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anno xvii n 2 marzo 2010 unitre università delle tre età noi nuovi nuovi orizzonti insieme trimestrale dell unitre sede arenzano cogoleto reg tribunale di genova n 29/94 del 30/11/94 redazione unitre 16011 arenzano via terralba 79 tel e fax 010 9112640 e.mail unitre@unitre.org internet www.unitre.org foto archivio robello il mio maestro si chiama giorgio caproni
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2 n.o.i nuovi orizzonti insieme anno xvii n 2 tanti auguri a tutti ida fattori che la pasqua sia per tutti noi motivo di rinnovata speranza e impegno di pace redazione maria rosa baghino maria berlingeri cesari marilina bortolozzi selma braschi enza calcagno beppe cameirana roberta campo ida fattori gianna guazzoni idelma mauri edda sinesi direttore responsabile fabia binci hanno collaborato amici di arenzano auser marisa carrea gruppo biblioteca gruppo teatrale töre di saraceni p robello wwf g marabotti maria luisa bressani angela caviglia maria rosa costanzi emilia garaventa giancarla maiardi giuseppina marchiori rosaanna princi gabriele vallarino distribuzione pina antignani guglielmo famà rina rancati pericle robello auser
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anno xvii n 2 n.o.i nuovi orizzonti insieme 3 saluti dal presidente carissimi amici il tempo è volato mi sembra solo ieri che vi porgevo il benvenuto per il nuovo anno accademico e già siamo a febbraio e quando uscirà questa edizione del nostro noi saremo prossimi a pasqua spero vivamente che questi mesi siano trascorsi per tutti voi nel migliore dei modi e che abbiate trovato motivo di interesse e di apprendimento nei corsi che avete scelto e frequentato non tutto certo sarà andato dritto ma l importante è essere stati con degli amici condividendo gli stessi interessi ed imparando che la vita è sempre fonte di sapere e di esperienza come dicevo tra poco sarà pasqua festa di resurrezione e di rinascita di tutta la natura finalmente la primavera sarà arrivata con il suo tepore e con tutti i suoi fiori sbocciati per rallegrare i nostri cuori da un amica ho ricevuto giorni addietro un e-mail e dato che per pasqua c è l usanza di regalare l uovo con la sorpresa desidero regalare a tutti voi specialmente a chi non è munito di pc l astuccio di pronto soccorso per la sopravvivenza ricevuto tutti abbiamo bisogno di un astuccio di pronto soccorso il cui contenuto è il seguente 1 paio di occhiali 1 elastico 1 cerotto 1 matita 1 filo 1 gomma per cancellare 1 bacio al cioccolato 1 bustina di the vi chiedete a cosa serve tutto questo gli occhiali per vedere e apprezzare le qualità della gente che ci circonda l elastico per ricordarci di essere flessibili quando la gente o le cose non sono come vorremmo il cerotto per guarire i nostri sentimenti feriti e quelli degli altri la matita per scrivere tutto il bene che ci capita quotidianamente 2 3 4 5 6 7 8 8 9 10 11 11 12 13 14 14 15 16 17 la gomma per ricordarci che ognuno di noi commette errori e che abbiamo l occasione di cancellarli il filo per legare a noi le persone che sono realmente importanti nella nostra vita il bacio al cioccolato per ricordarci che ognuno di noi ha bisogno di un bacio una carezza una parola gentile ogni giorno la bustina di the perché alla fine della giornata possiamo riposare rilassarci e soprattutto riflettere forse per tanti siamo solo qualcuno ma sicuramente siamo il mondo intero per qualcun altro immaginate di ricevere questo dono dentro un uovo fasciato con carta colorata e legato con un bel nastro in fondo non è importante come sembrano le cose ma come vogliamo farle sembrare i miei auguri sono però reali e sinceri buona pasqua a tutti voi maria cesari berlingeri 18 19 21 21 22 24 25 26 27 27 28 28 29 30 30 30 31 31 32 tanti auguri a tutti saluti dal presidente nel ricordo di giorgio caproni un maestro molto amato due ricordi a proposito di giorgio caproni il casone di terralba io sono fatto di genova arenzano e giorgio caproni barocco in liguria il fascino del treno e del trenino il canto del gallo un pensiero per lei il gruppo degli alpini di arenzano gesti di solidarietà ad arenzano il teatro del venerdì chi ci salverà l angolo dei libri wwf la delusione di copenaghen versicoli quasi ecologici auser una pittrice amica dell auser töre di saraceni arenzano e il mare consorzio arenzano per voi nessun uomo è un isola amici di arenzano vestigia militari ad arenzano mauthausen un poco di storia del batik la moda di roberta l angolo di marilina sogno veneziano perché scrivere un articolo l antica arte del costruire la festa della fragola ricordando tutti a teatro la passiflora la pastiera napoletana memorandum
