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mons massimo gaio asso tel e fax 031 681 608 opp 338 741 6563 www.parrocchiadiasso.org info@parrocchiadiasso.org durante il mio ultimo ritiro spirituale una bella mattina davanti al mare di varazze ho pensato che sarebbe stato bello in questo anno di papa ratti dedicare a questa grandiosa figura un inno ho pensato al suo motto pontificale nella prima enciclica ubi arcano il papa pio xi proclamò il suo impegno per realizzare il sogno dei due predecessori unificandone il progetto riportare la pace di cristo nel suo regno restaurato ci ho riflettuto ci ho pregato ne è scaturito questo semplice testo potrebbe essere un inno pasquale era il 22 febbraio scorso un tempo giorno dedicato alla cattedra di san pietro potrebbe diventare un canto da eseguire nelle celebrazioni eucaristiche o come inno ai vesperi ringrazio l avvocato fiorenzo crippa che si è offerto con entusiasmo nel musicare questi poveri versi testo mons massimo gaio musica fiorenzo crippa la pace di cristo nel regno di cristo prometti fedele all uomo che crede la pace di cristo nel regno che viene tu doni per sempre all umanità sul monte ci porti al largo ci mandi a tutti annunci la pace è con voi moltiplichi il pane le giare trasformi è segno grandioso la pace è tra noi rit accetti la croce il calice bevi le braccia distendi la pace tu vivi la pietra è rimossa la fede rinasce il cuore gioisce sia pace fra voi rit il vento irrompe lo spirito arde la lingua si scioglie il regno è già qui la chiesa che fondi su pietro tenace nel mondo in eterno diffonda la pace rit 2
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testo mons massimo gaio musica fiorenzo crippa continua la serie di articoli del nostro parroco nell anno dedicato alla famiglia la famiglia una soggettività riconosciuta dal ministero ordinato mi accorgo di come sia importante una azione congiunta sulla singola persona dovuta ad una felice collaborazione fra chiesa e famiglia così infatti si esprime il concilio vaticano ii la salvezza della persona e della società umana e cristiana è strettamente connessa con una felice situazione della comunità coniugale e familiare gaudium et spes 47 tale riconoscimento da parte della chiesa mette in atto alcune attenzioni pastorali da parte del ministero anche la familiaris consortio rilancia una sua più giusta ricollocazione bisogna che le famiglie del nostro tempo riprendano quota bisogna che seguano cristo penso che sia proprio questo uno degli scopi della mia vita di sacerdote orientare le famiglie a vivere il vangelo anzi un bravo prete riesce a coinvolgere la famiglia stessa come comunità evangelizzante la società favorendo la disponibilità ad unirsi con altre famiglie in modo da realizzare nella parrocchia un accoglienza credente e credibile del vangelo ma quanto è difficile qui ad asso lo sforzo è rivolto a vari ambiti nei confronti degli sposi il ministero sarà orientato a far procedere in loro il riconoscimento della vocazione come cammino di consapevolezza come condivisione di ciò che insegna la chiesa co3 me reale percorso per la realizzazione della persona umana questo servizio di amore accomuna l agire del prete e della famiglia lo ribadiscono sia il documento presbyterorum ordinis n 9 che familiaris consortio n.17 l essenza e i compiti della famiglia sono ultimamente definiti dall amore per questo essa riceve la missione di custodire rivelare e comunicare l amore quale riflesso vivo e reale partecipazione dell amore di dio per l umanità e dell amore di cristo signore per la chiesa sua sposa più precisamente i sacerdoti dovrebbero favorire la relazione tra gli sposi troppo spesso le condizioni di vita si riducono nel tempo ad essere un cuneo che porta all estraneità anche le coppie apparentemente più salde ci si indebolisce sempre più e alla fine i meccanismi si allentano e le famiglie pur impegnate in parrocchia si impoveriscono nella loro stessa capacità relazionale l individualismo galoppante impedisce di alimentare sempre più gli elementi propri dell amore cioè accogliere il bene che riconosco nell altro gareggiare nello stimarsi a vicenda stringere salda alleanza sugli elementi di fragilità imparare a sostenersi a vicenda così che persino gli elementi di debolezza potrebbero diventare non motivo di colpevolizzazione o di pretesa di cambiamento ma lo spa-
