni i comuni capoluogo di regione sono esclusi dagli interventi di accorpamento e riduzione le province che resteranno in vita avranno le seguenti competenze ambiente soprattutto per il settore discariche e trasporti e viabilità anche per quanto attiene la costruzione la classificazione e la gestione delle strade metropoli quasi il 50 in meno È questo il saldo della spending review nel settore delle province visto che l accorpamento porterà ad una netta riduzione dalle attuali 107 diventeranno 48 il piano sarà completato entro l anno corrente e la definizione esatta dei parametri per la dimensione territoriale e la popolazione sarà completata entro 10 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto sulla spending review licenziato dal consiglio dei ministri l iter da seguire prevede che il governo trasmetta al consiglio delle autono inoltre il decreto prevede che entro il primo gennaio 2014 vengano istituite le città metropolitane dieci in tutto roma torino milano venezia genova bologna firenze bari napoli reggio calabria contestualmente verranno soppresse le relative province il risparmio complessivo previsto dal taglio delle province è di 500 milioni di euro per quest anno e di 1 miliardo di euro a decorrere dal 2013 il ministro della funzione pubblica filippo patroni griffi commentando il decreto sulla spending review ha detto che «è stata ridisegnata l`architettura istituzionale dello stato sul territorio e così il sistema delle autonomie province unione dei comuni e città metropolitane e amministrazioni periferiche dello stato saranno riorganizzate per dare migliori servizi ai cittadini e ridurre costi e sprechi l`italia compie in questo modo una vera e propria svolta nell`assetto dello stato basta con i microfeudi ora è il momento di una riorganizzazione che deve essere il fulcro per uno stato nuovo innovativo snello e più utile ai cittadini per la prima volta nella storia repubblicana si è deciso di ridurre il numero delle province si compie così un lungo dibattito che si è sviluppato nel paese e che con il consiglio dei ministri dell`altra sera giunge a una decisione a una scelta compiuta con saggezza e lungimiranza» «il processo che lo stato sta compiendo» ha continuato il ministro «può diventare anche una guida per le realtà private il decreto sulla spending review ridurrà gli sprechi e migliorerà sensibilmente la vita di tutti i cittadini» le misure prese dal governo però non convincono tutti costantino boffa del pd ha definito «ancora utili le piccole province contrariamente a quanto si dice in quanto servono per coordinare il sistema dei piccoli comuni e per garantire una competitività e un dinamismo territoriale che a scale più piccole non sarebbe certo possibile garantire» critico anche antonio di pietro leader dell idv ma per motivi opposti «il professor monti si è finalmente deciso a sforbiciare le province ma mica tutte meno della metà se tutto va bene l altra metà ce la teniamo anche se non servono a niente e succhiano solo soldi allo stato si vede che alle richieste dell europa si obbedisce sempre tranne quando fanno a pugni con le esigenze dei partiti e delle loro clientele questo aspetto emerge in modo molto chiaro è una riforma a metà» tagli alla giustizia via tribunali e procure risparmio di 50 mln soppressione di 37 tribunali e di 38 procure cancellazione di 220 sezioni distaccate esistenti in tutta italia questo il contenuto del provvedimento in materia di revisione delle circoscrizioni giudiziarie messo a punto dal guardasigilli paola severino e approvato dal consiglio dei ministri i tagli non riguarderanno comunque i capoluoghi di provincia prevista anche la ridistribuzione sul territorio del personale amministrativo e dei magistrati a questa riorganizzazione si aggiunge quella degli uffici dei giudici di pace che ha già portato all individuazione di 674 sedi che saranno soppresse secondo palazzo chigi la riduzione degli uffici giudiziari comporterà complessivamente risparmi di spesa di oltre 51 milioni di euro in due anni.
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6 sabato 7 luglio 2012 l italia e la crisi bersani con i sindaci e le regioni tagli non sostenibili il leader democratico su monti «non si può dare la colpa al pompiere per il fuoco appiccato da pdl e lega» ma avverte che «il pd dirà come la pensa e come farà» simone collini roma parla di primo mattino con il presidente della conferenza delle regioni vasco errani e con quello dell anci graziano delrio oltre a molti altri amministratori locali sparsi in tutta italia per ascoltare la loro valutazione e il discorso che pier luigi bersani ascolta è ogni volta lo stesso questa spending review non è sostenibile col passare delle ore emergono poi tutti i dettagli del decreto varato dal consiglio dei ministri e l allarme lanciato da sindaci e presidenti di regione soprattutto per quel che riguarda i tagli alla sanità e i trasferimenti agli enti locali si dimostra tutt altro che infondato «È paradossale che il titolo del decreto sia revisione della spesa pubblica ad invarianza dei servizi ai cittadini » scuote la testa bersani perché i servizi a leggere le 73 pagine del testo inevitabilmente saranno a rischio e nel pd già si inizia a discutere di quali emendamenti presentare in parlamento quando molto probabilmente dopo la chiusura delle camere per la pausa estiva ci dovrà essere la conversione in legge del decreto questo passaggio per il pd rischia di essere anche più delicato di quanto non sia stato quello riguardante la riforma del mercato del lavoro con i sindacati sul piede di guerra gli enti locali che lanciano un grido d allarme e i potenziali alleati che o attaccano duramente il governo il leader di sel nichi vendola parla di «decreto ammazza-italia» o lo sostengono senza se e senza ma «la spending review è cura dimagrante dello stato tagli sprechi e burocrazia inutile noi con monti gli altri facciano quel che vogliono» dice il leader udc pier ferdinando casini il crinale su cui bersani deve muoversi è stretto e scivoloso né può venir meno all impegno di sostenere monti né può assecondare le misure decise dal governo senza peraltro il confronto chiesto nei giorni scorsi contatti diretti tra presidente del consiglio e il segretario pd non ci sono stati e allora bersani ricorda che «non si può dare ora la colpa al pompiere» per il fuoco appiccato da chi c era prima «negli ultimi dieci anni di governo pdl-lega la spesa ha sempre sforato e poi tra ruby e bunga bunga stavamo facendo la fine della grecia» e ricorda anche che quella di sostenere monti è stata una «scelta di responsabilità» che verrà rispettata con «lealtà» dal suo partito ma aggiunge anche che il pd dirà come «la pensa» e cosa «farà» il pd ragiona sugli emendamenti e allora non manca da parte di bersani l apprezzamento per le misure volte a razionalizzare l organizzazione pubblica la riduzione dei costi per le auto blu la sforbiciata alle province ma non mancherà neppure una battaglia in parlamento in particolare su sanità e trasferimenti agli enti locali quando i partiti potranno dire la loro «nella prospettiva dei prossimi due anni per la sanità a tremonti si aggiunge monti ci sono troppi monti da scalare 12 miliardi di tagli sono troppi» dice bersani ricordando la scure che già si è abbattuta col governo berlusconi ricorre alla battuta di fronte ai giornalisti che di primo mattino gli chiedo «per la sanità a tremonti si aggiunge monti adesso ci sono troppi monti da scalare» no un commento su quelli che sembrano essere i contenuti della spending review perché pensa ci sia ancora qualche margine di manovra e infatti lancia un ultimo appello ad uso e consumo del governo «attenzione a non dare una mazzata al servizio sanitario nazionale» poi le indiscrezioni diventano parole messe nere su bianco nelle 73 pagine uscite nel primo pomeriggio da palazzo chigi «ci sono cose che ci preoccupano molto» dice bersani facendo poi capire che quel ci non riguarda soltanto il suo partito «i governatori hanno ragione è gente che pensa non sono azzeccagarbugli o agit-prop» tra gli amministratori locali la tensione è alle stelle il presidente dell emilia romagna errani che come presidente della conferenza delle regioni ha chiesto un incontro «urgentissimo» a monti parla di «tagli lineari insostenibili» mentre il sindaco di reggio emilia delrio dice a nome dei comuni italiani «non accetteremo i due miliardi di tagli che ci propone il governo i nostri bilanci scoppierebbero abbiamo già dato 8 miliardi di risparmi in questi anni come comuni altri non possono dire d aver fatto altrettanto» ma non è solo il capitolo sanità a preoccupare il pd il responsabile trasporti della segreteria matteo mauri fa notare che con i tagli alle regioni il trasporto pubblico locale finirebbe in una «situazione drammatica» e diversi parlamentari lanciano un allarme sui rischi che comporta nella lotta alla criminalità organizzata la chiusura di diversi tribunali soprattutto in calabria ma michele meta cita anche il caso di cassino che fa da «diga» alle infiltrazioni camorristiche nel pd la voce scevra di accenti critici è quella di enrico letta che dice «ricordiamo che la spending review serve ad evitare l aumento dell iva che serviva ad evitare il taglio alle esenzioni fiscali sul welfare deciso dal governo berlusconi» c è però anche chi fa notare che l aumento dell iva è solo rinviato a luglio del prossimo anno insomma sarà l eredità lasciata da monti al prossimo presidente del consiglio il caso gelmini buttiglione antiberlusconiano di sinistra ma quale moderato quello di buttiglione è vero antiberlusconismo parola di maristella gelmini la ex ministra dell istruzione che ieri si è lasciata andare a una lunga dichiarazione contro il professore «sorprendono i toni e gli argomenti addotti dal professor buttiglione perché deboli e alieni dal concetto di moderato il pensionamento dei leader ha detto gelmini non lo decide buttiglione a tavolino ma gli elettori che invece hanno attribuito da sempre a berlusconi molto credito e consenso cadere in questo antiberlusconismo tipico della sinistra è sintomatico di una mutazione genetica dell udc che ultimamente tende a scivolare a sinistra la sfida per rappresentare il ceto medio produttivo si gioca sulla coerenza sul coraggio delle riforme e sulle alleanze compatibili e l elettore è più informato e astuto di quanto credano buttiglione e amici dell udc» il caso occhetto sì al rigore ma con equità come chiedeva berlinguer «il governo continua ad adottare misure di tagli lineari che quindi non tengono conto delle differenze di ceto né di capacità» questo il commento sulla revisione della spesa di achille occhetto intervenuto a portici alla festa regionale di sel «alcune ha aggiunto occhetto possono essere anche forme di razionalizzazione giuste ma altre si inseriscono in quelle metodologie che hanno portato alla riforma delle pensioni ed a colpire fondamentalmente la parte più povera della popolazione» l esponente di sel si è detto «completamente d accordo sul rigore» ed ha ricordato che «berlinguer per primo pose la questione dell austerità ma ha aggiunto questa deve accompagnarsi alla questione della equità ed alla distribuzione tra ricchi e poveri del rigore e dei sacrifici» il governo ringrazia «cielobuio» e invita tutti a spegnere la luce i n fatto di risparmio gli italiani sono imbattibili lo dicono i dati sui depositi bancari e anche quelli del sito di palazzo chigi che ha ricevuto ben 135mila consigli di cittadini su dove tagliare per definire la spending review i messaggi sono «piovuti» da tutte le aree della penisola a dimostrazione del fatto di quanto sia «popolare» oggi nel belpaese il tema dei tagli basta che riguardano gli altri naturalmente c è chi pensa a tagliare la benzina chi a eliminare le auto d ordinanza slogan e pie intenzioni che si rincorrono da anni sui giornali e nei documenti pubblici italiani ma stavolta c è uno scatto in più un idea che ci mancava quella di spegnere la luce semplice semplice a proporla con un pressing senza precedenti è l associazione «cielobuio» che viene onorata della citazione nel comunicato governativo come quella che ha segnalato le migliori «buone prassi» l associazione si prefigge il caso bianca di giovanni roma obiettivi planetari difendere il cielo notturno insomma più stelle più lucciole ci sono ancora più luna e meno elettricità idea geniale davvero «luminosa» illuminazioni il comunicato finale di palazzo chigi sulla spending review loda le 135mila mail inviate da cittadini e associazioni con i loro suggerimenti le cose per la verità non sono così semplici l associazione «premiata» studia illuminazioni ecocompatibili a basso consumo e basso impatto ambientale altro che luna e ci si sono messi di buona lena a mandare consigli al governo per risparmiare risorse ma fino all altroieri era tutto finito nel buio è il caso di dirlo tanto che l associazione ha pensato bene di scrivere una lettera aperta al premier «questa poca considerazione riservata ad un modo indolore di risparmiare una cifra sicuramente superiore a mezzo miliardo annuo ci lascia alquanto delusi» scrivono i fautori delle tenebre eppure continuano hanno mandato il loro studio parecchi giorni fa con tanto di studi e elaborazio ni ingegneristiche ma dal governo niente fino all alba dell altroieri dopo 7 ore di consiglio dei ministri dopo il braccio di ferro con il titolare della sanità intenzionato a dar seguito alle richieste delle regioni dopo la «tosatura» dei dipendenti pubblici palazzo chigi ha trovato anche la forza di rispondere a «cielobuio» che a questo punto avrà visto la luce la proposta dell associazione viene citata per esteso una riduzione dei tempi e dei punti di illuminazione negli uffici pubblici un consiglio che si aggiunge alle decisioni appena prese dal governo diminuzione delle superfici dei ministeri e riduzione degli affitti meno spazio e meno luce un binomio mortale nessuno pensava di tornare allo sfavillio luccicante dell era berlusconi ma pensare di staccare le lampadine forse stavolta è un po troppo già da tempo si chiede agli uffici di evitare di sprecare la carta ora arriveranno i ticket ridotti a 7 euro che in lombardia significa un taglio di 5 euro al giorno poi ci sarà il trasferimento in sedi meno «sfarzose» e naturalmente nel breviario del buon travet dovrà comparire una serie di principi disciplinari tornare a casa a piedi niente auto blu condividere la scrivania con un collega e naturalmente l ultimo spenga la luce.
