Il giorno del lupo - Carlo Lucarelli

 

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carlo lucarelli il giorno del lupo una storia dell ispettore coliandro einaudi copyright 1998 giulio einaudi editore s.p.a torino.

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indice capitolo primo 4 capitolo secondo 10 capitolo terzo 14 capitolo quarto 17 capitolo quinto 22 capitolo sesto 26 capitolo settimo 30 capitolo ottavo 36 capitolo nono 41 capitolo decimo 43 capitolo undicesimo 48 capitolo dodicesimo 52 capitolo tredicesimo 58 capitolo quattordicesimo 63 capitolo quindicesimo 67 capitolo sedicesimo 70 capitolo diciassettesimo 74 capitolo diciottesimo 76 capitolo diciannovesimo 81

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quando partì la prima raffica inquadrato nella v metallica del mirino dell uzi c era rocco carnevale fermo davanti al bar sotto il portico la tazzina del caffè in mano saltò all indietro lanciando in aria il piattino bianco col bollo rosso della segafredo che matteo parisi in piedi accanto a lui seguì istintivamente con gli occhi un attimo prima di piegare violentemente la testa di lato su una spalla col mento troncato di netto da un calibro nove a punta morbida la terza raffica che gonfiò di bossoli roventi il sacchetto di plastica attaccato all otturatore del mitra prese romano del bianco all altezza della vita e lo spinse in una piroetta rapidissima che lo lanciò dentro la porta del bar attraverso le strisce verdi di plastica unta poi la canna corta dell uzi tornò dentro il finestrino l auto sterzò bruscamente verso destra facendo stridere le gomme attraversò i viali col rosso e sparì in un rombo strozzato fuori giri oltre il ponte di san donato.

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capitolo primo primo io di fatture non ci capisco un cazzo vabbè che ho fatto ragioneria ma sono passato con trentasei e all esame ho copiato da bresciani che stava nel banco davanti e mi hanno pure beccato merda secondo questo schifo di lavoro come responsabile dello spaccio della polizia io lo odio con tutto il cuore sono un poliziotto minchia ho sette anni di servizio sulle spalle e con tutto quello che succede in giro sparatorie per le strade rapinatori che ammazzano bologna che sembra sarajevo dovrei stare alla mobile sulle volanti del controllo del territorio alla narcotici cristo e invece passo tutto il giorno tra inventari e bolle di accompagnamento come un salumiere mi sembra di lavorare alla coop altro che in questura vabbè minchia d accordo l anno scorso ho fatto una cazzata e quello stronzo del questore che mi odia perché lo so che mi odia lo stronzo mi ha fatto trasferire allo spaccio per punizione e visto che il questore è questore e io sono soltanto un povero cristo di sovrintendente mi tocca stare compresso muto e rassegnato quando un uomo col fucile incontra un uomo con la pistola l uomo con la pistola è un uomo morto come diceva clint eastwood in per un pugno di dollari bestiale lo stronzo ha il fucile io la pistola io sono l uomo morto e sto allo spaccio merda penso a questo mentre mi arrotolo in tasca il pacco di fatture che ho portato alla firma in amministrazione perché da quando ho ordinato per sbaglio diecimila vasetti di yogurt ai mirtilli c è un ispettore apposta che mi ricontrolla tutti i conti e sono così incazzato che non me la sento di fare la fila per l ascensore così scendo per le scale mi incasino con le porte svolto a sinistra e come al solito invece di uscire mi ritrovo alla mobile allora già che ci sono faccio un giro per il corridoio scivolando tra i gruppetti di gente appoggiata alle pareti color crema perché il corridoio della mobile è così stretto che sembra un budello non conosco più nessuno e c è pure un agente giovane che mi guarda con aria interrogativa come per chiedermi cosa voglio ma io gli passo davanti deciso e mi infilo in un ufficio l ultimo a destra sperando che ci sia ancora trombetti e non un funzionario magari il dottor corbella che dirige il servizio e mi odia quasi più del questore culo c è ancora trombetti ohè coliandro e tu cosa ci fai qui non sei alla dove sei adesso spaccio ringhio e lui fa una smorfia sorpresa alla narcotici sì cazzo la narcotici lì per lì mi chiedo se mi sta prendendo per il culo ma poi mi ricordo che trombetti ha il quoziente di intelligenza più basso di tutta la questura di bologna così mi stringo nelle spalle e non dico niente lui si sporge oltre la scrivania a cui è seduto e mi prende la mano scuotendola complimenti e ben tornato fa piacere vedere un volto conosciuto da queste parti negli ultimi tempi c è stato un promuovi e rimuovi da paura qui dentro da

