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introduzione risale al 2007 il primo studio italiano sulle violenze sulle donne realizzato dall istat su di un campione di oltre venticinquemila donne tra i sedici e i settant anni lo stesso evidenzia come circa 6,7 milioni di donne subiscono ogni anno violenza fisica e sessuale quasi quattro donne su dieci il 70 dei casi è commesso dal partner attuale o dall ex solo il 18 delle vittime ritiene che le violenze consumate tra le mura domestiche siano veri e propri reati nel 93 dei casi le stesse donne non denunciano quanto subito ci sarebbe da chiedersi come mai donne in carriera intelligenti e preparate accettino di subire violenze all interno del menage di coppia anni di subalternità culturale e di educazione alla subordinazione con buona probabilità hanno rafforzato i patterns sociali maschili e patriarcali per i quotidiani e i notiziari ancora oggi sembra opportuno insistere sulla dicitura delitto passionale come se la forma estrema di violenza ossia l omicidio altro non fosse che un sentimento positivo come l amore portato però alle sue estreme conseguenze l assetto normativo italiano dunque non sorprende se fino al 1996 ha considerato la violenza sessuale come reato non contro la persona ma contro la morale secondo i dati ufficiali il fenomeno è più diffuso al nord dell italia sebbene negli ultimi tempi il gap sembra essersi quasi del tutto azzerato rispetto all area più meridionale del paese una domanda a questo punto appare di grande e sostanziale interesse quanto il modello relazionale proposto dalla chiesa cattolica ha influenzato la prassi violenta diffusa all interno del contesto famiglia nel nostro paese e nei paesi a chiara influenza cattolica come l irlanda massimo esempio di patriarcato in europa e la spagna quanto questi unitamente ad altri fattori non abbiano agito anche sulla crisi economica abbattutasi proprio su queste realtà culturali e territoriali la declinazione cattolica del ruolo della donna soprattutto all interno delle mura domestiche ma non solo di madre e moglie ha veicolato un modello di modesta reciprocità a vantaggio di una lettura in cui l uomo è più vicino a dio di quanto non lo sia la donna la teologa virginia ramey mollenkott nel 1991 nel saggio dio femminile ha teorizzato proprio questa differenza tra il sesso maschile e quello femminile dove il primo è stato indotto credendosi più simile a dio a costruire relazione di dominio e sottomissione la potenza delle parole liturgiche non trovano origine in se stesse ma riprendono una prassi di subalternità vecchia come la notte dei tempi pur nella possibilità di sfuggire ad una simile narrazione anche alla luce della straordinaria figura della madre di cristo la chiesa cattolica ha scelto di non legittimare la parità tra i sessi importanti risultati sono stati riportati dalle lotte femministe costringendo la società e lo stato a rivedere alcune posizioni per quanto riguarda la chiesa invece non solo le posizioni non si sono aggiornate ma in alcuni casi si sono rinforzate fino a cristallizzarsi eppure il concilio vaticano ii e la straordinaria portata del pontificato di giovanni xxiii avevano fatto ben sperare così come quel noi siamo oggetto da parte di dio di un amore intramontabile è papà più ancora è madre pronunciato da giovanni paolo i riprendendo il libro del profeta isaia is 49,15 difficile a questo punto un pieno cambiamento di rotta che non preveda una sorta di rivisitazione in chiave teologica e filosofica dell intero costrutto del cattolicesimo difficile almeno quanto necessario per le donne e per le sofferenze gli abusi i soprusi subiti anche in nome di un vincolo matrimoniale di cui si fa fatica a pensare debbano occuparsene sacerdoti e alti prelati ma soprattutto uomini celibi nel linguaggio di sant agostino ricorrono tre termini per definire il concetto di amore cristiano caritas dilectio e amor l amore si ricollega a un desiderio di qualcosa un desiderio che è buono se tale è il desideratum l amore è il segno di una mancanza di una non-autosufficienza esso si configura come un aspirazione che trova al di là di sé la propria realizzazione l amore può rivolgersi al mondo,
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oppure può indirizzarsi verso una persona sebbene il più desiderabile rimane quello rivolto a dio che è unica fonte di salvezza ben diversa è la sua posizione rispetto a ciò che egli concepisce come concupiscenza non amavo ancora e amavo amare l amore portato alle sue estreme conseguenze è per il filosofo vescovo e teologo romano esperienza della morte il protagonismo negato della donna anche all interno del reato che la vede vittima è stato in parte teorizzato dal premio pulitzer susan faludi nel suo saggio il sesso del terrore riprendendo i tragici fatti dell 11 settembre 2001 la giornalista e scrittrice statunitense ha sottolineato come la lettura degli eventi può dividersi in due da una parte l eroismo maschile dall altra il dolore delle donne madri vedove vittime l attacco alle twin towers segnò la morte di un numero maggiore di uomini rispetto alle donne eppure furono quest ultime ad assurgere a simbolo della sofferenza e del dolore mater dolorosa prede della vigliaccheria dell azione terroristica diverso fu quando in scena fu chiamato ad apparire il coraggio la forza la reazione del popolo di groud zero protagonisti assoluti in questo caso furono gli uomini il culto della gran madre e l egitto antico fin dal secolo scorso vari studiosi hanno ipotizzato che nelle epoche più antiche si siano sviluppate delle società matriarcali alla cui origine è possibile posizionare la venerazione della grande madre una divinità femminile che personificava l universo e tutte le cose viventi la grande madre impersonava la natura e le stagioni la capacità di dare la vita e la morte poi con il diffondersi del dio maschio la civiltà divenne sempre più maschilista controbilanciando l idea generatrice della vita con le dee-demoni la struttura della società era cambiata da una società di uomini cacciatori