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www.ebookgratis.it 1 prefazione io sono il dottore di cui in questa novella si parla talvolta con parole poco lusinghiere chi di psico-analisi s intende sa dove piazzare l antipatia che il paziente mi dedica di psico-analisi non parlerò perché qui entro se ne parla già a sufficienza debbo scusarmi di aver indotto il mio paziente a scrivere la sua autobiografia gli studiosi di psico-analisi arriccerranno il naso a tanta novità ma egli era vecchio ed io sperai che in tale rievocazione il suo passato si rinverdisse che l autobiografia fosse un buon preludio alla psico-analisi oggi ancora la mia idea mi pare buona perché mi ha dato dei risultati insperati che sarebbero stati maggiori se il malato sul più bello non si fosse sottratto alla cura truffandomi del frutto della mia lunga paziente analisi di queste memorie le pubblico per vendetta e spero gli dispiaccia sappia però ch io sono pronto di dividere con lui i lauti onorarii che ricaverò da questa pubblicazione a patto egli riprenda la cura sembrava tanto curioso di se stesso se sapesse quante sorprese potrebbero risultargli dal commento delle tante verità e bugie ch egli ha qui accumulate dottor s pagina 3
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www.ebookgratis.it 2 preambolo vedere la mia infanzia più di dieci lustri me ne separano e i miei occhi presbiti forse potrebbero arrivarci se la luce che ancora ne riverbera non fosse tagliata da ostacoli d ogni genere vere alte montagne i miei anni e qualche mia ora il dottore mi raccomandò di non ostinarmi a guardare tanto lontano anche le cose recenti sono preziose per essi e sopra tutto le immaginazioni e i sogni della notte prima ma un po d ordine pur dovrebb esserci e per poter cominciare ab ovo appena abbandonato il dottore che di questi giorni e per lungo tempo lascia trieste solo per facilitargli il compito comperai e lessi un trattato di psico-analisi non è difficile d intenderlo ma molto noioso dopo pranzato sdraiato comodamente su una poltrona club ho la matita e un pezzo di carta in mano la mia fronte è spianata perché dalla mia mente eliminai ogni sforzo il mio pensiero mi appare isolato da me io lo vedo s alza s abbassa ma è la sua sola attività per ricordargli ch esso è il pensiero e che sarebbe suo compito di manifestarsi afferro la matita ecco che la mia fronte si corruga perché ogni parola è composta di tante lettere e il presente imperioso risorge ed offusca il passato ieri avevo tentato il massimo abbandono l esperimento finì nel sonno più profondo e non ne ebbi altro risultato che un grande ristoro e la curiosa sensazione di aver visto durante quel sonno qualche cosa d importante ma era dimenticata perduta per sempre mercé la matita che ho in mano resto desto oggi vedo intravvedo delle immagini bizzarre che non possono avere nessuna relazione col mio passato una locomotiva che sbuffa su una salita trascinando delle innumerevoli vetture chissà donde venga e dove vada e perché sia ora capitata qui nel dormiveglia ricordo che il mio testo asserisce che con questo sistema si può arrivar a ricordare la prima infanzia quella in fasce subito vedo un bambino in fasce ma perché dovrei essere io quello non mi somiglia affatto e credo sia invece quello nato poche settimane or sono a mia cognata e che pagina 5
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www.ebookgratis.it ci fu fatto vedere quale un miracolo perché ha le mani tanto piccole e gli occhi tanto grandi povero bambino altro che ricordare la mia infanzia io non trovo neppure la via di avvisare te che vivi ora la tua dell importanza di ricordarla a vantaggio della tua intelligenza e della tua salute quando arriverai a sapere che sarebbe bene tu sapessi mandare a mente la tua vita anche quella tanta parte di essa che ti ripugnerà e intanto inconscio vai investigando il tuo piccolo organismo alla ricerca del piacere e le tue scoperte deliziose ti avvieranno al dolore e alla malattia cui sarai spinto anche da coloro che non lo vorrebbero come fare È impossibile tutelare la tua culla nel tuo seno fantolino si va facendo una combinazione misteriosa ogni minuto che passa vi getta un reagente troppe probabilità di malattia vi sono per te perché non tutti i tuoi minuti possono essere puri eppoi fantolino sei consanguineo di persone ch io conosco i minuti che passano ora possono anche essere puri ma certo tali non furono tutti i secoli che ti prepararono eccomi ben lontano dalle immagini che precorrono il sonno ritenterò domani pagina 6