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vicecommissario in giù hanno spedito via quasi tutti fattelo raccontare da marani se hai voglia di andare fino a taranto to guarda a noi dell antirapine ci tocca questo raccoglie un pacco di fotografie in bianco e nero sparse sul piano della scrivania e me lo porge poi fa un cenno rapido a qualcuno che è comparso sulla porta e che non ho fatto in tempo a vedere arrivo arrivo e poi a me scusa un momento e poi di nuovo arrivo arrivo ed esce dall ufficio lasciandomi da solo le foto in mano e la testa che mi gira guardo le fotografie sono i fotogrammi di una rapina in banca ripresi dalle telecamere a circuito chiuso dell impianto di sicurezza e così in sequenza con l orario stampato in un angolo sembrano davvero un film in bianco e nero inquadrato dall alto ore 16,21 minuti e 4 secondi tre tizi con il volto coperto nell atrio della banca che puntano le pistole sui clienti e sul cassiere che sta dietro il vetro di sicurezza ore 16 21 minuti e 57 secondi uno dei tre rapinatori ha messo la pistola in bocca a una cliente e il cassiere sta aprendo la porta blindata degli uffici per far passare gli altri due ore 16,22 minuti e 10 secondi c è anche un altro cassiere con le mani in alto e una pistola alla tempia mentre il primo in ginocchio sul pavimento sta aprendo la cassaforte se ero in lui col cazzo che lo facevo tanto si sa che non sparano mai e invece no minchia ore 16,22 minuti e 15 secondi uno dei banditi sta sparando al primo cassiere che piega la testa così velocemente da sembrare sfocato mentre il secondo è scomparso dietro una nebbia scura che ha schizzato il vetro di sicurezza alle sue spalle e che ha tutta l aria di essere sangue il suo merda lascio cadere le fotografie sulla scrivania e tiro su col naso perché non è che vedere il sangue mi faccia impressione cazzo no sono un poliziotto con sette anni di servizio ci mancherebbe ma è che probabilmente in mensa ho mangiato qualcosa che mi ha fatto male e ho bisogno di un po d aria apro la finestra mi allento la cravatta e metto la testa fuori aspirando lo scappamento di un autobus che attraversa la piazza in quel momento mi sto chiedendo che cazzo ci faccio ancora in quell ufficio quando due colpi secchi alla porta mi fanno rientrare la testa tra le spalle come uno struzzo È permesso vorrei chiedere un informazione la riconosco subito anche se è passato più di un anno e sembra molto diversa porta ancora gli anfibi ed è sempre strana con un fazzoletto nero legato sulla testa che le copre quasi completamente i capelli tranne una ciocca liscia sulla nuca rasata un mucchio di orecchini e un giubbotto fosforescente aperto con su scritto pony da una parte e express dall altra ma almeno non ha più le calze a rete con i buchi da troia come quando l ho conosciuta ha una radiolina alla cintura e in mano un casco rosso con una busta dentro e anche lei mi riconosce subito perché fa una faccia non so neanch io come definirla piega le labbra un po all ingiù e si guarda attorno con la coda dell occhio rapida come se volesse scappare poi deglutisce e sorride un sorriso un po storto vabbè ma che vuol dire È la sorpresa ovvio guarda chi c è mormora era un pezzo che non ci vedevamo vero già dico io di slancio poi mi trattengo appoggio la schiena alla finestra incrociando le braccia sul petto colpa mia sospiro volevo telefonarti ma