e di donne raccoglitrici d erbe e bacche dedita al nomadismo divenne stanziale e nacquero gli artigiani e gli allevatori la grande madre era ishtar nuda perché dea della verità simile alla proserpina romana durante l inverno ishtar si portava nel mondo dei morti e sulla terra non albergava il sole non cantavano gli uccelli si digiunava in segno di lutto con l avvento di marduk la donna venne relegata in casa proprietà dell uomo comparve lilith la bellissima creatura della donna lussuriosa ma sterile nei secoli seguenti la cultura sempre più maschilista ha creato una serie di figure chimeriche per demonizzare la donna limitandone il potere e cercando in questo modo di rafforzare quello maschile sono state ritrovate infatti delle grande statue in pietra raffiguranti grandi donne con caratteristiche sessuali accentuate fra le più belle ricordiamo la venere di willendorf o quella di tarxien a malta la venere del neolitico ci appare come generatrice di vita spesso raffigurata nell atto di partorire nuda e gravida tutti i documenti trovati ci consentono di ipotizzare l esistenza nel neolitico di una società pacifica e con un sistema politico retto da donne o sacerdotesse che governavano su un clan dove vigeva parità tra uomini e donne questa società scomparve lentamente intorno al v millennio quando dalla russia e dal mare nero si affacciarono popolazioni indoeuropee praticanti allevamento e caccia intorno al 1500 a.c queste popolazioni misero fine al culto della grande madre imponendo una cultura basata sulla forza e sulla trasmissione del potere maschile attraverso gli scritti e le immagini risalenti all antico egitto gli studiosi hanno rimarcato il grande potere e la dignità di cui godeva la figura femminile queste caratteristiche prevalenti nell antico egitto fanno della stessa un unicum di parità di diritti e di libertà di azione come mai gli egizi ebbero una simile concezione della donna per rispondere a questa domanda dobbiamo rifarci alle figure femminili che componevano il pantheon divino di quell area geografica
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e storica il principio creatore affermava che io sono lui lei una figura ermafrodita denominata atum dunque sulla terra ci doveva essere una coppia che facesse da tramite tra il mondo terreno e quello celeste ossia il faraone e la grande sposa reale la donna egizia a qualsiasi condizione sociale appartenesse poteva possedere beni acquistarne stipulare contratti ereditare beni gestire attività commerciali e addirittura accedere ad alte cariche dello stato come il visir la madre era vista come il perno della famiglia ma la sua autorità non derivava da questa posizione i diritti acquisiti alla nascita non venivano modificati in seguito al matrimonio e alla maternità anche la capacità giuridica era completa fin dalla maggiore età e al momento del matrimonio interessante è il fatto che la donna egiziana non conobbe mai la pesante tutela subita altresì dalla donna greca e romana del padre e del marito la potestà dei genitori era solo una forma di protezione riguardo alla scelta dello sposo infine la donna godeva di una notevole libertà e se il matrimonio non si dimostrava felice era libera di divorziare riprendendosi i beni portati in dote il modello femminile a cui tutte si ispiravano era quello della dea iside moglie esemplare sorella affettuosa maga dispensatrice di prosperità e di ricchezza detentrice della conoscenza dei misteri dell universo e vittoriosa sulla morte dall antica grecia alla società attuale le donne greche lavoravano e accudivano i figli senza uscire quasi mai di casa il matrimonio poggiava su un accordo formalizzato tra sposo e sposa in cui era presente la consegna della dote all uomo stipulato l accordo tra suocero e genero la donna non esprimeva il proprio consenso il trasferimento della stessa costituiva il compimento del matrimonio nel quale si realizzava l unione la sposa cambiava casa e padrone passando dal padre allo sposo l età ritenuta idonea alle nozze si aggirava tra i 14 e i 16 anni ma a volte le spose erano anche più giovani mentre l uomo greco convolava a nozze all età di trent anni circa dopo aver fatto esperienza di concubine e giovinetti di sesso maschile soprattutto nei contesti della vita militare la moglie non era altro se non uno strumento per la procreazione sebbene l usanza ateniese faceva sì che lei fosse un eterna minore a cui lo sposo tutore doveva garantire tutti gli atti politici quando una donna era implicata in un processo era il marito che la rappresentava in tribunale la dote era di proprietà della donna lo sposo stipulando il contratto si riconosceva debitore della dote e forniva una garanzia ipotecaria sui suoi beni fondiari egli aveva in gestione la moglie e la dote ne utilizzava i redditi finché a tutta la durata del matrimonio il marito era un semplice usufruttuario poiché i veri destinatari della dote erano i figli che ne entravano in possesso alla morte della genitrice allo stesso modo nell antica roma le donne non avevano diritti dovevano accudire i figli e mantenere la casa il matrimonio romano era un accordo stipulato tra due famiglie non esisteva nessun documento scritto ma c era solo la presenza di testimoni al momento dell accordo la mater familias quando si sposava chiedeva al marito se lo stesso voleva diventare il suo pater familias e con questa interrogazione essa indicava che l uomo sarebbe diventato giuridicamente un padre-padrone al potere del quale lei e i figli si sarebbero assoggettati il nome di moglie/madre indica che a roma le donne erano considerate dagli uomini essenzialmente secondo la loro capacità di procreare sebbene il nome di mater familias non era associato al parto ma al matrimonio tuttavia per l amministrazione dei propri affari le donne erano considerate abili e alcune anche molto stimate la maggior parte di loro infatti amministrava in prima persona il proprio patrimonio ad eccezione della dote affidata al coniuge esse potevano disporre delle loro ricchezze con il testamento senza sottomettersi all autorità di un garante c erano dei mestieri prettamente femminili come la levatrice l attrice la massaggiatrice la sarta la lavandaia talvolta le donne della roma antica erano anche albergatrici proprietarie di taverne,
