Description
Rivista mensile on line di filosofia-Registrata presso il Tribunale di Milano,
N° 378 del 23/06/2010, ISSN 2038-4386
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno 1 n 1 luglio 2010 issn 2038-4386 vita pensata la filosofia come vita pensata 1 edmund husserl la crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale il saggiatore 1975 p 535 l uomo che ha gustato una volta i frutti della filosofia che ha imparato a conoscere i suoi sistemi e che allora immancabilmente li ha ammirati come i beni più alti della cultura non può più rinunciare alla filosofia e al filosofare.
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 1 luglio 2010 direttore responsabile augusto cavadi direttori scientifici alberto giovanni biuso giuseppina randazzo rivista mensile on line registrata presso il tribunale di milano n° 378 del 23/06/2010 issn 2038-4386 2
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 1 luglio 2010 indice editoriale agb gr la filosofia come vita pensata temi 4 augusto cavadi filosofare in terra di mafia giusy randazzo revisionismo laterale autori 5 7 alberto giovanni biuso ferdinand de saussure anno i n 1 luglio 2010mensile di filosofia issn 2038-4386 9 12 15 simone de andreis gerini maria teresa antonelli dario generali antonio vallisneri visioni agb gr agorÀ dario carere hofmann a genova sito internet www.vitapensata.eu 18 20 22 24 agb gr l onestÀ di pirandello bruno coli edgar allan poe in musica recensioni alberto giovanni biuso civiltÀ e imperi del mediterraneo nell etÀ di filippo ii 26 27 giusy randazzo la camera chiara nees eugenio damasio when the world breaks down in copertina tramonto a capo sounion fotografia di giusy randazzo 30 32 alessandro generali socrate le apologie di senofonte e di platone scrittura creativa andrea ferroni intervista a jung i parte 34 3
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 1 luglio 2010 editoriale la filosofia come vita pensata di agb gr s ul web viaggia un enorme quantità di dati con gli obiettivi più disparati a volte orridi altre semplicemente deludenti la demonizzazione dei fenomeni sociali però non ha molto senso perché più spesso i vantaggi che se ne traggono dal punto di vista culturale sono senza dubbio rilevanti a tal punto da far aggiustare il tiro persino alla scuola ormai infatti il dato meramente nozionistico è a disposizione di chiunque mentre l atteggiamento critico necessita più che mai in questo secolo omologante della mediazione educativa internet si è a buon diritto ricavata una nicchia non trascurabile nell alveo della trasmissione del sapere anche se con dei limiti dovuti spesso alla tendenza a ripetere l errore o a ridurre la ricerca bibliografica a un copia e incolla dai lavori disponibili sulla rete il web la ragnatela di dati di testi di immagini di bit che corre sui supporti telematici è la forma più recente nella quale si esprime la natura comunicazionale della specie umana le potenzialità della rete sono enormi ma si tratta pur sempre di abilità strumentali al di là della sin troppo fortunata formula di mcluhan -«il medium è il messaggio» la forma della comunicazione continua a dipendere in gran parte dal suo contenuto in questo senso entusiasmi e timori nei confronti del nuovo mezzo sono entrambi ingiustificati non è certo dunque un esaltazione indiscriminata che qui si vuol promuovere ma sottolineare che a essere rinviato a giudizio più che il mezzo dovrebbe essere l uso non intendiamo dunque aggiungere al già esistente ma utilizzare questo spazio per mirare più in 4 alto non semplici nozioni ma dati ragionati non nudi argomenti ma sobrie visioni non ragioni esteriori insomma ma -in note parole vita pensata È in questa chiave che tratteremo le diverse categorie che compongono la rivista ciascun numero sarà aperto da un editoriale al quale seguiranno sei diverse sezioni che si occuperanno di tematiche filosofiche per noi rilevanti temi di autori -non necessariamente e soltanto filosofi i cui testi e proposte ci sembrano fecondi per la comprensione del presente di immagini cinematografiche o artistiche particolarmente suggestive o in ogni caso da discutere visioni di libri meritevoli di essere letti o che non ci abbiano convinti recensioni dei contributi di giovani autori nees di testi di scrittura creativa l obiettivo è anche di coinvolgere quanti coniugano nella loro ricerca rigore e passione saremo dunque disponibili a leggere ed eventualmente a pubblicare i materiali ritenuti non soltanto puntualmente aderenti ai criteri scientifici ma soprattutto fecondi nei contenuti l interesse che ci spinge e che trasversalmente riguarderà ogni scritto affonda le sue radici nella filosofia e di questa si nutre trasformandosi in cura per il mondo della vita i filosofi sorridono anche quando lo sguardo si fa triste o amaro perché sanno vedere l invisibile andare oltre l ovvio cogliere il senso di questa vita pensata la rivista vorrebbe restituire il modo e i risultati al centro e al cuore del nostro lavoro e delle nostre esistenze c è la scrittura delle parole con cui la filosofia pensa la vita vorremmo lasciare una traccia sul web e sulle vostre menti.