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sabato 7 luglio 2012 7 caro nichi non è più tempo di tatticismi serve un partito per tutti i progressisti c il segretario del pd pier luigi bersani in una immagine di repertorio foto di fabio campana/ansa aro nichi colgo nella tua riflessione pubblicata ieri sull unità alcuni spunti significativi sui quali si può costruire un confronto serio tra il pd e il tuo movimento sai quanto io consideri importante il ruolo che sel può svolgere per affermare quel progetto di cambiamento che serve alla società italiana e poiché penso che il dibattito nel centrosinistra rischia di svolgersi con evidenti limiti penso sia arrivata l ora di verificare se è possibile collocare in un comune orizzonte le nostre scelte di oggi l attuale discussione sulle alleanze infatti è inquinata da un approccio che ripropone il vecchio vizio italiano del pregiudizio ideologico quel pregiudizio che ha alimentato tra gli schieramenti e negli stessi schieramenti contrapposizioni difficilmente sanabili e che lungi dal risolvere i problemi ha condotto a un loro aggravamento ora bisogna compiere un salto di qualità non è più il tempo di restare nel vago «l urgenza appassionata dell adesso» direbbe martin luther king ci impone d essere realisti e di passare alle scelte concrete e coraggiose la prospettiva politica indicata da pier luigi bersani dell alleanza tra progressisti e moderati è la strada giusta per chiudere in italia la parentesi populista e liberista della nostra epoca perché abbia successo è fondamentale sciogliere alcuni nodi strategici a iniziare da quello l intervento nicola latorre vicepresidente dei senatori pd la nascita del pd ha unito riformisti e cattolici democratici ora questo processo deve arricchirsi della partecipazione di sel e dell italia che non accetta la deriva neopopulista di unire tutti i progressisti nelle forme e nei tempi possibili nello stesso soggetto politico questo processo già avviato con la nascita del pd che ha unito la parte maggioritaria dei riformisti con gli eredi del cattolicesimo democratico ora deve arricchirsi della partecipazione di sel delle forze socialiste e di quella grande parte della società italiana impegnata anche fuori dai partiti che non vuole rassegnarsi a subire una pericolosa deriva neopopulista non possiamo più temporeggiare lo stesso mondo del lavoro in un momento di grandi cambiamenti come quelli attuali reclama una ancora più solida rappresentanza politica oggi c è un governo eccezionale per gestire una situazione eccezionale e questo non solo per la natura e la drammaticità della crisi che espone il paese a rischi enormi ma anche perché siamo al punto massimo di discredito della politica e delle stesse istituzioni fatta salva quella rappresentata dal presidente napolitano che ha avuto un ruolo decisivo per la stessa tenuta democratica e al quale non cesseremo mai di essere grati la stessa configurazione della maggioranza parlamentare che sostiene il governo monti e la sua natura cosiddetta tecnica nascono proprio da questa eccezionalità con ragionevole certezza possiamo affermare che abbiamo evitato il peggio all italia si tratta ora di curare le conseguenze delle misure adottate per fronteggiare l emergenza risolvendo quei problemi che riguardano la vita di tante persone in difficoltà a partire da quello più urgente degli esodati e avviare qualche concreta iniziativa per la crescita e il lavoro senza sprecare il tempo che ci separa da qui alla fine della legislatura per perseguire una seria rigenerazione della politica approvare una nuova legge elettorale e ridurre il numero dei parlamentari sono profondamente convinto che nonostante il nostro differente atteg giamento nei confronti del governo monti ci siano tutte le condizioni per costruire un comune progetto di governo su cui chiedere il consenso degli italiani d altro canto proprio perché eccezionale l attuale maggioranza parlamentare cesserà con la fine della legislatura e per il bene del paese le elezioni del 2013 devono essere l atto di nascita di una nuova fase della vita politica e istituzionale in netta discontinuità con quella precedente una stagione che ha visto i conservatori al governo di quasi tutti i paesi europei portatori di quelle politiche liberiste che hanno prodotto la crisi attuale e favorito la crescita a dismisura del potere di ristrette oligarchie economiche e finanziarie la crisi non avrà soluzione compiuta se non quando la politica avrà riequilibrato il suo rapporto con l economia e su questo si gioca anche il futuro della democrazia io credo caro nichi che in questa discussione si possano ritrovare tutti gli elementi di un comune progetto politico ecco perché occorre distinguere tra un confronto finalizzato esclusivamente ad alleanze elettorali e una discussione che guarda a un più ampio orizzonte anche per questo non ho condiviso la tua recente iniziativa con di pietro poiché a tutt oggi sugli aspetti essenziali di un progetto di governo futuro di pietro è impegnato solo a esasperare i motivi di scontro con il pd mettiamo da parte le pur rispettabili esigenze tattiche e privilegiamo un più ambizioso progetto strategico fondamentale per cambiare l italia napolitano invita i ricercatori del cern il capo dello stato invita i giovani scienziati che hanno contribuito a ginevra alla scoperta del bosone di higgs marcella ciarnelli roma apprezzare ulteriormente il valore della cooperazione internazionale in campo scientifico e di verificare il peso e la qualità della componente rappresentata dai ricercatori più giovani il vostro successo sarà per loro uno straordinario incentivo per continuare ad impegnarsi nelle attività di ricerca» l incontro a ginevra assisi giunta maschile il sindaco resiste al tar l appuntamento è fissato «in occasione di un vostro passaggio a roma per essere aggiornato sulle prospettive di una così importante scoperta» il presidente della repubblica ha invitato al quirinale i ricercatori che hanno contribuito alla scoperta del bosone di higgs che «onora il prestigio della scuola di fisica italiana che ci ha reso famosi nel mondo» nella lettera inviata al professor sergio bertolucci direttore della ricerca scientifica del cern di ginevra il presidente napolitano è tornato sull importanza dell «unanime riconoscimento del successo degli studi e delle applicazioni pratiche della scoperta» aggiungendo che «il vostro lavoro rappresenta inoltre un traguardo di straordinaria importanza per l avanzamento della conoscenza dell universo e un messaggio di speranza per il futuro» quindi a nome suo personale e di tutte le istituzioni italiane ha voluto rivolgere «a lei ai suoi colleghi fabiola gianotti e guido tonelli a tutti i ricercatori italiani coinvolti nel progetto le più sentite congratulazioni» nella lettera il presidente non ha mancato di ricordare la sua visita al cern nel marzo del 2011 «in occasione della quale mi avevate illustrato le ricerche in corso» e che «mi ha permesso di il presidente napolitano foto tm-news nella lettera il presidente ricorda la visita al centro nel marzo 2011 e chiede di essere «aggiornato» i giovani l importanza della ricerca la necessità che anche in tempi di crisi come questa che stiamo vivendo non si proceda ove possibile a tagli che mettano in discussione lo sviluppo e la crescita lo aveva riaffermato anche incontrando i ragazzi del cern a cui aveva confermato il suo impegno «a sostenere la causa della ricerca scientifica» ed aveva ribadito che «abbiamo spesso discussioni in italia su una fase che è senza dubbio di inevitabile restringimento della spesa pubblica perché abbiamo sulle spalle accumulato da molti decenni uno stock di debito pubblico che dobbiamo assolutamente riuscire ad alleggerire e in tempi non troppo lunghi secondo una direzione di marcia che sia costante e coerente ora io non ho poteri di governo sono come si usa dire un presidente non esecutivo ma devo rappresentare ed è parte della mia funzione quelle che considero ragioni fondamentali di sviluppo della comunità nazionale e anche esigenze di riconoscimento del ruolo dell italia in europa e nel mondo così continuo a esprimere e a cercare di far valere l opinione che in una fase di restrizioni per dirla anche più brutalmente di tagli della spesa pubblica occorrerebbe non intervenire con il machete e non mettere sullo stesso piano tutti i capitoli di spesa del bilancio dello stato» fuor di retorica dunque il presidente sollecitò pubblico e privato a non tagliare le risorse e affermò che «quando si parla di quello che si può tagliare e di quello che non si deve tagliare nelle voci e nei capitoli di spesa del bilancio dello stato» bisogna aver ben presente «che non possono essere sacrificati in modo schematico e alla leggera investimenti nel nostro futuro nel futuro della nostra società delle nostre giovani generazioni della nostra scienza» i giudici avevano azzerato la squadra di governo per il mancato rispetto delle quote rosa virginia lori roma il tar gli ha bocciato la giunta non rispettava le quote rosa anzi per essere precisi di quote rosa non c era neanche l ombra ma lui tenace sindaco pidiellino non ci sta e rinomina la sua squadra proprio come era prima della sentenza che ognuno torni al suo posto da assessore succede ad assisi dove il primo cittadino claudio ricci è ripartito dal via nonostante la decisione del tribunale amministrativo dell umbria che ha accolto il ricorso sulle cosiddette quote rosa che era stato presentato a settembre dello scorso anno da alcune associazioni e da esponenti politici dell opposizione i giudici il presidente cesare lamberti e i consiglieri carlo luigi cardoni e stefano fantini hanno detto sì alle ragioni delle donne escluse dalla giunta tra le motivazioni del ricorso veniva citato un principio costituzionale alcune leggi dello stato ma soprattutto un paio di articoli dello statuto comunale in cui si il primo cittadino di centrodestra va contro la legge e rinomina gli stessi assessori faceva esplicito riferimento al rispetto delle quote rosa ma subito su quella sentenza si è aperta una guerra giudicata un po sibillina per chi sta dalla parte di ricci si tratterebbe di un pronunciamento che dà un colpo al cerchio e uno alla botte dicendo che sì il sindaco avrebbe fatto male a non nominare donne ma che se in fondo spiegasse bene perché non lo ha fatto ebbene una giunta tutta al maschile non sarebbe di per sé illegittima e quindi mentre sulla stampa locale si consumava una battaglia rovente ecco che lui che il 20 giugno si diceva «pronto a ricorrere al consiglio di stato» e il 22 giugno spiegava di essere di fronte a «una sentenza senza vincitori» e che presto ci sarebbero state nuove nomine presto si convinceva che «l opposizione ha sostanzialmente perso il ricorso al tar» e si avviava verso il «ripescaggio» dei suoi assessori tutti uomini nomine «fatte nel rispetto della volontà degli elettori» dice lui e con l inserimento «comunque alla presidenza del consiglio di una donna» del resto claudio ricci non è certo persona che manchi di iniziativa a maggio insieme alla sua giunta aveva «simbolicamente» occupato l ospedale locale per protestare contro la paventata chiusura del punto nascita «È dal 1300 pare abbia detto che nasciamo qui senza il nostro reparto non avremo più una chiara o un francesco di assisi» chissà se stavolta la spunterà lui sindaco di assisi dal 97 che però nel 2010 avrebbe volentieri lasciato l incarico per candidarsi come presidente della regione almeno così si raccontò allora quando però berlusconi gli preferì fiammetta modena che almeno avrà pensato ora ricci si salvi la giunta.
