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fabio volo un posto nel mondo romanzo voglio lasciarmi andare voglio di più per me voglio buttarmi per cadere verso l alto
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michele ha un amico federico uno di quegli amici con i quali dividi tutto l appartamento la pizza e la birra ma anche i sogni e le frustrazioni le gioie e i dolori e qualche volta le donne un giorno federico decide di mollare tutto e partire stanco della vita monotona di provincia se ne va alla ricerca dell altra metà di sé michele invece resta quando torna dopo cinque anni federico è cambiato ora è sereno innamorato di una donna sophie e della vita sembra una storia a lieto fine ma non è così federico all improvviso riparte stavolta per un viaggio molto più lungo ritornerà a sorpresa nascosto dietro gli occhi di una bambina angelica le vicende di michele federico francesca e sophie sono quelle di un gruppo di giovani alla ricerca del loro posto nel mondo in questo nuovo libro fabio volo mette insieme le vite dei protagonisti come i pezzi di un puzzle scegliendo ancora una volta l universo femminile come codice d accesso in copertina foto © getty images/laura ronchi in quarta foto © franco mascolo/tam tam fabio volo è nato il 23 giugno del 72 ha lavorato come attore e come conduttore di trasmissioni televisive e radiofoniche con mondadori ha pubblicato esco a fare due passi 2001 ed È una vita che ti aspetto 2003 art director giacomo callo graphic designer nadia morelli isbn 88 04 53879 1.
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2006 arnoldo mondadori editore s.p.a milano prima edizione febbraio 2006 seconda edizione febbraio 2006 www.librimondadori.it scansione e correzione di angelo masciulli e-mail angelo.masciulli@salottopertutti.it fabio volo un posto nel mondo mondadori dello stesso autore in edizione mondadori esco a fare due passi È una vita che ti aspetto indice intro 11 1 dai da bere ai ciclamini pag 15 2 ciò che ho dovuto imparare pag 28 3 avranno fatto l amore pag 40 4 stavamo ancora bene insieme pag 52 5 sotto casa a chiacchierare pag 61 6 salutameli tu pag 72 7 non avrebbe avuto senso pag 80 8 lui non l ha mai fatto pag 99 9 la collana di sophie pag 109 10 tutto in quei giorni diceva la stessa cosa pag 121 11 alla ricerca di me pag 125 12 indispensabile per lui pag 130 13 ancora una volta pag 140 14 la mulher del abraço pag 145 15 come mi aveva detto federico pag 154 16 una nuova vita anzi due pag 159 17 i miei giorni erano sempre diversi pag 163.
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18 caro papà pag 168 19 a lui non può accadere pag 176 20 un buon motivo per non andare al lavoro pag 182 21 non puoi capire quanto pag 195 22 anche quando lei non c è pag 202 23 federico aveva ragione pag 211 24 spero di meritarmelo pag 219 25 caduti verso l alto pag 224 26 È meglio se smetti di drogarti pag 234 27 un incantevole avventura pag 239 un posto nel mondo a greta in ogni cosa ho voglia di arrivare sino alla sostanza nel lavoro cercando la mia strada nel tumulto del cuore sino all essenza dei giorni passati sino alla loro ragione sino ai motivi sino alle radici sino al midollo eternamente aggrappandomi al filo dei destini degli avvenimenti sentire amare vivere pensare effettuare scoperte boris pasternak
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intro sono in una clinica seduto su una sedia scomoda in una sala d aspetto che guarda sul cortiletto interno tutto è tranquillo silenzioso e pulito francesca è a pochi metri da me in un altra stanza sta per partorire nostra figlia alice sono emozionato sono preoccupato penso a loro e penso a me francesca è la donna che amo È un arcipelago un insieme di meravigliose isole che io navigando nelle loro acque visito in tutte le loro delicate forme di lei conosco ogni piccola sfumatura ogni minuscolo dettaglio conosco i suoi silenzi la sua gioia i suoi mille profumi l ombra dei suoi baci la carezza del suo sguardo amo la rotondità della sua calligrafia la luminosità delle sue spalle nude e il suo collo a cui ho sussurrato i miei più intimi segreti sono incantato dalla capacità che hanno le sue mani di creare attimi di eternità dentro di me adoro i territori dove mi conduce quando mi abbraccia territori che conosco pur non essendoci mai stato e nonostante tutta questa conoscenza riesco ancora a emozionarmi e a regalarmi istanti di stupore lo so sono sdolcinato stucchevole e patetico ma non posso farci niente credo sia la conseguenza naturale di quando si incontra finalmente il piede che calza alla perfezione la scarpetta che tengo in mano da anni il francesca ha detto di amarmi e io le credo non solo perché lo dice ma anche perché lo avverto in tante cose nei piccoli gesti nelle attenzioni che lei non sa nemmeno di fare di questo è totalmente inconsapevole così come il mare non sa di chiamarsi mare mi accorgo che mi ama anche dal fatto che quando sto con lei ho spesso voglia di fischiare e canticchiare qualche ora fa stavamo passeggiando per strada vicino a casa.