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 1 luglio 2010 di augusto cavadi m olti professionisti della filosofia sembrano confermare con la propria vita ciò che l immaginario collettivo suppone che si possa filosofare in afghanistan come in danimarca nel v secolo a c come nel x secolo d c protetti in una campana di vetro dai fastidi della cronaca una simile filosofia è senz altro possibile nulla di stupefacente però se essa dimentica del contesto socialevenga altrettanto solennemente ignorata dalle donne e dagli uomini immersi nella quotidianità della storia cosa significa in concreto filosofare nel meridione italiano a cavallo fra il xx e il xxi secolo per comodità di sintesi risponderei che ad attendere il filosofo è un duplice inestricabile compito `diagnostico e `terapeutico innanzitutto egli può mettere a frutto la sua competenza nel decifrare i `testi nel decodificare le visioni-del-mondo implicite nei discorsi e nella prassi dei concittadini che aderiscono formalmente a titolo di militanti o informalmente a titolo di simpatizzanti e sostenitorialle varie organizzazioni mafiose egli insomma può individuare tematizzare e problematizzare la filosofia della mafia dove il genitivo è grammaticalmente `soggettivo la concezione dell uomo della società dello stato della morale della religione dell educazione dell economia che i mafiosi solitamente con tutte le eccezioni del caso condividono più irriflessivamente che consapevolmente se esiste come ho tentato di sostenere altrove una teologia mafiosa 1 a fortiori esiste una filosofia mafiosa un modo di intendere e di spendere la vita all interno di un quadro più ampio di riferimenti cosmologici e in qualche misura ontologici conoscere la prospettiva mafiosa sul mondo è già di per sé un passo importante ma per quanto rilevante resterebbe insoddisfacente se non costituisse il presupposto per un secondo passo la destrutturazione critica della filosofia messa a fuoco una cosa è fare storia delle idee un altra cosa è fare filosofia l analisi delle idee altrui è momento necessario ma insufficiente nell itinerario propriamente filosofico di chi è chiamato per fedeltà alla propria mission a mettere in dubbio ogni posizione e a chiedere ragione di ogni convincimento non ritengo superfluo soffermarmi sia pur brevemente su questo aspetto critico-teoretico del filosofare 5 `incarnato in un `qui-ed-ora sulla base di alcune significative esperienze personali distinguerei contesti e finalità differenti anche se è più facile distinguerli sulla carta che non nel concreto esercizio della propria pratica professionale una prima topologia comprende i casi -davvero rari in cui un soggetto portatore di mentalità mafiosa chieda un confronto `filosofico con un pensatore di mestiere nonché i casi un po meno rari in cui un piccolo gruppo di soggetti portatori di mentalità mafiosa accettino un confronto `filosofico con un pensatore di mestiere per esempio su proposta di un ufficio del ministero della giustizia in contesti del genere il rischio più immediato è di scivolare dalla filosofia all edificazione morale o peggio moralistica chi accetta di fare filosofia in queste condizioni deve essere sinceramente disposto a `pensare-con i propri interlocutori nella presupposizione che suo compito primario non è `convertire o `salvare bensì accompagnare l altro in un processo di consapevolezza e di dialogo il cui esito non può essere surrettiziamente prefissato a priori ridetto in soldoni se il filosofo è in veste di filosofo-consulente2 non può escludere che -ragionando temi filosofare in terra di mafia
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 1 luglio 2010 le regole del confronto filosofico si allontana per ciò stesso dalle regole della mentalità mafiosa la filosofia infatti non ha bisogno di trasformarsi degenerando in strategia comunicativa di tipo moralistico o ideologico anzi è proprio nella misura in cui supera ogni tentazione di dogmatismo di autoritarismo di tradizionalismo di conformismo mentale di paternalismo pedagogico che si costituisce come antidoto a ogni cultura -come quella mafiosa imperniata sulla conservazione dello status quo del privilegio e della sistematica violazione della dignità umana temi con un mafioso o con un gruppo di individui dalla mentalità mafiosapossa arrivare ad ammettere che la filosofia mafiosa sia più coerente logicamente e più aderente al reale della sua propria filosofia a-mafiosa o anti-mafiosa una seconda tipologia d interlocuzione filosofica si configura nel caso in cui il pensatore di mestiere sia invitato a incontrare persone soprattutto giovaniche presumibilmente non sono né membri di organizzazioni criminali né stabilmente influenzati da questi qui il rischio preminente non è più costituito dall edificazione moralistica bensì dalla riduzione dell esercizio filosofico a