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8 sabato 7 luglio 2012 la notte della repubblica diaz manganelli «arrivato il tempo di chiedere scusa» il capo della polizia dopo le condanne «scuse dovute alle vittime e a chi crede nell istituzione» sono ottanta le persone che hanno diritto ad un risarcimento da parte del viminale mariagrazia gerina mgerina@unita.it il «momento delle scuse» lo chiama il capo della polizia antonio manganelli ci sono voluti undici anni e venticinque condanne passate in giudicato perché arrivasse anni di pena e di offesa per le vittime del massacro compiuto la notte del 21 luglio durante il g8 di genova tra i sacchi a pelo della scuola diaz anni in cui mentre loro in aula raccontavano scene da «macelleria messicana» le forze dell ordine facevano quadrato attorno ai colleghi in divisa che si erano resi protagonisti del massacro anni in cui alcuni di quelli che sarebbero stati individuati come responsabili di quanto accadde alla diaz venivano promossi in ruoli di comando ora basta però davanti alla sentenza definitiva della cassazione lo stesso capo della polizia si inchina «di fronte al giudicato penale è chiaramente il momento delle scuse» scandisce per tutti antonio manganelli che pure ancora difende la decisione rimasta ferma in questi undici anni di non sospendere dal servizio e anzi anche di promuovere in molti casi i poliziotti prima indagati e poi condannati ma non ancora in via definitiva alla luce del «principio costituzionale della presunzione d innocenza l istituzione che ho l onore di dirigere insiste manganelli ha sempre ritenuto fondamentale che venisse salvaguardato a tutti i poliziotti un normale percorso professionale anche alla luce di non pochi risultati operativi da loro raggiunti» di fronte alla verità giudiziaria fissata una volta per tutte dalla sentenza della cassazione però cade tutto anche l ultimo appiglio della presunzione d innocenza e non resta che pronunciare quelle scuse taciute in questi undici anni scuse «dovute» scandisce ora manganelli rivolte a quanti «hanno subito danni» spiega con una perifrasi ma anche «a quelli che avendo fiducia nell istituzione-polizia l hanno vista in difficoltà per qualche comportamento errato ed esigono sempre maggiore professionalità ed efficienza» aggiunge rivendicando a fronte della verità giudiziaria stabilita dai giudici della cassazione l orgoglio di «essere capo di donne e uomini che quotidianamente garantiscono la sicurezza e la democrazia di questo paese» parole che «gli fanno onore» commentano i pd roberto della seta e francesco ferrante le scuse pronunciate dal capo della polizia suggeriscono i due ecodem sono «la via più saggia e diretta per restitiure piena dignità alle forze dell ordine il cui impegno a difesa dei cittadini e della legge non può tollerare macchie come quella finalmente evidente nel caso delle violenze di genova» ma quelle scuse osservano fanno anche risaltare ancora di più il silenzio del predecessore di manganelli gianni de gennaro oggi sottosegretario alla presidenza del consiglio e già capo della polizia nei giorni del g8 di genova anche lui inquisito nell ambito dell inchiesta sulla diaz per istigazione a falsa testimonianza ma poi assolto in cassazione dopo una condanna «sarebbe auspicabile che parole ugualmente sagge e responsabili venissero ora anche da de gennaro» attaccano i due parlamentari del pd «il suo silenzio sulla sentenza della cassazione insistono comincia a farsi assordante» come pure quello «dei dirigenti e dei funzionari infedeli condannati in cassazione» È stato «folle lasciarli ai vertici della polizia» attacca il segretario dei radicali marco staderini mentre il leader di sel nichi vendola davanti alle condanne e all indulto che eviterà comunque il carcere ai condannati torna a invocare il reato di tortura non previsto dalla legge italiana «basterebbero dieci giorni al parlamento per introdurlo» insiste vendola c è un altro convitato di pietra pe rò che la sentenza non tocca «sono le responsabilità della politica» denuncia l ex portavoce del genoa social forum vittorio agnoletto che torna a puntare il dito contro «le responsabilità gravissime del centrodestra e di fini allora vicepresidente del consiglio ndr che mentre avvenivano quei fatti era nella caserma centrale dei carabinieri e non si capisce perché» ma anche contro «una parte del centrosinistra che fino all ultimo istante ha cercato di salvare i massimi dirigenti della polizia» quello che si aprirà invece nei prossimi mesi è il capitolo dei risarcimenti sono oltre 80 le persone che hanno diritto a un risarcimento danni da parte del viminale e dei poliziotti ritenuti responsabili delle violenze avvenute alla scuola diaz con la sentenza di ieri infatti la cassazione ha confermato la condanna del viminale in qualità di responsabile civile e aperto la strada ai processi civili nei quali andrà stabilita l entità delle somme risarcitorie articolo 21 la rai trasmetta «diaz» antonio di bella chiede i diritti della pellicola oltre 5mila firme in poche ore l appello di «articolo 21» alla rai perché trovi modi e tempi per trasmettere il film diaz e consentire a tutti i cittadini di conoscere i fatti ha avuto risposta immediata e antonio di bella direttore di raitre ha reso noto proprio ieri di aver chiesto alla rai l acquisto dei diritti per poter trasmettere il film di daniele vicari È stato proprio di bella ad aderire fra i primi all appello in tal senso dell associazione articolo 21 e che segue ad analoga iniziativa sul sito del tg3 «abbiamo trasmesso questa mattina ieri ndr vari estratti di diaz ha affermato di bella e già da alcune settimane abbiamo chiesto a raicinema di poter acquisire i diritti del film già altre volte abbiamo stravolto il palinsesto per affrontare temi di stringente attualità come abbiamo fatto di recente mandando in onda proprio il documentario black bloc di carlo augusto bachschmidt che ricostruisce i fatti del g8 di genova» la richiesta di articolo 21 è stata presentata a poche ore dalla cassazione «con una sentenza non possono essere risarciti coloro che hanno subito danni fisici e psicologici così pesanti hanno detto stefano corradino e giuseppe giulietti ma contribuisce a quella richiesta di verità e giustizia che tanti hanno urlato a gran voce in questi undici anni associazioni movimenti giornalisti e registi come daniele vicari che con il suo diaz ha realizzato un importante opera di impegno civile con una puntuale ricostruzione basata sugli atti processuali e sulle testimonianze di persone che hanno avuto la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato trasmettere un opera di impegno civile come diaz può servire come antidoto contro la perdita della memoria».
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sabato 7 luglio 2012 9 l addio dei condannati finisce l era de gennaro È poliziotti all ingresso della scuola diaz di genova in una immagine di repertorio foto di filippo monteforte/ansa federico aldrovandi una lettera alla mamma per chiedere perdono «È giunto il momento di farvi avere le nostre scuse e quando e se vorrà sarei felice di incontrarla nuovamente» il capo della polizia antonio manganelli per mano del questore di ferrara luigi mauriello ha fatto recapitare le sue scuse alla famiglia di federico aldrovandi il diciottenne morto per le violenze subite da quattro agenti il 6 luglio 2009 una lettera che patrizia moretti la mamma di federico ha reso nota soltanto in alcuni passaggi nella missiva scritta a mano il capo della polizia ha fatto riferimento anche alla commissione disciplinare alla quale verranno sottoposti i quattro poliziotti condannati con sentenza definitiva a tre anni e mezzo per l omicidio colposo nel settembre scorso manganelli aveva incontrato in forma privata con i genitori e con il fratello minore di federico e in quella sede aveva promesso il suo intervento dopo la sentenza definitiva ieri inoltre dalle pagine del corriere della sera il ministro dell interno annamaria cancellieri ha annunciato l intenzione di far visita alla mamma di federico «voglio farle sapere ha detto che noi siamo con lei voglio spiegarle che la polizia è un altra cosa» cancellieri ha anche annunciato in merito agli insulti scritti su fb da uno dei poliziotti condannati che in sede di procedimento disciplinare «la linea dovrà essere quella della fermezza e dell intransigenza un atteggiamento così arrogante non si può sopportare» la giornata più buia per l amministrazione della pubblica sicurezza «il momento più basso perchè le conseguenze di questa sentenza sono devastanti» dice di prima mattina un prefetto mentre negli uffici del polo dirigenziale a cinecittà si aspettano i colleghi francesco gratteri e gilberto caldarozzi che dovranno fare le casse e lasciare gli uffici la pena accessoria dell interdizione dai pubblici uffici per cinque anni scatta subito una vita a dare la caccia con successo a mafiosi è la squadra che ha arrestato provenzano criminali hanno individuato l attentatore omicida di brindisi e terroristi finisce per gli errori palesi ma mai ammessi di quella notte di undici anni fa al g8 a genova prima di passare dall ufficio gratteri e caldarozzi vanno al viminale dove li aspetta il capo antonio manganelli È un incontro che nessuno di loro avrebbe mai voluto fare da rispettare nell intimità del dolore e di una sconfitta che strazia il cuore alla vigilia nelle stanze del viminale erano convinti che la cassazione avrebbe in parte riformato o rinviato la sentenza in appello a luglio 2013 sarebbe arrivata la prescrizione e fine di questa agonia lunga undici anni non è andata così soprattutto perchè in questi undici anni nessuno proprio in quell amministrazione si è assunto la responsabilità di ammettere gli errori di quella notte e di fare valere così le attenuanti È stato deciso il muro contro muro e ora non ci sono prigionieri solo colpevoli sconfitti senza possibilità di appello alle otto di mattina comincia al viminale una riunione che va avanti quasi fino alle tredici col passare delle ore arrivano anche i capi delle squadre mobili di firenze ferri e l aquila ciccimarra il capo della polfer di torino spartaco mortola coloro che da oggi seppur giovani sono in mezzo a una strada senza stipendio senza possibilità di trovare un impiego nella pubblica amministrazione almeno per cinque anni l amministrazione garantisce solo il 50 per cento del vitto top secret gli argomenti della riunione viene attuato il piano b quello delle sostituzioni al posto di gratteri alla guida del dca direzione centrale anticrimine va gaetano chiusolo a lungo capo della criminapol dell emilia romagna al posto di caldarozzi alla guida dello sco maria luisa pellizzari dirigente di razza il retroscena claudia fusani roma la giornata del viminale una lunga riunione poi le nomine dei nuovi vertici chiusolo al posto di gratteri alla dca pellizzari allo sco dopo caldarozzi dca gaetano chiusolo direzione centrale anticrimine ha guidato la criminalpol in emilia romagna e liguria È stato questore di parma e brescia poi direttore centrale per i servizi antidroga del dipartimento della pubblica sicurezza sco maria luisa pellizzari servizio centrale operativo ha prestato servizio alla squadra mobile e alla criminalpol di roma ha ricoperto numerosi incarichi dirigenziali in amministrazione dal gennaio guidava la polizia stradale ma questa è solo la schiuma la parte che si vede di una riunione drammatica «non abbiamo commesso nessuno falso aggravato è il reato per cui sono stati condannati gli altri arresto arbitrario e calunnia erano già prescritti ndr» ripetono i funzionari «forse insistono abbiamo commesso delle ingenuità forse non dovevamo firmare ma in quei momenti non c era tempo di pensare la nostra coscienza è a posto e questa condanna è ingiusta» la sentenza sull irruzione scellerata nella scuola diaz segna la fine dell era de gennaro in polizia si chiudono in modo certamente non alto vent anni in cui l attuale sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega ai servizi segreti ma a lungo capo della polizia prima dell antimafia e poi dei servizi segreti è stato il potentissimo dominus incontrastato de gennaro era capo della polizia nel 2001 seguiva passo passo le operazioni nei giorni del g8 dalla sala operativa di roma pur avendo delegato sul posto due dei suoi uomini migliori arnaldo la barbera e ansoino andreassi pagarono subito entrambi con la sospensione il primo è morto nel 2002 andreassi è andato in pensione ma è stato l unico degli alti dirigenti a testimoniare in aula al processo e a spiegare come funzionava la catena di comando catena di comando che la cassazione ha voluto condannare in quanto responsabile di quanto è successo insieme con chi materialmente entrò nella scuola e picchiò selvaggiamente i 93 ragazzi e ragazze scambiandoli per pericolosi no global de gennaro non è mai stato imputato in questo processo ma la verità giudiziaria specie se è in discussione la tenuta delle istituzioni non può prescindere da quella politica e storica che altri dovranno ora scrivere molti ora si aspettano che de gennaro dica o faccia qualcosa quelli condannati rimasti in mezzo alla strada sono i suoi ragazzi molto più che di manganelli che ieri ha detto «ora è il momento