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4 n.o.i nuovi orizzonti insieme anno xvii n 2 nel ricordo di giorgio caproni le manifestazioni organizzate dal premio di poesia città di arenzano nel ventennale della morte del poeta giorgio caproni con il patrocinio della provincia di genova e del comune di arenzano e la collaborazione di molte associazioni locali sono state un vero successo che ha avuto risonanza anche sulla stampa e non solo regionale il pubblico ha partecipato con viva attenzione ai vari momenti vedi programma a latere e ascoltato con interesse le relazioni dell assessore giorgio devoto amico ed editore del poeta di cui ha tracciato un ricordo commosso e del critico letterario stefano verdino che ha parlato della poesia di caproni com il pubblico dei ragazzi programma venerdì 22 gennaio ore 10.30 nuovo cinema italia il mio maestro si chiama giorgio caproni incontro dedicato agli alunni delle classi quarte e quinte della scuola elementare interventi di fabia binci ed angelo guarnieri letture di franco fiozzi al violino roberto mazzola al violino elena aiello mentando con grande sensibilità i suoi versi letti magistralmente da lazzaro calcagno e raffaele casagrande gli intermezzi musicali al violino di roberto mazzola e di elena aiello hanno conquistato il pubblico presente che li ha applauditi con calore sia nella sala del nuovo cinema italia sia nell auditorium del muvita grazie ai titolari del museo passatempo di rossiglione è stata ricostruita un aula scolastica degli anni 30 con tanto di cattedra banchi lavagna quaderni calamaio bottiglione d inchiostro cartine geografiche d epoca che hanno suscitato l interesse di tutti sabato 23 gennaio ore 16.00 auditorium del muvita convegno sulla figura del poeta e maestro giorgio caproni inaugurazione di via giorgio caproni intitolazione al poeta dell auditorium mauro gavazzi assessore cultura arenzano il saluto dell amministrazione giorgio devoto assessore cultura provincia genova giorgio caproni e il suo editore genovese stefano verdino critico letterario la liguria nella poesia di giorgio caproni letture di lazzaro calcagno al violino elena aiello e canestrelli per tutti dal 21 al 30 gennaio 2010 sala polivalente biblioteca civica g mazzini mostra bibliografica giorgio caproni il pubblico adulto
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anno xvii n 2 n.o.i nuovi orizzonti insieme 5 un maestro molto amato giorgio caproni nasce il 7 gennaio 1912 a livorno e studiare le campagne di napoleone e non mi sono scompare il 22 gennaio 1990 nell alba e nel gelo di preparato abbastanza se lo sa il direttore scolastico prima mattina nell ora acerba di tante sue poesie mi licenzia come si fa » nel 35-36 comincia la sua attività di insegnante a i bambini impietositi dal furbo maestro lo tranquilrovegno dove sostituisce un vecchio maestro molto lizzavano e gli rispondevano «non preoccuparti maeamato per cui all inizio è guardato con diffidenza ma stro ti aiutiamo noi a studiare napoleone ti leggiapoi conquista tutti specialmente gli alunni una tren mo il capitolo a voce alta così se entra il direttore tina della terza classe a lui affidata che cerca di vede che tu sei preparato e non ti licenzia» educare alla musica suonando il violino e proponensi sala pubblico in legge ancora nella guida era quasi un fratello do brani di romanze e cori verdiani maggiore per i suoi alunni chi terminava per primo il maestro con il violino doveva intrigare non poco un problema o una composizione d italiano veniva i bambini che vedevano ogni tanto il longilineo mae mandato dal maestro a comperare un quotidiano e i stro vibrare velocemente corde e archetto stefano canestrelli con essi premiava il primo e l ultimo degli verdino scolari quasi a sottolineare che ai suoi occhi avevano gli piaceva insegnare È un po come dirigere un or lo stesso merito chestra ma fu un maestro attento soprattutto ad aiutava tutti soprattutto chi era in difficoltà e freimparare andrò a scuola anche quando sarò al ci nava con fastidio gli esibizionismi non voleva il salumitero senza avere ancora finito le elementari to fascista né che scattassero sull attenti ma non nel 1936-37 insegnò nelle classi v e vi della scuola dimenticava mai di far dire le preghiere elementare del circolo didattico di arenzano a si intratteneva spesso con i ragazzi anche dopo terralba l orario scolastico e non era contento finché tutti non caproni era molto amato dai suoi scolari perché avessero capito era sempre di un allegria contagiousava metodi curiosi di insegnamento in realtà di una sa faceva studiare le poesie a memoria ma ai didattica rivoluzionaria per i tempi come si legge suoi alunni non disse mai di essere lui stesso un poenella guida al parco culturale giorgio caproni edi ta zioni san marco dei giustiniani genova 2000 nella leggeva il giornale in classe informando di quello quale sono riportati passi di un articolo di vincenzo che accadeva nel mondo spesso andava anche a pecerami uscito sul quotidiano repubblica nel 2000 a scare con i suoi alunni per essere loro vicino e sedieci anni dalla sua scomparsa i bambini entravano guirli meglio in classe e si trovavano già seduto in cattedra un stava a scuola mattino e pomeriggio spiegava i caproni teso e preoccupato che subito chiedeva aiu compiti a lungo faceva studiare poesie a memoria to diceva «ragazzi sono rovinato oggi dobbiamo aiutava tutti soprattutto chi era in difficoltà scherzava sempre allegro era il maestro del sogno sabato 23 gennaio al muvita erano presenti anche gli studiosi marcella bacigalupi e piero fossati che stanno per dare alle stampe il libro giorgio caproni feci il maestro per caso ed il melangolo fabia binci ricostruzione di un aula scolastica degli anni 30 al muvita in cattedra l assessore provinciale giorgio devoto.