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ci regaliamo spesso questi momenti passeggiare insieme la notte ci fa bene parliamo di noi e di come viviamo questo appuntamento importante della vita condividiamo il nostro sentire quando viviamo un momento che ci emoziona ci chiediamo a vicenda di farci una domanda su quell istante per aiutarci così a preservarlo meglio nella memoria a volte invece passeggiamo senza parlare amandoci abbiamo spesso buoni motivi per stare in silenzio non passeggiamo solo ora che francesca è incinta lo facciamo da sempre soprattutto d estate perché ci piace sentire il suono delle tv uscire dalle finestre a volte rimaniamo un po ad ascoltare i programmi e a vedere le ombre e la luce che i televisori proiettano sui muri questa sera ci siamo fermati di fronte alla panetteria vicino a casa È una notte di maggio e le tv ancora non si sentono di fianco alla panetteria c è il forno sull altro lato della strada c è sempre una sedia serve a tenere occupato il parcheggio per quando devono caricare il pane mi sono seduto con francesca in braccio tutto ci accarezzava la luce del mattino che stava arrivando il vento il profumo di pane i rumori di chi lavorava l ho guardata negli occhi quegli occhi con cui da tempo anch io vedo il mondo l ho annusata sul collo come un marinaio annusa il profumo del mare al mattino la sua pancia ha iniziato a muoversi tornando verso casa francesca ha sentito che forse era arrivato il momento e siamo venuti qui in questa sala d aspetto penso alla mia vita a come cambierà e cerco di capire cosa significhi avere un figlio per sempre ripenso a tante cose della vita prima di adesso per esempio alla facilità con cui potevo prendere uno zaino e partire questa bambina io e francesca l abbiamo voluta tuttavia quando mi ha detto di essere incinta ho pensato aiutooooo no-cavolo-aspetta-ancora-un-attimo-non-so-se-sonopronto-cioè-lo-voglio-ma-sarò-in-grado posso-avere-ancoraquarantotto-ore
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mille paure cadute dall alto come scatoloni in un magazzino un secondo dopo questo pensiero sono stato invaso da un emozione talmente forte che mi sono dovuto sedere in macchina stavamo ballando nel parcheggio di un ristorante quando mi ha dato la notizia ero talmente felice che per esserlo di più avrei dovuto essere due persone dal giorno dell annunciazione francesca è diventata ogni istante più bella ancora oggi rimango spesso incantato a osservare la luce che abita in lei c è stato un giorno verso il settimo mese di gravidanza mentre stavamo facendo l amore che ho proprio visto il suo viso diverso sembrava una bambina vibrava assomigliava al mare quando penso che il corpo di una donna ha la capacità di generare un altro essere umano mi sento così piccolo lei mangia e il suo corpo come un laboratorio crea una persona come si chiama questo miracolo ah donne c è qualcosa di più bello al mondo che una donna non lo contenga già in uno sguardo e poi che strano fare l amore con una donna incinta a parte i seni enormi che sembrava volessero esplodere la cosa più insolita era sentire quella pancia dura tra i nostri corpi io avevo sempre paura di schiacciarle tutte e due le mie donne facevo l amore con francesca in maniera delicata quando stava sopra di me riuscivo a vederla in tutto il suo splendore che visione anche se ci piaceva soprattutto farlo stando su un fianco con me abbracciato dietro di lei È stato soprattutto in quei momenti che ho fatto quelle confidenze intime al suo collo mi piaceva tenere la mia mano sulla sua pancia e abbracciarla a volte sentivo alice muoversi nei primi mesi quando la pancia iniziava a vedersi facevamo quasi fatica a fare l amore ci sembrava di violare qualcosa di sacro poi invece c è scoppiata un irresistibile fame di noi e tutto era amplificato la pelle sorrideva a ogni piccolo tocco conosco persone che già da adolescenti sognavano di sposarsi
