Conquiste operaie

 

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Conquiste operaie

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corteo operaio alla bovisa milano 1969 nella sede dei disoccupati organizzati di montecalvario napoli 1978

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per lottare occorre conoscere con questo opuscolo l esecutivo lavoro del coordinamento provinciale romano di sinistra critica intende mettere a disposizione delle compagne e dei compagni un materiale che riteniamo utile per le battaglie che dovranno svilupparsi nei posti di lavoro e nella società in difesa di alcune importanti conquiste tra queste in particolare lo statuto dei lavoratori la cosiddetta legge 300 del 20 maggio 1970 il governo berlusconi sotto la spinta degli interessi padronali che rappresenta sta portando un attacco devastante contro alcune di queste conquiste già nel 2002 il precedente governo berlusconi sulla scorta del cosiddetto libro bianco aveva tentato di scardinare uno dei punti fondamentali della legge 300 il suo articolo 18 che impedisce il licenziamento immotivato della lavoratrice o del lavoratore si tratta di una norma che difende il lavoro dipendente dai più sfacciati abusi dei padroni dalle discriminazioni etniche politiche culturali e sindacali si tratta dunque di una norma che consente alle lavoratrici e ai lavoratori più consapevoli di poter svolgere un ruolo di avanguardia a tutela degli interessi di tutti i loro colleghi e compagni di lavoro senza esporsi alla brutalità delle ritorsioni padronali non a caso dunque i padroni vedono l articolo 18 come il fumo negli occhi perché esso impedisce loro di esercitare a pieno anche sulla merce lavoro le prerogative della proprietà siamo dunque di fronte ad una norma che tutela il lavoratore non solo nelle condizioni economiche ma anche e soprattutto nella sua dignità di persona e non di merce ma lo statuto del 1970 ha introdotto altre norme in difesa della dignità del lavoratore e della lavoratrice proibendo ad esempio ogni azione inquisitoria e persecutoria nei loro confronti da parte dell azienda e mettendo perlomeno sulla carta fine allo spionaggio ai pedinamenti alle perquisizioni alla sorveglianza audiovisiva alle visite preassuntive soprattutto nei confronti delle donne che i padroni usavano a piene mani per selezionare e intimorire i propri dipendenti lo statuto regolamenta in modo oggi diremmo garantista i procedimenti e i licenziamenti disciplinari con cui i padroni avevano trasformato le fabbriche in caserme ha dato una prima regolamentazione alle normative sulla tutela della salute e della sicurezza inducendo anche le organizzazioni sindacali a abbandonare la pratica della cosiddetta monetizzazione del rischio pretica che consisteva non nell esigere tutte le misure atte a impedire infortuni e malattie professionali ma a rivendicare una sorta di premio monetario per i rischi per l incolumità fisica che si correvano e si corrono nei posti di lavoro all articolo 10 ha introdotto il concetto di diritto allo studio per gli studenti-lavoratori concetto che poi sarà normato negli anni successivi nei contratti nazionali a partire da quello dei metalmeccanici con l istituzione delle 150 ore quantificando così i permessi 3

