Description
Cari Lettori e Operatori Economici,
la rivista “Tuscia dalla A alla Z” è all’inizio della sua nuova serie, dopo alcuni numeri pubblicati tra il 1998/99. Il periodico non è sfuggito all’attenzione dei lettori e di coloro che scrutano con interesse in que
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il museo archeologico nazionale di viterbo sutri un paese in festa per s antonio il centro astronomico dei monti cimini storia archeologia eventi attualità tradizione i sapori della tuscia ambiente week-end a cultura bimestrale anno i n° 2 novembre-dicembre 2011 distribuzione gratuita la luce del natale amelia la città poligonale il santuario di demetra a vetralla
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dalla cari lettori e commercianti l a nascita di un nuovo periodico può essere giustificata soprattutto se la sua presenza si colloca in uno spazio non ancora occupato da pubblicazioni già esistenti se cioè esso riesce a dire qualcosa di nuovo o quanto meno se è in grado di raccogliere e di presentare al lettore nelle sue pagine una serie di notizie e di informazioni fino ad allora reperibili soltanto sparse sotto differenti testate riteniamo con questo nostro impegno editoriale di poter proporre una immagine univoca anche se variamente articolata delle realtà presenti nel territorio dello storico patrimonio di s pietro in tuscia che oggi chiamiamo più semplicemente tuscia e che comprende una vasta regione costituita dall alto lazio e parte delle limitrofe aree toscane e umbre e qui che noi operiamo la rivista che ne prende il nome assume l impegno di promuoverne la più ampia conoscenza sia proponendo la riscoperta dei molteplici aspetti storici culturali e tradizionali sia suggerendone l importanza delle più moderne realtà produttive e operative che caratterizzano una realtà umana in evoluzione sulle salde radici delle proprie consuetudini lo facciamo nella consapevolezza di proporre un servizio più che mai utile al lettore desideroso di proposte e percorsi sempre più stimolanti in questo territorio della tuscia pur nell unitarietà delle radici esiste una multiformità che consente di spaziare dalla quiete di colli e monti boscosi a mare laghi fiumi tra ruderi e splendenti monumenti di scoprire una civiltà moderna e vivace di cogliere i benefici effetti delle cure termali di rievocare storie e spicchi di vita non ancora perduti tra sagre feste rievocazioni folcloristiche e manifestazioni religiose gustare sapori ignorati o dimenticati nelle tavolate in piazza o in cantina rallegrati dagli inni delle bande e dai cori popolari questa è la proposta che formuliamo con la nuova tuscia editoriale europa editore donatella tarullo
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to numero in ques la luce del natale pagina 14 in prima di copertina particolare del loggiato di giulio ii della rovere nel cortile della rocca albornoz in quarta di copertina l adorazione dei magi di giotto il santuario di demetra a vetralla pagina 18 bimestrale anno i n 2 novembre-dicembre 2011 distribuzione gratuita autorizzazione tribunale di viterbo n° 428 del 20/10/2010 editore editoriale europa direttore donatella tarullo direttore responsabile giorgio falcioni caporedattore alessandra milioni grafica e impaginazione tipografia agnesotti articoli di italo arieti paolo candy silvia de colle chiara di pietro giorgio falcioni tiziano gasperoni bonafede mancini alessandra milioni pantaleo spagna donatella tarullo stampa tipografia agnesotti str tuscanese 71 viterbo redazione via piero della francesca 8 01100 viterbo editoriale.europa@gmail.com www.aztuscia.it tel e fax 0761.360001 è vietata la riproduzione totale o parziale di testi immagini e di inserti pubblicitari il risorgimento al femminile innocenza ansuini tondi pagina 22 civitavecchia un destino da primo porto del mediterraneo pagina 52
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ommario s 6 di chiara di pietro l antica città di sutri crocevia di uomini merci e santi la luce del natale vulsinea 14 18 22 il centro astronomico dei cimini pagina 36 il santuario di demetra a vetralla di alessandra milioni innocenza ansuini tondi una mazziniana viterbese per l unità d italia di bonafede mancini 26 32 34 36 bignè e mandorle amare di giorgio falcioni i sapori della tuscia il cenone dei poveri di italo arieti funghi che passione di silvia de colle il centro astronomico dei cimini di paolo candy il museo archeologico nazionale di viterbo pagina 46 40 42 46 52 56 in giro per la tuscia a dicembre e gennaio di alessandra milioni amelia la città poligonale di tiziano gasperoni il museo archeologico nazionale di viterbo di alessandra milioni civitavecchia un destino da primo scalo del mediterraneo di giorgio falcioni il frisigello poesia viterbese di pantaleo spagna amelia la cittÀ poligonale pagina 42 dal prossimo numero la rivista sarà distribuita al prezzo di euro 1,00.