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legate anche all ambiente della prostituzione dai documenti ritrovati si conoscono donne commercianti e anche proprietarie di navi e nel primo periodo imperiale giulio claudio che la donna comincia ad essere soggetto più attivo nella società romana sebbene esclusa dai diritti civili il matrimonio infatti con il passare del tempo divenne da passaggio di proprietà della donna ad un rapporto regolato dall affectio maritalis con la possibilità di annullare il vincolo in caso di cessazione dell intenzione da qui derivò il diritto di divorzio con il riconoscimento di analoghi diritti per l uomo e la donna nella società medioevale quest ultima non partecipava alla vita pubblica e le sue mansioni erano relegate alla cura della casa e dei figli garantendo la riproduzione e la trasmissione dei patrimoni propri e accumulati la sua rappresentanza giuridica era esercitata dal padre o dal marito ad influire sulla concezione medievale della donna influirono certamente le parole di s paolo per il quale acclarata era l inferiorità femminile la chiesa cattolica unitamente al ceto aristocratico crearono ben più dei presupposti del culto delle due tipologie più comuni la donna angelicata e la dama dell amor cortese padrona del cuore dell amato eppure nel prosimetro giovanile vita nova dante sembra inserirsi nel dibattito poetico scrivendo un opera rivoluzionaria nella struttura almeno quanto nella poetica e nella filosofia dell amore il poeta fiorentino sembra sovvertire i canoni erotici feudali proclamando che l amore di un cuore puro doveva appagarsi nell elogio unilaterale della donna amata senza pretendere di essere ricambiato diverso è il senso dell orlando furioso dell ariosto il furore del protagonista appare come il ribaltamento sarcastico della sublimazione dell amor cortese assurto a vera e propria platonica idealizzazione all interno della civiltà rinascimentale nella fattispecie l amore e la fedeltà alla donna non conducono l uomo a una condizione spiritualmente superiore ma lo degradano fino a spingerlo ad una condizione disumana orlando nudo si contende con altre belve la carne cruda di cui si ciberà con la conclusione che la cavalleria portata sino alle estreme conseguenze altro non è che follia e autodistruzione anche nel rinascimento in continuità con il medioevo il matrimonio continua ad avere come scopo precipuo quello di assicurare la discendenza migliorare e consolidare la posizione sociale ed economica della famiglia il matrimonio non appare determinato dall amore pur essendo un passo importantissimo nella vita di ogni individuo ma dalla volontà/necessità di garantirsi alleanze strategiche la posizione di una donna finisce per essere definita dagli accordi stipulati dai suoi genitori tra il `700 e il `800 anche grazie alle tre grandi rivoluzioni dei lumi industriale e francese si assiste a tutta una serie di cambiamenti la stabilizzazione demografica la diminuzione della mortalità la separazione dell economia domestica da quella della produzione i cambiamenti storici e politici hanno segnato il passaggio dalla visione di famiglia come unità di produzione economica a unità incentrata sulla scelta e sull emozione dall autorità al legame affettivo la famiglia sveste molti dei panni indossati sino a quel momento il codice napoleonico del 1804 favorendo per evidenti ragioni economiche l apertura del sistema famiglia anche all esterno fondò un diritto di famiglia che riconosceva la dipendenza delle donne dall autorità del marito il codice introdusse una nuova concezione del matrimonio inteso come patto tra individui e non più tra famiglie abolì l istituto della patria potestà oltre alla maggior età dei figli anche se si è ancora lontani dal colmare il divario tra uomo e donna nell ambito della famiglia coniugale finalità del matrimonio rimangono la riproduzione e la continuazione della stirpe tradimento adulterio e pene
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nel libro tradimenti gabriella turnaturi sostiene che quando lei o lui iniziano un viaggio fuori dal noi e che prescinde dal noi secondo le attese sociali e per i precetti religiosi essi tradiscono paradossalmente invece essi sembrano provare a salvare la loro individualità dalla stretta mortifera di un noi che anchilosa l anima non consentendo cambiamenti sempre per la sociologa l amore è un gioco di forze dove si decide a quale dio offrire la propria esistenza al dio della felicità che sempre accompagna la realizzazione di sé o al dio della sicurezza che molto spesso si affianca alla negazione di sé non si tratta di una pura questione semantica precisare che il tradimento è sempre prodotto a danno del noi e non certo del tu la percezione orgogliosa del tradimento personale è dato dalla piena identificazione con un meccanismo simbiotico che quel tu lo ha tradito azzerandolo già da tempo il tradito però sentendosi tale declina l atto del tradente come cambiamento come negazione della precedente sintonia se il tradito riuscisse ad andare oltre la mera sfera personale e leggesse gli eventi in termini individuali si renderebbe conto che il tradente sta offrendo alla coppia una possibilità reale molto più reale di quella di continuare a negare se stesso qui potrebbe davvero offrirsi la possibilità alla coppia di crescere nel cambiamento facile a dirsi difficilissimo a realizzarsi soprattutto quando è la donna a non essere nella percezione del partner più la stessa la fiducia nell altro non deve infatti diventare la gabbia del come tu mi vuoi pena l impossibilità di essere veramente chi si è in ogni amore da quello genitoriale a quello coniugale c è una qualche forma di possesso che frena la crescita individuale costringendo il singolo a definirsi entro paletti e recinti stabiliti da altri quello stesso amore però incapace di