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retribuiti per la fruizione del diritto allo studio lo statuto inoltre attribuisce alle rappresentanze sindacali aziendali un ruolo semistituzionale conseguenza dei rapporti di forza imposti sul campo con le lotte di quegli anni si vietano i sindacati di comodo cioè gialli e filo padronali questo divieto però è rimasto solo sulla carta perché nei fatti non si è mai riuscito a impedire l azione di sigle come il sida il fismic la cisal ecc fino ad arrivare a oggi con la definitiva trasformazione di sigle importanti come la cisl e la uil in sindacati dichiaratamente complici delle controparti si riconoscono diritti importanti come quelli di iscrizione di proselitismo di riunione di assemblea di affissione di referendum si vieta il trasferimento di lavoratori componenti delle rappresentanze sindacali si vieta l azione antisindacale dei datori di lavoro sanzionandola ma come sempre la istituzionalizzazione delle organizzazioni operaie registra la loro forza ma nello stesso tempo ne facilita e perfino ne incentiva la già fisiologica burocratizzazione per di più lo statuto del 1970 affidava questi diritti ai sindacati aderenti alle confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale escludendo dunque tutti quei sindacati più o meno aut organizzati che si sono creati nel corso deli anni ottanta e novanta a seguito della svolta moderata delle organizzazioni confederali e della stessa cgil nel 1995 un referendum promosso dalla sinistra sindacale e politica abolì questo riferimento ma i tentennamenti e la pressione della cgil su alcuni settori di quella sinistra fece prevalere tra i due quesiti posti alla consultazione popolare quello più timido facendo sì che gran parte dei diritti sindacali venissero riconosciuti alle associazioni sindacali firmatarie di contratti collettivi di lavoro applicati nell unità produttiva lasciando dunque nelle mani delle controparti che firmano i contratti collettivi di cui sopra la scelta dei sindacati a cui concedere o meno questi diritti un ultimo aspetto dello statuto riguarda o meglio riguardava la tutela della cosiddetta assunzione numerica cioè della norma per la quale fatte salve alcune categorie speciali di lavoratori i padroni potevano solo chiedere agli uffici di collocamento rigorosamente pubblici e dipendenti dalle provincie il numero e le specializzazioni dei lavoratori di cui aveva bisogno con ciò si evitava ogni discriminazione al momento dell assunzione fosse essa fisica sessuale etnica religiosa politica sindacale inoltre si evitava ogni clientelismo ma un governo di centrosinistra il mitico primo governo prodi ancora sostenuto dall esterno perfino da rifondazione comunista attraverso una misura voluta dal ministro del lavoro tiziano treu e attribuita alla necessità di ottemperare all ennesima direttiva comunitaria abolì in un solo colpo con la legge 59 del 1997 il carattere pubblico del collocamento e la chiamata numerica dando pienamente nelle mani dei padroni la chiave dell entrata nel mondo del lavoro come si vede lo statuto non viene solo smantellato da destra 4

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le conquiste di un secolo di lotte operaie e le sconfitte degli ultimi trent anni la storia delle conquiste del movimento operaio che si sono avute nel giro di un secolo comincia a sfumare in un passato che sembra preistoria le nuove generazioni di lavoratori che hanno visto togliersi a mano a mano molti diritti acquisiti quelli in nome dei quali sono state colpite le pensioni ma che la pensione non l avranno mai o l avranno irrisoria non hanno quasi più l idea di quel tempo in cui i loro genitori avevano migliorato costantemente le condizioni di esistenza e avevano sperato che fosse possibile continuare a farlo per le nuove generazioni naturalmente quando parliamo di un secolo questo non coincide esattamente con il novecento dato che molte lotte sono cominciate negli ultimi due decenni dell ottocento e soprattutto perché l inversione di rotta è avvenuta ben trent anni fa negli ultimi tre decenni una parte notevole di esse è stata attaccata o addirittura cancellata lo spartiacque è stato il 1980 cercheremo di capire perché ma non guardando solo le modifiche alla normativa o la lettera dei contratti ma cercando di cogliere quei mutamenti culturali e ideali che si sono avuti nella sinistra e nei grandi sindacati che hanno fatto propria in misura crescente l ideologia di quello che una volta era e veniva chiamato esplicitamente il nemico di classe non tutte le conquiste hanno avuto la stessa importanza ad esempio quelle salariali sono state in molti periodi consistenti ma sono state più facilmente vanificate soprattutto nei periodi di crisi economica e di forte inflazione sono state rimangiate rapidamente dal padronato che ha ridotto con vari meccanismi il salario reale È sempre stato così ovunque ad esempio nella francia negli anni trenta la grande ondata di scioperi dilagati a macchia d olio e culminati nell occupazione di moltissime fabbriche del giugno 1936 dopo la vittoria del fronte popolare aveva ottenuto grandi aumenti salariali la settimana di quaranta ore le ferie per la prima volta pagate ecc ma quelle conquiste furono erose dapprima e poi cancellate una volta modificato il clima politico quando dopo oltre due anni di immobilismo dovuto alla concertazione i sindacati tentarono uno sciopero generale nel novembre 1938 la risposta dei lavoratori delusi fu 5