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l antica città di sutri crocevia di uomini merci e santi chiara di pietro un brulichio di voci risonava nell antica strada al passaggio dei carri da guerra erano stranieri diretti ad esplorare il popolo tusco la gente autoctona era intenta al lavoro campestre agricoltura e allevamento le uniche fonti di commercio farro grano olio vino selvaggina maiali pecore e mucche erano merce di scambio nel 383 a.c sutri divenne colonia latina città di confine tra l area etrusca e falisca ottenne l ambìto riconoscimento per la sua particolare posizione topografica di collegamento tra roma ed il nord sotto il dominio romano impreziosita dal passaggio della via cassia fu a testimonianza di strabone fiorente provvista di impianti monumentali come l anfiteatro nel 465 d.c fu eletta sede vescovile ed amministrata dal vescovo eusebio la città si dotò di un edificio di culto con funzione di cattedrale da identificarsi probabilmente con l attuale chiesa di santa maria in età medievale sutri già affiancata dal borgo franceto sorto per sopperire all incessante flusso di viaggiatori e pellegrini si connotava come un importante statio della via francigena verso roma la presenza di questo tracciato influì sul panorama cultuale sutrino che in alto panorama di sutri a destra l anfiteatro di sutri.
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tradizione a sinistra la sfilata della cavalleria della nuova società di sant antonio fra alto e basso medioevo si arricchì di devozioni importate tra di esse doveva figurare certamente il culto di sant antonio abate il cui legame col territorio sutrino era insito nella sua vocazione agricola sutri in festa le testimonianze più antiche dei festeggiamenti in onore di sant antonio abate risalgono al xvi secolo e sono riferibili all esistenza di una confraternita nel 1886 un gruppo di allevatori diede vita ad un sodalizio la società di sant antonio il cui statuto affidava annualmente la custodia dell immagine del santo ad un socio estratto a sorte il festarolo la sua casa restava pubblicamente aperta dal 17 al 24 gennaio per consentire alla cittadinanza di visitare lo stendardo di pregare e festeg giare con una ciambella e un bicchiere di vino nel 1922 alcuni cittadini scontenti delle procedure elettorali si staccarono dal nucleo originario e fondarono la nuova società mantenendo intatte le tradizioni originarie ma praticando un proprio sorteggio da quel 17 in basso uno dei festaroli della nuova società di sant antonio 7
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a destra altare con lo stendardo dell antica società di sant antonio in basso lo stendardo dell antica società arriva in piazza del comune per la benedizione gennaio la festa fu doppia la sera del 16 gennaio la statua del santo è portata in processione per le vie della città alla presenza dei soci e dei deputati delle due società delle autorità religiose e civili e della popolazione e accompagnata dal saluto beneaugurante di evviva sant antonio una volta ricollocata in cattedrale la statua sarà esposta per otto giorni ottavario alla destra dell altare maggiore l imbussolamento e la santa bene dizione a casa del festarolo uscente rappresentano l ultimo atto ufficiale del deputato che lascia lo stendardo l imbussolamento avviene di fronte all intera deputazione su alcuni biglietti sono scritti i nomi dei possibili festaroli l estrazione è effettuata a sorte per mano di un bambino alla presenza del segretario del presidente e del cappellano il festarolo eletto per l anno successivo sfilerà il giorno seguente alla sinistra dello stendardo dopo l imbussolamento tutti partecipano alla grande cena sociale durante la quale la deputazione e i soci fra un saluto e un bicchiere di buon vino preparano la cavalleria del giorno dopo solo a tarda notte si può ritenere conclusa la serata della vigilia ma non prima del bicchiere della staffa di rigore a casa del festarolo futuro il giorno 17 gennaio la cerimonia prevede la sfilata delle due cavallerie ciascuna con il proprio stendardo raffigurante il santo lo stendardo portato con una sfilata di cavalli riccamente bardati sino in piazza è benedetto e collocato 8
