NetMagazine Luglio 2012

 

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netmagazine anno ii n°7 luglio 2012 www.netmagazine.eu non si arresta lo sciame sismico in emilia e la sicilia cosa accadrebbe nella nostra isola se dovessimo subire gli improvvisi movimenti della terra dossier terremoti la parola agli esperti parole semplici versol antimafia belpasso lanottebiancadellaprevenzione economia creare un business plan per mettersi in proprio mercati&finanza consigli utili all investimento allerta terremoti

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netmagazine editoriale i l ponte sullo stretto di messina non é un opera prioritaria per il governo così qualche giorno fa il ministro allo sviluppo economico corrado passera a conclusione di un intervento sugli obiettivi posti in essere dal consiglio dei ministri in tema di opere pubbliche e sviluppo economico in realtà l utilità del ponte sullo stretto è stata spesso messa in discussione e non soltanto dagli ambientalisti la stabilità della struttura il costo l impatto ambientale il rischio sismico sono alcuni dei timori avanzati dal fonte del no condividiamo in parte queste argomentazioni contro il ponte ma a nostro parere i motivi enunciati non sono sufficienti l obiettivo principale che si vuole raggiungere con la costruzione del ponte é accelerare il traffico su gomma da e per il resto d italia non vincolando i mezzi al traghettamento se l obiettivo é questo cioè velocizzare il traffico dei mezzi allora si dovrà riflettere sullo stato assolutamente precario delle autostrade siciliane avete mai percorso l autostrada messina ­ palermo credevamo che in italia non potesse esistere un autostrada più disastrata della a19 catania palermo e invece c è e proprio la a20 messina palermo che presenta purtroppo tutti gli elementi della tanta decantata inefficienza meridionale cavalcavia arrugginiti deviazioni continue e gallerie completamente al buio pensate che sia tutto ebbene no perché al pericolo continuo al quale si espone lo sventurato automobilista c è anche la beffa di dover pagare un pedaggio autostradale alle stelle quasi 5 euro per 80 km da capo d orlando a messina rabbrividiamo da anni nessuno solleva la maxi questione rappresentata dallo stato in cui versano le autostrade e le strade statali siciliane È comodo parlare del ponte che non c è meno ammettere che in sicilia prima del ponte mancano le strade le linee ferrate i mezzi pubblici i collegamenti con le isole e un altro nuovo aeroporto per la sicilia sud orientale in questo numero netmagazine affronta il tema dei terremoti e del rischio sismico che preoccupa la nostra regione ed in particolar modo la provincia di catania parliamo del digitale terrestre e come iniziare un attività imprenditoriale attraverso un business plan paura per gli investimenti la nostra rubrica vi dà dei consigli utili per investire in sicurezza ed ancora tanti altri argomenti di medicina storia diritto attualità cronaca locale e religione buona estate lettori e soprattutto buona informazione direttore responsabile salvo spampinato

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sommario netmagazine anno ii n°7 luglio 2012 primo piano allerta terremoti pag 6 registrato presso il tribunale di catania n° 9 del 31/03/2011 iscrizione al roc n° 21153 editore ludovico lizzio editore via circumvallazione 14/a 95047 paternò ct e-mail info@netmagazine.eu l intervista panebianco pdl la politica torni tra la gente pag 11 parole semplici verso l antimafia pag 14 economia creare un business plan per mettersi in proprio pag 20 direttore responsabile salvo spampinato e-mail direttore@netmagazine.eu hanno collaborato giuseppe d ignoti laura la manna francesco magrì giuseppe mirenda marisa motta fabrizio rizzo nino spanò lucia toscano gianluca vota e-mail redazione@netmagazine.eu mercati&finanza consigli utili per l investimento pag.22 foto e grafica ludovico lizzio editore stampa grafiche cosentino caltagirone ct pubblicita ludovico lizzio editore cell 3497889530 e-mail info@netmagazine.eu leggi netmagazine anche on line sul sito memorie storiche di paterno la causa per la ricompra al demanio pag.24 diritto e societa la responsabiltà oggettiva kerigma matrimonio dono di grazia pag.26 pag.28 www.netmagazine.eu tecnologia addio analogico è arrivato il digitale pag.30 oppure seguici su medicina e salute ricerca t-dm1 il farmaco postino pag.32 facebook twitter