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debole e il governo il cui asse si era spostato progressivamente a destra poté cancellare con una nuova legge quel che aveva dovuto concedere sotto la pressione della mobilitazione operaia la difesa del potere d acquisto soprattutto sul piano salariale ciò è accaduto sistematicamente in breve tempo tranne nei periodi e nei paesi in cui c era un meccanismo automatico di difesa come la nostra scala mobile che era la migliore d europa conquistata come sottoprodotto del grande spostamento a sinistra seguito alla caduta del fascismo in cui la classe operaia aveva avuto un ruolo determinante sia con i grandi scioperi del marzo 1943 sia con la sua partecipazione determinante alla resistenza alla scala mobile il cui nome dice poco alle nuove generazioni dedicheremo una parte importante di questo testo non per nostalgia ma perché per rilanciare le lotte dei lavoratori sarà necessario riproporre magari con altro nome e con regole diverse un meccanismo di recupero automatico dei salari reali non è vero che la scala mobile non occorrerebbe più perché l inflazione ha rallentato e anzi in quest ultimo anno è stata addirittura momentaneamente azzerata si tratta di un fenomeno temporaneo dovuto alla forte contrazione del potere d acquisto dovuta all enorme diffusione della cassa integrazione ai licenziamenti dei precari ecc È questo che ha spinto la grande distribuzione e anche il piccolo commercio al dettaglio a ridurre una parte dei prezzi non a caso per invogliare a comprare nel 2009 sono stati anticipati i saldi con sconti fino al 50 che non erano tutti truffaldini l organizzazione del lavoro altre conquiste come il controllo sulla nocività e sulle condizioni di lavoro ritmi ecc la lotta contro il cottimo cioè il salario commisurato alla quantità di pezzi prodotti e non al tempo passato in azienda ecc sono state condotte dal basso in vari periodi in italia soprattutto nel primo dopoguerra quando sorse il movimento dei delegati di reparto 6

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con epicentro torino e poi negli anni sessanta e settanta per recuperare quanto era stato perduto per la scelta sindacale nel secondo dopoguerra di privilegiare le rivendicazioni salariali rispetto all intervento sulle questioni dell organizzazione del lavoro la svolta che portò alla correzione per quanto riguarda la cgil fu fortemente voluta da giuseppe di vittorio che seppe reagire rapidamente ed efficacemente alla pesante sconfitta della fiom nelle elezioni alla fiat del 1955 con una riflessione autocritica dura e sincera le pensioni perfino il sistema previdenziale oltre ad essere stato migliorato nel corso di molti momenti di crescita della forza operaia è stato di per sé stesso una conquista operaia almeno indiretta agli albori del capitalismo non c era infatti nessuna forma di assistenza né in caso di infortunio o malattia chi si ammalava o rimaneva menomato anche gravemente a causa del lavoro poteva contare solo sulla solidarietà dei compagni di lavoro o dei familiari lo stesso accadeva in caso di morte dovuta a un incidente sul lavoro chi era licenziato per vecchiaia o arbitrio padronale non riceveva nulla va detto con amarezza che è quello che sta accadendo di nuovo ai lavoratori migranti che quando perdono il lavoro per giunta vengono criminalizzati e puniti come clandestini e a volte sono visti come nemici da parte di altri lavoratori influenzati da leghisti e altri razzisti dobbiamo riflettere sul fatto che i primi passi del movimento dei lavoratori furono fatti sul terreno della solidarietà le prime forme di associazioni dei lavoratori furono le società di mutuo soccorso organizzate per conto proprio o con l aiuto di società filantropiche religiose o laiche la maggior parte di esse puntava anche a unire lavoratori di provenienza regionale o nazionale diversa respingendo i tentativi di scagliare gli uni contro gli altri che il padronato faceva sempre e che in certi casi ­ se non contrastati ­ portarono a scontri sanguinosi e a veri e propri linciaggi di stranieri e spesso gli stranieri eravamo noi italiani che negli ultimi decenni dell ottocento e nella prima metà del novecento emigrammo a milioni in europa e oltre oceano queste associazioni permettevano anche una prima elevazione della coscienza di classe e assumevano spesso tra i propri compiti quello di assistere economicamente i licenziati o gli scioperanti fondi di resistenza ancor oggi presenti nei sindacati tedeschi o nordamericani così uno dei più accaniti nemici della classe operaia il cancelliere tedesco otto von bismarck mentre ren 7