contemplare il tradimento/cambiamento è esso stesso prigioniero della paura di vivere e dunque per molti aspetti poco adulto in ogni allontanamento dal porto sicuro risiede la possibilità della piena realizzazione dell emancipazione e inevitabilmente anche del tradimento ma che amore è un sentimento che non sa sfidare l ombra che necessità di certezza assoluta che pretende di esercitare potere sull altro non è forse negazione di se stesso e dell oggetto d amore non è il tentativo di imporre nuove regole alla vita stessa accettando di barare pur di non sentire mai quella sensazione di abbandono perdendo la possibilità di sentire fino in fondo se stessi rispetto all adulterio l antica grecia praticava quella che oggi chiameremmo tolleranza zero infatti gli adulteri andavano incontro a vere e proprie umiliazioni e violenze infamanti rasatura pubica violenza anale mediante un rafano ecc a locri l adultero veniva accecato a gortina ci si limitava a punirla con una pena pecuniaria eschine facendo riferimento a solone annota che alla donna adultera è fatto divieto di partecipare ai sacrifici pubblici per timore che ella possa corrompere altre donne qualora vi partecipasse o si adornasse è legittimata la lacerazione pubblica delle vesti da parte di chiunque la rimozione degli ornamenti e le percosse badando tuttavia di non ucciderla o renderla storpia ben poche erano le occasioni per la donna dell antica roma di commettere adulterio sempre sorvegliata e priva di autonomia di movimento anche all interno delle mura domestiche le pene tramandate dalla tradizione letteraria però appaiono durissime poteva essere scacciata con infamia dalla casa o addirittura poteva essere uccisa inizialmente la punizione era privata ius occidenti esercitato dal marito e dal padre dell adultera l adulterio era considerato reato solo se veniva commesso dalla donna era addirittura contemplata la pena di morte qualora il pater familias lo avesse ritenuto necessario.
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le donne dichiarate adultere dinnanzi alla legge soprattutto se considerate di rango inferiore le lavoranti nei circhi nei teatri le prostitute venivano private a scopo punitivo del diritto/possibilità di contrarre matrimonio legale e della facoltà di trasmettere pieni diritti civili punizioni di non minore intensità venivano inflitte alle donne romane anche in presenza di situazioni considerate meno gravi come bere vino e solo con augusto che volendo dare nuovo impulso alle nascite dell impero l adulterio viene sottratto all arbitrio del singolo cittadino riconfermando però l importanza del vincolo matrimoniale secondo la lex iulia de adulteriis il marito non aveva più il diritto di uccidere la moglie adultera al massimo lo stesso poteva propendere per il ripudio della consorte pena l accusa di lenocinio conservando intatto però il diritto di uccidere l amante bisognerà attendere tre secoli prima di veder affiancata alla finalità procreativa del matrimonio anche quella comunitaria e in questi frangenti che sembra attenuarsi la disparità in tema di infedeltà anche se più sul piano dei doveri che non dei diritti il cristianesimo non sembra porsi la questione della parità legittimando però nel migliore dei casi una colpevole indifferenza nei confronti dell uguaglianza dei sessi la parentesi fascista al fine di assicurarsi un sostanziale incremento demografico anche in ragione delle perdite legate alle varie campagne belliche il regime fascista diede vita ad un imponente legislazione orientata al sostegno delle nascite e della famiglia come cuore pulsante della società interessanti a questo proposito sono due discorsi pubblicati su gerarchia rivista ufficiale del fascismo diretta da margherita sarfatti tra i più considerati biografi del duce nel 1928 mussolini parla della missione procreatrice della famiglia in quanto il coefficiente di natalità non è solo l indice della progrediente potenza della patria ma l unica arma del popolo italiano in un italia tutta bonificata irrigata disciplinata cioè fascista c è posto e pane ancora per 10.000.000 di uomini 60.000.000 di italiani faranno sentire il peso della loro massa e della loro forza nella storia del mondo nel 1939 esce sempre sulla stessa rivista un brano firmato ellevì che denuncia i pericoli del femminismo e dell ambizione borghese come manifestazioni dell individualismo nemico fondamentale della famiglia e poiché la donna intellettuale è il volto femminino della vanità borghese e quella professionista e addottorata è l ideale borghese dell ambizione democratica la nostra rivoluzione vuol sostituirvi un modello muliebre più fecondo e più sano la donna intellettuale che l aurea mediocrità ancora predilige è una tra le figure meno necessarie alla saldezza dell istituto familiare e al potenziamento della razza ci riferiamo a quella che custodisce e tramanda la tradizione del salotto compagna del guerriero non può essere colei che porta a mensa l arida dialettica della saccenza e che titoli alla mano misura le distanze coniugali per giustificare le deviazioni appellandosi ai diritti illimitati del sentimento alla donna dunque non compete in questi anni che la cosiddetta missione procreatrice sebbene proprio negli anni `30 si cominciano a diffondere nelle città e nelle campagne le prime pratiche di controllo delle nascite i patti lateranensi del 1929 segnano la convergenza di visione tra stato e chiesa in una sorta di reciproco sostegno alla collocazione della donna fuori dai contesti sociali e politici che contano la nascita del nuovo diritto di famiglia e con gli anni `80 che la donna esce dalla nicchia imposta e cristallizzata propria della prima parte del secolo poco consapevole della propria sessualità subisce l idea dell adulterio come colpa di gravità non paragonabile a quello perpetuato dall uomo l influenza del femminismo statunitense si fa sentire in europa e in seconda battuta anche in italia con una nuova impostazione del rapporto uomo-donna che si fa più paritario in termini normativi ma non ancora in chiave culturale.