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non si arresta lo sciame sismico in emilia e la sicilia cosa accadrebbe nella nostra isola se dovessimo subire gli improvvisi movimenti della terra di salvo spampinato il terremoto che ha colpito l emilia ha colto tutti di sorpresa non tanto per l avvenimento in sé che nella stragrande maggioranza dei casi risulta assolutamente imprevedibile quanto per l intensità del sisma l emilia romagna difatti risulta tra le aree a minor rischio sismico dell intera penisola basti pensare che altri due eventi analoghi nel cuore della pianura padana avvennero nel 1570 con un sisma di magnitudo 5.5 della scala richter e nel 1987 con una scossa di magnitudo 5.4 l ultimo evento sismico dunque si configura come il più forte degli ultimi cinquecento anni tanto è servito agli scienziati per rivedere ed aggiornare la mappa delle aree a maggior rischio sismico in italia il nostro paese infatti per la sua posizione geografica é tra i più esposti all eventualità di forti terremoti il belpaese poggia tra la zolla africana e quella euroasiatica che continuano a generare forti spinte nel sottosuolo alle quali si deve nel corso di milioni di anni la formazione della catena delle alpi e degli appennini ma non tutta la penisola é esposta al rischio di un terremoto con uguali probabilità prima la calabria ultima la sardegna gli scienziati nel corso di decenni hanno suddiviso le regioni italiane secondo questa speciale classifica se al momento risulta quasi impossibile il verificarsi di un terremoto in sardegna in puglia e nell italia nord occidentale lo stesso di certo non può dirsi lungo la catena appenninica che rappresenta l area a maggior rischio sismico il friuli venezia giulia l umbria la campania la basilicata,la zona dell aspromonte calabrese e giù fino ai monti che si affacciano nella provincia di siracusa e ragusa sono queste le aree che più di altre devono temere un nuovo terremoto nel dettaglio la protezione civile ha suddiviso l italia in 4 zone che indicano il rischio sismico relativo all area in oggetto a parte poche eccezioni come le già citate sardegna puglia lombardia e trentino alto adige è soprattutto il centro sud italia a dover fare i conti col movimento del sottosuolo in sicilia la situazione non è poi così diversa gran parte del territorio isolano è infatti a rischio sismico ma con alcune differenze sostanziali la provincia di agrigento ad esempio è classificata come zona 4 ossia a rischio sismico molto basso con buona pace dei templi greci che sovrastano la valle agrigentina allerta terremoti 6

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le altre otto province siciliane sono collocate in zona 2 rischio medio anche se per alcune parti di esse il discorso purtroppo cambia È il caso della provincia di messina soprattutto l area che si affaccia sul mare ionio e la valle del belice nella provincia di trapani ad essere menzionate nella tanto temuta zona 1 rischio alto a queste andrebbe aggiunta anche l altopiano ibleo dove nel 1693 si scatenò uno dei terremoti più violenti che si ricordano in italia in quella occasione il val di noto e la stessa città di catania ebbero danni ingentissimi da quell evento sorsero nuove città caratterizzate da un nuovo stile il barocco del quale oggi apprezziamo la straordinaria bellezza i terremoti in sicilia la storia anche la più recente dimostra che il rapporto tra la sicilia e le forze naturali non è stata sempre fonte d ispirazione o di mera attrazione turistica le lave che ricoprono oggi gran parte del territorio catanese testimoniano la forza della natura che più volte si è fatta beffe di mura e fortificazioni rendendo vani gli sforzi di coloro che abitano ai piedi del vulcano più alto d europa proprio la città di catania per ben due volte nel 1669 e nel 1693 ha dovuto arrendersi alla forza della natura manifestatasi in tutta la sua violenza attualmente le probabilità che si verifichino eruzioni come quella che arrivò a catania sono molto basse ma bisogna comunque ricordare che il vulcano etna ha più volte mostrato tutta la sua forza facendo arrivare le sue lave fino a mare senza andare molto lontano infatti durante l eruzione del 1928 la colata lavica distrusse il paese di mascali niente a che vedere con l eruzione del 1669 estremamente più violenta e duratura nel 1669 sull etna si formò una frattura lunga oltre 12 km dal punto più basso della frattura iniziò una violentissima attività esplosiva ed eruttiva in poche decine di giorni la lava distrusse molti paesi e sommerso la parte occidentale della città di catania fino a raggiungere la costa dopo aver circondato il castello ursino che davvero miracolosamente sopravvisse a quel tragico evento la vera minaccia viene dal mare sebbene l etna abbia fornito prova di poter rappresentare una seria minaccia per l hinterland catanese i rischi maggiori non provengono dall attività seppur frequente del vulcano ma dalla cosiddetta scarpata ibleo maltese ossia una faglia presente nel mar ionio a largo di siracusa formatasi a causa dell