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www.ebookgratis.it 3 il fumo il dottore al quale ne parlai mi disse d iniziare il mio lavoro con un analisi storica della mia propensione al fumo scriva scriva vedrà come arriverà a vedersi intero credo che del fumo posso scrivere qui al mio tavolo senz andar a sognare su quella poltrona non so come cominciare e invoco l assistenza delle sigarette tutte tanto somiglianti a quella che ho in mano oggi scopro subito qualche cosa che più non ricordavo le prime sigarette ch io fumai non esistono più in commercio intorno al 70 se ne avevano in austria di quelle che venivano vendute in scatoline di cartone munite del marchio dell aquila bicipite ecco attorno a una di quelle scatole s aggruppano subito varie persone con qualche loro tratto sufficiente per suggerirmene il nome non bastevole però a commovermi per l impensato incontro tento di ottenere di più e vado alla poltrona le persone sbiadiscono e al loro posto si mettono dei buffoni che mi deridono ritorno sconfortato al tavolo una delle figure dalla voce un po roca era giuseppe un giovinetto della stessa mia età e l altra mio fratello di un anno di me più giovine e morto tanti anni or sono pare che giuseppe ricevesse molto denaro dal padre suo e ci regalasse di quelle sigarette ma sono certo che ne offriva di più a mio fratello che a me donde la necessità in cui mi trovai di procurarmene da me delle altre così avvenne che rubai d estate mio padre abbandonava su una sedia nel tinello il suo panciotto nel cui taschino si trovavano sempre degli spiccioli mi procuravo i dieci soldi occorrenti per acquistare la preziosa scatoletta e fumavo una dopo l altra le dieci sigarette che conteneva per non conservare a lungo il compromettente frutto del furto tutto ciò giaceva nella mia coscienza a portata di mano risorge solo ora perché non sapevo prima che potesse avere importanza ecco che ho registrata l origine della sozza abitudine e chissà forse ne sono già guarito perciò per provare accendo un ultima sigaretta e forse la getterò via subito pagina 8
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www.ebookgratis.it disgustato poi ricordo che un giorno mio padre mi sorprese col suo panciotto in mano io con una sfacciataggine che ora non avrei e che ancora adesso mi disgusta chissà che tale disgusto non abbia una grande importanza nella mia cura gli dissi che m era venuta la curiosità di contarne i bottoni mio padre rise delle mie disposizioni alla matematica o alla sartoria e non s avvide che avevo le dita nel taschino del suo panciotto a mio onore posso dire che bastò quel riso rivolto alla mia innocenza quand essa non esisteva più per impedirmi per sempre di rubare cioè rubai ancora ma senza saperlo mio padre lasciava per la casa dei sigari virginia fumati a mezzo in bilico su tavoli e armadi io credevo fosse il suo modo di gettarli via e credevo anche di sapere che la nostra vecchia fantesca catina li buttasse via andavo a fumarli di nascosto già all atto d impadronirmene venivo pervaso da un brivido di ribrezzo sapendo quale malessere m avrebbero procurato poi li fumavo finché la mia fronte non si fosse coperta di sudori freddi e il mio stomaco si contorcesse non si dirà che nella mia infanzia io mancassi di energia so perfettamente come mio padre mi guarì anche di quest abitudine un giorno d estate ero ritornato a casa da un escursione scolastica stanco e bagnato di sudore mia madre m aveva aiutato a spogliarmi e avvoltomi in un accappatoio m aveva messo a dormire su un sofà sul quale essa stessa sedette occupata a certo lavoro di cucito ero prossimo al sonno ma avevo gli occhi tuttavia pieni di sole e tardavo a perdere i sensi la dolcezza che in quell età s accompagna al riposo dopo una grande stanchezza m è evidente come un immagine a sé tanto evidente come se fossi adesso là accanto a quel caro corpo che più non esiste ricordo la stanza fresca e grande ove noi bambini si giuocava e che ora in questi tempi avari di spazio è divisa in due parti in quella scena mio fratello non appare ciò che mi sorprende perché penso ch egli pur deve aver preso parte a quell escursione e avrebbe dovuto poi partecipare al riposo che abbia dormito anche lui all altro capo del grande sofà io guardo quel posto ma mi sembra vuoto non vedo che me la dolcezza del riposo mia madre eppoi mio padre di cui sento echeggiare le parole egli era entrato e non m aveva subito visto perché ad alta voce chiamò maria la mamma con un gesto accompagnato da un lieve suono labbiale accennò a me ch essa credeva immerso nel sonno su cui invece nuotavo in piena coscienza mi piaceva tanto che il babbo dovesse imporsi un riguardo per me che non mi mossi pagina 9
