La lira tricorde e la luce

 

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la lira tricorde e la luce percorsi di ermeneutica simbolica a cura di pasquale giustiniani clotilde punzo

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istituto politeia www.istitutopoliteia.it biblioteca landolfo caracciolo del complesso monumentale di san lorenzo maggiore dei frati minori conventuali www.bibliotecasanlorenzomaggiore.na.it c.r.e.s.o centro di ricerca sull ermeneutica simbolica dell opera d arte www.symbolicum.org arcus s.p.a www.arcusonline.org www.symbolicum.org la presente pubblicazione è inserita nel progetto san lorenzo maggiore biblioteca landolfo caracciolo tutti i diritti riservati isbn 978-88-6026-118-2 © 2010 by luciano editore via p francesco denza 7 piazza santa maria la nova 44 80138 ­ napoli tel e fax 0815525472 ­ 0815538888 0815521598 www.lucianoeditore.net e-mail editoreluciano@libero.it

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indice la libertÀ nel mondo dell immagine di claudio bonvecchio l immagine interiore ed esteriore l immagine e la pubblicità l immagine archetipica l immagine e la libertà i veri nemici della libertà «tutta la vita dell uomo ha bisogno di equilibrio e di armonia» alcune osservazioni sull ethoslehre musicale in platone di gianluca dioni due correnti di dottrina etico-musicale il mito di glauco marino ritmi e mutamenti dell anima arte etica e politica nella paideÍa antica di giovanni lombardo il sistema delle arti liberali aristotele e il valore etico-politico dell arte benefici medicinali della paidià due tipi di catarsi attingere la verità il liber piÙ antico dio italico del vino di michelangelo bovero orazio liber e bacchus cicerone liber e liberi problemi linguistici liberi e libertas alceo e ancora orazio nunc est bibendum alceo orazio e noi quando bibam 7 7 11 12 15 18 19 20 25 29 31 31 33 36 39 42 43 44 46 48 49 51 3

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movetur urbs sedibus suis architettura parola immagine nella dimensione etico-politica del martyrium di maria grazia recupero martyrium iconografia del corpo e parola liturgica ek-statica del corpo tra icone e reliquie simboli una finestra sull eternità la simbolica del bene-bello nella summa theologiae di tommaso d aquino di pasquale giustiniani il bene ed il bello come oggetti di desiderio la simbolica del bene-bello il cosmo bello come opera del divino artista le connessioni tra bello e bene nell itinerario verso dio e verso gli uomini bene-bello e virtù politica un discorso ordinato sulle virtù politiche la politica tra arte architettonica e sapere strumentale «colui che la gran preda levÒ a dite» la discesa di cristo agli inferi nella commedia di maria stella barberi verso il primo girone del vii cerchio la discesa di cristo agli inferi l interpretazione dantesca vendetta degli uomini vendetta di dio la commedia tra caso e rigore razionale per una simbolica del corpo femminile artemisia gentileschi e frida kahlo di clotilde punzo artemisia e frida il mondo esterno di artemisia e frida i mondi interni delle due artiste tracce di donna 53 54 59 64 68 71 71 73 80 85 89 93 94 97 98 102 107 112 116 119 120 126 128 133 4

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prima dell etica e della politica linguaggio e mitologia in schelling di fabrizio sciacca la filosofia della mitologia un approccio teoretico la mitologia non è al di fuori della filosofia la costruzione dell america la politica della razza nel pensiero di josÉ 137 138 141 145 martÍ 147 147 154 157 161 165 167 di italia maria cannataro una prospettiva continentale la scoperta dell america viaggio nel continente positivismo la nuova scelta metodologica gli stati uniti e gli altri americani neri e nativi una prospettiva etnocentrica e non razzista gli spazi della parola tra ri-creazione e sterminio linguistico winston smith e firmino di fiammetta ricci richiami e istanze in comune il diario lotta della vita per la libertà analogie rovesciate un destino che apre sbocchi gli autori del volume attraverso 169 170 173 174 182 184 187 5