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deva difficile la vita del partito socialdemocratico con leggi eccezionali rimaste in vigore tra il 1878 e il 1890 introduceva con una serie di leggi l assicurazione contro gli infortuni e le malattie a cui sarebbe seguito poi un vero e proprio sistema pensionistico l obiettivo era quello di strappare quei settori all autorganizzazione operaia e di combattere l influenza tra di loro del partito socialista e dei cattolici oggetto anch essi di una campagna discriminatoria ma intanto consentiva l estensione a tutti i lavoratori di una co pertura previd enzia l e osteggiata ferocemente dal padronato più miope il sistema fu poi introdotto in tutti gli altri paesi europei ancora oggi rimane qualche traccia del sistema mutualistico diretto in alcune categorie in italia tra i ferrovieri i giornalisti ecc attaccato quando consente una copertura maggiore dei rischi nulla a che vedere con gli attuali progetti padronali e governativi di sostituire il sistema previdenziale e sanitario pubblico con assicurazioni private che non sarebbero un ritorno a un passato glorioso di autorganizzazione ma solo un mezzo per drenare risparmi operai a beneficio di fondi pensione speculativi collegati ai grandi gruppi finanziari e assicurativi magari utilizzando i tfr trattamenti di fine lavoro cioè somme accantonate e spettanti di diritto a chi ha lavorato per tutta una vita il modello è quello privatistico degli stati uniti costosissimo e che quindi esclude gran parte della popolazione da ogni possibilità di assistenza e che nel migliore dei casi restituisce solo quanto è stato versato senza nessun beneficio aggiuntivo anche se le ingenti somme raccolte sono state investite in operazioni fruttuose i diritti di cittadinanza gli stessi diritti democratici come il diritto di voto suffragio universale esteso dapprima a tutti gli uomini poi dopo lotte lunghissime anche alle donne sono stati una conquista dei lavoratori che si sono battuti duramente per ottenerli e non furono certo concessi spontaneamente dai detentori del potere nel secolo scorso in tutti i paesi d europa il diritto di voto era legato al censo cioè alle tasse dirette pagate in base al reddito e riservato quindi a piccole minoranze di grandi possidenti solo intorno alla prima guerra mondiale in italia nel 1919 in un clima di grandi agitazioni e con lo spettro di un esten 8

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sione della rivoluzione russa si ottenne in gran parte dei paesi europei il suffragio universale maschile ma per molto tempo ogni parziale concessione era stata subordinata a varie condizioni ad esempio era necessario dimostrare di saper leggere e scrivere cosa che spinse molti socialisti a impegnarsi in uno sforzo per l alfabetizzazione che lo stato non si preoccupava certo di estendere alle classi subalterne la lunga lotta intorno all orario di lavoro la più importante delle conquiste operaie è stata comunque la riduzione d orario a 8 ore strappata dopo decenni di durissime e tenaci lotte nelle società pre-capitalistiche ogni contadino o artigiano libero lavorava in genere solo il tempo strettamente necessario alla produzione dei mezzi di sostentamento mentre il capitalismo fin dalla sua nascita tende a prolungare al massimo l orario di lavoro la progressiva sostituzione della società medievale e precapitalistica con quella industriale e capitalistica è stata costantemente accompagnata da un altrettanto progressiva azione normativa e di fatto in direzione dell allungamento della giornata lavorativa questa azione ha comportato numerosi cambiamenti sociali e perfino antropologici trasformando ritmi di vita basati per millenni sul sorgere e il calare del sole in ritmi cadenzati dagli orari di entrata e di uscita dalla fabbrica perfino l economia agricola e l allevamento attraverso l industrializzazione della campagne tendono ad essere ritmati in modo del tutto innaturale con orari da catena di montaggio oggi all inizio del ventunesimo secolo nonostante i progressi tecnologici strabilianti e nonostante che nei paesi avanzati sia stata imposta perlomeno formalmente la giornata lavorativa di otto ore si può affermare che a livello planetario quindi comprendendo tutti i continenti la giornata lavorativa media continua a tendere ad allungarsi mano mano che la produzione capitalistica tende a sostituire l economia agricola di sussistenza la riduzione dell orario di lavoro peraltro non costituisce solo un obiettivo economico essa allude alla liberazione dell uomo e della donna dalla schiavitù del lavoro salariato e alienante su proposta di marx il 1° congresso dell internazionale ginevra 1866 votò una risoluzione che sosteneva che la limitazione dell orario di lavoro è la condizione indispensabile perché gli sforzi per emancipare i lavoratori non falliscano per il convergere di analoghe proposte americane e europee si decise che la data del 1° maggio 1890 fosse la giornata internazionale di lotta per la riduzione d orario in russia la giornata di otto ore venne imposta dal basso dopo la rivoluzione di febbraio del 1917 con gli operai rivoluzionari che al termine delle otto ore suonavano la sirena per dare il segnare di uscire e tutti uscivano in pochi giorni i padroni che avevano necessità di produrre dovettero fare buon viso a cattivo gioco e assumere operai sufficienti per istituire un terzo turno si lavorava allora in due turni di dodici ore 9