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www.ebookgratis.it mio padre con voce bassa si lamentò io credo di diventar matto sono quasi sicuro di aver lasciato mezz ora fa su quell armadio un mezzo sigaro ed ora non lo trovo più sto peggio del solito le cose mi sfuggono pure a voce bassa ma che tradiva un ilarità trattenuta solo dalla paura di destarmi mia madre rispose eppure nessuno dopo il pranzo è stato in quella stanza mio padre mormorò È perché lo so anch io che mi pare di diventar matto si volse ed uscì io apersi a mezzo gli occhi e guardai mia madre essa s era rimessa al suo lavoro ma continuava a sorridere certo non pensava che mio padre stesse per ammattire per sorridere così delle sue paure quel sorriso mi rimase tanto impresso che lo ricordai subito ritrovandolo un giorno sulle labbra di mia moglie non fu poi la mancanza di denaro che mi rendesse difficile di soddisfare il mio vizio ma le proibizioni valsero ad eccitarlo ricordo di aver fumato molto celato in tutti i luoghi possibili perché seguito da un forte disgusto fisico ricordo un soggiorno prolungato per una mezz ora in una cantina oscura insieme a due altri fanciulli di cui non ritrovo nella memoria altro che la puerilità del vestito due paia di calzoncini che stanno in piedi perché dentro c è stato un corpo che il tempo eliminò avevamo molte sigarette e volevamo vedere chi ne sapesse bruciare di più nel breve tempo io vinsi ed eroicamente celai il malessere che mi derivò dallo strano esercizio poi uscimmo al sole e all aria dovetti chiudere gli occhi per non cadere stordito mi rimisi e mi vantai della vittoria uno dei due piccoli omini mi disse allora a me non importa di aver perduto perché io non fumo che quanto m occorre ricordo la parola sana e non la faccina certamente sana anch essa che a me doveva essere rivolta in quel momento ma allora io non sapevo se amavo o odiavo la sigaretta e il suo sapore e lo stato in cui la nicotina mi metteva quando seppi di odiare tutto ciò fu peggio e lo seppi a vent anni circa allora soffersi per qualche settimana di un violento male di gola accompagnato da febbre il dottore prescrisse il letto e l assoluta astensione dal fumo ricordo questa parola assoluta mi ferì e la febbre la colorì un vuoto grande e niente per resistere all enorme pressione pagina 10
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www.ebookgratis.it che subito si produce attorno ad un vuoto quando il dottore mi lasciò mio padre mia madre era morta da molti anni con tanto di sigaro in bocca restò ancora per qualche tempo a farmi compagnia andandosene dopo di aver passata dolcemente la sua mano sulla mia fronte scottante mi disse non fumare veh mi colse un inquietudine enorme pensai «giacché mi fa male non fumerò mai più ma prima voglio farlo per l ultima volta» accesi una sigaretta e mi sentii subito liberato dall inquietudine ad onta che la febbre forse aumentasse e che ad ogni tirata sentissi alle tonsille un bruciore come se fossero state toccate da un tizzone ardente finii tutta la sigaretta con l accuratezza con cui si compie un voto e sempre soffrendo orribilmente ne fumai molte altre durante la malattia mio padre andava e veniva col suo sigaro in bocca dicendomi bravo ancora qualche giorno di astensione dal fumo e sei guarito bastava questa frase per farmi desiderare ch egli se ne andasse presto presto per permettermi di correre alla mia sigaretta fingevo anche di dormire per indurlo ad allontanarsi prima quella malattia mi procurò il secondo dei miei disturbi lo sforzo di liberarmi dal primo le mie giornate finirono coll essere piene di sigarette e di propositi di non fumare più e per dire subito tutto di tempo in tempo sono ancora tali la ridda delle ultime sigarette formatasi a vent anni si muove tuttavia meno violento è il proposito e la mia debolezza trova nel mio vecchio animo maggior indulgenza da vecchi si sorride della vita e di ogni suo contenuto posso anzi dire che da qualche tempo io fumo molte sigarette che non sono le ultime sul frontispizio di un vocabolario trovo questa mia registrazione fatta con bella scrittura e qualche ornato «oggi 2 febbraio 1886 passo dagli studii di legge a quelli di chimica ultima sigaretta » era un ultima sigaretta molto importante ricordo tutte le speranze che l accompagnarono m ero arrabbiato col diritto canonico che mi pareva tanto lontano dalla vita e correvo alla scienza ch è la vita stessa benché ridotta in un matraccio quell ultima sigaretta significava proprio il desiderio di attività anche manuale e di sereno pensiero sobrio e sodo per sfuggire alla catena delle combinazioni del carbonio cui non credevo ritornai alla legge pur troppo fu un errore e fu anch esso registrato da pagina 11