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la libertÀ nel mondo dell immagine di claudio bonvecchio quella in cui ci troviamo a vivere è ­ sicuramente ­ una società dove l immagine svolge un ruolo centrale anzi dove non esiste contenuto di qualsiasi tipo che non sia ­ anche pesantemente ­ tradotto in immagini dove ­ per capirci meglio ­ persino i rapporti personali e sociali sono mediati ed espressi da immagini che diventano il modello unico a cui conformarsi e su cui plasmare standard di vita nella società contemporanea si è di fatto sollecitati ­ e costretti ­ a servirci delle immagini dai primissimi anni di vita sino alla morte oramai per crescere per educarsi per interagire con la società nonché per la vita di ogni giorno siamo indotti a servirci di immagini il che può sembrare una scoperta dell ovvio in quanto l occhio umano coglie immagini l intelletto forma immagini ­ i fenomeni di cui scrive kant ­ la lingua stessa in larga parte si serve di immagini e così via tuttavia su questa ovvietà è opportuno riflettere per comprendere meglio sia l importanza delle immagini sia la loro straordinaria influenza nel plasmare la nostra esistenza È allora il caso di soffermarsi ­ anche se breviter ­ sulla forza dell immagine sulla sua rilevanza e sui rischi che le immagini possono comportare quando non le si utilizza nel modo più corretto e più consono all essere dell uomo l immagine interiore ed esteriore ciò posto e in primo luogo bisogna sottolineare come l immagine sia ­ seppure in forma genericissima ­ ciò che esprime la realtà che ci circonda e che rappresenta il mondo che ci è dato di conoscere È scontato che 7

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ciò che noi cogliamo della realtà ­ tramite l esperienza possibile di cui ciascun uomo può usufruire ­ sono solo immagini la realtà in se stessa ci sfugge così noi non siamo in grado di percepire ­ con i sensi e tramite le procedure logiche che li coadiuvano ­ la struttura profonda atomica della realtà che ci circonda possiamo averne solo una immagine fenomenica o meglio possiamo cogliere solo ciò che ci appare come una immagine se noi avessimo la capacità di percepire non l immagine che ci appare ma quella che potremmo definire approssimativamente l immagine quale essa è ­ la sua realtà in senso platonico ­ non saremmo esseri viventi o quanto meno comuni saremmo altro non a caso quelli che la tradizione dice che siano in grado di percepire queste immagini posseggono il cosiddetto terzo occhio ossia non sono più uomini ma siddhi ossia illuminati in vita sono persone ­ ammesso che esistano ­ che avendo raggiunto uno stadio metafisicamente e ontologicamente superiore all essere comune dell uomo non percepiscono più ciò che li circonda con i sensi e con le categorie logiche dell esperienza ma con l intuito trasformatosi ­ fuori da ogni regola ­ in esperienza una esperienza simpatetica siffatte persone trascendono ­ ed il termine è assolutamente appropriato e pertinente ­ la loro condizione fenomenica per situarsi in quella sfera noumenica per rimanere nel lessico kantiano in cui è possibile sperimentare un totalmente altro in tutti i sensi in questo specifico caso l io non è più l immagine di se stesso ­ come vuole lo schematismo trascendentale ­ ma confluisce pienamente in un se-stesso che come anima mundi diventa l immagine di una cosmica complexio oppositorum diventa la grande luce pulsante che in ogni tradizione ­ dal nirvana buddista al roveto ardente ­ tutto inghiotte in una immagine abissale in cui la luce si fa tenebra e tenebra luce come ha mostrato l esperienza dei mistici e non dei filosofi questi ultimi non possono e non potranno compiere mai il salto ontologico dall immagine fenomenica a quella noumenica di cui ­ essendo intuitiva ­ non possono possedere il linguaggio utilizzando le categorie filosofiche come insegna il grandioso ma vano tentativo posto in essere ­ in tempi recenti ­ da heidegger con essere e tempo tentativi la cui risposta era in nuce già in nicolò cusano e nella sua de docta ignorantia l unica via possibile per sfuggire ­ nella modernità ­ all altrimenti irresolubile dicotomia cartesiana l unica via di fuga che ancora oggi si offre per sfuggire ai sentieri interrotti di una filosofia oggi per lo più autoreferenziale ed inconsistente o ancora peggio 8