accavallamento tra le placche tettoniche africana e ed euroasiatica se consideriamo che negli ultimi diecimila anni la lava a catania é giunta soltanto sette volte è facile comprendere che si sta parlando di un fenomeno che in media si ripresenta una volta ogni 1400 anni inoltre l etna non dà origine a terremoti violenti ed estesi ma piuttosto superficiali e circoscritti all area pedemontana diverso è invece il caso rappresentato dal rischio proveniente da un sisma originato dalla scarpata ibleo maltese per avere un idea delle conseguenze provocate dai movimenti di questa faglia basta ricordare che nel 1693 il terremoto che distrusse quasi completamente catania può essere misurato addirittura con il decimo grado della scala mercalli i terremoti generati dalle faglie sono ben diversi da quelli dovuti dall attività vulcanica nascono in profondità e liberano una quantità di energia nettamente superiore quando questa energia viene liberata le onde raggiungono un area molto più vasta di territorio facendo sentire i suoi effetti catastrofici anche a centinaia di chilometri ma non è soltanto la scarpata ibleo maltese a destare la preoccupazione degli studiosi la sicilia infatti si può definire a grandi linee una zona d incontro fra la placca europea e quella africana queste scontrandosi non soltanto si accavallano ma danno origine ad una serie di fratture con direzione sud ­ nord e la sicilia e i suoi mari ne presentano diverse il terremoto di messina una di queste é presente nello stretto di messina la stessa per intenderci che causò il terremoto e il seguente maremoto del 1908 alle 5:21 del mattino del 28 dicembre 1908 avvenne quello che viene considerato il terremoto più forte che l europa abbia mai registrato xi grado della scala mercalli oltre ad un degli eventi catastrofici più violenti del secolo scorso secondo le testimonianze dell epoca i sismografi impazzirono letteralmente non riuscendo a contenere l ampiezza delle onde registrate dal terremoto che si originò in mare si levarono poco dopo delle onde gigantesche che distrussero le coste delle città di messina e reggio calabria si calcola che il 90 delle abitazioni della cittadina messinese furono danneggiate dal maremoto mentre i morti si calcolarono tra i 90000 e i 120000 non soltanto la faglia presente nello stretto attraversa l area di messina 7

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nella nostra isola e in special modo nella provincia peloritana le due placche infatti s incontrano anche nella zona di taormina generando la cosiddetta linea di taormina una sorta di punto di contatto fra le placche che scende in diagonale verso gela e causa la montuosità delle aree che attraversa il terremoto del belice anche la sicilia occidentale ha pagato a caro prezzo la sua esposizione al rischio di terremoti nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 un terremoto di magnitudo 6.1 colpì le province di trapani agrigento e palermo il sisma dimostrò chiaramente l insufficienza delle costruzioni moltissime case furono distrutte provocando circa 70000 senza tetto i morti furono 370 nonostante l operosità degli abitanti della valle del belice abbia contribuito a ridare un nuovo aspetto alle aree terremotate ancora oggi dopo oltre 40 anni non é difficile notare case diroccate ed abbandonate testimoni amari di quella notte di gennaio il terremoto di santa lucia per ricordare eventi sismici di un certo rilievo non é necessario scomodare il libro di storia l ultimo grande terremoto registrato nella sicilia orientale infatti avvenne il 13 dicembre del 1990 e passò alla storia come il terremoto di santa lucia per la festa che viene dedicata alla santa proprio in quel giorno il terremoto iniziò all 1:24 della notte ed ebbe una durata di circa 45 secondi attimi interminabili se si pensa che il sisma fu misurato con il vii grado della scala mercalli il terremoto ancora una volta come nel 1908 si generò in mare ma questa volta a largo di siracusa il bilancio conclusivo fece registrare 17 morti e oltre 15000 senza tetto i danni neanche a dirlo furono ingentissimi in tutta l area che da carlentini va verso siracusa unici rimedi prevenzione e costruzioni antisismiche una volta fornito il quadro generale la domanda che però si faranno molti é perché in italia terremoti di media intensità provocano morti e distruzione mentre in altre parti del mondo come in giappone scosse ben più gravi domenico amodeo vengono gestite in regime dir lavori pubblici di quasi normalità il pa comune di paternò radosso vissuto dall area catanese sta nel fatto che pur trovandosi in una zona altamente sismica soltanto a partire dal 1981 é stata riconosciuta come tale ciò vuol dire che tutti gli edifici costruiti prima di questa data