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www.ebookgratis.it un ultima sigaretta di cui trovo la data registrata su di un libro fu importante anche questa e mi rassegnavo di ritornare a quelle complicazioni del mio del tuo e del suo coi migliori propositi sciogliendo finalmente le catene del carbonio m ero dimostrato poco idoneo alla chimica anche per la mia deficienza di abilità manuale come avrei potuto averla quando continuavo a fumare come un turco adesso che son qui ad analizzarmi sono colto da un dubbio che io forse abbia amato tanto la sigaretta per poter riversare su di essa la colpa della mia incapacità chissà se cessando di fumare io sarei divenuto l uomo ideale e forte che m aspettavo forse fu tale dubbio che mi legò al mio vizio perché è un modo comodo di vivere quello di credersi grande di una grandezza latente io avanzo tale ipotesi per spiegare la mia debolezza giovanile ma senza una decisa convinzione adesso che sono vecchio e che nessuno esige qualche cosa da me passo tuttavia da sigaretta a proposito e da proposito a sigaretta che cosa significano oggi quei propositi come quell igienista vecchio descritto dal goldoni vorrei morire sano dopo di esser vissuto malato tutta la vita una volta allorché da studente cambiai di alloggio dovetti far tappezzare a mie spese le pareti della stanza perché le avevo coperte di date probabilmente lasciai quella stanza proprio perché essa era divenuta il cimitero dei miei buoni propositi e non credevo più possibile di formarne in quel luogo degli altri penso che la sigaretta abbia un gusto più intenso quand è l ultima anche le altre hanno un loro gusto speciale ma meno intenso l ultima acquista il suo sapore dal sentimento della vittoria su sé stesso e la speranza di un prossimo futuro di forza e di salute le altre hanno la loro importanza perché accendendole si protesta la propria libertà e il futuro di forza e di salute permane ma va un po più lontano le date sulle pareti della mia stanza erano impresse coi colori più varii ed anche ad olio il proponimento rifatto con la fede più ingenua trovava adeguata espressione nella forza del colore che doveva far impallidire quello dedicato al proponimento anteriore certe date erano da me preferite per la concordanza delle cifre del secolo passato ricordo una data che mi parve dovesse sigillare per sempre la bara in cui volevo mettere il mio vizio «nono giorno del nono mese del 1899» significativa nevvero il secolo nuovo m apportò delle date ben altrimenti musicali «primo giorno del primo mese del 1901» ancora oggi mi pare che se quella data potesse ripetersi io saprei iniziare una nuova vita ma nel calendario non mancano le date e con un po d immaginazione pagina 12
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www.ebookgratis.it ognuna di esse potrebbe adattarsi ad un buon proponimento ricordo perché mi parve contenesse un imperativo supremamente categorico la seguente «terzo giorno del sesto mese del 1912 ore 24» suona come se ogni cifra raddoppiasse la posta l anno 1913 mi diede un momento d esitazione mancava il tredicesimo mese per accordarlo con l anno ma non si creda che occorrano tanti accordi in una data per dare rilievo ad un ultima sigaretta molte date che trovo notate su libri o quadri preferiti spiccano per la loro deformità per esempio il terzo giorno del secondo mese del 1905 ore sei ha un suo ritmo quando ci si pensa perché ogni singola cifra nega la precedente molti avvenimenti anzi tutti dalla morte di pio ix alla nascita di mio figlio mi parvero degni di essere festeggiati dal solito ferreo proposito tutti in famiglia si stupiscono della mia memoria per gli anniversarii lieti e tristi nostri e mi credono tanto buono per diminuirne l apparenza balorda tentai di dare un contenuto filosofico alla malattia dell ultima sigaretta si dice con un bellissimo atteggiamento «mai più!» ma dove va l atteggiamento se si tiene la promessa l atteggiamento non