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sai gli impegni il lavoro indico l ufficio di trombetti con un cenno del mento e intanto mi ricordo che invece ho sempre lasciato il mio nome a sua madre tutte le volte che l ho chiamata e non c era mai come stai simona chiedo in fretta per cambiare discorso sei sempre tu lei si stringe nelle spalle con una smorfia che le arriccia il labbro di sotto e piega appena la testa su una spalla carina simona sempre uguale belle gambe slanciate nonostante quei cazzo di scarponi bella bocca bel culo sotto l orlo del giubbotto sempre scarsa di tette però lo ziiiip isterico della lampo del suo giubbotto che si chiude mi fa capire che come al solito anche questa volta mi ha beccato che la guardo lì merda divento rosso come un semaforo sui viali quando hai fretta anche tu sei sempre uguale dice lei un po dura continui a mettere le cravatte chiare sulle camicie scure e porti la giacca più stretta per far vedere la pistola sotto l ascella e non chiamarmi simona chiamami nikita come tutti ho bisogno di un informazione cerco un poliziotto che conosco si chiama prende la busta dal casco e la rigira leggendo in un angolo marani assistente marani alfredo squadra mobile niente marani dico io trasferito a taranto se posso esserti mi fermo perché simona cioè nikita ha alzato gli occhi e mi sta fissando con un espressione così disperata che mi fa quasi paura che c è dico che ti succede lei si morde il labbro di sotto scuotendo la testa soffia gonfiando le guance in una smorfia seccata no è che è una cosa particolare cioè dovevo dirla proprio a lui perché cazzo è un casino davvero e dilla a me ci penso io allargo le braccia e sorrido paterno le metto una mano su una spalla e annuisco anche come john wayne in ispettore brannigan la morte segue la tua ombra bestiale puoi fidarti aggiungo dopo tutto quello che c è stato tra noi lei sfila la spalla da sotto la mia mano e fa un passo indietro no aspetta un momento non so come l hai vista tu ma tra noi non c è stato proprio niente È stata una cosa così e avevamo detto che saremmo rimasti amici amici e basta certo come no amici amici e basta quello che intendevo io e tra amici ci si aiuta no ecco questa è una faccenda delicata e tu non mi vengono le parole ho paura che ti incazzi se ti dico perché non te lo voglio dire dillo non c è problema davvero non ti incazzi non mi incazzo no giuri giuro ecco non è che abbia una gran fiducia in te come poliziotto mi incazzo come una pantera invece sento la rabbia che mi viene su dallo