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zio nel quale esercitare perdono e gratuità dell amore e stimolo reciproco alla vigilanza tutto questo però non deve rimanere nelle intenzioni ha un bisogno concreto di essere verbalizzato e vissuto in semplici ritualità familiari che aiutano a comprendere che la dimensione dello spirito è da viversi nella ferialità della vita domestica e non solo negli spazi del sacro uno stile così trascinerà anche il resto delle condizioni normali in cui versa la quotidianità familiare i rapporti tra le generazioni le relazioni educative le esperienze di malattia il servizio del sacerdote deve aver a cuore la maturazione di tali condizioni ancora più specificatamente dopo un allenamento di questo tipo una famiglia può sicuramente assumersi anche un suo ministero al servizio di altre famiglie ci sono parrocchie in cui il parroco riesce a coinvolgere nuclei familiari nella conduzione della catechesi stessa di iniziazione e degli adulti negli incontri prebattesimali negli itinerari per i fidanzati nella promozione delle vocazioni specialmente quelle sacerdotali nei gruppi di ascolto o di animazione familiare e addirittura nella programmazione della chiesa locale come consigli pastorali parrocchiali e decanali ad asso a che punto siamo in questo senso io penso che se gli operatori pastorali singolarmente presi non si allenano secondo questi criteri nella propria famiglia non reggono a lungo nel servizio alla parrocchia e se resistono spesso lo fanno perdendo sempre più lo stile cristiano e si adoperano solo per difendere il loro orticello o il loro interesse privato ricordiamo allora alcuni di questi criteri fondamentali operare il passaggio da una famiglia ogget to di attenzioni da parte del parroco pretendere solo ad una famiglia riconosciuta e favorita come soggetto capace di assumersi vere responsabilità impostare la propria famiglia sulla fede preghiera familiare ascolto della parola di dio e confrontarsi su di essa partecipazione alla messa perdono e correzione reciproca non trascurare le condizioni stesse della vita di coppia e familiare nessuno è tenuto ai salti mortali bisogna operare un discernimento e fare delle scelte a volte capita di sentire famiglie impegnate in parrocchia sparare sulle altre impietosi giudizi invece che sentirsi tutti sulla stessa barca e remare nella stessa direzione educarsi uno stile missionario e farsi carico degli altri invece la parola d ordine di questi tempi è e chi se ne frega inserirsi con rispetto e con stile nei tempi della famiglia stessa che sono diversi fra loro dalla nascita fino alla vecchiaia tenendo conto dei tempi dei ritmi degli ostacoli reali ma senza fermarsi ad essi anzi scoprendo valide opportunità fare ogni sforzo perché la pastorale della famiglia si affermi e si sviluppi dedicandosi ad una dimensione veramente prioritaria con la certezza che l evangelizzazione in futuro dipenderà sempre più dalla famiglia stessa mentre sto terminando il mio ventiquattresimo anno di sacerdozio devo constatare che progressivamente invece che migliorare su questo argomento la collaborazione fra preti e famiglie stiamo molto peggiorando vale a dire si imposta la vita della parrocchia sempre ed esclusivamente in riferimento alla presenza del clero il concilio invece aveva spinto verso una valorizzazione seria dei laici dispiace dirlo ma spesso sono proprio i laici a non volere i laici don massimo 4
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È nato ad asso nel 1996 in seguito a diverse esperienze teatrali musical forza venite gente grease ed è composto da circa quindici coriste e due chitarristi romolo masala e fabio rega il coro è diretto dai maestri antonella masciadri e renzo masciadri il nome novenote vuole identificare il tipo di musica eseguito che è una ricerca di nuove sonorità ha un vastissimo repertorio di canti legati non solo alla liturgia ma che spazia dalle colonne sonore dei film alle canzoni d autore e di un consistente numero di spettacoli la luce è scesa fino a me ecce homo sacro e profano dolci note di natale novenote di natale sogno un mondo di musica oltre ad un servizio in parrocchia per messe processioni molte sono state le occasioni in cui il coro si è esibito in concerti spettacoli musicaliteatrali in tutta la lombardia per più di dieci anni ha animato la messa natalizia presso la comunità tetto fraterno di don bassano ad erba grande è il legame con il coro di caglio ss gervaso e protaso con il quale si è esibito in numerosi concerti e spettacoli da ultimo il concerto in occasione della scorsa pasqua presso la basilica san nicolò di lecco l ultimo impegno affrontato in ordine di tempo è stata la serata che si è tenuta presso la sala consiliare di asso all interno degli eventi dedicati alla figura di pio xi con la presenza di mons jean-luis brugués prepararla è stata per noi un po un sfida conoscendo poco o quasi nulla del papa che tanto amò asso come abbiamo ascoltato attraverso le parole di una sua lettera inviata al sindaco di allora il novantesimo anniversario della elezione al soglio pontificio di achille ratti ha costituito quindi per il nostro coro un occasione propizia per andare a rileggere