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6 n.o.i nuovi orizzonti insieme anno xvii n 2 due ricordi a proposito di giorgio caproni scritti da uno che non lo conosceva bene non posso non rendermi concaproni e vigorelli leggono to che annotare da parte mia litania salmodiando a due alcuni ricordi su giorgio caproni voci prima uno e poi l altro è qualcosa di molto patetico se caproni capisce che si sta esanon peggio gerando e interrompe ogni volta che scompare un passiamo all altro ricordo artista un noto personaggio siamo più o meno sempre in specie se appartiene all univerquell epoca caproni andava in so letterario esce fuori uno scocampagna a loco un paese nosciuto che più o meno afferbrutto insignificante ai piedi ma io lo conoscevo bene una della salita che porta alla deliazione di patetico sciacallaggio ziosa località di fontanigorda cioè di sfruttamento della morte non esiste genovese dabbene al fine di una presunta persoche in più magari ha scritto nale minima sopravvivenza qualche verso che non sia annon lo conoscevo bene cadato una volta in estate a troproni non lo chiamerò giorgio vare caproni una specie di doparticolare della foto di copertina per darmi importanza racconveroso pellegrinaggio per poi foto archivio robello to due o tre cose di lui regipotersi vantare andavo strando alcune scene che non riesco a dimenticare sempre a trovare giorgio siamo negli anni settanta caproni vince la prima se si arrivava in anticipo diciamo nel primo pomeedizione del premio biella e siamo dunque a biella riggio una persona magari la stessa figlia silvana a pranzo all aperto nella lussuosa villa di coloro che avvisava cortesemente che era necessario aspettare hanno patrocinato il premio stesso fra gli invitati un poco si aspettava fuori poi caproni si svegliava e numerosi nella dimora il cui giardino è impreziosito usciva adagio incontro agli ospiti fragile e gentile da statue marmoree si nota appena caproni macome quasi tutti gli ulcerosi grissimo in completo grigio scuro e camicia bianca si traversava con lui la statale che porta verso non parla molto chi tiene banco è il critico vigorelli bobbio attorno alla strada qualche negozio ancora sta raccontando di quando lui e quasimodo paschiuso e poche case insignificanti all interno però seggiavano nel centro della città palermo e una di queste era interessante caproni ci portava quasimodo aveva in mano un grosso mazzo di chiacoloro che venivano a trovarlo vi chiavi che aprivano gli appartamenti di varie donsi trattava di una casa con il tetto di paglia una ne in qualche modo appartenenti al poeta lui si chaumière diceva lui stesso con esatta pronuncia riservava facoltà di controllo grazie alle chiavi apfrancese e sorridendo appena malinconico afferpunto mava che era considerata brutta e vecchia che la il pranzo era finito e si era ai liquori caproni aveavrebbero demolita per costruire al suo posto una va mangiato un giovane della famiglia ospitante vercasa moderna sava grappa nel bicchiere di caproni un veleno per non andava oltre non diceva che menti insensibili la sua ulcera che tuttavia lui beveva senza cambiare avrebbero abbattuto quell ultima meraviglia nel nome espressione nella sua faccia pallida e piena di rughe di una tetra modernità non sottolineava nemmeno il al terzo bicchiere il critico vigorelli smette l esibiziofatto che molto probabilmente voleva un poco egli stesne a proposito delle donne di quasimodo afferra il so identificarsi con la casa col tetto di paglia bicchiere di caproni e lo rovescia nel prato vestiva elegante anche se era in campagna viene poi il momento della premiazione con lettura g g di testi.
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anno xvii n 2 n.o.i nuovi orizzonti insieme 7 il casone di terralba io mi ricordo che sabato 23 gennaio 2010 sono ritornata al casone u cason di terralba ora muvita in occasione del ventesimo anniversario della morte di giorgio caproni il poeta maestro che insegnò in questo edificio nel 1936 1937 vi sono ritornata con mia figlia guia e le mie nipoti angela ed elisa ho abitato nel casone dal 47 anno della mia nascita al 49 mio padre e mia madre ci hanno abitato per 10 anni dal 39 al 49 il casone dall apparenza così solida dalle forme arrotondate paciose mi ha sempre riempito lo sguardo di dolcissima nostalgia e lo considero un pezzo di cuore della mia famiglia il cemento che oggi si camuffa sotto la maschera gioiosa dei colori non esisteva il pino svettava al di sopra della casa di binda il mago nell aggiustare biciclette meno romantici i racconti di mia madre la vita nel casone era dura perché duri erano i tempi la guerra il dopoguerra il vento freddo si intrufolava dappertutto sembrava di veleggiare nell oceano pacifico durante una tempesta nell interno della cucina il vento sollevava la coperta della cucina arrotolata davanti alla porta a mo di salsicciotto per proteggere la camera da letto che era una ghiacciaia era un freddo che mordeva come un lupo rabbioso intorpidiva le membra e impediva di ragionare la legna e il carbone venivano usati con il contagocce il papà entrava per primo nel letto a scaldarlo a mia madre che già per natura era freddolosa nel lettino di mia sorella veniva inserito il mun il mattone che non doveva essere troppo caldo perché poteva ustionare eppure mamma mi disse che quando abbandonarono il casone per l abitazione di via pallavicini lei pianse disperatamente lasciava lì un pezzo della sua vita e le amiche che l avevano supportata