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e avere dei figli io e francesca non siamo sposati e fino a qualche anno fa io non avrei mai pensato di fare questo passo perché non lo sentivo come una cosa che potesse appartenermi ma la mia vita negli ultimi tempi è cambiata in maniera radicale ha preso un altra direzione io sono cambiato non sarei d accordo quasi su niente con il me di qualche anno fa se lo incontrassi adesso difficilmente diventeremmo amici intimi forse non mi sarei neppure simpatico ora francesca è di là non assisto alla nascita «agli appuntamenti con chi si ama è bello anche aspettare un po » le ho detto uscendo dalla sala parto in realtà mi sono allontanato solamente un attimo perché devo scrivere una cosa capitolo 1 dai da bere ai ciclamini mi chiamo michele ho trentacinque anni e non saprei dire esattamente che lavoro faccio ho scritto un libro circa un anno fa e anche se non è stato un successo non è andato male e comunque mi ha permesso di firmare un contratto per un secondo prima di scrivere il libro lavoravo come giornalista nella redazione di un settimanale anche se non in maniera fissa scrivo ancora qualche articolo soprattutto interviste sono quello che chiamano un free lance diciamo che questo è il mio lavoro principale ma durante l anno mi capita di arrangiarmi con altri mestieri secondari arrotondo e rendo diverse le giornate per quanto riguarda gli articoli mi occupo io di ogni cosa chiamo chi devo intervistare fisso l appuntamento e tutto il resto consegno il pezzo già finito pronto da impaginare scrivere un articolo ogni tanto intervistando chi voglio con i miei tempi ha reso il mio lavoro migliore quando avevo l obbligo di restare in redazione tutto il
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giorno con una serie di regole e di orari da rispettare le cose andavano peggio È una cosa che non ho mai capito avrei potuto fare il lavoro in metà tempo ma se lo avessi fatto mi avrebbero dimezzato anche lo stipendio quindi fingevo per anni sono stato il re del solitario sul computer dell azienda oppure gironzolavo su internet e andavo a vedermi le agenzie immobiliari che mettevano le foto degli appartamenti in affitto la mia città preferita era new york nei giorni di vera noia cercavo una casa a manhattan e quando la trovavo fantasticavo un po facendo finta di abitare lì in quegli anni di lavoro ho abitato mezzo mondo «scusi infermiera sa dirmi qualcosa?» «siamo ancora all inizio stia tranquillo appena succede qualcosa vengo io a informarla » io e francesca abbiamo anche rischiato di perderci nel senso che da quando ci siamo incontrati a oggi che stiamo diventando genitori ci siamo lasciati praticamente sto avendo una bambina con la mia ex c è chi dice che non bisogna tornare con gli ex perché la minestra riscaldata non è buona beh non hanno mai assaggiato francesca a parte il fatto che a me il cibo riscaldato piace da matti la pasta al forno la polenta il minestrone perfino la pizza sarà questione di gusti la prima volta che ci siamo frequentati non eravamo in grado di amarci eravamo come due persone che hanno tra le mani lo strumento che amano ma non lo sanno suonare poi abbiamo imparato il problema reale nel nostro modo di amare consisteva nel fatto che in fondo eravamo due persone che non avevano molto da dare le relazioni servivano a farci sentire meno soli ci aiutavano a difenderci dalla nostra tristezza insomma io per esempio ero un uomo che
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cercava la donna della vita perché in sostanza non avevo una vita questa è una frase che mi aveva detto federico non devi cercare la donna della tua vita ma una vita per la tua donna altrimenti cos hai da offrire cosa metti in tavola fede è una delle persone alle quali devo questa paternità gli devo la mia rinascita e anche francesca gli deve la vita senza di lui non so se ci saremmo ritrovati ma soprattutto se mi sarei mai ritrovato forse avrei continuato a navigare alla deriva senza nemmeno accorgermene federico mi ha salvato ci siamo conosciuti in prima media in quel periodo della vita in cui cambi scuola e amici e hai un po paura vorresti ancora i compagni che avevi alle elementari il primo giorno quelli nuovi hanno tutti una faccia strana sempre ma chi sono questi qui da dove vengono non saranno mai miei amici come quelli di prima con queste facce e dopo solo un mese quelli delle elementari neanche te li ricordi più federico era di