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lo statuto dei diritti dei lavoratori in questi anni anche le leggi che hanno regolato le condizioni di lavoro sono state attaccate e in parte svuotate per questo occorre riflettere su come erano state conquistate prima di tutto si deve dire che perfino quando sembravano concesse dall alto erano sempre il riflesso di una crescita della combattività operaia il caso più importante è lo statuto dei diritti dei lavoratori in italia il progetto era in discussione da anni e le sue grandi linee erano state abbozzate da di vittorio già nel 1952 e poi approvate nel iii congresso della cgil napoli novembre-dicembre 1952 questi erano i punti salienti 1 il rapporto di lavoro tra padrone si diceva ancora così e lavoratori non può in nessun modo ridurre o limitare i diritti inviolabili che la costituzione riconosce all uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali dove svolge la sua personalità 2 il rapporto di lavoro riconosce al padrone solo il diritto di esigere dal proprio dipendente una determinata prestazione d opera per un dato periodo di tempo nel rispetto di una data organizzazione e disciplina di lavoro 3 il rapporto di lavoro non può in nessun modo e per nessun motivo vincolare o limitare i diritti civili del dipendente meno che mai può limitare il diritto del lavoratore di discutere con i suoi compagni le questioni relative al proprio lavoro 4 il rapporto di lavoro non deve essere soggetto a nessuna discriminazione politica religiosa o razziale quel testo si capisce meglio tenendo conto che nel 1952 era stata completata l opera di espulsione dalle grandi fabbriche e soprattutto dalla fiat di centinaia di quadri operai quelli che avevano salvato gli impianti dalle distruzioni e dai saccheggi dei nazisti licenziati con motivazioni apertamente politiche e ideologiche esemplare il caso di giovanni battista santhià la figura più eminente del proletariato fiat che dopo la liberazione era stato nominato direttore dei servizi sociali fu licenziato il capodanno del 1952 con la motivazione di una incompatibilità esistente tra il suo incarico e l appartenenza a un partito di cui è ben noto il costante atteggiamento di ostilità e di lotta a scopo distruttivo nei confronti della fiat quella proposta della cgil comunque aveva trovato per anni una notevole sordità nei diversi governi che si erano succeduti e che contrariamente alle ricostruzioni fantasiose e menzognere di berlusconi non erano comunisti ma do 10