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stomaco e mi fa stringere i denti con uno scricchiolio che mi rimbomba nel cervello ma non lo faccio vedere almeno credo perché nikita ha fatto un altro passo indietro e si tiene il casco stretto sul petto come uno scudo o.k dico non c è problema prendi il treno e vai fino a taranto da marani visto che ti fidi soltanto di lui torno alla finestra voltandole la schiena ringhio ciao ma lei non risponde la sento che si muove indecisa alle mie spalle ecco non è poi che lo conoscessi proprio questo marani mormora lo conosce il mio raga cioè un mio amico e poi cazzo se stai qui anche tu vorrà dire che conti qualcosa no È un ufficio della squadra mobile questo no mi volto senza dire niente in effetti questo è un ufficio della squadra mobile solo che non è il mio nikita si avvicina appoggia il casco alla scrivania e mi fa vedere la busta che tiene stretta in mano così stretta che l ha tutta stropicciata sui bordi io spero che trombetti non ritorni proprio adesso perché a parte la figura di merda che mi farebbe fare comincio davvero a essere curioso allora spiega nikita come lavoro adesso consegno pacchi per una ditta di pony e l altro giorno sono andata sotto una macchina col motorino e dai nikita sospiro alzando gli occhi al soffitto tutti questi misteri per un incidente cos eri senza assicurazione mi lancia uno sguardo così duro che mi fa venire i brividi e tiro indietro la testa con la netta sensazione che potrebbe darmi un morso consegno pacchi per una ditta di pony ricomincia gelida e l altro giorno sono andata sotto una macchina mentre passavo sotto un portico uno sfigato è uscito da una strada laterale senza guardare e mi ha toccato la ruota di dietro andavi sotto il portico col motorino chiedo e di nuovo il suo sguardo mi blocca e chi sei un vigile lasciamo perdere come è successo questo non c entra comunque io scivolo e non mi faccio niente solo uno sbuccione su un braccio però i pacchi mi volano via tutti in mezzo alla strada e uno si sbraca da una parte io me lo metto sotto il giubbotto perché non si apra del tutto continuo il giro e quando torno a casa mi accorgo che ce l ho ancora lì e mi sono dimenticata di consegnarlo può succedere cazzo ero sconvolta per quello stronzo della macchina non dico niente mi stringo nelle spalle e ascolto pazientemente a casa lo tiro fuori e sto pensando a come dirlo alla ditta senza andare nei casini quando il pacco si sbraca del tutto e mi si apre in corridoio dentro c erano questi fruga nella busta e mi porge prima una cassetta sony senza etichetta e poi un dischetto nero di quelli da computer lo tiene tra le dita come se scottasse e anch io lo prendo per un angolo tra l indice e il pollice vabbè dico e allora allora aspetta non è tutto nel pacco c erano anche questi apre la busta e me la mette sotto il naso È piena di foglietti divisi in blocchi e legati con elastici di colori diversi sono quelli che sul momento mi distraggono e mi ci vuole qualche secondo per rendermi conto che non sono foglietti ti risparmio la fatica di contarli dice nikita sono quasi duecento

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milioni.

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questura di bologna ufficio controllo del territorio relazione di servizio n 1234 il sottoscritto assistente alfano nicola capo equipaggiamento della volante 3 unitamente all agente de zan michele riferisce che alle ore 03 15 del 18.04.1994 come richiesto dal centro operativo si recava in via viadagola 1546 dove rinveniva i resti carbonizzati di una fiat uno con targa illeggibile in quanto per l appunto carbonizzata avvicinatosi all autovettura l agente de zan notava che il baule della uno era parzialmente aperto e lasciava intravedere al suo interno un oggetto ricurvo di difficile identificazione a questo punto l agente de zan abbandonava il luogo a causa di un improvviso malore mentre il sottoscritto procedeva all identificazione di un braccio umano appartenente a un cadavere incaprettato e completamente carbonizzato