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interessata solo ­ nel suo ridursi a sociologia ­ ad immagini numeriche espresse in forma statistica le nuove modalità dell inganno dell immagine del bastone spezzato che in tempi non sospetti già denunciava cartesio sicuramente le immagini sono specifiche e connaturate all essere umano non solo dell essere umano raziocinante che ­ nella concatenazioni di immagini fenomeniche ­ costruisce la trama logica del suo esserci nel mondo ma anche dell essere umano che si serve della libera espressività fuori da ogni schema logico di quella creatività insomma che pone in essere altri mondi in cui si addensano e prendono forma quelle immagini che solo parzialmente hanno a che fare con il mondo dell esperienza e della concatenazione logica immaginifica perciò è la creatività artistica che con le parole i colori le note la voce o le membra costruisce magicamente ­ per vim analogicam ­ mondi paralleli veritieri solo nell immaginario collettivo o in quello individuale ma del tutto apparenti nel mondo del reale le immagini parlano ed agiscono indipendentemente da ogni contesto e da ogni collocazione anagrafico-storico-temporale non hanno bisogno ­ alla faccia di foucault e degli strutturalisti ­ di un ordine del discorso come potrebbero forse averlo le parole in quanto ogni immagine è un discorso che apre altri discorsi È il motivo per cui i bambini ­ ancorché piccolissimi ­ si esprimono per immagini variopinte semplici ed incisive come i santi anacoreti dei primi anni del cristianesimo che isolati nel deserto della tebaide o della cappadocia comunicavano con dio e con il diavolo solo per immagini entrambi ­ i bambini ed i santi anacoreti ­ grazie alle immagini sono ed erano in grado di entrare in contatto ed in simpatia con il mondo intiero con le cose visibili ed invisibili come recita il simbolo nicenocostantinopolitano 1 d altronde il silenzio delle immagini è un silenzio altamente comunicativo è la forza comunicativa più elementare come appare guardando il film il grande silenzio del regista philip gröning dove il silenzio monastico esalta le immagini interiori che ciascun monaco vive nel suo animo e quelle esteriori che proietta per non parlare poi delle espressioni degli sguardi dei suoni o delle modalità 1 cf vita di antonio a cura di ch mohrmann trad it fondazione lorenzo valla mondadori milano 1974 e anche palladio la storia lausiaca a cura di ch mohrmann trad it fondazione lorenzo valla-mondadori milano 1974 9

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ritualizzate per il cui tramite l animale ­ o l insetto ­ pone in essere una articolata e complessa modalità immaginativa 2 sempre in questa prospettiva si potrebbe formulare l ipotesi ­ paradossale ­ secondo cui lo stesso mondo inanimato si esprimerebbe per immagini anche se in forma essenziale e minimale sono quelle immagini straordinarie e sublimi ­ mute ma a loro modo sommamente comunicanti ­ di cui i portatori sono l ambiente ed il paesaggio nello specifico le immagini delle cose inanimate inducono una tensione emotiva da cui promanano altre immagini in una sorta di catena altamente espressiva in proposito significativa è la domanda che michelangelo avrebbe rivolto al marmoreo mosè la cui plastica immagine rendeva vivo ciò che era inanimato l immagine dal canto suo rivela una potenza creativa tale da chiamare alla presenza ciò che non può esserci e non c è come insegnano le pratiche negromantiche per evocare i defunti e il loro spirito o l intero sviluppo della rete informatica attualmente estesa a livello planetario nella rete infatti l immagine raggiunge una presenza globale in cui tutti i fruitori sono loro stessi immagini connessi in una infinita invisibile catena che tutto stringe motiva e collega È una catena che realizza ­ in una sorta di circolarità mistico-magica-tecnologica 3 ­ l antico sogno dell umanità di accomunare tutti uomini e cose in un unica universale immagine 2 È il caso di ricordare il cosiddetto linguaggio delle api tipico esempio di un linguaggio simbolico-rituale tanto altamente complesso quanto altrettanto espressivo complesso ed espressivo al punto di far ipotizzare che si tratti di una seppur embrionale manifestazione di quello che ­ nell uomo ­ sarà l inconscio collettivo cf per un ulteriore approfondimento a portmann riti animali in e neumann-a portmann-g scholem il rito quaderni di eranos trad it red como 1991 53-88 e c bonvecchio la maschera e l uomo simbolismo comunicazione e politica franco angeli milano 2002 69-83 3 È tanto curioso quanto interessante notare ­ anche se ciò richiederebbe una ben più attenta ed accurata disamina ­ come molte tematiche proprie del sapere mistico e magico trovino una rispondenza nel concetto e nelle modalità con cui è stata posta in essere e organizzata la rete sicuramente comune a tutti i fruitori della rete è l idea per lo più inconscia di una sorta d intelligenza totale e onnipervasiva ­ anima mundi la chiamavano sulla scorta di platone i maghi e gli ermetismi del rinascimento ­ che avvolge il mondo determinandolo nelle sue scelte parimenti simile al desiderio di fusione propria dei mistici si può considerare la volontà di partecipare ad un unica realtà ­ quella della rete ­ che contraddistingue i suoi utenti 10