con l incoscienza e la il casone di terralba spensieratezza della gioventù con l autoironia e la naturale rassegnazione del mal comune mezzo gaudio entro nell auditorium l ex solaio del casone ora dedicato a giorgio caproni non è la prima volta che varco la sua soglia ma come sempre ho la netta sensazione di sbarcare su un altro pianeta aleggiano i fantasmi del passato gli odori e i suoni che avevo memorizzato nei circuiti del mio cervello lalla terre ossessionata dalla pulizia barba giuseppe il marito che abitavano la casa adiacente il solaio il profumo del mosto a ottobre giù nelle cantine il grugnito disperato dei maiali appesi alla fune con la gola squarciata nel campo dove era lo staggio dei suini al di là della strada le voci chiassose delle lavandaie ai trogoli l odore dei gessetti che proveniva dalle aule mia sorella ed io quando eravamo in visita alla lalla terre c intrufolavamo nel solaio dove c era l inimmaginabile dalle reste di aglio ai panni stesi alle olive sui teli ad asciugare alla bicicletta che arrugginiva giorno per giorno appesa a un gancio del muro alla legna ordinatamente accatastata al vallo una specie di stuoino di vimini che serviva per scrollare dalle olive qualsiasi impurità guardavamo dalle fessure di legno del pavimento mettendoci prone i banchi la lavagna mentre respiravamo fiotti d aria che s innalzava portando alle nostre narici pulviscoli di gesso al mattino per le scale si poteva incontrare la pelè mamma di sandrina e di cicci che portava il caffè alle maestre tra cui quella di mia sorella ina sicchi abbondanza chiamata da tutti a tressa la treccia per via di un enorme treccia che le cingeva il capo come un aureola finalmente una giornata come si deve il significato del si deve lo conosco solo io angela caviglia
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8 n.o.i nuovi orizzonti insieme anno xvii n 2 io sono fatto di genova genova sfondo costante della poesia di caproni genova è la città di cui come fa l innamorato con l amata il poeta giorgio caproni non si stanca di celebrare ad una ad una le innumerevoli bellezze litanìa perché per un uomo la città che conta non è quella della `fede di nascita È la città dov ha trascorso l infanzia dov è cresciuto dov è andato a scuola dove si è innamorato e magari sposato in breve è la città dove s è formato È la città che lo ha formato l ascensore di castelletto il poeta affermava cfr ti diceva calvino per citare un autore che apprezzava caproni si potrebbe perfino dire che è gentile morire e quando il poeta si sarà deciso d andare in paradiso ci andrà con l ascensore di castelletto che quotidianamente ci solleva a uno spettacolo di tale bellezza da non avere riscontri in terra da lassù la città appare intrisa di luce marina solida nella fermezza delle pietre che la sorreggono vitale e operosa nei ritmi febbrili che l innervano g caproni genova di tutta la vita edizioni san marco dei giustiniani 1997 il punto di stazione da cui guardo genova non è quello scelto ad arte dal turista È il punto di stazione che si trova dentro di me perché genova l ho tutta dentro anzi genova sono io sono io che sono fatto di genova per questo anche se nato a livorno altro porto altra città mercantile mi sento genovese genova è una città che mi ha stregato nemmeno ora che vivo a roma riesco a levarmela di dentro me la sogno di notte la sospiro di giorno per dirla alla francese je suis malade de génes con le sue salite le sue rampe le sue scalinate i suoi ascensori pubblici le sue funicolari e le sue strade disposte una sull altra genova è una città tutta verticale verticale e quindi almeno per me lirica un fascino che di notte diventa impareggiabile spettacolo dalle bianche lune delle navi o dalle gialle fiamme della zona industriale è tutto un rincorrersi e un salire di lunghe file di luci linee oblique linee orizzontali linee verticali tutte da dar l impressione d una vetrina di gioielliere in pieno scintillamento o se vogliamo un immagine meno logora di un firmamento rovesciatosi sulla terra e sul mare genova è la città ricordata e raccontata da lontano simbolo della giovinezza perduta dove con gli occhi della memoria la memoria apre paradisi stermina f b arenzano e giorgio caproni 1993-94 il poeta giorgio caproni all interno del corso di letteratura italiana di fabia binci 1995 sabato 8 aprile all interno delle manifestazioni per il xxv aprile relazione di francesco macciò l alta val trebbia nella poesia di caproni 2000 sabato 27 maggio il mio maestro si chiama giorgio caproni con presentazione della guida turistica al parco culturale giorgio caproni edita da san marco dei giustiniani 23 settembre gita unitre in val trebbia con la guida di giorgio devoto montebruno cimitero di loco casa del poeta 2010 anno dedicato al poeta