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nella casa del festarolo su un vero e proprio altare allestito nella stanza più importante i vessilli delle due società portati in corteo sono accompagnati dai fuochi artificiali dalla banda e dal grido benaugurante per una solenne benedizione ed il passaggio di consegna dai vecchi ai nuovi depositari la domenica immediatamente successiva i rappresentanti delle due cavallerie si contendono un palio dipinto in una gara di abilità equestre la corsa della stella nella quale i buoni propositi religiosi sono soppiantati dalla sana rivalità delle due fazioni risale al 1996 la codificazione di un nuovo regolamento dove la gara disputata tra singoli cavalieri viene sostituita da un palio cui concorrono due squadre rappresentanti le due società ognuna composta da 10 cavalieri più 2 riserve la gara si svolge in due batterie chi realizza il maggior punteggio si aggiudica l ambito palio realizzato ogni anno da un pittore locale sant antonio abate s ant antonio abate fu uno dei primi monaci ed eremiti la sua agiografia tramandata da atanasio di alessandria nella vita antonii si diffuse rapidamente in occidente divenendo un testo fondamentale delle biblioteche monastiche medievali antonio figlio di agiati agricoltori cristiani era nato a coma in egitto l odierna quem-al-arous nel 251 ventenne rimase orfano con un patrimonio da amministrare e una sorella minore cui badare sentì ben presto di dover seguire l esortazione evangelica se vuoi essere perfetto va vendi quello che possiedi e dallo ai poveri poi vieni e seguimi mt 19,21 così distribuiti i beni ai poveri e affidata la sorella ad una comunità femminile condusse una vita solitaria nel deserto dedito alla preghiera alla povertà ed alla castità nel 285 fondò un monastero sulla riva orientale del nilo sul monte pispir insediandosi in una fortezz a ro manaabbandonata p e r vent anni si nutrì del solo pane consegnatogli due volte all anno era alla ricerca della totale purificazione e soggetto ai tormenti del demonio con il tempo molte persone vollero stargli vicino e ab battute le mura del fortino lo liberarono dal suo rifugio antonio allora si dedicò a lenire i sofferenti operando secondo tradizione guarigioni e liberazioni demoniache successivamente si ritirò in una cella su una montagna sperduta col discepolo macario fu anticipatore della regola benedettina ora et labora in seguito ad una visione nella quale un eremita divideva la giornata tra la preghiera e l intreccio di una corda ciò lo persuase ad intraprendere la coltivazione dell orto e la tessitura di stuoie e giunchi nel 338 venne convocato nuovamente ad alessandria per confutare gli ariani ritornando poi in modo definitivo alla solitudine antonio rappresenta la fuga dal mondo che diverrà una caratteristica del monachesimo inizialmente fu assalito da fortissimi dubbi sulla validità della vita solitaria ma il consulto con altri eremiti lo indusse a staccarsi più radicalmente dal mondo allora coperto da un rude panno si chiuse in una tomba scavata nella roccia nei pressi del villaggio di coma dove fu aggredito e percosso dal demonio privo di sensi venne raccolto da coloro che gli procuravano il cibo e trasportato 9
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nella chiesa del villaggio dove recuperò le forze antonio morì nel 356 e su sua richiesta fu sepolto segretamente sulla cima del suo monte dai discepoli si suppone che le sue ossa siano state scoperte nel 361 trasferite ad alessandria d egitto in seguito all occupazione saracena furono spostate a costantinopoli nel xi secolo il nobile francese jocelin de chateau neuf le ottenne in dono dall imperatore di costantinopoli e le portò in francia nel delfinato nel 1070 il nobile guigues de didier provvide alla traslazione del corpo a a destra il trasporto della statua di sant antonio abate di pascolare liberamente