seppur in cemento armato non rispettano le norme antisismiche come previsto dalla legge i comuni etnei come si sono preparati negli anni ad un nuovo evento sismico che almeno dalle nostre parti manca dal 1990 e importante spiega il dirigente ai lavori pubblici del comune di paternò domenico amodeo ­ procedere attraverso le esercitazioni purtroppo la nostra terra é soggetta ai movimenti del sottosuolo e per ridurre i danni di un sisma tanto può dipendere dalla reazione composta della cittadinanza e dall efficienza della macchina dei soccorsi se da un lato risulta prioritario inculcare nella mentalità popolare le buone prassi da seguire in caso di terremoto dall altro é altrettanto importante investire in costruzioni che realmente possano difenderci in caso di sisma intervista a raffaele azzaro sismologo dell istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di catania che probabilità c è che un terremoto possa colpire la sicilia nel prossimo futuro la probabilità di un forte terremoto è stata stimata da alcuni studi recenti la cui eco però é stata amplificata forse fin troppo dai mass media tengo a precisare che gran parte della comunità scientifica nazionale ed internazionale non è d accordo con questi studi che vengono giudicati più che altro come opinioni di singoli scienziati ciò su cui dobbiamo concentrarci piuttosto é sull azione di prevenzione sismica che si sostanzia in due fattori l adeguamento degli edifici privati e pubblici che devono essere in grado di sopportare le oscillazioni provocate dal terremoto e l educazione dei cittadini una corretta informazione tra la popolazione infatti può fare la differenza e concorrere alla raffaele azzaro salvezza di vite umane per quanto riguarda la sicilia orientale cosa vi preingv catania occupa di più in sicilia orientale sono due le aree nelle quali possono prodursi scuotimenti molto forti l area dello stretto di messina e l altopiano ibleo dal quale si scatenò il grande terremoto del 1693 e vero che in sicilia possono prodursi i terremoti tra i più forti della macro area del mediterraneo certamente in sicilia già altre volte nel passato si sono scatenati terremoti di magnitudo superiore a 7 lo stesso discorso vale per buona parte dell italia meridionale pensiamo alla calabria o all irpinia la sicilia fa parte di quelle regioni dove il rischio sismico storicamente é molto elevato rispetto al passato avete notato in quest ultimo periodo delle variazioni nella frequenza delle scosse in sicilia su questo punto é necessario fare un chiarimento bisogna considerare il veloce progresso tecnologico che sta coinvolgendo anche le apparecchiature che usiamo per misurare i movimenti nel sottosuolo progressi che nel giro di pochi anni ci consentono di fare rilevazioni sempre più precise e magari impossibili fino a qualche anno fa quindi non direi che oggi assistiamo ad un numero maggiore di scosse bensì é la tecnologia che ci consente studi sempre più attenti 8

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il caso del centro operativo misto di paternò da diversi anni a paternò si aspetta la conclusione dei lavori del com il centro operativo misto che diverrebbe in caso di emergenza il centro nevralgico per coordinare le operazioni di soccorso il centro operativo misto continua l ingegnere amodeo é un edificio che ha le caratteristiche strutturali per resistere ad un terremoto e dunque in caso di necessità sarebbe il com ad ospitare le operazioni di coordinamento spero che nel prossimo futuro ha concluso amodeo i soggetti istituzionali coinvolti possano accelerare l iter di completamento per dare vita ad una struttura assolutamente strategica in caso di emergenza a spiegare infatti le difficoltà che incontrerebbe in caso di terremoto ad esempio la città di paternò con i suoi quasi 50000 abitanti è andrea bruno funzionario dell ufficio comunale di protezione civile sicuramente spiega l ingegnere bruno una prima criticità é rappresentata dalle vie di comunicazione con catania che potrebbero congestionarsi e causare un ritardo nei soccorsi provenienti proprio dal capoluogo di provincia per quanto riguarda i quartieri quello che preoccupa di più é l intero centro storico perché presenta case antiche e vie di fuga molto limitate in caso di crolli sarebbe molto difficile poter raggiungere intere porzioni del centro storico che rischieandrea bruno rebbero di restare isolate uff prot civile comune di paternò rispetto al resto della città l ultima minaccia viene dai giornali nei giorni scorsi ha fatto discutere la relazione presentata da luciano maiani presidente della commissione nazionale grandi rischi su possibili evoluzioni del terremoto in emilia in realtà maiani ha voluto chiarire la posizione della commissione