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capitolo secondo non ho capito perché non potevamo usare il terminale del tuo ufficio perché perché perché è rotto e poi questo va meglio il fatto è che non so neanche come cazzo si fa ad accenderlo il computer di trombetti io conosco solo quello dell ufficio passaporti dove ho lavorato per un pezzo e ho cancellato un sacco di cose che quando lo scopriranno santa madonna e conosco quello dello spaccio perché siamo io e l agente gargiulo che ci mettiamo dentro le fatture le bollette e tutte quelle altre puttanate che mi stanno facendo venire i capelli bianchi mai capito una sega di queste macchine lo ammetto io so solo che si spinge dietro si aspetta poi si mette la freccina lassù si schiaccia il pulsante del mouse e di solito viene fuori una finestrella bianca che ti dice tutto quello che devi fare di solito perché a volte c è un casino e lo schermo rimane tutto nero e allora io spengo tutto e aspetto che venga gargiulo ad accenderlo per i cazzi suoi così do la colpa a lui e gli faccio un cazziatone ma lì nell ufficio amministrazione dello spaccio con nikita che fissa lo schermo illuminato non posso fare altro che aspettare trattenendo il respiro e sperare che funzioni adesso arriva mormoro però non vorrei che gargiulo avesse pasticciato con il computer perché se no culo ecco la finestrella in che ambiente lavorate di solito mi chiede nikita appoggiandosi col braccio alla mia spalla per avvicinarsi ancora di più allo schermo come questo dico io indicando i fogli e i faldoni di cartone che coprono i tavoli della stanza ambienti chiusi e pieni di polvere lei mi spinge la testa leggermente con il gomito dai scemo non scherzare col computer dico ah è windows benissimo dai metti il dischetto metto il dischetto e faccio clic con la freccina sulla casella a nikita si piega su di me e sento il suo odore un po aspro sotto quello freddo del giubbotto sento anche la curva del suo seno su una spalla e mi devo muovere sulla sedia mentre cerco di mettermi una mano in tasca per sistemarmi sotto i calzoni lei non se ne accorge tutta presa dallo schermo su cui cominciano a comparire le prime righe scritte sembra uno scherzo perché faccio appena in tempo a vedere una mezza pagina di teschietti bianchi che succede qualcosa di strano il primo teschietto di destra si stacca dalla riga e scivola giù lungo lo schermo rimbalzando sul fondo poi torna su e colpisce gli altri teschietti incasinando tutto sembra un giochino e fa anche una musichetta ridicola come quella delle sale giochi guarda nikita guarda che carino dico ma lei sbarra gli occhi e comincia a urlare un virus spegni spegni tutto cazzo sbrigati spengo di corsa sbattendo le nocche della mano sul bordo del tavolo con un toc che rimbomba sinistro sul ronzio calante del computer merda un virus e se si è

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attaccato anche alle cose dell amministrazione sento i brividi che mi salgono su per la schiena e prima che nikita riesca a fermarmi riaccendo il computer sullo schermo torna la pagina di prima con la musichina e la pioggia di teschietti bianchi che continua a cadere e questa volta è nikita a chinarsi sulla scrivania e a spegnere tutto se lo accendi è peggio cazzo dice mentre sfila il dischetto dal computer e se lo infila nella tasca del giubbotto io sono ancora stordito e faccio fatica a pensare se chiudo gli occhi vedo le palpebre foderate di teschietti bianchi che ridono merda un virus se mi ha incasinato le fatture sono morto cazzo morto un disco protetto sta dicendo nikita e intanto si morde l interno della guancia come fa sempre quando pensa che ci sia qualcosa di importante è ovvio con tutti quei soldi ma cristo non ho fatto in tempo a leggere ci vorrebbe ivan e chi è ivan quello che ti ha dato il pacco gatto dice mangiandosi la guancia ma io capisco lo stesso ma no te l ho detto come è andata chiamano una zona sulla radio e io dico gatto gatto gatto gatto È il mio codice di riconoscimento vuol dire che ho ricevuto che sono in zona e posso fare la consegna così vado sul posto che mi indicano e già dovevo immaginarlo che c era qualcosa di strano perché invece di una ditta c è un palazzo qualunque e il tizio è già sulla strada che mi aspetta la busta in mano un ragazzo tutto brufoli con la faccia da sfigato mi stringo nelle spalle un indirizzo falso sicuramente senti piuttosto secondo te il virus del dischetto si è attaccato a tutto il computer ho ancora quella marcetta stronza nelle orecchie e i brividi sulla schiena ma nikita non mi ascolta corruga sempre di più la fronte e si spinge con un dito la guancia contro i denti come se volesse farci un buco e nella cassetta cosa c è chiedo lei fruga nella tasca del giubbotto e tira fuori la sony senza etichetta si guarda attorno poi vede lo stereo di gargiulo un baraccone nero piantato in cima a una pila di fatture questo ha fatto la guerra mormora schiacciando sui tasti per cercare di aprirlo cos è lo avete comprato dai marocchini no glielo abbiamo sequestrato ma non preciso penso sempre ai teschietti merda ecco ecco senti dalle casse dello stereo esce un mormorio veloce tutto di naso e masticato namiorenghienchiò namiorenghienchiò namiorenghienchiò sembrano cinesi che cantano questo non c entra è massimo che si è sbagliato e ci ha registrato sopra una cosa sua massimo e chi cazzo ecco È qui sento un cirlicip acuto come quello delle radio che abbiamo sulle volanti ed è proprio una volante perché c è una voce che gracchia siena-monza 51 È un auto della mobile dico io ma nikita mi fa segno di stare zitto la voce della centrale operativa si tronca all improvviso sotto un altra scarica di namiorenghienchiò che si interrompe subito un fruscio sottile intenso poi due voci