quelli che a prima vista non sarebbe mai diventato mio amico non mi era neppure simpatico e infatti come regola vuole non essendomi piaciuto subito e non essendo piaciuto subito nemmeno io a lui siamo diventati inseparabili lui era figlio unico e io avevo una sorella con cui parlavo poco praticamente io e lui siamo diventati fratelli spesso la sera invece che andare a dormire dai miei nonni andavo da lui a tredici anni abbiamo fatto il giuramento di eterna amicizia appoggiando le nostre mani sulla pigna di cemento della casa diroccata era una casa disabitata tutta distrutta che aveva sul tetto nella parte frontale una pigna di cemento la casa andava a pezzi quindi salire sul tetto per fare il giuramento
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richiedeva una grande prova di coraggio e dimostrava quanto ci tenevamo alla nostra amicizia scendendo io sono scivolato e mi sono fatto un taglio sotto il ginocchio sinistro la cicatrice che mi è rimasta è la firma della nostra amicizia con federico a sedici anni ho fatto le mie prime vacanze senza la famiglia la prima è stata a riccione siamo andati lì perché ai tempi si diceva che a rimini e riccione si trombava di sicuro dopo una settimana non avevamo concluso niente tranne una sera dove lui era riuscito a limonare con una di padova in discoteca e a infilarle una mano nelle mutande usciti dalla discoteca in cambio di un cappuccio e un bombolone mi ha fatto annusare le dita in quella vacanza non avevamo molti soldi e più di una volta siamo anche usciti dalle pizzerie senza pagare avevamo escogitato un piano si portavano da casa degli oggetti che non servivano più come un portafogli o un mazzo di chiavi o un marsupio o una giacca e si portavano a cena poi dopo aver mangiato si lasciavano sul tavolo e si usciva uno alla volta il cameriere vedendo le nostre cose stava tranquillo come se uno fosse andato al bagno e l altro in macchina o cose di questo tipo ha sempre funzionato anche quando eravamo più grandi soprattutto nei locali dove non si poteva fumare a diciott anni freschi di patente abbiamo fatto la nostra prima vacanza in macchina la sua polo amaranto destinazione danimarca prima di arrivare alla frontiera italiana la macchina era già un cesso piena di pacchettini lattine tabacco sbriciolato sparso dappertutto non esisteva ancora il lettore cd la macchina era piena di cassette sotto il sedile c erano anche un paio di custodie nere dove infilarle,
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ma alla fine erano ovunque tranne lì cassette originali e cassette fatte da noi quando ero piccolo mia sorella registrava le cassette mettendo un piccolo registratore portatile vicino alle casse dello stereo di casa si chiudeva nella stanza e se per sbaglio una persona entrava doveva rifare tutto da capo poi il padre di federico ha comprato uno stereo di nuova generazione con tape a e tape b si facevano una serie di cassette con le canzoni adatte per la vacanza quella che non mancava mai era misto vasco oppure nel caso di una conquista lenti visto che andavo all estero non lenti italiani fede aveva fatto una cassetta di lenti degli scorpions una delle canzoni preferite di quel viaggio quella che cantavamo a squarciagola era la noia di vasco lì nessuno ci aveva detto niente sulle donne per questo appena siamo arrivati è stato quasi uno choc le ragazze più belle che avessimo mai visto lì non era riccione lì abbiamo trombato veramente ewai di scorpions tornando da quel viaggio siamo passati da amsterdam e con noi sono venute anche le nostre due conquiste danesi kris la mia e anne la sua mi ricordo il cartello dell autostrada mi ricordo che abbiamo parcheggiato poi non ricordo praticamente più niente una fetta di torta e dei funghetti basta il resto della memoria in fumo ricordo solamente quando in stazione abbiamo salutato le nostre due fidanzatine e ci siamo accorti di essere tristi ci dispiaceva veramente ci sentivamo innamorati e volevamo stare con loro per tutto il resto della vita ci siamo ripromessi che ci saremmo scritti un sacco di lettere i love you i love you i love you non ci siamo mai scritti nemmeno un ciao ho ancora le foto però chissà come stanno adesso?