nazionale grandi rischi spiegando la bontà delle considerazioni a cui sono giunti gli esperti in sostanza la commissione avrebbe parlato di orientamenti evolutivi e non di previsioni di terremoto specificando che oggi é ancora impossibile prevedere quando e dove avverrà un terremoto ma é possibile studiarne la dinamica così da poter cercare di interpretare una possibile evoluzione del fenomeno molti hanno interpretato la tesi della commissione come la previsione di un nuovo grande terremoto e soprattutto numerosi siti internet si sono sbizzarriti in previsioni da fine del mondo previsioni false che hanno interessato anche la sicilia dove una strana voce di corridoio serpeggiata nelle scorse settimane preludeva ad un evento sismico particolarmente violento proprio dalle nostre parti gli scienziati si sono affrettati a smentire e la voce grazie a dio é rimasta tale almeno fino ad ora di certo c é che la storia italiana e a maggior ragione della sicilia racconta con preoccupante periodicità di eventi naturali a volte anche di dimensioni catastrofiche che la minaccia venga dal mare piuttosto che da fenomeni improvvisi del vulcano ciò che importa é che il pericolo non venga mai sottovalutato a cominciare dai materiali e dalle tecniche utilizzate per la costruzione di nuove abitazioni per finire alla collaborazione tra le istituzioni per lo svolgimento delle esercitazioni di protezione civile intervista ing giovanni spampinato dirigente del dipartimento di protezione civile della provincia di catania ing spampinato quali sono le priorità evidenziate per la protezione civile la protezione civile in seguito alle emergenze che abbiamo affrontato ha la necessità di migliorare l azione della macchina organizzativa perché dall efficienza di quest ultima può dipendere in caso di calamità la vita di centinaia di persone per questa ragione organizziamo periodicamente delle esercitazioni attraverso le quali testare le effettive capacità delle squadre di soccorso l ultima esercitazione che abbiamo organizzato a metà giugno è stata chiamata 30 ore per non rischiare l iniziativa è stata estesa a diversi comuni della fascia etnea della provincia di catania ed ha coinvolto oltre 400 volontari e 50 mezzi di soccorso in questo caso abbiamo voluto ipotizzare lo scenario che si verificò il 20 febbraio del 1818 quando si sca giovanni spampinato tenò un terremoto di magnitudo 6.2 della scala richter in queste esercita dip prot civile zioni la protezione civile intende coinvolgere anche la popolazione perché riteniamo che non soltanto i volontari e le forze dell ordine debbano testare l efficienza degli interventi ma è altrettanto necessario stimolare la popolazione residente ad imparare come reagire davanti ad un evento tellurico qualche mese fa si era parlato della protezione civile non pronta a gestire situazioni di emergenza È ancora così no non credo che sia così più che altro credo che oggi la maggiore priorità sia coinvolgere la popolazione per l acquisizione delle corrette norme comportamentali e le amministrazioni comunali nella prevenzione dai rischi dopo gli ultimi terremoti in italia la protezione civile come intende gestire l allarmismo che si é diffuso anche in sicilia vorrei sfatare queste dicerie su presunti terremoti perché ad oggi purtroppo la comunità scientifica non ha gli strumenti per poter prevedere eventi di questo genere l unica possibilità che abbiamo per ridurre al minimo i danni da terremoti lo ribadisco è la prevenzione su cui non dobbiamo mai smettere di investire 9

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il 16 e 17 giugno i comuni etnei hanno ospitato la maxi esercitazione di protezione civile per testare il coordinamento delle squadre dei soccorsi la citta di paterno promossa a pieni voti preoccupa nicolosi un terremoto di magnitudo 6.2 della scala richter esteso all intera fascia etnea come avvenne il 20 febbraio 1818 e questo le scenario simulato sabato e domenica16 e 17 giugno in occasione dell esercitazione di protezione civile denominata 30 ore per non rischiare l esercitazione ha coinvolto i comuni di randazzo bronte mascalucia nicolosi pedara trescastagni viagrande e paternò proprio domenica a paternò si è svolta la seconda giornata di esercitazione che ha visto impegnate le forze dell ordine ma soprattutto i volontari di varie associazioni di pubblica assistenza provenienti anche dai paesi vicini l esercitazione che nei due giorni ha coinvolto complessivamente circa 400 volontari e 50 mezzi di soccorso è stata promossa da federmisercordie sicilia anpas progetto fir centro di servizio per il volontariato etneo oltre al supporto scientifico fornito dall istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e coordinato dal dipartimento