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l immagine e la pubblicità naturalmente quando si parla dell immagine ­ e a maggior ragione oggi ­ non si può non rimarcare lo stretto rapporto che la lega con il mercato quest ultimo utilizza l immagine come il testimonial per eccellenza dei prodotti che offre al consumo della collettività quindi le applica con disinvoltura alle consolidate leggi della domanda e dell offerta badando solo alla quantità dell incasso più che non alla qualità dell offerta o comunque subordinandola al guadagno ma ridurre l immagine a prodotto di mercato equivale a vanificarne ogni aspetto veritativo non propriamente sempre coniugabile con appetitività di mercato in questo quadro l immagine deve essere solo ed esclusivamente appetibile cioè deve poter far vendere ed acquistare e quanto più è venduta ed acquistata tanto più è efficace ma ovviamente tale condizione si realizza solo se incontra il gusto e le aspettative dei suoi fruitori in una parola l immagine deve piacere come un qualsiasi prodotto ma piacere ­ in questa accezione ­ significa che deve soddisfare le richieste di un pubblico che non vuole alcun impegno che non vuole né pensare né riflettere ma solo distrarsi e non pensare punto e basta le conseguenze sono immaginabili e drammatiche l immagine insomma non ha più alcuna funzione veritativa o conoscitiva ma è solo un supporto del mercato e qui compare il rapporto strettissimo che lega l immagine alla pubblicità infatti la pubblicità ­ ed è cosa nota ­ non ha lo scopo di presentare un oggetto per quello che è ma per quello che vale o deve valere agli occhi del target cui è diretta l offerta del medesimo ne viene che l oggetto ­ sotto forma della sua immagine ­ deve essere presentato come i potenziali acquirenti si aspettano che sia il che avviene proprio grazie ad immagini accattivanti naturalmente se si stacca il valore simbolico dalla realtà dell oggetto stesso non si ha più a che fare con un oggetto ma con un altra cosa si ha a che fare con un che di astratto ­ con una illusione ­ che si spaccia per concretezza che si spaccia per realtà in altre parole ­ tramite l immagine ­ si compra un idea un desiderio una speranza ma non un oggetto si compra insomma qualcosa che non c è la pubblicità si serve d immagini proprio perché i messaggi posti in essere sono a carattere subliminale appartengono alla sfera inconscia grazie a tale caratteristica sono in grado di penetrare in quella dimensione motivazionale apparentemente estranea alla logica e alla razionalità del mercato ma estremamente permeabile a tutto ciò che è emotivo passionale intuitivo ed immediato così facendo 11

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l adesione ad una idea o la propensione per un prodotto non passa per una valutazione meditata ed oggettiva ­ cui non è certo estranea e neppure deve esserlo l emotività ­ ma per rapporti esclusivamente simpatetici dati dall immagine il risultato è una subdola opera ­ anche se non sempre apertamente evidente agli stessi agenti della comunicazione pubblicitaria ­ di sottile manipolazione essa tende a sostituire a qualsiasi valutazione il riflesso condizionato subliminale o il pathos provocato facendo sì che l acquisto la scelta o l opzione di un prodotto di una idea di una opinione siano determinate da pulsioni incontrollabili e artificialmente indotte ma non già dal prodotto in quanto tale ma su questa potenza straordinaria dell immagine ­ utilizzata dalla pubblicità per via della sua universalità e della sua indipendenza da qualsiasi logica riflessiva ­ è il caso di soffermarsi seppur brevemente l immagine archetipica come si è sottolineato a proposito del mercato la pubblicità utilizza l immagine per i suoi contenuti subliminali significa che l aspetto più interessante e produttivo ­ non solo per la pubblicità ­ dell immagine è qualcosa di nascosto di sotterraneo È come un rizoma infatti questa immagine è qualcosa che proviene ­ nelle sue linee essenziali ­ dalla parte più profonda della psiche umana uno strano territorio immaginale che possiamo definire se non si vuol cadere nella metafisica o nella teologia come il mondo degli archetipi in cui prendono forma le immagini archetipiche 4 questo mondo coincide con l inconscio collettivo deposito platonico di tutte le forme immaginative che costituiscono il reticolo dei rapporti psichici interpersonali e oggettivi « archetipo » sostiene jung «è una parola esplicativa dell èidos platonico ai nostri fini tale designazione è pertinente e utile poiché ci dice che per quanto riguarda i contenuti dell inconscio collettivo ci troviamo davanti a tipi arcaici o meglio ancora primigeni cioè immagini universali presenti fin da tempi remoti» 5 sull archetipo cf c g jung gli archetipi e l inconscio collettivo in opere vol 9 tomo primo trad it boringhieri torino 19883 passim e anche j jacobi la psicologia di c g jung trad it boringhieri torino 1973 57 ss 5 c g jung gli archetipi dell inconscio collettivo in gli archetipi e l inconscio collettivo 4 4 12