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anno xvii n 2 n.o.i nuovi orizzonti insieme 9 il barocco in liguria i quadri e le sculture che fanno belle le chiese da il giornale del 27/12/2009 pag.44 liguria cultura per gentile concessione del caporedattore dott massimiliano lussani «riviera barocca pittura e scultura lignea nelle chiese liguri» microart s recco libro nato in seno all unitre di arenzano cogoleto non è solo elegante strenna fa crescere nella considerazione di chi lo riceve chi lo ha regalato è anche regalo da fare a se stesso per chi ama la liguria concepito per genova 2004 capitale europea della cultura edito qualche anno dopo è disponibile ma in esaurimento e tanto più numerose sono le richieste tanto prima si arriva alla ristampa è un augurio personale per un opera da me ricevuta in regalo questo natale che mi sembra «necessaria» per le seguenti ragioni permette localizzazione accessibilità e identificazione per ciò che di artistico seppur meno noto si trova nelle nostre chiese liguri i comuni scandagliati sono 46 200 le pitture e sculture esaminate da cui escluse quelle d autore non certo ne sono nate 116 schede con suggestive foto talvolta mai pubblicate prima diciassette gli autori delle schede indicati dalle diverse unitre università delle tre età tra i propri docenti in particolare l unitre di arenzano cogoleto presidente maria cesari berlingeri ha condotto e attuato il progetto con nove soci nell introduzione nicola rossi ricorda che le schede ci danno autore titolo valore artistico considerazioni storiche elementi significativi di bibliografia» i comuni spaziano da ventimiglia a lerici e non manca lo scandaglio attento dei vari cunei costituiti dalle vallate con i centri di busalla savignone ecc il tratto che più conquista la dottrina è sicura ma non se ne sente il peso la prima scheda riguarda l assunzione della vergine di giovanni carlone cattedrale dell assunta di ventimiglia in essa una piccola digressione ci parla delle occasioni di culto riservate a maria nella chiesa cattolica inclusa la nascita un onore riservato a pochi tra cui il battista il secondo quadro ancora a ventimiglia è nella chiesa di sant agostino tobiolo e l angelo di giovanni andrea de ferrari il momento in cui il ragazzo sta aprendo il pesce poi in un crescendo casuale perché dovuto alla collocazione ma d intensità emotiva ammiriamo ritratti di grandi vecchi dal sant antonio abate giuseppe vermiglio custodito in dolceacqua al sacerdote nella comunione della maddalena orazio de ferrari nel sanremese battistero di s giovanni quindi prima scultura lignea l intenso cristo del maragliano della cattedrale di san siro sempre a san remo splendida in copertina la danza di salomé del carlone chiavari chiesa di s giovanni battista accesa di rossi che polarizzano lo sguardo in prefazione l assessore fabio morchio segnala il libro come strumento di studio e testimonianza del patrimonio artistico ispirato dalla religione accolto in chiese santuari oratori conventi capillarmente innervati al territorio g b carlone danza di salomè particolare chiavari chiesa di s giovanni battista maria luisa bressani
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10 n.o.i nuovi orizzonti insieme anno xvii n 2 il fascino del treno e del trenino uguali a quelli reali naturalmente in varie scale ridotte a parte il trenino di cui si è detto è stato proprio il treno questo moderno mezzo di locomozione creato verso la fine dell ottocento a diventare parte integrante della vita delle popolazioni con un suo fascino particolare parlando di fascino il pensiero non può che andare al treno più famoso del mondo vanto europeo l orient express questo treno è stato per molti anni uno dei simboli massimi del lusso in europa frequentato nei primi decenni da nobili reali magnati etc non per necessità ma per svago rimanendo un sogno per tutti gli altri meno ricchi o meno titolati il famoso treno entrato in servizio nel 1883 con percorso da parigi a istanbul passando per venezia è rimasto in funzione fino al 1977 con le uniche interruzioni a cavallo delle due guerre mondiali dopo cinque anni di intervallo il treno ha ripreso a funzionare dal 1982 con le carrozze d epoca degli anni 20 30 restaurate mantenendo fedelmente lo stile e l arredamento di allora io ho avuto la fortuna di vederlo durante una mia visita a venezia circa vent anni fa posteggiato su un binario nella stazione di santa lucia il tragitto è stato cambiato e ridotto con partenza da venezia e destinazione parigi passando per vienna praga e francoforte durante il viaggio vengono effettuate due tappe a vienna e a praga per consentire la visita delle due città il nome del treno adesso è venice simplon orient express fare un viaggio su questo treno così magico vuol dire viaggiare a ritroso nel tempo viaggiare nella storia il fascino di questo treno ha ispirato scrittori e cineasti famoso il libro giallo di agata christie assassinio sull orient express diventato poi nel 1974 ad opera di sidney lumet un famosissimo film con lo stesso titolo premiato con l oscar tempo fa ho riesumato dalla cantina dopo circa quarant anni un piccolo trenino elettrico contenuto in una scatola ormai polverosa e ingiallita dal tempo È stato sorprendente constatare che dopo aver montato il binario circolare e sostituite le due grosse pile di alimentazione il trenino formato da un locomotore d epoca e tre vagoni si è messo in moto velocemente potete immaginare la gioia e l emozione del mio nipotino di quattro anni quando arrivato dai nonni ha trovato su di un tavolo il trenino in movimento il divertimento del trenino elettrico nato un secolo fa come giocattolo per bimbi come sappiamo è diventato nel tempo un giocattolo per adulti ci sono persone che avendo a disposizione un vano della casa presi dalla passione per questo gioco hanno creato plastici con tracciati ferroviari sorprendenti con stazioni gallerie incroci scambi segnali etc come dei veri scali ferroviari per non parlare poi di vagoni vetture di tutti i tipi che si sono succeduti nel tempo sia italiani che stranieri veri capolavori perfettamente beppe cameirana un immagine della mostra bibliografica giorgio caproni che si è tenuta dal 21 al 30 gennaio 2010 presso la sala polivalente biblioteca civica g mazzini