regionale di protezione civile nello specifico l esercitazione ha previsto la simulazione di crolli all interno delle chiese e dei locali parrocchiali a paternò gli interventi di soccorso sono stati individuati all interno di quattro chiese santuario della consolazione chiesa di san biagio chiesa spirito santo e chiesa sacro cuore da specificare che all arrivo dei soccorsi le celebrazioni erano concluse coinvolta nell esercitazione anche la biblioteca comunale dove gli organizzatori dell esercitazione hanno previsto ben quattro emergenze causate da fantomatici crolli di calcinacci a tal proposito i volontari che simulavano le cavie da soccorrere sono stati truccati con piaghe ferite e sangue sparso così da conferire alla simulazione un aspetto quanto mai reale l esercitazione a paternò ha preso il via alle 11,00 in punto coordinata dal centro operativo installato nella piazza parcheggio giovanni paolo ii insieme al presidio medico avanzato per il ricovero dei feriti la simulazione é durata circa trenta minuti quanto bastava ai volontari per testare la macchina dei soccorsi ed evidenziare eventuali inefficienze ritengo che l esercitazione sia andata bene ­ ha spiegato il presidente dell apas salvo pappalardo ­ soprattutto sono soddisfatto della collaborazione mostrata dalle associazioni e dalle parrocchie coinvolte 30 ore per non rischiare marcello pezzino dip prot civile a valutare l esercitazione tra gli altri anche l ing marcello pezzino del dipartimento di protezione civile il bilancio complessivo ­ ha affermato pezzino ­ è positivo era importante testare gli interventi di soccorso in luoghi affollati come le chiese che spesso pagano i costi più alti in caso di sisma nessuno ha concluso pezzino ­ può dire quando e se avverrà un terremoto ma è necessario tenere sempre pronta la macchina dei soccorsi gruppo anpas paternò nei riquadri alcune fasi dell esercitazione 10

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l intervista panebianco la politica torni tra la gente il coordinatore paternese del pdl analizza l attuale momento politico e dichiara la vera politica si fa risolvendo i problemi della gente e non restando nelle stanze dei bottoni le prossime elezioni regionali rappresentano una grande opportunita di rinnovamento salvo panebianco al pdl in questo momento cosa serve di più un rinnovamento che magari passi da un nuovo nome o un consolidamento degli uomini e dei contenuti già proposti all elettorato a mio parere serve una presa d atto da parte della politica É necessario comprendere che non ci si può più proporre all elettorato con le attuali condizioni serve piuttosto una riforma elettorale che consenta ai cittadini di eleggere direttamente i propri candidati e farli sentire responsabili o meglio protagonisti della politica dobbiamo tornare a dare priorità alla gente ai problemi del territorio e non credo come ancora sostiene qualcuno anche all interno del mio partito che si possano gettare nuove basi in un simile contesto auspico vivamente un effettivo rinnovamento può esistere un pdl con una nuova leadership ad esempio con angelino alfano premier credo proprio di sì qualche giorno fa si é tenuta una riunione a roma con i gruppi parlamentari di camera e senato in cui silvio berlusconi ha ribadito la sua intenzione di voler andare alle elezioni proponendo un governo guidato da angelino alfano con lo stesso berlusconi al ministero dello sviluppo economico penso sia un ottima idea anche se ritengo che alfano debba consolidare la sua immagine di uomo politico autonomo rispetto al passato in questo momento la politica cerca di coinvolgere i giovani come commenta questo nuovo tentativo di avvicinare la base politica ai partiti i giovani sono senza alcun dubbio il target di riferimento per la politica purtroppo non sempre alle parole sono seguiti i fatti così i giovani spesso si sono ritrovati in posizioni marginali sono convinto lo ripeto che in politica debba andare avanti soltanto chi conosce il territorio e la sua gente a maggior ragione se giovane dobbiamo riaprire le segreterie dei partiti inaugurare nuovi circoli insomma avvicinarci il più possibile alla gente costruendo un nuovo rapporto di fiducia in questo senso sono d accordo con il sindaco di firenze matteo renzi che insiste sul fatto che debba andare in parlamento soltanto chi conosce da vicino i problemi della gente in sicilia si attendono le dimissioni del presidente della regione siciliana raffaele lombardo a suo parere si tratta di un atto dovuto alla luce delle motivazioni di cui parliamo credo proprio che si tratti di un atto dovuto la sicilia ancora una volta si dimostra una regione bella ma sfortunata dopo la condanna di totò cuffaro ci ritroviamo a parlare delle indagini