pagine di storia ecclesiastica e civile del xx secolo e familiarizzare con la figura di questo grande pastore definito «il papa della dignità ecclesiale» i brani che abbiamo scelto per la serata sono legati a vari temi che hanno contraddistinto il cammino di pio xi l amore per la montagna negli anni precedenti al suo pontificato la dura realtà delle dittature l impegno per l educazione e l amore per maria achille ratti fu un appassionato alpinista scalò diverse vette delle alpi e fu il primo a raggiungere la cima del monte rosa dalla parete orientale una delle vie che portano al monte bianco da lui percorsa nel 1890 prende il suo nome via ratti-grasselli a ricordo di questo amore abbiamo proposto il canto di walter orsati la valle 5 la vita è bella colonna sonora dell omonimo film ha invece sottolineato il difficile impegno del papa in ambito nazionale e internazionale per combattere ogni tipo di dittatura grande fu il lavoro svolto nell opera dell educazione cristiana dei giovani unica in grado di assicurare il sommo bene dio alle anime degli educandi l educazione per il papa è opera necessariamente sociale cioè deve coinvolgere armonicamente le tre società in seno alle quali nasce l uomo la famiglia la società civile e la chiesa questo impegno nei confronti dei giovani ci ha richiamato la vita di papa giovanni paolo ii che per tutto il suo pontificato ha parlato ai giovani e con i giovani e la scelta è caduta sul canto di marco frisina jesus christ you are my life il canto mariano mater jubilaei ha chiuso la serata ricordando l ultima enciclica di papa ratti interamente dedicata alla devozione a maria con il richiamo alla recita del rosario fonte di serena tranquillità e di abbondanza di doni celesti cristina masciadri
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la quarta conferenza a cura di mons jean-luis brugues segretario della congregazione vaticana per le scuole e i seminari sabato 10 marzo si è svolta la quarta conferenza commemorativa del novantesimo anniversario di elezione a pontefice del card achille ratti l incontro ha avuto luogo presso la sala consiliare del comune di asso proprio sotto la lapide marmorea che ricorda il papa achille ratti quale cittadino onorario moltissimi partecipanti ed autorità presenti fino al riempimento della vasta aula consiliare l illustre relatore è stato introdotto dal sindaco dr maria giulia manzeni che ha espresso il più rispettoso saluto della comunità civile seguito dalla parola del vicario episcopale mons molinari anche a nome del card scola informato della lodevole iniziativa della parrocchia mons gaio ha delineate le importanti funzioni di mons jean-luis brugues ringraziandolo per la sua presenza e la sua adesione qualificante ed assai apprezzata nel campo dell educazione cattolica mondiale il coro le novenote ha eseguito come assai gradita introduzione musicale alcuni appropriati e noti canti religiosi opportunamente commentati ha quindi preso la parola mons jean-luis brugues che dopo aver delineato i tratti più salienti della attività pontificia di papa ratti ha illustrato la nota enciclica divini illius magistri a nome di quel divino maestro sulla educazione cristiana della gioventù il relatore ha sottolineato la coraggiosa novità della stessa enciclica al momento della sua pubblicazione 31/12/1929 i cui capisaldi furono ripresi quasi riscoperti ed aggiornati anche nei documenti del concilio vaticano ii intanto bisogna dire che il diritto dell insegnamento della chiesa trova fondamento nelle stesse parole di gesù nel vangelo andate e ammaestrate tutte le genti e di fatto fu esercitato anche in momenti storici in cui le varie società civili e politiche vennero sconvolte ed è proprio in tali momenti che la chiesa anche per discipline non propriamente religiose fece supplemento di cultura umanistica e letteraria con salvezza e conservazione di molti documenti storici umanistici letterari basterà ricordare le abbazie ed i conventi che tramite gli amanuensi conservarono i documenti filosofici e civili della civiltà greco6 romana latina e financo i classici arabi ed orientali montecassino cluny e tanti altri i punti salienti dell enciclica si possono così riassumere l educazione umana cristiana e civile della gioventù è indispensabile e deve tenere conto dei diritti e dei doveri delle tre società in seno alle quali l uomo nasce e si sviluppa e cioè la famiglia la chiesa la società civile/stato al primo posto sta la famiglia con i suoi diritti inviolabili fondati sul diritto naturale universale in ogni tipo di civiltà i diritti della famiglia precedono non solo quelli dello stato ma anche quelli della chiesa significativa questa affermazione proprio nell anno dedicato alla famiglia con il papa benedetto xvi a milano la chiesa a sua volta