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anno xvii n 2 n.o.i nuovi orizzonti insieme 11 il canto del gallo da molti anni ormai mi manca il canto del gallo alcuni lettori o forse molti potranno pensare va bene ma a noi in fin dei conti cosa ci può interessare avrebbero certamente ragione perché chi è nato o cresciuto in città non può certamente comprenderne il significato per chi come me nato e cresciuto fino e ben oltre la maggiore età in campagna il gallo da secoli o millenni è il simbolo di una civiltà rurale e contadina in via di estinzione mi riferisco soprattutto a quelle realtà rurali di collina così fortemente presenti in liguria nel basso piemonte e in tutto l appennino italiano realtà che nulla hanno da spartire con le attività agricole di oggi fatte di allevamenti intensivi vivaismo serre etc dove il legame con la terra è finalizzato unicamente a logiche produttive di tipo industriale lo scrittore enzo bianchi langarolo di origine e di crescita una terra contadina per eccellenza nel suo libro il pane di ieri racconta con chiarezza e nostalgia quel mondo ricco di valori usi e costumi narrando del gallo cita una bellissima massima latina gallo canente spes redit con il canto del gallo ritorna la speranza la speranza di un nuovo giorno la speranza che la notte sia vinta dalla luce la speranza che i fantasmi notturni fuggano per cedere il posto alla realtà della vita sempre più bella di ciò che sogniamo una speranza di cui tutti abbiamo così bisogno ho voluto riportare in corsivo integralmente le frasi di enzo bianchi perché così ricche di significato hanno saputo risvegliare in me gli stessi ricordi e sentimenti noi viviamo in un paese che è diventato città ma nel primo decennio successivo alla fine della seconda guerra mondiale i contadini erano ancora moltissimi vinti dall espansione urbanistica alcuni sono rimasti relegati in piccole oasi dove anche se un gallo è rimasto nessuno può sentire il suo canto mattutino sovrastato dai rumori dell autostrada dai motorini dalle macchine da altri pensieri e dall indifferenza oggi siamo sempre alle prese con le bollette di luce gas telefono cellulare bollo assicurazione e revisione della macchina con il correre a prendere il treno accompagnare i figli a scuola con la precarietà del lavoro anche i nonni sono stressati per reggere il ritmo vorticoso dei nipoti impegnati dopo la scuola con piscina palestra sport vari video game etc molti sono costretti a mantenere per non essere da meno uno status simbol come quello della settimana bianca del viaggio nei luoghi tropicali etc tutto questo ci ha fatto perdere quella simbiosi con la natura che era alimento dello spirito e medicina di felicità non a caso i vecchi contadini pur oberati dalla fatica fisica fischiettavano e cantavano tutto il giorno a me una piccola fortuna è rimasta un piccolo sostituto del gallo un merlo che sulla vetta di un pino che cresce sotto le mie finestre ogni mattina mi sveglia e mi riporta lontano il merlo però canta soltanto da febbraio fino alla fine della primavera con l ultima nidificazione poi ritorna solo e silenzioso allora come per enzo bianchi negli altri mesi è ancora il ricordo del gallo a farmi sentire vivo beppe cameirana un pensiero per lei mahatma gandhi ritengo che la donna sia la personificazione di quella che io chiamo non violenza che significa amore infinito capace di assumere il dolore permettiamo alla donna di estendere questo amore a tutta l umanità a lei è dato di insegnare la pace ad un mondo lacerato donna
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12 n.o.i nuovi orizzonti insieme anno xvii n 2 il gruppo degli alpini di arenzano ha festeggiato il primo anniversario della sua ricostituzione fra le tante realtà associative di carattere culturale sociale ricreativo sportivo etc presenti in arenzano non poteva certo mancare la rappresentanza degli alpini sabato 24 ottobre 2009 il gruppo arenzanese delle penne nere ha festeggiato il primo anniversario della sua ricostituzione avvenuta il 18 settembre 2008 e festeggiata il 5 ottobre dello stesso anno il nuovo gruppo è stato intitolato a padre eugenio giuseppe vallarino nato da genitori arenzanesi che apparteneva al battaglione pieve di teco che con l armir partecipò all infausta campagna di russia nell ultimo conflitto mondiale la cerimonia del primo anniversario si è svolta con la messa in parrocchia alle 17,30 e alla sera con il concerto del coro soreghina dell ana di genova nell oratorio di santa chiara concerto che come quasi sempre avviene è terminato col canto signore delle cime che in modo commovente onora e ricorda tutti i caduti in montagna il gruppo che ha già una sessantina di tesserati ha sede nel palazzo s antonio di proprietà comunale in piazza xxiv aprile sopra la biblioteca con ingresso da via matteotti proprio in occasione del primo anniversario per interessamento di pericle robello presidente della töre di saraceni il gruppo ha avuto come sede un nuovo locale più idoneo sempre allo stesso piano del palazzo s antonio È doveroso ricordare che il gruppo degli alpini era già stato costituito nel lontano 1958 intitolato al maggiore marcello marchiano e si era poi sciolto nel 1968 un fatto curioso il nuovo gruppo è dotato di due gagliardetti il nuovo donato in occasione della ricostituzione dal lions club di arenzano ed il vecchio del 1958 che si pensava fosse andato perduto ed