formazione ideologica lo dico subito per evitare equivoci la produzione di ideologie intese con karl mannheim quali apparati di idee in funzione operativa non è un attività disdicevole privare la lotta politica di qualsiasi dimensione ideologica -o se si preferisce ideale equivale a relegarla sul piano dello scontro puramente fisico o comunque materiale con la stessa chiarezza però va detto che il filosofo in quanto tale non può trasformarsi in ideologo neppure al servizio delle cause più nobili dei partiti più progressisti delle chiese più raccomandabili perciò egli incontrando cittadini soprattutto del meridione italiano in assetto di formazione etico-politica può senz altro manifestare apertamente le proprie critiche alla weltanschauung mafiosa e altrettanto apertamente evidenziare la fondatezza ontologica e la fecondità operativa di filosofie alternative ma senza perdere due caratteristiche irrinunciabili della sua specificità professionale l intima sincera convinzione che le sue idee -per quanto meditate a lungo non sono per principio irrevocabili e la conseguente intenzione di sottoporre queste sue idee ad un confronto schietto a 360° senza prefiggersi come obiettivo strategico di persuadere ad ogni costo per esempio ricorrendo ad artifici retorici e avvocateschi i nonfilosofi di professione della validità di una visione dell uomo e del mondo alternativa alla prospettiva mafiosa so bene che queste due esemplificazioni tipologiche qui solamente accennate non sono esenti da obiezioni alla più ovvia delle quali ma così non si rinuncia alla valenza civile della filosofia non si rischia di fare il gioco delle organizzazioni criminali mafiose potrei rispondere che se si colloca la riflessione su un piano metodologicamente critico il mafioso -attuale o potenziale è già spostato ai margini della logica mafiosa se egli accetta 6 note 1 cfr a cavadi il dio dei mafiosi san paolo cinisello balsamo mi 2009 2 sulla consulenza filosofica e più in generale sulla filosofia-inpratica non posso qui che rimandare al mio filosofare di strada la filosofia-in-pratica e le sue pratiche di girolamo trapani 2010.
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 1 luglio 2010 di giusy randazzo a storia raccontata non potrà mai essere oggettiva poiché non esiste una realtà oggettiva in cui rintracciare una «verità conclusa» non è dunque soltanto una questione storiografica quella relativa al revisionismo ma soprattutto fenomenologica1 il tentativo di revisionare la nozione a vantaggio di una maggiore libertà di interpretazione del fruitore è vano oltre che storiograficamente infertile questo revisionismo minimo o microrevisionismo che si sostanzia in puntualizzazioni irrilevanti è contrario al senso stesso della storia che non è un semplice racconto ma una rete fitta intessuta sì di eventi ma prima di tutto di logiche umane il più delle volte sadiche che è necessario disvelare dietro i fatti manifesti d altro canto il revisionismo estremo ha a che fare proprio con il rovescio della medaglia del microrevisionismo volendo occultare i fatti allo scopo di far emergere latenti visioni costruite ad hoc per fini ideologici un esempio per tutti è il negazionismo tra i due estremi si potrebbe pensare che qui si proponga la medietà ma non è così la storiografia non dovrebbe ammettere compromessi si sostiene piuttosto l urgenza di un revisionismo laterale che dagli studi accademici e scientifici dovrebbe primariamente far ingresso nei libri di scuola strumenti fondamentali per formare le coscienze e promuovere la responsabilità civile per revisionismo laterale non si intende nulla che vada nel verso della riduzione o della parzialità piuttosto si tratta di un azione storiograficamente responsabile volta a rendere alle coscienze solo in quanto la storia serva la vita vogliamo servire la storia f nietzsche sull utilità e il danno della storia per la vita in opere vol iii tomo i adelphi 1976 p.259 in particolar modo a quelle che la scuola intende formare all interiorizzazione di una morale autonoma la storia non raccontata al di là di ideologie o di vincitori non credo sia ammissibile la giustificazione che l anno scolastico è breve e i fatti da raccontare troppo numerosi questa è l epoca dell homo tecnologicus il cui tipo medio è bersagliato da continue informazioni che a volte non fa in tempo a selezionare e che se non indirizzato non sa neanche cercare non si tratta di rivedere bulimicamente ma di restringere a vantaggio di un quadro più ampio anche se meno ricco di particolari e in tal senso promuovere l autonomia della ricerca il cui verso sarebbe stimolato dalla curiosità del singolo fruitore una zoomata che abbia come scopo una visione integrale anche in funzione di un futuro approfondimento geopolitico o meno ottimisticamente di una semplice conoscenza delle cose del mondo risultato anche questo nient affatto indifferente alla carenza di un adeguata formazione sugli eventi e sulle dinamiche 7 foto di diego randazzo l temi revisionismo laterale