ha il diritto primario di insegnare le verità religiose e di formare i giovani alla vita morale rispettando nell esercizio di questa sua missione la giusta libertà della scienza ed in genere anche ogni disciplina e cultura profana lo stato ha il dovere di rispettare il diritto della famiglia come quello della chiesa per questo l indispensabile sistema educativo dello stato non deve creare un esclusivo monopolio educativo contrario od alternativo bensì collaborativo con le varie istituzioni scolastiche di origine ecclesiastica con criteri concordati di parità e sussidiarietà a questo proposito vale la pena è proprio il caso di dirlo così di ricordare che a seguito di tutti gli attuali tagli finanziari la scuola paritaria oggi a grande maggioranza cattolica è sostenuta con una percentuale pari solo all 1 uno per cento al confronto dell intera spesa di tutto il ministero pubblica istruzione università e ricerca miur fonte
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agesc associazione genitori scuole cattoliche e precisamente 532 milioni contributo a scuole cattoliche di fronte alla spesa del miur di 53 miliardi qualche storico ha voluto considerare e non a torto nella enciclica la prima preoccupazione a pochi mesi dalla conciliazione per l invasione totalitaria che si stava preparando nel futuro indottrinamento fascista nel campo scolastico infatti prendeva corpo una scuola dove il pur giusto amore di patria si sarebbe trasformato in una fucina preparatoria alle famose otto milioni di baionette a quei tempi si introduceva il famoso motto lo ricordo bene anch io libro e moschetto fascista perfetto che era esattamente il contrario della visione cattolica papale sulla educazione cristiana nota interessante la lettura da parte del sindaco dr maria giulia manzeni di un quasi affettuoso personale messaggio di pio xi in data 9 settembre 1922 al diletto figlio sindaco di asso avv giovanni curioni per ringraziare il consiglio comunale di asso del conferimento della cittadinanza onoraria da pio xi particolarmente gradita ed apprezzata non senza una soffusa nostalgia per il tempo passato tra noi il detto prezioso documento donato dal figlio mons cesare curioni fa parte del fascicolo relativo a papa ratti presso l archivio parrocchiale riscoperto e rivisitato dal prof roberto nava e giustamente evidenziato dal sindaco in occasione delle attuali onoranze per il 90° anno dall inizio del pontificato flaminio pagani pag 19 del quinto quaderno de l armonia pubblicato in data 29 giugno 1997 7
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stradario del comune di asso venerdì 23 marzo presso la sala consiliare è stato presentato lo stradario del comune di asso una nuova pubblicazione curata dal prof roberto nava realizzata con il patrocinio dall amministrazione comunale e data alle stampe grazie alla generosità dei titolari del consorzio select work nello stradario l autore ha individuato per quanto possibile i cambiamenti di intitolazione delle vie e delle piazze di asso nel corso dei secoli e ha curato l aspetto toponomastico fornendo notizie e curiosità e una interessante documentazione fotografica fin dal quattrocento il paese era suddiviso in numerose contrade che prendevano spesso il nome dalle famiglie più influenti che vi risiedevano in atti notarili del xv secolo riguardanti la compra-vendita di alcune proprietà sono citate le contrade dei gariboldi dei villa dei paredi quelle de broseda de puteo pozzo de castelazio torre dirupata o castellazzo la località in casteleto castelletto la località ubi dicitur a schurias il confronto fra le mappe del catasto teresiano 1718-1760 quelle del catasto lombardo veneto noto in ambito comasco come catasto cessato iniziato durante il regno lombardo veneto e portato a termine dopo l unità d italia quelle del primo catasto del regno d italia 1886 e quelle del secolo scorso ha poi consentito di ricostruire il succedersi delle denominazioni toponomastiche negli ultimi duecento anni ad esempio la via principale che attraversa asso e che prosegue verso gli altri paesi della valle veniva anticamente indicata come strada della valle assina o vall assina e successivamente dopo che nel 1817 fu realizzata la strada carrozzabile per bellagio come strada provinciale per bellagio negli ultimi anni del xix secolo questa strada nella parte che percorre il centro abitato fu intitolata ai maestri comacini il tratto oggi denominato via giuseppe primi anni del xx secolo particolare di mappa catastale del merzario e a giuseppe merzario il tratto oggi de centro storico di asso nominato via giacomo matteotti tra le due guerre mondiali il tratto superiore fu intitolato a giuseppe merzario e quello inferiore venne rinominato via roma infine nel secondo dopoguerra si giunse alle