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minati dal maggiore partito della borghesia italiana la democrazia cristiana la dc era stata spalleggiata prima da partitini laici del tutto subalterni e non in grado di rappresentare i lavoratori poi ­ per fronteggiare l ascesa delle lotte operaie ­ aveva finito per associare al governo il partito socialista italiano non molto forte in parlamento ma con un notevole peso nel vertice della cgil ancora di gran lunga il principale sindacato di una legge sui diritti dei lavoratori si discuteva da anni dunque ma non sarebbe mai stata approvata almeno nella forma avanzata che finì per avere se non ci fosse stato quel contesto di straordinaria conflittualità di cui si ricorda oggi solo l autunno caldo ma che era iniziata con le vivacissime lotte aziendali che nel 1967 e 1968 avevano fatto saltare le pastoie inserite nei contratti di categoria precedenti compreso quello recentissimo del 1966 ma una parte del merito va riconosciuto anche alla tenacia di giacomo brodolini il socialista che minato da un male incurabile assunse l incarico di ministro del lavoro proprio per portare a termine in pochi mesi sfidando apertamente i tentativi di svuotamento il lavoro di definizione della legge in ogni caso pesava un contesto in movimento il 1970 era stato festeggiato in modo unitario il 1° maggio per la prima volta dopo la scissione del 1948 pur essendo stato pensato inizialmente per regolare e arginare i conflitti lo statuto dei diritti dei lavoratori finì per registrare i nuovi rapporti di forza e assicurare una protezione legale fino a quel momento inconcepibile la radicalizzazione dei giovani magistrati nel corso degli anni settanta fece il resto permettendone un applicazione integrale e perfino estensiva ma esperienze del genere sono state fatte in diversi periodi in molti paesi del ciclo di lotte dell autunno caldo lo statuto dei lavoratori ha rappresentato la conquista più duratura anche se sottoposta a periodici attacchi appena il padronato ottenne i primi successi nella sua controffensiva per anni ha tutelato quattro tipi di diritti quelli della persona e del cittadino diritto di opinione alla saluta all istruzione alla riservatezza quelli del lavoratore come soggetto del rapporto di lavoro mansioni controllo della sua attività assenze assistenza sociale diritto di sciopero norme di collocamento diritti all azione sindacale prevista la presenza del sindacato in azienda come soggetto che partecipa alle decisioni in rappresentanza dei lavoratori,rsa diritti alla tutela giurisdizionale attraverso l azione sindacale e la repressione penale delle violazioni dei diritti del lavoratore l articolo 15 infatti ravvisando gli estremi del comportamento antisindacale nei sistemi tradizionalmente usati dagli imprenditori per tenere sotto controllo la manodopera dava alla parte più avanzata della magistratura uno strumento decisivo per modificare gli equilibri nel rapporto di lavoro lo svuotamento è cominciato indirettamente attraverso l affievolirsi della tutela sindacale negli anni della cogestione e con l ondata restauratrice nella magistratura nel complesso tutt altro che rossa 11

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legge 20 maggio 1970 n 300 statuto dei lavoratori norme sulla tutela della libertà e dignità del lavoratori della libertà sindacale e dell attività sindacale nel luoghi di lavoro e norme sul collocamento titolo i della libertà e dignità del lavoratore art art art art art art art art art art art art art 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 libertà di opinione guardie giurate personale di vigilanza impianti audiovisivi accertamenti sanitari visite personali di controllo sanzioni disciplinari divieto di indagini sulle opinioni tutela della salute e dell integrità fisica lavoratori studenti attività culturali ricreative e assistenziali istituti di patronato mansioni del lavoratore titolo ii della libertà sindacale art art art art art 14 15 16 17 18 diritto di associazione e di attività sindacale atti discriminatori trattamenti economici collettivi discriminatori sindacati di comodo reintegrazione nel posto di lavoro titolo iii dell attività sindacale art 19 costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali art 20 assemblea art 21 referendum art 22 trasferimento dei dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali art 23 permessi retribuiti art 24 permessi non retribuiti art 25 diritto di affissione 12

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art 26 contributi sindacali art 27 locali delle rappresentanze sindacali aziendali titolo iv disposizioni varie e generali art 28 repressione della condotta antisindacale art 29 fusione delle rappresentanze sindacali aziendali art 30 permessi per i dirigenti provinciali e nazionali art 31 aspettativa dei lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali art 32 permessi ai lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive titolo v norme sul collocamento art 33 collocamento art 34 richieste nominative di manodopera titolo vi disposizioni finali e penali art 35 campo di applicazione art 36 obblighi dei titolari di benefici accordati dallo stato e degli appaltatori di opere pubbliche art 37 applicazione ai dipendenti da enti pubblici art 38 disposizioni penali art 39 versamento delle ammende al fondo adeguamento pensioni art 40 abrogazione delle disposizioni contrastanti art 41 esenzioni fiscali 13