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e ulteriormente «gli archetipi sono complessi di esperienza che sopravvengono fatalmente e il cui effetto si fa sentire nella nostra vita più personale» 6 va da sé che l archetipo nulla ha a che fare con la razionalità ma è invece definibile ­ secondo l accezione proposta da carl gustav jung ­ come «l intuizione che l istinto ha di se stesso o come autoraffigurazione dell istinto» 7 le immagini archetipiche sono pre-consce e formano ­ unitamente ad altre immagini archetipiche ­ le «dominanti strutturali della psiche» tra loro inestricabilmente connesse e compenetrate in una inestricabile plurivocità 8 inoltre le immagini archetipiche possiedono una loro forza intrinseca ed incontenibile che può riversarsi con effetti imprevedibili tanto sull individuo che sulla società 9 esse si esprimono attraverso i simboli che ne sono il linguaggio si tratta di un linguaggio particolare in quanto ­ nel simbolo ­ il livello intrinseco ed estrinseco materiale e spirituale significante e significato parte e tutto ­ si compone in una inscindibile unità in una complexio o coincidentia oppositorum altamente indicativa 10 in tale complexio il sostrato materiale il contenuto si unisce alla forma rendendo concreto e visibile il simbolo anzi lo costituisce come il veicolo espressivo ­ ed intuitivo ­ di qualcosa che non soltanto non è visibile ma anche non è riducibile all oggetto simboleggiato lo costituisce come il veicolo espressivo della totalità ciò ­ come sostiene eliade ­ rappresenta indubbiamente «una modalità autonoma di conoscenza» 11 comunica insomma qualcosa di più elevato e di assolutamente più profondo rispetto alla presenza materiale dell oggetto comunemente colto come segno presenza materiale dell oggetto ­ quello visto simbolicamente ­ che a detta di jung può essere qualcosa di ovvio e quotidiano ma che comunque rivela ad un osservatore attento connotati specifici che vanno ben oltre il suo significato convenzionale «ciò che noi chiamiamo simbolo» scrive jung «è un termine un nome o anche una rappresentazione che può essere familiare nella vita di ivi 28 id istinto e inconscio in opere vol 8 trad it boringhieri torino 19833 154 8 cf id gli archetipi dell inconscio collettivo 36 9 cf id riflessioni teoriche sull essenza della psiche in opere vol 8 trad it bollati boringhieri torino 1994 229 10 sulla complexio o coincidentia oppositorum cf c g jung mysterium coniunctionis in opere vol 14 trad it bollati boringhieri torino 1991 passim 11 m eliade premessa a immagini e simboli saggi sul simbolismo magico-religioso trad it jaca book milano 1984 13 6 7 13