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rivolta femminile denuncia il matrimonio e la famiglia come luogo della dominazione maschile lotta femminista lancia la campagna del salario alle casalinghe il movimento delle donne comuniste udi esercita una vera e propria lobby sugli organi decisionali dello stato italiano per alleggerire l oppressione femminile e il movimento delle donne italiane legato al partito radicale che verso la metà degli anni `70 diviene il principale riferimento in termini di pressione e sensibilizzazione a favore dell autonomia femminile contraddittorie però sono le situazioni che si determinano in questi anni da una parte infatti le donne rivendicano i propri diritti dall altra la cultura di massa veicola messaggi di seduzione al femminile che in modo neanche discreto e serpeggiante riporta ai soliti stereotipi e luoghi comuni il ridimensionamento della figura padre marito ha conosciuto una prima ratificazione a livello legislativo con la legge 151 del 19 maggio 1975 il nuovo diritto di famiglia questa disposizione è partita dalla necessità di rafforzare l uguaglianza tra i coniugi e ha finito poi per investire anche altri ambiti relativi alla famiglia ossia l atto di matrimonio le cause di invalidità i regimi patrimoniali il diritto di successione in estrema sintesi le più importanti innovazioni possono essere così sintetizzate età del matrimonio i minori di età non possono contrarre matrimonio il tribunale su istanza dell interessato accertata la maturità psicofisica e la fondatezza delle ragioni addotte sentito il pubblico ministero il genitore e il tutore può con decreto emesso in camera di consiglio ammettere per gravi motivi al matrimonio chi abbia compiuto i sedici anni diritti e doveri dei coniugi con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono gli stessi doveri dal matrimonio deriva l obbligo reciproco alla fedeltà all assistenza morale e materiale alla collaborazione nell interesse della famiglia e alla coabitazione entrambi i coniugi sono tenuti ognuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo a contribuire al bisogno della famiglia cognome della moglie la moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito e lo conserverà durante lo stato vedovile fino a nuove nozze dovere verso i figli il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l obbligo di mantenere istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità inclinazione naturale e aspirazioni dei figli il regime patrimoniale il regime patrimoniale legale della famigli in mancanza di diversa convenzione stipulata secondo l articolo 162 è costituito dalla comunione dei beni i coniugi possono convenire che ciascuno di essi conservi la titolarità esclusiva dei beni acquistati durante il matrimonio la parte che riguarda diritti e doveri che nascono dal matrimonio art 143-148 è quella che maggiormente riflette i principi di uguaglianza che sottendono la riforma i coniugi acquisiscono con il matrimonio gli stessi diritti e doveri e sembra enfatizzarsi un maggior rispetto della identità della moglie il principio di uguaglianza si riflette soprattutto nelle norme che regolano la patria potestà e le scelte di indirizzo della vita familiare un altro aspetto nuovo è la possibilità per i coniugi di avere indifferentemente un lavoro professionale o casalingo questa affermazione riconosce l attività della donna all interno delle mura domestiche come una vera e propria professione segnali importanti giungono dalla società civile con i referendum relativi al divorzio e all aborto si istituisce poi in tema di regime patrimoniale la comunione dei beni per cui entrambi i coniugi sono considerati ugualmente proprietari dell intero patrimonio familiare costruito nel corso del matrimonio e hanno pari diritto di amministrarlo a partire dagli anni `80 e `90 si assiste alla problematizzazione e alla medicalizzazione sempre più spinta della maternità aumentano le nascite fuori dal matrimonio e si fa largo una certa instabilità coniugale aprendo a nuove forme di famiglia che prevedono un attenzione particolare del legislatore in termini di affido adozione procreazione artificiale e assistita i risultati più incoraggianti del movimento di emancipazione femminile si registrano nei paesi democratici e laici che riconoscono l uguaglianza di uomini e donne di fronte alla legge ancora
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oggi però in molti regimi autoritari e in paesi sottosviluppati troppo poco viene fatto per favorire analoghi meccanismi in ogni caso il divario tra norma e realtà continua a segnare importanti differenze e ancora sostanziale la differenza di accessibilità a cariche prestigiose in ambito politico e aziendale per le donne determinando un ingiustificato gap di retribuzioni tra lavoratori uomini e lavoratrici donne conclusioni eros e thanatos al tempo della crisi nei primi sei mesi del 2012 le donne uccise in italia da mariti ex compagni e conoscenti sono state circa 65 tanto da indurre la cronaca a definire il fenomeno in termini di femminicidio in realtà la denominazione riprende un pronunciamento della corte interamericana che con sentenza del 2009 ha condannato il messico per i tristi fatti accaduti a ciudad juarez dove dal 1994 ad oggi si contano circa 500 donne scomparse e un analogo numero di donne di cui sono stati ritrovati solo pochi resti il fenomeno analizzato dai migliori agenti dell fbi ha fatto pensare ad una società maschilista patriarcale e fortemente conservatrice dove la possibilità di modificare lo status quo sia completamente negato alle donne che non riuscendo ad arrivare negli usa finiscono per restare nella città più ricca di fabbriche dell intero territorio messicano queste donne che hanno lasciato le proprie case diventando capo famiglia in ragione del sostentamento garantito alla stessa attraverso i proventi del loro lavoro hanno finito per subire le rimostranze crudeli e violenti di una società incapace di modificarsi e più ancora di evolvere secondo una ricerca eurispes del 2007 in italia gli omicidi al femminile vengono commessi solo per il 2 da sconosciuti in tutti gli altri casi si tratta di uomini che