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 1 luglio 2010 contraddizione esiste ed è il luogo in cui più che in ogni altra regione del sapere si realizza la coincidentia oppositorum pensiamo al novecento il tragico evento del massacro di nanchino con le sue centinaia di migliaia di vittime o l eccidio di milioni di cambogiani massacrati da pol pot sono il risultato di due ideologie opposte eppure assolutamente coincidenti nel loro feroce estremismo non la quantità di numeri però deve essere il criterio del revisionismo laterale ma l assenza di un intenzione quando non ideologica semplicemente allineata a ragioni programmatiche che di solito vive latente dietro i fatti non raccontati alimentandosi con quelli raccontati che -sia chiaro è corretto mantenere aggiungere dunque non togliere tenendo presente che il tentativo di guardare una foto nei particolari non produce nulla se non il risultato di sgranare l immagine come anche barthes ci ha insegnato temi politiche nazionale a scuola si aggiunge infatti una continua parzialità degli argomenti che quando non sono trattati ideologicamente o tradizionalmente sono monchi o arricchiti da qualche riga che invita ad andare oltre ad altri fatti e ad altre parziali visioni tutto a vantaggio di un approfondimento del già noto di cui nel tempo rimarrà soltanto un senso lontano mentre nulla sarà rintracciabile del resto che nella maggior parte dei casi rimarrà ignoto al futuro cittadino responsabile il revisionismo laterale dovrebbe essere applicato a tutta la storia del mondo per fare un esempio si pensi all età tardo-antica e all ampio vuoto intorno all evoluzione del paganesimo dopo l editto di milano non si tratta soltanto di una rivisitazione in cui sia possibile evidenziare come chi fu vittima delle persecuzioni sia diventato in seguito implacabile carnefice ma di superare la visione cristianocentrica unidirezionale e parziale a favore di una conoscenza più completa degli eventi e delle loro dinamiche in questa direzione figure come l imperatore giuliano o ipazia di alessandria dovrebbero essere trattate o quantomeno conosciute non soltanto dal lato del vincente cristianesimo ma anche da quello dell agonizzante paganesimo e dunque esser note al pari di altri personaggi storici come costantino o teodosio rimanere ancorati a un evoluzione razionalmente lineare e non contraddittoria dell historia rerum gestarum significa piegare le res gestae a una veridicità intrinseca che come abbiamo detto non possiedono così facendo si affida il segno direzionale di questa ricerca a ciò che si ritiene vero e giusto per consolidata tradizione maneggiando i fatti di segno opposto a vantaggio della ragione sostenuta oppure semplicemente escludendoli nella storia invece la note 1 «non che il mondo non esista non che io non senta e non percepisca ciò che non esiste è un mondo che si impone a me come verità conclusa esiste solo ciò che io sento e percepisco il mondo si risolve in ciò che veramente m appare in ciò che veramente da me è vissuto nel mondo vissuto nella lebenswelt» e paci tempo e verità nella fenomenologia di husserl [1961 bompiani milano 1990 p 51 8
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 1 luglio 2010 di alberto giovanni biuso c he cosa significa parlare qual è la struttura del linguaggio come va inteso un segno i corsi universitari tenuti a ginevra e in altre università da ferdinand de saussure 1857-1913 vogliono rispondere anche a queste domande e danno in tal modo inizio alla linguistica contemporanea molti approcci alla peculiare natura parlante della nostra specie sono accomunati da una convinzione che si potrebbe definire strumentale nel senso che il linguaggio viene visto come uno dei mezzi a disposizione dell essere umano per comprendere e dominare il reale saussure ha invece fatto del linguaggio un vero e proprio luogo nel quale sorgono e abitano le identità storiche lo studioso ginevrino preparava minuziosamente le sue lezioni ma non si curava di pubblicarle e spesso distruggeva anche gli appunti la sua opera principale il cours de linguistique générale uscito postumo nel 19221 non venne dunque redatta da lui ma da alcuni dei suoi allievi sulla base dei pochi manoscritti del maestro e degli appunti dei corsi tenuti dal 1906 al 1911 roland barthes ha parlato del mondo come di un impero dei segni charles s peirce ha scritto che l uomo stesso è «un segno vale a dire uomo e segno esterno sono la stessa cosa come le parole homo e man sono identiche così il mio linguaggio è la somma totale di me stesso perché l uomo è il pensiero»2 ludwig wittgenstein ha sostenuto che «i limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo»3 per martin