della magistratura su un altro presidente della regione siciliana peraltro all assemblea regionale siciliana circola già un documento contenente un atto di sfiducia attraverso il quale i partiti si stanno allontanando dal governatore credo che con le dimissioni di lombardo non si chiuda soltanto un cerchio ma un ampia pagina politica da alcune settimane si parla di una sua candidatura alle prossime elezioni regionali che dovrebbero tenersi ad ottobre conferma confermo la mia candidatura alle elezioni regionali questa scelta nasce a dir la verità durante le scorse elezioni amministrative a paternò quando ero tra i possibili candidati a sindaco come sappiamo si decise di prendere altre strade ma il partito ribadì che la mia persona rappresenta una risorsa su cui salvo panebianco coord pdl paternò investire per obiettivi ancor più importanti ho raccolto l invito del partito e mi presenterò all elettorato proponendo una politica fatta di cose concrete vicino alla gente e alle istituzioni locali bisogna considerare tra le altre cose che paternò non ha da tempo un deputato regionale che la rappresenti abbiamo pagato e continuiamo a pagare questa mancanza dobbiamo capire invece che tante decisioni politiche vengono prese proprio a palermo ed é quindi inimmaginabile che città importanti come la nostra non abbiano alcuna rappresentanza politica al parlamento siciliano quali dovranno essere le priorità poste in essere dal nuovo parlamento siciliano le priorità sono due tutelare la sicilia promuovendo i suoi territori e le sue eccellenze sia in ambito lavorativo che ambientale e turistico e dare sostanza allo statuto siciliano sul quale si fonda l autonomia della nostra regione sul tema del taglio ai costi della politica é favorevole ad una riduzione dei privilegi ai parlamentari siciliani sono favorevole alla riduzione dei costi della politica come segnale di disponibilità credo però che i primi tagli vadano effettuati nei confronti delle indennità parlamentari che rappresentano una rendita oggi non più accettabile per il resto posso dire che la mia fonte di reddito é sempre stato il lavoro che svolgo con passione nella mia azienda e non certo la mia attività politica paternò adrano belpasso biancavilla s maria di licodia ed ovviamente catania il comprensorio etneo attende nuove risposte dalla politica siciliana quali sono le sue idee per il nostro territorio dopo napoli catania possiede l agglomerato industriale più grande del sud italia secondo me dobbiamo partire da questo concetto promuovere la nascita o il mantenimento delle imprese sul territorio favorendo tutti coloro che vogliono investire nel catanese il comprensorio etneo poi ha grandi eccellenze poco conosciute e valorizzate È necessario invertire la rotta e ridare alla politica il suo ruolo di rappresentanza degli interessi legittimi dei cittadini 11

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radio city e netmagazine insieme per una migliore informazione radio city e netmagazine si uniscono per fare più grande l informazione a siglare il nuovo accordo sono stati nei giorni scorsi enzo distefano fondatore di radio city e ludovico lizzio editore di netmagazine una collaborazione grazie alla quale i due media potranno lanciare iniziative comuni nuovi approfondimenti e soprattutto nuove sperimentazioni nel campo dell informazione strano poi che a siglare questo accordo di collaborazione sia una radio storica del comprensorio catanese come radio city e netmagazine giovanissimo periodico di informazione nato poco più di un anno fa da un idea di ludovico lizzio dal 1990 spiega enzo distefano fondatore di radio city ­ la nostra radio ha sempre registrato un costante apprezzamento negli ascoltatori grazie alla musica e ai contenuti offerti che ci consentono di proporre la nostra radio come un emittente radiofonica giovane dinamica e soprattutto al passo con le nuove frontiere della comunicazione per questa ragione ci siamo trovati d accordo con ludovico lizzio ad iniziare un rapporto di collaborazione tra le nostre realtà che sono convinto porterà vantaggi ad entrambi la collaborazione tra radio city e netmagazine infatti abbraccerà vari settori dall approfondimento giornalistico all aspetto commerciale e pubblicitario fino al lancio di nuovi contenuti da proporre sulla piattaforma web la collaborazione con radio city ­ ha spiegato l editore di netmagazine ludovico lizzio ­ é motivo di orgoglio per noi perché ci permette di poter lavorare su nuovi canali di informazione allargando l offerta che il nostro mensile già propone periodicamente ai lettori ho creduto e credo molto in questa nuova collaborazione perché dimostra che due imprese due modi diversi di proporsi alla gente una radio ed un giornale possono davvero lavorare fianco a fianco per realizzare progetti innovativi e rafforzare l immagine e il ruolo dei media