hanno dichiarato di amare le loro vittime la separazione con anche solo il sospetto di un nuovo legame il raptus improvviso la crisi economica sono le prime tre voci che comunque in nessuna maniera possono giustificare la violenza agita a danno di mogli compagne o ex c è da chiedersi allora l amore che uccide può definirsi amore o piuttosto la sua negazione che condotta alle sue estreme conseguenze non accetta che l altro possa concepirsi ed esistere al di fuori di una struttura di potere e dominio la cultura del possesso e della negazione dell altro/a in cui siamo immersi ci induce parafrasando anna arendt a banalizzare il male attribuendo all omicidio commesso da un uomo a danno di una donna la dicitura di delitto passionale e necessario dunque riportare nel giusto alveo tali crimini sottraendoli alla linea puramente emozionale per riconsegnarli alla sfera della sopraffazione e del possesso dell altro se eros e thanatos stringono nella mitologia una sorta di simbiosi che per sua stessa natura di rivela mortifera per entrambi è opportuno promuove la più moderna cultura dell alleanza costruttiva tra uomini e donne per se stessi e per le nuove generazioni la morte non è degenerazione dell amore con quest ultimo non ha nulla a che vedere e la sua negazione e la pretesa che l altro non sia se non per se stessi e oltraggio dell incontro e morte per l ego non per l io da cui imprescindibilmente può discendere il noi reale ed adulto se con il termine famiglia si intende un istituzione sociale composta da persone direttamente legate da rapporti di parentela e legami di reciprocità all interno del quale i membri adulti hanno la responsabilità di allevare i bambini la parentela va intesa come sistema di rapporti fondati sulla discendenza tra consanguinei nonni genitori figli ecc o sul matrimonio si parla di affini l istituzione formale del matrimonio nella sua veste sia civile che religiosa è poi l unione sessuale socialmente riconosciuta e approvata tra due individui adulti tramite atto pubblico nel tempo lo studio della famiglia e della vita familiare è stato affrontato in maniera differente da sociologi di scuole diverse le principali interpretazioni teoriche della famiglia riconducono all approccio funzionalista ove la famiglia svolge compiti che contribuiscono a soddisfare i bisogni fondamentali della società e a
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preservarne l ordine sociale e a quello marxista che mette in discussione la visione della famiglia come regno dell armonia e dell uguaglianza non meno interessanti sono le nuove prospettive peraltro più attente alle recenti trasformazioni sociali economiche e politiche e infatti innegabile il ridisegnarsi dei modelli familiari soprattutto negli ultimi trent anni e in occidente -è diminuita la propensione al matrimonio come fondamento della famiglia deistituzionalizzazione è aumentata l età media al matrimonio aumento scolarizzazione individualizzazione crescente famiglie marsupiali è aumentato il tasso di divorzi sono aumentate le famiglie monoparentali con un solo genitore sono aumentate le famiglie ricostituite famiglia allargata discutibile appare la visione della famiglia nucleare quale struttura equipaggiata per affrontare le richieste della società industriale l uomo così come la donna lavora fuori casa ruolo strumentale di male breadwinner ma allo stesso tempo si occupa della casa e dei figli non rinunciando o addirittura consolidando il ruolo affettivo da tutto ciò la famiglia dunque non può intendersi esclusivamente come un insieme volto alla cooperazione fondato su interessi comuni e sostegno reciproco in essa infatti finiscono per consumarsi squilibri di potere e disparità di benefici nonostante i modelli familiari abbiano subito indiscutibili trasformazioni la famiglia continua quando non fortifica i suoi avamposti culturali segnando un solco profondo tra la percezione e l essenza della stessa nella post-modernità la famiglia si connota di sicurezza di accoglienza di tranquillità più nell aspettativa dell individuo che nella realtà del suo esplicitarsi e il sogno il desiderio il bisogno tratteggiati dagli stereotipi di cui è stata fatta oggetto nel corso del tempo nell immaginario individuale e collettivo ad ossigenare un istituzione dal fiato sempre più corto nella realtà la famiglia non può dirsi esente e non potrebbe essere altrimenti dagli scossoni e dagli urti del cambiamento culturale e della crisi globale ha subito la scure della concorrenza della multimedialità sul piano della funzione della socializzazione ha delegato sempre più ai nuovi strumenti di comunicazione la progettualità educativa e la sua prima messa in opera di cui ha detenuto la piena esclusività sino alla metà del secolo scorso se la realtà si è aggiornata però l idea no nella mente dei più giovani dal futuro negato e dal passato tradito rinunciare alla dolcezza del nido sicuro della famiglia come accoglienza e sicurezza a questo punto unica fonte significherebbe la completa disfatta sul piano del sociale significativo e dell istituzionale di riferimento nella mente dei meno giovani dal futuro tradito e dal passato negato rinunciare ad offrire un nido sicuro una famiglia come accoglienza e sicurezza significherebbe la completa disfatta sul piano sociale e personale il godimento sessuale è probabilmente al vertice delle sensazioni di piacere concentrato a regalare erlebnisse sempre più forti e variabili sebbene irrealizzabile nel suo intento di gratificazione senza ulteriore necessità di nuovi addestramenti istruzioni consigli ecc l umano bisogno affettivo finisce per commutarsi in sessualizzazione la conoscenza il messaggio la mail il contatto da social network la storia breve si con figura come boccata d ossigeno nell apnea di rapporti di coppia o familiari che mettono in crisi la sopravvivenza individuale il godimento sessuale o più semplicemente il suo consumo last minute finisce per farsi substrato di una produzione culturale dell immortalità e modello o metafora supremo dello sforzo di trascendere la mortalità individuale e di protrarre l esistenza umana al di là delle durata della vita reale dei singoli esseri umani.