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titolo i della liberta e dignita del lavoratore art 1 libertà di opinione i lavoratori senza distinzione di opinioni politiche sindacali e di fede religiosa hanno diritto nei luoghi dove prestano la loro opera di manifestare liberamente il proprio pensiero nei rispetto dei principi della costituzione e delle norme della presente legge art 2 guardie giurate il datore di lavoro può impiegare le guardie particolari giurate di cui agli artt 133 e seguenti del t.u approvato con r.d 18 giugno 1931 n 773 soltanto per scopi di tutela del patrimonio aziendale le guardie giurate non possono contestare ai lavoratori azioni o fatti diversi da quelli che attengono alla tutela del patrimonio aziendale È fatto divieto al datore di lavoro di adibire alla vigilanza sull attività lavorativa le guardie di cui al primo comma le quali non possono accedere nei locali dove si svolge tale attività durante lo svolgimento della stessa se non eccezionalmente per specifiche e motivate esigenze attinenti ai compiti di cui al primo comma in caso di inosservanza da parte di una guardia particolare giurata delle disposizioni di cui al presente articolo l ispettorato del lavoro ne promuove presso il questore la sospensione dal servizio salvo il provvedimento di revoca della licenza da parte del prefetto nei casi più gravi art 3 personale di vigilanza i nominativi e le mansioni specifiche del personale addetto alla vigilanza dell attività lavorativa debbono essere comunicati ai lavoratori interessati art 4 impianti audiovisivi È vietato l uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell attività dei lavoratori gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell attività dei lavoratori possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali oppure in mancanza di queste con la commissione interna in difetto di accordo su istanza del datore di lavoro provvede l ispettorato del lavoro dettando ove occorra le modalità per l uso di tali impianti per gli impianti e le apparecchiature esistenti che rispondono alle caratteristiche di 14

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cui al secondo comma del presente articolo in mancanza di accordo con le rappresentanze sindacali aziendali o con la commissione interna l ispettorato del lavoro provvede entro un anno dall entrata in vigore della presente legge dettando all occorrenza le prescrizioni per l adeguamento e le modalità di uso degli impianti suddetti contro i provvedimenti dell ispettorato dei lavoro di cui ai precedenti secondo e terzo comma il datore di lavoro le rappresentanze sindacali aziendali o in mancanza di queste la commissione interna oppure i sindacati dei lavoratori di cui al successivo art 19 possono ricorrere entro 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento al ministro per il lavoro e la previdenza sociale art 5 accertamenti sanitari sono vietati accertamenti da parte del datore di lavoro sulla idoneità e sulla infermità per malattia o infortunio del lavoratore dipendente il controllo delle assenze per infermità può essere effettuato soltanto attraverso i servizi ispettivi degli istituti previdenziali competenti i quali sono tenuti a compierlo quando il datore di lavoro lo richieda il datore di lavoro ha facoltà di far controllare la idoneità fisica del lavoratore da parte di enti pubblici ed istituti specializzati di diritto pubblico art 6 visite personali di controllo le visite personali di controllo sul lavoratore sono vietate fuorché nei casi in cui siano indispensabili ai fini della tutela del patrimonio aziendale in relazione alla qualità degli strumenti di lavoro o delle materie prime o dei prodotti in tali casi le visite personali potranno essere effettuate soltanto a condizione che siano eseguite all uscita dei luoghi di lavoro che siano salvaguardate la dignità e la riservatezza del lavoratore e che avvengano con l applicazione di sistemi di selezione automatica riferiti alla collettività o a gruppi di lavoratori le ipotesi nelle quali possono essere disposte le visite personali nonché ferme restando le condizioni di cui al secondo comma del presente articolo le relative modalità debbono essere concordate dal datore di lavoro con le rappresentanze sindacali aziendali oppure in mancanza di queste con la commissione interna in difetto di accordo su istanza del datore di lavoro provvede l ispettorato del lavoro contro i provvedimenti dell ispettorato del lavoro di cui al precedente comma il datore di lavoro le rappresentanze sindacali aziendali o in mancanza di queste la commissione interna oppure i sindacati dei lavoratori di cui al successivo art 19 possono ricorrere entro 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento al ministro per il lavoro e la previdenza sociale 15

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