denominazioni attuali verso la metà dell ottocento si ritrovano ancora delle contrade ma con intitolazioni diverse alcune risalenti probabilmente al periodo napoleonico nel catasto del 1886 abbiamo le contrade della spiga della rosa dei fiori dei giardini dei molini delle due vie alla chiesa al castello al lambro e da sottolineare come pochi decenni dopo la proclamazione dell unità d italia in asso vi fossero già una piazza intitolata a vittorio emanuele ii e una via a giuseppe garibaldi nei primi anni del novecento e nel periodo tra le due guerre mondiali vi furono altri aggiornamenti della toponomastica scomparvero le contrade e molte vie e piazze vennero rinominate ad esempio piazza vittorio emanuele ii divenne piazza giuseppe mazzini piazza grande divenne piazza umberto i dopo la seconda guerra mondiale vi furono ulteriori variazioni ad esempio via roma divenne via matteotti piazza umberto i divenne piazza mons rodolfo ratti la spianata arnaldo mussolini divenne il viale remo sordo numerose strade comunali e consorziali vennero rinominate come vie via dosso via cranno nei decenni seguenti furono man mano aggiunte nuove vie soprattutto nelle zone di espansione urbanistica fino a giungere allo stradario attuale in cui troviamo 80 tra strade piazze e località copie delle stradario sono disponibili presso la biblioteca comunale 8
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allenatore e responsabili roberto frigerio giuseppe cerra argeo sormani sandro paredi giocatori luigi bianconi gioele vicini gianmarco trezzi matteo paredi anthony calabretta manuel greco gabriele de marco francesco sellitti thomas canali socrates ouattara andrea porro giulio duroni gabriel vanossi chiara ferrarini alessandro poletti allenatore e responsabili ezio camerin dante sormani paolo vigo giocatori omar hamdi francesco bertolotti matteo ronchetti enrico sormani stefano camerin alessandro laddaga gianluca vigo luigi camarda luca paredi janus margarita alessandro cabras manuel arpini allenatori gramegna g pina m cromwell lino colombo e giocatori labaz omar pina francesco cromwell jimmy ficara paolo lazzarin andrea covaci alessandro maizi samuele sormani francesco ceci samuele miccichè alessandro sellitti alessandro zanandrea suraj alhambra justi nico milazzo logan 9
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don luigi giussani nasce a desio il 15 ottobre 1922 primo figlio di beniamino e angelina gelosa i suoi primi grandi educatori1 il padre era socialista e aveva un officina di fabbro la madre invece era religiosa e lavorava come operaia tessile dell industria gavazzi ma dopo il matrimonio abbandonò il lavoro per dedicarsi interamente alla famiglia luigi entra nel seminario di san pietro martire a seveso nel 1933 e vi rimane quattro anni e cioè dalla prima alla quarta ginnasio per poi trasferirsi con tutta la classe a venegono dove passerà otto anni ossia l ultimo di ginnasio i tre di liceo classico e i quattro di teologia durante il liceo dall insegnamento di giovanni colombo il futuro arcivescovo di milano riceve la passione per la letteratura e soprattutto per le poesie di giacomo leopardi che producono in lui una ferita come dirà il cardinale joseph ratzinger nell omelia funebre «don giussani sin dall inizio era toccato anzi ferito dal desiderio della bellezza non si accontentava di una bellezza qualunque di una bellezza banale cercava la bellezza stessa la bellezza infinita così ha trovato cristo in cristo la vera bellezza la strada della vita la vera gioia» 24 febbraio 2005 durante gli anni della teologia l entusiasmo e le scoperte dell adolescenza trovano fondamento e forma adeguati in un insegnamento che pone al centro l avvenimento dell incarnazione come compimento dell attesa del cuore dell uomo e il metodo dell incontro come origine di una fede ragionevole don giussani ricorderà che in lui «tutto è dovuto alla fedeltà di un insegnamento quello ricevuto negli anni del liceo e seminario diocesano di venegono da maestri veri che seppero farmi assimilare una solida tradizione cristiana» È ordinato samassimo camisasca don giussani san paolo cinisello balsamo mi 2009 p 9 10 1 cerdote dal cardinale ildefonso schuster il 26 maggio 1945 negli anni successivi il don gius come lo chiamano i suoi figli spirituali continuerà gli studi e insegnerà teologia a venegono e otterrà nel 1954 il dottorato proprio in quell anno don giussani è chiamato alla scelta tra il lavoro scientifico e la missione tra i giovani così egli stesso ricorda questo momento incontrai sul treno un gruppo di studenti e incominciai a discutere di cristianesimo con loro li trovai così estranei alle cose più elementari che mi venne come irrefrenabile impeto il desiderio di far conoscere loro quello che io avevo conosciuto affinché anche per loro avesse a sorgere il bel giorno abbandonai perciò sollecitato dal rettore l insegnamento in seminario e scelsi di insegnare religione nelle scuole medie superiori dello stato 2 a partire dall anno scolastico 1954 insegna religione al liceo classico berchet di milano dove rimarrà fino al 1967 lo anima il desiderio di proporre l esperienza cristiana nell ambiente scolastico come risposta alle domande e alle esigenze dei giovani che vivevano sempre più in un contesto di progressiva ostilità verso la l giussani l avvenimento cristiano uomo chiesa mondo rizzoli milano 2003 pp 34-35 citato in don giussani cit p 10 2