è possibile di averlo che quando si deve rinnovare il proposito eppoi il tempo per me non è quella cosa impensabile che non s arresta mai da me solo da me ritorna la malattia è una convinzione ed io nacqui con quella convinzione di quella dei miei vent anni non ricorderei gran cosa se non l avessi allora descritta ad un medico curioso come si ricordino meglio le parole dette che i sentimenti che non arrivarono a scotere l aria ero andato da quel medico perché m era stato detto che guariva le malattie nervose con l elettricità io pensai di poter ricavare dall elettricità la forza che occorreva per lasciare il fumo il dottore aveva una grande pancia e la sua respirazione asmatica accompagnava il picchio della macchina elettrica messa in opera subito alla prima seduta che mi disilluse perché m ero aspettato che il dottore studiandomi scoprisse il veleno che inquinava il mio sangue invece egli dichiarò di trovarmi sanamente costituito e poiché m ero lagnato di digerire e dormire male egli suppose che il mio stomaco mancasse di acidi e che da me il movimento peristaltico disse tale parola tante volte che non la dimenticai più fosse poco vivo mi propinò anche un certo acido che mi ha rovinato perché da allora soffro di un eccesso di acidità pagina 13
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www.ebookgratis.it quando compresi che da sé egli non sarebbe mai più arrivato a scoprire la nicotina nel mio sangue volli aiutarlo ed espressi il dubbio che la mia indisposizione fosse da attribuirsi a quella con fatica egli si strinse nelle grosse spalle movimento peristaltico acido la nicotina non c entra furono settanta le applicazioni elettriche e avrebbero continuato tuttora se io non avessi giudicato di averne avute abbastanza più che attendermi dei miracoli correvo a quelle sedute nella speranza di convincere il dottore a proibirmi il fumo chissà come sarebbero andate le cose se allora fossi stato fortificato nei miei propositi da una proibizione simile ed ecco la descrizione della mia malattia quale io la feci al medico «non posso studiare e anche le rare volte in cui vado a letto per tempo resto insonne fino ai primi rintocchi delle campane È perciò che tentenno fra la legge e la chimica perché ambedue queste scienze hanno l esigenza di un lavoro che comincia ad un ora fissa mentre io non so mai a che ora potrò essere alzato» l elettricità guarisce qualsiasi insonnia sentenziò l esculapio gli occhi sempre rivolti al quadrante anziché al paziente giunsi a parlare con lui come s egli avesse potuto intendere la psico-analisi ch io timidamente precorsi gli raccontai della mia miseria con le donne una non mi bastava e molte neppure le desideravo tutte per istrada la mia agitazione era enorme come passavano le donne erano mie le squadravo con insolenza per il bisogno di sentirmi brutale nel mio pensiero le spogliavo lasciando loro gli stivaletti me le recavo nelle braccia e le lasciavo solo quando ero ben certo di conoscerle tutte sincerità e fiato sprecati il dottore ansava spero bene che le applicazioni elettriche non vi guariranno di tale malattia non ci mancherebbe altro io non toccherei più un rumkorff se avessi da temerne un effetto simile mi raccontò un aneddoto ch egli trovava gustosissimo un malato della stessa mia malattia era andato da un medico celebre pregandolo di guarirlo e il medico essendovi riuscito perfettamente dovette emigrare perché in caso diverso l altro gli avrebbe fatta la pelle la mia eccitazione non è la buona urlavo io proviene dal veleno che accende le mie vene il dottore mormorava con aspetto accorato nessuno è mai contento della sua sorte pagina 14
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www.ebookgratis.it e fu per convincerlo ch io feci quello ch egli non volle fare e studiai la mia malattia raccogliendone tutti i sintomi la mia distrazione anche quella m impedisce lo studio stavo preparandomi a graz per il primo esame di stato e accuratamente avevo notati tutti i testi di cui abbisognavo fino all ultimo esame finì che pochi giorni prima dell esame m accorsi di aver studiato delle cose di cui avrei avuto bisogno solo alcuni anni dopo perciò dovetti rimandare l esame È vero che avevo studiato poco anche quelle altre cose causa una giovinetta delle vicinanze che del resto non mi concedeva altro che una civetteria alquanto sfacciata quand essa era alla finestra io non vedevo più il mio testo non è un imbecille colui che si dedica ad un attività simile ricordo