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l intervista arrivederci crisi noi ce ne andiamo in vacanza di marisa motta concetta e donato motta loredana e roberto senna carmelo marano titolare agenzia viaggi l estate è arrivata e come un onda in tumulto ha investito tutti noi aria nadia e salvo moschetto condizionata e bevande dissetanti non posso bastare a placare le calde giornate che siamo costretti a sopportare ormai da qualche settimana la soluzione migliore sarebbe allora partire per una fresca e divertente vacanza in qualche località esotica che ci vedrebbe comodamente distesi sulla sabbia bianca finissima magari accompagnati da un cocktail tenuto tra le mani con tanto di ombrellino multicolore sogniamo se non fosse per un piccolo insignificante dettaglio non siamo sul set di sex and the city ma allora come trascorreremo le vacanze ormai da decenni come una tradizione che si tramanda da padre in figlio la meta prediletta o addirittura esclusiva per tanti paternesi è ragalna o in alternativa per gli adraniti e i biancavillesi le vigne che si affacciano sull etna non avendo tutti la possibilità di prenotare in un villaggio turistico o prendere in affitto una casa al mare si cercano le località più fresche e preferibilmente vicino la propria abitazione dove poter passare qualche ora senza patire il caldo afoso e soffocante tipico delle nostre città poi c è chi vola nelle acqua fresche del messinese come letojanni roccalumera e giardini naxos altre mete preferita dai catanesi ma quando arriva la crisi anche una giornata al mare con la propria famiglia diventa un piccolo lusso e noi purtroppo il concetto di crisi cominciamo a conoscerlo bene tuttavia c è chi non rinuncia alle ferie dopo un duro anno di lavoro e chi invece cerca soluzioni alternative per passare qualche giorno lontano dalla propria routine anche quest anno come alcuni ormai trascorsi affitteremo per un mese una casa a roccalumera ­ ci raccontano concetta e donato motta ­ nonostante ci siano voluti davvero tanti sacrifici perché non è facile tirare avanti una famiglia di quattro persone avendo un solo stipendio siamo riusciti a mettere da parte qualcosa per regalarci un mese lontano da tutti i problemi concedendoci un po di meritato riposo c è chi invece ha optato per una settimana in campeggio così come ci raccontano nadia e salvo moschetto dopo tante estati passate a lavoro sentivamo la necessità di prenderci qualche giorno di ferie da trascorrere con la mia famiglia ­ ci spiega nadia così con mio marito e i miei genitori abbiamo deciso di partire all avventura e prendere in affitto un bungalow a brolo una piccola ma simpatica località in provincia di messina in questo modo avremo la possibilità di dividere le spese circa 600 euro essendo due famiglie trascorrendo lo stesso una bellissima settimana e se andassimo tutti in un bel villaggio in calabria oh chi non vorrebbe nuotare in quelle acque cristalline e stare ad abbronzarsi tutto il giorno di certo potremmo chiedere a loredana e roberto senna di raccontarci la loro esperienza per noi le ferie estive sono fondamentali preferiamo risparmiare durante l anno su prodotti di abbigliamento e limitare le spese il più possibile per poi organizzare una bella vacanza in estate dopo aver passato un anno a lavorare senza sosta credo sia umano voler staccare la spina e godersi del sano relax altrimenti rischieremmo tutti di diventare pazzi dopo aver sentito i programmi estivi di queste famiglie abbiamo fatto un salto in un agenzia di viaggi per saperne di più sui gusti della gente e fare una previsione sulla quella che sarà la vacanza più gettonata dell estate 2012 fare un bilancio su quest estate è ancora impossibile essendo solo all inizio della stagione ­ afferma carmelo marano proprietario di una nota agenzia di viaggi paternese ­ tuttavia sono abbastanza fiducioso perché nonostante tutto sono ancora in molti ad andare in vacanza abbiamo chiesto al signor marano che tipo di vacanza predilige il cliente tipo abbiamo parecchie richieste di crociere risponde soprattutto per le coppie che prenotano il viaggio di nozze o per le famiglie per quanto riguarda i giovani invece una meta ambita è malta poiché le spese non sono eccessive e il divertimento è assicurato ma sono gettonate anche la spagna o la francia se pur in maniera minore insomma crisi o non crisi spese o non spese imu o non imu i paternesi non rinunciano alle loro vacanze che sia mare o montagna villaggio o campeggio una settimana da dedicare al proprio benessere è un privilegio proprio da non perdere 13

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