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rispetto all evocazione dell immortalità dalla mortalità il sesso si consegna a specchio culturale di una post-modernità da costante e continua iper prestazione la solidità la profondità la stabilità nella nostra società attuale sono vissuti come vincoli insostenibili da fronteggiare con le armi della flessibilità e della mobilità continua l erotismo emancipato dai lacci della riproduzione e dell amore ben si presta a tutto ciò come se fosse concepito a misura di identità flessibili evanescenti e sempre pronte a ridisegnarsi così come il sociologo inglese anthony giddens suggerisce conferendogli la dicitura di sessualità duttile 1995 emily dubberley 2006 osserva che ormai procurarsi sesso è come ordinare una pizza un po come collegarsi ad internet per ordinare qualcuno con cui stringere una fugace relazione sessuale non per amare o sentirsi amati ma per avere la sensazione di esistere non occorre impegnarsi nel corteggiamento per conquistare l approvazione di un partner ciò significa però perdere quello che rendeva incerto l incontro sessuale e proprio per questo emozionante il gioco diviene la comodità la riduzione di ogni sforzo provando conseguentemente e keinesianamente ad ottenere il massimo risultato desiderato in un epoca di riassestamento dei valori e di revisione delle abitudini socialmente e storicamente costruite nessuna norma di comportamento può essere data aprioristicamente né restare incontestata a lungo in ogni angolo della lebenswelt la cultura postmoderna invita al piacere facile e sessuale diffondendo significati erotici ovunque e per chiunque sembra configurarsi una situazione fortemente carica di nevrosi da una parte l incontro erotico come fusione dei ruoli dall altra una piena confusione di ruoli che indebolisce ciò che incoraggiamo ognuno finisce per scrivere un proprio vademecum fintamente sentimentale che non può essere avulso dall ambiente e dai condizionamenti dello stesso ridisegnata e ridiscussa continuamente in nome della libertà e del capriccio la norma non scritta sembra concludere che tutto è possibile diventando fonte della più perniciosa tristezza esistenziale se difficile è costruire la coppia provando a farla crescere oltre le effimere vette dell amore romantico ancora più impervia sembra la strada dell edificazione della famiglia sostenuta da una progettualità educativa congrua e adulta eppure il tradimento è tanto temuto almeno quanto dato il comune sentire e la natura stessa del sentimento d amore inevitabile se l amore del terzo millennio lo contempla quello romantico lo teme e lo avversa contrizione da epilogo o più realisticamente lesa maestà eppure così come precisato da umberto galimberti nell articolo le nostre anime così infantili e primitive pubblicato su la repubblica del 27 agosto 2033 non si dà amore senza possibilità di tradimento così come non si dà tradimento se non all´interno di un rapporto d´amore il tradimento appartiene all´amore come il giorno alla notte james hillman in puer aeternus 1999 prende in esame le possibili reazioni al tradimento indicando tra queste quelle che bloccano la coscienza e quelle che la emancipano la vendetta risposta emotiva per eccellenza potrebbe saldare il conto scaricando una tensione certamente però non emancipa la coscienza la risposta vendicativa e la sua stessa immediatezza sembrano confinare la coscienza nelle trame dell astiosità e della crudeltà senza una mai piena soddisfazione nella fattispecie l unico effetto sembra essere quello di irrigidire l anima la negazione al contrario della vendetta sembra rimediare all idealizzazione iniziale dell oggetto d amore per porre sotto la luce accecante della lente d ingrandimento le sue ombre come a dire in maniera infantile e modernamente manichea o tutto o niente altra possibile risposta al tradimento è il cinismo che nega la possibilità stessa dell amore rinunciando all altro e al suo valore si perpetua in questo modo però il più grave dei tradimenti quello consumato verso di se stessi ecco allora che tutto ciò che osa sfiorare il nostro profondo assume i tratti del ridicolo.