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tutti i giorni e che tuttavia possiede connotati specifici oltre al suo significato ovvio e convenzionale esso implica qualcosa di vago di sconosciuto o di inaccessibile per noi quando la mente esplora il simbolo essa viene portata a contatto con idee che stanno al di là delle capacità razionali» 12 il simbolo di conseguenza ­ il cui etimo greco è sym-ballo che significa metto insieme paragono e confronto ­ unisce due mondi quello terreno e quello supramondano che con pregnante espressione henry corbin ha definito appunto immaginale 13 nel quadro ora tracciato il simbolo ­ in quanto immagine visibile e sensibile che rimanda a qualcosa di invisibile ­ costituisce una valenza trascendente essa ­ nel rimandare ad altro ­ rivela una struttura del mondo che non è immediatamente evidente sul piano dell esperienza consueta 14 pone in essere ­ come ribadisce eliade ­ «una modalità del reale o una struttura del mondo che non sono evidenti sul piano dell esperienza immediata» 15 per eliade ­ che in questo riprende l insegnamento di gaston bachelard ­ il simbolo riveste una duplice funzione esistenziale e conoscitiva È una funzione esistenziale in quanto collega diversi settori del reale il simbolismo acquatico ad esempio rivela il divenire la femminilità la rinascita mentre quella conoscitiva svela significati trascendenti psichici e metafisici non evidenti e non percepibili il simbolismo dei riti battesimali ad esempio oltre al livello biocosmico come nascita morte e rinascita svela anche la nascita spirituale 16 più precisamente dunque il simbolo ­ come nota pessoa ­ non si rivolge «all intelligenza discorsiva e razionale ma all intelligenza analogica» 17 il c g jung introduzione all inconscio in l uomo e i suoi simboli trad it longanesi milano 1980 5 13 «il mondo immaginale per un verso simboleggia con le forme sensibili per l altro con le forme intelligibili» ossia questo mondo «per un verso dematerializza le forme sensibili e per l altro immaginalizza le forme intelligibili a cui dà figura e dimensione» h corbin preludio alla seconda edizione per una carta dell immaginale in corpo spirituale e terra celeste dall iran mazdeo all iran sciita trad it adelphi milano 1986 16 14 «il simbolo è il miglior modo di esprimere un contenuto inconscio presagito ma ancora sconosciuto» c g jung gli archetipi dell inconscio collettivo 6 n 8 15 m eliade mefistofele e l androgine trad it mediterranee roma 1971 189 16 cf id giornale trad it boringhieri torino 1976 6-7 17 f pessoa frammenti di filosofia ermetica la via iniziatica in pagine esoteriche trad it adelphi milano 19993 59 sul concetto di analogia cf c bonvecchio riflessioni sull analogia come strumento per una analisi metafisico-teologica sui fondamenti del `politico in metafisica e principio teologico tilgher genova 1990 153-172 e inoltre il classico e melandri la linea e il circolo studio logico-filosofico sull analogia il mulino bologna 1968 12 14

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che consente ­ accanto alla specificità o parzialità del singolo oggetto che emerge dalla sua connotazione sensibile ­ di postulare per il simbolo una dimensione di totalità essa riassume sia il soggetto percipiente che l oggetto percepito facendoli entrambi partecipi di un superiore e superordinato sapere e di un superiore e superordinato sentire va da sé che ­ conseguentemente ­ non è possibile avvicinarsi al simbolo secondo le modalità con cui si analizza un qualunque segno piuttosto bisogna intuirlo e conoscerlo per via analogica 18 È tramite questa percezione intuitiva e analogica che è possibile com-prendere ­ immediatamente e direttamente ­ la rappresentazione della totalità veicolata dal simbolo totalità che sfugge ad una strumentazione logico-discorsiva dipendente dalle pratiche razionali pratiche che non sono in grado come lo è invece il simbolo di com-prendere la compiuta integrazione del microcosmo umano con il macrocosmo che lo circonda secondo l antico assunto sapienziale della tabula smaragdina che recita «ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per compiere i miracoli della realtà che è una» 19 precisata la natura più riposta dell immagine ­ ossia il suo carattere essenzialmente archetipico ­ riportiamola ora al tema della libertà l immagine e la libertà ora parlare di libertà ­ nel senso comunemente oggi acquisito del termine ­ a proposito delle immagini e soprattutto di quelle archetipiche che sono le più rilevanti dal punto di vista conoscitivo e comunicativo è assolutamente improprio nel mundus immaginalis o ­ se si preferisce nell inconscio collettivo ­ il concetto di libertà non esiste in quanto sia la libertà che la costrizione sono i due aspetti di una medesima realtà o meglio di una unica totalità archetipica il che rappresenta una palese contradictio in obiecto almeno per ciò che riguarda il campo giuridico 18 cf f pessoa frammenti di filosofia ermetica 59 va da sé che questa particolarità del simbolo lo rende tanto seducente quanto ­ in relazione ai risultati di una sua ermeneutica ­ pericoloso per le conseguenze che comporta se questa ermeneutica non è condotta in maniera corretta cf 60 19 tabula smaragdina in c crisciani-m pereira l arte del sole e della luna alchimia e filosofia nel medioevo centro studi sull alto medioevo spoleto 1996 116 15

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