la faccia piccola e bianca della fanciulla alla finestra ovale circondata da ricci ariosi fulvi la guardavo sognando di premere quel biancore e quel giallo rosseggiante sul mio guanciale esculapio mormorò dietro al civettare c è sempre qualche cosa di buono alla mia età voi non civetterete più oggi so con certezza ch egli non sapeva proprio niente del civettare ne ho cinquantasette degli anni e sono sicuro che se non cesso di fumare o che la psico-analisi non mi guarisca la mia ultima occhiata dal mio letto di morte sarà l espressione del mio desiderio per la mia infermiera se questa non sarà mia moglie e se mia moglie avrà permesso che sia bella fui sincero come in confessione la donna a me non piaceva intera ma a pezzi di tutte amavo i piedini se ben calzati di molte il collo esile oppure anche poderoso e il seno se lieve lieve e continuavo nell enumerazione di parti anatomiche femminili ma il dottore m interruppe queste parti fanno la donna intera dissi allora una parola importante l amore sano è quello che abbraccia una donna sola e intera compreso il suo carattere e la sua intelligenza fino ad allora non avevo certo conosciuto un tale amore e quando mi capitò non mi diede neppur esso la salute ma è importante per me ricordare di aver rintracciata la malattia dove un dotto vedeva la salute e che la mia diagnosi si sia poi avverata nella persona di un amico non medico trovai chi meglio intese me e la mia malattia non ne ebbi grande vantaggio ma nella mia vita una nota nuova ch echeggia tuttora l amico mio era un ricco signore che abbelliva i suoi ozii con studii e lavori pagina 15
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www.ebookgratis.it letterari parlava molto meglio di quanto scrivesse e perciò il mondo non poté sapere quale buon letterato egli fosse era grasso e grosso e quando lo conobbi stava facendo con grande energia una cura per dimagrare in pochi giorni era arrivato ad un grande risultato tale che tutti per via lo accostavano nella speranza di poter sentire meglio la propria salute accanto a lui malato lo invidiai perché sapeva fare quello che voleva e m attaccai a lui finché durò la sua cura mi permetteva di toccargli la pancia che ogni giorno diminuiva ed io malevolo per invidia volendo indebolire il suo proposito gli dicevo ma a cura finita che cosa ne farà lei di tutta questa pelle con una grande calma che rendeva comico il suo viso emaciato egli rispose di qui a due giorni comincerà la cura del massaggio la sua cura era stata predisposta in tutti i particolari ed era certo ch egli sarebbe stato puntuale ad ogni data me ne risultò una grande fiducia per lui e gli descrissi la mia malattia anche questa descrizione ricordo gli spiegai che a me pareva più facile di non mangiare per tre volte al giorno che di non fumare le innumerevoli sigarette per cui sarebbe stato necessario di prendere la stessa affaticante risoluzione ad ogni istante avendo una simile risoluzione nella mente non c è tempo per fare altro perché il solo giulio cesare sapeva fare più cose nel medesimo istante sta bene che nessuno domanda ch io lavori finché è vivo il mio amministratore olivi ma come va che una persona come me non sappia far altro a questo mondo che sognare o strimpellare il violino per cui non ho alcuna attitudine il grosso uomo dimagrato non diede subito la sua risposta era un uomo di metodo e prima ci pensò lungamente poi con aria dottorale che gli competeva data la sua grande superiorità in argomento mi spiegò che la mia vera malattia era il proposito e non la sigaretta dovevo tentar di lasciare quel vizio senza farne il proposito in me secondo lui nel corso degli anni erano andate a formarsi due persone di cui una comandava e l altra non era altro che uno schiavo il quale non appena la sorveglianza diminuiva contravveniva alla volontà del padrone per amore alla libertà bisognava perciò dargli la libertà assoluta e nello stesso tempo dovevo guardare il mio vizio in faccia come se fosse nuovo e non l avessi mai visto bisognava non combatterlo ma trascurarlo e dimenticare in certo modo di abbandonarvisi volgendogli le spalle con noncuranza come a compagnia che si riconosce indegna di sé semplice nevvero infatti la cosa mi parve semplice È poi vero ch essendo riuscito con grande sforzo ad eliminare dal mio animo ogni proposito riuscii a non fumare per varie ore ma quando la bocca fu nettata sentii un sapore innocente quale pagina 16
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