accompagnati da una o due scrofe provviste di campanello al collo indicante il proprietario della mandria i simboli degli ospedalieri condizionarono il panorama iconografico del santo spesso rappresentato con una stampella o un bastone a forma di tau un maialino ed un campanello s antonio è assunto come patrono dei macellai dei produttori dei pennelli dei fabbricanti di canestri viene invocato per la protezione del bestiame come protettore di allevatori commercianti di maiali droghieri la motte presso vienne contestualmente gli fu attribuita fama di guaritore dell ergotismo malattia nota come fuoco di sant antonio l episodio dell intercessione del santo nella guarigione di due nobili affetti da ergotismo è all origine della fondazione dei fratellli ospedalieri di sant antonio gli ospedalieri indossavano mantelli neri con una croce a forma di tau probabilmente un omaggio alla tarda età cui era giunto il santo suonavano campanelli per annunciare le loro missioni in cerca di elemosine ed allevavano maiali gli unici animali cui era permesso 10 fabbricanti di guanti di panieri e canestri salumieri commercianti di tessuti tosatori agricoltori il suo patronato sutrino è giustificato inoltre dalla presenza della via francigena e dal ruolo di statio rivestito dalla città risale al 1088 la costituzione dell ordine ospedaliero dei canonici regolari di sant antonio abate detto comunemente degli antoniani dediti all assistenza dei pellegrini e dei malati l ordine venne approvato nel 1095 da papa urbano ii al concilio di clermont e confermato nel 1218 dalla bolla papale di onorio iii.
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antichissima città di sutri nella splendida cornice della necropoli rupestre presepe vivente 25-26 dicembre 2011 1-5 e 6 gennaio 2012 l intera area della necropoli verrà illuminata da centinaia di fiaccole romane e da luci sapientemente disposte nei punti strategici per valorizzare ancora di più il luogo la manifestazione oltre a far visitare uno dei luoghi più suggestivi della nostra antichissima città consente con la ricostruzione più fedele possibile dei mestieri di far vedere come si viveva nella palestina di 2000 anni fa www.prolocosutri.it
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il borgo di sutri la giusta occasione il borgo di sutri è un complesso alberghiero di categoria quattro stelle in grado di soddisfare tutte le necessità dell ospite anche il più esigente il borgo si presenta come una location perfetta per qualsiasi vostra esigenza dalla vacanza spensierata a quella culturale ai pranzi o cene di lavoro per non parlare di cene a lume di candela o di raffinati banchetti di nozze la nostra tenuta immersa in un verde prato all inglese offre ai suoi clienti 13 ettari di parco e la possibilità di usufruire di ampi spazi per il relax mentre i nostri alberi secolari fanno da sfondo a romantici tramonti arredato in uno stile caldo ed accogliente ideale per il vostro banchetto nuziale per un più ristretto numero di persone così come per pranzi o cene aziendali o per romantiche
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hotel ristorante il borgo di sutri loc mezzaroma nuova s.s cassia km 46,700 01015 sutri vt tel 0761.608690 fax 0761.608308 info@ilborgodisutri.it www.ilborgodisutri.it cene a lume di candela il nostro ristorante è dotato di varie tipologie di sale nonchè di spazi all aperto abbiamo un ampio parcheggio privato alberato ed illuminato al ristorante il borgo di sutri troverete una cucina ricercata il nostro chef propone piatti di ricercata cucina internazionale della tradizione regionale sempre ponendo la massima attenzione alla qualità dei prodotti stagionali con un equilibrato abbinamento di una ben assortita carta dei vini selezionati dai nostri esperti sommeliers il borgo di sutri situato lungo la vecchia strada romana cassia si trova in un territorio crocevia storico tra etruschi e romani in una zona ricca di cultura e di straordinaria bellezza architettonica.
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