è stato recentemente ritrovato nel cassetto di un mobile di casa dal figlio di un vecchio socio scomparso l unitre di arenzano e cogoleto anche se con un po di ritardo ha voluto dedicare una pagina del proprio giornale per rendere omaggio al nuovo gruppo degli alpini credo possiamo dire che gli alpini fra tutte le altre specializzazioni delle varie armi italiane sono gli unici ad avere un vero spirito di corpo e appartenenza un alpino nasce e rimane fino alla morte un alpino gli alpini hanno scritto memorabili pagine di storia italiana per coraggio sacrificio e fedeltà pagando un grande tributo di sangue basti ricordare nel primo conflitto mondiale ad esempio i nomi adamello grappa carso etc oppure i 200.000 dell armir più della metà dei quali morti e dispersi nelle steppe gelate della russia o nei lager staliniani nel secondo conflitto mondiale io ho vissuto da ragazzino il dramma di alcune famiglie contadine mie vicine di casa nel mio paesino natale santuario di savona che nulla hanno mai saputo della sorte dei loro figli scomparsi in russia tornando al gruppo arenzanese lo stesso oltre alla partecipazione al raduno annuale nazionale alle adunate regionali e locali si è posto come obiettivo per i prossimi anni la ristrutturazione del rifugio prau liseu che si trova sulle alture di arenzano presso la strada che porta al passo della gava a nome dell unitre e mio personale porgo un cordiale saluto e ringraziamento per avermi ricevuto presso la loro sede e un fervido augurio di buon proseguimento al capo gruppo parodi marco al segretario barone elio al tesoriere mocellin mauro e a tutti i soci affiliati il rifugio prau liseu beppe cameirana
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anno xvii n 2 n.o.i nuovi orizzonti insieme 13 gesti di solidarietà in un pomeriggio di fine autunno nell aria il sapore delle feste natalizie si è tenuto al grand hotel di arenzano uno spettacolo il cui ricavato andrà ad un centro comitato collaborazione medica per progetti di cooperazione sanitaria in uno dei paesi più poveri del mondo il sud sudan l assessore alla cultura mauro gavazzi ha preso la parola salutando i presenti rilevando che arenzano vuol essere vicina alla gente che soffre una garbata amica unitre fabia binci ha presentato con emozione uno spettacolo che è trascorso armoniosamente tra canti musica cabaret tutti i professionisti come anche i giovani dilettanti hanno aderito all iniziativa senza alcun compenso donando la loro solidarietà allo scopo umanitario gli occhi di tutti gli astanti erano rivolti agli schermi che proiettavano fotografie di bimbi di mamme bimbi bellissimi sorridenti gioiosi nonostante il niente che li circonda oppure di altri con il ventre gonfio piagati sofferenti sotto le foto una dicitura scorreva illustrando come la mortalità infantile sia di una percentuale altissima incomparabile a quella delle nostre latitudini e non è questo l unico drammatico problema dopo aver ascoltato canzoni dalla bellissima voce del tenore claudio bacoccoli accompagnato dalla chitarra del maestro marco pisoni ha preso la parola cristiana lo nigro dottoressa volontaria dell associazione sentendola parlare si capiva quanto amore quante energie lei metta in quello che fa in quello che lei chiama il mio credo la sua voce alla fine prima di passare la parola ad uno dei medici fondatori era incrinata dal pianto l emozione di tutti era palpabile nell aria il maestro marco pisoni il tenore claudio bacoccoli il pubblico in sala il professor giuseppe meo è stato ascoltato da tutti con profonda commozione ed interesse È una figura semplice ricca d umanità ci ha parlato di felicità nel sud del sudan che felicità È fatta di niente una povera capanna tanti fratelli sorelle la gioia di un canto la gioia di condividere il niente o il tutto con gli altri sì la felicità è dividere il proprio piacere con un altro proverbio arabo felicità è anche per noi condividere come possiamo i valori di solidarietà non camminare davanti a me potrei non seguirti non camminare dietro di me potrei non sapere dove andare cammina accanto a me e sii per me un amico a camus a questo punto un gruppo di cabarettisti paolo franceschini luca bondino mario tarallo e enzo paci con le loro battute e i loro giochi ha portato di nuovo un clima di leggerezza due giovani ragazzi martina mazzeo e marco cucca ci hanno regalato altre emozioni facendoci ascoltare le loro canzoni per finire il signor angelo satta con la sua armonica ci ha stupito con tre pezzi musicali di vera bravura dopo aver salutato gli amici presenti alla manifestazione tutti con gli occhi lucidi ma nello stesso tempo contenti di aver contribuito anche noi col nostro gesto ad una iniziativa di solidarietà siamo tornati alle nostre case i tempi dello spettacolo avevano un po sforato ma penso che a nessuno abbia dato fastidio eravamo leggeri molto più leggeri giuseppina marchiori