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fede e la chiesa cattolica contenuto delle sue lezioni sono i temi che lo accompagneranno in un approfondimento che non avrà mai fine lungo tutto il suo itinerario umano e di educatore il senso religioso e la ragionevolezza della fede l ipotesi e la realtà della rivelazione la pedagogia di cristo nel rivelarsi la natura della chiesa come continuità della presenza di cristo nella storia fino a oggi È soprattutto la sua persona a esercitare un attrattiva che rende l annuncio cristiano contemporaneo ai giovani da lui incontrati proprio questi giovani da lui guidati danno origine all esperienza di gioventù studentesca che partita come organizzazione giovanile dell azione cattolica poi diventerà il movimento di comunione e liberazione per capire l idea che don giussani ha del movimento basta citare una frase da lui detta in un momento di difficoltà da lui segnalato in una serie di raduni che si svolgono durante tutto il 1976 cl è «un avvenimento da creare non un organizzazione da pensare» dal momento in cui il don gius sale i tre scalini del berchet fino alla morte avvenuta il 22 febbraio 2005 quell irrefrenabile impeto di far conoscere a tutti cristo è la cifra di tutta la sua vita e dell agire del movimento da lui iniziato sempre nell assoluta fedeltà alla chiesa e al papa a questo proposito sono almeno da ricordare il riconoscimento pontificio della fraternità di comunione e liberazione nel 1982 da parte del beato papa giovanni paolo ii il riconoscimento pontificio dei memores domini laici che scelgono di consacrarsi nella verginità pur vivendo nel mondo nel 1988 e l incontro del santo padre con i movimenti ecclesiali tenutosi il 30 maggio 1998 in occasione del quale giovanni paolo ii benedì ancora una volta il fondatore di cl chi scrive non ha conosciuto personalmente il don gius ma ciononostante l ha incontrato nei suoi testi e soprattutto nei volti di coloro che attingono al tesoro scaturito dal suo carisma gente normale studenti adulti anziani famiglie sacerdoti consacrati e consacrate di tutte le classi sociali che affrontano la vita quotidiana a scuola nel lavoro nel mondo cercando di aprirsi all unica presenza che dà senso alla vita e alla realtà gesù cristo il centro dell insegnamento di don giussani autorevolmente confermato più volte dalla chiesa con i papi che si sono succeduti sulla soglia di pietro fino ad oggi e in particolare con benedetto xvi è che il cristianesimo non è una dottrina o un etica la legge un insieme 11 di norme da seguire ma è innanzitutto l avvenimento di un incontro lo stupore per l eccezionalità della persona incontrata l apertura della ragione a riconoscerla la decisione della libertà di seguirla le modalità sono le più varie secondo la personalità e le inclinazioni di ciascuno ma sempre tenendo desta l amicizia con gesù attraverso i semplici gesti che il don gius suggerisce la catechesi continua scuola di comunità la carità intesa come dono di sé caritativa l approfondimento della catechesi in particolari momenti dell anno ritiro di avvento e di quaresima esercizi spirituali nonché nelle innumerevoli occasioni che scaturiscono dalle molteplici realtà nate dal movimento in ogni ambito il 22 febbraio 2005 muore nella sua abitazione di milano i funerali sono celebrati nel duomo di milano dall allora cardinale e prefetto della congregazione per la dottrina della fede joseph ratzinger come inviato personale di giovanni paolo ii che tiene anche l omelia funebre sepolto nel famedio del cimitero monumentale di milano dove riposano i cittadini illustri della città nel 2008 è traslato in una cappella di nuova costruzione nel monumentale stesso dal giorno della sepoltura la tomba è meta di continui pellegrinaggi dall italia e dal mondo il 22 febbraio 2012 a sette anni esatti dalla morte del don gius il presidente della fraternità di cl don julian càrron ha annunciato in occasione della s messa di suffragio celebrata dall arcivescovo di milano card angelo scola di aver presentato allo stesso arcivescovo la richiesta di apertura della causa di beatificazione di don luigi giussani ma al di là dei pur doverosi esami che la chiesa richiede siano fatti in questi casi è indubbio che il don gius è stato ed è padre amico compagno di una moltitudine di uomini che seguendolo hanno inteso seguire cristo nella sua chiesa e che dal rapporto con lui e con i volti di quelli che sono stati presi da lui hanno visto la propria vita cambiare a volte radicalmente e hanno sperimentato nella sequela di gesù una letizia che prima non pensavano possibile su questa terra chi scrive è uno di loro e pertanto non può che concludere con un grazie don gius edoardo foletti