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a volte mi viene voglia di rivederle quelle sconosciute che si trovano tra le fotografie della mia vita quando aveva circa vent anni federico ha iniziato a vendere e affittare case per questo abbiamo avuto la fortuna di andare a vivere da soli presto un giorno ha trovato due case in affitto che erano un vero affare ognuno il suo micro appartamento perfetto per grandi feste qualsiasi giorno della settimana qualsiasi giorno tranne i mercoledì perché la sera del mercoledì c era l appuntamento fisso da me per la partita a subbuteo pochi i motivi per cui si poteva richiedere il rinvio della partita malanno grave improvviso frattura al dito sesso certo con una ragazza solo se mai trombata prima terremoto sopra il sesto livello della scala mercalli incapacità di reggersi in piedi a causa di una sbronza inaspettata all aperitivo insomma siamo stati inseparabili fino all età di ventotto anni poi lui ha preso una decisione importante che ci ha allontanati gli ultimi anni prima di separarci vivevamo sempre nello stesso modo lavoravamo di giorno qualche uscita serale durante la settimana venerdì e sabato autodistruzione alcolica la domenica più che altro serviva per recuperare quando ci andava bene si rimorchiava altrimenti pugnette devo dire che con le ragazze avevamo un discreto successo lui più di me insomma sinceramente non è che nella vita si facesse molto di più in quella routine ci sentivamo al sicuro tutto era conosciuto e così potevamo avere il controllo su ogni cosa si mangia qui si beve l aperitivo lì si va in discoteca là no problem pilota automatico per me era il massimo la stabilità mi ha sempre fatto stare bene almeno
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apparentemente poi un giorno ecco l imprevisto dopo il solito aperitivo e la solita cena invece di andare in discoteca io e federico siamo tornati a casa sua perché lui non aveva voglia di stare fuori quella sera a cena non aveva praticamente mai parlato ha passato la serata picchiettando il coltello sulla bottiglia dell acqua a un certo punto gliel ho anche spostata ma lui non mi ha nemmeno guardato non ha detto niente e dopo un po ha ricominciato con quella del vino arrivati a casa sua abbiamo preso due birre e ci siamo seduti io sul divano lui sulla poltrona qualche commento su chi avevamo visto in piazza qualche pettegolezzo stupido su un paio di tradimenti che erano ormai sulla bocca di tutti poi lui è tornato a essere silenzioso fissava la bottiglia di birra mentre cercava di staccare l etichetta con l unghia gli ho chiesto se c era qualcosa che non andava al momento ha risposto che andava tutto bene poi dopo un attimo di silenzio ha iniziato un lungo monologo come fosse impazzito o posseduto «quale sarà la nostra cosa io la mia non ho ancora capito qual è ho la sensazione di essere qui su questo cavolo di pianeta per fare qualcosa di importante ma non riesco a capire cosa tu sai come si fa a capire qual è la propria cosa boh mi sembra che sto buttando via la vita ieri avevo sedici anni boom oggi ne ho ventotto.» «quale cosa scusa?» «ma sì dai la propria cosa la propria chiamata il proprio talento o capacità da esprimere insomma quella roba lì quella cosa che ognuno ha e che ci rende diversi dagli altri il motivo di questa mia presenza il senso della vita che cazzo ne so » «oh ma che c hai messo nella birra il pongo fuso che c hai la crisi dei trent anni a ventotto?»
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