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come ultimo opzione sembra proporsi la scelta paranoide che inseguendo la possibilità di scongiurare il ben che minimo barlume di tradimento mette in atto quei rituali liturgici prove giuramenti segreti,ecc che hanno a che fare più con un amore fintamente spirituale paradossalmente infatti abiurare la possibilità stessa del tradimento ad altro non conduce nell inevitabile coesistenza delle due facce della stessa medaglia se non all allontanamento dalla possibilità dell amore reale l´esperienza del tradimento lì dove la persona evita i meccanismi descritti e la fissità negli stessi può rivelare il suo aspetto più creativo ed evolutivo della coscienza che per hillman come anche per la tradizione cristiana trova la sua espressione massima nel perdono riconoscendo il tradimento e trovando la forza di andare oltre solo allora l amore può davvero presentare il suo profilo migliore e più adulto l amor proprio l orgoglio la sensazione di lesa maestà però possono inficiare l idea stessa di far ricorso al perdono questo sembra essere l annullamento di sé e per alcuni versi lo è preso nella sua accezione positiva fino a quando l uomo della post-modernità sarà vittima più o meno consapevole della sindrome del tutto ruota intorno a te difficilmente potrà capire che l annullamento di sé inteso come annullamento del proprio ipertrofico ego è l unica strada per l incontro profondo dalla parte del traditore poi il senso di colpa e la ricerca di giustificazioni possono lavorare ad ammorbidire la portata del tradimento tradito e traditore possono sottrarsi al consueto meccanismo solo nel passaggio dall innocenza della fiducia iniziale alla presa di coscienza adulta per la quale in ogni rapporto con l altro c è sempre il desiderio dell amato e dell amante di sottrarsi allo stesso solo attraverso lo sguardo della persona in sé e per sé e non come componente di una simbiosi perfetta imperfetta in quanto umana può essere salvata l individualità e la conseguente possibilità di essere coppia esserci e non-esserci fondersi o fuggire l annullamento del proprio essere singolo amare e tradire nella consapevolezza di questa eterna e insanabile dualità può farsi largo l amore autentico il bivio non sembra presentare più di due alternative realizzazione autentica o negazione di sé troppo spesso confondiamo però la realizzazione con egoismo e la negazione con generoso sacrificio cristiano se solo capissimo che l amore non annulla amato e amante ma ne permette la piena espressione solo nell io+te può esserci coppia altrimenti si tratta di un io circoscritto alla richiesta innegoziabile che l altro non sia più se stesso quanto può essere egoistica dunque la pretesa dell amore romantico ai tempi della modernità liquida quanta parossistica richiesta di affermazione di sé può nascondersi nell incapacità di riuscire ad essere felici se non passando attraverso l azzeramento dell altro il tradimento allora non è addebitabile alla coppia ma solo al singolo non sarà che quella coppia non è mai veramente esistita imputare esclusivamente all altro il tradimento non finisce per significare non perdonargli il tentativo di affrancarsi dal presunto almeno quanto asfissiante noi sei cambiato è una delle tante espressioni che segnano la difficoltà della coppia eppure il cambiamento dovrebbe indurre alla continua ridefinizione offrendo linfa e nutrimento al rapporto sempre però che lo stesso preveda una progettualità e la voglia di crescere e il traditore il colpevole verrebbe da chiedere al tradito se non ci sia più verità in chi prova a rompere il copione della menzogna spaventa l affermazione di sé ancor più l affermazione di sé come diverso da quanto l altro si era configurato o pretendeva in ogni espressione amorosa genitoriale coniugale amicale ecc c è sempre una zona off limits oltrepassata la quale non è più amore ma tradimento quel recinto è espressione di potere però la paura del tradimento è un po la paura del cambiamento dell altro che ci rimanda la necessità del nostro stesso cambiamento quanta fanciullineria quanta ingenuità quante fiction dal messaggio forviante e confondente finiscono per segnare l arresto della nostra crescita personale e culturale senza il limite del suo umano troppo umano perfettibile anche l oggetto d amore perde interesse però ecco delinearsi i tratti dell amore del nostro tempo la fame d amore il sogno romantico il
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bisogno infantile di rendere inconcepibile il profilo d ombra dell altro la necessità di affermare se stessi il tradimento la rottura del rapporto per andare a provare da qualche altra parte la navigazione con un ancora perennemente incagliata giostrina senza fine per bambini che cercano dapprima con sguardo preoccupato e con fare rasserenato poi la persona che lì attende sul bordo e un saluto che si rinnova ad ogni giro tutti fintamente inconsapevoli che nessuno si muoverà veramente da lì il movimento è cambiamento quest ultimo per sua stessa natura deve contemplare il rischio del tradimento e dell emancipazione l amore è risveglio non abbandono ad un sonno peraltro poco ristoratore il traditore sembra essere un passo più avanti rispetto al tradito che si rifugia in espedienti atti a non vedere l esigenza del cambiamento se l amore è vita e dunque movimento fluidità la negazione dell amore è quell immobilismo ammantato di amore oggi e per sempre che non è capace di mettersi in nessuna maniera in discussione quel sempre uguale a se stesso è espressione di non-amore più del gesto del cosiddetto traditore quest ultimo sembra aver optato per l allontanamento della nicchia protetta esponendosi alla vita e paradossalmente alla possibilità dell amore reale e adulto amare è sentirsi insicuri ma l apologia della sicurezza ad ogni costo propria della società attuale soprattutto quando questa prevede l annullamento di sé e dell altro implicitamente ed esplicitamente finisce per non consentirlo si ama per sentirsi un po più sicuri ma per questo si finisce per rinunciare all amore possibile inseguendo l idealizzazione dello stesso e quando tutto ciò si palesa spesso scarseggiando gli strumenti per fronteggiare la separazione e l abbandono normali passaggi di ogni ciclo di vita l oggetto d amore diviene oggetto di vessazioni e violenza bibliografia dubberley e una botta e via milano sonzogno 2006 giddens a the transformation of intimacy sexuality love and eroticism in modern societies cambridge polity press 1992 trad it la trasformazione dell intimità sessualità amore ed erotismo nelle società moderne bologna il mulino 1995 hillman j in puer aeternus milano adelphi 1999
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