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alcuni anni fa in un paese ai piedi della grigna ho partecipato al funerale di una guida alpina e maestro di sci il cofano era stato coperto dagli amici e colleghi di un tappeto di stelle alpine al centro una si alzava nella sua rara bellezza e tutti i presenti ammirandola godevano del privilegio di osservare da vicino un fiore così raro e meraviglioso l anno liturgico è composto da molte domeniche ma la festa più grande che dà senso a tutta la vita cristiana è la pasqua centro del viaggio verso il paradiso patria del nostro ultimo appuntamento la pasqua è la festa delle feste che io ho avuto la presunzione di paragonare alla stella alpina mai vista in un prato di sorelle più piccole e modeste il catechismo della chiesa cattolica afferma che nelle celebrazioni sacramentali azione e parole sono strettamente congiunte sono inseparabili in quanto realizzano ciò che significano mistero e miracolo dell onnipotenza di dio la risurrezione è il mistero culminante della nostra fede che anche oggi ci invita a cammini di penitenza di luce e di speranza in che modo anche noi oggi possiamo vivere e testimoniare la risurrezione di gesù in famiglia e negli ambienti in cui trascorriamo la giornata la risposta è semplice se ci accontentiamo delle parole ma difficoltosa se il soggetto è la nostra vita allora potremmo metterci all opera per realizzare un piccolo programma migliorare i nostri sentimenti smussare con la carità i nostri atteggiamenti presuntuosi e problematici aprire le braccia e il cuore all accoglienza di ogni persona questi non sono gesti abituali perché istinto e orgoglio ci fanno rispondere come si suol dire pan per focaccia cioè ripagare con la stessa moneta ogni più piccola offesa o sgarbo quanto è difficile il perdono È dovere di tutti vivere con serietà e impegno dando senso ad ogni giornata e azione autentiche occasioni per risorgere cioè per ripartire con il desiderio di vincere il male con la testimonianza dell amore per la seconda volta mi accorgo di sottolineare l espressione non è facile ma è proprio così le cose facili sono per tutti ma le difficili per i più coraggiosi ardimentosi forti e sprezzanti del pericolo e delle difficoltà pur di respirare l aria tersa del cielo e contemplare un panorama mai visto e neppure sognato rivivere la pasqua non può consistere unicamente in una bella festa nella partecipazione alla via crucis ma occorre rendere il cuore più buono facendo posto a gesù dentro la nostra vita c è un mezzo potente ed efficace per ridare al nostro cuore tutta la capacità di amare oltre misura e di vivere in pace e serenità il sacramento della riconciliazione confessione anche il tralcio più lontano e abbandonato più secco e mal ridotto può miracolosamente diventare verdeggiante produrre germogli e grappoli di uva prelibata le parole sono di gesù lui è la vite e noi i tralci che possiamo vivere per sempre solo se attaccati alla vite per ricongiungerti alla vite ti è suggerito il mezzo la confessione il sacramento che ti fa stare bene perché medica il tuo cuore con il perdono facendoti assaporare la gioia della misericordia infinita di dio prova anche tu a vivere la felicità della confessione la verifica più semplice è quella di sentirti più leggero di voler volare senz ali di desiderare di cantare di ballare di trasmettere a tutti una felicità eccezionale grandissima ti propongo di fare questa esperienza meravigliosa di amicizia col signore auguri suor maria luisa 12
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s messa celebrata da mons jean-luis brugues 13