heidegger noi siamo sempre in cammino verso il linguaggio e per hans g gadamer «l essere che può venire compreso è linguaggio»4 diventa quindi fondamentale un chiarimento rigoroso della natura della storia dei limiti e delle potenzialità del linguaggio umano È questo che ha fatto saussure per lui «la materia della linguistica è costituita anzitutto dalla totalità delle manifestazioni del linguaggio umano si tratti di popoli selvaggi o di nazioni civili di epoche arcaiche o classiche o di decadenza tenendo conto per ciascun periodo non solo del linguaggio corretto e della buona lingua ma delle espressioni d ogni forma» p 15 la linguistica è dunque un sapere universale che riceve dalla storia la propria materia e che contribuisce a spiegare la storia dalla particolare ma rivelatrice prospettiva della diacronia con la quale la coscienza collettiva inventa costruisce e modifica le lingue ma essa è anche una scienza della sincronia che si occupa delle relazioni logiche e psicologiche che danno vita al sistema lingua così come lo percepisce e lo utilizza la coscienza collettiva uno dei massimi contributi di saussure alla sua scienza ma anche alla filosofia consiste nel superamento di alcune forme dualistiche che sempre impediscono di cogliere la molteplice unitarietà del reale il linguaggio infatti ha un lato individuale e uno sociale inseparabili nella concreta esperienza del parlare esso implica sempre «sia un sistema stabile sia una evoluzione in ogni momento è una istituzione attuale ed un prodotto del passato» p 18 la particolare natura delle lingue -legata in modo profondo al tempo le rende mutabili e immutabili sempre identiche e tuttavia continuamente cangianti poiché il linguaggio è una cosa viva è un processo che non conosce stasi è un corpo che muta 9 autori ferdinand de saussure
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 1 luglio 2010 autori in ogni istante come a ogni istante nei corpi protoplasmatici muoiono delle cellule e altre ne nascono la centralità del tempo nella struttura e nella funzione della lingua è uno dei presupposti e insieme uno dei più importanti risultati della ricerca di saussure «la continuità del segno nel tempo legata all alterazione nel tempo è un principio della semiologia generale il tempo altera ogni cosa e non v è ragione per cui la lingua sfugga a questa legge universale» p 955 È su questo fondamento temporale che de saussure individua gli elementi del linguaggio umano che da allora sono diventati la base di discussione e di sviluppo della linguistica tra questi segno significante/significato langage/langue /parole arbitrarietà differenza il segno è l unione di significante e significato della componente fisica e di quella mentale di un concetto e di un immagine acustica che non coincide con il suono ma è la traccia psichica da esso lasciata senza la profonda costitutiva ontologica unione di significante e significato non si dà alcuna entità linguistica saussure propone delle immagini molto efficaci per cogliere tale unità significante e significato sono come l idrogeno e l ossigeno che compongono l acqua come il recto e il verso di un foglio di carta come il valore significato che si dà al metallo significante di cui è fatta una moneta il significante linguistico infatti «nella sua essenza non è affatto fonico è incorporeo costituito non dalla sua sostanza materiale ma unicamente dalle differenze che separano la sua immagine acustica da tutte le altre» p 144 la triade con la quale lo studioso individua le continuità e le differenze nel sistema dei segni è diventata uno dei fondamenti della semiotica e della linguistica il parlare umano sarebbe costituito da tre elementi linguaggio langage lingua langue parola parole il linguaggio è la capacità umana di parlare una lingua è la concreta manifestazione di tale capacità «un prodotto sociale della facoltà del linguaggio ed un insieme di convenzioni necessarie adottate dal corpo sociale per consentire l esercizio di questa facoltà negli individui» p 19 È tale caratteristica sociale del linguaggio a determinare la centralità della parole e cioè della declinazione personale che i parlanti fanno della lingua la parole è invenzione creazione mutamento continuo ma la parole è inseparabile dalla potenza delle strutture linguistiche generali e sociali dentro le quali il parlante si trova a pensare esprimere comunicare gruppi e individui quando parlano sono in realtà parlati dal linguaggio poiché la lingua non è mai completa nel singolo individuo in nessun momento essa esiste fuori dal fatto sociale «la lingua non è una funzione del soggetto parlante è il prodotto che l individuo registra passivamente È la parte sociale del linguaggio esterna all individuo che da solo non può né crearla né modificarla essa esiste solo in virtù d una sorta di contratto stretto tra i membri della comunità» pp 23-24 l arbitrarietà del segno sulla quale saussure insiste continuamente non si riferisce dunque all arbitrio del singolo parlante ma al fatto che non si dà alcuna corrispondenza necessaria tra il suono di una parola e il suo significato il significante «è immotivato vale a dire arbitrario in rapporto al significato col quale non ha nella realtà alcun aggancio naturale» p 87 ma «proprio perché arbitrario il segno non conosce altra legge che quella della tradizione e proprio perché si fonda sulla tradizione può essere arbitrario» p 92 10