delle scuse» ora perchè la sentenza è definitiva ed era obbligo dell amministrazione tutelare la presunzione d innocenza fino al verdetto finale «anche le promozioni di questi funzionari negli anni spiega una fonte vicina a manganelli sono tutte motivate poteva non essere promosso caldarozzi dopo che ha arrestato provenzano nel 2006?» una riunione piena di rimpianti bastava tenere un comportamento processuale più collaborativo e sarebbero scattate le attenuanti sufficienti per stigmatizzare le colpe ma evitare le pene accessorie la democrazia avrebbe saldato il suo credito con la barbarie e la «macelleria messicana» andata in scena alla diaz i funzionari si sarebbero salvati seppur nell onta degli errori ma ancora una volta la direttiva ufficiale è stata di ignorare i processi «una strategia» è stato spiegato «è l accusa che deve far valere la prova» se finisce così sarà una sentenza monca un altra occasione sprecata «furono le scelte politiche a causare il disastro di genova» massimo solani twitter@massimosolani che intende dire «a genova si sbagliò nel modello politico di ordine pubblico un modello che puntava esclusivamente a difendere il summit senza prevedere alcuna difesa della città soprattutto dal punto di vista della prevenzione che fu invece lasciata indifesa di fronte alle devastazioni ma non credo affatto che si sia trattato di una semplice sottovalutazione» claudio giardullo segretario del silp cgil non vuole commentare la sentenza della cassazione sui fatti della diaz «perché le sentenze si rispettano in silenzio» dice vuole invece come fa da undici anni a questa parte che quel pronunciamento riaccenda l attenzione pubblica su quelle che furono le scelte del governo berlusconi che portarono al disastro di genova «perché la realtà dice è che quel modello di gestione dell ordine pubblico e probabilmente anche l escalation di tensione che portò ai giorni del g8 erano funzionali ad un obbiettivo politico separare in piazza i moderati dai progressisti» «per quel governo la piazza era un incubo e probabilmente qualcuno pensò che la cosa giusta da fare era evitare che la protesta sui temi del summit poi potesse ripetersi in autunno contro le scelte economiche e sociali di quel governo delegittimare la piazza inasprire i toni e scegliere la repressione oggi mi pare che si possa dire si sia trattato di una strategia chiarissima e mi pare che si possa affermare altrettanto che sia stato questo obbiettivo strategico a causare poi gran parte delle scelte sbagliate che hanno fatto dei giorni del g8 il dramma che tutti ricordiamo» si spiegherebbe così anche la presenza di gianfranco fini ed altri parlamentari di an nella sala operativa di genova nelle ore degli incidenti in strada l intervista claudio giardullo il segretario del silp-cgil «il governo berlusconi scelse di gestire l ordine pubblico soltanto con la militarizzazione e la repressione della piazza» zia il governo è e sarà sempre con voi a prescindere da quello che succederà in un momento così delicato e di grandi tensioni quel genere di messaggio ha aiutato a creare le condizioni perché una minoranza di operatori si lasciasse andare a comportamenti e azioni gravissime» il ministro dell interno di quei giorni claudio scajola rivelò poi di aver dato ordine di sparare nel caso di violazioni della zona rossa stamenti e la presenza del blocco nero nessuno fece nulla «ma ripeto tutto il modello era di tipo pesante militaresco e finalizzato unicamente alla repressione non era adatto alla prevenzione che sarebbe stata invece l arma vincente per garantire per quanto possibile la sicurezza delle manifestazioni il modello era sbagliato ma era stato scelto esattamente quel modello perché rispondeva ad un obbiettivo politico» ora che la vicenda della diaz si è chiusa cheinsegnamento possono trarre le forze di polizia per il futuro «aldilà dei singoli episodi fatti come questo confermano che c era una attenzione politica del governo a come veniva gestito l ordine pubblico e c era purtroppo anche un messaggio che a mio avviso purtroppo ha pesato molto su quanto avvenuto in quei giorni che l esecutivo mandava alle forze di poli «ma era la creazione stessa della zona rossa che rientrava in quell idea di gestione pesante dell ordine pubblico al posto della scelta di utilizzare piccoli nuclei agili con capacità di movimento veloce È vero che con il tempo abbiamo iniziato a conoscere a fondo le tecniche di guerriglia urbana dei black bloc ma è evidente che in quelle condizioni sarebbe servita molta prevenzione nei confronti di coloro che avevano intenzione di creare disordini e una tutela maggiore di chi invece era in piazza per manifestare pacificamente» eppureneigiorniprecedenti alg8c eranostatinumerosiavvertimentisuglispo «innanzitutto l importanza della formazione degli operatori l istituzione della scuola di ordine pubblico ha dato un ottimo contributo perché la formazione è un assetto strategico a tutela degli operatori e dei cittadini peccato che il governo berlusconi che a parole si diceva sempre dalla parte delle forze di polizia negli anni abbia tagliato drammaticamente i fondi per il comparto sicurezza minando soprattutto lo strumento fondamentale della formazione».
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10 sabato 7 luglio 2012 politica quella strana sinistra «legge e ordine» che blocca le riforme l analisi giovanni pellegrino «l italia deve farcela» ammonisce il capo dello stato ed È opinione largamente condivisa che per farcela siano dopo la rai la giustizia sulla responsabilità civile e sulla legge anti-corruzione l asse del nord si ricompatta È già avvenuto per le nomine nella tv pubblica e con l affossamento delle riforme istituzionali claudia fusani roma necessarie riforme atte a superare l ossificazione di un paese vecchio e ad aprire prospettive di futuro per le giovani generazioni nel momento in cui però il dibattito si sposta su specifici progetti di riforma il quadro diviene molto più contraddittorio e confuso perché ogni categoria ogni corporazione sollecita innovazioni che riguardano altri mentre rifiuta di essere riformata chiudendosi a difesa di diritti e tutele negli anni acquisite nel paese è diffusa una sindrome «nimby» in cui ciascuno pretende che la vanga riformista dissodi i terreni altrui ma non intacchi il verde del proprio giardino il settore della giustizia è uno di quelli che funzionano peggio così da rendere generale l auspicio di una riforma che almeno ci avvicini a standard di efficienza europei e però questa aspirazione diffusa si scontra con il conservatorismo autoreferenziale delle corporazioni degli addetti al settore innanzitutto di quella cui appartiene chi scrive l avvocatura italiana che pur reclamando intense riforme di sistema insorge compattamente le posizioni di dissenso sono rarissime a difesa di un ordinamento professionale che pure è derivazione diretta del corporativismo fascista e almeno localmente si fa vessillifera di istanze campanilistiche protestando contro la progettata chiusura di uffici giudiziari analogo e in qualche modo speculare è l atteggiamento dei giudici italiani che ad alta voce pretendono maggiori risorse e implementazioni del personale ausiliario e auspicano modificazioni delle norme processuali che accelerino i tempi della giustizia quale la riduzione delle possibilità di appello e di ricorso per cassazione e tuttavia rifiutano che della magistratura siano posti in discussione diritti quesiti e prospettiva di carriera negandosi a ogni confronto sul proprio modulo organizzatorio e in particolare su quello della magistratura di accusa che pure stride con un rito processuale di tipo accusatorio e con il progettato modello di un pm europeo sono chiusure corporative non sorprendenti a una osservazione serena perché in tutto il mondo gli operatori del diritto tendono a reagire con irritazione a ogni annuncio di modifica dei ferri del mestiere su questo in anni lontani stefano rodotà fu autore di un memorabile saggio giovanile sicché se le corporazioni sono naturalmente conservatrici non può meravigliare che corporazioni di operatori del diritto siano conservatrici al quadrato si tratta quindi di resistenze in qualche modo naturali in gruppi specifici che ben potrebbero essere superate da una politica avveduta capace di valutarne il contrasto con l interesse generale il guaio è che sui problemi della giustizia l intero paese per lascito deteriore del berlusconismo è spaccato in due tra una destra che fa della riforma della magistratura più che della giustizia un obiettivo dichiarato e una sinistra che più o meno convintamente fa propria la posizione conservatrice dei giudici sostenendo che nel settore i problemi più urgenti sono altri e che quello del modulo organizzatorio della magistratura andrà affrontato se andrà affrontato in tempi più lontani in questa divisione del paese abbastanza manichea ascolto notevole ottengono opinionisti che pur dichiaratamente schierati a sinistra assumono posizioni complessivamente ascrivibili a quella ideologia law and order che nel mondo occidentale è tipica di militanze politiche nel campo conservatore o addirittura in quello della destra estrema mentre della sinistra intellettuale e politica è più tipica una opzione liberal che laicamente ritiene necessario un controllo critico della pubblica opinione sull esercizio di ogni potere ivi compreso il potere dei giudici e il potere d accusa per lo più strutturati come poteri diversi È un approccio critico aprioristicamente rifiutato da quanti si atteggiano nel loro insieme come un vero e proprio partito dei giudici o meglio ancora come un partito dell accusa se è vero che manifestazioni di dissenso su sentenze assolutorie sono abbastanza frequenti mentre netto è il rifiuto di ogni discussione sulle modalità con cui la prosecution viene esercitata muovendo dal presupposto che i pm hanno sempre ragione è facile sconfinare in posizioni di estremismo fazioso che spingono a trascurare concetti giuridici elementari così quando disinvoltamente si afferma che il presidente della repubblica è un cittadino come tutti gli altri e come tale soggetto alla legge dimenticando che la costituzione legge delle leggi gli attribuisce uno statuto speciale di insindacabilità ovvero quando si definisce fantomatico il principio di leale cooperazione tra i poteri che pure è stato tante volte affermato dalla corte costituzionale o ancora quando si esclude che un criterio di opportunità possa entrare a far parte di valutazioni giudiziarie rispolverando il mito del magistrato «bocca della legge» meccanicistico applicatore della sua volontà generale e astratta mito che la riflessione costitutiva di magistratura democratica aveva riposto in soffitta già nei primi anni sessanta queste fragilità culturali nutrono indisponibilità a ogni forma di civile confronto non soltanto con la destra quanto soprattutto con chi a sinistra abbia la ventura di pensarla in maniera diversa così l ossessiva reiterazione di posizioni inconciliabili anche all interno dello schieramento progressista conduce il dibattito a una situazione di stallo rendendo difficile pronosticare che nel programma di una sinistra di governo possano rientrare progetti di riforma della giustizia di cui pure il paese ha urgente bisogno È cioè difficile pronosticare uno schieramento progressista che sul problema della giustizia sappia superare contrasti ideali e particolarismi corporativi rinvenendo nel suo lessico parole davvero capaci di descrivere un ordine migliore delle cose il blitz inatteso è stato due settimane fa con le riforme istituzionali dalla sera alla mattina calderoli ricominciò a flirtare con quagliariello e gasparri fecero scambio di figurine il primo disse sì al semipresidenzialismo il secondo diede disco verde al senato federale risultato il pacchetto riforme è stato affondato per sempre la prova generale è stata nei giorni scorsi con la rai questa volta è sceso in campo addirittura la seconda carica dello stato renato schifani È stato sostituito il candidato dissidente del pdl e rimpiazzato con un soldatino risultato il pdl con la collobarazione di una lega in cerca di autore ha ottenuto la maggioranza nel cda rai la prossima mossa della rinata allean za è attesa nel campo minato della giustizia guarda caso con rai e riforme ciò che più sta a cuore al cavaliere forti dei sondaggi che danno il pdl in leggera ripresa un punto e mezzo due da quando l appoggio a monti si è riempito di se e di ma e di assenze in aula nei voti di fiducia lo stato maggiore dell ex partito di maggioranza continua a lavorare su due direttrici la riconquista di casini secondo il disegno della casa comune del partito popolare europeo larghe intese con la lega che rimosso l ostacolo bossi può puntare con il neo segretario bobo maroni a un profilo un po più elevato il ricompattamento lega-pdl sul fronte della giustizia è vissuto con terrore da pd terzo polo e idv ma anche dal mini il segretario del pdl angelino alfano durante una manifestazione del centrodestra foto di ciro fusco/ansa vietti e severino al quirinale norme sui giudici è allarme il vicepresidente csm «quel testo va assolutamente abbandonato sarebbe una sciagura che porterebbe al collasso il sistema» marcella ciarnelli