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chiare con l accento meridionale peppino di capri e vaffanculo lo dici così vabbè tanto chi cazzo vuoi che ci senta ricominciano i cinesi e nikita spegne il registratore tirando fuori la cassetta mi guarda interrogativa e io anche non ho capito una sega a parte la cassetta mormora nikita parlando con se stessa e intanto fissa così intensamente un punto sulla mia camicia che mi viene da guardarci anch io il floppy protetto e i soldi mi fanno venire in mente qualcuno che vuol fregare il fisco e sono anche andata a vedere chi è il destinatario ma è una villa sui colli sempre chiusa per questo sono venuta da voi che magari potete sapere qualcosa di più e dov è questa villa sui colli nikita apre metà bocca e sta per parlare quando un coglione di agente che mi sembra si chiami pinelli entra con uno scatolone in mano e sopra incastrate sotto il mento un pacco di bolle d accompagnamento l ha rifatto sovrintendente dice prima che riesca a fermarlo ha ordinato di nuovo lo yogurt per sbaglio ma questa volta sono alla banana e sono solo mille e cinquecento di sotto c è il resto e dice il dirigente che se non trova il modo di imboscarli glieli mette tutti qui nel suo ufficio merda non ho neanche il tempo di dirlo solo di pensarlo perché nikita prima mi fulmina con uno sguardo che mi ghiaccia sulle labbra il sorrisino idiota che sto per fare poi scatta in avanti afferra la busta con dentro i soldi e con una specie di ringhio rabbioso schizza fuori dalla porta dell ufficio quando riesco ad alzarmi dalla sedia e ad arrivare sullo scalone lei deve essere già fuori dalla caserma perché non la vedo più e dal momento che è entrata assieme a me la guardia deve averla lasciata uscire senza tante storie per cui col cazzo che la prendo più ho interrotto qualcosa mormora pinelli appena ritorno in ufficio e dato che mi guarda imbarazzato e sorride il coglione lascio che pensi quello che pensa e mi stringo nelle spalle capricci da donne dico quando hanno le loro cose non ci si ragiona È vero dice lui comunque era molto carina sovrintendente complimenti sì annuisco io con una smorfia indifferente scopabile sì fuori dalle palle adesso che devo lavorare guardo lo scatolone di yogurt e mi si drizzano i capelli il pacco i soldi il dischetto i cinesi che cantano peppino di capri non ho capito una sega di quello che è successo ma non importa appena avrò tempo chiamerò nikita e mi farò raccontare il resto a costo di prenderla a calci nel culo da qui a casalecchio intanto ho un problema più grave da risolvere e me ne rendo conto appena accendo il computer per vedere dove posso imboscare lo yogurt quei cazzo di teschietti mi riempiono immediatamente lo schermo e non riesco neppure più a muovere la freccina del mouse così spengo tutto mi siedo il più lontano possibile dal computer e faccio finta di controllare un pacco di fatture aspettando questa volta a gargiulo gli faccio un culo grande come una capanna.