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la giornata è iniziata con la messa animata dai ragazzi di v elementare e da noi adolescenti la celebrazione è stata presieduta da don giovanni durante la messa noi adolescenti abbiamo compiuto due gesti all inizio abbiamo portato la croce all altare mentre all offertorio abbiamo portato un sacco a pelo simbolo della esperienza di vita comune appena conclusa da noi adolescenti al pomeriggio poi abbiamo partecipato alla corrida dilettanti allo sbaraglio -spettacolo riproposto a grande richiesta.presentatori d eccellenza al loro debutto quest anno sono stati emmanuel ed enrico prima di iniziare lo spettacolo non poteva però mancare una preghiera sono state scelte le beatitudini del papà proclamate da tre adolescenti e poi via con lo spettacolo vari canti balli e momenti divertenti si sono esibiti alcuni simpatici personaggi luca con un brano blues rachele ed edoardo hanno cantato le allegre bambine di iii elementare hanno ballato con una coreografia simpatica sulle note di ai se eu te pego un significativo gruppo di bambini sempre di iii elementare con un impegnativo brano di musica e poi ancora don giovanni ha eseguito la canzone di dalla attenti al lupo aiutato da un tecnologico karaoke e poi ancora le sorprendenti ragazze di prima media chiara sofia e noemi hanno proposto un ballo moderno e infine delle ballerine non troppo misteriose hanno offerto una danza davvero strana coperte da un grande telo azzurro che raffigurava il mare con una grande gestualità di mani e piedi hanno divertito davvero tanto era presente anche una giuria d eccezione formata da don massimo suor candida alcuni papà e qualche adolescente animatore la platea inoltre era dotata di margherite e di pomodori a forma di paletta con cui votare le varie esibizioni lo spettacolo è stato interrotto per l estrazione dei numeri di una lotteria con ricchi premi adatti alla manualità dei papà ma si sa che lo show must go on per cui altri sketch un po improvvisati dai bravi intrattenitori enrico ed emmanuel per concludere fuori gara si è esibito un gruppo formato da alcuni animatori e da arianna con diverse canzoni molto apprezzate dal pubblico anche le percussioni di enice nelle vesti di batterista anziché di presentatore hanno allietato gli spettatori al termine sommando il voto di tutti con quello espresso dalla giuria è stata decretata la vittoria di rachele ed edoardo È stato un momento bello e speciale perché eravamo in compagnia dei nostri papà che si sono divertiti con noi un pomeriggio di festa trascorso insieme stefano pina animatore di prima superiore 14
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il 28 marzo scorso è mancato all età di novantasette anni carlo mambretti affettuosamente chiamato carletto egli fu presidente del gruppo assese della terza età dal 1977 al 1996 anno in cui dovette rinunciare all incarico per ragioni di salute e trasferirsi a como dove abitò con la moglie rina presso uno dei suoi figli il movimento terza età fu fondato dal cardinale colombo agli inizi degli anni settanta e numerosi anziani anche in diverse parrocchie delle nostre pievi cominciarono da allora a partecipare a diverse iniziative del centro direttivo di milano continuate man mano con la costituzione dei gruppi locali e decanali carlo mambretti operò per lunghi anni fra noi egli apparteneva alla schiera di quelle persone rare fra le quali ricordiamo con riconoscenza gli scomparsi egidio ripamonti irma testori egle angiolini nava che con tanti altri collaboratori hanno sostenuto e proseguito nel corso degli anni l attività del gruppo terza età quando era ancora in buona salute carletto tornò spesso a scarenna per trascorrere nella sua casa i mesi estivi e sempre accolse con gioia le visite degli amici di asso continuate a como fin quando fu possibile durante la sua vita professionale alla guida di autopullman egli aveva compiuto per lunghi anni il servizio sulle strade della vallassina e per diversi viaggi turistici anche all estero da pensionato per anni si dilettò di pittura dipingendo numerosi quadri e a como conservava le diverse testimonianze del suo operare in occasione delle vacanze trascorse a scarenna egli volle lasciare un segno importante il dipinto nella cappellina della madonna del rosario che gravemente danneggiato dalle intemperie venne da lui rifatto con lodevole risultato un altro suo quadro si ammira ad asso in piazza ratti la madonna con il bambino ma elencare tutti i suoi dipinti e ricordi conservati nella chiesetta di scarenna nella sua casa e altrove è certamente difficile sua profonda convinzione fu certamente quella di rendersi utile nel mondo sempre più vasto degli anziani e di ciò seppe dare testimonianza a coloro che gli stavano vicini con affettuosa presenza aiuto e semplicità l attuale presidente del gruppo terza età di asso giuseppe andreotti i suoi collaboratori e gli aderenti insieme a tutti coloro che conobbero carlo mambretti conservano il ricordo affettuoso e riconoscente dell uomo che operò fra loro con esemplare continuità ed esprimono alla moglie rina ai figli giovanni e angelo e loro famigliari le più sentite condoglianze mentre il ricordo continua nella fede e nella preghiera n a anagrafe parrocchiale asso battesimi · lorenzo farina defunti · clementina martina ved gaslini · virginia pozzi 15
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