roma l allarme dell organo di autogoverno della magistratura sulle norme in discussione che regolano la responsabilità civile dei giudici sono state rappresentate dal vicepresidente del csm michele vietti al presidente della repubblica che il csm lo presiede e il capo dello stato ricevendo nel pomeriggio il ministro della giustizia paola severino non ha mancato nell ambito di una ricognizione su tutti provvedimenti in discussione in parlamento sulla questione giustizia di illustrare le preoccupazioni che il csm ha ratificato anche con il voto del plenum un confronto per così dire a distanza ognuno a illustrare le proprie tesi e i propri impegni tra chi i magistrati li rappresenta ed il guardasigilli dunque con un portavoce di eccezione il capo dello stato che le questioni della giustizia le ha sempre affrontate con la decisione l impegno e la consapevolezza di come esse rappresentino un snodo fondamentale nella vita democratica del paese e che ha sollecitato a che in parlamento si trovi un adeguata soluzione michele vietti ancora nei giorni scorsi ha pubblicamente sostenuto che «la legge sulla responsabilità civile e diretta dei giudici va assolutamente abbandonata sarebbe una sciagura che porterebbe al collasso il sistema» ed anche dopo l emendamento presentato dal guardasigilli che esso « resta e rimane una materia molto delicata che non può essere semplicemente affidata alle logiche della maggioranza o della minoranza» e questo accogliendo la possibilità che sia il governo stesso a farsi carico di un intervento risolutore sul tema avere un magistrato terzo e imparziale libero da condizionamenti è nell interesse stesso dei cittadini» allo stato attuale nel merito c è l emendamento depositato in commissione politiche ue del senato dal go due strade possibili l emendamento del governo o l ipotesi dello stralcio il guardasigilli illustra gli interventi sulla durata dei processi e sul riordino delle circoscrizioni verno sull articolo 25 del ddl comunitaria 2011 bisognerà vedere come proseguirà il confronto parlamentare si possono azzardare tre ipotesi o si decide di andare alla conta sul testo approvato alla camera già sapendo che a votare a favore sarebbe una maggioranza diversa da quella che sostiene il governo dato che già alla camera pdl e lega si sono ricompattati sulla materia o l emendamento già presentato dal governo riuscirà a cambiare la situazione e portare ad un approvazione da parte di una platea più larga ma i dubbi anzi l allarme espresso non solo dal csm fanno intravedere questa strada come molto difficile da percorrere e c è poi l ipotesi di uno stralcio della norma che potrebbe essere motivato con la necessità di avere una disciplina più organica e completa in una materia così delicata e quindi il ministro della giustizia dovrebbe impegnarsi a trovare una soluzione adeguata alle questioni poste da più parti ma il colloquio al quirinale tra il capo dello stato e il ministro della giustizia paola severino è stato anche l occasione per fare una ricognizione su tutti i provvedimenti in materia tra i più rilevanti la ragionevole durata dei processi su cui la corte europea dei diritti dell uomo ha più volte richiamato l italia perché si arrivi ad una normativa più rapida e che tenga conto dei danni che al cittadino derivano economici e morali davanti a lungaggini ingiuste al presidente il ministro ha anche illustrato il piano di riorganizzazione delle circoscrizioni giudiziarie.
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sabato 7 luglio 2012 11 pdl e lega puntano alla paralisi stro guardasigilli paola severino che ha bisogno di concludere entro la pausa estiva due partite delicatissime la prima è la cosiddetta norma pini sulla responsabilità civile dei giudici mercoledì il ministro ha spiegato in commissione al senato il suo emendamento che mette un filtro tra il cittadino danneggiato da una sentenza sbagliata e il magistrato che l ha provocata il risarcimento dei danni sarà cioè pagato dallo stato che poi si potrà rivalere sullo stipendio della toga caduta in errore la lega ovviamente non è d accordo pini è uno dei suoi uomini di punta e considera quello della responsabilità civile «un principio sacrosanto in linea con le direttive europee» il pdl era rimasto in un primo momento defilato rinviando al dettato del ministro ma l approvazione alla camera a colpi di fiducia del disegno di legge contro la corruzione pieno di nuovi reati giudicati nefasti dagli onorevoli avvocati dell ex premier ha armato nuovamente i falchi del pdl e il senatore nitto palma ministro guardasigilli per un mese ha presentato emendamenti che riportano la questione alla casella della lega il magistrato deve pagare di tasca propria per i suoi errori la norma pini già approvata alla camera potrebbe avere il voto definitivo al senato e diventare legge entro l estate il pd vista la brutta aria punto allo stralcio della norma meglio non correre rischi ma sarà un braccio di ferro l altra sfida con relativo rischio di ricompattamento tra lega e pdl è il disegno di legge contro la corruzione vista la pessima aria che tira soprattutto in senato sta prendendo piede l idea di rinviare il voto di palazzo madama e la relativa approvazione definitiva a settembre sarebbe per il premier monti e il ministro severino un brutto rospo da ingoiare visto che di quel disegno di legge hanno fatto uno dei pilastri della ripresa e della credibilità del sistema-paese costretto a subire ogni anno un danno di 60 miliardi euro mangiati dalla corruzione giovedì in commissione affari costituzionali e giustizia il ministro ha fatto la relazione ed è cominciata la discussione generale ma il piano di approvare in via definitiva il disegno di legge entro l estate non è stato neppure nominato «nessuno ha parlato di scadenze» riferisce silvia della monica capogruppo pd in commissione giustizia «non solo aggiunge la tabella di marcia prevede una seduta a settimana abbiamo se va bene cinque settimane di lavori parlamentari trovo assai improbabile che il provvedimento possa arrivare in aula» il pd è l unico che insiste sulla tempistica sulla corruzione il pdl aveva mostrato intenzioni belluine dal segretario alfano al capogruppo cicchitto «o lo cambiate o noi approviamo la norma pini» hanno promesso a brutto muso il governo in questo momento con tredici decreti in scadenza non è in grado di affrontare anche questa battaglia per cui in ogni caso pdl e lega il vecchio ticket alfano-maroni fanno asse comune karima el mahroug foto /ap-lapresse rubygate teste colombiana ora è accusata di calunnia diana maria osorio iriarte la giovane colombiana amica di ruby citata oggi in aula nel processo a carico di lele mora emilio fede e nicole minetti è finita indagata per falsa testimonianza e calunnia nei confronti della procura a chiedere la trasmissione degli atti per l apertura di un fascicolo istanza accolta dal tribunale è stato il pm antonio sangermano al termine dell esame della donna la quale nonostante le venissero contestate delle dichiarazioni da lei messe a verbale e alcune intercettazioni con la giovane marocchine ha negato di aver svolto attività di prostituzione così come ha ripetuto di non sapere se ruby si prostituisse o meno la testimone ha inoltre affermato che le parole messe nero su bianco quando venne ascoltata dai magistrati nel corso delle indagini gli furono estorte un altra testimone serena facchineri l ex fidanzata di luca risso dopo essere stata ammonita ha ammesso che l interrogatorio della giovane marocchina avvenuto il 6 ottobre 2010 in uno studio a milano alla presenza dell allora suo avvocato luca giuliante di lele mora di «un emissario di lui» e di una persona che verbalizzava era stato organizzato «evidentemente per proteggere silvio berlusconi» È questo uno dei passaggi della testimonianza resa in aula dall ex fidanzata di risso che ha rischiato visti i richiami del pm e del tribunale di essere indagata per falsa testimonianza dopo una breve interruzione della sua deposizione per darle il tempo di «pensarci su» la giovane di fronte alla contestazione di una telefonata del 28 ottobre con l ex fidanzato ha ammesso inoltre che risso le disse che «ruby era stata alle feste ad arcore dove le ragazze ballavano si spogliavano si toccavano e berlusconi guardava» e quando alla testimone è stato chiesto sempre in base alla telefonata contestata che risale al 28 ottobre 2010 ed è quindi successiva al presunto interrogatorio di ruby nello studio milanese se risso le avesse detto che «lui vi ringrazierà» serena facchineri ha risposto in modo affermativo parma l ex sindaco vignali indagato col suo vice e due imprenditori l ex sindaco di parma pietro vignali l ex vicesindaco paolo buzzi pdl l immobiliarista paolo borettini e nando calestani ex presidente di spip società partecipata del comune emiliano sono indagati per concorso in abuso d ufficio l inchiesta ruota intorno alle vicende che hanno portato all indebitamento prima e alla messa in liquidazione poi di spip società costituita per la creazione dei nuovi quartieri artigianali e industriali alle porte della città i quattro avrebbero ricevuto l avviso di proroga delle indagini le vicende di spip erano già finite al centro delle cronache qualche mese fa quando emersero alcune circostanze dell acquisizione con l istantaneo passaggio di mano con aumento esponenziale del prezzo di alcuni terreni destinati a ospitare gli insediamenti il ministro della giustizia paola severino durante una conferenza stampa a palazzo chigi foto di guido montani/ansa l ultima retromarcia di maroni «pontida non sarà mai cancellata» il nuovo leader sistemati i suoi uomini al potere usa ormai lo stesso linguaggio di bossi «le cercano tutte per romperci le balle» toni jop politica@unita.it pontida palle vino tre parole come chiodi pronunciate ieri da maroni tre mattoni per la nuova lega tre passi indietro occorre precisare dopo aver ragionevolmente concluso che la «rivoluzione» delle alabarde è già finita il ribaltone non doveva impostare un nuovo corso politico istituzionale culturale ma solo evidentemente consentire un nuovo organigramma dopo aver imbalsamato bossi troppo ingombrante per lasciarlo in vita troppo simbolico per dichiararlo morto l ex leader ora sta lì apparentemente sedato par che borbotti nuotando tra le parole della bibbia sul palco di assago ha lucidato il racconto di salomone delle due mamme del bimbo il partito conteso ha preteso per sé il ruolo della buona madre ha rifilato a maroni quello della perfida pretendente e nessuno in platea si è scomposto di fronte a quel quadro degno di una tragedia tratteggiato con grande cupezza dall uomo per il quale poche settimane prima avrebbero offerto sempre a parole la vita 1 pontida maroni smentendo la voglia e le attese di novità lo aveva anticipato proprio ad assago che i vecchi riti sarebbero stati restituiti alla nuova liturgia lo ha ribadito ieri su facebook «pontida non sarà mai cancellata» una bella marcia indietro un altra dell attuale capo del carroccio che non pochi leghisti veneti vedono come un bruto verde pisello nemmeno napoleone ci aveva messo tanto poco a liquidare la rivoluzione eppure pareva proprio che la new age del partito avrebbe incassato il taglio netto della paccottiglia del mercatino mitologico lo chiedevano a gran voce gli amministratori pubblici leghisti raccolti attorno al «manifesto della lega che verrà» luciano dussin sindaco di castelfranco veneto e co-estensore del manifesto aveva lamentato «i riti delle ampolle la padania non han eppure pareva proprio che la new age avrebbe tagliato di netto la paccottiglia mitologica smentito chi diceva «coi riti delle ampolle e gli insulti a meridionali e immigrati persi 20 anni» il neo segretario della lega nord roberto maroni foto di matteo bazzi/ansa no pagato come gli insulti ai meridionali e agli immigrati quella lega ci ha fatto perdere vent anni» ora dussin può ricominciare a contare gli anni e insieme preoccuparsi della sua sorte politica perché maroni è di altro avviso e non perdona 2 palle il riferimento alla dotazione virile pareva dovesse essere riposto sul caminetto della lega come trofeo dei tempi andati bossi ne faceva un uso per alcuni entusiasmante per altri «drogato» invece sempre maroni lo ha spolverato assieme a pontida «le cercano tutte per romperci le palle» si riferisce al fatto che qualche giornale avesse ripreso l ipotesi come si è visto interamente leghista di abbandonare quelle gagliarde adunate dalle ampolline del po al sacro prato di pontida per finire con l acqua della ampolline versata core n mano nelle incolpevoli fanghiglie della laguna di venezia 3 vino e resta anche l appuntamento di venezia avverte maroni tutto come prima e chi aveva pensato che il colorito rosario del turismo identitario leghista sarebbe cambiato «è qualcuno che annota il leder della restaurazione ha bevuto troppo vino» dussin a castelfranco si fa un vino mostruosamente buono ma non vuol dire certo l obiezione rivoluzionaria era nata nel veneto veneti erano e sono i migliori testimonial del partito veneto è persino federico caner il vicario che maroni ha voluto accanto a sé e caner è un intelligente federalista culturalmente lontano da quel pandemonium di simboli barocchi vino al vino.