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vita pensata rivista mensile di filosofia ancora una volta i dualismi vengono dissolti alla radice la sincronia del segno infatti le sue caratteristiche costanti sono inseparabili dal lavoro diacronico della parole dalla quale dipende la vitalità dei mutamenti in quel corpo vivo che è una lingua la scrittura è per de saussure una forma derivata e puramente rappresentativa dell oralità essa tende a cristallizzare ciò che muta incessantemente da qui nascerebbe il distacco -in molte lingue anche notevole tra la grafia di una parola e la sua pronuncia la parola è inoltre tessuto e senso del pensiero che senza di essa non sarebbe altro che una massa senza limiti forma e significato pensiero scrittura linguaggio mutano continuamente ma con ritmi temporali diversi e nel tempo rimangono costanti anche questo gioco di identità e differenze fa ed è la lingua una dinamica incessante di analogia agglutinazione differenziazione che crea la continuità olistica del nostro parlare non per segni isolati ma per gruppi di segni strutture sistemi tutto questo e molto altro forma la semiologia «una scienza che studia la vita dei segni nel quadro della vita sociale dal greco shmeion segno » p 26 de saussure ha insegnato nelle forme rigorose ed esatte della scienza linguistica quanto friedrich hölderlin aveva espresso in forme liriche «ein zeichen sind wir deutungslos» siamo un segno che nulla indica nulla al di là di se stesso del proprio indicare della vita come segno parola concetto significato che abita in noi e non certo nelle cose e nella materia che bisogno di senso non hanno anno i n 1 luglio 2010 note 1 f de saussure corso di linguistica generale introduzione traduzione e commento di tullio de mauro 1967 laterza roma-bari 2008 le citazioni presenti nel testo sono tratte da questa edizione il relativo numero di pagina è indicato nel corpo dell articolo 2 c.s peirce collected papers 5.314 3 l wittgenstein tractatus logicophilosophicus trad di a.g conte einaudi torino 1980 proposizione 5.6 p 63 4 h.g gadamer verità e metodo trad di g vattimo bompiani milano 1983 p 542 5 ne consegue a proposito della diversità geografica delle lingue che «lasciato a se stesso lo spazio non può esercitare alcuna azione sulla lingua si dimentica il fattore tempo perché esso è meno concreto del fattore spazio ma in realtà proprio dal tempo dipende la differenziazione linguistica la diversità geografica deve essere tradotta in diversità temporale come non si può giudicare d un volume da una superficie ma solo grazie a una terza dimensione la profondità così lo schema della differenziazione geografica non è completo se non proiettato nel tempo» p 241 11 autori
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 1 luglio 2010 autori maria teresa antonelli una voce dall oblio di simone de andreis gerini u n giorno in una biblioteca universitaria mi sono imbattuto in un filosofo di nome maria teresa antonelli la quale ha avuto il potere di toccarmi lo spirito subito ho sentito il desiderio e il bisogno di riportarla alla luce quella luce negatale dalla sua drammatica vicenda umana da allora ho scritto di lei su di lei sul suo pensiero ho promesso di portarla in argentina e così ho fatto in una conferenza all università di mar del plata oggi a distanza di anni mi accompagna ancora voce alle volte forte ma spesso flebile tradita ricercata e riaccolta ho studiato e studio altri filosofi e altre filosofie mi sono aperto a nuove suggestioni teoretiche convinto che il pensiero sia uno svolgersi continuo e perenne ma l ho sempre amata e sento che per me è importante oggi essere presente con questo scritto alla nascita di vita pensata ho deciso di tralasciare per esigenze di brevità la carriera accademica di maria teresa antonelli e le note biografiche basti solamente indicare che nel 1958 all età di trentasei anni vinse il concorso per la cattedra di filosofia presso l università degli studi di genova ciò che mi ha affascinato del pensiero dell antonelli è stata la costante ricerca della trascendenza non soltanto dal punto di vista gnoseologico ma anche e soprattutto esistenziale dal mio studio sul pensiero del filosofo pavese credo di aver individuato almeno tre momenti in cui emerge in maniera più o