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14 note di costume n.o.i nuovi orizzonti insieme anno xvii n 2 ad arenzano il teatro del venerdì lo spettacolo non manca gli attori non vengono remunerati anzi sono loro che pagano per recitare mentre registi e produttori incassano e quasi sempre rilasciano un bigliettino bianco per ricevuta eppure gli attori se pur costretti a pagare si divertono e alla fine della recita tornano a casa contenti È un teatro multi-sala con molti palchi scenografie e quinte multicolori i palchi sono coperti le platee no in caso di pioggia normale si bagnano solo gli ogni venerdì mattina ad arenzano ha luogo la rassegna teatrale una commedia che possiamo definire brillante i visi sono per la maggior parte sorridenti e la scena è movimentata l ingresso per i soli spettatori è gratuito gli attori sono tantissimi soprattutto donne gli uomini sono pochi alcune attrici recitano col marito che però normalmente fa la parte del mimo al massimo suggerisce alla moglie alcune battute È un teatro alla rovescia gli attori recitano e sono tutti in platea sul palco ci sono i registi e i produttori chi ci salverà favole belle di un tempo quando un tocco di fata trasformava animali cose persone a ristabilire una giustizia oggi un mondo senza sogni che affoga nella sua cieca avidità chi ci salverà uno squarcio di luce che balza dagli occhi di un gatto dai raggi di fiori che incoronano un villaggio dall aprirsi di un mare verdazzurro oltre un arco curioso la creta modellata si anima come ai primordi del mondo su agnese si è posato il dito di dio emilia garaventa attori se la pioggia è molto forte e battente la recita viene sospesa gli attori recitano senza copione improvvisano sono bravissimi la trama è creata ogni volta solo qualcuno si scrive alcune battute solitamente poche su di un foglietto non si limitano a recitare in una sola platea davanti ad un palco si muovono e recitano in altre sale si mescolano ad altri attori che a loro volta si spostano solo alcuni pochi li vedi col viso serio probabilmente hanno dimenticato la loro parte o i soldi e non recitano gli spettatori di solito sono pochi soprattutto uomini quasi sempre gli stessi che restano impalati presso l ingresso del teatro non seguono la recita si divertono a guardare gli attori anzi le attrici prediligono quelle giovani in minigonna in certi periodi oppure occasionalmente all ingresso del teatro c è un politico di turno il quale consegna ad attori e spettatori un foglio scritto in fotocopia attraverso il quale dà consigli o chiede appoggio per iniziative non di proprio interesse ma comune È un genere di teatro molto antico che continua ad essere seguito con grande interesse non cambia mai probabilmente la formula è perfetta io confesso che spesso faccio da spettatore se non per altro mi è servito per poter scrivere l articolo beppe cameirana
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anno xvii n 2 n.o.i nuovi orizzonti insieme 15 l angolo dei libri a cura del gruppo biblioteca belinda sterling la rilegatrice dei libri proibiti ed neri pozza È il 1859 a londra e davanti alla legatoria damage si è appena fermata una carrozza con le ruote di un rosso fiammante i fanali dorati e uno stemma sulla portiera dalla carrozza scende sir knightloey che con la sua cerchia di amici coltiva il sogno di liberare la società dalle pastoie del ritegno e della morale da quando la legge ha stabilito che è illegale pubblicare e diffondere opere letterarie di genere immorale ma non possederle sir knightloey e i suoi amici collezionano quei libri proibiti che i puritani dell epoca vorrebbero bruciare tra le fiamme dell inferno il decamerone il satyricon di petronio l ars amatoria di ovidio a rilegare quei libri con preziose pelli e fodere scarlatte è dora damage la moglie di peter damage l artrite reumatica sta deformando le mani del marito e contro tutte le leggi della corporazione dei rilegatori che vietano il lavoro delle donne la moglie ha preso il suo posto dora comincia così a rilegare tutte le opere proibite e galanti del gruppo di amici con l aiuto di un giovane apprendista e di din uno schiavo nero americano condotto nel laboratorio dalla filantropica e ambigua lady silvia moglie di sir knightloey romanzo storico che ci restituisce perfettamente i conflitti di sesso razza e classe dell età vittoriana questo libro ci offre con la figura di dora un eroina moderna che non esita a infrangere le regole e i tabù della londra del xix secolo in cui gli ideali più nobili si accompagnano alle miserie più sordide leggere nuoce gravemente all ignoranza anonimo matilde asensi la camera d ambra ed rizzoli sono sei e sono i migliori esperti d arte in circolazione si fanno chiamare il gruppo degli scacchi e di professione falsificano e rubano opere di immenso valore per rivenderle al migliore offerente ci sono la torre l alfiere la donna e il cavallo e ognuno ha un ruolo diverso proprio come le pedine del gioco e poi c è il pedone alias ana maria ladra infallibile e proprietaria di un negozio di antiquariato ad avila tutti rispondono a un grande e misterioso capo il re imperscrutabile fondatore del gruppo questa volta gli scacchi hanno messo a segno un favoloso colpo in un castello sul lago di costanza ben presto si accorgono però che sotto il quadro rubato si nasconde un altra tela raffigura il poeta geremia e reca inciso un messaggio in codice comincia così una avventura che porterà i sei sulle tracce di uno dei più famosi tesori che la storia ricordi la preziosissima camera d ambra gioiello architettonico costruito con la luminosa resina del baltico vista per l ultima volta nel 1944 nel castello di konigsberg l ottava meraviglia del mondo come qualcuno l ha definita gli scacchi si lanciano alla sua ricerca per scoprire però che non sono i soli a cercarla in una travolgente girandola di inganni e false rivelazioni sarà ana maria ad arrivare più vicina alla verità trovando la chiave di quell enigma splendido e quasi per caso anche quella del proprio cuore.
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