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12 sabato 7 luglio 2012 italia permesso di soggiorno per gli immigrati che denunciano i caporali oggi via ai saldi stime in ribasso dopo basilicata e molise da oggi i saldi partiranno anche in tutte le altre regioni secondo le stime dell ufficio studi di confcommercio ogni famiglia in occasione di questo appuntamento spenderà in media 248 euro per l acquisto di capi d abbigliamento ed accessori circa 100 euro a testa per un valore complessivo di 3,7 miliardi «a tempo» anche per chi si autodenuncia camusso «buona notizia grazie alla nostra mobilitazione» mariagrazia gerina mgerina@unita.it bruciata incinta l ultima vittima della mattanza chiesta di convalida del fermo al gip quella dell amante di lui in contraddizione con quanto dichiarato da savalli che avrebbe ammesso di aver assistito al delitto i dubbi maria aveva 39 anni arrestato il marito i figli «papà era uscito con mamma l altra e la benzina» 20 km dalla posizione indicata dal marito salvatore savalli come quella in cui lui l aveva vista per l ultima volta in quella campagna abbandonata morente e incinta ha compiuto 39 anni resta da svelare cosa sia successo esattamente in quella campagna un area vasta 30 km in cui ancora non sono stati rintracciate le armi del delitto la presunta vanga con cui è stata colpita alla testa e la tanica di benzina con cui è stato dato alle fiamme il suo corpo gravido restano le versioni complesse articolate discordanti quelle del marito attualmente indagato per omicidio e in stato di fermo il procuratore capo di trapani marcello viola che coordina le indagini ha inoltrato ri manuela modica manuelamodica@hotmail.it «papà era uscito con mamma l altra e una tanica di benzina» un flash una testimonianza choc poi venti ore di interrogatori serrati sono riusciti a ricostruire il delitto e l orrore maria anastasi aveva 39 anni ed è l ultima vittima della mattanza familiare contro le donne era incinta di sette mesi ed è stata uccisa la scorsa notte a trapani il marito salvatore savalli le ha sfondato il cranio con una vanga e poi le ha dato fuoco con lui c era anche giovanna p l amante ma al momento non sembra aver avuto un ruolo diretto nell omicidio sono stati proprio i figli di maria a firmare l atto d accusa «a papà infastidiva che mamma fosse incinta» hanno detto ai carabinieri proprio lui che l amante se l era portata in casa e aveva costretto maria a convivere il ménage È stata ritrovata giovedì mattina l omicidio a trapani ancora incerto il ruolo di giovanna l amante del presunto assassino la donna è stata sentita dalla procura come persona informata sui fatti ed è al vaglio la sua posizione attualmente non è indagata ma l evoluzione della vicenda è in continuo divenire tutto ha inizio quando savalli denuncia mercoledì la scomparsa della moglie raccontando di aver parcheggiato la macchina e aver accompagnato i figli a fare pipì per poi tornare e non trovare più né la macchina né sua moglie versione subito smentita dai figli che hanno negato di essere stati in quella campagna incalzato dagli inquirenti savalli ha allora stravolto il racconto era uscito solo con la moglie per incontrare l amante di lei e risolvere la tensione che quel rapporto a 3 stava creando anche questa prontamente smentita dai figli era infatti lui ad avere un amante la cui presenza in casa con i figli e la moglie pare fosse molto assidua la più grande dei figli della coppia in tutto 3 2 ragazze di 17 e 15 e un maschio di 13 ha raccontato alla stampa che una volta rientrato il padre le avrebbe ordinato di mentire ai carabinieri «devi dire che eri con me quando la mamma è scomparsa ha raccontato la minorenne primogenita di maria lui voleva salvare se stesso e la sua amante perchè anche lei è complice ne sono sicura» mentre il più giovane dei figli che non è stato sentito ancora dalla procura ha raccontato di aver visto il padre uscire con una tanica di benzina «avevamo il mostro in casa dice anna maria ricevuto zia di maria anastasi sapevamo che è un violento ma non immaginavamo che potesse arrivare a questo» il governo prova a dare un colpo al caporalato e al lavoro nero sanzioni fino a mille euro per chi sfrutta gli immigrati irregolari e permesso di soggiorno di un anno per gli immigrati che denunciano i loro datori di lavoro ma anche «ravvedimento operoso» per quanti si autodenunciano una norma transitoria fortemente voluta dal ministro della cooperazione internazionale e dell integrazione andrea riccardi che entra a pieno nello schema di decreto legislativo approvato ieri dal consiglio dei ministri e che di fatto apre la strada ad una nuova regolarizzazione perché se per i datori di lavoro che si autodenunciano c è la possibilità di mettersi al riparo delle sanzioni per gli immigrati anche in questo caso c è la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno temporaneo ma rinnovabile un provvedimento atteso da tempo quello approvato ieri dal governo che recepisce in questo modo quanto previsto dalla direttiva europea 53 del 2009 in materia di contrasto allo sfruttamento dell immigrazione irregolare e che prova a mettere nelle mani di chi finora non aveva alternativa alla «schiavitù» uno strumento di riscatto che unito alla norma transitoria del «ravvedimento operoso» dovrebbe servire a far emergere il lavoro nero «finalmente dopo tre anni anche in italia diventa legge la direttiva europea che dichiara guerra al caporalato e tutela anche con il diritto al permesso di soggiorno i migranti che collaborano con la giustizia» si compiace claudio fava sel che della direttiva fu relatore al parlamento europeo di strasburgo È una delle «pochissime notizie positive di questo periodo» commenta la segretaria della cgil susanna camusso «il provvedimento assunto dal consiglio dei ministri risponde alle richieste che da tempo abbiamo avanzato frutto di una mobilitazione al fianco di numerose comunità di migranti che in questi an ni hanno visto nel sindacato uno strumento per uscire dall invisibilità e hanno deciso di ribellarsi» rivendica d altra parte stefania crogi segretario generale nazionale della flai cgil l unico augurio è che le nuove misure di contrasto allo sfruttamento dell immigrazione irregolare diventino esecutive il prima possibile «si tratta di norme che non possono più essere rinviate se si vuole realmente contrastare l illegalità nel mondo del lavoro e restituire dignità a tutti quei lavoratori e quelle lavoratrici a partire dai migranti costretti a lavorare al soldo dei caporali e sempre più spesso in condizioni di schiavitù» «siamo di fronte a strumenti straordinari che pongono fine ad enormi ingiustizie prodotte dall attuale legislazione in materia di immigrazione» commenta anche il responsabile immigrazione dell arci filippo miraglia «si tratta di un intervento legislativo importante specie per il settore agricolo» osserva il capogruppo del pd nella commissione agricoltura della camera nicodemo oliverio «il caporalato viene con queste norme messo a dura prova e a beneficiarne sarà l intero paese» chi storce il naso invece è il capogruppo del pdl al senato maurizio gasparri che vede soprattutto nella norma transitoria voluta da riccardi un possibile cavallo di troia per una nuova sanatoria vibo valentia spari tra la folla in spiaggia ucciso 28enne agguato sulle spiagge del vibonese davide fortuna 28 anni era insieme alla moglie e ai figli sulla spiaggia di vibo valentia quando nel tardo pomeriggio di ieri è stato raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco panico tra la folla di bagnanti alcuni hanno tentato di trovare riparo nei punti dietro le barche o dietro gli scogli scattato l allarme sul posto sono arrivati polizia e carabinieri che su disposizione del procuratore della repubblica mario spagnuolo e del suo sostituto santi cutroneo hanno avviato le indagini fortuna che è morto sul colpo raggiunto da 5/6 colpi di pistola aveva rapporti di parentela con rosario battaglia che era rimasto a sua volta ferito in un agguato lo scorso primo aprile si indaga sui contrasti all interno dei clan della criminalità organizzata vibonese.