meno esplicita la tensione all origine all infinito che caratterizza l uomo pur nella sua finitezza proprio per tale motivo questa tensione può essere definita come la dialettica della presenza-assenza presenza di infinito nel finito umano assenza poiché si tratta solamente di una goccia di infinito nell uomo il primo di questi momenti si trova nell atteggiamento mistico che antonelli ritiene essere un «andare con tutto l essere verso l essere dare all essere dell uomo a questo infinito uomo tutta la pienezza del suo essere aprire all essere dell uomo a questo finito uomo tutta la pienezza dell essere»1 ecco dunque l uomo antonelliano sintesi di finito e di infinito antonelli afferma che l esistenza dell ente è aperta all essere non adeguata all essere e pertanto destinata all essere nella pienezza di sé2 prosegue affermando che è conquista non esclusiva del filosofo di professione -bensì di tutti coloro che assumono consapevolezza della vita lo scoprirsi reali e nel medesimo tempo deficienti sentire l invalicabile realtà della nostra esistenza e il rimando a una integralità più piena per colmare la sua radicale incompletezza intuendo la possibilità di non essere e insieme la possibilità di essere solo così3 leggiamo ora ciò che antonelli scrive a proposito del mistico «egli è un uomo che ha compiuto un discorso raccolto sulle cose e le ha sinteticamente valutate per quello che valgono tutte qualcosa ma nessuna tutto tranne una sola»4 e prosegue sostenendo che «[il mistico ha pronunciato ancora un discorso su di sé si è scoperto qualcosa che non riesce a valere per sé adeguatamente a ciò che tenderebbe a valere ma ciononostante nessuna cosa vale il prezzo di 12
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vita pensata rivista mensile di filosofia questa sua esistenza deficiente il suo prezzo proporzionato è soltanto l essere che valga tutto»5 e conclude sottolineando che «un mistico è sempre qualcuno che ha scoperto a fondo la separazione irreparabile e insieme il rimando assoluto tra l ente e l essere»6 tutto ciò converge nel definire la mistica come la consumazione di una metafisica dell essere dal momento che presuppone una coscienza di dio e di noi e si edifica nella certezza che dio è e che l uomo esiste come rimandato all essere7 il momento dell angoscia e della disperazione è la seconda parte del pensiero del filosofo pavese in cui si intravede il segno della dialettica della presenza-assenza che caratterizza l uomo in quanto finito che percepisce in sé l infinito infatti antonelli ritiene che il vero nullismo metafisico si ha quando si sostiene che tutto sia nullo senza che il nulla sia nulla e non quando si afferma semplicemente che tutto è nulla inoltre il nulla nasce e regna quando non si ha più la coscienza che il non possedere nulla è essere poveri ma si è convinti che questa sia la ricchezza un uomo non è distrutto finché piange ancora su qualcosa o su se stesso è veramente nientificato quando nella disperazione totale non trova più un solo motivo per piangere ma sempre solo un naturale senso che tutto ciò che è accaduto o non accaduto sia estremamente naturale così come esso è ognuno di noi ha toccato il nulla non nell abbandono ma in quella tremenda parola che è il tutto qui il tutto uguale senza più distacco e senza più ribellioni la fiducia verticale nel trascendente viene destituita mentre quella longitudinale nell esperienza parziale viene fondata in assoluto il filosofo prosegue denunciando il nichilismo come impermeabilità che rende incomprensibile e inintelligibile la speranza anno i n 1 luglio 2010 ultramondana infatti il circolo filosofico è oggi aperto psicologicamente a qualsiasi speranza ma è chiuso nel pensiero dell antonelli di fronte all unica speranza ovvero a quella nel trascendente la conclusione per coloro che si illudono di aver trovato nell insicurezza e nel frammento la sicurezza totale è che l oltre resta cifra indecifrabile e vagante residuo di un ombra fuggita dagli ultimi ruderi di chiostri del medio evo8 la situazione contemporanea è quanto mai tragica per antonelli ma ciò nonostante conoscersi e sentirsi come un mistero fa parte dell esperienza di contingenza di ciascun uomo che l antonelli considera «come senso d un vuoto che non si colma e non cessa d essere grido e invocazione di dio»9 nella domanda se è possibile una metafisica il filosofo sviluppa il terzo momento della sua teoresi in cui emerge la dialettica della presenza-assenza scrive infatti antonelli «la metafisica è il problema intrinseco dell esperienza e l intrinseca condizione della filosofia della consapevolezza cioè della problematicità dell esperienza e quindi della consapevolezza di tale problematicità»10 pertanto la metafisica è cercare il significato ultimo e totale del reale universo è tentare di rispondere alle domande c è un valore del tutto il tutto ha un significato e un valore 11 a tal proposito osserva antonelli «che si ritrovi un punto che ha senso nel mare dell esperienza è molto ma la richiesta propriamente metafisica non si placa nel ritrovare un punto che abbia senso e che illumini da cui le cose abbiano senso ma qualcosa che dia senso a tutte le cose e che sia il senso in cui si ritrovano tutte le cose»12 sottolineiamo dunque che per il filosofo di pavia la metafisica è porsi il problema 13 autori