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«sabato sera settimanale del comprensorio imolese» sangue in autostrada servizio di carlo lucarelli alle pp 21-22 castel san pietro gli ho fatto lo scontrino per tre camogli e tre birre in lattina e poi l ho sentito che litigava col barista perché i panini non erano caldi era un cliente come tanti senza niente di speciale davvero all autogrill dell area di servizio sillaro direzione imola-bologna le testimonianze concordano pietro giaccalone 42 anni originario di catania era un tipo comune senza nulla di speciale allora perché è successo quello che è successo si è avvicinato a una macchina che stava ferma accanto alla cabina del telefono c era un altro uomo dentro con la radio accesa alta e siccome stavo telefonando gli ho chiesto di abbassarla ma lui mi ha fatto un gestaccio così il secondo testimone che preferisce non dire il proprio nome mette la mano sull incavo del gomito piegando il braccio un gesto notato anche dalla moglie seduta sul muretto davanti all autogrill mi ricordo che stavo pensando ma guarda che razza di maleducato quando mi è passato davanti quel tipo quello col cappotto marrone l ho notato perché un cappotto di questa stagione e poi mi si era messo proprio davanti tra me e la macchina di quei due ignoranti neppure il terzo testimone vuole lasciare le proprie generalità visibilmente scosso parla in fretta prima di allontanarsi con un funzionario di polizia no io non mi ero accorto di nulla e mi ci sarei trovato in mezzo se non fosse stato per enrico che ha detto papà ma quello non è un fucile infatti c era uno col cappotto un tipo alto naso a becco e una gran coda di capelli che aveva in mano un fucile a pompa non faccio in tempo ad alzare la testa che bum-bum due botte sul parabrezza della macchina davanti sono scoppiati tutti i vetri e uno dei due che stava dentro è volato mezzo fuori dal finestrino aperto madonna che impressione non mi ci faccia pensare giaccalone era noto alle forze dell ordine per numerosi precedenti specifici relativi al traffico di stupefacenti l altro uomo arturo lanfranco 33 anni di bologna risulta invece incensurato gli inquirenti non ritengono invece degna di considerazione la dichiarazione di enrico il figlio undicenne dell ultimo testimone che dice di aver visto un terzo uomo che sostava nei pressi della macchina colpita salire di corsa su un tir fermo nell area di parcheggio e partire immediatamente

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capitolo terzo mattina di merda giornata di merda È quasi un quarto d ora che sto a guardare una cotoletta gialla e spessa che ormai deve essere diventata fredda come il tavolone di formica azzurra a cui sono seduto in mensa mi sta sulle palle tutto anche le voci dei colleghi che mi siedono accanto appena smontati dal turno della volante che parlano parlano cazzo parlano mi sento qualcosa dentro qualcosa di bruciacchiato e accartocciato fermo tra lo stomaco e il cuore saranno le penne al burro che ho mandato giù a fatica rigiro la cotoletta e anche lei è dura e bruciata ai bordi come quella cosa che mi sento dentro mi ha dato fastidio rivedere nikita simona mi ha fatto cioè mi ha ricordato merda non lo so cosa mi ha fatto so solo che mi girano le palle dopo che è scappata naturalmente ho provato a cercarla ma un cazzo chiamo casa sua e la madre mi risponde che non c è È da massimo mi dice e mi dà il numero massimo e chi cazzo vabbè chiamo anche lui e mi risponde la segreteria telefonica di un tizio con la erre un po moscia da finocchio che già mi sta sul culo non siamo in casa eccetera eccetera lasciate un messaggio butto giù prima del bip e la cosa mi lascia uno curioso due curioso e anche un po incazzato e chi è questo massimo che minchia c entra con nikita non siamo in casa non siamo chi cazzi suoi mi dico duro perché anch io ho i miei a partire da quei mille e cinquecento yogurt che non so dove imboscare e allora andate a cagare tutti quanti compresa nikita e il suo finocchio e non mi rompete le palle a me che c è coliandro non le va la cotoletta ma come lei lavora qui e non lo sa che il giovedì bisogna prendere la faraona vorrei mandarla a `fanculo la collega che è seduta davanti a me ma appena alzo la testa mi accorgo che è un ispettore che lavora nell ufficio del questore e a parte la solita storia dell uomo con la pistola e quello col fucile per cui anche qui l uomo morto resto sempre io questa è in gamba per essere una donna mi salvò anche il culo un paio d anni fa quando ero in servizio di pattuglia su un auto civetta e durante un allarme antirapina attaccai male il lampeggiatore che alla prima curva secca volò nella vetrina di una profumeria merda così mi stringo nelle spalle e non rispondo forse ha litigato con la fidanzata dice una collega in divisa seduta di fianco a me che non guardo neanche ma sento dalla voce che sorride impossibile dice l ispettore coliandro è un single storico invece no pinelli ha detto che l ha visto in ufficio con una ragazza e pure molto carina davvero coliandro così mi cade un mito non sarà un poliziotto anche lei non faccia l errore di mettersi con una collega come poi fanno tutti guardi la zeani torna da due giorni dalla licenza matrimoniale e la sbattono al nucleo scorte e sa con chi non me ne frega un cazzo.