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sabato 7 luglio 2012 13 mondo armi il business che fa un morto ogni minuto la nuova libia al voto sfida a tre per il dopo gheddafi maurizio rossi esteri@unita.it u sa russia germania francia gran bretagna cina olanda italia israele e svezia ovvero il «g10» dei maggiori esportatori di armi nel mondo new york palazzo di vetro i leader politici hanno la storica opportunità di far vincere i diritti umani e le ragioni umanitarie sugli interessi di parte e sul profitto sono iniziati infatti il 3 luglio alle nazioni unite i negoziati finali per il trattato sul commercio internazionale delle armi e la coalizione control arms di cui fanno parte amnesty international oxfam e altre organizzazioni in oltre 125 paesi chiede ai governi di concordare un trattato con regole certe che assicurino il rispetto del diritto umanitario una richiesta che rischia di scontrarsi contro il muro del «g10» dei grandi esportatori di armi per decenni in ogni parte del mondo si sono subite le conseguenze del commercio delle armi che vale più di 60 miliardi di dollari e alimenta conflitti violenza corruzione a causa delle armi da fuoco nel mondo muore in media una persona al minuto mentre sono migliaia i mutilati e i feriti ogni giorno senza contare che ogni anno 26 milioni di persone perdono tutto durante un conflitto armato del resto ogni dodici mesi vengono prodotte 12 miliardi di pallottole e otto milioni di armi di piccolo calibro «in siria sudan e nella regione dei grandi laghi in africa il mondo assiste continuamente agli effetti terribili del commercio delle armi irresponsabile e non trasparente quanti milioni di persone devono ancora essere uccise prima che i leader mondiali si sveglino e prendano decisioni per mettere davvero sotto controllo gli scambi internazionali di armi?» afferma brian wood di amnesty international «i negoziati sul trattato per il commercio delle armi sono per i leader politici un test per affrontare la realtà e concordare regole che pongano fine a traffici irresponsabili che alimentano gravi violazioni dei diritti umani» «abbiamo la storica opportunità di rendere il mondo un luogo più sicuro questo trattato può essere lo strumento per porre limiti a un commercio del tutto fuori controllo al momento» avverte anna macdonald di oxfam «dal congo alla libia dalla siria al mali si assiste a un infinita teoria di violenza e distruzione nelle prossime settimane i negoziatori alle nazioni unite possono cambiare il mondo o rinunciare per l ennesima volta» attualmente non esistono trattati vincolanti a livello glo il dossier umberto de giovannangeli udegiovannangeli@unita.it all onu i negoziati per il trattato sul commercio delle armi ma c è chi non lo vede di buon occhio i maggiori paesi produttori tra cui l italia bale che regolino il commercio di armi convenzionali mentre vuoti e lacune permangono nelle legislazioni nazionali e regionali per essere efficace il trattato sul commercio delle armi deve chiedere ai governi di regolamentare in modo severo la vendita e il trasferimento di tutte le armi munizioni e delle attrezzature utilizzate per operazioni militari e sicurezza interna dai veicoli corazzati ai missili dai velivoli alle piccole armi dalle granate alle munizioni ai governi dev essere richiesto di valutare con molta attenzione il rischio prima di autorizzare una transazione o un trasferimento internazionale i governi dovrebbero inoltre essere obbligati a rendere pubbliche tutte le autorizzazioni e i trasferimenti un «tappeto» di armi convenzionali © foto cristiano laruffa/lapresse le cifre «È assurdo che esistano regole globali per il commercio della frutta e delle ossa di dinosauro ma nessuna regola per il commercio di fucili e carri armati» dichiara jeff abramson della campagna globale control arms È cruciale che in queste settimane persone e attivisti di tutto il mondo facciano sempre più pressione sui loro leader affinché raggiungano un trattato efficace entro la conclusione dei negoziati prevista per la fine di luglio negli ultimi 10 anni secondo il sipri sono state vendute armi per 251 miliardi di dollari passando dai 20 miliardi di dollari del 1991 ai 30 del 2011 di cui molte dirette in un modo o in un altro verso aree di crisi o di conflitto per quel che riguarda solo l italia infatti le nostre esportazioni sono passate dai 239 milioni di dollari del ci sono regole globali per la vendita delle ossa di dinosauro ma non per quella dei mitra e dei tank 2001 ai 1.046 del 2011 «l augurio afferma maurizio simoncelli già docente di geopolitica dei conflitti presso l università roma tre e membro del direttivo dell archivio disarmo è che i lavori della conferenza si concludano positivamente anche se si nutrono forti timori dato che alcune grandi potenze industriali usa russia germania francia gran bretagna cina olanda italia israele e svezia sono anche i 10 maggiori esportatori di armi e pertanto i maggiori responsabili dell in/sicurezza internazionale» la maggior parte degli stati membri dell onu sembrano a favore di un documento forte ma i disaccordi rimangono parecchi e non c è alcuna certezza che i negoziati portino all approvazione di un testo gli usa per esempio hanno chiesto e ottenuto che il trattato venga votato all unanimità dando di fatto a chiunque la possibilità di bloccare il testo con il veto washington ha inoltre espresso diversi dubbi sulla proposta di vietare la vendita di armi nei paesi dove esiste un rischio sostanziale di violazio ne dei diritti umani fatto che impedirebbe alla russia di fornire armi alla siria proponendo invece di rendere questo aspetto non vincolante e lasciato alla discrezionalità dei singoli stati gli attivisti ritengono che perché sia efficace il trattato deve chiedere ai paesi di regolamentare in modo severo la vendita e il trasferimento di armi e munizioni per il segretario generale delle nazioni unite ban ki-moon l obiettivo comune è chiaro «bisogna approvare un trattato forte e giuridicamente vincolante con un impatto reale sulla vita di quei milioni di persone che soffrono le conseguenze di conflitti repressioni e violenza armata» un risultato che per ban è «ambizioso ma realizzabile» ma il «g10» non sembra dello stesso avviso ogni anno 26 milioni di persone perdono la vita in un conflitto armato un affare da 60 miliardi giornata storica oggi per la libia dopo 48 anni si torna al voto per eleggere l assemblea costituente che dovrà redigere la nuova costituzione dell era post-gheddafi l ultima elezione era avvenuta nel 1964 durante il regno di re idris cinque anni prima del colpo di stato che condusse al potere il colonnello più di 2,7 milioni di cittadini pari all 80 per cento della popolazione si sono iscritti nelle liste elettorali in palio ci sono i 200 seggi del congresso generale nazionale che nominerà un nuovo governo e un comitato ristretto incaricato di scrivere la carta costituzionale non appena la nuova assemblea entrerà in carica verrà sciolto il consiglio nazionale transitorio presieduto da mustafa abdel jalil che ha guidato il paese dalla rivolta contro il rais i candidati sono stati più di 4mila ma la commissione elettorale ne ha ammessi 2.501 come indipendenti e 1.206 come esponenti delle liste di partito sono tre però le figure chiave della nuova libia il comandante l ex prigioniero politico e l accademico che ha studiato negli usa vi è abdel hakim belhaj guida dei filo islamisti del partito della nazione da lui fondato ad aprile È il guerrigliero che il 21 agosto 2011 guidò i ribelli nella presa di tripoli jihadista pentito è stato il leader del gruppo combattente dei libici islamici pare sia vicinissimo al qatar l emirato che ha appoggiato le diverse primavere arabe altra figura di spicco è mohammed sawan il leader di giustizia e costruzione che fa capo ai fratelli musulmani organizzazione costretta ad operare in clandestinità da gheddafi originario di misurata una delle città simbolo della rivolta contro il colonnello sawan è stato prigioniero politico per otto anni il suo partito che schiera ben 73 candidati e spera di ripetere il grande successo ottenuto in egitto ha già incassato un plebiscito nelle municipali di maggio a bengasi il terzo protagonista è mahmoud jibril il premier del cnt da marzo ad ottobre del 2011 prima di essere defenestrato guida la coalizione alleanza delle forze nazionali di stampo liberale e filo-occidentale ha studiato e insegnato scienze politiche all università di pittsburg in pennsylvania considerato «una mente aperta» e un «interlocutore serio» dagli usa il suo blocco politico raggruppa 58 partiti e movimenti desaparecidos 50 anni a videla per i bimbi rubati virginia lori esteri@unita.it hanno avuto finalmente giustizia le madri e le nonne di plaza de mayo il tribunale di buenos aires ha condannato rispettivamente a 50 e 15 anni di carcere il primo e l ultimo capo della dittatura militare argentina jorge rafael videla e reynaldo bignone per il «furto dei bambini» sottratti alle loro madri «desaparecidos» e affidati successivamente a coppie che cambiavano la loro identità i giudici hanno appurato che si è trattato di un «piano orchestrato in modo sistematico in base a ordini impartiti dai vertici delle giunte militari» che governarono l argentina durante la dittatura dal 1976 al 1983 anche altri responsabili della dittatura militare hanno ricevuto pesanti condanne quella di ieri è stata una «sentenza storica» per le nonne di plaza de mayo giunta al termine del primo processo dedicato esclusivamente a uno degli aspetti più terribili e disumani del terrorismo di stato vissuta per quasi un ventennio in argentina il furto dell identità delle persone nel testo della sentenza la corte federale argentina ha stabilito che i bambini rubati alle loro madri dopo il parto avvenuto in quasi tutti i casi in centri clandestini di detenzione creati dai militari per torturare ed eliminare i prigionieri catturati senza mandato giudiziario sono da considerarsi vittime di «un piano sistematico» durante il processo gli accusati avevano ammesso l esistenza di casi di furti di bambini nati nelle carceri segrete della dittatura sostenendo però che si era trattato di casi isolati e non di un piano sistematico i magistrati invece hanno appurato il contrario accogliendo la tesi delle nonne di plaza de mayo in aula era presente anche la leader del movimento estela de carlotto che ha identificato 105 bambini rapiti stimando in circa 500 il numero complessivo dei «bambini rubati» poi «adottati» sotto falsa identità la donna ha ricordato come dietro a ognuno dei figli di «desaparecidos» che ha ricuperato la sua identità «si trova una storia reale personale e drammatica di negazione menzogna sistematica e silenzio di un intera società» la maggior parte dei figli di «desaparecidos» sono stati affidati a famiglie di militari poliziotti o persone in qualche modo legate all apparato repressivo della dittatura per l ex generale videla 87 anni la condanna ricevuta ieri equivale ad un ergastolo oltre ai responsabili militari colpevoli di aver dato gli ordini so no stati condannati anche esecutori e complici di questo piano «È un momento storico per l argentina la giustizia è lenta ma alla fine arriva puntuale per i criminali e per le atrocità commesse dalla dittatura» è stato il commento del premio nobel per la pace ,adolfo perez esquivel «la sentenza del tribunale ha aggiunto esquivel rafforza la democrazia nel nostro paese ma non c è nulla da festeggiare perché semplicemente quelle atrocità e quella violenze non avrebbero mai dovuto accadere».