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 1 luglio 2010 autori dell ultimo significato che ha questo che io sto vivendo come problema del significato unitario in cui si ritrova l unità dell essere13 concludiamo con le parole di maria teresa antonelli nelle quali si trova la via per poter rafforzare una metafisica così intesa «occorre passare ad una visione dialettica dell essere ad un integralismo in cui la trascendenza e l immanenza si coimplicano senza implicitarsi in quanto appunto si articolano dentro l unità dinamica dell essere»14 note 1 m t antonelli l atteggiamento mistico come consumazione di una metafisica dell essere in humanitas n.10 1952 p 878 2 ivi p.880 3 ivi p.882 4 ibidem 5 ibidem 6 ibidem 7 ivi p.883 8 ivi p 134 9 ivi p 140 10 id È possibile una metafisica in il giornale di metafisica nn 4-6 1976 p 453 foto di diego randazzo 11 ivi p 456 12 ibidem 13 ivi p 477 14 ivi p 480 quale l arte tua esser buono e questa meta come puoi raggiungere se non per mezzo d una preparazione intellettuale uno studio profondo sull universale natura uno studio sulle caratteristiche proprie della costituzione umana marco aurelio ricordi a se stesso libro xi cap 5 14
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vita pensata rivista mensile di filosofia anno i n 1 luglio 2010 di dario generali nacque a trassilico in garfagnana ora provincia di lucca il 3 maggio 1661 da lorenzo di famiglia saldamente radicata a scandiano e in quegli anni a trassilico in qualità di giudice al servizio del duca d este e da maria lucrezia davini originaria di camporgiano paese anch esso della garfagnana fin dai primi anni ebbe a scandiano modena e reggio emilia una formazione tradizionale riservata ai giovani delle migliori famiglie del tempo il progresso dei suoi studi fu strutturato secondo il modello classico gesuitico articolato nei corsi di grammatica umanità retorica e filosofia tale modello d istruzione gli permise di acquisire una sicura conoscenza della lingua e della letteratura latina che l avrebbe accompagnato per tutta la vita e che sarebbe stata la premessa della sua intensa frequentazione dei classici della lingua volgare e della sua piena padronanza della lingua italiana nel 1679 giuseppe vallisneri zio di antonio per parte di padre lo nominò morendo erede di una cospicua fortuna quantunque per mezzo di un testamento assai complesso e che lo obbligava a soddisfare gravosi legati l evento sia per l entità dei beni ereditati che per le condizioni a cui subordinava il godimento dei medesimi non fu elemento secondario nella vita di antonio che si trovava in questo modo collocata in una prospettiva di a ntonio vallisneri notevole agiatezza ma nello stesso tempo costretta a delle scelte obbligate prime fra tutte quelle di laurearsi in legge o in medicina entro i trent anni di risiedere almeno tre mesi all anno a scandiano e di farvi nascere i figli maschi per non far perdere al primogenito il diritto di succedergli nell eredità nel 1682 antonio passò all università di bologna dove fu allievo diretto di malpighi e venne a contatto con le tesi corpuscolaristiche e con quelle cartesiane ma soprattutto con lo sperimentalismo galileiano integrato dai più noti studiosi di quell ambiente con il pensiero baconiano al fine di neutralizzarne i pericolosi risvolti metafisici che avevano portato al processo e alla condanna dello scienziato pisano alla formazione del giovane vallisneri concorse però anche il magistero di giovanni girolamo sbaraglia le cui lezioni seguì con attenzione sebbene all insaputa di malpighi dall insegnamento di sbaraglia antonio trasse una notevole attenzione per l istanza empirica che estrapolò dal contesto tradizionalista sostenuto da quell autore e inserì nel quadro concettuale moderno conciliandola con la medicina razionale malpighiana di cui era seguace laureatosi nel 1685 nello studio di reggio vallisneri passò a far pratica a venezia padova e parma dove rimase sino al 1687 e dove a venezia seguì come tirocinante jacopo grandi e lodovico testi e a parma giuseppe pompeo sacco ristabilitosi in patria esercitò la professione in diverse condotte dal 1687 al 1700 e si dedicò a un intenso periodo di osservazioni naturalistiche volto soprattutto a confutare la tesi della generazione spontanea 15 autori antonio vallisneri
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