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con malerba della direzione distrettuale antimafia e con quello ciao parti senza preavviso e stai via dei giorni il marito aveva appuntamento con lei per pranzo una settimana fa lei gli ha telefonato dicendo che faceva tardi e da allora non l ha ancora vista fortuna che è un poliziotto pure lui e le capisce le cosiddette esigenze di servizio discorsi da donne se la tipa se ne restava a casa a fare la moglie e lasciava il marito a lavorare questi problemi non c erano neppure quello che penso delle donne nella polizia poi non sto neanche a dirlo soprattutto davanti a queste due che lo vedo benissimo se ricominciano a prendermi in mezzo mi spellano vivo merda faccio finta di tagliare la cotoletta allora tutto concentrato e intanto cerco di cambiare discorso perché tutte le volte che si parla di scorte salta fuori la storia di quando al palazzetto dello sport c è stato un po di casino dopo un concerto e io per sbaglio ho menato lucio dalla orari a parte dico stare dietro a malerba è anche un bel po pericoloso tosto il giudice malerba un piemme giovane e coi coglioni anche la mafia cerca di farlo fuori a catania con un cecchino appostato su un tetto ma non ci riesce allora lo trasferiscono a bologna per sicurezza ma lui non molla e si fa mettere proprio alla d.d.a nell antimafia ho sempre in mente quella foto che c era sul «carlino» che me la ricordo bene perché nella pagina dietro c era la mortina di papà in divisa per il sesto anniversario di quando saltò per aria con il suo giudice a palermo nella foto in prima pagina c era malerba seduto per terra contro lo sportello della macchina blindata e teneva in braccio l agente che avevano ammazzato al posto suo e piangeva come una fontana la bocca aperta e gli occhi chiusi ma si vedeva che piangeva di rabbia e non di paura lei lo conosce bene il giudice malerba mi chiede l ispettore e io mi stringo nelle spalle con una smorfia indifferente siamo così dico alzando l indice e il medio uniti assieme anche se in realtà l ho visto solo una volta tanti anni fa quando è venuto al funerale del povero babbo e mi ha stretto la mano sto per aggiungere qualcosa tanto per dire quando arriva una ragazzina col grembiule bianco e in testa una di quelle cuffiettine stronze da inserviente si avvicina ciabattando sugli zoccoli con un clo clo fortissimo che riempie la mensa ormai vuota e mi aspetto che venga a chiederci di andare via e invece no c è una telefonata per me una ragazza allora esiste davvero questa fidanzata dice l agente in uniforme toccandomi la spalla e io le ringhio un sorriso forzato pensando altro che ragazza questo è quella testa di cazzo di pinelli che mi prende per il culo se sono arrivati altri yogurt giuro che coinvolgo pure lui nel disastro del virus allora stronzone sibilo nella cornetta del telefono nelle cucine ti sei dimenticato che io sono sovrintendente e tu soltanto un agente semplice agente semplice un cazzo sono nikita via del passero numero 21 tra dieci minuti un secondo di più e non mi trovi e riattacca merda.

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