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14 sabato 7 luglio 2012
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sabato 7 luglio 2012 15 comunitÀ il commento il punto il decreto va cambiato in parlamento paolo bonaretti d altra parte l ulteriore taglio di 7,2 miliardi ad enti locali e regioni costituisce un intervento indiscriminato con un effetto pro-ciclico devastante sull economia ed in particolare sull economia locale sulle piccole e medie imprese infatti l unico modo per offrire un po di aiuto immediato all economia è proprio quello di ridare un po di fiato alla spesa pubblica regionale locale che viene ulteriormente depressa lo stesso parametro apparentemente sensato dei consumi intermedi non è sensato da un lato si propugna l esternalizzazione dei servizi e dall altro invece si penalizza chi li ha esternalizzati risultato si riducono i servizi e i livelli di prestazione ovviamente in particolare per i più deboli che non hanno la possibilità di accedere al mercato in questo modo si lascia agli enti locali solo la strada dell imposizione fiscale diretta o attraverso un ulteriore consumo indiscriminato del territorio che negli anni poi non fa altro che produrre ulteriori costi da esternalità non è tutto oro quello che luccica nemmeno nella stessa scelta di chiudere indiscriminatamente le società di servizi alla pubblica amministrazione anche qui molto spesso l utilizzo di queste società costituisce un calmieramento ai prezzi di mercato o comunque un approvvigionamento meno costoso dei servizi soprattutto però mettere sul mercato queste società in questa fase specifica distrae i pochi capitali disponibili da impieghi ben più utili per il rilancio dell economia nei settori privati della produzione di beni e servizi se questo fosse poi il prodromo delle privatizzazioni nelle utilities sarebbe devastante il capitalismo italiano ama storicamente impegnarsi quando è possibile nella gestione dei servizi a tariffa e a reddito certo in alternativa alla competizione e al rischio sui mercati internazionali insomma la spending review non è questa bisogna entrare nel merito della spesa di ogni amministrazione della qualità e dell efficacia della stessa all interno di ciascun capitolo di bilancio verificando anche gli assetti organizzativi questa volta a partire dalle amministrazioni centrali altrimenti succederà come con i tagli lineari di tremonti che alla fine non si sa come determinarono un aumento della spesa corrente dello stato chissà dove era finita la vigilanza del tesoro vero ministro grilli se le ipotesi annunciate saranno confermate non rimane che una strada una profonda modifica in parlamento risparmi e riforma pensioni qualcosa non torna sergio d antoni deputato pd segue dalla prima parafrasando i risultati recenti della ricerca scientifica il governo sembra alla continua ricerca dell «algoritmo di dio» che consenta di ricondurre ad una formula aritmetica presuntamente oggettiva le scelte di riduzione della spesa in questo modo volendo disconoscere apparentemente qualsiasi valenza e valore alla scelta politica e invece di politica ce n è tanta in queste scelte annunciate scelte che principalmente penalizzano regioni enti locali e la tutela della salute dei cittadini su questi tre filoni sono concentrati oltre 12 miliardi di tagli alla spesa di qui al 2014 cioè l impatto principale di questa manovra mentre troppo poco si fa sulla spesa corrente delle amministrazioni centrali 12 miliardi sono l equivalente degli f35 dell aeronautica militare sulla sanità si è ormai superato un limite invalicabile oltre il quale c è solo il peggioramento della qualità delle prestazioni sanitarie dei servizi e della prevenzione al di là delle vulgate qualunquiste deve essere chiaro che il sistema sanitario universalistico italiano è mediamente uno dei più efficienti ed efficaci al mondo che garantisce una alta percentuale di successo terapeutico una alta capillarità del servizio con costi per assistito e costo complessivo pro capite che sono tra minori di europa comunque inferiori a tutti i grandi paesi germania inclusa se abbiamo la speranza di vita alla nascita più alta al mondo dopo il giappone parte del merito va al sistema sanitario nazionale poi è vero che all interno del sistema esistono forti disparità territoriali negli sprechi nell efficienza con performance e comportamenti in alcuni casi scandalosi qui bisogna intervenire con determinazione ma le motivazioni sono da ricondurre a scelte organizzative di gestione e prima di tutto politiche questi casi non si risolvono certo con tagli lineari o soluzioni aritmetiche nonostante la resistenza posta dal ministro balduzzi l ipotesi delineata di un taglio di cinque miliardi è insostenibile se non peggiorando i livelli di cura e assistenza alla lunga peggiorando le speranze di vita già recenti studi dimostrano che specie nel mezzogiorno da alcuni anni la vita media dei ceti più poveri comincia ad accorciarsi è un pessimo segnale stagione che stiamo attraversando caratterizzata nella quale risparmio garantirÀ nei prossimi anni la riforma previdenziale targata elsa fornero c è il rischio che si riducano i servizi in particolare per i più deboli che non possono accedere al mercato maramotti da sofferenza sociale e da una drammatica scarsezza di risorse la questione assume un valore strategico ed esige una risposta chiara e lineare da parte del governo risposta che però non è ancora arrivata c è infatti una contraddizione molto forte nelle cifre fornite fino a questo momento partiamo dai dati ufficiali l esecutivo afferma che «a regime» la riforma determinerà risparmi pari a 20 miliardi l anno il problema è che tale equilibrio secondo il ministero è destinato a verificarsi non prima del 2020 nell immediato invece il risparmio sarebbe assai limitato 280 milioni nel 2012 e 315 nel 2013 somme non esorbitanti che lascerebbero ben poco spazio ad azioni coesive e redistributive queste stime però non convincono perché mal si conciliano con un altro dato ufficiale quello relativo alla spesa necessaria per la salvaguardia dei 110mila esodati coperti finora dal governo secondo le tabelle governative la doverosa tutela di queste persone impegnerà le finanze pubbliche per circa 10 miliardi c è una palese contraddizione tra gli annunci sui risparmi negli anni a venire e le dichiarazioni sulla dote necessaria a ristabilire almeno parzialmente l equilibrio precedente delle due l una o si è sovrastimato il costo dell operazione sugli esodati oppure si è sottostimata l entità dei risparmi della riforma nel breve termine la discrepanza di questi numeri rende quantomeno legittimo il sospetto che i risparmi nell anno in corso e in quelli a venire siano in realtà molto consistenti un sospetto rafforzato da uno studio specifico del dipartimento economico della cisl secondo cui nel 2012 rimarrebbero in cassa già 2,8 miliardi e nel 2013 altri 6 per complessivi 8,8 nel biennio risparmio che andrebbe crescendo esponenzialmente nel tempo determinando in dieci anni un tesoretto di circa 140 miliardi per superare questo nodo e far luce sulla reale entità dei risparmi riferibili alla nuova previdenza il pd propone l istituzione di una specifica commissione di indagine un organismo che stabilisca con chiarezza numeri e date aprendo il parlamento ai contributi delle istituzioni e del corpo sociale e restituendo in breve tempo un risultato univoco e affidabile non è certo un ruolo di supplenza al governo quello che un simile strumento sarebbe chiamato a svolgere al contrario il lavoro della commissione si integrerebbe con quello dell esecutivo nella ricerca di risorse che devono essere impiegate a sostegno delle fasce e delle categorie più deboli a cominciare degli esodati il governo ha varato una riforma del sistema previdenziale rigorosa e coerente tutti lo riconoscono ma il carico di sacrifici che il nuovo corso porta con sé ha senso solo se produce risorse indirizzate anche su strumenti redistributivi capaci di creare occupazione crescita e integrazione questo è lo spirito che ha animato l operazione questa la promessa del governo verificare le risorse disponibili vuol dire realizzare il primo passo in questa direzione l università salviamo la «soggettività» per selezionare i migliori luca illetterati vicepresidente società italiana di filosofia teoretica c È una certa agitazione in questi giorni all internodelmondouniversitarioedelle comunitÀ scientifiche dopo la pubblicazione dapartedelministero della procedura per la for mazione delle commissioni nazionali per il conferimento delle abilitazioni e da parte dell agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario anvur degli indicatori da utilizzare per selezionare gli aspiranti commissari e per valutare i candidati un agitazione certamente giustificata come ben testimoniano gli interventi di mazzarella e banfi apparsi su questo giornale ma che per non risultare semplicemente corporativa e difensiva rispetto a rendite di posizione acquisite deve aprirsi e diventare una profonda e radicale riflessione intorno al modello di università che i dispositivi apparentemente solo tecnici che si sono avviati in questi anni di fatto veicolano se non ci si muove in questa direzione i documenti di prote sta le prese di distanza e in generale tutte le critiche per quanto argomentate rischieranno di cadere dentro il calderone delle lagnanze insignificanti di chi si sente depauperato di un potere al quale non intende in alcun modo rinunciare il decreto in questione sblocca di fatto una situazione di stallo relativa alla possibilità di scorrimenti di carriera e di nuovi ingressi all università che rischiava di diventare se già non è diventata foriera di situazioni patologiche dagli effetti davvero infausti esclusioni di intere generazioni dal mondo della ricerca invecchiamento dei ricercatori frustrazioni da stagnazione ecc una carta questa dello sblocco che viene evidentemente utilizzata per far passare in fretta e furia alcuni elementi che non riguardano solo le abilitazioni ma che riflettono più profondamente un modo di pensare l università e la ricerca scientifica che forse meriterebbe una attenzione diversa sia da parte delle forze politiche sia da parte delle comunità scientifiche il nuovo regolamento si propone infatti di imprimere una svolta in relazione alle pratiche concorsuali introducendo alcuni elementi che dovrebbero premiare il merito selezionando sia i commissari tra i docenti ritenuti migliori sia i candidati imponendo loro delle soglie relative alla produzione scientifica che dovrebbero dire chi può e chi non può concorrere per l abilitazione la pretesa di far passare criteri quantitativi come criteri di valutazione della qualità per distinguere i migliori dai peggiori è uno dei punti di maggiore criticità della normativa in questione una tale pratica è stata al centro di un ampio dibattito a livello internazionale dove perlopiù si sostiene che indicatori di questo tipo se mai possono avere e non è detto che abbiano una qualche funzione nella valutazione della produttività di una struttura non possono però essere considerati indicatori di qualità degli individui l identificazione di produttività e qualità nella ricerca può essere fonte di danni enormi trasformando dall esterno e nel profondo le stesse pratiche di ricerca disincentivando ad esempio ricerche di lunga durata che non si depositano in una cospicua numerosità di prodotti intralciando l avvio di ricerche innovative e transdisciplinari tendendo all omologazione nella ricerca verso modelli mainstream nell ambito dei settori scientifici già si è sollevata la voce dell unione matematica italiana secondo la quale l uso automatico di parametri bibliometrici e strumenti statistici per la valutazione degli individui è una pratica inaccettabile e condannata dalla comunità scientifica internazionale dall altro lato in ambito umanistico il presidente dell associazione dei costituzionalisti valerio onida ha evidenziato come nel dispositivo si faccia dipendere scorrettamente la valutazione della qualità della produzione scientifica da un elemento estrinseco classe di appartenenza delle riviste su cui sono comparsi gli articoli definito peraltro ora per allora e con effetto retroattivo ma c è anche un altra riflessione da fare se per valutare la qualità delle persone si sceglie di affidarsi ad indicatori quantitativi di fatto lo si fa per relativizzare il giudizio di chi valuta e che c è di male si dirà nell eliminare il giudizio non è forse proprio dalla soggettività e quindi dall arbitrarietà dei giudizi che dipendono molti dei mali dell università italiana non è proprio qui nella soggettività del giudizio che si annidano e si originano le patologie più profonde del sistema universitario italiano io credo stia proprio in questo tentativo di far fuori il giudizio e la soggettività l elemento di più radicale distorsione su cui si fonda la retorica della meritocrazia che costituisce l ideologia per molti aspetti populistica che sorregge questo tipo di normative non è introducendo meccanismi e automatismi che si eliminano le storture e i vizi dell università italiana e non è all adesione a criteri di tipo quantitativo che si può ridurre l oggettività nella valutazione della ricerca e nella valutazione delle persone che fanno ricerca l oggettività non può e non deve prescindere dall assunzione di responsabilità della soggettività che è chiamata a valutare meccanismi e automatismi non fanno parte di una cultura della responsabilità una cultura della responsabilità è una cultura in cui chi decide e chi giudica e chi abbia un po di esperienza internazionale sa che accade per lo più così dappertutto mette il proprio nome la propria faccia i propri valori e dunque la propria soggettività a sostegno del proprio giudizio e mettendo in gioco la propria soggettività si espone e si mette in gioco di fronte alla comunità dalla quale viene poi chiamato a rendere conto delle proprie scelte la retorica populistica della meritocrazia rischia di produrre una cultura della valutazione che invece di incentivare scelte responsabili tende a innestare un enorme meccanismo deresponsabilizzante in cui nessuno è responsabile di nulla nessuno risponde di alcunché perché a decidere è appunto il meccanismo stesso.
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